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Il sacrificio per il bene dell’unione con il Creatore

Dalla Torah, (Deuteronomio 17: 1): “Non devi sacrificare al Signore tuo Dio un toro o una pecora in cui sia un difetto, qualunque cosa cattiva; perché è una cosa detestabile al Signore tuo Dio.”

Una persona deve prendere coscienza dei propri desideri egoistici e poi analizzarli al punto che dopo le varie procedure che si manifestano su di lei, si corregge solo il più puro di loro, e diventa equivalente al Creatore. Questo significa che li deve sacrificare, vale a dire, andare sempre più vicino al Creatore, sulla base di questi desideri.

Difetto significa che ci sono resti di egoismo nei desideri, il cosiddetto “serpente”.

Diventare simile al Creatore è possibile solo con l’aiuto della Luce Superiore, che estrae questo serpente da noi, il che significa che corregge i nostri desideri e li porta dalla ricezione alla dazione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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In cerca di giustizia

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:20): “Non ti devi piantare nessuna sorta di albero come palo sacro presso l’altare del Signore tuo Dio che ti farai.”

Il compito di perseguire la giustizia è dato prima di entrare nella terra di Israele, perché solo con l’aiuto della giustizia si può raggiungere lo stato in cui si sale al livello della “Terra di Israele.

Sta scritto: “… che si può vivere ed ereditare la terra …” dal momento che questa è la vita. Secondo la Kabbalah, l’esistenza corporea non è considerata la vita.

La vita è la manifestazione delle qualità del Creatore in una persona; altrimenti, questa persona si chiama un corpo morto, il che significa esistente a livello animale, senza una scintilla spirituale all’interno di sé.

Il senso della vita è quello di raggiungere il livello del Creatore. Questo è il motivo per perseguire la giustizia, che vuol dire perseguire il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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“Anima per anima, occhio per occhio”

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:21): “E il tuo occhio non deve commiserare: sarà anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede.”

Una persona deve distruggere i propri nemici ovvero i suoi desideri egoistici, che vanno corretti con l’aiuto della Luce Superiore, o per desiderare di dare o per l’azione di dare. Non ci possono essere concessioni.

Ognuno deve completamente rigenerare il proprio egoismo mentre chiaramente e realmente lo sente in se stesso, applicando il massimo grado di sforzo su di esso. Non si dovrebbero mai tenere in considerazione le nostre debolezze egoistiche.

E’ scritto anima per anima, occhio per occhio. Significa che devi trasformare tutti i desideri nei loro opposti e raggiungere la vita spirituale al posto di quella egoistica. Comunque, non significa che tu ti devi separare da questo, tutto si muove semplicemente nella fase successiva per perseguire un ideale differente. Eppure continui ad esistere nel mondo materiale.

La maggior parte delle persone pensa di essere obbligata a morire ed a scomparire dalla faccia della terra. Non è così! E’ scritto “Vedrai passare il tuo mondo nell’arco della tua vita terrena”. Dopo tutto dobbiamo aggiungere alla nostra percezione materiale il senso del mondo superiore.

Domanda: Perché è scritto “anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede? Perché proprio queste parti del corpo?

Risposta: Perchè queste sono le parti più importanti del Parzuf spirituale detto anima. L’anima è divisa in tre parti: Testa, corpo ed arti. Ognuna di queste ha le sue sottocomponenti. La porzione relativa alla testa è compresa in tutti gli organi e viceversa, ogni organo del corpo è collegato alla parte relativa alla testa.

L’occhio è l’organo con cui vedi, investighi, esisti e raggiungi. I denti sono come delle macine che sminuzzano tutti i dati che ti arrivano, tutti i tuoi desideri. Anche la mano è un raggiungimento, solo su di un livello diverso rispetto all’occhio. Ed il piede rappresenta il movimento in avanti. Queste sono le parti più importanti della nostra anima che ha la stessa struttura del corpo fisico.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/09/16

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Preferire il figlio della moglie non amata

Dalla Torah, (Deuteronomio 21:15-21:17): “Nel caso che un uomo abbia due mogli, una amata e l’altra odiata, ed esse, l’amata e l’odiata, gli abbiano partorito due figli, e il figlio primogenito sia dell’odiata, deve quindi avvenire che nel giorno in cui egli dà in eredità ai suoi figli ciò che possiede, non gli sarà permesso di costituire suo primogenito il figlio dell’amata a spese del figlio dell’odiata, che è di diritto il primogenito. 

