Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.05.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 1 “Lo Scopo della Società 1”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, Parte 10, Lezione 44
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Zohar per tutti, Introduzione, Lezione 12
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Mutua Garanzia”, Lezione 12
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Accordo completo sino all’auto sacrificio

La cosa principale è rimanere nell’adesione con il Creatore. Da questo punto una persona inizia a vedere la sua intera vita come una serie di esercizi che hanno lo scopo di collegarlo sempre più forte al Creatore. Tutte le bucce funzionano come “aiuto contro di lui”, e tutti gli eventi che attraversa sono essenziali visto che in questo modo può correggere, secondo le radici della sua Anima, tutte le imperfezioni e le mancanze di adesione.

Così una persona benedice il male proprio come se fosse bene e, di conseguenza, avanza. Egli capisce che tutto quello che succede in realtà sono regali del Creatore che vuole portarlo più vicino a Sé. Così invece di sentirsi arrabbiato o insoddisfatto, si sente grato per via del fatto che usa ogni cosa come un mezzo per aderire al Creatore.

Se una persona non prende questa via, allora inizia immediatamente ad attivare degli schermi di occultamento aggiuntivi su se stesso che lo costringono ad avanzare in quella stessa direzione, ma secondo un percorso molto più lungo e difficile.

In quel caso, dovrà venir corredato di molti sotto sistemi che lo aiuteranno a reagire correttamente a quella interruzione che ha provato inizialmente e che non ha potuto vedere sul momento come un mezzo per l’adesione. Adesso, deve percorrere una serie di fasi aggiuntive che gli permetteranno di rendersene conto.

Il fatto che sia pronto a vedere questo o no dipende dall’ambiente: lo studio, il gruppo, il suo impegno verso i doveri ed il lavoro con gli amici. Secondo le condizioni ed i mezzi che gli sono dati dall’Alto, una persona deve risolvere il problema, ovvero, l’ostacolo che sembra sopraggiungere tra di lui ed il Creatore, come se il Faraone si fosse posto tra di loro.

Se una persona si prepara correttamente attraverso l’ambiente, lo studio ed il supporto del gruppo, può risolvere questo problema correttamente. E’ così perché può trovare la soluzione nello stesso luogo preparato da lui stesso assieme all’ambiente. Comunque, se egli non prepara questo posto, gli ostacoli lo spingono più lontano.

Non può resistere alla pressione di tutti gli stimoli che riceve dall’alto per rafforzare la connessione e così succede l’opposto. La forza che viene per risvegliarlo non è sentita come un richiamo per aderire ma come un’interruzione.
[106348]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Conversazione riguardo le Decine
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Conversazione durante il pasto
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Lezione per le donne
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Avete scelto noi

Rabash, “Avete scelto noi”: “Questo è il punto che è proibito di insegnare dalla Torah ai pagani, il che significa che le nazioni del mondo che si trovano all’interno di una persona dovrebbero essere educate da se stesse.
E Baal HaSulam dice che ovunque i saggi dicono che è proibito, vuol dire che è impossibile. Dal momento che “la Torah esiste solo in coloro che uccidono se stessi per questa”, il che significa che una persona che annulla il suo “io” e vuole annullarsi davanti al Creatore, il Creatore gli dona la Torah in regalo.
Pertanto, una persona dovrebbe sapere che il Creatore ha scelto solo il lato di Israele in una persona, ed è solo per quanto riguarda questo lato che è scritto: “Tu ci hai amati e ci hai voluti.” Così, una persona che dice “Tu ci hai scelti,” deve rispettare e considerare la fase di Israele in lui e annullare tutti gli altri desideri delle nazioni del mondo in cui è incorporato.

Dobbiamo fare in modo che le qualità che portano una persona più vicina alla spiritualità, siano sempre in primo piano e parlino dentro di lui, mentre tutte le altre qualità devono essere represse. Allora, la struttura interna di una persona diventerà sempre più simile a quella di un Partzuf spirituale negli attributi che egli riceve dall’ambiente. E’ solo in loro che egli può ricevere la Torah dal momento che sono i desideri che sono stati acquisiti a seguito della connessione, i desideri di dazione che derivano dall’unione .

