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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.08.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “Il Significato di Concezione e Nascita
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Zohar per tutti, Introduzione, Articolo “Cielo e Terra”, Punto 156, Lezione 57
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, Parte 15
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Scritti di Baal HaSulam “Esilio e redenzione
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La crisi ci riporterà alla teoria di Marx

Il nostro stato dipende da come lo valutiamo, in base a quali valori. Una persona riceve dall’ambiente una scala di valori. Abbiamo iniziato a svilupparci a causa dell’ambiente quando siamo scesi giù dagli alberi. Tutto lo sviluppo umano si verifica perché la società lo promuove, è necessario essere grandi, forti e prosperi. Inizia così il progresso dell’umanità.

Lo sviluppo è possibile solo grazie alla comunità. Se la società non avesse instillato nuovi valori in noi, al di sopra di ciò che è richiesto dal corpo per la semplice esistenza, saremmo rimasti come animali. Noi non siamo diversi da loro, tranne per l’elemento della competizione, in cui siamo impegnati tra di noi, uno sviluppo a causa dell’ambiente.

L’ambiente è in continua evoluzione e noi ci stiamo sviluppando insieme ad esso. Questo sviluppo non è una caratteristica degli animali, solo degli umani. In questo mondo viene chiamato essere umano quel particolare tipo di animale che può crescere a causa dell’ambiente. E il tipo di essere umano che è in grado di svilupparsi mediante il volontario sviluppo del suo ambiente è chiamato un Kabbalista. Si tratta di due fasi che si innalzano al di sopra del livello animale: una persona comune e un Kabbalista.

I Kabbalisti sviluppano appositamente il loro ambiente per evolversi a causa di esso, come se essi stessi si tirassero per i capelli. La gente media non lo fa. La società li sviluppa e li tira in direzioni diverse nello stesso piano di questo mondo, ma non verso valori qualitativamente nuovi.

Così, l’umanità si evolve naturalmente fino a quando arriva ad una crisi. Lo sviluppo basato sulla competizione porta ad una situazione in cui una parte dell’umanità è follemente arricchita e l’altra completamente impoverita. La situazione diventa critica, perché non viene concesso nessuno strato di mezzo. Abbiamo già superato la fase in cui la società aveva sperato di raggiungere la prosperità universale, la realizzazione del sogno americano che prometteva a tutti abbondanza per il suo lavoro.

Ma questo è impossibile, l’egoismo umano non permetterà che il ricco si sacrifichi neanche un po’. E li costringerà a mantenere il 100% della loro ricchezza. Il massimo che strappano da se stessi per i poveri è lo 0,1% solo affinché i poveri possano in qualche modo sopravvivere e servire i ricchi, ma non di più.

Quindi noi ritorniamo alla teoria di Marx, perché il nostro ego ci separa in poli antagonistici tra i quali la guerra diventa inevitabile. Il tentativo di costruire una società sviluppata del benessere post-industriale ha fallito perché in questo caso qualcuno deve sacrificare il suo profitto, i ricchi dovrebbero condividere con i poveri. E perché dovrebbero improvvisamente essere d’accordo a fare questo, se è possibile spremere i poveri di tutto e lasciargli solo un minimo in modo che non muoiano di fame?

Il nostro egoismo ci priva della ragione, tu guardi il mondo e resti stupito da ciò che accade al suo interno: I ricchi si stanno uccidendo attraverso le loro azioni, rischiando la propria vita. Ma non possono fermarsi. L’ego è in crescita e li costringe ad agire in questo modo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.97.2013, Scritti di Rabash)

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Perché ho bisogno di questo disagio?

Baal HaSulam, “La Pace: ” Gli angeli chiesero al Creatore: “Che cos’ è un uomo, che Tu ti ricordi di lui? E il figlio dell’uomo, che Tu te ne prenda cura? Perché avete bisogno di questo disturbo?”

C’è un’allegoria di un re che aveva una torre piena di tante cose buone, ma nessun ospite. Che piacere provava il re con la sua torre piena?

“Angeli” sono l’essenza delle forze della natura, come la gravità, la forza elettrostatica, le forze magnetiche, etc. E la loro domanda è chiara, “Se tutta la realtà sono le Vostre forze, cioè, le Vostre manifestazioni prima della materia del desiderio, allora come fa questa materia a beneficiare di tutto quello che Voi fate con essa, trasformandola da uno stato ad un altro?

Il Creatore risponde: “Io voglio creare un uomo—quale fusione di elementi, una tale combinazione di nozioni di base in modo che la loro connessione produca qualcosa di nuovo che non sia una Mia diretta conseguenza”.

Il grado umano (Adam) è al di sopra degli “angeli”—sopra la legge della natura che non lascia spazio alla libertà della volontà. L’essere umano si erge su di loro: ha capacità di libera scelta. Gli “Angeli” non capiscono la sua creazione perché sono solo forze del Creatore che agiscono nella creazione. E tuttavia in questo, il Suo derivato, subordinato alle leggi immutabili, un punto speciale di libertà viene rivelato.

