Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La spiritualità non arriva grazie ad un favoritismo

Domanda: A cosa serve fare uno sforzo cercando di accelerare la propria correzione se il proprio percorso è predeterminato: tutte le correzioni che la persona deve attraversare e tutti i suoi errori e le sue trasgressioni?

Risposta: Se non fai uno sforzo allora non attraverserai questi errori e queste correzioni. Supponi di trovarti nella 3° elementare e di dover passare alla 4° elementare, ma non vuoi studiare, in questo modo non ti è permesso di passare alla 4°! Che cosa succede allora? Sarai punito e tutti ti tratteranno male: i tuoi genitori, gli insegnanti, e l’amministrazione della scuola. Rimarrai in 3° elementare per un altro anno prima di aver completato tutti i tuoi compiti e prima di esser pronto a passare alla classe successiva.

Hai guadagnato qualcosa dalla tua pigrizia? Allora perché chiedi del beneficio del tuo sforzo? Non si può passare alla fase successiva se non si completa la fase precedente, perché il vaso non è preparato per questo. Come puoi sentire questo, come può compiersi in te il livello successivo?

È impossibile passare al prossimo livello spirituale grazie ad un “favoritismo”. È possibile nel nostro mondo, ma non nella spiritualità. Questo avviene perché non si dispone di vasi per sentire, e hai bisogno di sviluppare da solo le salite e le discese, essendo confusi e incontrando problemi, prendendo decisioni sbagliate, cercando di distruggersi a causa di sciocchezze , come un bambino che impara qualcosa.

Altrimenti non avanzerai. Queste sono le leggi della natura, quindi non ci sarà nessuna tolleranza qui e nessun perdono. Essere tolleranti è per qualcuno che fa un errore, perché non lo sa. Questo è accettabile solo tra le persone, ma siamo in un chiaro processo deterministico in cui ogni passo è predeterminato.

È impossibile passare alla fase successiva senza completare il precedente, finché non vieni impressionato da esso, e acquisisci la conoscenza e il sentimento, finché non è inciso nella memoria e sei pronto per avanzare con questa esperienza, fino a quando non hai messo insieme un vaso in cui ora senti tutti i fenomeni. Solo allora puoi andare avanti.

Nel nostro mondo le cose non accadono in questo modo, qui le persone trovano deviazioni diverse dal momento che non capiscono affatto i loro stati. Quando la Luce entra e illumina il nostro stato, capiremo i motivi per cui accade in questo modo e per quale motivo, il beneficio che si trova in esso, e come relazionarsi correttamente. Fino ad allora agiamo ciecamente secondo i nostri istinti animali.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2012)

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Essere colpiti dalla grandezza del Creatore

Rabash, “Cosa vuol dire non aggiungere e non sottrarre nel lavoro”: dobbiamo capire che quando una persona vuole iniziare il lavoro di Santità, deve prima sapere di che cosa si tratta. Ciò significa che egli vuole servire. Ciò significa che egli deve prima valutare quanto sia importante il Re che egli vuole servire come uno schiavo, il che significa che sarà come gli “schiavi che servono il Rav non con lo scopo di ottenere una ricompensa”. Ma chi è colui che gli dà il desiderio di servire il Re, senza alcuna ricompensa. Solo la grandezza e l’importanza del Re lo portano a voler lavorare senza alcuna ricompensa. Quindi, tutto il suo lavoro è quello di descrivere a se stesso l’importanza del Re, e ringraziarlo per avergli dato un desiderio e un pensiero di prendere parte nella spiritualità.

L’importanza del Creatore è l’unica ragione che ci può impegnare per il vero lavoro. Ci sono molti tipi di risvegli, ma tutti lavorano da parte del nostro ego. Solo se otteniamo una fonte d’ispirazione al lavoro e siamo impressionati dalla grandezza del Creatore, questa motivazione viene da parte della dazione. La grandezza del superiore ci obbliga a dare e ci aiuta a raggiungere la dazione.

Dobbiamo dividerlo con precisione in due. Tutti gli altri tipi di risvegli, anche quelli che provengono dal gruppo, dagli amici, tutti alla fine influenzano il nostro ego e ci evocano egoisticamente: attraverso l’invidia, la lussuria, e l’onore, che sono la parte del desiderio di ricevere.

È solo la grandezza del Creatore, il chiedere a Lui di rivelarsi a noi, che ci motiva. Noi non vogliamo il Suo riempimento. Vogliamo solo essere colpiti dalla Sua altezza e vedere la sua grandezza. Questo attira davvero una persona.

