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L’ amore terreno è senza valore fin dall’Inizio

Dr. Michael LaitmanDomanda: (Il Cantico dei Cantici 1:1) Nel “Cantico dei cantici”, il Re Salomone è forse il simbolo più sensazionale dell’amore. E’ sufficiente dare un’occhiata all’elenco delle opere d’arte estratte dalle citazioni del “Cantico dei Cantici” per comprendere il livello di influenza di questo libro sulle emozioni e sull’immaginazione delle persone dal momento in cui fu scritto fino ai nostri giorni. Immediatamente si sollevano delle domande, per chi fu scritto questo meraviglioso cantico?

Risposta: E’ stato scritto per una persona che già sente che tutta la vita e tutta la natura sono amore, e che la regola generale “E amerai il prossimo tuo come te stesso”, è la regola massima che governa il mondo. Si sta parlando di un uomo che è nella sua fase di sviluppo e che ha già conseguito la comprensione e la consapevolezza che il bene lo circonda e che tutta la realtà è organizzata e costruita fin dall’inizio secondo l’obbiettivo finale, conseguire la completezza.

La completezza non è agire sotto l’influenza degli ormoni e chiamare questa cosa “amore”, come succede nelle esperienza in cui sento piacere per qualcosa e dico che l’amo. Per esempio, io amo il pesce. Ma non possiamo amare il pesce se non mangiandolo. Se una persona comprende che ama con la sua essenza, cioè con la sua inclinazione al male, allora questo è un naturale amore terreno.

Con questo amore egli distrugge il mondo perché si avvicina a ciò che per lui è bene e rifiuta ciò che per lui è male. In questo modo egli non si eleva al di sopra del suo desiderio egoistico. Ne consegue che il nostro amore è privo di valore fin dal principio.

Una persona deve elevarsi ad un amore completamente diverso: la connessione. Si deve connettere con tutti, con la sostanza di ciò che è inanimato, vegetativo, animato, e con gli umani al di sopra delle sue naturali predisposizioni. Se io mi rivolgo al mondo in questo modo, che è amore nel senso pieno, allora ciò significa che prendo parte ai desideri e alle sofferenze generali. Sento ciò che è imperativo per tutti e che a tutti è richiesto, e voglio adempiere e mettere in pratica: “E amerai il prossimo tuo come te stesso.”

Questo è ciò che è chiamato “amore”, e non la brama di godere il mondo che ho intorno e di conseguenza stabilire cosa mi dà piacere e cosa no. Io mi stacco da questo amore naturale, mi elevo al di sopra di esso, ed inizio ad amare tutti perché in base alla legge naturale della natura devo essere connesso con tutti. A questo ci arrivo con l’aiuto di una sola educazione, nel corso della quale inizio a comprendere e divento consapevole che tutto è connesso, interdipendente, che c’è un solo destino per tutti, e noi lo guidiamo.

Se io arrivo ad avere delle relazioni di questa natura, allora vedrò che la forza dell’amore agisce effettivamente in tutti. Ed il “Cantico dei Cantici” incomincia con questo: “Che egli mi baci con i baci della sua bocca” (Cantico dei Cantici 1:2), nel senso che sono già connesso con tutta la natura ed incomincio a cercare il modo per continuare a sviluppare la mia connessione d’amore.

In altre parole, un “cantico” mi eleva fin dall’inizio ad un livello molto alto. Io capisco che devo adempiere e completare la creazione nella quale noi umani esistiamo in posizione opposta: “i pensieri del cuore umano sono malvagi fine dalla sua fanciullezza” (Genesi 8:21). Ciò significa che invece di sfruttare il mondo che esiste al di fuori di me, mi devo connettere al mondo e completarlo in un modo che sia positivo per il mondo stesso.