Tuttavia, se questi sono gli attributi propri di una persona, allora certamente saranno egoistici. Non sarà mai in grado di sentire la verità in essi, e, quindi, non è possibile avanzare con loro.

Se una persona prende la decisione che solo i desideri che riceve dall’ambiente sono i desideri della sua anima, capisce che è impossibile avanzare in qualsiasi altro modo, e che tutto in lui, tranne che quella scintilla è storto (in ebraico “storto” suona come “idolatro”) e non corretto. In questo modo una persona arriva alla formazione del corretto vaso in lui attraverso la comprensione che tutti i suoi desideri personali sono imperfetti.

Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 5/5/13

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L’umanità da cui dipende l’intera Creazione

La calunnia è il disordine, il distacco dalla connessione, e la comunicazione tra gli esseri umani al livello del parlante, ma quel che succede con una persona è proiettato a tutte le altre forme della natura che sono sotto di essa. Quindi il comportamento dell’intero sistema collettivo – compresi i mondi superiori, con tutto quello che è dentro di loro ed il nostro mondo con tutti i livelli sotto il parlante: l’animato, il vegetale e l’inanimato – dipendono solo dall’unica libera scelta che esiste in tutta la realtà. Tutto dipende dalla sola libera scelta. La corretta connessione tra le parti di quel livello che può essere raggiunta secondo la volontà delle sue stesse creature.

Questa connessione non può stabilirsi attraverso le particelle elementari e le molecole e nemmeno tra gli animali che stanno sotto di noi e nemmeno tra gli angeli che sono sopra di noi, il che significa attraverso le forze superiori. La connessione si stabilisce solo al nostro livello, il livello umano; solo questo stabilisce l’intera gerarchia di forze e di forme. Solo gli esseri umani hanno la libera scelta, e la scelta appartiene ed è collegata solo a come stabilire le relazioni corrette tra di loro al posto di quelle iniziali date dalla natura – l’odio naturale e la repulsione egoistica – piuttosto, la relazione corretta chiamata, “Ama il tuo prossimo come te stesso. In questo modo raggiungiamo il funzionamento perfetto di tutte le parti della creazione come un sistema integrale.

L’intera Torà ci parla solo della correzione delle relazioni tra gli uomini perché, attraverso di questo, l’intera natura ritorna allo stato corretto. Oltre a questo non c’è la necessità di correggere nulla.

Come prima cosa, l’umanità deve sviluppare il livello da cui comprendere che è rotta. Poi inizia a sentire che non c’è altra scelta e che deve fare qualcosa in se stessa per correggere la mancanza di coordinamento tra le sue parti separate. Altrimenti semplicemente scomparirà dalla faccia della terra, e poi si scopre il metodo della correzione.

Adesso siamo nel tempo in cui il desiderio umano e le sue caratteristiche è stato cambiato e si è sviluppato attraverso l’evoluzione sino al grado per cui abbiamo già iniziato a sentire che non siamo capaci di aggiustare il mondo, ovvero, di costruire le giuste relazioni tra di noi e, d’altra parte, dobbiamo semplicemente fare questo altrimenti non c’è futuro per noi. E quindi il metodo della correzione è stato rivelato per sistemare la giusta connessione tra gli esseri umani in modo che l’intera umanità si troverà in corrispondenza con la natura, in armonia.

In tutta l’immensità della natura, solo gli esseri umani hanno inserito un difetto nella meravigliosa armonia collettiva ed unità integrale di tutte le parti dove ognuna supporta le altre e si sente un componente di un sistema completo analogico che lavora secondo una completa reciprocità. Oggi abbiamo raggiunto uno sviluppo per cui abbiamo iniziato a comprendere che non c’è altro modo e che dobbiamo diventare consapevoli del sistema della correzione. Altrimenti, non avremo speranze di continuare la storia dell’umanità, il nostro stato è molto pericoloso.
[103171]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, Scritti del Rabash)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Il programma ed il programmatore

C’è una specie stampante virtuale dentro di me che scrive l’immagine del mio mondo. In altre parole c’è un programma dentro di me che mi guida e che proietta il mondo per me. In realtà non esiste. Tutto è interno, nei miei sentimenti, ma il programma gli conferisce l’apparenza di qualcosa di esterno.

