Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Vi sto ascoltando, al di sopra!

Domanda: Noi dobbiamo desiderare i cambiamenti che il Creatore ci invia lungo il cammino spirituale. Ma dato che questi cambiamenti implicano dei sentimenti spiacevoli, come possiamo riuscire a desiderarli?

Risposta: Quando le orecchie di una persona si intasano, essa deve ascoltare con più attenzione, “Qualcuno ha detto qualcosa? Ho capito bene?”. Questo è lo sforzo interiore per sentire chi si rivolge a te.

Dobbiamo sentire la stessa cosa per il Creatore. Ogni minuto accade qualcosa: qualcuno mi guarda, qualcuno mi parla, qualcosa accade nel mondo; dentro di me, ho diversi pensieri, diversi desideri, diversi problemi… Tutto questo non è altro che il linguaggio del Creatore. È Lui a mandarmi questi messaggi.

Prendiamo un determinato oggetto, ad esempio, che viene morso su tutti i lati da particelle nell’aria, da atomi. Anche io sono costantemente sotto l’influenza del Creatore. Devo solo aumentare la mia sensibilità, e poi attraverso la mia “pelle” inizierò effettivamente a scoprire Lui, decifrerò la Sua “conversazione” e capirò come e cosa fa.

Si tratta solo della mia sensibilità interiore. Anche se sono stanco di prestare eterna attenzione a tutto ciò che accade, devo chiedere tale sensibilità. Essa arriva grazie ai reciproci esercizi che faccio con gli amici, e con il loro aiuto, scopro che in ogni momento mi vengono date diverse opportunità di avere una finestra di dialogo con il Creatore. Se non le perdo, allora non c’è spazio per i pensieri, tutto si trasforma in sensazioni, e i sentimenti non vanno avanti e indietro tra di noi, ma piuttosto diventano sentimenti comuni…

Dobbiamo applicare qui una psicologia semplice, diretta, e meno “contabile” possibile: alla fine è il Creatore che si rivolge a me attraverso diverse “vesti”.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di kabbalah del 13.03.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Zohar per Tutti, Parashat “Va’ etchanan”, Punto 61, Lezione 5
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Lezione 18
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Il Congresso Euro-babilonese

Domenica scorsa, ho tenuto una lezione sul congresso europeo. Penso sia stata un’ottima lezione, sono molto soddisfatto di me stesso. Ho parlato con il cuore dell’importanza del congresso, della necessità di tale incontro, soprattutto in Europa, l’epicentro attuale della crisi globale, nella moderna Babilonia, dove è stato creato il maggior rischio di odio reciproco.

Chiedo a chiunque si consideri un mio studente di ascoltare la lezione di Domenica. Non è solo per gli europei. Dopo tutto, al congresso, vogliamo raggiungere una maggiore correzione. Se in Europa raggiungiamo un po’ di unione, essa avrà effetti su tutto il continente.

Vedete come le nostre iniziative penetrano “sotto terra” e si diffondono in tutto il mondo attraverso l’invisibile “sistema della radice.” Unitevi a noi al congresso europeo, supportateci, rafforzateci da ogni parte, e in tutto il mondo si diffonderà un eco buono.

In generale, ogni congresso è molto importante, ma questo è speciale perché avrà luogo dove sono concentrati i problemi del mondo, e lì saremo in grado di realizzare la correzione globale.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Una briciola di materia accanto ad una scintilla di Luce

Noi siamo nel mondo di Ein Sof (l’Infinito). Ma nel mondo di Ein Sof c’è una Luce piccolissima: Nefesh di Nefesh che ha creato l’essere creato come “qualcosa dal niente”, come un minuscolo granello di desiderio di ricevere. Questa è la prima fase, la “fase-radice” del mondo di Ein Sof. Allora, perché è chiamato infinito?

Perché non c’è nulla a parte una minuscola scintilla di Luce e una minuscola briciola di materia. Tutto il resto giunge grazie alla grandezza della Luce nelle sensazioni della briciola dell’essere creato, attraverso il grande rispetto verso la Luce che lo ha creato e che si prende cura di esso. Dal riconoscimento di questa grandezza giunge la sensazione del mondo di Ein Sof.

Poi questa briciola incomincia a svilupparsi e a diventare sempre di più indipendente, e tutti i mondi nascono nelle sue sensazioni. All’inizio avviene istintivamente, sotto l’influenza della Luce. Ma alla fine il suo sviluppo raggiunge il punto in cui ci troviamo adesso. Se ora, da questo stato, cerchiamo di risalire usando tutte le istruzioni che sono state realizzate per noi, raggiungeremo il verso riconoscimento della Luce.

