Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La visione dell’uomo che ha visto il futuro dell’umanità

Abbiamo iniziato a studiare l’articolo di Baal HaSulam “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”, che a me sembra la più importante tra tutte le sue introduzioni. In parte introduce degli estratti del Libro degli Oracoli dell’ARI, scritti dal suo discepolo Chaim Vital. Infatti, questa introduzione contiene tutto il percorso che dobbiamo attraversare per poter raggiungere il traguardo.

Anche se abbiamo tanti altri materiali, nessuno spiega in maniera più consistente il percorso lungo il quale dobbiamo avanzare e cambiare, passo per passo, metodicamente e deliberatamente. Altri articoli e introduzioni ci danno una visione generale della Saggezza della Kabbalah o la guardano da determinate angolazioni.

Ma questa introduzione seleziona una linea molto sottile, con l’intento di mostrare all’uomo religioso o secolare, che comincia con questo quesito sul significato della vita, come raggiungere la sua realizzazione con tutte le difficoltà e gli scrutini del percorso.

È per questo motivo che questa introduzione è insolitamente profonda e difficile per i principianti. Ci vogliono anni per iniziare ad assimilare, comprendere e trovarcisi dentro. Deve essere studiata a piccole parti, attentamente, finché l’uomo cresce e diventa capace di rivelare di più. Dobbiamo comprendere che questa introduzione è stata scritta dall’uomo che si trovò all’inizio di una nuova era, l’ultimo stadio dello sviluppo umano, che doveva passare dallo sviluppo incosciente a quello cosciente.

Dallo stato in cui ci troviamo adesso nel quale non possiamo nemmeno chiamarci umani, ma soltanto degli animali più sviluppati che agiscono in base agli istinti e completamente maneggiati dalle forze della natura, dobbiamo elevarci ad un nuovo livello. in questa creatura inizia a svilupparsi  qualcosa designato ad essere simile al Creatore.

Dobbiamo comprendere l’uomo che si trovava all’inizio di questo processo, il suo approccio e la sua veduta, e cercare di emularlo.
[63493]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot).

Materiale correlato:

Laitman blog: “Nutriti” dagli insegnamenti di Baal HaSulam e Rabash
Laitman blog: Definire i termini è la chiave per lo studio della Kabbalah

Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.12.2011

Gli Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 30 “L’essenziale è di desiderare solo di dare in assoluto”
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Punto 75, Lezione 21°
Video / Audio

L’Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 321, Punto 13, Lezione 9°
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 386, “La Libertà dell’ individuo”, Lezione 12°
Video / Audio

I 612 Componenti dell’Amore Superiore

La legge dell’amore verso il tuo prossimo si basa sull’osservanza di 612 comandamenti, correggendo 612 desideri che vengono rivelati nella nostra struttura spirituale. Osservandoli giungiamo alla regola generale di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

I 612 comandamenti sono i nostri 612 desideri che seguono l’intenzione egoistica di far piacere a se stessi. Nessuno di noi può osservare questi 612 comandamenti da solo, ma solamente connettendosi agli altri e cominciando ad esaminare le nostre relazioni reciproche, che è l’unico modo di rivelare tutti questi desideri.

Neppure un singolo uomo ha la capacità di osservare un solo comandamento, questo perché un comandamento deriva dal principio di ama il tuo prossimo. La connessione egoistica tra noi è chiamata trasgressione e quella altruistica è chiamata comandamento, perché prima che cominci a connettersi agli altri, l’uomo non commette crimini, né osserva i comandamenti. Conduce soltanto una semplice vita bestiale, della quale non ne parliamo qui.

I desideri egoistici che lo connettono agli altri gli vengono rivelati soltanto a condizione che desideri connettervisi per usarli al fine di raggiungere la dazione. Soltanto allora possiamo parlare di corruzione e correzione.

