Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.10.2012

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 13 “Il Melograno
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Il Libro dello Zohar, Aharei-Mot (Dopo la morte), Punto 202, Lezione 15
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TES, Volume 3, Parte 8, Punto 19, Lezione 9
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KFS, Pagina 403, “Occultamento e Rivelazione del Volto del Creatore
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Dall’interno all’esterno

L’umanità può essere divisa in cerchi che hanno il centro in comune.

Il cerchio interno, la sorgente, è composto dagli studenti di Abramo che lasciarono l’antica Babele e a cui si unirono molti altri uomini di altre nazioni e di diverse parti del mondo. Oggi, dopo quattro esilii, alle soglie della quarta redenzione, il cerchio di “coloro che hanno lasciato l’attuale Babele” è formata da tutta l’umanità. Questi uomini vogliono conseguire lo stesso traguardo ed insieme, in base al loro desiderio, sono chiamati “Israele”, che significa diritto al Creatore.

Oltre a questo, c’è un’altra parte che appartiene alla categoria di “Israele”, che è composta da coloro nei quali gli stessi Reshimot (i ricordi), gli stessi “segni” che sono rimasti dal passato al punto in cui erano nella loro ascesa spirituale, hanno la loro radice. Le tre linee sono nascoste alla loro base; costoro hanno affrontato ascese e discese attraverso una serie di reincarnazioni, e devono correggersi nel nostro mondo poiché appartengono agli studenti di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Ci sono quindi tre categorie di uomini che oggi appartengono al gruppo di “Israele”:

  • Al centro c’è Bnei Baruch (BB).
  • Intorno ci sono i nostri amici delle nazioni del mondo, di tutto il mondo.
  • All’esterno, Ci sono coloro che sono chiamati i Giudei, che sono divisi in due parti: i religiosi e i non religiosi.

Tutti quanti devono conseguire la correzione sia che lo vogliano oppure no. Alcuni vengono risvegliati oggi; costoro sono i nostri amici, il mondo del Kli (il rosso). Ma nel complesso, tutti sono obbligati a fare in questo modo.

All’esterno c’è tutto il mondo, tutta l’umanità, o le nazioni del mondo che ci circondano.

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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.08.2012, Gli scritti di Baal HaSulam “La Nazione”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 02.10.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 11
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Il Libro dello Zohar, Aharei-Mot, Punto 190, Lezione 14
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TES, Volume 3, Parte 8, Punto 17, Lezione 8
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo: “Il Creatore”
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Seminario di Unità
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Parliamo riguardo a qualcosa al di fuori di questo mondo

Domanda: Cos’è meglio discutere in un gruppo di educazione integrale e cosa è meglio non discutere?

Risposta: Parlando in maniera figurata, noi dovremmo parlare solo di amore e amicizia. Noi non esaminiamo i nostri stati perché loro esistono al livello animale.

Prima, noi dovremmo elevare il livello “Umano”, creare un’immagine generalizzata di questo, la nostra qualità comune della dazione e amore, la nostra attitudine gli uni verso gli altri. Noi possiamo solo tenere discussioni al livello di questa rete di corrette interrelazioni tra noi, e solo riguardo a cose che rafforzano il nostro stato collettivo.

Perché allora? Perché al diventare più forte attraverso questo stato noi cominciamo a generare una determinata forza che illumina il nostro stato animale e comincia a cambiare. Solo da uno stato più elevato possiamo cambiare il nostro stato più basso. Tutti i nostri conflitti scompariranno gradualmente o si amplieranno prima di scomparire e sullo sfondo di questo noi staremo sviluppando la nostra connessione.
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(Da un discorso sull’Educazione Integrale del 04.03.2012)

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Mondi sovrapposti

Un buon ambiente è una persona che influenza un’altra in maniera positiva e cambia lui o lei nella direzione della connessione, l’unità, il miglior stato possibile. Questo è  appena un benessere terreno e animale.