Sappiamo che senza una spinta da dietro e senza essere attirati in avanti, non possiamo muoverci. Dal momento che noi siamo naturalmente pigri, non vogliamo altro che riposo assoluto. Ecco come viene costruito il desiderio di ricevere. Solo nella misura in cui vediamo un certo piacere in anticipo, possiamo muoverci dal nostro posto in base al piacere che immaginiamo. Pertanto, vogliamo che il nostro desiderio di ricevere si muova dall’essere attirati dalla grandezza del Creatore, la grandezza del Re, allora avanzeremo senza dubbio in avanti correttamente.
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(Dalla preparazione alla lezione  quotidiana di Kabbalah del 31.12.2012)

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La scienza di cambiare se stessi

Le religioni, la scienza, la filosofia, tutto ciò che l’uomo ha sviluppato, ha lo scopo di portarlo più vicino al Creatore. Ma questa connessione è effettivamente soddisfatta dalla saggezza della Kabbalah.

Se studio il quinto livello di “spessore” del mio desiderio e i processi che avvengono al suo interno in relazione a periodi diversi o valori, allora è generalmente chiamato “scienza”, “filosofia” o “psicologia.” In un modo o nell’altro, io studio quello che sta succedendo nel mio desiderio di ricevere.

Quando io studio questo? Durante l’esilio. Quello è il momento giusto e la situazione giusta.

Inoltre, ci sono persone che aspirano a superare il loro desiderio di ricevere, al di sopra dell’esilio. Così sviluppano questa capacità internamente – studiano i livelli più elevati, con l’aiuto della saggezza della Kabbalah. A questo livello acquisiscono una connessione con il Creatore, il che significa che essi costruiscono il loro desiderio di ricevere in modo che possa prendere la forma del Creatore.

Non ha forma o corpo, e al fine di stabilizzare questa somiglianza richiamo la Luce Circostante che mi riforma. Questa Luce entra nel mio desiderio e costruisce in me la forma di dazione, che è simile al Creatore, la Luce che Ritorna.

Così la scienza, la filosofia, la psicologia parla di ciò che sta accadendo all’interno del nostro desiderio di ricevere. Sviluppiamo queste discipline senza cambiare noi stessi, ma in modo razionale. Così, anche la persona peggiore può raggiungere grandi livelli in ogni campo scientifico. Un filosofo può essere un nazista o nessuno. Oggi è possibile organizzare un concetto filosofico che giustifica tutto il male del mondo.

La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ha un approccio diverso: una persona cambia se stessa per il bene, per dare, e fino a questo punto, scopre il Creatore. Questa è una saggezza totalmente diversa, e gli scienziati ordinari non possono comprenderla, in quanto si basa sulla trasformazione della persona.

Tale cambiamento, oggi, è necessario, in quanto siamo obbligati dalla dimensione superiore che viene rivelata. È da qui che proviene il grido della scienza, della filosofia e dall’uomo. Se non iniziamo a cambiare noi stessi secondo la Divinità che si sta rivelando, ci ritroveremo opposti ad essa. Il vero problema non è nascosto in questo mondo, ma piuttosto nel fatto che il Creatore “si posa” su di noi, la rete integrata della reciproca connessione generale. Incombe su di noi, come un disco volante gigante di un film di fantascienza, e scende, lasciandoci così sempre meno opzioni da manovrare. Speriamo che le persone lo capiscano.

Quindi tutto dipende dalla persona: se adesso cambia per continuare il suo sviluppo correttamente, o no.
Torniamo alla scienza e alla filosofia: L’esilio del popolo ebraico e la sua integrazione con le nazioni del mondo è stato lo scopo per fornire a noi la scienza, con informazioni sul desiderio di ricevere. La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ci insegna la realtà esterna, ci insegna a cambiare il nostro desiderio, ed è organizzato in questo modo affinché la luce passi attraverso il desiderio, che gli darà la forma di dazione.

Senza il passaggio della Luce, la saggezza della Kabbalah non esisterebbe. È apparsa quando la gente ha iniziato ad esplorare il loro desiderio, la loro struttura, e la vita, e dopo averlo esaminato, hanno cominciato ad attirare su se stessi la Luce che Riforma, il che significa che hanno cominciato a riformare se stessi e cambiare per il bene, per la dazione invece che per ricevere.

La Luce cambia i miei discernimenti e io raccolgo I dati e infine scopro una nuova scienza chiamata “la saggezza della Kabbalah”.

