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Comprendi dove e cosa sei

Domanda: Il Creatore ci sta costringendo a raggiungerLo?

Risposta: Certo. Anche se io voglio presumibilmente rivelare il Creatore, questo non esclude che anche Lui mi stia forzando a farlo.

Ma perché ho bisogno di questo? All’improvviso, nel bel mezzo della mia vita, io comincio a voler rivelare il Creatore. È strano. Di solito, una persona vuole fare qualcosa nel nostro mondo, solo per se stessa, per pianificare tutto normalmente solo per se stessa. Questo è il nostro solito egoismo animalesco.

Tuttavia, improvvisamente l’egoismo inizia a richiedere qualcosa di innaturale: il raggiungimento della forza superiore. Vediamo che questo desiderio per il Creatore si risveglia in un piccolo numero di persone. Non sono nemmeno il 10-20% della popolazione mondiale che si sta svegliando…letteralmente una manciata.

Pertanto, queste persone che sentono il desiderio di rivelare il Creatore sentono di essere in qualche modo speciali, anche se non è chiaro se sia per il meglio o per il peggio. Esse perdono un po’ il gusto della vita, c’è una rivalutazione dei valori e non sanno cosa fare di se stesse.

Se a questo punto viene loro rivelata la scienza della Kabbalah, diventa come se fosse un’ancora di salvezza per le persone che stanno annegando; esse possono afferrarla e gradualmente iniziare a rivelare in se stesse, dove e cosa sono e dove sia questo obiettivo incomprensibile, nascosto, seducente e allo stesso tempo irraggiungibile.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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Avanzare attraverso l’invidia

Domanda: Baal HaSulam scrive:
“Colui che può aspettare domani otterrà la sua salvezza dopo i suoi anni.” Come posso sviluppare l’aspirazione per il superiore nel momento attuale e non aspettare fino a domani?

Risposta: Tutto dipende da quanto sei invidioso dei tuoi amici. Dovresti provare invidia del fatto che loro si stanno muovendo molto più velocemente e più efficacemente di te. Questo è un problema.

Questo approccio è raccomandato anche all’insegnante. Per esempio, ogni giorno io siedo davanti ai miei studenti. Sebbene io auguri loro di raggiungere tutto velocemente, io devo anche invidiarli; diversamente, sarei incapace di imparare da loro. E ho bisogno di imparare dal Creatore attraverso loro.
L’invidia buona è la principale proprietà che ci muove in avanti. Io non desidero che loro si muovano più lentamente, ma penso a muovermi io stesso più velocemente. In questo modo ci aiutiamo reciprocamente.

Questa invidia deve essere sviluppata. E’ necessario mostrare specificamente all’altra persona quanto capisci di più, quanto sei più intelligente, quanto più sforzo ci metti. Aiutala in questo modo!
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 21/04/2019

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Cosa è più vicino al mondo spirituale: il cuore o la mente?

Domanda: Perché il desiderio per la spiritualità è chiamato il punto nel cuore e non il punto nella mente? Il cuore è più vicino al mondo spirituale?

Risposta: Tutta la natura è desiderio di ricevere, di essere soddisfatti, di godere. Questo è il fondamento della natura. La mente ci viene data per usare correttamente questo desiderio. Pertanto, la mente serve il desiderio.

Il cuore è il nostro punto di partenza più centrale, il desiderio più centrale. Pertanto il desiderio di un risveglio per la spiritualità è chiamato punto nel cuore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 2/02/2020

Cosa sono le trasgressioni secondo la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah dice che non dovremmo vergognarci dei nostri desideri e peculiarità. Cosa sono le trasgressioni per la Kabbalah?

Risposta: Qualsiasi azione in relazione agli altri ed anche alla natura inanimata, vegetale e animata, così come qualsiasi azione egoistica in relazione al mondo intorno a noi è una trasgressione. Ed è molto peggio di una trasgressione in relazione al Creatore.

Una persona ha bisogno di essere attenta per non causare alcun danno anche alla natura che la circonda. Essa deve vedere ogni cosa intorno a sé come una manifestazione del Creatore.