Questo è come dire che l’amore si esprime nel volere che le cose siano positive per tutti. Questo è il modo in cui ci relazioniamo con i nostri figli, pensiamo continuamente a cosa possiamo aggiungere alla lista delle nostre occupazioni per loro, pensiamo ad appagarli, a farli stare bene. Questa è l’espressione dell’amore. Non mi godo l’oggetto, come succede generalmente nella nostra vita; piuttosto, godo del fatto che l’oggetto sia un bene per i miei figli. Dal momento in cui questa sarà la mia direzione, la storia incomincia.

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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 28.05.2014

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Il diritto di scegliere, Parte 2

Dr. Michael LaitmanSe tutti noi siamo parti di un unico meccanismo, un cerchio regolare, allora tutti siamo uguali. Pertanto, ogni persona definisce lo stato di tutti come se ognuno fosse un re. Assolutamente ognuno di noi!

Forse ancora non lo sentiamo, ma questo è quello che succede in natura. Se ci muoviamo verso la scoperta della comunità integrale in cui tutti sono collegati tra loro, allora non possiamo continuare con la nostra natura protezionista egoistica, che ci induce a trascurare gli altri e prenderci cura solo di noi stessi.

Non possiamo diventare parte di un’umanità solidale con un tale naturale approccio egoistico. Nel frattempo la natura ci fa pressioni sempre maggiori.

Una persona vuole essere indipendente ed essere lasciata ai propri capricci in cui non dovrebbe avere obblighi ne verso la nazione ne verso altre persone. Si tratta di due processi contrapposti in esecuzione in parallelo. Il mondo ci connette con legami sempre più stretti, all’interno dei quali tutti noi diventiamo più insensibili ed egoisti.

Una volta utilizzavano la vergogna se uno veniva colto mentre rubava. C’era vergogna persino a divorziare. Oggi la gente si sente completamente libera di sposarsi e divorziare più volte e la generazione più giovane non vuole più sposarsi.

Non possiamo esistere in una forma integrale nella nostra civiltà e con la nostra attuale natura. Dopo tutto, non siamo integrati ma piuttosto il contrario. Non esiste contraddizione più orrenda che cercare di collegare gli uni agli altri degli individualisti terribili. Nessuno vuole una tale connessione, e tutti scappano da essa come le pecore che scappano dai lupi.

Il popolo di Israele è particolarmente contrario a una tale unità, nonostante il fatto che essi sono in una situazione molto difficile e sotto pressione in un ambiente ostile su tutti i lati.

Pertanto, il politico che sta per vincere le elezioni e con arroganza si aspetta di ottenere dei miglioramenti nel paese, dovrebbe capire che non può farlo. Non importa a quale fascia appartiene, a destra, a sinistra o al centro, nessuno di loro può avere successo.

Dopo tutto, non conoscono la base su cui poggia la società israeliana, pensando che non è diversa dalla solita democrazia occidentale. Non conoscono quello che la natura ha preparato per Israele e per il mondo intero, la missione del popolo di Israele, né la finalità di tutto il mondo in questa lunga battaglia attraverso la quale tutti dobbiamo andare. Ciò che è di particolare importanza nel nostro tempo è la loro mancanza di conoscenza di ciò che sta accadendo in questo periodo di sviluppo.

Non sanno nulla di tutto questo. Pensano che se tendono all’inasprimento delle leggi e abbassano le tasse tutto funzionerà bene. Non esistono strumenti che è possibile utilizzare per gestire il paese.

La legge generale della natura, la legge di completezza, influenza il nostro governo. Questa legge arriva fino a noi dall’alto, e il meccanismo agisce nei confronti del popolo di Israele per impegnare la nostra nazione a diventare un’unica entità interconnessa. La gente di tutto il mondo richiede lo stesso da noi, perché nel livello successivo, anche essi dovranno connettersi nella stessa forma di società.

