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Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.10.2013

Conversazione riguardo il Gruppo e la Divulgazione
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.10.2013

Conversazione riguardo il Gruppo e la Divulgazione
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La Correzione è soltanto durante l’ascesa

Il Libro dello Zohar, Introduzione, Item 210: Tuttavia, se ZON sono connessi sotto, la Sitra Achra può ricevere l’abbondanza, quindi AVI sono separati e il loro Zivug è fermato.

Tutti i discernimenti inerenti in Malchut di Ein Sof (Infinito) sono inclusi nei nostri vasi. Nel nostro lavoro dobbiamo imporre restrizioni sui vasi che usiamo e che non usiamo. É impossibile liberarsi di qualcosa dentro di me, tagliarlo fuori come se fosse al di fuori di me, ma devo decidere a cosa dare importanza nel mio contatto col Creatore, con dazione. Per rivelarLo devo costantemente chiarire dove restringo me stesso e dove già lavoro con Masachim (schermi).

Quando ZON illumina, è uno stato pericoloso, visto che si tratta di un esempio di come due attributi possono essere connessi anche se sono di natura opposta. A grandi linee, la connessione di ZON durante la discesa può fornire alla Sitra Achra i poteri per connettersi. Quindi Zeir Anpin e Nukva non devono connettersi di sotto. La connessione è possibile solo se si innalzano al superiore.

Le correzioni avvengono sempre nel superiore. Siamo incorporati in esso e ci da il modello giusto. Io posso comportarmi in una maniera perfetta se mi trovano in un posto con le condizioni necessarie per farlo. Per esempio, potrei venire ad una festa dove gli uomini e le donne si siedono su lati opposti del tavole e non si mescolano durante le comunicazioni.

Questo mi porta immediatamente ad un certo modello, una certa struttura, non lasciando spazio alla confusione. Io partecipo alla conversazioni d’affari e non sono distratto e attirato verso altre problematiche. Il posto stesso modella il modello giusto per me e mi protegge.

Per quanto riguarda ZON, i suoi vasi inferiori sono l’intera impurità (Klipà). Quindi non ci possono essere delle misure specifiche in essi al di sotto, che permettono la connessione quando discendono. La connessione può essere solo al di sopra, quando sono in Partzuf dei genitori, AVI.

Quindi come ha fatto ZON a discendere alle anime per poter dare la Luce sulle di loro? ZON discende veramente e da per poter innalzare le anime insieme a esso. Non ci sono mai correzioni sotto dove si trova il vaso difettoso. Questa è la legge. Tutte le correzioni sono soltanto durante l’ascesa.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale

Baal HaSulam “Un Comandamento”: I primi saggi hanno scelto per sé un modo riservato ed io ho scelto un modo generale perché, da come la vedo io, la materia Divina si adatta meglio ad essere rivestita nell’eterne combinazioni delle lettere che non cambieranno mai. Vorrei dire che con questo successo fisico, non cambieranno in nessun luogo e in nessun momento. Per questa ragione le mie parole sono limitate.

Grazie alla fede al di sopra della ragione, sono stato spinto ad esprimere la spiritualità in una maniera generale. Tuttavia, invece, ho scelto di spiegare tutti i dettagli e tutte le combinazioni spirituali fin nei più piccoli dettagli, che non hanno altra fonte e origine di questa raccolta, cioè, la purezza della Kabbalah. E poiché io chiarisco i dettagli spirituali senza rivestirli nelle combinazioni fisiche, questo farà molto meglio allo sviluppo del conseguimento. E questa saggezza è chiamata “la saggezza della verità”.

Solamente dopo molti capovolgimenti e rivelazioni lungo la strada, l’uomo che percorre il cammino della verità inizia a rendersi conto di quali cambiamenti Baal HaSulam ha reso possibili. Sembra che egli abbia soltanto scritto dei nuovi testi ma, di fatto, noi stiamo parlando di cambiamenti nel sistema stesso.

