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Il luogo dove viene costruito il tempio

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:05-16:06): “Non ti sarà permesso di sacrificare la Pasqua in una qualunque delle tue città che il Signore tuo Dio ti dà. Ma nel luogo che il Signore tuo Dio sceglierà per farvi risiedere il suo nome devi sacrificare la pasqua, la sera, appena sarà tramontato il sole, al tempo fissato della tua uscita dall’Egitto.”

Il desiderio rappresenta un luogo. Vi sono desideri ausiliari, secondari, e vi sono desideri fondamentali che si manifestano in seguito alla correzione dei desideri secondari. Questi sono i luoghi dove il Creatore viene rivelato.

Il più importante di essi è chiamato il Tempio, il Santo dei Santi nel Tempio e così via, e vi sono luoghi meno importanti che si trovano ovunque nella terra di Israele. Cioè essi sono tutti diretti al Creatore ma sono inclusi nel desiderio comune chiamato terra di Israele, dove dieci persone si riuniscono in amicizia ed unione.

In altro modo non potremmo costruire il luogo dove il Creatore viene rivelato. Dopotutto Lui può essere rivelato non solo a Gerusalemme ma in qualsiasi gruppo di dieci persone che si uniscono al di sopra dell’egoismo per diventare simili al Creatore nella loro unione.

Vi sono numerose storie che narrano di persone che hanno compiuto molte buone azioni le une per le altre proprio a Gerusalemme e questo è il motivo per cui il Tempio è stato costruito proprio lì. Ma, di principio, esso esiste in qualsiasi luogo ove vi sia unione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Il principale lavoro dell’uomo

Domanda: Qual’è il lavoro che devo fare io e qual’è invece il lavoro che farà la Luce, la forza superiore, il Creatore?

Risposta: Il lavoro che devo fare io è obbligare la Luce superiore a correggermi.

Il mio lavoro si chiama preghiera, richiesta. Ho bisogno davvero di desiderare di compiere questo movimento, che non posso realizzare naturalmente, perché è impossibile dare senza ricevere niente per me, poiché la nostra natura è l’egoismo più assoluto.

Possiamo tuttavia ricevere questa opportunità dall’alto e si chiama Luce superiore, la Luce di Hassadim, però solo se la Luce superiore mi influenza. Io posso convincere la Luce ad influenzarmi, ma questo si può fare solo attraverso il gruppo, nel lavoro con la decina.

Così posso dare senza chiedere per me nessuna ricompensa, né niente in cambio.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Perché il Creatore non ci mostra degli esempi?

Domanda: Qual’è la giusta connessione fra noi, quella nella quale riveliamo il Creatore?

Risposta: Avete bisogno di diventare un tutt’uno, un solo sistema, in completa connessione reciproca interna. Tutta la natura è un tutt’uno. Solo noi non lo sentiamo né lo vediamo perché non siamo stati creati in questa maniera.

Domanda: Come si può vivere uniti nel mondo fisico?

Risposta: Quando vedrai il mondo fisico come se fosse trasparente e finalmente sentirai che comprendi come funziona. Ti sentirai come se sino ad allora avessi deambulato come un gattino cieco.

Domanda: Perché tutto fu creato in modo che non ci fossero esempi di connessione ed unione nel nostro mondo? Cosa dobbiamo fare affinché il Creatore ce lo mostri in maniera corretta?

Risposta: Come può il Creatore mostrarti qualcosa? Per farlo, Lui deve creare la caratteristica della dazione in te e con essa vedrai il Suo esempio. Questo esempio esiste, tu ci sei dentro. Sei in un mondo eterno e perfetto, ma con le tue caratteristiche limitate, e quindi ne vedi solo un piccolo frammento rotto.

Domanda: L’uomo deve credere in questo?

Risposta: L’uomo non ha bisogno di credere. È una sua scelta. Io non gli dico cosa fare, deve decidere da sé.

Domanda: Qual’è il motivo per cui il Creatore ci viene tenuto nascosto?

Risposta: Perché una persona deve fare degli sforzi per creare un organo (come un sesto senso) speciale e integrale dentro di sé per scoprire il mondo superiore, altrimenti non lo sentirà. In particolare, in base al livello in cui compie questo sforzo e desidera scoprirlo, svilupperà il senso per sentire il mondo superiore dentro di sé.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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Tagliare l’albero che non dà frutti

Dalla Torah, (Deuteronomio 20:20): “Solo l’albero che sai non essere albero da cibo è quello che devi rovinare, e devi tagliarlo e costruire opere d’assedio contro la città che fa guerra con te, finché cada.”

