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La vita continua nell’orbita del Congresso

Domanda: Durante la preparazione per il congresso ognuno aveva una data precisa in cui avremmo potuto accelerare, una data verso cui concentrare tutti i nostri sforzi. E dopo ciò, ognuno di noi è tornato al suo progetto e a questo sforzo comune, indirizzato verso un punto, e non sente. Come possiamo raggiungere l’accelerazione relativa allo stesso punto?

Risposta: Penso che siamo abbastanza vecchi e non abbiamo bisogno di fissare una data come guida per noi stessi. È un livello infantile, se possiamo concentrarci ogni singolo giorno.

Giorno significa uno stato. E quando noi avanziamo ulteriormente dobbiamo mantenere questo stato ad un’altezza maggiore e con sempre maggiore fermezza, fino all’eternità. Per il momento, ci vengono date delle piacevoli sensazioni di essere in questi stati in modo che la nostra forza egoistica materiale ci aiuti a tenere noi stessi in loro. Il nostro egoismo supporta ancora questa unione perché siamo all’inizio del nostro sviluppo.

La cosa principale ora è rendere questo stato permanente e sentire la nostra appartenenza all’intero Kli mondiale. Provate a separarvi da questa sensazione e ad associare questa condizione a tutti gli eventi della vostra vita, in ogni situazione, avete solo bisogno di rimanere all’interno della nostra unione. Abbiamo bisogno di rimanere nello stesso stato in cui eravamo durante il congresso insieme con tutti, e portare tutta la vita al suo interno. Tutte le attività quotidiane: Lezioni, lavoro, casa, famiglia, tutte le situazioni che si verificano hanno bisogno di essere portate nel luogo del congresso e continuare sulla sua orbita.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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Domanda: Come si usa l’odio come strumento per tenersi lontani dal male?

Risposta: E’ l’odio che ci separa da coloro che odiamo. Non abbiamo bisogno di altro tranne che di odiare l’ego. Ci sono due fasi: purezza e santità. La prima fase della correzione è la purificazione dal male. Questo comprende l’intero processo che attraversiamo dal principio del nostro lavoro fino alla rivelazione del male, e poi dalla rivelazione del male fino al livello di Binà, dare con lo scopo di dare, non fare agli altri ciò che tu stesso disprezzi

Questa parte della correzione è chiamata il riconoscimento del male e non ne usciamo fino a quando non fuggiamo dall’Egitto. Allora entriamo nella fase della correzione di dare con lo scopo di dare, che è chiamato il lavoro nel deserto. Allora entriamo nella terra di Israele purificando il nostro desiderio mentre lo indirizziamo verso Yashar-El (diritto al Creatore); lo trasformiamo in Israele, il che è chiamato la conquista della terra di Israele. Allora raggiungiamo la fase di ama il tuo prossimo come te stesso.

Tutto questo avviene per fasi: io mi stacco dall’ego, dal male, mi purifico, e nel momento in cui scopro che il mio ego è il mio nemico, incomincio ad odiarlo, e così devo allontanarmene e fuggire. Sono pronto a gettarmi nel Mar Rosso, ovunque posso, per essere in grado di fuggire e di mettermi in salvo dall’ego che mi insegue. Ricevo dieci colpi (le piaghe) dall’ego che mi spingono ad arrivare alla decisione finale e che non mi lasciano alcuna possibilità di restare dentro il mio ego.

Non posso sopportalo più, perché vedo che mi procura solo guai e sofferenze. Tutto questo è la conseguenza della Luce Circostante che brilla su di me e che mi dona. Io mi sento così malvagio rispetto ad essa, rispetto alla qualità della dazione, rispetto alla rivelazione del Creatore in una nuvola, in una scintilla di fuoco, in un cespuglio che arde…Solamente quando il Creatore mi porta dal Creatore, mi rendo conto che è un tiranno ed è malvagio. Il Faraone viene rivelato in contrapposizione al Creatore, e quando io mi trovo nel mezzo, vedo chi è l’amico e chi è il nemico.