Domanda: Cosa succede se gli amici decidono di concentrarsi su pensieri per creare una sola realtà e la connessione reciproca?

Risposta: Il programma mi mostra anche il gruppo nel quale lavoro. Mi sembra di essere tra altre persone e di fare decisioni assieme. Gli attributi interni proiettano alcune immagini, ombre di diverse forme, ma in realtà queste non esistono.

Così allo stesso modo, la nostra decisione collettiva e la mia resistenza interiore ad essa sono del tutto determinate dal programma. C’è solo un modo di correggerlo: Se sono a conoscenza del programma e della realtà che è proiettata da esso, e desidero unire tutto assieme, per connettermi. In quel caso, mi innalzo al livello del programmatore e capisco perché ha disposto tutto questo per me.

D’altra parte,ottengo la conoscenza del programma, e inoltre, vedo quali immagini disegna nella mia immaginazione. Così, quando correggo la mia immaginazione attraverso l’uso del programma, controllo queste immagini e le unisco assieme. Quindi attraverso diverse corruzioni e correzioni e, alla fine, scopro la mente del programmatore, il Piano della Creazione. Questo è l’effetto cercato del processo – essere incorporati nello scopo della creazione.

Domanda: Questo vuol dire che il programmatore desidera che noi siamo costantemente in due mondi, quello immaginario e quello reale?

Risposta: E’ essenziale che noi scopriamo il goal della creazione da soli. Per quale motivo? Per trattarlo con rispetto.

Dopo tutto, il mio ego mi tira verso il basso, mi offre il sonno e mi distrae. Se desidero svegliarmi, c’è solo un modo per farlo: usare questo programma, l’ambiente, e tutto quello che è collegato ad esso, ma solo se, contemporaneamente, rispetto il programmatore. Questo è detto portare la soddisfazione al Creatore nella Kabbalah.

Domanda: Allora, come dovrei integrare questi due sistemi?

Risposta: Dovresti semplicemente stare assieme agli amici. Adesso, sembrano degli sconosciuti esterni a me stesso. Più tardi, sentirò che, nonostante questa rappresentazione, essi sono dentro di me. Sono miei, i miei amati, connessi reciprocamente ed incorporati in un unico. Allora, nella connessione tra di loro, inizierò a rivelare la sorgente, il Creatore. Tutto questo sarà come un unico insieme.
[103178]

(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Il Gruppo: La somma di sfumature e di volume

Gli Scritti del Rabash, “Cosa cercare nell’Assemblea degli Amici”: Non fa differenza se un amico lo sta calunniando e certamente lo deve odiare. Invece, un uomo che desidera acquisire l’amore degli altri ha bisogno di realizzare la correzione di amare gli altri.

Perciò, quando un uomo si sforza e lo giudica in base alla scala del merito, si ha Segula [rimedio/forza/virtù], dove, attraverso il duro lavoro che una persona compie, che è chiamato “il risveglio dal basso”, gli viene data la forza dall’alto per essere in grado di amare tutti gli amici senza eccezioni.

Domanda: Nella nostra realtà abbiamo sempre bisogno di cooperare, di aiutarci a vicenda. Diciamo che se volete comperare una macchina da una persona, questa persona deve essere d’accordo. Ma qui, ne consegue che se un amico mi odia, non ho bisogno della sua partecipazione, del suo lavoro – io posso comunque raggiungere l’amore degli altri se io stesso lo voglio…

Risposta: E’ tutto corretto, poiché il mio vaso frantumato è totalmente nelle mani del Creatore. Nel nostro mondo facciamo accordi tra di noi. Ma se voglio cambiare me stesso rispetto al Creatore, allora avrò il mio daffare con Lui e non con il mondo. Quindi, per me il mondo è un indicatore, un criterio della situazione e niente oltre a questo. Io dipendo dal Creatore che mi dà un particolare scenario premettendomi di comprendere e percepire che il mondo cambia se io cambio me stesso e che tutto dipende dall’ “osservatore”. Perciò, spetta a me rivolgermi al Creatore: Egli mi aiuta riversando un pochino di più di Luce superiore, e allora io cambio.

E’ possibile che io chieda qualcosa agli amici, ma solamente se capisco che anche loro sono sotto il controllo del Creatore. In questo caso, quando mi rivolgo a loro, mi rivelo anche a Lui.

