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Perchè non ci sono i Dinosauri oggi?

Se creiamo una connessione condivisa tra di noi al di sopra dei nostri desideri egoistici e ci annulliamo in essa per donare al Creatore e per dare a Lui soddisfazione e usiamo tutto questo per il lavoro con le persone perché vogliamo avvicinarle a noi e attraverso di noi avvicinarle al Creatore in modo che il Creatore donerà a loro attraverso di noi, allora scopriremo tutti i “mondi” superiori, l’intero sistema. Non esiste al di fuori degli umani, ma solo tra di noi.

E anche la natura inanimata, vegetativa ed animata, scopriremo che è dentro di noi. Improvvisamente scopriremo dentro di noi le giraffe, i leoni, tutti gli animali selvaggi, ogni pianta, e tutti gli umani. Tutto questo è solamente una copia delle nostre qualità.

Una volta avevamo altre qualità, allora si vedevano i dinosauri che vivevano nel mondo. Ed ora le qualità sono cambiate ed i dinosauri sono scomparsi. Nei nostri tempi le qualità dentro di noi si stanno trasformando molto rapidamente e vediamo che molte specie di piante e di animali si stanno estinguendo. Si dice che ogni giorno scompaiono nel mondo 150 specie, con un ritmo così rapido, il nostro desiderio di ricevere cambia, si sviluppa e avanza.

A noi sembra che niente sia cambiato a livello vegetativo ed animato, ma essenzialmente ogni giorno dei cambiamenti molto grandi avvengono in natura, perché è interamente inclusa dentro un uomo. La stessa natura è solamente una copia delle nostre qualità interiori.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.08.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Non costruire un “Vitello d’Oro”

E’ molto difficile convincere una persona, sebbene abbia già cominciato a studiare la Kabbalah, che dobbiamo connetterci con gli altri. Essa non ha un desiderio o un bisogno per loro. Al contrario, la persona media preferisce avvicinarsi ai suoi vicini e ad altri. Dopo tutto, sente che per lei è preferibile mantenere dei buoni rapporti ed evitare conflitti in modo da avere una vita più sicura.

Ma una persona che ha ricevuto un desiderio personale di scoprire il potere più alto, per scoprire il mondo e conoscere il significato della vita, diventa molto individualista. Non vuole essere connessa con nessuno, sente che la domanda essenziale si trova dentro di lei. Dunque le è molto difficile sentir parlare di connessione, che le appare come un gioco per bambini ed incomprensibile in qualsiasi forma.

E’ per questo che oggi sono molto felice per essere riuscito ad iniziare a parlare di questo. Siamo giunti vicini a trovare il punto fondamentale. Se saremo preoccupati di ciò tutto il tempo, tutto il resto sarà rivelato mediante essa al suo interno, all’interno della connessione fra di noi.

La nostra unità è quel punto nero attraverso cui passiamo la barriera (Machsom) verso un altro mondo, “la cruna dell’ago” di cui il Creatore dice: “Aprite un varco per me come la cruna di un ago”. Dopo esserci collegati con un solo cuore, in un unico desiderio, noi siamo connessi ad un punto. Tutti i nostri punti sono connessi ad un punto che crea un’ apertura come la cruna di un ago. Se ci prepariamo in questo modo, allora apriamo un passaggio verso il nuovo mondo, quindi il livello più alto sarà rivelato a noi, questo è il primo passo sulla scala spirituale.

Questa esigenza di connessione è preparazione per il ricevimento della Torà. E’ chiaro che non realizzeremo la connessione se non con l’aiuto del potere superiore. Ma il nostro lavoro è di sentire i bisogni di connessione e di costruire una preghiera comune.

E’ logico che non abbiamo nulla per cui pregare, sia privatamente sia collettivamente, fatta eccezione della necessità di raggiungere la connessione. E così scopriamo tutti i risultati positivi di cui abbiamo bisogno. Ma se decido da solo che devo capire di più, per avere più successo, o anche ad amare di più, questo dimostra la mia superbia. E’ necessario chiedere soltanto per la connessione, e di diverso da questo, nulla: questa sarà la nostra preghiera comune.