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Scegliete chi sarà alla guida

Baal HaSulam, “La Libertà”: Ma come abbiamo visto, si tratta di una cosa semplice, e dovrebbe essere osservata da ognuno di noi. In quanto, sebbene ognuno abbia “la propria fonte”, le forze sono apertamente rivelate solamente attraverso l’ambiente in cui un uomo si trova…

E così i nostri saggi avvertono, “Fate di voi stessi un Rav, e compratevi un amico”. E c’è poi la scelta dei libri, come abbiamo detto, perché solamente in questo un uomo viene rimproverato o lodato – nella scelta del suo ambiente. Ma una volta che ha scelto l’ambiente, è nelle sue mani come l’argilla nella mani del vasaio.

La possibilità di scegliere il giusto ambiente è data solamente a quelle persone che hanno il punto nel cuore. In verità, adesso si devono evolvere al livello di essere umano (Adam), uguale (Domeh) al Creatore. Sono le persone nelle quali il punto è stato risvegliato, la radice della loro anima, che ricevono l’impulso ad entrare nell’ambiente corretto. Allora, devono decidere da soli se lo faranno oppure no.

Si tratta della libera scelta tra il desiderio di ricevere ed il punto, il “rudimento” del desiderio di donare, non esso stesso, ma la sua parte opposta. Io posso scegliere quando ho questi due “poli”. Come? Mi rafforzo nell’ambiente corretto. In questo modo, voglio rafforzare un fattore in opposizione all’altro.

Ma se non ho il secondo punto, se sono solamente il desiderio di ricevere, allora non c’è influenza sulla mia “scelta”. In questo caso, inseguo l’interesse personale come un cane che annusa qualcosa per la strada; è tutto qua.

Domanda: Ma allo stesso tempo dentro lo schema dell’educazione integrale, suggeriamo che le persone creino un ambiente migliore per loro stesse.

Risposta: Vero, creare un ambiente migliore per il loro desiderio di ricevere, ma non per il punto nel cuore. In questo modo un uomo sa che è possibile migliorare la sua vita in un cerchio comune, nell’unione.

Tuttavia, tutti hanno il punto nel cuore; è innato in ogni desiderio a questa o a quella profondità. E’ detto, “Essi Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di essi”. Ecco perché nell’organizzare, nel riunire le persone, e nel portare loro la Luce che Corregge, forziamo la presa di coscienza di questo punto, di modo che incominci ad “emergere”. E una volta che un uomo segue il metodo integrale, egli ci dirà che vuole studiare la saggezza della Kabbalah. Perché? Non lo sa da sé; ma all’improvviso lo vuole.

Ad ogni modo, i gruppi integrali non sono un ambiente Kabbalistico perché non hanno la linea di sinistra. Noi ce ne prendiamo cura come una delle nostre dipendenze, insegnando loro le buone relazioni, l’empatia, e l’unione ma senza interferenze interne da parte dell’egoismo che “sente” cosa sta arrivando. Noi parliamo di un lavoro più serio nel nostro ambiente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Una fiamma d’amore

Rabash, “Lettera 24”: Riguardo la tua prima domanda che trattava lo stare guardinghi ed evocare l’amore nei cuori degli amici, che trovi indecorosi, io trovo che questo sia necessario per te. Conosci ciò che ha scritto Baal Ha Sulam che tra uomo e uomo uno comprende come comportarsi tra uomo e Creatore.

Questo è perché la luce superiore è in completo riposo ed è sempre necessario evocare l’amore, “Fino a che non piaccia l’amore del nostro matrimonio…”

E tu devi sempre stare in guardia, tutto il giorno e tutta la notte, quando senti uno stato di giorno o senti uno stato di notte. Noi diciamo al Creatore, “Tuo è il giorno e tua è anche la notte.” Così, anche la notte, l’oscurità della notte, proviene dal Creatore a favore dell’uomo, com’è scritto: ”Giorno dopo giorno pronuncia il suo discorso e notte dopo notte esprime il suo sapere.” (Il Commentario del Baal Ha Sulam, Parte 1, articolo 103).

Segue che devi evocare il cuore degli amici fino a che la fiamma non si eleva da sola, come i nostri saggi ci hanno raccontato a riguardo, “Quando tu accendi le candele.” Attraverso questo, sarai ricompensato con il risveglio dell’amore del Creatore su di noi.

Diverse condizioni sono coinvolte. Prima di tutto dobbiamo “stare in guardia per risvegliare l’amore nel cuore degli amici.” Noi dobbiamo farlo tutto il tempo, il che significa riguardo alla mia condizione: ”tutto il giorno e tutta la notte,” cioè, quando mi sento bene ed euforico e anche quando mi sento male e sono nell’oscurità.