Essi sono tenuti a realizzarlo, ma non possono, perché nessuno può insegnare loro a farlo. Solo Israele può diventare una luce per le nazioni del mondo e insegnare loro, dal momento che Israele ha realizzato questo livello in passato. Se non compiamo la nostra missione in relazione al resto del mondo, allora loro soffriranno per questo immensamente.
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Dal Programma “Una Nuova Vita” 09.12.2014

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Domanda – Risposta

Dr. Michael Laitman1. Io devo ricordare sempre che Il Male è una forza del Creatore. Poiché “Non c’è nulla tranne Lui”. Allora come devo trattare il Male?
– Il Male mi è stato dato per correggermi, per invertirlo in Bene.

2. Quando il Male diventa il Bene?
-Quando comprendo che anche il Male viene dal Creatore.

3.Come immagino che si possa invertire il Male in Bene?
-La Luce entra nei desideri nei quali non c’è lo schermo (comunicazione, intenzione comune, garanzia reciproca) perciò il Bene è trasformato in Male (egoismo), il quale riempie lo “spazio” tra noi. Con i nostri sforzi attraiamo O”M (Ohr Makif, la Luce che corregge) e convertiamo il Male (egoismo, faraone, lato rovescio del Creatore) in Bene (dazione, amore, rivelazione del Creatore).

4.Come attribuire tutto il nostro lavoro al Creatore?
-Tutto viene dal Creatore: espulsione significa che il Creatore si è nascosto all’uomo. Il lavoro nell’espulsione è una ricerca della rivelazione del Creatore, uscire dall’ espulsione è rivelare che “Non c’è nulla tranne Lui”.

5.Quale è il motivo di pesantezza dell’umore spirituale?
-E’ che l’uomo si dimentica che riceve dal Creatore! Ma appena lo ricorda, subito si determina come si deve comportare con ciò che sente e come reagire alla condizione che tutto è stato creato dal Creatore.
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Il diritto di scegliere, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Mi piacerebbe conoscere la tua opinione circa la situazione politica instabile di Israele, che ha portato ad elezioni anticipate. E’ diventata un’abitudine che il governo Israeliano non arrivi alla fine del suo mandato. I giochi egoistici e i complotti hanno la responsabilità di portare al collasso la coalizione di governo.

Vorrei comprendere questo fenomeno, perché influenza tutti gli aspetti della nostra vita ed influisce sulle tasche di tutti, costringendoci a far fronte alla spesa di altri miliardi per le elezioni anticipate.

Ogni governo durante le elezioni promette di portare la nostra nave su una bellissima spiaggia, dipingendoci una vita meravigliosa. Ma alla fine, sentiamo che questa nave è costruita con tanti pezzi separati, ed ogni pezzo naviga per conto suo.

Affronta molti conflitti di interessi, e le corde che tengono insieme tutta la struttura si lacerano. Queste sensazioni si risvegliano nelle persone, provocandoci un senso di insicurezza e di instabilità.

E non si tratta di un nuovo fenomeno; ci accompagna dall’esatto principio dello stato di Israele. Già molti governi non ce l’hanno fatta, portandoci ogni volta a delle elezioni di molto in anticipo rispetto al tempo previsto.
In base alle statistiche in più di 68 anni dall’esistenza di Israele, 33 governi e 19 assemblee Knesset si sono alternati. Il tempo di durata di ogni governo in carica in Israele è meno di due anni. Questo è lo sconfortante risultato delle statistiche.

Ma qui non vogliamo aprire alcun dibattito, che vengono attualmente proposti su tutti i canali televisivi. Ci piacerebbe soltanto capire la ragione di questo fenomeno e come possiamo aggiustarlo. Come ci procuriamo un capitano per la nostra nave che ci porti su una spiaggia sicura? Qual è stata la causa di questa instabilità del nostro governo?

Risposta: La risposta è molto semplice. In passato c’era un re messo al di sopra di tutta la società e del governo dello stato. Anche se il re aveva molti ministri, tutti gli obbedivano. Era impossibile sfidare le decisioni del re perché tutto quello che diceva era sacro.

