Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Trasformare un insieme di persone in un gruppo

Il gruppo deve essere un mezzo per l’ascesa, per raggiungere il piccolo stato (dazione assoluta), per raggiungere l’importanza della Meta. Essere nel gruppo non significa che uno si scopre in compagnia di un centinaio di persone. Un gruppo è un sistema in cui si desidera essere nella linea di destra, dopo il punto di scelta.

Prima della scelta, questo non è ancora un gruppo, ma semplicemente un insieme di persone come la folla che lasciò l’Egitto, che ancora non si è trasformata in un popolo, ma è solo una massa. Solo in seguito al ricevimento la Torah, entrano in mutua garanzia e allora vien detto di loro: “Oggi siete diventati il mio popolo.”

Dopo l’ ego si scopre e il Monte Sinai (peccato – odio) si rivela tra tutti, pensieri che causarono la separazione tra coloro che erano radunati nella parte inferiore della montagna, e solo allora la persona sente la necessità del gruppo.
[128995]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.03.2014)

Materiale correlato:

Una base stabile per il Gruppo
Lo sforzo di scrivere le lettere del lavoro

Ottenere il fine della vita

Domanda: Come possiamo proteggierci dalla possibilità di cadere nei desideri materiali durante la lettura del libro dello Zohar?

Risposta: Lo studio della Torà significa che io mi aspetto la Luce che Riforma, come è scritto “Ho creato l’inclinazione verso il male e la Torà come la spezia”. Questo sino al punto di rendermi conto di avere una tendenza cattiva e che desidero liberarmene ma che non posso farlo in nessun modo se non attraverso quello che imparo con gli amici, quando raggiungo uno stadio in cui studio e mi aspetto la Luce che Riforma. Questa è detto studiare la Torà.

Ovvero, studiare la Torà richiede una preparazione, un grande desiderio di connettere qualcosa in me che solo la Torà può fare e nessun altra cosa. Non ci sarà medicina da qualche dottore che mi può aiutare quì, nessun allenamento, o particolare abilità in qualcosa. Questo è semplicemente al di là delle possibilità di un solo essere umano. Non siamo pronti per questo.

Devo avvicinarmi al Libro dello Zohar in questo stato. Poi certamente dovrò aspettarmi che questo studio mi renda sano, che corregga in me quello che determina la mia inclinazione verso il male. Può addirittura darsi che quanto sento al momento non sia la vera inclinazione verso il male, ma adesso è quello che penso.

Che cos’è l’inclinazione maligna? Essa sono tutti quei tipi di desideri che mi impediscono di raggiungere la correzione. La Torà dice che sono come delle istruzioni per raggiungere la correzione. Se non correggi questi desideri, allora non raggiungerai il fine della creazione.

E visto che questi desideri mi impediscono di raggiungere il fine della creazione io li chiamo “cattivi”. Non li cancello; piuttosto mi aspetto che la Torà li corregga. Come? Non lo so. Infatti è scritto “Visto che la luce che vi è in esso lo porterà verso il bene”. Questo significa che questi desideri rimangono, ma che prendono un carattere diverso.

Domanda: Di cosa ho bisogno per raggiungere la disperazione riguardo alle mie sole forze?

Risposta: Cerca di fare tutto il possibile. “tutto quello che la tua mano riesce a fare [sino che] hai forza per farlo, fallo …” (Ecclesiaste 9:10). Devi esaminare cosa ti disturba dal raggiungere la spiritualità, il fine della vita. Qual è il fine della vita? Raggiungi questo stato alla fine della tua vita o prima di essa e puoi andare ancora avanti.

Non vedi la tua vita come unica e irripetibile. Vedi la tua vita come un frammento della tua esistenza, e in questo frammento vui raggiungere uno stato in cui entrare nel prossimo livello. Questo è detto raggiungere il fine della vita, raggiungere il fine della creazione. Ecco perché esistiamo qui per questo periodo di qualche decennio.

Tutti possono raggiungere questo. Cosa ti ferma? Questo è quanto devi capire e vedere affinchè tu possa raggiungere uno stato oltre questa vita solo e solamente alla condizione che tu sia dotato del desiderio di dare.