Pertanto si devono trattare la natura inanimata, vegetale e animata al meglio, così come le persone, con assoluta gentilezza. Il Creatore percepirà questa come un’attitudine verso di Lui. Quest’atteggiamento, in ogni caso, non può essere altro che l’attitudine di una persona verso il mondo circostante.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/12/2019

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La Kabbalah e le altre credenze – 11′ Parte

Lo scopo della creazione è di diventare come il Creatore

Domanda: La saggezza della Kabbalah afferma che una persona dovrebbe diventare come il Creatore, non solo in alcune azioni esterne, come in altre credenze, ma nelle intenzioni. Qual è la differenza?

Risposta: Se nelle azioni io voglio essere come il Creatore, allora è molto semplice. Dai un’occhiata al nostro mondo. In esso si manifestano solo le azioni del Creatore. “Non c’è nessun altro oltre a Lui”. A te piace questo mondo?! Tutti possono essere simili al Creatore secondo le azioni che vediamo nel nostro mondo.

Questo non è ciò che intende la Kabbalah. Essere come il Creatore significa raggiungere ciò che comprendiamo all’interno di questo sistema: amore completo, dazione completa, interconnessione completa. Per consentirci di raggiungere questo obiettivo, il Creatore ci fornisce un’immagine di un mondo in rovina e lacerato, quindi partendo da esso raggiungiamo il mondo opposto e perfetto.

Nota: I kabbalisti affermano che se lo scopo della creazione non fosse quello di diventare come il Creatore, non ci sarebbe bisogno di fare buone azioni nel nostro mondo e in generale di relazionarsi con gli altri.

Il mio commento: Certo. Siamo tutti assolutamente egoisti e con ogni generazione l’egoismo cresce sempre più dentro di noi. Alla fine, ciò dovrebbe condurci ad uno stato di dazione reciproca e amore. La fusione con il Creatore è veramente l’obiettivo della creazione.

Domanda: Il Creatore rivela la nostra natura egoistica? L’ha creata Lui e senza di Lui non possiamo correggere l’egoismo?

Risposta: In nessun modo. Noi dipendiamo completamente da Lui.

Domanda: Perché lo ha fatto?

Risposta: Affinché noi dipendessimo da Lui. In effetti, è questa dipendenza che ci conduce alla perfezione, all’uguaglianza della forma con Lui.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

La Kabbalah e le altre credenze – 10′ Parte

Una danza con il Creatore

Baal HaSulam, “La libertà dal desiderio“: La via della Kabbalah consiste nel fare affidamento sulle menti di coloro che hanno già raggiunto l’obiettivo finale, come se fosse la nostra esperienza di vita. … Quindi, la legge della vita in comune è considerata una delle leggi della natura e dobbiamo osservarla con grande cautela. Questa legge deve sviluppare la realizzazione di: amore per sé come male e amore per gli altri come bene, perché questo è l’unico modo per amare il Creatore.

L’essenza di tutte le tecniche spirituali è di capire il Creatore, comprenderlo. Ma solo la scienza della Kabbalah ci conduce a questo perché rivela come il Creatore agisce su di noi, come dobbiamo rispondere a Lui, e attraverso questa interazione a due vie: “Lui è per me, io sono per Lui”, stabilire una costante connessione, come in un tango in cui due persone ballano all’unisono.

Tale danza, quando cioè entriamo nella piena integrazione con il Creatore, è chiamata la “danza della sposa”, in cui ciò che viene da Lui a me e ciò che viene da me a Lui sono completamente inclusi l’uno nell’altro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2019

La Kabbalah e le altre credenze – 9′ Parte

Perché il Creatore ama i peccatori?

Domanda: Baal HaSulam ha scritto che si rallegrava per la rivelazione dei peccatori dentro di sé, perché rappresentavano le intenzioni egoistiche verso il Creatore. Cosa significa questo?