Poiché deve riconoscere come primogenito il figlio dell’odiata dandogli due parti di tutto ciò che possiede, perché quello è il principio del suo potere generativo. Il diritto della posizione di primogenito appartiene a lui.”

Tutto ciò che viene detto nella Torah deve essere inteso in senso spirituale e non materiale, come se a me piacesse questo bambino di più e l’altro di meno o questa sia una moglie amata e l’altra no.

A livello spirituale, tutto avviene in modo del tutto diverso. I miei desideri preferiti sono i più vicini a me egoisticamente. I desideri non amati mi fanno lavorare di più e quindi il primogenito proviene proprio da questi. Questa è la mia forza.

Il “primogenito” è più elevato e più forte di tutto quanto provenga da un desiderio debole che io amo e quindi, contrariamente ad ogni genere di calcolo egoistico, io dovrei preferire un desiderio generato in un livello egoistico più serio.

La mia “moglie non amata” è complicata, con più sfaccettature, difficile ed ha un carattere forte. E’ una mia qualità egoistica molto forte e quindi col suo aiuto posso conseguire una maggiore elevazione spirituale.

Comunque devo lavorarci, superare me stesso e per questo devo prendere proprio il desiderio non amato, elevandomi al di sopra delle mie qualità egoistiche fino all’azione che mi avvicina al Creatore e mi spinge più in alto e più lontano dal mio egoismo. Naturalmente il figlio non amato offre un’elevazione maggiore, un’esaltazione maggiore. Proprio per questo motivo egli dovrebbe essere il mio preferito.

Domanda: Questa è la radice dei nemici che infine diventano le persone più vicine a me?

Risposta: Certamente. E vice versa, è detto che coloro che vivono nella tua casa diverranno i tuoi nemici perché con i tuoi nemici devi lavorare più duramente e, di conseguenza, ti elevi più in alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/09/16

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Cosa sono le Sefirot?

Domanda da Facebook: Cosa sono le Sefirot?

Risposta: Una Sefira è qualcosa che risplende. E’ tutto molto semplice. Il nostro ego, volendo inghiottire tutto, è un corpo assolutamente nero che non può illuminare. Ma se chiude se stesso e comincia a lavorare nella direzione opposta, con l’intenzione di dare, comincia a riflettere la luce e tutto ciò che gli arriva contro.

Un corpo nero, ad esempio, che inghiottisce la luce, non ne riflette i raggi, così non possiamo vedere neppure il corpo. Ma se risplende e non inghiottisce i raggi di luce, ma piuttosto li riflette, tutti lo possono vedere.

Una Sefira è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine Ebraico “sapphire”)—luminoso.

Noi siamo fatti in modo tale che ci sono dieci parti in noi e dobbiamo farle risplendere al massimo. Questo stato si chiama “lo stato di completa correzione della persona”; è quando diventa un uomo della Luce.

Domanda: E’ questo a cui si fa riferimento nella Torah quando si dice che Mosè risplendeva?

Risposta: Sì. Raggi di luce si propagavano dalla sua testa. Ma, sfortunatamente, nella traduzione suona come “corna” perché “raggio” e “corno” sono due significati della stessa parola.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 6/02/17

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Lavorare nella terra di Israele

Entrare nella Terra di Israele significa lavorare con i propri desideri egoistici. Questo compito viene chiamato Eretz – terra, la terra, dalla parola “Ratzon” – “Desiderio”.

Ma per diventare i desideri di “Israele” – Yasher Kel, dritti al Creatore, cioè alla dazione, all’amore e alla connessione fra tutti questi desideri, essi devono ancora essere vinti.

Quindi dobbiamo prima creare tutti questi sistemi in noi stessi, per intraprendere la correzione dei desideri egoistici.

Mentre eravamo nel deserto, questi desideri erano nascosti e non lavoravano, e noi eravamo impegnati solo nell’accumulare la Luce di Hassadim, che è l’acquisizione della proprietà della dazione e il superamento dell’egoismo.

Dopo quaranta anni di piena ascensione da Malchut a Bina, noi scendiamo di nuovo a Malchut. Qui iniziamo il lavoro pratico, ma questa volta lavoriamo con il nostro egoismo. In precedenza siamo saliti al di sopra di esso, ma ora stiamo trasformando ogni azione egoistica in una altruistica. Si tratta di un tipo completamente diverso di lavoro.