La “preghiera dei molti” non può essere diversa da questo –soltanto di unità. E non fa alcuna differenza quello che viene fuori da questo, i risultati saranno precisamente in base alla disposizione della scala o dei livelli che dobbiamo salire sempre più in alto. Non stabiliamo la loro disposizione; piuttosto decidiamo soltanto che dobbiamo connetterci sempre più forte tra tutti noi.

Questa significa che non chiedo una ricompensa. Essa verrà da sé, si scoprirà nella società, vale a dire nella connessione fra noi, e che stiamo cercando solo questo. Questa è una verità molto semplice, ma continua a scivolare perché il nostro ego si rinnova continuamente. Siamo ripetutamente forzati a ritornare alla ”preghiera dei tanti” nella quale siamo uniti come uno, in un’unica richiesta.

E se vogliamo aggiungere le altre richieste a questo, anche gli obiettivi spirituali più alti, come il successo nell’educazione integrale e l’attrazione di tutte le persone ad essa, ma poniamo questo come nostro obiettivo personale, allora ciò non è corretto. Questa volta è ancora lo stesso orgoglio che ci forza a decidere che tipo di connessione deve esserci fra noi. Così si costruisce un “vitello d’oro”.

Il “vitello d’oro” non è soltanto il lavoro di una persona per il bene del suo ego. Non dicono nulla di ciò nella Torà. Il “vitello d’oro” è il desiderio della persona di stabilire per se stesso la forma del suo avanzamento spirituale personale invece di desiderare semplicemente la connessione. Il “punto nel cuore” raccoglie tutti i punti e sale la montagna in modo da ricevere la Torà, la Luce che Riforma. E poi tutti i desideri che sono raccolti ai piedi della montagna si collegheranno allo stesso punto e spariranno nel punto di connessione.

Ma, nonostante tutto questo, una persona è attratta dal decidere qualcosa da sola, per aggiungere una sorta di richiesta privata che gli è indispensabile per il suo avanzamento a servizio del Creatore, questo è chiamato un “vitello d’oro”. Questi sono livelli spirituali molto elevati. L’intero sistema spiegato nella Torà di come ci dobbiamo muovere in modo da raggiungere il completamento della correzione, dall’inizio alla fine, è soltanto con la forza di connessione e con nient’altro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.07.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Non punizione, ma una Responsabilità Integrale

Domanda: Che cosa significa che l’intero sistema si arresta se uno di noi non partecipa nel modo giusto?

Risposta: E’ come una valvola di motore, improvvisamente si blocca e ferma l’intera macchina, o un componente della scheda madre del computer è bruciato. Comunque, c’è un significato all’importanza di questa unità. E’ la scheda madre o qualcosa di meno importante? Mentre nel sistema integrato, i componenti non sono più o meno importanti; questa è circolare e ogni cosa è importante allo stesso grado come ogni altra unità. Se scompare, l’intero sistema si ferma.

Inoltre se si brucia un componente, si bruciano tutti, perché questo è incluso in tutti loro. Noi siamo come ingranaggi in un meccanismo dell’orologio. Se un ingranaggio è guasto e non gira, si bloccano tutti e l’orologio si ferma.

Il sistema funziona grazie al fatto che tutti i componenti sono collegati uno con l’altro e funzionano insieme. E se una parte si ferma, ferma l’intero sistema. Nessun ingranaggio può essere rimosso dagli altri o è sufficiente ad attivarli come vuole. Questo non può essere. In un motore funzionante, tutti gli ingranaggi girano, e se improvvisamente alcuni si bloccano, l’intero sistema si arresta.

Non puoi entrare in un sistema e poi abbandonarlo. Sei dentro contro la tua volontà e non puoi farci nulla. Durante tutta la storia fino ad oggi noi siamo solo cresciuti; tutto il sistema è cresciuto solo grazie all’egoismo. E quando è cresciuto, ha cominciato a mostrare tutti i collegamenti fra le sue parti.