Il difetto riferito a “Ho creato l’inclinazione al male” è una fase molto avanzata, quando l’uomo rivela parte dei suoi 612 vizi che riguardano la connessione agli altri, ed allora raggiunge la realizzazione del male per mezzo della quale capisce che deve correggere la sua attitudine egoistica verso gli altri. Questo significa raggiungere il pentimento, i “Giorni del Timore”, quando capisce che usa il suo prossimo egoisticamente ed allora avviene un cambiamento in lui, riferito all’inizio del nuovo anno, Rosh Hashanah, che è l’inizio di un nuovo viaggio, quando desidera trasformare il suo male nel suo opposto.

Questo succede dopo aver trascorso molto tempo a lavorare nel gruppo ed a capire il bisogno della correzione. Poi gradualmente trasforma le 613 trasgressioni in 613 comandamenti.

Ma senza aver iniziato a lavorare nel gruppo, non rivelerà mai nessuna delle sue 613 trasgressioni, questo perché tutte loro si riferiscono allo stesso principio di ama il tuo prossimo e non esistono al di fuori della connessione con gli altri. Questa regola comune include tutti i dettagli individuali, perché tutti i tipi di connessione che esistono tra noi derivano dal principio di ama il tuo prossimo e concernono le nostre 612 azioni in relazione agli altri, le qualità che abbiamo bisogno di correggere.

Noi giungiamo alla regola comune di amare gli esseri creati facendo delle correzioni individuali, ed attraverso loro raggiungiamo l’amore per il Creatore. Correggendo i miei 612 desideri dall’egoismo per la dazione, raggiungo la connessione assoluta insieme a tutti, nella quale viene rivelata la regola comune di ama il tuo prossimo. Questa è la preparazione per la rivelazione del “fattore unificante”, il Creatore, quello che viene definito “più 1”.

[63204]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Gli Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sull’anima ed i comandamenti, Parte 1
Laitman blog: Tra il Creatore e l’umanità

L’accelerazione dello sforzo

Domanda: Se l’avanzamento spirituale è possibile soltanto con una continua accelerazione. allora come lo raggiungiamo?

Risposta: Bisogna “accelerare” i propri sforzi, aumentandoli continuamente e sempre di più. Ogni prossimo gradino contiene già,  nella sua sefirà più inferiore malchut, tutto il gradino precedente. In questo modo lo sforzo aumenta ogni volta.

[64303]

Materiale correlato:

Laitman blog: I tre livelli
Laitman blog: Congresso = Accelerazione
Laitman blog: Il paradigma dell’ accelerazione

Lasciate iniziare il congresso interiore

Domanda: Cosa ci può dire sul nostro stato ora che sono passate quasi due settimane dalla fine del congresso in cui è stata rivelatala vera vita?

Risposta: Tutto il nostro gruppo, il “Kli mondiale” deve risvegliarsi e capire che questa nebbia nella quale ci siamo trovati dopo il congresso ci è stata data di proposito e non possiamo fare niente per resisterle. Ogni uomo l’ha sentito nella propria forma e in tempi diversi.

Alcune persone si trovano ancora in uno stato elevato, anche se potrebbe non essere connesso precisamente con il traguardo, nell’unità con gli altri. Ma la sensazione in sé è rimasta. Dopo tutto, c’era una ragione che ha causato questa sensazione, e c’è lo stato attuale, che io mi sento bene, ma ho già dimenticato perché quale motivo mi sento bene, ma la sensazione piacevole rimane ancora.

Gradualmente si raffredda sempre di più, lungo quattro livelli, tornando indietro al livello precedente. All’inizio ero molto ispirato dal traguardo, dopo semplicemente dall’essere connesso al gruppo, dopo dal fatto di raggiungere qualche successo durante il congresso, e alla fine mi trovo con la sensazione di sentirmi bene, finché scompare anche questo sentimento.

Prima di tutto dobbiamo valutare queste fasi necessarie per costruire un nuovo desiderio, che deve essere tale da farci iniziare a vivere nella stessa intenzione, tutto il tempo nella stessa sensazione, e questo diverrà il nostro stato costante!

Se durante il congresso abbiamo ottenuto questo attraverso un attacco, attraverso l’apertura di un varco: ballando, in diversi eventi, nelle canzoni infinite, adesso dobbiamo raggiungere lo stesso stato interiormente, silenziosamente. Io devo sentire questo stato introspettivamente, dentro di me, e quello sarà il mio congresso.

