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Lezione quotidiana di Kabbalah – 6.05.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 19
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Zohar per tutti, Introduzione, Lezione 7
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, Parte 10, Lezione 42
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Garanzia Mutua”, Lezione 9
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 5.05.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 25
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Zohar per tutti, Introduzione, Articolo “La Rosa”, Punto 4, Lezione 6
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Garanzia Mutua”, Lezione 8
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Arrendersi al dominio degli Amici

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” paragrafo 44: Quando l’uomo inizia ad addentrarsi nella Torà e nei suoi comandamenti, anche senza intenzione, cioè senza amore e senza timore, come ci si comporta quando si serve il re, anche in Lo Lishma, il punto nel cuore inizia a crescere e rivela la sua azione.

Quando il punto nel cuore si risveglia in un uomo, egli giunge in un ambiente nel quale gli vengono fornite tutte le condizioni per il suo sviluppo spirituale interiore. E’ detto che “il Creatore mette la mano di un uomo sul destino buono e gli dice: sceglilo”. Questo è il punto esatto dove si trova il suo libero arbitrio: avanzare verso il centro del gruppo e, attraverso il gruppo, al Creatore.

Allora un uomo inizia a comprendere il sistema, la “cucina” dove tutto si “cuoce”. Da questo punto in avanti, se cerca come concentrarsi correttamente sull’obbiettivo usando l’influenza dell’ambiente, sottomettendosi all’ambiente, e aspirando al Creatore attraverso di esso, allora il suo punto nel cuore si espanderà e crescerà.

Qui, la sua partecipazione minima con un’intenzione non ancora diretta alla pura dazione è sufficiente. Anche se un uomo non se ne dispiace e non riesce a pensarci seriamente, è comunque una partenza. Se egli ha già un “punto nel cuore” e, cosa più importante, è già inserito nel giusto ambiente che lo influenza, questo è uno sviluppo.

Anche delle azioni senza un obbiettivo possono purificare il desiderio di ricevere di un uomo, ma solamente al primo livello chiamato “inanimato”.

Un uomo non ha ancora le giuste intenzioni e non riesce ancora a vedersi come qualcuno che dona, ma che riesce almeno a scegliere di “abbassare la propria testa” con tutta la sua forza, di annullarsi, ed in questo modo di avanzare. La grandezza del livello inanimato è la sua capacità di sottomettersi davanti al gruppo e allo studio. Questo livello finisce quando un uomo si annulla totalmente davanti a ciò che gli è stato rivelato nel livello in cui si trova. Questo è il culmine del livello inanimato.

In seguito, al livello vegetativo tutto cambia: se prima l’uomo doveva solamente restringere se stesso mentre si elevava al di sopra del suo ego, adesso egli si deve aprire più che può. Questo cambiamento è tipico in ogni passaggio da un livello ad un altro.

Domanda: Quindi, ne consegue che il livello inanimato non è così “rozzo” come si potrebbe pensare?

Risposta: Potrei non capire o sentire nulla e non essere in grado di prendere parte alla vera dazione, ma devo riconoscere la mancanza della percezione, del pensiero, e del giusto atteggiamento, la mancanza di tutto ciò che è spirituale. Io sono al 100% fuori dalla dimensione della dazione. Come posso entrarci?

Per riuscirci, devo annullare tutto ciò che si risveglia dentro di me. Non cancello e non copro le mie qualità, ma so che non posso entrare nella spiritualità con loro. Allora, mi attacco al dominio dell’ambiente. Mi dicono di unirmi a qualcosa, e lo faccio senza capire cosa significhi. Mi dicono di leggere, di studiare, e allora leggo e studio. Mi dicono di fare qualcosa, allora la faccio. La faccio specificamente perché mi è stato detto di farla. In altre parole, mi sottometto al gruppo e allo studio con tutta la mia forza. Accetto questo dominio mentre annullo me stesso e intanto avanzo verso la correzione del mio livello inanimato.

Infatti, il mio livello inanimato non può muoversi da solo, e così il solo modo di farlo è di avere gli amici che mi fanno muovere dall’esterno. Per poterci riuscire, devo essere nelle loro mani.