Risposta: Il Creatore ama i peccatori più dei giusti perché il peccatore rivela che il Creatore gli manda il male. Il Creatore ha creato l’anima, un’enorme rete universale in cui siamo tutti connessi, e poi l’ha frammentata. E ora ci sta mostrando i suoi frammenti in modo che continuiamo costantemente a chiederGli di riconnetterci correttamente.

Pertanto, quando mi sento separato dagli altri, non disposto a connettermi con loro, in opposizione al Creatore e al mondo intero, vengo chiamato peccatore. Ma questo mi porta a chiederGli la correzione.

Il giusto è uno stato in cui non ho nulla da chiedere. È possibile io che rimanga erroneamente in questo stato.

Domanda: In ogni caso, tutti questi stati continuano a cambiare; non sono statici, giusto?

Risposta: Certo. La cosa più importante è cambiare. Questo accade solo se una persona si trova in un gruppo e il gruppo è diretto verso il Creatore.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

La Kabbalah e le altre credenze – 8′ Parte

Rivolgiti al Creatore

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 209: Vi sono tre condizioni nella preghiera:

1. Credere che Lui può salvarti. Sebbene uno abbia le peggiori condizioni di tutti i suoi contemporanei, tuttavia, “La mano del Signore sarà troppo corta per salvarlo?” Se non è così, allora “il padrone di casa non può salvare i Suoi vasi.

2. Uno non ha più nessuna scelta perché ha già fatto tutto il possibile, ma non ha trovato alcuna cura per la sua condizione.

3. Se Lui non lo aiuterà, sarà meglio per lui morire che essere vivo.

Questi sono i tre atteggiamenti corretti nei confronti della vita. Tutto è determinato dal Creatore. Non c’è alcun pensiero o sentimento che viene da me, ma solo dal Creatore.

Pertanto, devo trovarmi sempre in un elevato stato di prontezza, analizzando tutto ciò che accade nella mia mente e nei miei sentimenti, rendendomi conto che il Creatore me lo presenta, e chiederGli immediatamente una correzione, per indirizzarmi correttamente ad avere pensieri buoni di amore e dazione verso gli altri, cioè essere accompagnato da buoni sentimenti che sono al di sopra di me stesso per dare agli altri.

Il Creatore rivela solo la mia cattiveria, com’è detto: “Io ho creato il male“. Tuttavia, io afferro questo male a metà strada e Gli chiedo immediatamente di cambiarlo in bene.

Comincio quindi a entrare in una relazione interessante con il Creatore chiamata “una danza”, come un tango: Lui mi guida e io Lo guido. Lui mi influenza e io faccio lo stesso. Pertanto, ci completiamo a vicenda.

Riconoscere il male è fondamentale qui. Una volta capito che è arrivato dal Creatore e che “Non esiste nulla tranne Lui”, rimane solo una cosa da fare: chiederGli di cambiare il male in bene. Questo è tutto ciò che riguarda tutta la nostra vita, tutto il nostro lavoro spirituale.

Domanda: Posso rivolgermi al Creatore senza riconoscere le mie qualità egoistiche e la loro distruttività?

Risposta: No. È come se tu fossi un portiere e il Creatore tira costantemente la palla in porta e tu devi deviare costantemente i Suoi tiri.

Domanda: I kabbalisti rimproverano se stessi?

Risposta: Se tu piangi continuamente perché sei insoddisfatto della tua vita, rimproveri chiunque e commiseri tutto quanto, allora non sei soddisfatto di ciò che il Creatore ti ha dato.

Domanda: Può la Kabbalah considerare in maniera positiva la causa della depravazione umana?

Risposta: E’ il Creatore che ha fatto tutto proprio così, in modo che una persona avesse bisogno del Suo aiuto e quindi potesse salire al Suo livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 17/12/2018

La Kabbalah e le altre credenze – 7′ Parte

Cos’è il peccato dell’uomo?

