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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.04.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 11
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Zohar per Tutti – Pasqua, Shemot (Esodo), Pagina 3, Articolo “Non mangiò pane né bevve acqua”, Punto 251
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TES, Parte 15, Punto 42
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 933
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Baal HaSulam, Pri Chaham, Articolo “Davar Emet”
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Una Scatola Nera che naviga nelle Onde di Luce

E’ molto difficile spiegare cosa sia la spiritualità, perché è una questione di sensazioni. Se una persona condivide certe sensazioni, capirà ciò che viene descritto. Ma se non è sullo stesso livello e non sente ciò di cui l’autore parla, lui non capirà nulla.

Tutto il nostro lavoro si svolge in “Egitto”, in esilio, quando non si sente ancora il Creatore, la forza superiore che ci può aiutare a superare il nostro desiderio di ricevere. Questo è un momento di scelta, ed è il momento migliore perché impariamo a lavorare contro il nostro desiderio.

Devo pensare costantemente che sono già in dazione, nel mondo spirituale, nella santità, e non creo alcuna partizione, nessuna barriera, nella via della Luce superiore che riempie tutta la realtà. Io annullo la mia personalità, il mio “io”, egoistico e anche se sento diversi stati che passano attraverso di me e provocano reazioni diverse nel mio ego, devo cercare di essere solo nella dazione pura.

E’ come se fossi già nel mondo spirituale, sono immerso in un mare di luce essendo totalmente equivalente ad essa. Questo perché tutto ciò che in realtà mi separa dalla Luce è il mio desiderio di ricevere, il mio ego, che assomiglia ad una scatola che non lascia passare la luce attraverso essa. Ho messo ostacoli per me, io sono l’unico che si distingue per il suo ego nella Luce. Tranne che per me tutto è corretto e pronto.

Vedo solo che questa realtà è distorta, che sono corrotto, e che il Creatore è cattivo e mi tratta male. Inoltre, mi sembra che ci sia un’altra autorità oltre al Creatore.

Tutto il nostro lavoro è quello di immaginare il nostro stato corretto, il modo in cui è realmente, e non ciò che è raffigurato nel nostro ego. Non c’è nulla, tranne il Creatore, ma il mio ego mi dice che ci sono molte forze diverse che prendono decisioni e ci sono anche io.

Mi sembra che sento e decido qualcosa da me, ma anche questo non è vero. Il Creatore è colui che mi manda tutte queste sensazioni in modo che in base alle impressioni che ricevo da lui in ogni istante, sarò in grado di fare il lavoro e annullare me stesso, i miei pensieri che mi sembra di pensare e di sentire in modo indipendente, che ricevo qualcosa per l’ambiente, il gruppo, e tutto il mondo esterno. Invece, devo immaginare che io sono totalmente sotto il controllo della luce superiore che riempie tutta la realtà.
[74221]

(Dalla prima parte dell aLezione quotidiana di Kabbalah del 2.04.2012, Shamati 59)

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Il privilegio di essere felice di dare

Da una lezione di Rabash: Studiamo che dovremmo essere in equivalenza della forma. Qual è l’equivalenza della forma? Proprio come il Creatore dà, così noi dobbiamo dare.

Questa è l’equivalenza della forma. Quando dobbiamo dare, non abbiamo l’amore per noi stessi, noi piangiamo. Fa male il fatto di doverlo fare. Il Creatore dà, e la questione è se ha un piacere in questo o se non c’è il piacere per colui che dà? Quindi non c’è l’equivalenza della forma! Quindi ci deve essere un piacere quando diamo, altrimenti non c’è l’equivalenza della forma. Si può dare senza dolore, solo dare, non ho bisogno del tuo dolore, solo di dare.

Godetevi la dazione, chi la dà a te? Egli dovrebbe lavorare, il corpo non vuole! Non è che ho bisogno di soffrire, non c’è scelta, il corpo non vuole lavorare. Perché dovrei soffrire, non voglio soffrire. Ho bisogno della fatica! E questa non è una condizione! Una persona che non sente la fatica, è un segno che la sua intenzione al fine di ricevere, per non dare. Il corpo non acconsente a dare.