Un albero che non dà frutti viene tagliato quando è possibile avanzare nello sviluppo spirituale col suo aiuto. Si dovrebbe usare l’albero per muoversi verso la giusta meta: i frutti stessi o almeno qualcosa che si può ottenere col suo aiuto.

Abbiamo diversi tipi di desiderio. Vi sono desideri che possiamo trasformare in azioni utili e vi sono desideri ausiliari. E’ di questo che stiamo parlando. Ne consegue che il desiderio in sé non è in torto. Semplicemente è così in base alla sua natura ed in seguito diverrà un albero da frutto.

Tutti i 613 desideri di una persona sono situati nei dieci livelli, che sono le dieci Sefirot. Fra loro vi sono desideri che possono essere gestiti facilmente allo scopo di raggiungere un obiettivo e vi sono quelli passivi che non è possibile controllare. Essi possono essere usati solo a scopo difensivo e per le azioni di avanzamento.

Tutto questo viene classificato dentro ad una persona. Essa capisce perfettamente i suoi stati spirituali e le forze che determinano questi stati.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 21/09/16

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Identificare un kabbalista

Domanda da Facebook: Come posso sapere se la persona che ho davanti a me è un kabbalista?

Risposta: Non vi è modo di saperlo con assoluta certezza, ma vi sono delle caratteristiche esteriori che identificano un kabbalista:

1- Studia la saggezza della Kabbalah non appena gli è possibile;

2- Studia regolarmente ogni notte durante tutte le 3 ore della lezione del mattino;

3- Frequenta abitualmente gli incontri degli amici;

4- Prende parte alla divulgazione che conduce alla correzione del mondo;

5- Si sforza attivamente per portare il mondo ad uno stato corretto.

Questo è un kabbalista.

Domanda: Se è così, anche uno studente che è agli inizi si può definire kabbalista.

Risposta: Secondo la saggezza della Kabbalah una persona viene chiamata kabbalista in base alla sua intenzione ed al suo obiettivo, questo non dipende dal suo conseguimento o meno di un livello spirituale. Se la persona si focalizza sul livello spirituale, ciò significa che si trova lì.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 8/03/17

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Quando ci risvegliamo

Domanda: Nel nostro mondo alleviamo i nostri figli, andiamo al lavoro, studiamo e giochiamo. E l’anima cosa fa?

Risposta: Tutte le azioni del nostro mondo noi le sperimentiamo solo nella nostra coscienza. Pertanto, è scritto che quando torneremo al mondo superiore ci renderemo conto che tutto quello che abbiamo vissuto in questo mondo era come un sogno.

Domanda: Che cosa faremo quando ci risveglieremo?

Risposta: Risvegliarsi significa ottenere la coscienza reale. Allora saremo impegnati nella creazione dell’anima, che significa unire con lo scopo di raggiungere il vero universo, il mondo vero, il vero eterno e perfetto stato della nostra unione, come in un unico organismo chiamato Adam. In altre parole, inizieremo a creare un vero e proprio stato al di sopra del nostro sonno.

Domanda: Qual è lo stato reale? Cosa fanno le persone lì?

Risposta: Non le persone, ma le anime, il che significa che sono desideri che sono stati corretti per la dazione reciproca. Questi desideri cominciano a sentire la forza superiore unificata, il Creatore, che esiste in loro, perché diventano un unico desiderio per elevarsi al di sopra delle loro inclinazioni egoistiche “per afferrare tutto per se stesse” con l’intenzione “di dare tutto agli altri” e quindi connettersi reciprocamente.

Essendo inclusi nel Creatore al di sopra dei desideri egoistici che ci dividono e ci separano, noi raggiungiamo questa forza superiore, la sua perfezione, l’unicità e l’eternità, e diventiamo come lei. Questo è lo scopo del nostro sviluppo.

Le nostre anime sono impegnate solo nel riunire tutti noi in tutti i gradi spirituali. Proprio ora stiamo iniziando a padroneggiare questa tecnica a livello pratico nelle decine.

Quindi, consiglio a tutti di unirsi a noi e in nessuna circostanza mancare alle lezioni pratiche sulla Kabbalah. Questa è la cosa più importante. Solo per il bene di questo vale la pena di vivere 21 ore al giorno, per poi passarne 3 con noi nelle nostre classi.

