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Non siate schiavi degli schiavi, ma siate servitori del Creatore!

Rabash, “Dargot HaSulam,” Articolo 932, “Il Primo Cambiamento”: Tutti i cambiamenti incominciano solamente dopo che l’uomo merita di lasciare le acquisizioni che ha per se stesso. E prima di allora, egli è del tutto immerso nel suo desiderio per il piacere, e questo desiderio lo domina. Perciò, nessun cambiamento può realizzarsi da lui, tutto arriva solamente dal suo ego. Un cambiamento può arrivare solamente attraverso la forza di un’altra natura, che un uomo ancora non ha. Per questa ragione, tutti i cambiamenti iniziano dopo che un uomo ha abbandonato il suo ego, il desiderio di ricevere per se stesso, vale a dire, dopo che ha lasciato l’Egitto.

E questa è l’idea secondo la quale è proibito insegnare la Torà a coloro che adorano gli idoli.

Colui che serve gli altri dei è un uomo che ancora non ha un contatto con il Creatore, che non è uscito dall’Egitto. Questo è il nome di un livello spirituale, quindi, un uomo comune di questo mondo non deve essere chiamato in questo modo. Coloro che adorano gli idoli sono uomini come noi che sono attirati verso il Creatore, ma che ancora riconoscono una particolare importanza ai valori materiali, alla ricezione per loro stessi.

Per questa ragione sono chiamati AKUMA (un acronimo che sta per “Servitori delle stelle e delle costellazioni,” e anche intorno a (Akum), “indiretto”). Vedete che essi non puntano “diritti al Creatore” (Yashar-Kel), come Israele, invece essi adorano le stesse ed il destino il che, vale a dire, essi sono dominati da varie forze e valori egoistici.

E’ proibito insegnare la Torà a coloro che adorano gli idoli. “Proibito” significa impossibile. Sappiamo cha la Torà è la Luce, l’intero sistema superiore, tutti i mondi spirituali, i rapporti tra un uomo ed il Creatore. E’ impossibile insegnare tutto questo a colui che adora gli idoli, che si trova in una ricettività egoistica e che non ha alcuna connessione con il sistema della dazione.

E, a dire il vero, quando un uomo è in Egitto, il che, vale a dire, si trova nella ricettività egoistica, egli non può essere uno Yehudi, (dalla parola “Yichud” – unità, cioè unire se stesso a tutta la creazione e al Creatore), perché egli è schiavo del Faraone, il re dell’Egitto. L’uomo è schiavo del suo ego, il re del mondo materiale.

E quando egli è schiavo del Faraone, egli non può essere un servitore del Creatore. O è il Faraone oppure è il Creatore, perché tutto dipende dall’intenzione, con cosa l’uomo identifica se stesso e cosa egli vuole servire: il vantaggio personale o la dazione.

“E questa è l’idea, ‘Perché i figli di Israele sono miei’ essi sono i miei servitori,” dice il Creatore, “e non siate schiavi degli schiavi.” Vedete,che anche il Faraone è un servitore del Creatore, egli è un angelo, egli è il sistema che realizza il pensiero della creazione con spinta compulsiva, senza alcuna libera scelta. Il Faraone è un angelo; lo vedete da ciò che è scritto: “Io ho creato l’inclinazione negativa”. L’intera creazione, tutto l’ego si trovano nelle mani del Creatore. E se un uomo serve nel nome del Faraone, egli è chiamato lo “schiavo degli schiavi”, perché egli serve lo schiavo e non il Maestro.

Quando un uomo serve se stesso, egli non può essere un servitore del Creatore, perché è impossibile servire due re allo stesso tempo. E solamente dopo che l’uomo lascia l’Egitto – dopo che ha ricevuto una sufficiente Luce che Corregge, elevandosi al di sopra del proprio desiderio per il piacere—che deriva dalla ricezione per se stesso, allora egli può essere un servitore del Creatore. Ma per rimanere un servitore del Creatore, egli deve scegliere di esserlo sempre: in ogni singolo momento, in ogni desiderio. E allora egli sarà pronto per meritare la Torà. Ciò che segue da qui è che il primo cambiamento sarà la separazione dall’Egitto.