Non dovreste mai desiderare cose cattive. Se è necessario per sentire diversi cambiamenti, verranno da soli. Una persona non dovrebbe pensare ad una discesa, ma anelare sempre una salita, sia nei suoi sentimenti che nei suoi pensieri: per la bontà, l’adesione, la connessione e la completezza. Ma al tempo stesso, una persona dovrebbe valutare criticamente se stessa, fermo restando che se non c’è niente dentro di lui che lo dirige alla dazione, è un segno che qui c’è una questione egoistica. Se una persona riesce a progredire felicemente e senza sforzo, è un chiaro segno che lo fa egoisticamente, al fine di ricevere. Solo quando riceve al di sopra del potere della dazione, sarà in grado di dare e allo stesso tempo essere felice.
[74131]

(Dalla preparazione alla Lezione del 01.04.2012)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.04.2012

Scritti di Rabash, Articolo 11
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Zohar per Tutti – Pasqua, Shemot (Esodo), Pagina 2, Articolo “Perché Esilio e perché in Egitto?”, Punto 246
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TES, Parte 15, Punto 41
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 926
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.04.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 15
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Zohar per Tutti – Pasqua, Bo (Venite a Faraone), Articolo “Il Sacrificio di Pasqua”, Pagina 18, Punto 186
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TES, Parte 15, Punto 37
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 365 – Conversazione riguardo La Preparazione ai Congressi e riguardo la Divulgazione
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Il più velocemente possibile

Baal HaSulam, “Dall’introduzione allo studio delle dieci Sefirot” item 125: Per evitare che ci sia una mancanza nella scala del merito dell’intero mondo, quando una persona è qualificata per giudicarli secondo una graduatoria di merito, costui non ha altra tattica che sempre soffrire per i problemi della gente, proprio come se stesse soffrendo per i propri problemi.

I Kabbalisti ci parlano degli stati che dobbiamo attraversare lungo il sentiero spirituale. Ci dicono che dovremo desiderare intensamente di muoverci avanti, con tutti i mezzi che abbiamo.

Se non richiediamo, non spingiamo, noi non richiameremo la Luce che riforma. Dopo tutto ogni cosa è riempita tramite essa. Non c’è altra forza tranne la forza della Luce. Dovremmo provare ad attirarla in modo più forte di quanto facciamo.

La “Molla” interiore controlla le azioni della Luce, come se fosse liberata e da allora la creazione continua sino alla fine dei tempi secondo questo meccanismo. Ad un certo punto però dobbiamo cambiare l’influenza del nostro destino, poiché dal quel momento in poi dobbiamo crescere consapevolmente.

Ma se non vogliamo crescere grazie alle opportunità che ci vengono date, allora saremo spinti in avanti col “bastone”. In fine cresceremo e diventeremo saggi e capiremo e sentiremo il processo che si sta svolgendo prendendo parte ad esso consapevolmente. Ma in questo modo ogni passo sarà compiuto al prezzo di grandi sofferenze. Non si possono cambiare gli stadi lungo la tua via in nessun modo. Dovrai attraversare tutti gli stadi ed i livelli, ma ciascuno di questi inizierà con un colpo: “Oh! Capisco che non c’è altro modo.

Che cosa posso farci, forse ne vale la pena. Oh, non è poi così male. Wow, è veramente fantastico!” e poi ancora è la stessa storia; un’altra volta … non fai nulla sin che non ricevi un colpo che ti muove.

Ma noi abbiamo la possibilità di gestirci senza queste deviazioni che ci mandano a gambe all’aria. Invece che cadere tra i guai, abbiamo solo diminuito un poco l’interesse verso il goal e di lì a poco a poco abbiamo ottenuto l’incentivo verso una nuova ascesa.

