Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2012

Gli Scritti di Baal HaSulam, Shamati Articolo 153 “Il Pensiero è un’ esito del Desiderio
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Articolo “Le Due Grandi Luci”, Punto 130, Lezione 35°
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KFS, prefazione a Il Libro dello Zohar, Pagina 418, Punto 23, Lezione 12°
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KFS “La Pace”, Pagina 266, (Inizia con “Non abbiamo bisogno di esaminare eccessivamente la Mitzva”)
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Paura delle altezze

Domanda: Quando si desidera connettersi agli altri, ma si ha paura di perdere se stessi, come è possibile superare questa paura?

Risposta: È proprio quello che succede. Il Baal HaSulam ha scritto che l’uomo è spaventato dal momento che gli sembra di scompare da questo mondo e di lasciare  la sua famiglia e i suoi amici. Questa è la difficoltà nel lavoro del Creatore.

Questa è esattamente la sensazione che dobbiamo sperimentare, e dobbiamo ricevere con gioia il punto di distacco dall’auto-preoccupazione, ed è in particolare da questi punti che costruiamo la nostra identità. L’identità di ogni uomo è composta da quegli stessi punti di distacco. Questo è un esempio fisiologico della devozione totale.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2012, Gli Scritti di Rabash)

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Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01.2012

Shamati Articolo 35 “Riguardo la Vitalità di Kedusha”
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 90, Articolo “Illuminazioni di Luce e Illuminazioni di Fuoco”, Punto 129, Lezione 34°
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 332, Punto 34, Lezione 20°
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, “Libertà dall’Angelo della Morte”, Pagina 396, Lezione 23°
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Dal naturalismo al politeismo

L’uomo non sa in che mondo vive, appartiene alla natura che lo porta da uno stato all’altro. Durante la sua breve vita che dura alcune decadi, non ha il tempo necessario per rendersi conto di quello che accade. Curiosamente circa 150 anni fa l’aspettativa di vita era di quarant’anni, mentre quella di oggi è di settanta.

Incuranti del quasi radoppiamento dell’aspettativa di vita, tuttavia non comprendiamo ancora l’essenza della vita. L’umanità non sa ancora cosa cercare e dove trovarlo e il significato della vita rimane ambiguo. Dove inizia la vita e dove ci porta? Vi è un qualche scopo? Che cosa ci succederà? Le risposte sono vaghe.

Le persone sono soggette al potere della natura, nessuno riceve dal’Alto un libro di rivelazioni. Noi tutti sveliamo poi tutto ciò che si trova nel nostro mondo. Le rivelazioni che facciamo costruiscono la nostra comprensione e attenzione sulla realtà.

Eccettuando la materia di cui siamo fatti e il fatto di possedere cinque sensi, l’essere umano possiede la capacità innata di scoprire qualcosa di più grande, ma tutto è potenziale, in realtà costruiamo la nostra attitudine alla vita e alla natura basandoci su quello che vediamo. Questo ha fatto nascere delle semplici teorie sulla creazione, basate sulla vita in questo mondo.

Prima l’uomo percepiva il mondo come la natura, la osservava come un insieme, come un disegno nel quale tutte le parti erano interconnesse e aveva un sentimento di vicinanza. Era un approccio antico e completamente chiaro poiché era tutto evidente e svelato.

In seguito le persone hanno iniziato a dividere i fenomeni naturali in “buoni” e “cattivi”, l’uomo divenne più egoista e smise di sentirsi parte integrante della natura. Immaginava che la natura avesse svariati limiti che sembravano positivi e negativi. Ha selezionato gli elementi che lo influenzavano in “benefici” o “dannosi”, e di conseguenza creò la nozione di forze buone e cattive.

All’inizio era un’opposizione generale tra bene e male, che più tardi si divise in diverse forze indipendenti fino alla creazione di assemblee e pantheon di deità. Per questo il nostro ego ci ha distanziato ancora di più dalla natura unificata.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011, La Pace)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.01.2012

Gli Scritti di Rabash, Shamati Articolo 25 “Le cose che vengono dal cuore
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 88, Articolo “Le Due Grandi Luci”, Punto 127, Lezione 33°
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 330, Punto 31, Lezione 19°
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, “Due Creazioni: A) Uomo – B) Anima Vivente”, Pagina 396, Lezione 22°
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Tutto il mondo è sulle mie spalle

Domanda: Come posso sentire che tutto tutto il mondo è sulle mie spalle?