Il peccato dell’uomo sta nel fatto che non chiede aiuto al Creatore. Se lui chiedesse aiuto, sicuramente lo riceverebbe dal Creatore. Ma se una persona dice di aver chiesto l’aiuto e il Creatore non l’ha aiutata, a costei arriva questa risposta: una persona dovrebbe credere che il Creatore ascolta le preghiere, come è scritto: “Poiché tu ascolti la preghiera di ogni bocca”. “… quando una persona vuole percorrere il sentiero della dazione e non quello della ricezione, il peccato sta principalmente nel fatto che la persona non ha chiesto al Creatore di aiutarla a superare il male. Per questo, chiede il perdono, e d’ora in poi chiederà di essere aiutata (Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 4 (1988), “Qual è la preghiera per chiedere aiuto e per chiedere perdono nel lavoro?”)”

Nota: Il peccato è generalmente inteso come una cattiva azione verso gli altri…

Il mio commento: Le azioni buone o cattive non vengono eseguite da te, ma dal Creatore.

La trasgressione non sta nel fare qualcosa di cattivo, ma nel non chiedere al Creatore di correggerti, e quindi, le qualità egoistiche che si sono risvegliate in te, ti hanno spinto a compiere questa povera azione.

Il tuo peccato sta nel non chiedere la correzione delle tue qualità egoistiche. Tutto il resto sta al Creatore, e niente di tutto e in nessun modo sta a te.

In realtà, non ci sono azioni che devi fare tranne una sola: chiedere aiuto al Creatore per vincere l’inclinazione al male.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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Le conseguenze dell’influenza della luce superiore

Domanda: Io esisto in qualche modo e la forza superiore mi influenza costantemente? Posso richiamarla su me stesso?

Risposta: Certo. Ma solo nella misura in cui tu ti trovi nel giusto ambiente. Solo attraverso questo ambiente puoi invocare la forza superiore e in nessun altro modo.

Puoi far parte dell’integrazione e della comunicazione reciproca, solo se cerchi di unirti alle persone che hanno il tuo stesso scopo: raggiungere una certa equivalenza della forma con la luce. Quindi, se fai piccoli movimenti in questa direzione, la luce cambia immediatamente nel suo movimento verso di te e ti avvicina ad essa.

Domanda: Come posso sentire questo? Come si manifesterà?

Risposta: Semplicemente inizierai ad amare di più gli altri, apprezzando e comprendendo che sono necessari per il tuo sviluppo. Ma questo è ancora egoismo.

Domanda: Questo è ciò che viene detto: “La sensazione del Creatore”?

Risposta: No, questa non è ancora la percezione del Creatore. Questa è una conseguenza dell’impatto della luce superiore. Altri cambiamenti avverranno lentamente: la tua nascita nel mondo spirituale, nella qualità della luce.

Nota: Amare gli altri, trattarli gentilmente è positivo. Ma per me la “sensazione del Creatore” è qualcosa che mi riempie all’infinito.

Il mio commento: Questo è vero, ma accade in base alla tua relazione verso gli altri!

Nota: Ma lei riconduce tutto a una sorta di relazione …

Il mio commento: Lo riconduco in modo assolutamente chiaro e concreto. La Kabbalah è una scienza concreta e pratica. Pertanto, in nessun caso voglio confondere i miei ascoltatori.

La Kabbalah non dice una parola su ciò che è astratto. E solo in un gruppo puoi approfondirne lo studio e assicurarti che sia tutto giusto.

Domanda: Il gruppo è solo un mezzo?

Risposta: Sì e quindi diventa la fonte di correzione, la tecnica e l’obiettivo. Nel gruppo, come in un Partzuf spirituale e nell’anima, viene rivelato il Creatore.

Domanda: Cosa dà a una persona la sensazione del Creatore?

Risposta: La persona passa in un altro stato, in un altro mondo, in un’altra dimensione e inizia a capire cosa le accade durante la propria vita e dove questo la conduce. Può chiarire le proprie teorie sulla vita e sulla morte, non avrà più paura di morire e diverrà immortale, perché comprenderà tutto ciò che le accade. E in tutto questo, la persona viene guidata esclusivamente da un pensiero: aiutare tutti gli altri a raggiungere lo stesso stato.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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