Pensate a questo e decidete.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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Aggiungere altre tre città

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:07 – 19:09): “Perciò ti comando, dicendo: ‘Ti metterai da parte tre città’. E se il Signore tuo Dio allarga il tuo territorio secondo ciò che giurò ai tuoi antenati, e ti ha dato tutto il paese che promise di dare ai tuoi antenati, perché osserverai mettendolo in pratica tutto questo comandamento che oggi ti comando, di amare il Signore tuo Dio e di camminare sempre nelle sue vie, allora a quelle tre dovrai aggiungerti altre tre città.”

Se una persona osserva tutti i comandamenti, avrà più problemi, perché le sarà rivelato un maggior egoismo, cioè, più desideri senza intenzione, assassini della sua anima, per la quale devono essere aperte le tre città di rifugio.

Che cosa riveliamo in noi all’inizio? Tutti i desideri che sono contro la spiritualità e ammazzano l’uomo che è in noi.

L’illuminazione di una maggiore Luce è un fatto grande e amorevole che ci arriva dal Creatore; lì cominciamo a rivelare in noi questi desideri, quelli che non possiamo identificare in nessun modo come egoistici se fossero rimasti occultati in noi. Pertanto, rivelandoli, avanzeremo più velocemente.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 7/09/16

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Cosa c’è da correggere?

Domanda: Quale tipo di egoismo correggiamo nelle nostre relazioni?

Risposta: Esiste un tipo di egoismo bestiale ed uno spirituale. Quello che va corretto è, di fatto, quello spirituale.

Noi non possiamo correggere l’egoismo animale. Esso appartiene al corpo fisico; perciò, dobbiamo lasciarlo così com’è e pensare solo a ciò che riguarda la connessione fra noi e il gruppo e fra il gruppo e il Creatore. Ogni altra cosa si correggerà da sé, integrandosi automaticamente dentro agli sforzi dell’amico di connettersi con il gruppo e con il Creatore.

Domanda: L’egoismo animale è il desiderio per il cibo, il sesso, la famiglia, e così via. Ma esiste anche un livello sociale, che significa rispetto, controllo, e conoscenza. Supponiamo che io abbia anche un desiderio di controllare gli amici. Devo correggere questo tipo di egoismo, oppure no?

Risposta: Tu non puoi correggerlo. Se rimani coinvolto nella connessione con gli amici, ogni cosa troverà il suo equilibrio.

Domanda: Allora, cosa è l’egoismo spirituale?

Risposta: E’ come la storia del vecchio che aveva ricevuto il dono di tre desideri dal pesce d’oro che aveva pescato. Sua moglie, per prima cosa, voleva che fosse riparato il suo lavatoio rotto, ma poi voleva sempre e sempre di più. Quindi l’egoismo spirituale prima di tutto vuole una cosa e infine vuole esercitare il controllo su ogni cosa, incluso il Creatore e anche se stesso.

Domanda: Cosa significa la connessione con gli amici, qui, se già sento il Creatore?

Risposta: Tu non senti realmente il Creatore, tu vuoi essere al di sopra di tutto. Questo si manifesta chiaramente nel tuo rifiuto ad ascoltare il consiglio che i kabbalisti che hanno scoperto il Mondo Superiore hanno ricevuto dal Creatore. Tu non sei interessato ad usare questo consiglio.

E’ proprio questo tipo di ego quello che va corretto. Ogni altra cosa verrà corretta automaticamente integrandosi in quello che tu fai. Inizia a lavorare e sentirai che tu vuoi essere al di sopra di tutti, incluso al di sopra del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 11/12/16

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Perché non studiamo la Kabbalah da soli?

Domanda: Perché non studiamo la saggezza della Kabbalah da soli?

Risposta: Perché la saggezza della Kabbalah parla della struttura generale di tutta la creazione, all’interno della quale vi sono molti mondi. Oggi molti scienziati dichiarano che il nostro universo consiste di molti universi.

Noi ne percepiamo solo una parte, un angolo, a volte anche solo una fetta e ne vediamo solo una piccola parte, come un’immagine olografica. Per vedere l’intera immagine dobbiamo avere una visione integrale che includerà tutto su tutte le frequenze.

