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Sono già stanchi di aspettarci al secondo piano, Parte 1

Dr. Michael LaitmanNoi siamo il risultato della frantumazione che ha lasciato questa rottura tra di noi in base alla quale nessuno percepisce gli altri, sebbene tutta l’umanità sia parte dell’anima di tutti. Nessuno riesce ad immaginare che siamo una sola anima e che dobbiamo correggere i rapporti tra noi in modo tale che non ci sia alcuna differenza tra il modo in cui un uomo percepisce se stesso ed il modo in cui percepisce gli altri.

Inoltre dobbiamo raggiungere “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dovrei amare gli altri più quanto ami me stesso proprio come adesso mi amo mettendomi in luce tra gli altri. Ciò significa che devo ascendere completamente al di sopra del mio desiderio di ricevere e vedere la vera realtà nel suo complesso.

Continuiamo a fallire in questo compito, e così ci dobbiamo continuamente aiutare e spronare a vicenda. Un uomo non può risvegliare se stesso; solamente gli amici possono risvegliarlo alla connessione.

La connessione deve essere completa, ed è da questa connessione completa che conosciamo e conseguiamo le qualità del Creatore. Questo perché non potremo mai conoscere l’attuale fenomeno che sta avvenendo nei nostri vasi, ma solamente le impressioni e le sensazioni che un certo fenomeno richiama in noi e nei vasi che abbiamo adesso.

L’anima è piena di Luce, tuttavia noi non percepiamo la Luce effettiva ma la reazione del vaso verso di essa, l’impressione che il vaso ne ha. E’ proprio come funzionano gli strumenti nel nostro mondo: la manopola di uno strumento si muove e lo strumento risponde all’effetto di una certa forza. Noi identifichiamo e vediamo le sue reazioni e le attribuiamo alla forza che opera nello strumento.

Non percepiamo la forza effettiva, ma solamente la risposta dello strumento ad un certa e sconosciuta influenza. Questo è il modo in cui scopriamo il Creatore, attraverso la sensazione e l’impressione del vaso rispetto alla Sua presenza. Ciò significa che il riempimento del vaso è fatto ancora di vasi, di lettere, in aggiunta all’iniziale HaVaYaH.

Queste lettere aggiuntive sono come un codice, una chiave che rappresenta ogni riempimento del vaso. E’ come se ci fosse una manopola che si muove nel vaso o dei numeri sul contatore. Ciò significa che non possiamo mai percepire la Luce in se stessa, ma percepiamo e ci accorgiamo dei cambiamenti che la Luce compie su di noi.

Misuriamo questi cambiamenti, li percepiamo e li contiamo e allora chiamiamo Luce questi cambiamenti. Non abbiamo alcun accesso alla Luce in se stessa poiché la Luce è già l’effettiva forza superiore.

Perciò, dovremmo capire che la rivelazione del Creatore è un certo tipo di vaso, l’impressione nel vaso. Dobbiamo studiare e rivelare come il vaso dovrebbe essere colpito e come dovrebbe rispondere, come si deve preparare in modo da essere sufficientemente sensibile e pronto per la rivelazione della Luce Superiore in esso.

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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2014, Gli scritti del Rabash

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Dr. Michael LaitmanCi sono molti gruppi che parlano dell’amore e della connessione. Le relazioni tra una persona e la società o tra una persona ed il Creatore determina il carattere della società, dello sviluppo, delle divisioni, della religione e delle tendenze.

Ce ne sono molte di connessioni di questo genere, ma noi le dividiamo in due: in base ai bisogni ed in base al desiderio di una persona di arrivare al Creatore, un desiderio che non gli dà pace, e che lo costringe a cercare un solo obbiettivo nella vita, a cercare la forza superiore, la ragione per cui si vive, il significato della vita, a “chi porto il piacere”. Una persona che agisce così deve raggiungere la radice, la fonte della sua esistenza.

Questa è la prima condizione in base alle quale una persona è inserita in un gruppo di Kabbalisti. Non verifichiamo questa qualità in tutte le persone che si uniscono al gruppo ricorrendo a degli strumenti speciali, ma se una persona non ha la scintilla della ricerca del Creatore, l’inclinazione, la passione, la fame interiore, allora non appartiene al gruppo e alla fine lo lascerà. Questo può succedere anche dopo 10-15 anni di studio.

Questi anni studio non sono di certo facilmente cancellati dalla sua vita, perché questa persona ha fatto del lavoro durante questo periodo di tempo, il che fa parte della correzione della sua anima, ma noi rimaniamo solamente con le persone nelle quali esiste la scintilla che li obbliga a raggiungere la rivelazione della forza superiore, poiché questa è la sola cosa che vogliamo.