Non posso più sopportare il dominio del Faraone perché, dall’altra parte, il Creatore è accanto a me. Già incomincio a vedere la differenza tra la dazione e la ricezione, e questo solleva in me l’odio verso il male. E’ impossibile arrivare al Faraone senza il Creatore! Altrimenti io non vedrei che il Faraone è il male, perché prima sembrava così buono mentre allevava Mosè come un suo nipotino. Anche prima di questo, all’inizio del periodo dell’esilio, il buon Faraone dominava fino a quando non è morto e si è levato allora un nuovo re sull’Egitto che non aveva conosciuto Giuseppe. In questo modo attraversiamo gradualmente le fasi del riconoscimento del male.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.06/2013, Shamati 54 “Lo Scopo del Lavoro”)

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Ci sono molti gruppi che parlano di amore e di connessione. I rapporti tra la persona e la società o tra una persona e il Creatore determinano il carattere della società, il movimento, il partito, la religione, o la tendenza.

Ci sono molte connessioni così, ma noi le dividiamo in due: in base al bisogno e in base al desiderio che una persona ha di raggiungere il Creatore, che non lo lascia riposare, e lo costringe a cercare un solo scopo nella vita, per la forza superiore, per la ragione di vivere, per il senso della vita, per “a chi io procuro piacere.” Tale persona deve raggiungere la radice, la fonte della sua esistenza.

Questa è la prima condizione in base a cui una persona è inclusa in un gruppo di Kabbalisti. Noi non controlliamo per mezzo di uno strumento particolare questo attributo a chiunque si unisca al gruppo, ma se una persona non possiede la scintilla per la ricerca del Creatore, l’inclinazione, la passione, la fame interiore, allora non appartiene a quel gruppo e alla fine lo lascerà. Ciò potrebbe verificarsi anche dopo 10-15 anni di studio.

Questi anni di studio certo non vengono cancellati in modo semplice dalla sua vita perché in questo periodo ha fatto un lavoro che è parte della correzione della sua anima, ma noi rimaniamo solo con le persone in cui vi è una scintilla che le obbliga a raggiungere la rivelazione della forza superiore in quanto questa è l’unica cosa che vogliono.

Questo è l’unico e il principale motivo per stare in un gruppo, tutto il resto sono solamente dei mezzi per raggiungere questo obiettivo. A poco a poco essi accettano questi mezzi, ma non subito; questo viene fatto passo dopo passo come parte di una lotta interiore e certamente non sono pronti ad accettarlo in una volta. Ciò avviene perché tutti i mezzi per rivelare il Creatore operano contro la nostra volontà, contro i nostri attributi naturali, contro le nostre abitudini, e contro la nostra educazione, dal momento che sono tutti anti egoistici.

Quindi, ci vuole tempo affinché una persona capisca e senta finalmente che il primo raggiungimento del Creatore ha luogo nel vaso spirituale collettivo, nella connessione tra di noi, che ci obbliga a connetterci con tutta la realtà.

Nella persona, nella connessione tra le persone, e in particolare nella connessione tra gli amici nel gruppo esistono tutti i livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante. Solo all’interno del gruppo una persona viene premiata con il libero arbitrio e con la scelta di renderlo più forte o meno, al fine di connettersi ad esso. Attraverso di esso crea un luogo per la rivelazione del Creatore.

Funziona solo in questo modo: Una persona sale dal suo piano terra, che è sulla “terra” (sul suo desiderio di ricevere) al primo piano, per la correzione dei suoi desideri. Da lì, insieme agli amici, corregge la connessione tra di loro, e sale al secondo piano, alla rivelazione del Creatore che si rivela come Colui che dimora nel vaso collettivo chiamato Shechina.