Di fatto la materia non esiste. Noi viviamo in un campo di forze. Si dice che se prendiamo il nucleo di un atomo ed immaginiamo che sia come una palla, vedremo che l’elettrone è un campo da calcio staccato da esso. Questo significa che esiste solo il vuoto intorno a noi. Noi stessi siamo fatti di vuoto. Ma quello che è più interessante è che, nonostante le enormi distanze che esistono persino nella struttura di un atomo ed all’interno dell’intera nostra struttura ai livelli materiali inanimato, vegetale ed animale ed al livello della consapevolezza umana, noi ci connettiamo fra noi. Il problema è che noi non sentiamo l’importanza di questa connessione.

La saggezza della Kabbalah ci dice che tutta la creazione è inclusa all’interno di un involucro che può essere definito “involucro circolare”. All’interno di quel cerchio vi sono cinque mondi concentrici (che hanno un centro comune). Noi ci troviamo nel punto nero più interno, quello centrale. Il nostro compito è quello di sentire questi mondi e tutto ciò che avviene in essi.

La natura si è sviluppata per 14 miliardi di anni dal livello inanimato fino alla vita sulla superficie della Terra, in una costante rivelazione, prima a livello vegetale, poi animale ed infine a livello umano. Noi ci troviamo nell’ultima fase del nostro sviluppo che comporta il conseguimento della comprensione, della presa di coscienza, dell’emozione e la scoperta di tutta la creazione, di tutti i mondi.

Per fare questo dobbiamo diventare come loro. Dobbiamo unirci fra noi mentre ci troviamo sulla superficie di questa piccola sfera.

L’umanità deve diventare uno. Prendendo come somma, o come l’intero, tutti gli 8 miliardi di abitanti di questo pianeta, essi devono diventare come un tutt’uno, un sistema.

Non abbiamo un posto dove fuggire da questa legge della natura.

La domanda è come sarà possibile giungere a questo. Dopo tutto questa è una legge che ci spinge in un angolo e crea tutta una serie di problemi. I kabbalisti ci spiegano che se dagli 8 miliardi di parti si riesce a creare una piccola struttura sistemica composta da 10 persone, nella quale, grazie alla loro unione, al centro del cerchio le persone si pongono come un tutt’uno, questa singola entità unita inizierà a percepire il prossimo e più profondo livello del mondo. In questo modo le persone coinvolte si innalzeranno ad un nuovo livello di scoperta, di conseguimento, di sensazione, e acquisiranno un proprio potere, la loro influenza sul sistema.

Con la loro ascesa il loro ego verrà rafforzato, diciamo moltiplicato per dieci volte. Di nuovo esse dovranno diventare come uno perché dentro di loro vi sarà un aumento dieci volte maggiore. Così loro ascenderanno, conseguendo costantemente la creazione, l’intero mondo.

Se studiamo la Kabbalah in questo modo, essa farà si che per noi sarà possibile conseguire e percepire tutti i mondi, diventeremo eterni e completi. Dipende solo dal nostro conseguimento e da null’altro. L’unico compito di una persona nel corso della vita è quello di conseguire uno stato nel quale sentirà l’intera creazione come propria. Questo riassume l’intero compito di una persona nel mondo materiale. La persona diverrà quindi eterna, come tutti i mondi spirituali, e sentirà di esistere in uno stato nel quale tutto è mosso solamente come un tutt’uno.

Uscendo da noi stessi, noi smettiamo di sentire tutti i bisogni e i desideri insoddisfatti, che prima percepivamo come sofferenza, vuoti non riempiti della nostra natura. Perdiamo la connessione con le limitazioni del nostro mondo; andiamo oltre la sua struttura ed iniziamo a sentire che esistiamo in tutti i mondi. Ci sentiamo come “spalmati” sulla superficie di tutti i mondi, ci sentiamo interi, completi ed assolutamente eterni. Questo è ciò che dobbiamo conseguire.

Adamo scoprì questo metodo 5.777 anni fa. Da allora i kabbalisti lo hanno usato per raggiungere il mondo superiore. Speriamo di essere fortunati e di riuscire a fare altrettanto.

E’ proprio per questo motivo che è impossibile studiare la saggezza della Kabbalah da soli o individualmente. Per esempio dieci amici si riuniscono, ciascuno di loro è una persona normale, cioè un sano egoista che vuole tutto solo per sé. Tra di loro concordano che vogliono sentire il mondo superiore invece del nostro mondo.