Questa è la sola e principale ragione per essere nel gruppo e tutto il resto è solamente un mezzo per conseguire questo obbiettivo. Essi accettano gradualmente questi mezzi ma non lo fanno immediatamente; avviene passo per passo, come parte di una lotta interiore ed essi non sono certamente pronti ad accattarli in un colpo solo. Questo perché tutti i mezzi per la rivelazione del Creatore funzionano contro il nostro desiderio, contro le nostre qualità naturali, contro le nostre abitudini, e contro la nostra educazione, poiché sono tutti anti-egoistici.

Ci vuole dunque tempo affinché una persona finalmente comprenda e senta che il primo conseguimento del Creatore avviene nel vaso spirituale collettivo, nella connessione tra di noi che ci costringe a connetterci con tutta la realtà.

Tutta la realtà al livello inanimato, vegetativo, animato e parlante della natura si trova dentro l’uomo, nella connessione tra gli uomini, e soprattutto nella connessione tra gli amici di un gruppo. Solamente nel gruppo una persona viene ricompensata con il libero arbitrio e con la libera scelta di rendere o meno la connessione più forte, al fine di connettersi con il gruppo. In questo modo l’uomo crea un posto per la rivelazione del Creatore.

Questo è il solo modo in cui funziona: una persona sale dal suo piano terra, che è sulla “terra” (sul suo desiderio di ricevere) al primo piano, alla correzione dei suoi desideri. Da lì, insieme agli amici, egli corregge la connessione tra loro, e sale al secondo piano, alla rivelazione del Creatore che viene rivelato come Colui che dimora nel vaso collettivo chiamato Shechina.

In questo modo una persona raggiunge lo scopo che desiderava dall’inizio, non sapendo cos’è che esattamente lo ha attirato e come appagare questo desiderio non chiaro. Percorre questa lunga strada per arrivare a questo traguardo che egli ha inconsciamente sentito essere la sola cosa di cui ha bisogno nella vita.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  6.06.2013, Gli Scritti del Rabash

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Non abbiate paura di iniziare una nuova vita nell’ Anno Nuovo!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come puo’ una persona iniziare finalmente una nuova vita, nel gennaio del 2015, una vita che rimandiamo anno dopo anno?

Risposta: Abbiamo il nostro canale televisivo che sosteniamo con i nostri soldi, senza ricevere aiuto da altre fonti. Consiglio vivamente che in questo nuovo anno, tutti siano sintonizzati su Canale 66 [israeliano] e iniziare a guardarlo e ascoltarlo.

In questo modo, gradualmente entrerete in un nuovo mondo. Scoprirete come invertire la vostra vita in una che sarà più sicura, più gentile, più dolce, e comincerete a capire dove esistete. Se inizierete a impegnarvi in uno studio serio, allora veramente sarete in grado di raggiungere nuove vette. E’ possibile per ciascuno di noi realizzarla.

In molte città abbiamo sedi del Bnei Baruch Education Center, che prevede corsi di Kabbalah per tutti coloro che gli vogliono. Attraverso Internet, è possibile studiare virtualmente e connettersi con gli altri. Organizziamo anche incontri, convegni e conferenze qui e in ogni parte del mondo.

Commento: Ti preghiamo di darci consigli su come raggiungere la felicità nel 2015.

Risposta: Creando un legame tra di noi. Iniziamo a conoscere ciò di cui parla la saggezza della Kabbalah. E’ la più antica saggezza che ci arriva da Babilonia. Il suo fondatore, Abramo ha creato la Nazione Ebraica unendo persone intorno alla saggezza della Kabbalah. Questa saggezza chiarisce il fondamento e le linee generali della natura umana.

Leggete il mio articolo “Chi sei Popolo di Israele? “, pubblicato nel The New York Times il 20 settembre 2014. L’articolo affronta le fonti dell’antisemitismo, ciò che sta accadendo oggi nel mondo, da dove siamo da, etc. Iniziate a leggere questi piccoli pezzi.

Quando sarete pronti, vi aspetterò nel nostro centro di Petach Tikva, dove io do lezioni per i principianti. Potrebbe essere che ci incontreremo in un’altra città, dal momento che abbiamo molti studenti in tutto Israele.

Iniziamo a conoscerci, facciamolo, e nonostante i risultati delle elezioni, l’anno 2015 e gli anni successivi saranno anni di pace e di bene.

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Da Kab.TV “L’Anno Nuovo” 25.12.2014

Di cosa parla lo Studio delle dieci Sefirot

Dr. LaitmanDomanda: Adesso stiamo studiando Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), Parte 2, “La connessione tra l’abilità e l’intenzione“. Non riesco a concentrarmi e a relazionare questo con me stesso e a capirlo.