E’ questo a fare del tutto la differenza, ed è molto semplice: Vuoi portar felicità al Creatore o no? Il suo unico piacere consiste nel fatto di aver creato esseri che desiderano autonomamente raggiungerlo. Il punto non sono le sofferenze, anche se si giudica secondo queste. Persino ci si arrende in anticipo non appena queste sopraggiungono, per via della pigrizia. Ma puoi innalzarti: “si, sono pigro, non voglio nulla, e, persino, forse potrei provare a rispettarlo ed a renderlo felice? Questo è il calcolo che fai e così acceleri i tempi. Ma se conti solo sul tuo beneficio egoistico, non c’è alcuna accelerazione dei tempi.

La sola possibilità è sentirti un ospite e portare soddisfazione al padrone di casa. Altrimenti, è come dire “passerò quando avrò bisogno di qualcosa. Prima lascia che mi venga appetito, e poi arriverò. Nel frattempo stai a tavola ed aspettami”. Ma puoi agire diversamente: “ Annusi le prelibatezze che Lui ha preparato per te, Lo apprezzi, gli poni degli interrogativi, e la cosa principale per te è assaggiare il pasto in modo da portargli soddisfazione”. Solo allora ti avvicini al tavolo.

E’ un lavoro fantastico quello che ha come obiettivo di portar soddisfazione al Creatore, e non per accorciare il tempo dell’esilio. L’esilio và interpretato differentemente: Sei in esilio non perché sei lontano dai piaceri ma perché disti dalla dazione verso il padrone di casa.

Questa non è una piccola parte alla fine di un lungo sentiero che è percorribile in alcuni mesi. Questo è tutto il nostro lavoro. Questa è la quarta fase che si forma dopo le precedenti. E’ molto densa, e lavora ad una frequenza molto alta, ad un tasso “da pazzi”. Se le fasi della nostra evoluzione sono durate per milioni di anni nel passato, oggi è tutto racchiuso in pochi anni. Noi ci avviciniamo difficilmente al vero lavoro ed il mondo sta già perdendo la sensazione del tempo. Presto il tempo e le distanze spariranno dalla nostra percezione. Le persone smetteranno di sentire questi limiti.
[73886]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 28.03.12, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Quando tutti i dubbi saranno dissipati

Domanda: Come posso verificare che le mie azioni sono veramente al fine di dare, e non un’illusione?

Risposta: Se l’azione fosse veramente per la dazione, non avresti dubbi perché il Creatore sarebbe rivelato in essa, partecipando nella stessa misura in cui tu desideri dare a lui.

L’obiettivo di un’azione di dazione è per il bene del Creatore. E’ impossibile farla senza il destinatario finale. Se tale azione avvenisse, tu potresti realmente scoprire in quale misura stai dando al Creatore, significa che stai scoprendo Lui.

In un primo momento la rivelazione sarà in occultamento, dare al fine di dare. È difficile per noi capire che cos’è perché l’intenzione di dare al fine di dare è Bina, un’azione che è staccata dal nostro desiderio di ricevere. In qualche modo possiamo immaginare l’intenzione di ricevere al fine di dare come qualcosa di opposto a noi. Ma se fosse solo al fine di dare, è impossibile capire come tu possa vivere senza nessuna connessione al tuo desiderio, come se fossi sospeso in aria.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.04.2012, Gli Sritti del Rabash)

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Solo chi è pronto a tutto sarà quello che scapperà

Rabash, Dargot HaSulam (I gradini della scala) 924: “E il Signore parlò a Mosè”: Realmente non possiamo ricevere niente dall’Alto, dalla natura, prima che una persona arrivi alla decisione che questo non può essere in natura. Solamente dopo che si dispera della natura, lui può chiedere aiuto al Cielo, in maniera che sia aiutato oltre la natura.

Dovremmo cercare di connetterci e fare delle azioni di dazione tra di noi per poter evocare la Luce che Riforma. Quando la Luce ci influenzerà sentiremo che siamo sempre meno meritevoli di connessione. È detto: “Vieni dal Faraone, poiché ho indurito il suo cuore”. Desiderando di somigliare al Creatore, ci stiamo avvicinando a Lui e allo stesso tempo sentiamo che ci stiamo allontanando da Lui.