Oggi i rapporti fra noi si rivelano sempre più. Ogni giorno scopriamo decine o centinaia di fili che sono tesi da me a voi e da voi a me e a tutte le altre persone. Di giorno in giorno questa piovra ci afferra sempre più nei suoi tentacoli, tramite nuove connessioni, da tutti i miei pensieri e desideri verso tutti e da tutti a me.

Siamo connessi da innumerevoli fili vincolanti; ce ne sono tanti e sono intrecciati così strettamente che alla fine si fondono e divengono un campo enorme. In questo momento il mondo sta attraversando precisamente questo processo: in ogni momento questa connessione sta diventando più forte, essi definiscono le nostre vite. Prima erano nascosti, ma oggi questi rapporti sono rivelati. Infatti, non vengono create nuove connessioni, anzi il sistema che era già esistente viene scoperto.

Ma almeno questa rivelazione sta cominciando a giudicarci e a chiedere una risposta. La crisi mondiale si sta spargendo ed intensificando, rivelando le nostre interconnessioni, e ci sentiamo peggio. Questo sistema si sta rivelando come già esistente, chiede di iniziare ad agire dal grado di questa scoperta.

Suppongo che il 10% delle connessioni ci sono rivelate. Non conosciamo o capiamo il 90%, ma dobbiamo ottemperare con il sistema al grado della scoperta di connessione reciproca. Se noi aspiriamo ad essere supportati da essa allora stiamo camminando nella via della Luce (“Achishenah”); siamo in accordo con il sistema, vogliamo esserne parte, cooperare, e lavorare insieme, e vogliamo aderire al potere più alto. La legge che lavora in questo sistema e connette tutte le sue parti è chiamata il Creatore, il potere superiore, la Luce.

Anche se non vogliamo essere associati con esso e non vogliamo partecipare con esso, il sistema continua a lavorare. Allora la differenza, questo spazio, tra il suo stato attivo e la nostra riluttanza a lavorare viene sentito come una crisi. Il sistema continua a rivelarsi perché secondo il programma, 6,000 anni sono stati assegnati per il suo sviluppo.

Per esempio, in un altro anno il sistema si rivelerà, ed è colpa nostra e la mancanza di cooperazione non è più del 10% ma del 20%.

Allora sentiamo la crisi al doppio della crisi presente, ed anche peggio, perché questo è un sistema integrale che moltiplica la sua reazione. Così sarà più volte peggio del presente. Immaginate le temperature di 50 gradi più calde o 50 gradi più fredde; le coltivazioni muoiono naturalmente, anche tutto il bestiame. E che cosa abbiamo intenzione di fare?

Se non partecipiamo al sistema, non obbediamo alla legge della natura che siamo tenuti a rispettare, allora la sua forma vera sarà rivelata. Non è una punizione che qualcuno ci manda intenzionalmente. Semplicemente la vera immagine è in fase di essere rivelata: che non stai partecipando al sistema comune, e quindi stai danneggiando te stesso. Il Creatore non vi punisce in generale, Lui è pronto ad aiutarvi. Semplicemente non vuole togliervi la vostra libera scelta. Voi stessi dovreste decidere chi volete essere: un peccatore o un virtuoso.

Se sono consapevole del sistema, voglio essere più consapevole di esso e partecipare in esso come una parte integrale, questo si chiama “la preghiera dei molti”. E allora posso pregare per gli altri o per la mia partecipazione al sistema, questo non fa alcuna differenza, in ogni caso si considera che sto pregando, prego per tutto allo scopo di adempiere al mio obbligo riguardo tutti. Chiedo soltanto che mi si conceda la forza di partecipare a tutto per tutti nel modo giusto. Mi sento responsabile per tutti, per il mondo intero, sono obbligato a svolgere le mie funzioni. Infatti, con questo definisco lo stato di tutto il resto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2013, Scritti di Rabash)

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Lo Zohar: Il programma di controllo del “Computer” della creazione

Il Libro dello Zohar, “La Notte della Sposa,” Paragrafo 145: La parola HaVaYaH è scritta sei volte, e ci sono sei versi da “i Cieli dichiarano” e fino a “La Torà del Creatore è perfetta” (Tehilim [Salmi], 19:2-8). E questo è il segreto della parola BERESHIT, che è composta di sei lettere: “IL CREATORE HA CREATO ET (I) CIELI E LA TERRA,” sei parole in tutto.