Come faceva il re a prendere le decisioni giuste? Le prendeva dal cielo. Il popolo credeva che il re fosse stato messo lì da un potere superiore e che tra loro ci fosse un collegamento diretto. E’ così che l’umanità si è sviluppata nel corso della storia, sviluppando la società, la tecnologia, la scienza, la religione e l’educazione. Tutti i paesi si sono sviluppati in base ad un programma, ed alcuni paesi si sono sviluppati più degli altri. Il re si trovava a capo della società, e sotto di lui c’era la gerarchia dei suoi assistenti e cortigiani.

La Natura ci ha fatto procedere senza chiedere nulla, pur mandando a tutti i pensieri e i desideri necessari. Naturalmente, siamo stati accompagnati da problemi e guerre, ma era tutto programmato dalla natura e doveva succedere. Tutto quello che abbiamo dovuto fare è stato di imparare dall’esperienza e muoverci gradualmente verso la comprensione di come fare per rendere la nostra vita più equilibrata.

La forza della natura mandava il re nella direzione in cui egli guidava il suo popolo ed il popolo lo seguiva. E’ successo in tutti i paesi, e anche il popolo di Israele è passato attraverso molte prove, tutte dovute al potere superiore. Tutto era stato programmato in anticipo.

Vediamo che nei giorni dei profeti, l’intero processo che abbiamo dovuto attraversare era stato descritto da loro. Per centinaia di anni prima della distruzione del Tempio e prima che il popolo di Israele andasse in esilio, i profeti lo sapevano e ne scrissero. Il Talmud dice che anche 70 anni prima della distruzione del Tempio, c’erano i segni della sua distruzione.

Domanda: In quel periodo, i governanti di Israele sapevano quello che stava per succedere?

Risposta: Naturalmente, lo sapevano perché era scritto nel Talmud e nei libri dei profeti.

Tra altri popoli, la monarchia è rimasta fino a tempi recenti. Per esempio, un re governava in Russia all’inizio dell’ultimo secolo. Gli uomini erano molto religiosi, non importa a quel gruppo appartenessero all’interno della società. Tutto era organizzato in modo che l’umanità esistesse ed agisse in base al volere del potere superiore.

Tutto questo è accaduto fino a quando non si è cominciato ad usare il libero arbitrio. La libertà si trova nel fatto che io mi faccio coinvolgere nel programma della natura, lo studio, e mi rendo conto in che modo devo cambiare me stesso, l’intera società umana, tutti noi, e, cosa più importante, le nostre relazioni reciproche.

Adesso è compito di ogni persona. Le monarchie hanno iniziato a crollare e alla fine siamo arrivati alla situazione che oggi tutti sono un re! Tutti sono coinvolti nella vita della società come persone distinte ed indipendenti che prendono delle decisioni.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 09.12.2014

Come un pesce preso nella rete

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come è possibile che una persona sia in grado di annullare se stessa davanti all’ambiente?

Risposta: Una persona si dispera per il tempo passato e la grande fatica applicata, e ancora non vede il risultato. Ma se, tuttavia, resta nel gruppo e continua a partecipare, alla fine il suo desiderio cambia.

Ricordo che una volta sono venuto alla lezione di Rabash durante un terribile temporale. Nessuno aveva la macchina tranne me, quindi abbiamo aspettato per molto tempo, ma nessuno è arrivato. Allora ho cominciato a chiamare e chiedere perché la gente non è venuta, e poi le ho offerto un passaggio. E la risposta è stata: “Cosa posso fare se c’è un tale diluvio la fuori?”

E poi uno studente si presentò tutto bagnato. Quando gli abbiamo chiesto come è stato in grado di camminare sotto un tale diluvio, ha risposto: “Che cosa potevo fare, c’era la lezione, e non potevo starmene a casa?”

Ne risulta che uno si siede a casa e dice: “Che cosa potevo fare?” “Come potevo andare sotto questa pioggia?” E un altro è venuto completamente fradicio e ha anche detto, “Cosa potevo fare, c’era una lezione, e non potevo starmene a casa? “

Tutto dipende dall’atteggiamento di una persona verso una determinata condizione. Ogni momento dovete chiedervi riguardo il vostro atteggiamento. Non dovete dimenticarvi che tutto viene dall’alto, specialmente per voi in modo da poter lavorare su questo, e allora non hai scelta, devi agire di conseguenza.