Una persona, in questo modo, raggiunge l’obiettivo per cui bramava fin dall’inizio, senza sapere esattamente da cosa fosse attirato e come soddisfare questo desiderio poco chiaro. Egli attraversa questo lungo cammino per raggiungere questo obiettivo che inconsciamente sente come l’unica cosa di cui ha bisogno nella vita.
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(Dalla prima pate della Lezione quotidiana di Kabbalah del 6.06.2013, Scritti di Rabash)

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Domanda: Come la Torà che sta per la somma collettiva di tutti noi è differente dal Creatore, che sta per la connessione generale? Questi due concetti sembrano uguali per me.

Risposta: In una delle sue lettere Baal HaSulam dice che dobbiamo avanzare secondo la regola “Israele, la Torà, e il Creatore”. Cosa c’è di più, in ogni stato, il primo deve essere uguale al secondo e al terzo. E solo a questa condizione che una persona può avanzare correttamente.

1 = 2 = 3, questa è la condizione per il progresso spirituale.

Il primo termine “Israele”, Yashar-El (dritto al Creatore) è ogni amico che anela al Creatore. Il secondo termine è già il gruppo, lavorando in unione. Il terzo termine è la rivelazione del Creatore nella nostra unione.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013 , “Fede al di sopra della ragione”)

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Un errore intenzionale disposto dall’Alto

Prima della frantumazione, esisteva un vaso che voleva ricevere la Luce al fine di dare (Adamo ed Eva). Ma c’era un posto in questo vaso chiamato “il cuore di pietra” che era impossibile correggere. La Luce Superiore non poteva entrare. Neanche la Luce Circostante poteva entrarci. Allora com’è stato possibile correggerlo? Dopo tutto, questa è l’intera essenza della creatura.

Si scopre che ho un desiderio di ricevere che è opposto al Creatore, alla Luce Superiore, che non può entrare in essa. Sarebbe in contraddizione con la legge di equivalenza della forma, e dopo tutto, si dice: “Egli ha dato una legge che non può essere spezzata”, il Creatore stesso non rompe le sue stesse leggi. Le leggi sono state determinate, e tutta la realtà, tutta la creazione, esiste in base a queste leggi.

Che cosa possiamo fare? Come può la creatura ancora esser corretta e diventare simile al Creatore? Come può la creatura assumere la forma del Creatore se la Luce Superiore non può nemmeno toccare il cuore di pietra secondo le leggi di restrizione e la mancanza di equivalenza della forma? Non può mai fare questo in quanto il cuore di pietra è l’essenza della creatura.

La frantumazione era necessaria; lo era per confondere l’essere creato affinché egli desiderasse ricevere per dare, come se questo fosse possibile anche nel cuore di pietra. Questo è il modo in cui il Creatore provvede alla creatura e la creatura accetta questa azione con assoluta devozione. La Luce Superiore gli da’ questa sensazione tramite il Partzuf che ha creato, in cui la testa del Partzuf appartiene a Binà e il corpo appartiene a Malchut. Egli intende utilizzare tutti i suoi desideri al fine di dare nella sua testa, questo è Binà pura, dazione pura. Così egli non sente che c’è una possibilità per farlo andare male o in maniera negativa, ma ancora non riesce.

Non c’è stato affatto un errore o un fallimento , non dipendeva dalla creatura, ma è stato organizzato in questo modo intenzionalmente dall’Alto. La mutua incorporazione dei vasi di Binà e dei vasi di Malchut avviene a seguito della frantumazione. La cosa principale è che questo permette la continuità con il chiarimento di tutti i vasi tranne il cuore di pietra.

Questo è un punto molto delicato a cui dobbiamo pensare, “il vantaggio della Luce dalle tenebre.” Noi chiariamo le prime nove Sefirot, tutti i loro discernimenti, tranne che per il cuore di pietra, che è “nella ragione”, nell’ego, che noi non chiariamo. Ma chiarendo tutto ciò che si trova intorno ad esso, arriviamo a conoscere il cuore di pietra, e tramite questo conosco il Creatore stesso dal suo interno.