Forse ci arriveremo presto e terremo i congressi precisamente in questa maniera: senza dire niente durante tre giorni, senza fare niente oltre alle azioni interiori, impressionandoci e ispirandoci soltanto nel guardarci l’un l’altro. E più avanti non dovremo nemmeno vederci più uno con l’altro, arriveremo gradualmente alla rivelazione vera dove non c’è più bisogno di parole, visioni, ascolti, o di saltare e abbracciarci. Procediamo verso questo stato.

Per ora dobbiamo tenerci stretto il congresso dentro di noi, in modo che diventi il nostro stato permanente, con calma, silenziosamente, con un’attitudine interiore molto più seria.
[63579]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.12.2011, Talmud Eser Sefirot)

Materiale correlato:

Laitman blog: A proposito dei congressi virtuali e una vera connessione
Laitman blog: Che la luce continui il suo corso

Pazienza e tutto arriverà

Domanda: Dove posso prendere la forza per annullarmi davanti al gruppo in modo che ognuno si senta più piccolo rispetto agli altri?

Risposta: Se il gruppo si sviluppa correttamente e passa da uno stato all’altro, allora tutto il gruppo sarà nello stesso stato, completando gli altri. Di conseguenza, l’intero gruppo avanza.

Anche se alcuni degli amici possono sentirsi in discesa e alcuni in salita, e una parte percepisce con la mente e un’altra parte con le sensazioni, ma tutti insieme si stanno muovendo in avanti. Tutto questo richiede pazienza. Il timore spirituale comporta la volontà di resistere e perseverare. Abbiamo bisogno di capire che l’uomo non puo’ eseguire le azioni da solo, ma soltanto richiederle.
[63463]

(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La ginnastica per l’ascesa spirituale
Laitman blog: Nascere nella spiritualità senza un taglio cesareo

Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2011

Gli Scritti di Rabash “Quali sono i poteri necessari per il lavoro”
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Punto 55, Pag.65, Lezione 20°
Video / Audio

L’Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 321, Punto 13, Lezione 8°
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 385 “Il controllo della mente sul corpo”, Lezione 11°
Video / Audio

Novantanove più uno

Le cose che vediamo in questo mondo come la società, l’ambiente e l’umanità sono tutte il riflesso del nostro attuale stato di illuminazione in base agli schermi, finora egoistici, che abbiamo conseguito. E’ così che vediamo il mondo dell’Infinito nel quale già esistiamo.

Se un uomo inizia a connettersi allo scopo della creazione, con il desiderio di conseguire il Creatore e di diventare uguale a Lui nelle caratteristiche, dovrebbe unirsi ad una società o ad gruppo ed utilizzarlo per il suo avanzamento. Il mio scopo di conseguire il Creatore, identificarmi con Lui ed unirmi a Lui determina tutto il mio atteggiamento verso la società, i miei amici e me stesso.

Tutto questo riguarda la parte dell’umanità che possiede il “punto nel cuore“. Prima di tutto questo punto spinge l’uomo a raggiungere il Creatore, e così entra in un gruppo con questo scopo. Poi impara che, per raggiungere il Creatore, ha bisogno di connettersi perché questo è il modo in cui sviluppiamo il nostro desiderio di donare. Riveleremo il Creatore attraverso il desiderio di donare, che conseguiremo attraverso il reciproco sviluppo gli uni verso gli altri.

Però c’è anche quella seconda parte dell’umanità, il 99%, nella quale il punto nel cuore non si è risvegliato, e coloro che ne fanno parte non sentono il bisogno di conseguire il Creatore, non si sforzano di raggiungerLo. I problemi della vita sono la sola cosa che li guida, e questi problemi devono corrispondere al nostro sviluppo. Sono la conseguenza della mancanza di connessione tra gli uomini.

Questi uomini sentiranno il bisogno di una connessione che sia all’interno di una grande e vasta società umana, non solo in un gruppo. Il loro obbiettivo è di avere una buona vita materiale, ottenuta attraverso l’unione di una nazione e di tutta l’umanità.