Domanda: Come posso, in ogni possibilità che mi viene data, persuadermi a fare un passo verso il gruppo?

Risposta: E’ scritto: “Qualunque cosa non fa la mente, il tempo lo fa”. E in effetti è vero. Se non c’è la qualità, la quantità funzionerà. In ogni caso, dobbiamo renderci conto che un giorno, l’influenza della Luce realizzerà tutto, e null’altro vi aiuterà. Non si puo’ realizzare qualcosa affrontando il Creatore direttamente, dato che così non funziona.

Quando ti disperi e decidi di chiedere di essere connesso con l’ambiente, allora vorrai collegare i fili con tutti gli altri, e tutti gli altri vorranno connettersi con te, come se fossi un pesce catturato in una rete. Solo in questa forma avrai l’opportunità di fare qualcosa con te, e, soprattutto, far lavorare gli amici su di te.

Tu sei costretto a sentirti deluso fino al punto in cui dubiti delle tue proprie capacità al fine di essere d’accordo a sottomettere te stesso all’ambiente, per essere impigliati nella rete con una sola speranza, che gli amici ti influenzano. Tu credi che loro avranno il potere di farlo. Non puoi avere la connessione con il Creatore da solo, e Lui non vuole influenzarti per cambiarti.

Dopo tutto, tu vedi che sono passati molti anni, ma niente aiuta. Non c’è niente altro da fare, e allora prendi la tua decisione. Questo richiede un grande sforzo, tempo, perseveranza e persistenza. Non ci dovrebbe essere un giorno in cui ci si dimentica della lezione.
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Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 04.12.2014, Gli scritti di Rabash

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Il Popolo di Israele, deve svolgere la propria Missione

Dall’articolo di Baal HaSulam, “Gli scritti dell’ultima generazione. Aggiunte e bozze, sezione 2, dell’Introduzione:

Ho già presentato l’essenza delle mie opinioni nel 1933. Ho già parlato con i leader della generazione, e a quel tempo le mie parole non venivano accettate, anche se ho strillato come una gru e poi messo in guardia sulla distruzione del mondo; non ha fatto alcuna impressione.

Però ormai, dopo le bombe atomiche e all’idrogeno, penso che il mondo mi crederà che la fine del mondo si avvicina e arriva a passi rapidi; e Israele sarà bruciato prima delle altre nazioni, com’era nella guerra precedente, così oggi è bene risvegliare il mondo ad accettare il suo unico rimedio e continuare a vivere ed esistere.
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“Avventura sulla montagna dei dubbi”

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando ci eleviamo sopra noi stessi, sopra la nostra egoistica natura, questa ascesa cambierà internamente la nostra connessione con la natura esterna?

Risposta: Essa permette di unirsi veramente con la natura in generale.

Stando in piedi sulla cima dell’Everest, l’uomo vede se stesso come un grande, forte, che ha raggiunto tutto l’impulso egoistico di governare è già soddisfatto. Ora sarà una storia da raccontare e ricordare. E dopo? Non è niente. Poi si comincia a scendere. L’ascesa spirituale è diversa. Qui, la “montagna” (hap – הר) significa “dubbio” (hirhurim – הרהורים). Sono pieno di dubbi, ho esitato a salire o no, a superare o no. Per attraversare tutto questo processo abbiamo ricevuto la Kabbalah, la quale ci aiuterà come una guida sulla strada.

E’ importante capire che mi innalzo al di sopra del nostro mondo, dell’universo, di tutto. E poi, guardando la terra dall’alto, posso vedere attraverso essa, posso vedere tutta la natura e tutti i suoi meccanismi come un rapporto inestricabile. La luna e il sole, i pianeti e le stelle della nostra galassia, ovunque vedo i fili dell’inseparabilità e inizio sentire una vera perfezione. Ma io non comando su tutto questo, e mi identifico con tutto, sto includendomi nel sistema. Ecco perché questa “avventura” non è paragonabile con nient’altro.