In questo percorso nessuno incontra degli ostacoli. Tutti sono capaci di compiere queste azioni da soli. Un uomo si annulla soltanto davanti agli altri e dipende solamente da questo. L’auto-annullamento lo mette automaticamente nelle loro mani. In seguito gli verrà chiesto di compiere delle azioni che siano basate sull’interdipendenza e sulla cooperazione, ma nel livello vegetativo egli deve solamente rinunciare a se stesso. Il desiderio cresce, le interruzioni aumentano, c’è una maggiore confusione insieme ai disaccordi, e la risposta a tutto questo è l’auto-annullamento. Un uomo ha bisogno di abbassare la testa ancora e ancora ed in questo modo avanza. Questa è la prima fase del nostro cammino.
[105267]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 22
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Histaklut Pnimit, Volume 1, Parte 1, Punto 15, Lezione 11
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Zohar per tutti, Introduzione, Articolo “La Rosa”, Punto 2, Lezione 5
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Pace”, Lezione 12
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, Articolo 19
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione a Pri Hacham
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I disturbi possono essere differenti

Domanda: Quando io devo sostenere un esame o trovare un lavoro, io prendo automaticamente un’appassionata preghiera, un desiderio ardente per il desiderio voluto. Perché non succede lo stesso nel cammino verso il Creatore?

Risposta: Mettendolo in maniera diversa, quando otterrai finalmente un reale motivo per girarti verso il Creatore?

Diciamo che ti sia accaduta qualche cosa di veramente sgradevole. Per esempio, qualcuno ti ha insultato seriamente, in modo talmente pesante che tu sei pronto per sparire dal posto in maniera che altri non vengano a saperlo. Allo stesso tempo, non c’è niente che tu possa fare. Ed è qui, in questo stato di completa impotenza che tu ricevi “un regalo dall’alto”, tu inizi a sentire che non c’è niente tranne Lui e che il Creatore t’invia questo con uno scopo specifico; tu devi unicamente girarti verso Lui e chiedergli che sarebbe meglio se questo non stesse accadendo.

Ti giri verso Lui e te ne penti subito: “Che cosa voglio? Evitare la sfortuna? O essere con il Creatore? Lasciamo che la paura e la vergogna rimangono se solo attraverso questo io posso mantenere una connessione con Lui”.

È cosi che andiamo avanti: Abbiamo bisogno della paura, che non possiamo maneggiare, che viene dai nostri desideri egoisti, e allora noi veramente avremmo bisogno dell’aiuto del Creatore.
Sei pronto per questo? Vuoi che succeda questo? Senza riserve e concessioni?

Domanda: Allora non c’è maniera di scappare dai disturbi?

Risposta: Unisciti a un gruppo, e insieme agli amici volerai come un razzo. Perché allora, al posto della vergogna e altri problemi “animali”, riceverai altri disturbi causati dall’inabilità di amare i tuoi amici e di unirti a loro. Tu fai degli sforzi ma sei incapace di raggiungere questo.

Ad ogni modo, i disturbi sono necessari dato che non ti volti verso il Creatore se vedi la più piccola possibilità di correggerti in un’altra maniera. Solo la completa impotenza fa alzare la tua richiesta verso di Lui. E questo significa che tu devi accrescere il tuo desiderio, lottando per l’unità ed elevandola sopra tutti gli altri. Allora scoprirai che puoi ottenere tutto tranne questo. E la breccia tra il desiderato e la realtà evocherà un urlo al Creatore.

Domanda: Che cosa deve succedere esattamente in un gruppo in modo che la situazione possa ottenere la scalata necessaria?