La Torà inizia con l’uscita dall’Egitto  in avanti; perciò, dopo di questo si ha la dazione della Torà. La Torà comprende tutta la Luce dell’Infinito, tutta la Luce superiore, che colma i mondi superiori ed è destinata alla graduale correzione del desiderio di ricevere della creatura fino a quando non raggiunge l’equivalenza della forma con il Creatore.
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(Dalla preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.03.2013)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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In prima linea sul palcoscenico della storia

Domanda: Se non c’è alcun desiderio per la spiritualità, come lo possiamo risvegliare?

Risposta: Ci troviamo in uno stato in cui o ci risvegliamo da soli verso il progresso spirituale o sarà l’avanzamento a risvegliarci. Nel corso della storia, dal Big Bang che ha dato inizio all’universo fino ad oggi, ci siamo sviluppati attraverso la forza della natura che ci ha spinti in avanti per mezzo della sofferenza. Questo è ciò che viene chiamato evoluzione. Ogni volta, non avendo scelta, abbiamo abbandonato lo stato in cui ci trovavamo e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava migliore. Ci siamo sviluppati in uno stato migliore fino quando non abbiamo incominciato a sentire che non era più così buono e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava ancora migliore.

A meno che sentiamo che lo stato in cui ci troviamo sia insopportabile, non lo abbandoneremo poiché il nostro ego cerca l’immobilità. Perché dovrei cambiare qualcosa se mi sento bene? Se il mio braccio adesso sta bene così, non lo muoverò, ma se sento che un’altra posizione è migliore e come sono adesso non è così comodo, allora queste sensazioni mi spingeranno a muovermi.

Ciò significa che non mi muovo mai di mia spontanea volontà, e che ci sono sempre delle forze che mi influenzano e che mi mettono in funzione. Cosa sono queste forze? Il braccio, come parte del corpo animato, sente che così non sta bene e che si sentirebbe meglio se si muovesse un pochino e allora si muove.

E’ lo stesso con tutto quello che c’è nella vita. Non è neanche diverso da come soffia il vento: c’è della pressione in un punto e una mancanza in un altro, un vuoto, e così le masse d’aria si spostano da un punto all’altro. Ci devono sempre essere due forze: una che spinge e una che tira.

E’ così che è sempre stato nell’evoluzione della società umana che è passata attraverso molte trasformazioni da uno stato all’altro. La forza negativa ha spinto l’evoluzione da dietro e la forza positiva ha tirato l’evoluzione dal davanti, nella speranza di qualcosa di buono.

Ora, ci troviamo in uno stato molto speciale. In che modo è diverso da tutti gli altri stati?
Di solito funzionava con la presenza dello stato uno (1) e dello stato due (2). Nel secondo stato scoprivo un più (+) e nel primo stato un meno (-). Nel primo stato la forza respingente operava su di me e nel secondo stato lo faceva la forza trainante. Io mi muovevo da uno stato all’altro per mezzo di queste due forze. E’ la naturale evoluzione senza libero arbitrio.

Lo stato nel quale mi trovo adesso è diverso poiché ho il libero arbitrio. Nello stato attuale, scopro un meno (-) molto grande, ma non scopro la forza negativa, che riesce a malapena a spingermi in avanti. Allora una bella domanda si presenta (?); Che cos’è lo stato del libero arbitrio? Come posso essere guidato qui, sapere per quale direzione andare, cosa fare, e cosa ne sarà di me? L’aiuto è solamente nella saggezza della Kabbalah.

Altrimenti è impossibile comprendere cosa dovremmo fare, poiché in tutti gli stati precedenti siamo passati da un livello di sviluppo umano all’altro, mentre adesso ci dobbiamo muovere dal livello umano a quello divino, al livello spirituale. Perciò, non possiamo comprendere come avanzare e ci troviamo di fatto nel buio. Questo è tutto il problema.

Quindi, da una parte, si tratta di libero arbitrio, poiché non è il corpo animale che ci detta verso dove ci dovremmo muovere. Io mi sento senza aiuto e la scelta si trova di fatto al di sopra della ragione.

Quindi, non c’è niente che possiamo fare senza la divulgazione della saggezza della Kabbalah. A questo proposito la nazione di Israele è di adempiere alla sua missione e questa è la ragione per cui ci troviamo in questo stato di così grave pericolo. Ora, andiamo verso la prima linea sul palcoscenico della storia e sebbene siamo sempre stati degli “osservati speciali”, oggi lo siamo più di prima.
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(Dalla 4.a parte della lezione Quotidiana di Kabbalah del 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar).