Risposta: Siamo desiderio di ricevere piacere, e l’intelletto si sviluppa solamente per servire il desiderio. Quindi, finché non hai cominciato a sentire dentro di te ciò che è descritto, non puoi utilizzare questi parametri del desiderio. Sarà possibile utilizzarlo e con quale intenzione?

Ma ci sono le persone che hanno la capacità di imparare, non dentro se stesse, nel desiderio, ma costruendo un modello in mente. Esse imparano il Talmud “teoricamente” senza utilizzarlo su se stesse. Purtroppo, è così che tutti imparano oggi!

Ma la Torà specificatamente richiede apprendimento “pratico” (sensoriale, all’interno del desiderio) ad esempio, su noi stessi, sul nostro desiderio. E finché non sarà così, finché non passerai attraverso questo stato nella sensazione, non capirai quello che il Talmud dice.
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Dr. Michael LaitmanDomanda: In quale modo si sta studiando la saggezza della Kabbalah diversa dalla saggezza di connessione?

Risposta: Possiamo parlare alla gente che viene a studiare la saggezza della Kabbalah della Luce di fede, Luce di dazione, del sacrificio di sé, della fede oltre la ragione, di salire oltre la nostra natura egoistica e di respingere la nostra natura, attraversando tutti gli stati della frantumazione.

D’altra parte, quando presentiamo la saggezza della Kabbalah al pubblico, non possiamo avvicinarci parlando di queste idee e concetti. Possiamo dirgli solo quello che può essere rivelato ai vasi di ricezione. Significa che diciamo loro che c’è un metodo che ci permette di ricevere piacere, riempiendo se stessi tramite la connessione con gli altri.

In natura c’è una forza superiore o una forza interiore che ci permette di connetterci e con questo potere di connessione che abbiamo ricevuto, di correggere tutti i problemi. Se vuoi correggere la connessione con i tuoi figli, puoi fare un workshop in cerchio con loro. Scoprirete la forza della connessione e l’unità tra di voi che cambierà e risolverà tutto.

Quando si rivela la forza di connessione, c’è una correzione immediata. Non posso generare questa forza all’interno del nostro cerchio durante il workshop e con quella riparare la mia lavatrice, ma tenendo il workshop, la tua lavatrice non si rompe più se questa dovrebbe essere la tua correzione.

Dobbiamo capire che solo la forza che si rivela nella connessione riparerà tutto. Pertanto, dobbiamo essere in ogni luogo e tenere dibattiti intorno alle tavole rotonde, e dovunque facciamo quello, si sarà corretta la situazione. Così, insegniamo alla gente a evitare problemi, a trovare una benedizione, fortuna.
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Dalla seconda parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 12.06.2014, Scritti del Baal HaSulam

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Scelti per servire il Creatore e le Creature

Dr. Michael LaitmanL’intero grande Kli dell’anima è stato rotto in diversi frammenti, e tra questi ci sono alcuni Kelim (Vasi) puri che sono vicini alle caratteristiche della Luce Superiore. E’ molto facile svegliarli e così quando Abramo li ha chiamati, loro si sono svegliati subito, si sono alzati e l’hanno seguito lasciando Babilonia.

Questa è Israele, che sembra solo la parte più egoista del mondo, perchè ha già attraversato il sentiero dello sviluppo spirituale. Ma essenzialmente, questo è un Kli (vaso) molto raffinato che appartiene ai Kelim di Galgalta ve Eynaim (GE).

Tutto quello che rimane del Kli collettivo appartiene alle nazioni del mondo, e proprio attraverso la loro correzione, otteniamo l’Ohr Hochma (Luce della Saggezza). Essi sono il fine della creazione, metre Israele agisce solo per aiutare verso questa realizzazione, nel ruolo di un adattatore, come un canale.

Domanda: Ne segue forse che il Creatore ha scelto questi Kelim raffinati come dei sacrifici?

Risposta: Da un certo punto di vista noi siamo dei sacrifici, ma d’altra parte Israele è una nazione unica che deve servire tutte le altre. Tutto dipende da come accettiamo questa onorevole missione: Pensi e ricevi il tuo servizio al Creatore ed al mondo come un merito considerevole oppure come una punizione?

Tu sei venuto in questo mondo per servire tutte le nazioni del mondo e attraverso questo servire il Creatore. Questi sono dei vasi (Kelim) raffinati che sono svegliati prima e che sono pronti per connettersi. Essi hanno la preparazione per la correzione per via del fatto che hanno il “merito degli antenati”, ovvero che sono già transitati attraverso gli stati spirituali che sono latenti dentro di loro in una forma nascosta e che possono essere svegliati di nuovo.