Risposta: Compiere tutti gli sforzi possibili e obbligare il gruppo a influenzarti. Questo è precisamente ciò che chiamiamo “garanzia mutua”.
[79340]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, l’Arvut (La garanzia mutua)

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Scritti di Baal HaSulam, Shlavey HaSulam, Articolo 31, Lezione 2
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Zohar per tutti, Introduzione, Articolo “La Rosa”, Punto 1, Lezione 4
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Histaklut Pnimit, Volume 3, Parte 10, Punto 64, Lezione 41
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Garanzia Mutua”, Lezione 7
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Il lavoro straordinario dell’adattatore spirituale

Nella spiritualità un essere umano è la parte che fa da coordinamento tra il Creatore e gli esseri creati. Egli è anche chiamato “Israele“, che significa diritto al Creatore (Yashar-El). E’ detto: “Tu sarai chiamato Adamo (Umano) e non le nazioni del mondo”. Infatti, il Masach (schermo) che Io fornisco all’umanità è il vero “me”, l’essere umano in me”. Io prendo l’Aviut (la grossezza) dalle “nazioni del mondo”, la Luce dal Creatore, e devo costruire un Masach in relazioni ad esse.

Lo scopo di ogni Partzuf superiore è quello di essere effettivamente un “adattatore”, un “connettore”, il passaggio che non ha nulla di suo tranne che l’adattamento alle necessità degli altri. Questo è il mio lavoro, il mio compito. Chiunque abbia il punto nel cuore deve farlo, questa è la ragione per cui studiamo.

Domanda: Cosa superiamo comportandoci così?

Risposta: Dobbiamo superare le interruzioni che ci impediscono di aiutare il mondo e quindi di portare gioia al Creatore. Proprio come si racconta, Egli voleva davvero donare la Torah, che significa il metodo della correzione, alle “nazioni del mondo”, e la nazione di Israele l’ha ricevuta solamente come punto di passaggio, come un adattatore e un connettore. Le nazioni del mondo hanno i vasi, le Luci sono sopra, e la nazione di Israele, coloro che hanno il punto nel cuore, devono fare da adattatori tra di loro. Ne consegue quindi che noi siamo il Partzuf superiore, l’adattatore o, in altre parole, il Masach e la Luce che Ritorna.

Abbiamo solamente bisogno di sforzare noi stessi e di nient’ altro oltre a questo. Il nostro desiderio è piccolo paragonato al desiderio delle nazioni del mondo, e quindi è scritto, “Voi siete pochi tra le nazioni”. Noi siamo pochi non quantitativamente ma rispetto al desiderio di ricevere, poiché il nostro Aviut appartiene al livello di Bina e noi abbiamo acquisito tutte le aggiunte dopo la frantumazione. Il nostro solo compito è di servire Malchut, che significa i desideri delle nazioni del mondo, e di costruire il Terzo Tempio da essi. Dovremo adempiere a tutti i desideri e a tutte le passioni spirituali che saranno rivelati in essi.

Per cui è scritto: “La saggezza nelle nazioni del mondo – credete, la Torà nelle nazioni del mondo- non credete”. I loro vasi devono ricevere la Luce di Hochma, e la Torà è il metodo di correzione che esiste solamente nella nazione di Israele che ha il compito di evocare la Luce che Corregge, per correggersi essa stessa, per calcolare le cose rispetto al Masach, e per portare alle nazioni del mondo la Luce di Hochma. Noi costituiamo la connessione ed il sistema e le nazioni del mondo ci forniranno i desideri.

Domanda: Questa missione non sembra molto difficile. Dobbiamo solamente trasmettere qualcosa alle nazioni del mondo come fanno i messaggeri; cosa c’è di così difficile nel lavoro di questo “adattatore”?

Risposta: In principio, a livello dei progenitori siamo stati staccati dai vasi di AHP, cioè, abbiamo lasciato Babilonia dopo aver corretto i nostri vasi che appartengono a GE. Poi, a livello dei figli abbiamo corretto il nostro AHP attraverso gli esilii, soprattutto nell’esilio in Egitto, ed abbiamo acquisito un vaso completo, ma le sue due parti sono nostre poiché appartengono al livello di Bina e questo non è abbastanza. Quindi, dopo l’Esodo dall’Egitto, la conquista della Terra di Israele, e la costruzione del Tempio, tutto il nostro vaso si è frantumato ed è caduto al livello delle nazioni del mondo, al quarto e ultimo esilio.