Devi acquisire questo desiderio attraverso lo studio della Torà e sotto certe condizioni, attraverso un avanzamento nella connessione, lavorando in un gruppo, con la disseminazione, facendo tutto per poter raggiungere la dazione. Dopo tutto l’intero mondo è immerso nel desiderio di ricevere come tutto il tempo della nostra esistenza mentre gli stadi che sono oltre questo mondo esistono nel desiderio di dare.
[131006]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.03.2014, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Quando il sole non lascia lo Zenith
Il Creatore salverà l’ uomo e la bestia

Gli errori più comuni

L’errore più comune è “mangiare te stesso” sopra le tue mancanze, e questo può continuare per anni se non siamo preparati ad essere liberati da esso tramite la garanzia reciproca. Per fare questo, è necessaria la pressione del gruppo per influenzare la mia mente e liberare la mia testa dall’auto-preoccupazione di quello che ho fatto, il tipo di danni che ho causato, il tipo di persona malvagia che ero, e gli errori che ho fatto.

Questa è una Klipa che prende possesso di una persona, e solo con l’aiuto della garanzia reciproca è possibile essere liberati da essa. Il gruppo deve influenzarmi in modo che smetterò di pensare a me stesso, in modo da obbligarmi a pensare ad esso.

Tutti noi passiamo attraverso gli stessi stati – non simultaneamente, ma uno dopo l’altro– tutti devono attraversare questo. Se vedi che un amico sta mangiando se stesso e incolpa se stesso per le sue mancanze, allora deve dirgli che non c’è nulla di cui dispiacersi. Piuttosto, deve essere preoccupato per il gruppo. Il vaso spirituale è specificamente all’interno del gruppo e non all’interno di se stesso.

In genere, per quanto riguarda tutto ciò che è successo nel passato, è necessario dire, “Non c’è nulla tranne Lui,” e tutto è accaduto secondo una decisione della supervisione superiore. Fino a questo momento, non ho fatto e non ho deciso nulla, e da questo momento “Se io non sono per me stesso, chi è per me?”

Tuttavia, la persona sola non è preparata ad essere distaccata da questi pensieri. La Klipa potrà sempre trascinarlo verso la stessa palude, nel pentimento e rimorso, e sui livelli superiori la condizione è molto peggiore. Soltanto il potere dell’ambiente può rinforzare la persona e tenerla sopra tutti i calcoli. Oppure, può cadere nella Klipa e soffrire gravemente per un lungo periodo.
[131080]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

Materiale correlato:

Diventare la versione aggiornata del Creatore
Una doppia richiesta e una doppia risposta

La ricerca interiore

La Torà, “Esodo” (Pekudei), 39:1-39:2, 39:22, 39:27: Con porpora viola e porpora rossa, con scarlatto e bisso fece le vesti  per officiare nel santuario. Fecero le vesti sacre di Aronne, come il Signore aveva ordinato a Mosè. E fecero l’efod con oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Fece il manto dell’efod, lavoro di tessitore, tutto di porpora viola. E fecero le tuniche di bisso, lavoro di tessitore, per Aronne e per i suoi figli.

Gli indumenti per gli assistenti, l’Efod, Choshen (l’abito), sono tutti indumenti di una persona del tutto corretta che simboleggiano diversi Masachim (schermi).

Si tratta di livelli a cui dovremmo innalzate i nostri desideri, livelli di inanimato, vegetale e animale, in modo di creare il giusto Masach che ci permetterà di lavorare al livello del parlante, a livello del sacerdote.

Dobbiamo correggere i 613 desideri secondo l’amore e la dazione come attributi che la Luce Superiore richiede da noi.

Leggendo la descrizione, che è un’allegoria delle azioni spirituali, dobbiamo capire cosa succede durante queste azioni: quindi la porpora, lo scarlatto, il Choshen , l’efod, e il Tabernacolo sono dentro di noi, e dobbiamo cercare tutto internamente.
[131484]

(Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” del 16.10.2013)

Materiale correlato:

L’ intenzione corretta rivela il mondo
Il mondo intero è in esilio, tutta la Terra è l’Egitto

Dieci Sefirot deliziose

Domanda: Come posso sentire dentro di me le dieci Sefirot spirituali dell’amico e come si sviluppano quando io penetro nell’amico?

Risposta: Quando penetri nell’amico tu cominci a sentire le sue dieci Sefirot. Esse vengono percepite come gusti diversi, come se tu ti trovassi in un buon ristorante e ricevessi la portata principale, e accanto ad essa molti altri piatti: diverse insalate e dessert. Tu cominci a sentire negli amici molti sapori, diversi attributi.