Noi vogliamo attirare su di noi una buona energia, andando al di là delle limitazioni del nostro mondo, non vedendo la morte che si avvicina, per vedere invece la creazione come effettivamente è, eterna e perfetta. Come possiamo riuscirci? E’ possibile tramite lo stesso metodo che i kabbalisti hanno usato dopo Adamo.

Per fare questo dobbiamo elevarci al di sopra del nostro egoismo, che ci mostra un’immagine del mondo fisico. Dobbiamo fare uno sforzo per dirigerci verso il centro, verso il luogo dove il “sé” sparisce ed esiste solo il “noi”. Attraverso questi sforzi, con l’aiuto della Luce superiore, la persona si distacca da se stessa (dal sé) e si avvicina alla connessione condivisa del noi.

Domanda: Ma in questo modo l’individualità di ognuno viene preservata?

Risposta: Certo, anche più di adesso. Il bisogno di preoccuparsi per sé, per il proprio posto e per tutto ciò che è materiale, svanisce. Nel momento in cui usciamo da noi stessi e veniamo inclusi negli altri, noi iniziamo a sentire il noi.

Questo ci dà l’intera immagine della creazione, perché usciamo dalle nostre limitazioni. Viviamo al di fuori del tempo, perché quando esistevamo nel mondo materiale misuravamo tutto in base alla nostra condizione: fuori dallo spazio, perché misuravamo tutto solo in relazione a noi stessi, e fuori dalla materialità, che era il desiderio di riempire costantemente noi stessi. Noi non pensiamo più così. Noi voliamo nel cielo come uccelli.

E’ impossibile fare questo cambiamento da soli; questo è possibile solo con l’aiuto della cosiddetta Luce circostante (Ohr Makif), la Luce superiore che esiste attorno a noi.

Se puntiamo ed aspiriamo al centro, in base al nostro sforzo noi attiriamo la Luce che è intorno a noi ed essa ci accompagna.

Veniamo quindi inclusi nel sistema intero ed emerge un punto centrale comune, all’interno del quale attiriamo la Luce superiore. Dentro di noi la Luce crea la qualità della dazione che ci aiuta ad uscire da noi stessi connettendoci insieme. Iniziamo a sentire lo spazio che è fuori di noi e tutto ciò che vi è dentro. Questo è il conseguimento del mondo superiore che avviene in un gruppo di dieci.

Se non vi è un gruppo di dieci, questo può essere fatto in un gruppo più piccolo. Ma non può essere fatto in un gruppo più grande. Noi non abbiamo la possibilità di riunire un gruppo di più di dieci persone nella nostra mente e nei nostri sentimenti. Così siamo stati creati.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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Consigli sulla Kabbalah

Domanda: E’ possibile che la sensazione del piacere spirituale ci sia stata rivelata ancor prima che entrassimo nel mondo spirituale, cioè quando avevamo appena cominciato il cammino spirituale?

Risposta: Non posso dire a chi e come, ma ad ognuno di voi viene concessa la sensazione del piacere spirituale per un breve periodo. Voi la sentite come qualcosa che si sviluppa intorno a voi, nello spazio che vi circonda. Questo è chiamato l’illuminazione del Creatore, (l’illuminazione della Shechina).

Domanda: Quali sono le pietre miliari principali sulla strada per la realizzazione spirituale?

Risposta: Le tappe fondamentali per la realizzazione spirituale sono il materiale di studio, l’inserimento in un gruppo, un lungo periodo di preparazione, poi un periodo di Lo Lishma (non per il Suo nome), e infine un periodo di Lishma (per il Suo nome).

Domanda: Perché ci viene dato il piacere spirituale? Come possiamo assaporare il piacere spirituale e farne buon uso?

Risposta: Quando il gusto del piacere spirituale ci viene dato possiamo utilizzarlo con l’intenzione di dare.

Domanda: Come possiamo comprendere l’espressione di “mantenere tutta la bontà dentro di noi e non perderla?”

Risposta: È possibile mantenere tutta la bontà dentro di voi quando non pensate di proposito a questo ma agli altri, a come connettervi con loro e a trasmetter loro la Luce superiore attraverso di voi.

Domanda: Come possiamo misurare la realizzazione spirituale senza distorcerla con il nostro egoismo?

Risposta: Il raggiungimento spirituale è misurato dalla grandezza dell’egoismo al di sopra del quale vi siete elevati, ed è impossibile deformarlo perché se questo è un raggiungimento spirituale, esso viene accuratamente rivestito nell’attributo dell’amore e della dazione che avete sviluppato.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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