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Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Il desiderio rappresenta un bersaglio per la Luce

Domanda: Potremo mai dimostrare che tutta la materia della creazione è il desiderio di ricevere?

Risposta: Chiedi ai fisici, ed essi ti diranno la stessa cosa, ma con parole diverse. Ci sono alcuni principi di base, come la seconda legge della termodinamica, e ci sono diverse costanti naturali. Se scaviamo un po’ più a fondo, ci troveremo di fronte al concetto di massa. Dietro la massa, c’è l’energia, e, dietro l’energia, qui la conoscenza scientifica giunge ad un vicolo cieco.

Possiamo dire che c’è una forza dietro l’energia, ma che cosa è quella forza? Come possiamo descriverla? Gli scienziati stanno cercando di trovare queste basi, e quando la loro ricerca sarà completata, tracciando una linea dai loro studi per il desiderio di ricevere, il desiderio di mantenere la sua esistenza ancora su tutti i livelli della natura: vegetale, animato, e parlante.

Anche se parliamo del fenomeno più elementare, è sempre sulla sua natura. Ci riferiamo a qualcosa che vuole sostenersi nella sua forma di esistenza. Questo è il desiderio di ricevere, il desiderio di esistere. Senza questo, non ci sarebbe nulla, nemmeno per un breve periodo. In questa fonte, non esiste neanche il tempo.
Così, il desiderio precede ogni cosa, e, al di là di questo, ci sono diverse forme che assume su di sé.

Tutte le scienze e le saggezze parlano di ciò che l’uomo scopre qui nel quadro della realtà corporea. D’altra parte, la saggezza della Kabbalah non parla del nostro desiderio egoistico che è tipico solo di questo mondo, ma di un desiderio precedente, circa una forza che non è ancora rivestita di nulla.

Domanda: Può essere studiata al di fuori della saggezza della Kabbalah?

Risposta: No, al di fuori della saggezza della Kabbalah, semplicemente non abbiamo gli strumenti necessari. Non possiamo costruire un acceleratore che bombarda il desiderio e registra le sue risposte. Questo avviene perché è molto più profondo del micro-mondo, più profondo degli effetti quantistici. Pertanto, è possibile lavorare solo con essa dentro di te quando si diventa la “zona”, su cui arriva la Luce. Colpisce il desiderio, e, come risultato del loro incontro a seguito della collaborazione tra loto – si creano diverse particelle, in base al quale scopri la Luce che Ritorna che scende ad un livello inferiore ed evoca in te nuove Reshimot (geni spirituali).

Lo schema elementare, secondo la saggezza della Kabbalah, è un Masach (schermo) che inizia a salire da Tabur. Nel livello successivo, c’è Zivug de Haka’a (accoppiamento mentre si colpisce), e la Luce che Ritorna ridiscende da un livello all’altro, superando così la differenza di energia nello stato precedente. Da lì, si “getta” Tagin sulle lettere (“corone” sopra le lettere), e, infine, le differenze di energia portano a differenze di frequenze, le differenze di attributi. Questo confronto consente di discernere i dettagli e mettere insieme il quadro generale.

È proprio come un bambino assaggia tutto, e inizia così a conoscere il mondo in quanto il gusto è il senso principale che può utilizzare e su cui possa fare affidamento in questo momento. Nella spiritualità, le nuove Luci che si rivelano nel desiderio sono chiamate “sapori”. Esse ci aiutano ad imparare che cosa sta succedendo.

Quindi, la questione che il bersaglio che la Luce colpisce in realtà sono io, il mio desiderio di ricevere. Proprio come gli scienziati che bombardano i loro bersagli con le particelle, aumentando la loro energia, anche noi facciamo la stessa cosa, non con la materia corporea, ma con la materia del desiderio, elevandoci dalla fase quattro alla fase tre, alla fase due, e così via.

Pertanto, non si può parlare con gli scienziati in merito a tali questioni. Di tutte le scienze, la fisica è la più vicina alla saggezza della Kabbalah. Parliamo di fenomeni concreti e forze.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar“)

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