Ora dobbiamo incominciare a correggere le cose, ma non la correzione che c’era prima. Allora non siamo passati attraverso la frantumazione, e oggi dobbiamo tirare fuori i nostri “vasi” dalle “nazioni del mondo”. Si tratta di un lavoro molto impegnativo. In aggiunta a questo, anche i rappresentanti delle nazioni del mondo si aggiungono a noi.

Per prima cosa dobbiamo ricostruirci come un unico vaso come eravamo soliti essere e poi iniziare a lavorare con le “nazioni del mondo”, poiché la connessione esiste già dai giorni dell’esilio. Quindi, anche se iniziamo la nostra auto-correzione adesso, è già passata a loro, e, in questo modo, non riedifichiamo solamente noi stessi, ma includiamo anche tutti gli altri nella correzione e ci eleviamo insieme ad essi a livelli molto più superiori.

Quando Israele si rialzerà di nuovo, le nazioni del mondo lo seguiranno immediatamente e avranno qualcuno a cui chiedere il vero AHP e non l’AHP non sviluppato di Bina.

Quindi, il ruolo di “Israele” è di prendere le mancanze delle “nazioni del mondo” e con esse elevarsi al Creatore e preparare il vaso della Shechina (Divinità) per esse. Il vaso è costruito con i diversi desideri delle nazioni del mondo, non importa se siano già pronti. La cosa principale è che sentano che l’appagamento dall’alto passi attraverso noi. Allora, saranno in grado di aderire a noi e ricevere il vaso.

In questo modo facciamo felice il Creatore. Poiché è a loro che Egli ha promesso di dare la Torà, ai veri vasi della ricezione, e noi siamo solamente il mezzo per la correzione di questi vasi.

E’ dunque chiaro quanto sia importante la divulgazione in tutto il mondo. La “Torà” è un sistema generale ed indivisibile che viene rivelato ovunque. Ne consegue che siamo collegati in una rete e non possiamo separarcene e fuggire. Questa rete, la connessione tra gli uomini, è la “Torà“. Questa rete esiste in tutti i livelli dal principio fino alla completa connessione in cui tutti gli uomini diventeranno “come un solo uomo con un solo cuore”. La Torà è il vaso generale e la Luce generale in essa è chiamata “Il Creatore”. Oggi dobbiamo correggere il desiderio di ricevere al fine di connetterci al di sopra di esso nella reciproca dazione al Creatore.
[104827]

(Dalla 2.a parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2013, Lo Zohar)

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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Garanzia Mutua”, Lezione 6
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Il nostro killer numero uno è la nostra pigrizia

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 35, “Riguardo la Vitalità della Kedusha”: Quindi, è una correzione che ogni volta che uno offre qualcosa e ha una discesa, lui deve cominciare nuovamente, significa nuovi scrutini. E ciò che si aveva nel passato è caduto nella Sitra Achra, e lei lo tiene sotto la sua autorità come deposito. Dopotutto uno riceve ogni cosa che lei ha ricevuto da lui durante questo tempo.

Così noi possiamo vedere che tutto ciò che accade è in nostro favore. Grazie ai desideri che il Creatore ha frammentato e gettato nel mare delle forze impure (Sitra Achra), all’altro lato, dentro il desiderio egoistico di gioire, noi abbiamo una possibilità di avanzare verso la Santità, attraverso i desideri di dazione. Questi desideri di ricevere ci forzano ad attirare sempre più luce.

Al momento attiriamo una piccola Luce e i desideri della Sitra Achra immediatamente la ingoiano. Questo avviene varie volte fino a che la misura è riempita, e poi l’”ego” vomita tutto ciò che ha ingoiato, e ritorniamo a tutta la Luce che abbiamo tentato di attirare per un po’ ma eravamo incapaci di trattenere. Così la Sitra Achra aiuta una persona ad accumulare il proprio sforzo, raccoglie tutte le Luci sottili, e poi gliele rimanda come un’unica misura che consente a lui di raggiungere il livello spirituale.