Naturalmente, non devono attraversare le stesse fasi che attraversiamo noi in un gruppo, hanno solamente bisogno di sapere il modo giusto di connettersi per formare una società unita ed omogenea il cui solo proposito è di conseguire la stabilità, la certezza e l’appagamento materiale.

Però, dato che questi due gruppi coesistono uno dentro l’altro, il primo gruppo (quello che aspira al Creatore ed è unito a causa dei problemi e delle esigenze spirituali, e non a causa dei problemi della vita materiale) irradia i suoi valori al gruppo più grande, spingendolo a pensare che ci sono degli scopi più meritevoli di quelli che appartengono soltanto a questa vita, che si può ottenere di più.

Allora il secondo gruppo, il 99%, improvvisamente incomincia a percepire uno scopo più elevato e il bisogno di conseguirlo, così avanza. Alla fine, questi due gruppi incominciano ad avvicinarsi l’uno all’altro. Pur avendo degli obbiettivi diversi, il secondo gruppo, l’umanità, improvvisamente scopre l’opportunità di conseguire una vita eterna, completa e perfetta che è anche più elevata della precedente vita fisica, dunque questa parte accetta questo nuovo desiderio.

In definitiva tutti si uniranno e ritorneranno all’unico sistema com’era al principio della creazione.
[63021]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011, Gli scritti Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: I rappresentanti del mondo superiore
Laitman blog: Il saper leggere e scrivere l’ ambiente

Non possiamo lavorare separatamente, ma solo insieme

Noi dobbiamo preparare il nostro desiderio o vaso e questo è possibile solo lavorando insieme, che è la cosa più difficile. Gli sforzi personali fatti da ogni persona singolarmente non le daranno nessun risultato. Solo se facciamo degli sforzi insieme per raggiungere lo scopo comune, e questo sforzo comune ci fornisce il desiderio.

Risveglia il superiore e lo forza ad influenzare il nostro desiderio, per cambiarlo ed elaborarlo in modo da prendere la giusta forma per poi riempirlo con la qualità della dazione.

Cominciamo a lavorare insieme al di là della necessità solo dopo aver disperato per i nostri stessi sforzi di raggiungere qualcosa e solo una volta che vediamo che questo risulta essere sbagliato e che non c’è nessuna possibilità di raggiungere lo scopo da soli.

Lungo il cammino discerniamo gradualmente il vero scopo ed i mezzi per raggiungerlo. Prima ogni persona pone per se stessa degli scopi completamente materiali ed egoistici ed usa i corrispondenti mezzi terreni, e continua finché non cominciamo a discernere ed elevare leggermente la nozione di dazione, amore ed unità.

Allo stesso tempo cominciamo a vedere che queste qualità esistono al di fuori di noi e solo comportandoci correttamente gli uni verso gli altri possiamo scoprire il fattore influenzante tra di noi e risvegliare la Luce, la quale arriverà e ci cambierà.

Se non lavoriamo insieme per attivare la terza fonte, quella esterna, allora il nostro lavoro verrà fatto nella direzione sbagliata. Possiamo attrarre la Luce che riforma solo cercando di raggiungere la dazione e le giuste relazioni reciproche con i nostri sforzi uniti per elevarci al di sopra di noi stessi.

Allora la nostra attitudine reciproca cambierà  in modo tale che all’interno ne riveleremo la qualità della dazione. Questa è chiamata fede; dentro la quale riveleremo poi l’amore.

Ma prima di questo, dobbiamo rivelare l’odio, la realizzazione del male. Dov’è? Noi lo evitiamo. È impossibile risvegliarlo artificialmente, si può solo attraverso gli sforzi persistenti per essere insieme e cercare di unirci.
[63460]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011, Gli Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il nostro rogo comune
Laitman blog: Un solo desiderio? Non è abbastanza…

Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.12.2011

Scritti di Rabash, Articolo 12
Video / Audio

Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.58, Lezione 19
Video / Audio

Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 321, Punto 12, Lezione 7
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 384, “La necessità di scegliere un Buon Ambiente”, Lezione 10
Video / Audio