Nasce dal Creatore e viene all’essere creato. Questo significa che nella sua creazione Lui ha creato qualcosa di autonomo, indipendente – prima di tutto da Se stesso …

Allora, com’è? Può un desiderio, indipendente, separato da Lui, opposto a Lui, e pari per potenza, affrontare il Creatore? Dopo tutto, questo porterà al conflitto, a scontrarsi, al “disastro”. Gli “Angeli” non capiscono come il Creatore Buono Che Fa il Bene può permettere questo.

E il Creatore ha risposto loro che francamente Lui ha una torre piena di cose buone, ma solo questa umanità è stata invitata alla torre.

In altre parole, solo a condizione che le persone attraversino problemi e disagi, in modo da incoraggiarle a pensare ed ottenere un desiderio indipendente, potranno prender parte a ciò che Lui ha preparato per loro.
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(Dalla 3a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.07.2013, Scritti di Baal HaSulam)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 9.08.2013

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 72 “La fiducia è il rivestimento per la Luce”
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Scritti di Rabash “Dargot HaSulam” (I gradini della Scala)  Articolo 22
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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 18
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Un uomo di sentimenti e un uomo di Fede

Tutto il nostro lavoro è concentrazione interiore, perché la realtà esterna non cambia, non importa quanto ci aspettiamo che cambi. La realtà è definita soltanto dalla sua percezione dentro di noi e dipende in totalità dalle proprietà della persona. Una persona cambia, e tramite quella realtà che ha sentito nei suoi cinque organi di senso prima, lui vede altre connessioni nel nostro mondo, una nuova realtà, la presenza di una forza superiore. Gradualmente, questa forza diventa enorme, controllando tutto e supportando la realtà intera.

Però in questo momento noi non lo vediamo, non lo notiamo. Questa è l’unica cosa che cambia nella misura in cui questa realtà terrena sparisce completamente con la morte del corpo e soltanto la realtà spirituale rimane. Tutto dipende da come si cambia da persona di “sentimenti” a persona “credente”.

La differenza fra le due è determinata dagli strumenti con cui lavoriamo. Se percepiremo la realtà nel desiderio di godere, questo si definisce persona di sentimenti, e se nel desiderio di dare,allora questo si chiama persona di fede. Ma entrambi implicano le sensazioni. Anche la Fede è una sensazione solo nella Luce Riflessa, nel desiderio con obiettivo di dare invece di ricevere.

La sensazione della sua distanza dal Creatore significa che una persona ha ricevuto gli strumenti più sensibili (Kli) per misurare la sua attitudine verso il Creatore. Solo pochi giorni fa al congresso noi ci siamo sentiti più connessi uno con l’altro a tal punto che una persona è scomparsa dentro i sentimenti della nostra comunità. La forza generale e l’ispirazione lo trattenevano permettendogli di smettere di sentirsi se stesso.

Questo può succedere con qualsiasi entusiasmo gioioso quando molte persone unite da una sola idea, opinione, pensiero, scopo e ragione, si riuniscono e quindi sentono la loro unità. Come è il nostro stato diverso dagli altri? E al fine da renderlo differente dagli altri ci viene data la sensazione di discesa, lontananza dallo stato della Luce. Noi percepiamo che manca qualche cosa in questo stato, in modo da poter rimanere.

Noi stessi non siamo in grado di tenerlo; richiede la presenza di un’altra forza nuova, una realtà nuova, sopra di noi. Questa sensazione di alienazione significa l’espansione dei nostri desideri, strumenti della percezione, a una nuova profondità e larghezza, con un aumento della loro sensibilità interiore, così come l’ottenimento di una forza esterna più potente.

E quindi noi vediamo che non possiamo far fronte a questo. Siamo apparentemente immersi in un mare immenso di sentimenti lasciatoci dal congresso, gradualmente questi si raffreddano e fra poco geleranno completamente. Non possiamo fermare ciò. La tendenza è chiara, ma non è chiaro come possiamo resistere a questo.

Prima di tutto, voi dovreste capire che questa tendenza è naturale e si dovrebbe proteggere da essa, fermarsi, lottare contro questo raffreddamento,per quanto possibile, ma solo per rendere più netta la vostra sensazione di questa presa di distanza, cercando di conservare i precedenti sentimenti di calore il più possibile.

E nonostante tutti i nostri sforzi, noi possiamo vedere che non abbiamo le capacità. Controlleremo il nostro stato, paragonandolo ai cambiamenti giorno per giorno, e capiremo che la nostra ispirazione sta scomparendo lentamente. Qualche volta i pensieri di unità vengono ma spariscono immediatamente. E lo stato di oggi è ancora più lontano di quello di ieri.