Dopo tutto, comprendiamo la perfezione, che non troverai in nessuna delle vette terrestri, in nessuna delle fosse oceaniche.

Domanda: Davvero uno scalatore, scalando la montagna, non supera se stesso e poi non guarda dall’alto in basso il mondo? è solo un caso fisico superare la vetta. Che differenza c’è tra superare questo da quello spirituale?

Risposta: Qualsiasi atleta deve superare se stesso, saltando sopra la traversa, correndo verso il traguardo alzando l’asticella.

Anche nella vita quotidiana io ogni secondo devo superare le diverse difficoltà e continuare il percorso.

Ma nella spiritualità il superamento non si rivolge contro la natura, ma è insieme ad essa per aggiungere continuamente l’equilibrio, l’unione, la fusione tra me e tutta la natura. Quindi avviandomi in tal senso, non cadrò mai nei guai, non mi troverò sotto una valanga, non annegherò nel fiume turbolento.

Invece io rivelo che la natura mi è ancora più amichevole, perché vado a incontrarla su tutti i livelli: inanimato, vegetale, animale e umano. La cosa principale qui è lo stadio umano dove devo raggiungere l’amore per il prossimo come me stesso.

In questo modo io arrivo a nuove forme di comunicazione e non ho più paura che mi accadrà infelicità. Non farò male me a se stesso, nè agli altri, nè all’umanità. Questo è il modo per raggiungere l’equilibrio, l’armonia. Contrariamente agli eroi che scalano le cime delle montagne e scendono nelle profondità dell’oceano. Il loro superamento è una lotta per il potere, cioè proprietà del Faraone.

Domanda: In che modo si prevengono le avversità?

Risposta: Grazie all’equilibrio. L’uomo è l’elemento di circuito superiore della natura. Quindi se si trova un equilibrio allora tutta la natura sarà in equilibrio. Invece se l’uomo provoca squilibrio allora tutto cioè fa più male a tutti.

Domanda: Come può un uomo portare l’equilibrio?

Risposta: Per far diventare tutta umanità in equilibrio serve la partecipazione, il collegamento, l’uguaglianza, la responsabilità reciproca. Quando il mondo diventa come una famiglia amorevole. Sicuramente l’equilibrio tra la gente porterà giusti rapporti con la natura. E poi scopriremmo una forza comprensiva, la formula dell’armonia, la legge universale di tutta la Natura. Noi comprendiamo che non c’e nulla tranne Lui e che Egli è buono e fa il bene. Noi ci identifichiamo con questo potere del sistema globale. Comprendiamo pienamente che è quello lo scopo del nostro sviluppo.

Dobbiamo arrivare a questo nei prossimi anni con l’aiuto della saggezza della Kabbalah. Sono sicuro che questo succederà presto e speriamo nel modo migliore.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.10.2014

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Dove e quando c’è tempo per la felicità?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Negli ultimi decenni, il tema della ricerca della felicità, in Israele e nel mondo è diventato una moda. C’è un gran numero di libri, corsi, e workshops che sono comparsi riguardo a questo argomento. Nel libro dell’Ecclesiaste del Re Salomone, la ricerca della felicità và di pari passo con la ricerca della verità. Di che verità sta parlando?

Risposta: La verità cambia continuamente. Ogni generazione determina le regole generali per se stessa secondo quello che è detta la verità e la falsità, bene e male, piacere e dolore. Cento o duecento anni addietro la felicità era avere un lavoro, un posto dove vivere, una famiglia e dei bambini.

Se una persona poteva dare un tetto e del cibo alla sua famiglia allora era felice. Non voleva nulla tranne questo. Se aveva un vestito in più rispetto a quello di tutti giorni era una cosa fantastica! E poi sono giunti a interi guardaroba che prima era piccole dimensioni. Ed adesso tutti hanno una stanza dedicata a se stessi nell’appartamento con un proprio armadio. Ma anche questo non è abbastanza; Abbiamo bisogno di una cabina armadio per i nostri vestiti!