Quando la tua connessione continua a svilupparsi, in te non svanisce nulla. Nel mondo materiale, di solito, quando riceviamo un grande piacere tendiamo a dimenticare i sapori deboli. Succede spesso con i bambini piccoli che quando vedono un nuovo giocatolo, gettano via quello vecchio. Ma è diverso nella spiritualità, dove la Luce di NRNHY opera e comprende molti livelli.

È detto: “L’amore coprirà tutti i peccati”. Questo significa che dobbiamo sentire i peccati, i conflitti e l’amore contemporaneamente, e non ci può essere l’uno senza l’altro. Questa è la struttura delle dieci Sefirot della Luce Diretta e della Luce che Ritorna che si rivestono a vicenda e che dobbiamo sentire in tutte le loro forme e attributi opposti. Uno non estingue l’altro. Questa è la meraviglia del mondo spirituale, dove non ci può essere “un po’” di qualcosa, ma piuttosto il massimo. Non esiste passato, non esiste presente, né futuro; tutto si connette simultaneamente in un unico sensazione.

Nel mondo materiale noi vorremmo dimenticare le liti in famiglia e voltare pagina come se nulla fosse accaduto, ma questa non è correzione. La correzione avviene in realtà quando tutte le divergenze restano e niente viene dimenticato e su di esso noi costruiamo uno stato ancora più grande. Questo è in realtà il motivo per il quale tutto fiorisce. Noi non abbiamo una tale opportunità nel mondo materiale, ma solo nel mondo spirituale. Quando due opposti esistono insieme allo scopo di dare, essi si amplificano reciprocamente.
[126424]

Materiale correlato:

Una scintilla che penetra dal piano superiore
Il principe e il povero topolino

Che cosa esattamente deve essere corretto?

Domanda: Una persona che vive in società ha tanti tipi di connessioni: a lavoro, in famiglia, e così via. Qual è il tipo di connessione che egli deve correggere?

Risposta: È comprensibile che dobbiamo mantenere e lavorare in buoni rapporti in famiglia. Però, la correzione principale è fra gli amici nel gruppo. Attraverso essa si otterrà la Luce Circostante. Si ha bisogno di correggere la connessione con quelli con cui si sta costruendo la Divinità.

Domanda: Però, Io vengo in contatto quotidiano solo con alcune persone, mentre il resto non è incluso nella mia sfera. Come posso correggere la mia connessione con tutti? Ne consegue che spetta a me correggere qualcosa che non ho ancora sentito?

Risposta: Dovete chiedere e pregare per sentire la connessione con tutti i nostri amici in tutto il mondo. Ho bisogno di vedere persone con le quali sto costruendo la Divinità, il posto per scoprire il Creatore. Chi sono quelli con i quali dividiamo una parte importante della scoperta del Creatore? Penso che questo sia di tutti, altrimenti il Creatore non li avrebbe portati qui.

Il Creatore mi ha dato queste persone come un gruppo, quindi voglio connettermi con tutti, né più né meno. Saranno sempre loro che mi daranno l’ottimo numero di amici, a seconda delle condizioni esterne che non capiamo. Non sono responsabile per questo, e così, lo accetto così com’è. Il Creatore li porta a me, e spetta a me pensare a come costruirli in una rete di connessione mutuale. Questa è la connessione spirituale e la connessione materiale, a secondo della necessità, allo scopo di costruire la Divinità insieme con loro.

Spetta a noi connetterci con interesse reciproco l’un l’altro con l’aiuto di tutti. Ecco come costruiremo il centro del gruppo fra noi, una connessione reciproca, la preoccupazione secondo le regole di “ama il tuo amico come te stesso” e “chi prega per il suo amico riceve il primo.” Se agiamo così, allora una rete che prende la forma della dazione reciproca sarà scoperta e costruita fra noi.

Anche se questa dazione è egoistica, Lo Lishma, attrae la Luce che Riforma. Non è importante che non abbiamo ancora l’intenzione di dazione. La cosa principale è che aneliamo a raggiungerla. Vogliamo che il Creatore sia scoperto attraverso la connessione fra noi perché aneliamo a sapere, a capire, a sentirlo, a uscire verso il mondo superiore.