In generale, ogni Kabbalista fa dei cambiamenti nel sistema attraverso le sue correzioni, le sue aggiunte. Questo significa “chiarire” il sistema nel suo insieme o nei dettagli, in una forma o nell’altra. L’essenza non è di descrivere il mondo spirituale con delle parole o in un certo stile. No, Baal HaSulam ha semplificato il sistema e ha aggiunto alcune componenti in modo che l’uomo che avanza lungo il percorso le potesse usare, ricevendo continuamente sostegno, assistenza, spinta, e così muoversi in avanti.

In questo, l’analisi ed il chiarimento è fatto sia nei dettagli che nel suo insieme e prende forme più distinte necessarie per muoversi verso lo scopo dello creazione ad una velocità più alta rispetto a coloro che si sono occupati prima del sistema, prima che Baal HaSulam vi contribuisse con i suoi sforzi, e con i suoi cambiamenti.

Ogni Kabbalista aggiunge qualcosa, ognuno produce dei cambiamenti sistemici, e non riguarda soltanto lo scrivere un libro. Ne “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot“, Baal HaSulam parla dei saggi del Talmud che hanno compiuto queste correzioni nel sistema, di modo che, invece dell’ascetismo, possiamo avanzare attraverso gli sforzi e lo studio. Egli stesso ha compiuto questa correzione, attraverso la quale noi possiamo, invece di studiare, essere ancora più coinvolti nelle azioni tra di noi: la divulgazione e l’unione.

La Luce che corregge dipende di più dalle azioni, chiamate lo “studio della Torà“. E “studiare la Torà” significa imparare le azioni della dazione, imparare a compierle in modo tale che la Luce di Hochma si possa rivestire nella Luce di Hassadim ed esse diventano le “lettere” della vita. In questo modo un uomo scrive il libro della Torà nelle pieghe del suo cuore e avanza lungo il cammino.

Noi impariamo dal “Libro della Vita”, lo viviamo, lo sperimentiamo nella pratica, e riveliamo le sue lettere nella forma di stati che passano attraverso i nostri desideri, i nostri vasi. E Baal HaSulam aveva organizzato tutto in modo che passando per le nostre azioni individuali possiamo ottenere la conoscenza del sistema nel suo insieme.

E’ come se guardassimo ad un grande schermo del quadro generale, nell’angolo del quale c’è un piccolo frammento con una parte di esso. Allo stesso modo, un chirurgo vede il quadro generale in base alle condizioni del paziente e, allo stesso tempo, sul piccolo schermo, lo specifico punto dell’operazione che si sta tenendo.

In questo modo, muovendosi individualmente, siamo riempiti delle stesse impressioni del processo complessivo.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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La Democrazia della dazione e della ricezione

Domanda: Non credo che sia possibile connettere perché tutti si preoccupano solo di loro stessi. Per esempio, la mia macchina si è rotta e quindi ora non riesco ad andare a lavorare e guadagnare uno stipendio. Se parlate di unione, perché non fate una colletta per aggiustarmi la macchina? Perché non funziona in questo modo?

Risposta: Questo indica che è impossibile riempire la connessione nel nostro mondo attraverso certe azioni individuali. Se mi trovo in uno stato rotto, non posso scoprire alcuna parte corretta. Questo è chiaro, quindi cos’altro vuoi? Non troverai indicazioni di connessioni per il beneficio di altri in questo mondo.

Non si tratta semplicemente di una connessione che fa bene al mio ego, quando mi connetto con qualcun altro per trarre profitto a sue spese. Si tratta di una connessione completamente diversa che non esiste in questo mondo. Le tue lamentele sono quindi invalide. É vero che il nostro mondo è opposto all’unione e che tutto esiste secondo le leggi della dazione e della ricezione, secondo i principi del capitalismo. La democrazia moderna significa che tutti possono prendersi cura del proprio benessere.

La democrazia era limitata nella Russia socialista, c’erano limiti a quanto le persone potevano pensare a se stessi, perché era obbligato a pensar alla società. La democrazia capitalista offre alla persona la libertà di fare come vuole e trarre profitto in qualsiasi modo che egli desideri. Se non stiamo facendo del male direttamente alla società, allora va tutto bene; questa è la democrazia.