Ma allora dentro la società, una persona immediatamente comincia ad aprire una meravigliosa sorgente di energia che sgorga da là e lo eleva in cima come una fontana di acqua verso il sole.

Immagina che il nostro mondo sia sovrapposto, una copertura di molti mondo, molte possibilità. Noi siamo ancora in un possibile squarcio di loro, e noi possiamo muoverci dentro agli altri. Tutto dipende dal punto di vista dell’osservatore sulla persona.
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(Da un discorso sulla Divulgazione 07.09.2012)

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Il dolore è un esame per l’amore

Amiamo il  Creatore  perchè è la sorgente da cui deriva il piacere. Chiaramente questo è un amore egoistico e condizionato. Se il creatore ci avesse mandato invece dolore, certamente avremmo risposto odiandoLo.

 

Ma quando una persona chiamata un “lavoratore del Creatore,” soffre facendo il lavoro spirituale, egli associa il dolore con il suo  egoismo  e cerca di correlare il Creatore con l’amore. Significa che divide se stesso in due parti, quella che riceve e quella che da. Nella parte che riceve egli sente la sofferenza ma desidera trascendere al di sopra di essa. E allora, considera le sue sofferenze un “controllo” del fatto che il suo amore copra veramente tutte le trasgressioni e che può veramente salire sopra tutti gli stati che lo fanno soffrire.

Poi, capisce, vede e conosce per certo che la sua attitudine verso il Creatore non dipende dal suo ego. Altrimenti, egli non ha mezzo o criteri per fare il controllo.

Quindi la relazione con il Creatore è basata sul fatto che egli si annulla per il fine della dazione, e che egli percepisce il suo egoismo originario come fosse una cosa peggiore della morte. Ma solo sotto questa condizione egli può essere sicuro che il suo amore per il Creatore è incondizionato e perfetto.
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(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 12.08.2012)

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Un vaso che distribuisce l’abbondanza

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot,” p.4: Adesso potete considerare le loro parole (Sanhedrin 98a): “Il Figlio di Davide verrà o in una generazione che è tutta meritevole, o tutta indegna”. Il che è molto misterioso. In apparenza, fin tanto che ci sono alcuni giusti nella generazione, essi trattengono la redenzione. E se i giusti sparissero dalla terra, il Messia potrebbe arrivare?

Domanda: Ciò significa che in una generazione di malvagi, la rivelazione del Creatore avverrà come se giungesse dalla parte opposta, da dietro?

Risposta: Per prima cosa, Egli sarà rivelato ad Israele, cioè a coloro che aspirano Yashar—El (diritto al Creatore). Poi, piano piano, influenzerà tutti coloro che vi sono intorno – le nazioni del mondo in raggi più ampi e che sono sempre più distanti dal centro. Se gli uomini di Israele sono come un vaso ed essi colmano loro stessi, allora l’abbondanza traboccherà dal vaso su tutto il mondo.

Dunque, ci dobbiamo preoccupare di colmare noi stessi con la Luce di AB—SAG, con l’intenzione di donare. Quando riceveremo la Luce di Hochma rivestitasi in Hassadim, questo “stile” sarà trasmesso a tutti.

Un uomo viene improvvisamente capovolto dalla Luce di AB—SAG nella sua mente e nei suoi sentimenti, poiché la Luce di AB appartiene alla testa e la Luce di SAG appartiene al cuore. Se un uomo è improvvisamente capovolto e scopre la connessione, egli comprende come legare la mente e le sensazioni in modo che possano cooperare.

Questo è il modo in cui la Luce di ABSAG funziona: ci fa riconoscere l’importanza, i nuovi valori. Se ci succede questo, verrà trasmesso secondo un certo ordine. Non è un caso che Israele sia chiamata LiRosh (Io ho una testa). Allora, in base a questo punto, si allargherà alle altre nazioni attraverso i vasi comunicanti.