La nostra intenzione non è corretta ed egoistica, ma siamo connessi. Nella nostra condizione, non siamo pronti ancora a non pensare al nostro beneficio personale. Questo è chiamato Lo Lishma. Allora, la Luce che Riforma ci illumina a distanza, anche se siamo danneggiati. La cosa principale è che il nostro gruppo diventa come Lui, significa che costruiamo la connessione fra noi.

Domanda: Comunque, che cosa esattamente devo correggere in rapporto con gli amici?

Risposta: Quello che deve unirci è un interesse reciproco a scoprire il potere superiore in connessione fra noi, significa dazione e amore. Interesse reciproco è un desiderio condiviso per il Creatore. Il desiderio per Il Creatore non si trovato in ognuno di noi, ma è scoperta fra noi. Non esiste dal nulla; sta a noi costruirlo. Non c’è un vaso! Ci sono solo i desideri personali di ognuno, ma non c’è un desiderio diviso chiamato Divinità.

Domanda: Che dire della correzione delle mie caratteristiche, delle mie qualità?

Risposta: Soltanto la connessione con gli amici richiede correzione. Non vi è nulla da correggere in me; sono una bestia lì, e una bestia non può essere corretta. Hai già provato a connetterti con qualcuno e hai scoperto il tuo ego. Sei già entrato in Egitto? Se appena qualcuno si infastidisce, è perché non è connesso al lavoro spirituale.

Solo se investo lo sforzo in connessione con altre persone per raggiungere una connessione fra noi chiamata Arvut – all’interno della quale il nostro interesse a scoprire il Creatore, la caratteristica di dazione e amore, viene scoperta – poi sentirò come odio tutti e non sono pronto a connettermi, e questo è ciò che spetta a me per correggermi.
[131075]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

Materiale correlato:

Sospeso tra due mondi
Rivelando la luce d’amore

Rivelare il Creatore in Me

La Torà, “Esodo” (VaYakhel), 37:10, 37:17, 37:25/ 38:8, 38:9: E fece la tavola di legno di acacia[…] E fece la menorah d’oro puro[…] E fece l’altare per bruciare l’incenso, di legno di acacia[…] E fece la conca di rame[…] E fece il recinto[…]

Tutto è molto semplice. La connessione spirituale si costruisce dalla parte interiore verso la parte più esterna e termina nell’unità completa delle persone in un desiderio comune: la connessione fra loro allo scopo di scoprire il Creatore fra loro. Tutto questo è il lavoro di Bezalel.

La Torà descrive i nostri desideri, i quali sono rivelati dall’unità dell’attributo che deve essere rivelato in noi come il Creatore.

In ogni fase vediamo questo attributo del Creatore, l’attributo d’amore e dazione, la forza incorporea che non ha immagine e che riempie tutta la creazione. In primo luogo si rivela in noi sotto forma di immagini che capiamo finché raggiungiamo uno stato nel quale possiamo percepirlo oltre tutta quest’immagine come l’unica Luce comune. Succederà alla fine della correzione.

Nel frattempo, scopriamo in determinati attributi, in alcune azioni all’interno di noi, come se un’induzione è mirata a eseguire azioni di dazione che chiamiamo la rivelazione parziale del Creatore.
[131140]

(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 7.10.2013)

Materiale correlato:

L’ombra scolorita del mondo dei desideri egoistici
Le origini della festa di Pesach

Essere pronto a scappare in qualsiasi momento

Domanda: Perché abbiamo lasciato l’Egitto in fretta, è possibile uscire senza finire tutti i chiarimenti?

Risposta: la fretta è quando non so fin dall’inizio che mi sto avvicinando alla redenzione. Anche se in ogni momento dirigo me stesso verso la voglia di uscire, malgrado questo, succede all’improvviso a me. Questo succede perché avviene secondo un calcolo dall’alto, secondo i rapporti fra Kelim (vasi) e Luci.

Perciò non posso prevedere questo dall’inizio. Non è sotto il mio controllo. Non mi dicono tutte le condizioni che devono essere realizzate in me allo scopo di creare lo stato giusto per il prossimo livello chiamato redenzione.

Questo non mi è noto dall’inizio. Cerco e poi cerco di nuovo, ma sono ancora nel buio. Non so esattamente cosa si tratta di conferire su questo livello superiore. Quindi questo è chiamato fuggire in fretta.