Il primo passo verso la correzione del mondo è attraverso l’educazione delle persone. L’educazione dovrebbe precedere ogni cosa; altrimenti non saremo in grado di aggiustare il sistema. L’educazione dovrebbe correggere le persone in modo che essi vorranno cambiare le priorità sociali da soli e portare all’equilibrio sociale, uno standard di vita più o meno equo , e gradualmente organizzare tutto. I cambiamenti dovrebbero essere in accordo con il desiderio e lo sviluppo della maggioranza, e dovrebbero avere il consenso generale, questa è la vera democrazia.

Senza cambiamenti sociali, non puoi cambiare le persone e la società- Dopotutto nella società corrotta di oggi, se non hai una macchina che serve per andare a lavorare per vivere, morirai di fame. É questo il mondo in cui viviamo. Se vuoi iniziare a cambiarlo, iniziate a studiare l’educazione integrale. Vi sto offrendo un processo di correzione, ma non puoi lamentarti dei difetti di questo mondo e esigere che io li corregga per te.

Oltre tutto, tu non li vuoi neanche correggere- vuoi continuare a vivere con questi difetti- ma solo per rubare per te stesso dalla società unita che ti sto offrendo, per prendere da esso per portare nel tuo mondo nella tua società rotta. Questo ovviamente non porterà a niente. Questo è precisamente il caso quando l’impurità (Klipa) vuole aderire alla Santità e sfruttarlo.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.09.2013, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Che cosa porto al Creatore?

Domanda: La natura dell’ uomo è tale che egli non desidera riconoscere il suo male interiore. Solo quando obbligato, una persona si sente forzato ad ammettere il bisogno per la correzione. Cos’è il male che si nasconde in me?

Risposta: Odio infondato; ha distrutto i discepoli di Rabbi Akiva. Non esiste altro male. Ogni altra cosa è male dal punto di vista del mio ego. Solo l’odio infondato rappresenta il male che resiste al bene: amare gli altri come amiamo noi stessi. Questo è l’unico criterio col quale misuro me stesso e la mia corruzione. Ogni altra “virtù” non viene vista come difetti dal Creatore. Non sono considerati una buona causa per fare appello a Lui. Lui si aspetta un preghiera autentica. L’intero sistema di correzione è fatto per i Kelim rotti, o i desideri che non sono in grado di unirsi.

Domanda: Quindi, dobbiamo costantemente sentire questo male e non edulcorare o nasconderlo da noi stessi, giusto?

Risposta: Dai salmi: “Riconosco le mie trasgressioni e il mio peccato è sempre davanti a me” (Salmo 51:3). Altrimenti, cosa individuerò al Creatore? Cosa richiederò che egli corregga? In realtà è molto semplice, desiderio partecipare alla vita del gruppo. Sono attratto da esso, e allo stesso tempo, vedo che non sono in grado di farlo. É esatto questo che viviamo durante un congresso di Kabbalah. Essendoci riuniti insieme, ci rendiamo immediatamente conto che non vogliamo, e non siamo in grado di unirci. Questo viene detto “scoprire il proprio male” é grandissimo! Ora dobbiamo tenere questo male come nostro obiettivo ed esigere che sia corretta.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.12.2010)

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I workshop e le tavole rotonde sono pensate affinché la persona scopra che nella connessione tra di noi c’è un certo scatto, un certo contatto, e una nuova mente e sentimento. Questo serve già come struttura del futuro uomo dato che l’uomo è composto da una mente e da dei sentimenti, e questo è ciò che lo rende superiore agli animali.

Nella connessione tra noi creiamo l’immagine del futuro uomo che non ha un corpo fisico, corporeo, ma solo una mente e dei sentimenti. Questa è la sfera di lamponi che vogliamo instaurare tra di noi. Il workshop (le domande e l’intero processo) deve essere pianificato in questo modo affinché alla fine i suoi partecipanti possano sentire che la connessione tra noi comprende un potere che è sopra di noi.

Domanda: E se, nonostante gli sforzi del moderatore, qualcuno dicesse che non crede sia possibile connettersi e che ognuno dovrebbe prendersi cura solo di se stesso?