Nonostante tutto, io devo evocare l’amore in ognuno dei miei amici, in ogni stato, “fino a che la fiamma si accenderà da sola.” Ciò significa che devo fare ogni sforzo al fine di diventare il combustibile per questa eterna fiamma. Se farò questo, allora sarò ricompensato evocando l’amore del Creatore, o l’amore del Creatore per noi.

Così noi vediamo che questa condizione è assolutamente cruciale, come un comando che sta al di sopra del tempo, dei luoghi e degli stati, che è un obbligo assoluto. In accordo, noi dobbiamo pensare cosa faremo successivamente se senza questa condizione non potremmo avanzare verso la meta. Non dobbiamo confonderci che l’obiettivo non è nient’altro che il raggiungimento del Creatore, l’equivalenza di forma con Lui, giacché la Sua attitudine verso di noi è amore o un desiderio di dare, che è l’espressione di quest’amore.

Allora noi dobbiamo costantemente reggere su questa meta: al mattino, una persona dovrebbe pianificare tutti i suoi pensieri e azioni e nel pomeriggio dovrebbe calcolare cosa ha fatto. E così giorno dopo giorno, tutta la giornata. Noi dovremmo dirigere tutto ad una richiesta: provare a evocare più amore possibile, o almeno un risveglio, l’importanza dello scopo, che è la stessa componente dell’amore, fino a che la fiamma non si accenda da sé. Ciò significa che il nostro risveglio dal basso sarebbe così forte che chiamerà un risveglio dell’Alto e l’unione di questi due risvegli, dal basso e dall’alto, creerà una grande fiamma.

Questo linguaggio non è solo figurativo. Chiunque aneli seriamente allo scopo deve accettare questo. Queste condizioni sono leggi generali.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012)

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La distanza come chiamata per affrettarsi verso Lui

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Articolo 101: Quindi, fino a quando uno non ha raggiunto la Provvidenza della rivelazione del volto, l’abbondanza della Torà e delle Mitzvot, che egli ha adempiuto, rende il suo occultamento del volto molto più pesante. Questo è il significato di: “il Creatore si nasconde nella Torà.”

In effetti, tutta la pesantezza che egli sente attraverso la Torà sono solo proclamazioni con cui la stessa Santa Torà lo chiama, risvegliandolo ad affrettarsi e a dare la misura del lavoro richiesto, dotandolo prontamente della rivelazione del volto, come Dio lo desidera.

Quanto più una persona si avvicina, più si sente lontana. Ma capisce anche che questa distanza è dato a lui di proposito in modo che si affretti a completare la somma necessaria del suo sforzo. Ma una persona che non possiede la giusta connessione, che non avanza correttamente, sente semplicemente l’aumento dell’ “indurimento del cuore”, che alla fine lo porta fuori strada.

Dobbiamo capire questa differenza chiaramente. Entrambi sentono l’ “indurimento del cuore,” sia colui che avanza correttamente che colui che non avanza correttamente. Ma loro lo interpretano in modo diverso e sentono il loro stato in modo diverso. Quello che sta avanzando correttamente è connesso al maestro, al gruppo, al Creatore, allo studio, e non perde un’occasione, egli è costantemente alla ricerca di modi per stringere la connessione, la garanzia reciproca. Capisce che solo l’adesione all’ambiente sarà in grado di scoprire il Creatore al suo interno.

Così sente il supporto. Quanto più scopre il male nel suo atteggiamento verso gli altri, tanto più questo lo spinge a connettersi con loro e lo obbliga a chiedere a se stesso e agli altri di stringere questa connessione. Invidia il successo degli altri che avanzano ed è frustrato quando si paragona a loro, ma questo lo spinge alla connessione e alla correzione.

Invece, una persona che non avanza correttamente, il che significa che non cerca la dazione e la connessione con l’ambiente, al fine di scoprire lo scopo della creazione in essa, ma aspira piuttosto al successo personale, non può ricevere il sostegno dell’ambiente dal momento che non ha stabilito questo supporto. Poi sente che questo percorso non fa per lui. E gli sembra che gli altri non capiscono nulla, che sono assurdi, ed è impossibile raggiungere questo obiettivo. Alla fine egli lascia il gruppo.

Quindi dovremmo prestare molta attenzione a se o non stiamo costruendo la giusta connessione con l’ambiente che deve sostenerci costantemente. Quando una persona cade, l’ambiente lo aiuta a rialzarsi, e quando è pieno di forza, allora deve investirla nell’ambiente, costruire una “riserva”, grazie alla quale in seguito riceverà l’aiuto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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