All’inizio essi non vedranno nemmeno da dove arriva, ma in seguito inizieranno a rivolgersi ad Israele al fine di connettersi con loro e tra loro. Come è detto: “Ed essi tutti Mi conosceranno dal più piccolo al più grande”.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah 19.09.2012 “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”)

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La vita impersonale

Domanda: Come sentiamo la connessione corretta?

Risposta: La connessione corretta è quando noi sentiamo solo la connessione e non sentiamo noi stessi. E’ l’esatto opposto di quello che ci succede ora.

Se tutti noi ci disconnettessimo da noi stessi, noi sentiremo solo la connessione tra noi, che significa il corpo generale che vive ed esiste. Ognuno di noi non sentirà la sua cella individuale, ma che è incluso nell’intero corpo e darà se stesso fino a che non sentirà ma solo il corpo generale. Questo significa che abbiamo raggiunto la connessione.

Allora la sensazione collettiva della vita nel corpo generale che non appartiene a nessuno personalmente ma è un risultato della connessione tra noi, questa sensazione è chiamata Creatore.

Questo vaso è chiamato Adamo (un umano), e il suo riempimento è chiamato Creatore, la Luce della vita, la forza mutua della dazione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.09.2012, Scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.09.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 27
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Il Libro dello Zohar, Aharei-Mot, Punto 174, Lezione 13
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TES, Volume 3, Parte 8, Punto 14, Lezione 7
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KFS, Matan Torà (Il dono della Torà)
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0% per Noi stessi

Domanda: Ora, mentre siamo ancora nel modo preparatorio chiediamo di ottenere il potere della  dazione. La nostra richiesta cambierà dopo che saremo entrati nel mondo spirituale o chiederemo ancora la stessa cosa?

Risposta: E’ ancora la stessa richiesta, ma durante il periodo preparatorio contiene una natura egoistica. Lo Lishma, chiedo che mi sia data la forza della dazione ma nel subconscio spero di ottenere un vantaggio per me stesso.

Il periodo della preparazione inizia con la mia prima richiesta per il potere della dazione. Questo periodo si conclude quando lo riceviamo, e lo usiamo per entrare nel mondo spirituale. Là, riceviamo il potere della dazione di nuovo.

Durante la preparazione, ho richiesto per il mio proprio bene, Lo Lishma, ho voluto ottenere il potere della dazione ed ho sperato che alla fine avrei ottenuto qualcosa di buono per me stesso. Le mie intenzioni egoistiche sono gradualmente diminuite dal 100%, all’inizio del mio viaggio, sino a che sono diventate lo 0% alla fine. Ecco come avanzo durante il periodo della preparazione.

Quando ottengo il potere della dazione preparando il desiderio per la dazione vera, uso questo potere per richiedere un potere ancora più forte di dare. A questo punto, la forza è al livello di Bina, Hafetz Hesed, dazione per la dazione. Nel prossimo livello di nuovo chiedo per il potere della dazione per ricevere al fine di dare, ma questa volta è il livello di Hochma. Ecco come mi muovo in avanti sino al livello della correzione finale (Gmar Tikkun), lo stato di Keter. Chiedo continuamente per il potere della dazione e la differenza risiede nel desiderio che è predominante  nella sua forza.

Realizzo che per poter acquisire il potere della dazione, devo sentire la grandezza del Creatore. Sarò capace di “piegare” il mio desiderio secondo la misura della mia capacità di percepirlo. Durante il periodo della preparazione e per quanto sento grande il creatore, riesco a correggere il mio Lo Lishma e desidero meno per il mio solo bene. Ecco come preparo i miei desideri di dazione per il prossimo stadio della dazione per la dazione ed, allo stesso tempo, i miei desideri di ricevere per lo stato di ricevere per dare.

Tutto dipende dalla comprensione della grandezza del Creatore, che mi aiuta ad innalzarmi sopra il mio egoismo. E’ possibile compiere la transizione dalla richiesta a parole al bisogno interiore del cuore solo con l’aiuto della luce. Questo è fatto dalla luce che riforma.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del  12.07.2012, Scritti del Rabash)

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