Risposta: Avrebbe assolutamente ragione! Nel nostro mondo non esiste una forza che ci può connettere. Non solo il 99% del nostro mondo è cattivo ed egoista , ma l’intero 100% lo è. Noi camuffiamo solo il nostro ego ed è solo a causa di ciò che  non ci divoriamo a vicenda. Se, tuttavia, il nostro ego rivelasse la sua vera forma, il modo in cui in realtà è, e io avessi fame, ti attaccherei e ti divorerei proprio come sei. Ci comporteremmo esattamente come i predatori che si nutrono a vicenda.

Il nostro ego non può fare nulla ed è pronto a divorare tutti, compresi i nostri figli. Fortunatamente, non rivela la sua vera forma nel modo in cui in realtà è, e noi possiamo in qualche modo attraverso diversi accordi tra noi, frenarlo in questo modo e esistere in questo mondo.

Quindi, le affermazioni contraddittorie di coloro che hanno dubbi sono certamente legittime. Ma noi sappiamo che solo la Luce Superiore può correggerci e connetterci e non possiamo farlo con le nostre forze. Quindi abbiamo bisogno solo di essere il passaggio per la Luce.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.09.2013, Talmud Eser Sefirot)

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Fisiche e testi del mondo spirituale

Noi parliamo il linguaggio delle emozioni, dei sentimenti nel nostro desiderio di ricevere, in materia di creazione. Ma se potessimo usare il linguaggio delle forze come fa la saggezza della Kabbalah: in termini di Masachim (schermi), Aviut (spessore), e le forze di attrazione e di rifiuto, cioè, di come funziona la natura e non ciò che sentiamo come risultato di tali forze operanti sulla nostra materia, parleremmo in maniera più concreta.

Cos’è l’ “importanza del Re”, per esempio? È una forza che permette alla persona di eseguire determinate azioni in una certa direzione, è la forza di attrazione del Creatore, la sua grandezza, l’importanza, la forza della fede, la forza della dazione o la forza del ricevere. E se usassimo questo linguaggio specifico, non filosofeggeremmo e non ci confonderemmo.

I kabbalisti spiegano che è possibile parlare della realtà nei quattro linguaggi che correlano i quattro livelli della nostra materia, perché tutto avviene riguardo i kabbalisti e la loro rivelazione. La saggezza della Kabbalah è la lingua più profonda, perché non parla di sentimenti, ma di forze.

Condizioni come il divieto di aggiungere o sottrarre dal lavoro e la fede nella grandezza e nell’importanza del Creatore traducono nel linguaggio dei vettori di forze, le relazioni tra le forze e il modo in cui interagiscono. Collegandole in forme diverse, generano fenomeni diversi.

Ma se ci riferiamo alla nostra realizzazione, al nostro penetrare più profondamente utilizzando queste forze, e non per il nostro studio esteriore, allora non abbiamo scelta. Non possiamo usare questi concetti automaticamente come nel nostro mondo dove siamo sullo stesso livello operativo in cui esse si trovano. Nel mondo spirituale, dobbiamo iniziare prima con queste forze, e poi abbiamo bisogno di un linguaggio diverso, il linguaggio del sentimento, il linguaggio del lavorare con loro.

Abbiamo bisogno di elevarci al livello in cui le forze spirituali operano sui nostri sentimenti al fine di sapere come usarli. Questa saggezza è chiamata la saggezza della Kabbalah, ricezione. Quando cominciamo a studiare la vera realtà come un insieme di forze che operano, scopriamo che dietro le due forze: la forza della dazione e la forza della ricezione, vi è in realtà una sola forza del Creatore, e che non esiste nessuno tranne Lui.

Il Creatore utilizza queste due forze per condurre la creazione, e se vogliamo raggiungere Colui che è al di sopra di quella natura di ricezione e dazione, dobbiamo acquisire queste due forze nella combinazione giusta, nel giusto equilibrio, ed arrivare così a Lui. Quindi entrambe le fisiche del mondo superiore, la saggezza della Kabbalah, che parla di queste forze, e noi che raggiungiamo queste forze nel linguaggio del lavoro del Creatore, il che significa nel linguaggio delle emozioni, che sono connesse in noi. Attraverso questi due linguaggi espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo in grado di sentire la vera realtà.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013)

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