Risposta: Non possiamo ottenere quello che sogniamo senza un vaso o un desiderio. Nel nostro mondo possiamo ricevere delle cose persino senza avere un desiderio molto grande, ovvero in virtù delle azioni che possiamo fare anche senza avere un desiderio.

Ma nella spiritualità non ci sono mezzi come nel nostro mondo, perché lì il desiderio in sé è l’azione, quindi possiamo spostarci verso la spiritualità solo a condizione che le nostre azioni diventino avanzino costantemente ed evochino una crescita dei nostri desideri.

È un fatto conosciuto che se un uomo deve investire degli sforzi in qualcosa, come la cura del proprio figlio o di un animale, o fare qualcosa solo per guadagnare dei soldi, allora comincia gradualmente a valutare in cosa si sta investendo. Allora i suoi pensieri e desideri saranno focalizzati su questo, e in questo modo, possiamo elevare i nostri desideri e pensieri in virtù di azioni che all’inizio non hanno neppure la giusta intenzione, ed allenarci ad avere dei nuovi pensieri e desideri.

Queste speciali opportunità vengono fornite dal nostro mondo, dal nostro stato, nel quale al di là del desiderio e del pensiero ci sono anche delle azioni materiali che possiamo fare a causa di reazioni indirette materiali: per il gusto dei soldi, del rispetto, della conoscenza e del potere, e quindi possiamo sviluppare dei nuovi desideri attraverso di essi.

In questo modo, le azioni influenzano i pensieri in misura tale che posso sentire come se tutto il mondo sia davvero sulle mie spalle!

Se devo raggiungere un desiderio perfetto, allora devo sperimentare la paura e preoccuparmi di tutto il mondo. Questa è già chiamata elevazione nella dazione. Questo perché non sono preoccupato di questo mondo a causa del fatto che il mio benessere dipende da esso, ma voglio raggiungere la qualità della dazione e con essa dare al Creatore.

Noi dobbiamo realizzare questo in virtù delle azioni, spendendo continuamente i nostri sforzi attraverso i nostri amici ed insieme a loro nel grande mondo. Questo lavoro apre il nostro desiderio ad essere connesso al mondo perché investiamo noi stessi in esso. Comincio a capire meglio ed a sentire questi desideri esterni e questo mi da nuove forze ed ispirazioni. È così che l’azione governa il desiderio.

Quando ricevo dei nuovi desideri, devo solo incrementarli e questo è già facile. Posso farlo con l’aiuto degli amici, dell’ambiente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2011, Shamati 189)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.01.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati Articolo 67 “Partono dal male
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 87, Articolo “Le Due Grandi Luci”, Punto 123, Lezione 32
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 328, Punto 26, Lezione 18
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, “Patrimonio Ancestrale”, Pagina 395, Lezione 21
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La psicologia dell’altruismo

Domanda: come possiamo evitare il pericolo del nostro egoismo e cambiare il suo chiarimento in psicologia?

Risposta: non c’è niente di male nella psicologia! Infatti, la Kabbalah è una psicologia spirituale interiore. La psicologia di questo mondo è egoistica per natura, essa investiga l’egoismo umano.

Ma c’è un altro tipo di psicologia che si concentra sullo studio di quelli che si sforzano di sviluppare le proprietà della dazione in loro, quelli che imparano a lavorare nella dazione e vedono la realtà attraverso questa qualità piuttosto che attraverso la proprietà della ricezione. Questo tipo di psicologia è chiamato saggezza della Kabbalah. Questa è la sola differenza tra questi due tipi di psicologia.

La psicologia di questo mondo studia le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il proprio beneficio. La saggezza della Kabbalah esplora le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il bene della dazione.