In questo modo noi effettuiamo la correzione senza correggere il nostro desiderio. Ma noi differenziamo e prendiamo da esso tutto ciò che possiamo, lasciando solo il cuore di pietra reale in cui non c’è niente altro che possiamo correggere. Come conseguenza di questo chiarimento, scopriamo la forma del cuore di pietra in contrasto con la forma del Creatore e raggiungiamo la fine della correzione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.07.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Siamo già nel mondo spirituale

Una discesa avviene solo perché non siamo in grado di mantenere lo stato precedentemente raggiunto dal momento che ogni volta c’è un appesantimento del cuore. Non ci è stato dato questo appesantimento del cuore, perché ci viene mostrato misericordia dall’alto.

Ma non va bene se l’appesantimento del cuore è una conseguenza dei problemi materiali esteriori. Dopo tutto, da ora in poi possiamo solo rimanere nel lavoro spirituale e interpretare tutti gli spiacevoli disturbi materiali come spirituali.

Noi non vedremo niente di materiale in questi disturbi, anche nei colpi più gravi. Essi iniziano improvvisamente ad assumere una forma talmente fantastica; la cosa più importante è mantenerci allo stesso livello. Se perseveriamo a restare alla stessa altezza al di sopra di tutti i disturbi, inizieremo ad entrare più profondamente in questo livello.

Ci siamo già elevati ad un nuovo livello e ora abbiamo bisogno di raggiungerlo ancora di più per vedere, in esso, le dieci Sefirot, delle nuove proprietà. E poi improvvisamente vedremo che siamo in grado di rimanere in questo stato e siamo nel mondo spirituale! Abbiamo già toccato questo stato nella forma esterna.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.97.2013, Scritti di Rabash)

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Il giuramento di fedeltà

Domanda: Come possiamo formare in pratica un’unione all’interno del gruppo per rimanere nello stesso senso di appartenenza all’unione generale?

Risposta: Ma tutti noi vogliamo avanzare! Al congresso abbiamo raggiunto una nuova sensazione, non a caso ci siamo preparati così tanto ad esso riunendo così tanti amici fedeli. Quasi non c’erano persone arrivate per caso e se qualcuna si è presentata, è scomparsa nel clima generale.

E ora siamo tutti interessati a continuare ciò che abbiamo realizzato. Se tutti vogliono mantenere lo stesso senso di appartenenza a un tutto a cui noi aspiriamo per trovare la proprietà di dazione reciproca, allora la forza superiore è presente all’interno. Per il momento è nascosta, ma si manifesterà gradualmente, in modo chiaro, e brillerà. Accadrà! Stiamo già scoprendo il luogo in cui dovrebbe verificarsi.

Un’alleanza è diversa dai semplici sforzi che compiamo gli uni verso gli altri. Ora che sento di appartenere all’unione collettiva, mi impegno a mantenerla, come se giurassi fedeltà alla mia gente, alla mia patria. Sentiamo di appartenere al nostro paese e questo ci impone di essere fedeli. La stessa cosa accade qui.

In realtà, abbiamo già formato questa unione, e ora abbiamo solo bisogno di rafforzarla, di firmarla. La firma significa che non è possibile ritirarsi dagli obblighi anche per un momento. Prometti che, indipendentemente da eventuali nuove situazioni e disturbi manterrai la fedeltà alla’unione collettiva. Questo viene chiamato firmare un patto.

Sarai gettato di stato in stato, ma manterrai il tuo consenso grazie alla potenza del Creatore. Anche se non stiamo ancora rivelando Lui ed è per questo che non sentiamo che tutto dipende da Lui, nel frattempo, si dovrebbe essere supportati dalla paura di perdere ciò che abbiamo raggiunto, questa è la corda che ci unisce. Poi, saremo in grado di avvicinarci alla dazione e capiremo che il Creatore è il garante della nostra unione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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