E qui è richiesto alla persona di fare un lavoro speciale: Non scappa dalla battaglia ma comprende che questo indurimento del cuore lo aiuterà a rivelare la necessità del potere della dazione, non importa che cosa, senza condizioni preliminari. Alla fine la persona è pronta a tutto, non importa che cosa, indipendente dalle condizioni, il gruppo, il mondo. In una maniera o nell’altra la cosa principale è acquisire il potere di dazione, il potere di connessione.

-Per cosa? Che ci guadagnerai da questo?

-Niente, eccetto il potere di dazione da se.

Non è sufficiente semplicemente parlarne. Dovremmo cercare di raggiungere quest’attitudine verso gli altri lavorando nel gruppo e nella divulgazione. Non deve essere espresso esternamente, ma se una persona cerca di raggiungere gli altri, allora incontra il re d’Egitto e vede che il suo ego non gli permetterà di fare niente.

Allora la persona attraversa le “Dieci piaghe d’ Egitto” e vede come sotto l’influenza di una forza speciale dall’Alto, il suo ego si arrende gradualmente. Ogni volta che il “Faraone” alza la sua testa e insiste, lui riceve un altro colpo. Questo allontana la persona dall’ego e gli permette  di scappare finalmente da esso.

Scappare dove? La persona scappa dal Faraone, cioè, dal potere che lo separa dagli altri. Prima è solamente scappare, superarlo, e poi la persona inizia a lavorare praticamente nella connessione. In Egitto, nel desiderio di ricevere, non potrebbe fare questo. È cosi che raggiungiamo la “Ricezione della Torà”, che significa mutua garanzia, e inizia il periodo di “Quarant’anni nel deserto”.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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La scienza: Il momento della verità e delle limitazioni

Domanda: Quali indicatori ci faranno capire che l’umanità ha iniziato a realizzare l’integralità del mondo?

Risposta: La consapevolezza di un mondo interconnesso e integrale è iniziata in questi ultimi anni. Gli scienziati sono stati i primi a notare questo, e oggi i mass media parlano come se fosse qualcosa di naturale e di evidente. Si scopre che la crisi è davvero globale e davvero causata dall’egoismo umano e il mondo è in effetti un unico sistema.

E per quanto riguarda gli scienziati, già stanno parlando di un programma insito nella natura e dalle diverse dimensioni dell’esistenza. I principali fisici quantistici parlano in particolare di questo, e alcuni di loro non hanno più paura di dichiarare che la materia che abbiamo inteso in precedenza  come realtà, non esiste, e il mondo è costruito su effetti quantistici. In un primo momento abbiamo studiato certe sostanze, poi abbiamo scoperto gli atomi e credevamo che fossero indivisibili fino a quando abbiamo rivelato il mondo delle particelle subatomiche. E ora anche queste particelle stanno facendo spazio ad una certa “nube,” che si condensa in una foto del mondo solo sotto il nostro sguardo. Non ci sono nemmeno onde, tutto questo è “spalmato.” È un fatto scientifico e nulla può essere fatto riguardo a questo.

Di conseguenza, gli scienziati stanno parlando di un’unica forza unificata, che nella nostra percezione compare come particelle, onde e tutti i tipi di forze individuali. Suona quasi lo stesso della sezione sulla percezione della realtà nella saggezza della Kabbalah. In sostanza, la scienza tradizionale ha quasi raggiunto il limite delle sue capacità, e questo è il motivo per cui è in uno stato di crisi. Semplicemente non va da nessuna parte per svilupparsi ulteriormente con l’eccezione del campo militare, che tradizionalmente esonda in abbondanza.
[75243]

(Dalla quarta parte della Lezione qquotidiana di Kabbalah dell’8.04.2012)

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Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 423, Punto 32, Lezione 18
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KFS, Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 570, Punti 12 – 16
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam (I Gradini della Scala)
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Scritti di Rabash, Igrot, Lettera 34
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Preparazione alla Lezione – 2
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Conversazione riguardo L’ Insegnamento e La Divulgazione
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