La psicologia spirituale ci porta allo studio di noi stessi. Gli strumenti che ci permettono di ricevere l’amore per il Creatore sono i seguenti: il nostro desiderio di essere felici, il nostro intelletto ed il cuore, il gruppo, lo scopo della creazione, la nostra connessione con il gruppo e la garanzia mutua tra noi. In accordo allo scopo che è stato sistemato per noi, studiamo la Kabbalah piuttosto che la psicologia comune.

Può sembrare essere psicologia, ma in verità, è una revisione di noi stessi. Il materiale che studiamo sono i nostri sensi e il desiderio di provare piacere. Questo è un soggetto della psicologia, dato che il suo scopo è di insegnarci a sentirci meglio.

Le altre scienze, come la fisica e la chimica seguono altri e più astratti scopi. In realtà, li sviluppiamo solo per cominciare a sentirci meglio. Noi siamo incapaci di fare il minimo movimento in questo mondo che persegua uno scopo alternativo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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La natura trionferà a qualunque costo

Domanda: Per quale motivo è detto che la nostra generazione è la più egoista? A me sembra che di non avere alcun egoismo perché abbiamo perso il desiderio per le cose. Non vogliamo più niente.

Risposta: La nostra generazione è la più egoista. Quando abbiamo iniziato il nostro sviluppo migliaia di anni fa, non avevamo egoismo. Adesso non sentiamo più l’egoismo poiché è finito all’incirca negli anni sessanta.

Sentiamo che l’egoismo è arrivato alla fine perché ha smesso di cambiare. Adesso viviamo con il pilota automatico senza il desiderio e l’entusiasmo delle generazioni precedenti. Dove sono i programmi di esplorazione spaziale e le scoperte scientifiche che ci hanno ispirato nel passato? Tutto questo è arrivato alla fine.

Tuttavia, questo non significa che non ci sia l’egoismo; semplicemente siamo arrivati al culmine. Non poteva svilupparsi ulteriormente nella sua forma precedente, quindi sta diventando globale. In precedenza l’egoismo era individuale, un impulso dentro ogni uomo.

Adesso sta diventando globale e abbiamo smesso completamente di sentirlo. Non devo correre dietro a niente perché il mio egoismo non è attirato da niente. Le persone sono contente delle loro vite animali finché nessuno li disturba. Non aspirano più a mete più elevate perché l’egoismo ha fermato il loro sviluppo.

Inoltre le cose si sono complicate all’improvviso poiché la globalizzazione rivela che siamo tutti collegati. In passato le persone non ci pensavano, semplicemente volevano essere lasciate in pace. È come se il mondo fosse in un sonno profondo w all’improvviso emergesse questo mondo integrale, dove siamo tutti interconnessi e questo ci impedisce di addormentarci.

Che cosa volevamo in quello stato di sonno? Volevamo di tutto in quantità: cibo, sesso, famiglia, soldi, onori, potere e sapienza e un telefono cellulare con le funzioni più innovative. Non cercavamo delle cose esaltanti, ma volevamo essere soddisfatti. Semplicemente non eravamo pronti per cercare e lottare per le cose, volevamo che le cose venissero a noi.

Tuttavia, per svegliarci da questo sonno, ci è stato mostrato questo mondo globale, e siamo forzati a svegliarci, e qui sorge un altro problema che il mondo non capisce ancora; il mondo vede questo nuovo fenomeno, ma non realizza che questo stato sia inevitabile e che dobbiamo esserne parte.

Siamo d’accordo di dover stabilire connessioni internazionali e culturali, così come le connessioni bancarie, commerciali e agrarie. Comunque quello che non capiamo è che dobbiamo creare connessioni tra di noi. Questa crisi ha lo scopo di portare questo messaggio a ognuno di noi e la nostra connessione deve essere interiore e non attraverso le banche, le industrie e gli altri sistemi esterni.

Sono le persone che devono riunirsi in una rete singola. La natura sta svegliando il bisogno della responsabilità reciproca attraverso la crisi, anche se ancora non lo comprendiamo. La natura ci sta costringendo ad arrivare a questo stato, com’è scritto: “Puoi arrivare a questo stato di tua volontà (nel percorso della Luce e della correzione) o questo sarà il suolo del tuo funerale”.

Vedrete che cosa succederà, la natura trionferà a qualunque costo.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo studio delle dieci Sefirot)

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