Questo è perché noi creiamo gli “animali santi” dalla discesa, dagli stati in cui noi generalmente non vogliamo e non ci piacciono. Ma noi dobbiamo comprendere quanto grati dobbiamo essere a tutti i meccanismi nel sistema della Provvidenza superiore e specialmente per il sistema delle forze di impurezza, le quali governano su di noi durante tutto il periodo di preparazione, fino a che non entriamo nell’autorità della Santità, del desiderio di dazione.

Fino a che la forza dell’impurezza ci domina, questo adempie il suo ruolo con la massima dedizione, che è più grande della dedizione al sistema della Santità. Dopotutto, la Sitra Achra deve lavorare nella maniera opposta al Creatore. E’ un “angelo” speciale, un sistema unico, che segue il comando del Creatore, il Suo desiderio, e conduce azioni che sono opposte alla Santità in accordo al decreto dall’Alto.

Una storia simile è raccontata in una delle lettere di Baal HaSulam: Un re nomina diversi furfanti per governare il suo soggetto che egli ha deciso di elevare al rango di primo ministro. Al fine di fare questo, il re manda i suoi servi vestiti come criminali e assassini, e grazie allo scontro tra loro lo schiavo leale cresce sempre più.

Tutti i “furfanti” che devono combatterlo adempiono il loro lavoro con cattiveria e furbizia creativa solo perché è l’ordine del re e non perché è la loro volontà. La forza impura, i nostri sistemi interni che a noi appaiono così orribili, funzionano alla stessa maniera.

Tutti i crimini che avvengono nel mondo, gli assassinii e capitolazioni, sembra contraddire il desiderio del Creatore e noi dobbiamo odiarlo. Comunque, dovremmo comprendere che non c’è la malvagità – non ci sono criminali al palazzo del Re ed è il Suo sistema che opera in due direzioni: dalla parte buona e dalla parte cattiva. Noi dovremmo solo odiare la nostra pigrizia poiché non possiamo adempiere il nostro libero arbitrio nello scegliere il nostro ambiente, il gruppo, l’unico posto dove siamo liberi.

Non dovremmo lamentarci riguardo a qualsiasi evento nella nostra vita, eccetto uno: la nostra inabilità di affrettare al tempo giusto, ad usare l’ambiente e con il suo aiuto avanzare e ad accelerare (santificare) il tempo.
[103832]

(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.03.2013)

Non si tratta più di una formula arida

“… Il suo sentimento religioso prende la forma di un entusiastico stupore di fronte all’armonia della legge naturale, che rivela un’intelligenza di tale superiorità che, comparati con essa, tutto il pensiero sistematico e l’azione del genere umano non ne sono che un riflesso completamente insignificante”

Albert Einstein: “Il mondo come io lo vedo”

Domanda: Spesso i fisici avvertono la necessità di inquadrare i risultati della loro ricerca nel linguaggio delle formule. Tuttavia, la perfezione e l’armonia dei fenomeni che essi ricercano non possono essere limitati in formule. Esse si manifestano in sensazioni che provengono dalla Natura e sono molto più importanti di tutti gli aridi numeri.

Risposta: C’è una legge fisica che può essere definita come segue: “La tensione del campo è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra gli oggetti.” Questa legge copre vari fenomeni, indipendentemente dal tipo di campi di potere a cui appartengono . Chi riesce a comprendere questa legge può anche sentirli. Utilizzando la nostra terminologia, potremmo dire che ad ogni passo riceviamo Luce due volte di più.

Tutto dipende dall’osservatore. Sapere (percepire) non è una parte della formula, ma piuttosto, la formula si svela all’interno delle nostre sensazioni. Noi viviamo attraverso di essa e sentiamo il suo impatto su di noi. Se sappiamo veramente che cosa significa questa formula, sentiamo i poteri che agiscono in conformità con essa.

Questo vale anche nella spiritualità. Così, con l’aggiunta del linguaggio della Kabbalah ai testi del Libro dello Zohar, Baal HaSulam ha migliorato le nostre sensazioni. Non possiamo vedere ancora quanto questa combinazione ci influenzi esattamente, ma, allo stesso tempo, sappiamo che permette alla Luce di avere un impatto su di noi in modo efficace e quindi ci portano in avanti.
[103877]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.03.2013, Lo Zohar)

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