Infatti, rivolgersi direttamente al Creatore è per me ancora un’astrazione, alla quale non posso restare attaccato, anche se quando lavoro con gli amici ho bisogno di aggrapparmi a Lui anche dentro di me, dentro il mio cuore. Al tempo stesso, all’interno del gruppo sono sopraffatto da pensieri, desideri, ed emozioni. Qui passo attraverso un’infinita catena di stati; sento la rabbia, l’odio, la gelosia, la bramosia, l’onore, il controllo, e l’estasi…Relativamente a questa diversità, il rapporto con il Creatore sembra essere senza senso, fiacco, e scolorito, e ancora non risveglia alcuna sensazione.

E’ logico che grazie al gruppo io acquisisca la possibilità di lavorare al livello corporale di questo mondo, dove ho una moltitudine di sensazioni e sfumature di percezioni, che si assemblano in forme ed immagini differenti. Il “mondo fisico” è solo un concetto, mentre, in sostanza, stiamo parlano di precise forze spirituali, è solo che qui acquisiscono ai miei occhi volume ed intensità, essendo predisposte su una scala che va dal mostruoso al meraviglioso.

Tutto questo mi influenza al posto della influenza spirituale diretta, e per questa ragione sono in grado di lavorare con gli amici reciprocamente, comprendendo che queste sono effettivamente le forze del Creatore. I Kabbalisti ci insegnano di vedere il Creatore dietro ad ogni amico e anche dietro al mondo intero. In conseguenza alla collaborazione io verifico e correggo me stesso, chiedendo aiuto. Ci sarà qualcuno che amo e qualcuno che odio, qualcuno che vedo in un modo o in un altro. Perché? Perché è un bene per il mio ego? Oppure che cambiando il mio rapporto con gli amici posso donare a loro e attraverso di loro al Creatore, perché veramente non c’è niente altro tranne Lui (?).

Perciò qui, sullo sfondo di questo scenario, io ho la possibilità di utilizzare me stesso correttamente – in modo da trovarmi sempre nel processo della correzione. Così facendo, io correggo me stesso, e agli altri posso solamente fornire delle spiegazioni come maestro o delle raccomandazioni come amico, niente più di questo. Il nostro lavoro principale è la correzione di noi stessi.
[104791]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.04.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Come un giglio tra le spine

Domanda: Perché il Creatore mi manda pensieri “spinosi”?

Risposta: Dall’ articolo di Rabash “Cos’è il giglio tra le spine nel lavoro”:
Lo Zohar dice: “Come un giglio tra le spine, così è la mia amata tra le ragazze.” Il Creatore ha voluto fare Israele come la sua forma in alto, così che ci sarà un giglio sulla terra come il giglio in alto che è Malchut, e il giglio profumato scelto tra tutti gli altri gigli del mondo è quello che cresce tra le spine.

Un giglio può crescere e fiorire solo se cresce tra le spine. E’ impossibile crescere senza le spine. Le spine sono le forze che ci aiutano ad avanzare. Altrimenti potremmo tranquillamente dormire nel nostro desiderio di ricevere e non avere mai la voglia di elevarci al di sopra di esso.

Le spine sono le forze dei movimenti che ci spingono in avanti e ci aiutano ad avanzare mentre aspiriamo verso il riposo, riempimento e piacere. Essi appaiono quando non c’è scelta, quando una persona disprezza la possibilità di avanzare con le proprie iniziative e cerca di riposare per tutto il tempo, giustificando se stesso, sentendo che egli fa abbastanza e che tutto va bene.

Allora la sua testardaggine e la sua pigrizia gradualmente si accumulano fino a quando compare una grave spina. Poi lui inizia a gridare e ad avanzare. Ognuno sarà d’accordo nel giudicare dall’ esperienza personale e dire che questo è esattamente ciò che succede, a volte di più e a volte di meno. In questo modo ad una persona viene insegnato che egli deve trovare la forza per avanzare da solo e non aspettare le spine. Comunque ci saranno ancora le spine dal momento che è impossibile gestire tutto senza di loro.

Dal 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 5/3/13 , Gli scritti di Rabash

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https://laitman.it/2011/03/10/un-giglio-tra-le-spine/