Domanda: Una volta ci hai fatto l’esempio di un palloncino. Se lo si riempie con un gas più leggero dell’aria, vola verso il soffitto, e se lo si riempie con un gas più pesante, cade a terra. Questo significa che l’ingresso nella Terra di Israele è un compito più pesante e ci tira giù?

Risposta: Certo. Le proprietà egoistiche ci attirano sempre verso il basso. Il nostro compito è quello di elevarci nonostante la pesantezza del nostro egoismo. Ma non è poi così difficile, perché tutto viene fatto con l’aiuto della Luce Superiore, la forza superiore. Il nostro compito è solo quello di imparare questa tecnica.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 21/09/16

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In cosa crede la Kabbalah?

Domanda: E’ possibile influenzare il pensiero di una persona? La saggezza della Kabbalah crede in questo e vi è un metodo per allenarsi a farlo?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non crede in nulla. Esiste solo una pratica: attirare l’Ohr Makif (La Luce Circostante).

Questa saggezza è molto semplice perché si basa sull’interazione fra due forze: la forza più alta, quella della dazione e dell’amore, e la forza inferiore, quella dell’egoismo e della ricezione. Non c’è niente altro.

La forza superiore (la Luce) controlla la forza inferiore (il desiderio), e tutto ciò che accade nella saggezza della Kabbalah si concretizza nel rapporto fra loro. La forza inferiore è generata dalla forza superiore e si chiama Yesh mi Ayn (esistenza dall’assenza). Proprio come nella matematica in cui vi è lo zero e qualcosa di diverso dallo zero: questo è l’inizio della scienza. La stessa cosa è qui.

La Luce Superiore agisce e influenza il nostro desiderio, che si trova completamente sotto il suo controllo. Noi siamo desiderio: ognuno di noi individualmente e tutti noi assieme.

Non siamo nemmeno consapevoli di come la Luce ci trasformi e pensiamo di fare tutto da soli. Ma, in realtà, ognuno di noi è semplicemente un piccolo dispositivo. Abbiamo l’opportunità di evocare un’ulteriore influenza della Luce. Nella misura in cui la attiriamo per svilupparci nella saggezza, otteniamo una comprensione su come la Luce ci influenzi e svolga azioni particolari su di noi. Cominciamo a studiarla e quindi gestiamo sia essa che noi stessi.

A proposito di questo è stato scritto, “I miei figli mi hanno sconfitto” (Baba Metzia 59b).

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/08/16

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Un biglietto d’ingresso per il Mondo Superiore

Domanda: C’è differenza nel modo in cui uomini e donne si sviluppano spiritualmente e, in caso affermativo, qual è?

Risposta: Il Creatore attira tutti a sé, ma le donne che provano interesse per la spiritualità sono in una posizione favorevole rispetto agli uomini, sia qualitativamente che quantitativamente. Le donne hanno bisogno di studiare proprio come gli uomini, ma dovrebbero osservare la separazione appropriata fra uomini e donne; ne abbiamo parlato spesso.

Le donne non devono studiare TES (Talmud Eser Sefirot), che descrive il sistema superiore dei mondi, se non sono interessate a farlo. Una donna non ha bisogno di sottoporsi alla correzione su tale livello, perché la sua correzione la si ottiene aiutando la parte maschile del gruppo.

Tutto il resto è lo stesso: le decine di donne, i cerchi delle donne, donne che stanno vicine le une alle altre, che è la cosa più difficile per loro, ma questo è in realtà ciò in cui esse dovrebbero impegnarsi in quanto, a differenza degli uomini, le donne non sentono il bisogno di essere circondate da altre donne.

Un uomo sente gli amici: sono tutti in un gruppo, si abbracciano, avanzano insieme in qualsiasi direzione vogliano. Le donne non hanno bisogno di questo. Per natura sono più individualiste, e quindi hanno bisogno di avvicinarsi fra loro. Non nella stessa misura in cui lo fanno gli uomini, ovviamente, non sono tenute a farlo. Le donne hanno bisogno di circondare gli uomini, di aiutarli, di sostenerli, e in questo modo avanzano.

Se una donna aiuta il marito e fa di tutto perché lui possa avanzare spiritualmente, riceve la luce attraverso di lui, nella misura in cui lo aiuta. Se, in aggiunta, può lavorare in un gruppo di donne e aiutare non solo il proprio marito, ma anche il gruppo degli uomini, questo le fornirà un “biglietto d’ingresso” per il mondo superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/12/16

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La manifestazione di desideri non intenzionali

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:06): “Altrimenti, il vendicatore del sangue, siccome il suo cuore è ardente, può inseguire l’omicida e davvero raggiungerlo, poiché la via è lunga; e può realmente colpire la sua anima a morte, mentre non c’è per lui sentenza di morte, perché in precedenza non lo odiava”.