Lo Zohar spiega il programma: “C’è un programma davanti a te. Leggilo, parlane, e discutine. Coloro che ci riescono, lo ricordano, e coloro che non ci riescono, lo dimenticano; non importa. Lavoraci. In ogni caso non lo comprenderai. Ma, impegnandoti in questo programma, leggendolo e volendo conoscere di cosa si tratta e di cosa parla, lo stai piano piano mettendo insieme dentro di te, dentro i tuoi vasi, nei tuoi discernimenti.”

Questa è la ragione per cui leggiamo del programma di funzionamento. Esso si riveste in noi nella misura in cui noi vogliamo che lo faccia. Il testo stesso ci aiuta ad essere in qualche modo connessi a questo programma.

Ci sono anime differenti. Per la prima generazione il programma che è stato scritto nella forma della Torà era sufficiente, le generazioni che sono seguite hanno avuto bisogno di aggiunte, i Profeti, la Mishnà, Gemarah, e sempre più nuovi libri. Nel complesso, però, essi spiegano tutti il programma iniziale, i cinque libri della Torà, aiutandoci a desiderare di mettere insieme questo programma dentro di noi di modo che inizieremo effettivamente a funzionare in base a questo programma.

Domanda: Se seguiamo l’analogia del computer e del programma, allora l’hardware è il nostro desiderio di ricevere. Cosa fa il programma con il desiderio di ricevere, come lo fa funzionare in modi diversi?

Risposta: Nel nostro caso l’ hardware, il desiderio di ricevere, non cambia. Rimane lo stesso. A giudicare dall’Hardware il computer è perfetto. Tutta la differenza tra i programmi sta nelle connessioni, nei loro numeri, nella loro capacità di connettersi.

Il software connette solamente tutte le parti del computer, dà un numero ad ogni casella di memoria, in base alla sua importanza, e collega tutte le celle. Di conseguenza, ogni cella di memoria contiene alcune informazioni e sono tutte collegate in base ad un certo ordine. Questo ordine può anche cambiare, ma fa tutto parte dello stesso software.

Questo è ciò che effettivamente abbiamo. Tutte le celle adesso contengono uno e zero e tutto dipende dalla connessione tra queste celle. Questa è la vita, questo è tutto il software, tutto il programma di funzionamento, e tutto ciò che c’è. Non prendiamo in considerazioni le attuali celle di memoria, non lo zero e non l’uno in ogni cella. Cos’è importante e cosa determina le cose è l’ordine della connessione tra le stesse e la dinamica delle reciproche connessioni che cambiano costantemente, poiché questo è ciò che determina il flusso di informazioni che viene percepito in noi come il flusso della vita. La stessa cosa succede adesso nel nostro corpo.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Il Libro dello Zohar — Introduzione)

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Tutti i problemi del Mondo

Il Creatore mostra un “performance teatrale” davanti a me in cui tutto, gli attori e tutti, sono pupazzi, tranne me. Quindi, cercando di avvicinarli a Lui, io in sostanza correggo me stesso. Tutto il mondo è una parte della mia anima, vasi rotti e dispersi, desideri che sono divisi oltre a me in direzioni diverse. E ora devo avvicinarli di nuovo insieme.

Se fossi abbastanza forte, il Creatore avrebbe potuto farmi sentire i dolori come miei. Tuttavia, per facilitare il mio lavoro, Egli mi manda la sensazione di “loro” problemi, così ci potrò lavorare. Comunque, se trascuro questo lavoro, sentirò che sono nei guai.

È per questo che ancora percepisco il mondo intero “di lato”, così è più facile per me lavorare. Anzi, se tutta la miseria delle persone che stanno morendo a causa della fame, delle guerre, e di altri disastri si manifestassero in me, se avessi concentrato tutti i miei vasi vuoti, anche sul piccolo grado del nostro mondo, non avrei potuto sostenere tale pressione.