Ma possiamo chiamare vero questo riconoscimento in modo condizionato, poiché è impossibile conseguire la vera essenza del Creatore e la Sua altezza rispetto all’essere creato. Ma quando ci eleviamo di nuovo, scopriamo la Luce di NRNHY, e la misura rispetto alla quale il Creatore ci permette di arrivare a Lui è chiamata “adesione”. In questa misura, in base alla Sua volontà, dobbiamo essere come Lui.

E’ scritto, “Egli ha sollevato il povero dalla polvere” (Salmo 113). Ma noi non chiediamo che Egli ci dovrebbe sollevare dalla polvere per essere ricchi, ma noi vogliamo essere sollevati solo perché così rispetteremo e loderemo il Creatore. Questa è la sola ragione per cui chiediamo a Lui di sollevarci dalla polvere: per conseguire la Sua grandezza e non per migliorare la nostra condizione.

Questa ascesa è al fine di comprendere chi ci ha creati e chi si è preso cura di noi. La materia in sé può restare in assoluta povertà poiché ciò che conta per noi è di unirci alla Luce superiore, la qualità della dazione, non per il nostro bene ma per rendere felice il Creatore. Questa è la nostra sola speranza. In questo modo arriviamo ad eguagliare perfettamente il quadro, l’immagine, che troviamo nel mondo di Ein Sof: una briciola di materia accanto ad una scintilla di Luce, e tutto il resto è l’infinita grandezza del Creatore.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.03.2013)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.03.2013

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.03.2013

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Zohar per Tutti, Parashat “Vaetchanan”, Punto 55, Lezione 3
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Tutto viene misurato accuratamente

Domanda: Come possiamo cambiare il nostro atteggiamento negativo verso la realtà se è così che la percepiamo?

Risposta: Questa sensazione negativa ci viene data apposta. Tutto viene misurato accuratamente secondo le relazioni che ci sono tra la Luce ed i vasi. Il Creatore lo misura in base all’essere creato nel sistema frantumato in modo che ci possiamo sforzare al fine di correggerci e così conseguire la dazione. Allora, percepiremo il positivo stato corretto.

Se adesso non avessimo delle sensazioni negative, non percepiremmo mai lo stato in cui ci troviamo. I nostri vasi di percezione sono vasi di valutazione: io percepisco solamente solo ciò che valuto come positivo o negativo.

Se vedo qualcosa, allora si tratta di un segno che è importante per me: posso amare questa cosa oppure averne paura, posso volermi avvicinare oppure allontanarmi. Percepisco solamente ciò di cui mi preoccupo. La qualità della dazione non ci interessa affatto, e di conseguenza non la troviamo nel nostro mondo, e ci troviamo tutti solamente nella qualità della ricezione.

Ma se, in base al programma della natura, dobbiamo conseguire la qualità della dazione, allora ci viene data l’opportunità di arrivarci partendo dalla qualità della ricezione, ovvero partendo dalla qualità corrotta opposta alla dazione. Questo è ciò che viene chiamato “frantumazione”. C’è stato un programma che ha funzionato bene ma poi si è inceppato. Ora dobbiamo imparare come muoverci dallo stato corrotto verso quello corretto.

In questo modo impareremo i programma stesso, così da viverci come degli angeli. Quando correggerò il programma e vedrò tutto il male e le corruzioni che ci sono in esso, comprendendo come potrebbe essere bello se funzionasse in modo corretto nel sistema, nella sua forma opposta, allora scoprirò la precisa essenza del sistema, il programmatore del programma, ed arriverò a conoscere i Suoi pensieri per gli esseri creati, che viene chiamato “il pensiero della creazione”. Io sono attivamente incorporato in questo programma ed acquisisco la natura del Creatore che si è rivestita in me. Egli incomincia ad agire in me, costringendo i miei muscoli, le mie ossa, ed il mio cervello a muoversi. Allo stesso tempo, percepisco che è il Creatore che mi ha rivestito, non qualche forza sconosciuta.

Prima funzionavo in base al mio ego, ma non me ne rendevo conto. Poi c’è stata una divisione interiore quando ho scoperto che l’ego mi faceva agire, a questo punto ci sono due parti: io e l’ego con una disparità tra di esse. Poi ho voluto che fosse la qualità della dazione a farmi agire invece dell’ego. Allora, nella qualità della dazione, ho percepito la radice superiore che ha creato sia l’ego che la forza positiva, ed in questo modo raggiungo l’adesione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.03.2013

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