Abbiamo raggiunto la saturazione ma siamo ancora coinvolti nei consumi. Le nostre vite sono diventate una corsa. Dove troviamo piacere? Io vivo in un’area dove la popolazione appartiene ad una forte classe media. Alle sette del mattino il mio vicino corre verso la sua macchina con un bimbo in una mano e una tazza di caffè nell’altra. Mette giù il caffè, sistema il bimbo e lo porta al nido e poi va al lavoro.

Non torna a casa prima delle otto o nove della sera. Quando sente la felicità? Forse il giorno della settimana in cui esce con gli amici? O quella volta all’anno in cui si fa una settimana di vacanza all’estero? Dov’è veramente il piacere? Egli guarda le altre persone e dice: “Tutti fanno questo e quindi lo faccio anch’io”.

Domanda: Allora non c’è felicità nel mondo?

Risposta: La felicità, nella “Vanità delle vanità” (Ecclesiaste 1:2), è la dazione agli altri! Se diamo gli uni agli altri e costruiamo una vita dove tutti sono connessi in un modo positivo alla società allora ci realizziamo gli uni con gli altri, non con le cose ma con la felicità. Al momento voglio avere la sensazione della felicità attraverso l’acquisizione di un oggetto che ho comprato e di cui poi godo. Quanto posso guardarlo e goderne?

La felicità deve essere rinnovata continuamente. La felicità per una nuova macchina dura per un mese, per una casa per un anno. Come posso organizzare la vita in modo che il mio desiderio di essere felice tutto il tempo sia sempre rinnovato e che il suo rifornimento sia sempre nuovo? E’ quel che succede quando ci si sveglia tutti i giorni come un bimbo con gli occhi ben spalancati!

Durante l’infanzia vivevo in una casa con un grosso cortile. Nel cortile crescevano alberi e fiori; avevamo un cane. La sera già immaginavo a quando sarei saltato fuori dal letto il mattino correndo in cortile per incontrare gli amici. Voglio vivere con questo tipo di umore!

Domanda: Nel libro dell’Ecclesiaste di Re Salomone c’è una stessa frase ripetuta due volte “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.” (Ecclesiaste 1:9). Questa è una scoperta molto triste.

Risposta: Se vuoi solo godere del mondo allora ottieni solo futilità.

Domanda: E’ davvero necessario arrivare allo stato di assoluta mancanza di piacere per capire la necessità del rinnovamento? Non si può ottenere piacere sia dalle cose che dalla connessione con le persone?

Risposta: Una non interferisce con l’altra, ma io non penso che una persona possa stare in due mondi. Se sei diviso in due, allora nessuno dei due desideri sarà ritenuto completamente soddisfatto. Alla fine dobbiamo mostrare a noi stessi ed agli altri dove si trova la vera sorgente della felicità. Il rinnovamento delle relazioni tra di noi ci porterà un sentimento di felicità e questo sarà sempre un identico soffio vitale che gonfierà le nostre vele nel progresso verso stati migliori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 23.05.13

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Responsabilità, la Luce, e le previsioni dei Profeti

Dr. Michael LaitmanDomanda: Da un lato, dobbiamo sentirci responsabili per l’antisemitismo in tutto il mondo e per tutti gli eventi cattivi che succedono perché non stiamo adempiendo il nostro ruolo.

Dall’altro lato, dobbiamo riferire questi problemi solo al Creatore perché “non vi è nessun altro oltre a Lui.” Per me, c’è molta confusione. Non so come relazionarsi correttamente a questa situazione.