Per evitare che questo accada, questi vasi sono stati alienati da me, e dati a me per sentirli come stranieri in modo che gradualmente, come divento più forte, io li porti più vicino a me. Allora, nel corso di questo approccio, trovo che non si trovano in difficoltà, che, al contrario, essi sono corretti e sperimentano il piacere. Baal HaSulam scrive su questo nel suo articolo “L’occultamento e la rivelazione del Creatore(*).

Non c’è atro modo, io non sono in grado di assorbire tutti i mali del mondo, anche se stiamo parlando dei miei vasi, desideri.

Noi non comprendiamo che la maggior misericordia è veramente nascosta nella rottura dei vasi. Alla fine, a causa di essa, ottengo un vaso capace di comprendere tutta la realtà, tutta la Luce del Creatore, tuttavia, non sento mai questo vaso vuoto così com’ è, perché questa sensazione è impossibile da sostenere.

Nella nostra piccola fase una persona può addirittura sopportare appena i suoi problemi. Così, cosa possiamo dire riguardo l’intera Malchut vuota del mondo dell’infinito? Alla persona, a volte, viene data una goccia di questo stato, l’ illuminazione di Malchut“, l’ orribile sensazione di un abisso spalancato…

Tuttavia, ci si è stata data la rottura dei vasi per aiutarci, e ora siamo in grado di superare una serie di stati, gradualmente li assembliamo insieme. E quando nel processo porto qualsiasi parte esterna più vicino a me, questo “frutto” amaro diventa dolce, e come risultato, li metto nel “cestino” fino a quando non è pieno di tutti i frutti dell’albero della conoscenza”
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.08.2013, Scritti di Baal HaSulam)

(*) Disponibile solo in inglese

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La radice del Lavoro Spirituale

La radice del lavoro spirituale sta nel trovare il fondamento delle azioni che il Creatore compie su di noi. Nel momento in cui riveliamo che il Creatore è ovunque, che Egli è alla base di tutto e che è Colui che sostiene tutto, di fatto iniziamo a lavorare nel capire e riconoscere tutto questo. La comprensione ed il riconoscimento sono al di sopra della ragione dentro dei nuovi vasi e non nei vasi che abbiamo adesso.

Quindi, la nostra ascesa lungo i livelli della rivelazione è la rivelazione della Provvidenza superiore e la comprensione che il Creatore ha preparato e predisposto tutti gli eventi ed è la causa di tutto quello che succede. Più in alto saliamo la scala del conseguimento, più profondamente scopriamo le nostre radici guardando indietro a tutta la strada compiuta per ascendere fino al mondo di Ein Sof (l’Infinito).

Ogni volta scopriamo che ogni ascesa ha una radice più profonda di quello che pensavamo. Ogni azione, anche la più piccola, ed ogni stato hanno migliaia di diverse ragioni che sono collegate a migliaia di altre importanti azioni che influenzano la precise fondamenta della creazione.

A noi sembra di attraversare diversi eventi e accadimenti personali nei nostri rapporti con gli amici, con il gruppo, con il mondo esterno, con la nostra famiglia, con noi stessi, ma improvvisamente scopriamo come tutto questo, anche i dettagli più piccoli, sono collegati a tutta la realtà, a migliaia di anni evoluzione del nostro mondo, ad altri cicli di vita, agli elementi dell’universo, di tutta la creazione, al di sopra di tutti i mondi.

In questo modo dal “davanti” percepiamo “ciò che è dietro”, e da “ciò che è dietro” percepiamo il “davanti”. Con questo reciproco aiuto – come si dice, ” Alle spalle e di fronte mi circondi” – riveliamo il Suo diretto ed indiretto controllo. Un uomo desidera ardentemente che il “davanti” e “ciò che è dietro” siano rivelati, allora il “davanti” è rivelato, ed in questo modo la Luce di Hassadim e la Luce di Hochmà gli vengono rivelate una dentro l’altra nei nuovi vasi, ed egli consegue le sue radici.

Dalle radici, egli già consegue Colui che le mette in azione, che le prepara e le aggiusta, che significa, il Creatore, come è detto: “Dalle Tue azioni noi Ti conosceremo“.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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