E’ così piacevole per noi all’improvviso celebrare questa salvezza precisamente perché speriamo che ciò avverrà in qualsiasi momento.
[131221]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014 Gli scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Una cena in onore della vita spirituale
Il mistero della notte di Pasqua (Pesach)

Una missione condivisa

Domanda: Perché abbiamo bisogno di andare fuori alla gente? Non sono loro che hanno bisogno di venire a noi?

Risposta: Come fanno a sapere se non siamo coinvolti con la divulgazione? Se non avessi aperto il sito Internet nel 1996 che parlava della saggezza della Kabbalah, chi avrebbe saputo di esso?

E più tardi, quando il gruppo era già stato creato, abbiamo organizzato un viaggio negli Stati Uniti e abbiamo effettuato delle letture in undici città principali. Da qui hanno cominciato tutti i nostri gruppi in America che esistono ancora oggi.

Se non usciamo al pubblico comune, come fa a sapere la gente della scienza della Kabbalah e che è aperta all’apprendimento? Se non diffondi il tuo prodotto bene, poi chi verrà a sapere di esso a parte te? La divulgazione è la cosa più essenziale.

Se non c’è divulgazione, poi è come se il sangue non esce dal cuore verso il resto degli organi. È precisamente tramite questo che si esce dalla sorgente sempre, dal centro, divulgando a cerchi esterni c’è una reazione che ritorna. E se tu ti siedi semplicemente ad aspettare poi non accadrà mai nulla.

Tutti i mestieri sono basati su questo: se non fai pubblicità del tuo prodotto, nessuno lo comprerà. Dal 50 al 70% del prezzo del prodotto viene speso in pubblicità. Oggi, non ci sono problemi producendo qualsiasi prodotto; oggi questo costa pochi centesimi. Però la cosa principale è di venderlo con successo: per convincere che questo prodotto vale i soldi pagati. E il 70% di ciò che viene pagato è stato sprecato in pubblicità.

Se semplicemente sono rimasto a casa, nessuno avrebbe saputo di me. Dapprima ho pensato di fare questo; ho pensato che mi sarei seduto a scrivere libri. Però non c’era scelta, il tempo era convincente. Non è mio uso viaggiare ovunque ed esibirmi, ma cosa si può fare? Vediamo dalla Torah che entrambi Abramo e Mosè da prima non volevano accettare la loro missione. Ogni uno di loro ha detto direttamente che lui non voleva questo e ha respinto la missione con tutta la sua forza, ma senza una scelta, furono costretti ad accettarlo.

Così dobbiamo prendere esempio da loro. Nessuno ha mai voluto una missione come questa perché non si ha intenzione di pubblicizzare qualcosa di utile e buono per l’ego e si ottiene solo umiliazione, bastonate, e problemi da esso. Basta soltanto guadare alla descrizione della vita di Mosè, e questo era, anche se lui era il condottiero del popolo. È possibile dire la stessa cosa del Re Davide, tutta la sua vita fu coinvolta in guerre.

Non c’è scelta. Dobbiamo portare avanti la nostra missione ma oggi tutti noi possiamo salire la strada regia insieme.
[130425]

(Dalla seconda parte della Lezione di quotidiana di Kabbalah del 20.03.2014, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Educazione Integrale delle Masse
Introduzione alla Saggezza della Kabbalah

Un cuore generoso

La Torà, “Esodo (VaYakhel) , 35:4-35:6: E Mosè disse a tutta la comunità dei figli di Israele, dicendo: “Questo il Signore ha comandato: ‘Prelevate su quanto possedete un contributo per il Signore. Quanti hanno cuore generoso, portino questo contributo volontario per il Signore: oro, argento e rame, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra …

Il nostro cuore è l’ego. Ma quando una certa inclinazione alla dazione, connessione e l’amore appare in un cuore e capisce che è impossibile continuare a vivere egoisticamente, si chiama un cuore generoso.

Oggi abbiamo già realizzato attraverso la sofferenza che dovremmo in qualche modo cambiare l’umanità: la nostra natura, la società, le connessioni tra di noi, perché il mondo ha già sviluppato e ha sofferto abbastanza per sentirsi deluso con la sua attuale evoluzione egoistica. Pertanto, il termine “generoso”, in senso spirituale, significa “dare”. Un cuore generoso è il riconoscimento della nostra natura egoistica e  lavorare al di sopra di esso.
[130804]

(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” del 10.10.2013)

Materiale correlato:

Non c’è niente di più prezioso di un cuore rotto
Una porta, un’apertura, un ingresso