Risposta: Da “non vi è nessun altro tranne Lui,” capiamo che tutti i problemi vengono da Lui. Chi gli dà forma? Il Creatore. Però perché Lui lo fa? Perché Lui deve portarci a uno stato di correzione completo (Gmar Tikkun). Perché ci manda i guai e li rende così terribili? Perché non abbiamo raggiunto la somiglianza delle proprietà con Lui al grado che possiamo considerare i suoi atti come atti di benevolenza.

Salvo che uno raggiunga la rivelazione, uno non è in grado di comprendere l’intero quadro. Applicando gli sforzi senza rendersene conto dell’essenza del perché esattamente ci stiamo sforzando, portiamo anche più piacere al Creatore. Dobbiamo accettare questo stato di cose.

A questo proposito ci sono alcuni aspetti che devono essere considerati. Con ogni mezzo, il Creatore organizza tutto secondo il programma che Lui ha pianificato prima e attraverso il quale Lui vuole portarci all’unità e fare la nostra connessione simile alla Luce Superiore. Per questo, tutti i frammenti frantumati della creazione devono essere riconnessi e dare reciprocamente, realizzando così la somiglianza con la natura di dazione della Luce.

Questo è il modo in cui tutti i 600 000 frammenti devono riunirsi in modo che la forma di dazione reciproca fra loro diventerà simile alla Luce che li riempie. Infatti è la Luce che li soddisfa. Non c’è altra Luce! C’è solo la proprietà di dazione e amore.

Quando correggiamo noi stessi e ci relazioniamo gli uni agli altri con amore e dazione, la Luce riempie il nostro vaso, Kli. Non ci sarà mai altro oltre ad essa! Costruiremo questo tipo di rapporti tra noi con l’aiuto del Creatore, la Luce che ritorna.

Allora, significa che riceviamo energia da Sopra che ci permette di connetterci reciprocamente nella misura del nostro bisogno di connetterci; infatti la nostra unità è la Luce che ci riempie. Non abbiamo bisogno di niente altro oltre ad essa, la connessione globale che costruiamo è il Creatore.

Noi siamo quelli che “fanno il Creatore!” Siamo noi che dobbiamo rifornire tutti gli stati che attraversiamo. Qualsiasi altra cosa che ci succede è una rivelazione della frantumazione.

Questo spiega perché i profeti scrivono delle cose che stanno per accadere prima della fine della correzione. Descrivono le guerre, i massacri, e altri eventi terribili perché loro hanno visto il vaso generale, il desiderio, come completamente frantumato da cima a fondo. In ciascuno degli strati, essi predissero ciò che sarebbe potuto accadere. Hanno percepito il futuro perché erano coscienti dei rapporti terribili fra gli elementi del vaso rotto.

Tuttavia, le loro previsioni si avvereranno solo se non correggiamo il male che si sta gradualmente rivelando in noi. Il male si è rivelato in accordo con la nostra disponibilità a correggerlo. Quando siamo pronti, attraversiamo il processo di rivelazione del male in noi con gioia, come ha scritto Baal HaSulam: “Sono felice di vedere i peccatori emergenti.”
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Dalla quinta parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 19.11.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Chi è un Kabbalista?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché i Kabbalisti sostengono che la saggezza della Kabbalah sia una scienza, il che significa che si tratta di uno studio basato su fatti e rilevazioni?

Risposta: Un Kabbalista non cambia le condizioni esterne come fa uno scienziato, ma piuttosto cambia le sue qualità interiori e studia i cambiamenti che internamente avvengono circa la percezione del mondo.

Uno scienziato studia la natura inanimata, vegetativa ed animata, mentre un Kabbalista studia la natura al livello dell’essere umano, Adamo, che deriva dalla parola Ebraica “Domeh” – assomigliare al Creatore, come è detto che il Creatore ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza.

Perciò, quando studiamo l’uomo come ci suggerisce la saggezza della Kabbalah, impariamo a conoscere il Creatore studiando noi stessi, e di conseguenza cambiamo noi stessi finché non diventiamo come Lui.

In questo modo conseguiamo il pensiero, il progetto e lo scopo finale della creazione ed il mondo diventa più chiaro e gestibile…
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