Le città rifugio dovrebbero essere alla portata di tutti, con buone strade e buone indicazioni per sapere dove scappare. Ad una persona deve essere garantito un posto del genere.

La Torah non parla di persone ma del mondo interiore di ogni persona, quando sente di avere desideri spontanei, non intenzionali, che la trascinano giù verso l’egoismo e non riesce a farci nulla perché non ha controllo su di essi; ma ce l’ha il Creatore.

E’ proprio così che il Creatore manifesta questi desideri in lei. Nonostante di base essi siano buoni e normali, improvvisamente divengono mortali, uccidono l’anima della persona, non le permettono di connettersi con gli altri e non le consentono di avvicinarsi e di rivelare il Creatore dentro di sé. In questo modo il Creatore rivela questi desideri in lei, gli assassini involontari, non intenzionali dell’anima, e la persona ha bisogno di correggerli.

Quindi nelle città rifugio la persona corregge i desideri che le sono stati rivelati come mortali, mentre prima non era in grado di identificare le loro intenzioni egoistiche. Sarà libera da essi in sette anni e dopo questo termine sarà proibito rincorrere la persona, perché avrà corretto i propri desideri.

Quindi la persona dovrebbe trattare i suoi pensieri e le sue motivazioni in modo molto ragionevole ed equilibrato, con la consapevolezza che tutto viene dal Creatore. E’ Lui che ha rivelato tali abissi di egoismo, quelli cioè che la persona stessa non sarebbe in grado di rivelare. Così la persona li invia nella zona di “occupazione”, dove li può esaminare e correggere, e dopo un certo periodo di tempo di influenza controllata della Luce Superiore su questi desideri, il settimo anno la persona lascia la zona di isolamento.

In questo sistema vi sono la Luce di dazione e la Luce di ricezione ed esse, interagendo fra loro, giocano con la persona e la correggono sempre di più, in modo da farla diventare simile al Creatore. La Luce Circostante (Ohr Makif) discende su tutti i nostri desideri ed essi iniziano a cambiare gradualmente sotto la sua influenza, soprattutto nelle città rifugio, poiché la concentrazione del desiderio da correggere in questi luoghi, cioè in questi desideri che il Creatore rivela nella persona, è molto forte.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 7/09/16

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Il piacere della realizzazione spirituale

Domanda: Se il piacere per la realizzazione spirituale scompare e nessuno sforzo porta a eventuali nuove realizzazioni, questo potrebbe diventare uno stato permanente?

Risposta: Sembrerebbe che tu non stia sperimentando la saggezza della Kabbalah in modo corretto. Dovresti capire che la saggezza della Kabbalah insegna ad una persona come sviluppare internamente i vasi per sentire il mondo superiore, vasi che abbiamo tutti anche adesso. Per fare ciò, in pratica, dovresti interagire nello studio con i tuoi compagni e partecipare a degli esercizi speciali.

Quando una persona si impegna con il gruppo degli amici, comincia a sviluppare il senso dell’attributo della dazione, che esiste al di fuori di noi, dentro di sé. Esso si chiama l’anima, e consente ad una persona di sentire il Creatore. Pertanto, la cosa più importante è impegnarsi nello studio pratico e adempiere al consiglio dei kabbalisti.

Il piacere del Creatore è il piacere del riempimento della Luce, la sensazione dell’attributo della dazione.

Se l’energia del mondo corporeo viene convogliata attraverso di me agli altri, io la percepisco come un sentimento negativo, e se l’energia generata dagli altri entra dentro di me, la sento come una sensazione positiva. Queste due correnti, positiva quando ricevo e negativa quando do, prendono il nome di ricezione egoistica.

C’è un’altra relazione fra queste due correnti. Ciò che arriva da me verso gli altri è positivo e ciò che arriva dagli altri verso di me è negativo. Questo stato è chiamato l’attributo della dazione. Quando una persona crea questo attributo dentro di sé, esso si chiama la sua anima.

Quando una persona si connette con gli altri, con l’inclinazione dell’attributo della dazione, che significa attraverso di me verso gli altri mediante la mia connessione con loro, comincia a sentire quello che noi chiamiamo il Creatore nelle correnti che circolano fra sé e gli altri.

Mettilo in pratica e inizierai a sentirlo!

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 20/11/16

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