Tuttavia sentendo la nostra separazione dal grande Re, uno deve capire che non è un’alienazione reale, ma semplicemente il Creatore sta aumentando il grado di sensibilità quantitativamente e qualitativamente. E poi una persona sente che manca qualcosa nello stesso stato.

In realtà, siamo ancora nella stessa condizione perché nulla sparisce nella spiritualità. Ma in ogni stato successivo, ci manca la nostra unità e la presenza del Creatore in misura maggiore.
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(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.07.2013)

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Come possiamo contare ciò che abbiamo raggiunto?

Durante il congresso abbiamo avuto la sensazione di essere in un vaso generale e che tutte le differenze tra di noi fossero scomparse, tutte le differenze tra gli uomini sembravano semplicemente essersi cancellate. Tutti hanno avuto delle sensazioni personali ma solamente a livello corporale, fisico, una sensazione di malessere e di fame, al di sopra della quale c’era una generale sensazione di connessione.

Ma questa sensazione di connessione non è stata chiarita. Abbiamo semplicemente percepito di essere insieme. Ora che il congresso è finito dobbiamo assimilare questa sensazione di unità al fine di allargare queste sensazioni ed aggiungerci il pensiero, la comprensione ed i discernimenti. Questo viene chiamato le Sefirot, che dobbiamo iniziare a “contare” – “Lispor” (dalla stessa radice in Ebraico) ed esaminare con accurata attenzione. Allora vedremo come possiamo effettivamente lavorare nel modo corretto con i nuovi vasi.

Questo è possibile solamente agganciandosi al precedente livello e salendo verso quello successivo. Dal livello successivo saremo in grado di “contare” il precedente livello. Questo è il solo modo per farlo, dallo stato nel quale una persona si trova. Nello stato attuale, una persona non può conseguire questa Sefira (conteggio) poiché ha bisogno delle dieci misure che sono pronte e che gli permettono di contare da Malchut a Keter e al contrario.

Questo livello è adesso in via di formazione, e noi non possiamo ancora assimilarlo o contarlo nel dettaglio. La cosa principale adesso è di restare attaccati a ciò che abbiamo conseguito e di non sentircene soddisfatti, così che la discesa sarà dal desiderio di conseguire di più!

La discesa non dovrebbe essere nella nostra sensazione, non come conseguenza della perdita della sensazione di piacere che avevamo durante il congresso che adesso è finito. Abbiamo conseguito la sensazione della qualità della dazione e adesso vogliamo tenercela stretta al di sopra della routine quotidiana che cercherà di spingerci via giorno dopo giorno.

Possiamo usare i vasi che abbiamo scoperto adesso come dei modelli, come un parametro, e possiamo iniziare a stabilire in noi delle chiare misure, che sono chiamate Din (giudizio), misericordia, la linea di mezzo, le dieci Sefirot da Keter a Malchut e al contrario attraverso la Luce che Ritorna, e i diversi livelli di Aviut (grossezza). Possiamo iniziare a valutare quale vaso sia sviluppato, dove la mela è rossa e matura e dove la mela è piccola e verde. Nel frattempo tutto avviene non per scelta cosciente, proprio come quella di un bambino piccolino, ma noi capiremo cosa e perché scegliamo.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidana di Kabbalah del 17.07.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La Luce della fiducia

Domanda: Durante il congresso si è verificata una piacevole sensazione di fiducia nei confronti della nostra appartenenza all’unione. Ora dobbiamo separare la sensazione piacevole dal sentimento di appartenenza, ma in questo caso la fiducia dovrebbe restare?

Risposta: La fiducia è la Luce che dobbiamo garantire per noi stessi. Nessuno può sentire la fiducia per merito solo di se stesso, questo proviene solo dall’esterno. Questa è la fiducia del bambino che riposa tra le braccia della madre. Tutta la sua fiducia è nell’appartenenza al superiore.

La garanzia reciproca, l’inclusione reciproca, la fiducia, e la connessione, tutto questo si unisce in un unico stato comune, un’illuminazione. E allora impareremo a dividere questi sentimenti in tre linee. Nelle diverse fasi, nascita e allattamento, la crescita avviene in modi diversi. La nostra dipendenza dal superiore e il nostro atteggiamento verso il gruppo, cambia, come il grado superiore o quello in cui ti trovi. Se nel gruppo si manifesta la forza superiore, allora l’abbiamo già attribuita a noi stessi, alla nostra anima.

All’interno del gruppo si trova tutto, quindi non abbiamo bisogno di filosofeggiare molto, la cosa più importante per noi ora è fare un passo in avanti che diventerà un cambiamento di vita. Tutto dipende dal fatto che siamo in grado di entrare più profondamente nel livello raggiunto oppure ricadere, e allora avremo bisogno di molto tempo per ritornare allo stesso stato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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