Tutto questo è fatto per essere una luce per le nazioni, in modo tale che dentro di loro si realizzi il Pensiero della Creazione. Il fine è raggiungere tutti i Kelim più pesanti. Costoro sono detti “le persone scelte” perché hanno un ruolo unico.

Israele è nel servizio al Creatore ed alle creature, e noi siamo nel mezzo come un canale, come un tubo. E’ essenziale accettare questa missione quando è necessario, atrimenti sarai sempre obbligato da Sopra. Non c’è ragione di contrastare il piano della creazione; più rapidamente Israele capirà che questo deve essere realizzato, più sarà grande il beneficio per noi e per gli altri con una riduzione della sofferenza.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.05.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Ricevo secondo la mia equivalenza di forma

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 46: Ma i Kelim, chiamati KHBTM in ciascuno dei mondi inferiori – Beria, Yetzirà, Assiyà – non sono considerati Divinità, ma sono piuttosto le coperture che nascondono la Luce dell’Infinito internamente e razionano una certa quantità di luce ai riceventi. Ciascuno di loro riceverà solo in funzione del livello della sua purezza.

È come se sono accanto a qualche tubo che passa e ricevo la luce attraverso di esso solo in funzione del livello della mia purezza, secondo la mia equivalenza della forma. Supponiamo che io sono nel mondo di Assiya. Nel complesso, l’intera scala dei mondi è riempita con la Luce dell’Infinito, ma ogni volta, il sistema si stabilizza in merito a colui che riceve e gli dà Luce secondo l’attributo della dazione.

Così, ricevo la mia Luce privata che soddisfa il mio desiderio e secondo il livello della mia correzione, il mio Masach (schermo). Ricevo secondo la mia equivalenza di forma con la Luce.

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Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.02.2014 , Scritti di Baal HaSulam

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Un desiderio tempestoso verso la luce

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” (Kedoshim), 19:27: Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né deturperai ai lati la tua barba.

I capelli simboleggiano le vie della Luce di Hochma diffusa da un’unità speciale del mondo di Atzilut, dal Partzuf di Arich Anpin. Noi dovremmo aggiungere costantemente il desiderio di ascendere a questo sistema.

La parola “Se’arot”(capelli) deriva dalla parola ebraica “Sauer“(tempesta), il che significa l’entusiasmo e l’eccitamento del proprio desiderio. Perciò dobbiamo sempre cercare di mantenere un certo livello di tensione, di anelito per il flusso della Luce di Hochma, e allora lui scenderà.

E’ detto: “Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né deturperai ai lati la tua barba” soprattutto i capelli che scendono al di sopra della barba. Il punto è che distinguiamo tra 13 parti della barba nel lavoro spirituale, ciascuna delle quali richiede una correzione speciale poiché c’è una graduale discesa della Luce Superiore ai utenti inferiori, alle nostre anime.

La Luce di Hochma, che scorre apparentemente in un sistema di diminuzione, è come una centrale elettrica e diverse sottostazioni di trasformatori nel nostro mondo, che gradualmente cambiano l’alta tensione da diciamo 50.000 volt a 220 volt o a 115 volt. Pertanto, è necessario controllare costantemente questo processo al fine di mantenere il tuo desiderio in sospinse in quanto la discesa della luce dipende da quello.

Oggi ci sono molti sistemi di collegamento come contatori che determinano il consumo di energia elettrica durante le diverse ore lungo il giorno. Un piccolo computer è installato per calcolare il consumo di energia elettrica, e nella stazione di alimentazione sanno quanti chilowatt consumate in un certo momento durante il giorno o della notte. Ciò significa che siete collegati alla centrale elettrica.

Nel lavoro spirituale vi è un collegamento simile con la fonte della luce. È necessario concentrare i vostri desideri in modo che grazie a loro la luce verrà estratta dalla sorgente e scenderà verso il basso. Fino a quando i vostri desideri per la luce non raggiungono la fonte, questa non inizierà a produrre l’energia ed essere concentrata su di voi.

Si tratta di un’azione chiamata “Se’arot” quando si soffre nel volere che la Luce della correzione scenda su di voi e vi permetta di lavorare al fine di dare.

Commento: Nonostante la mancanza di comprensione di questi processi interni, una persona anela ancora nel tenerli a livello corporeo. Le persone religiose, per esempio, mantengono questi comandamenti almeno esternamente.

Risposta: Non dobbiamo fare analogie tra i due mondi. Noi siamo quello che siamo e dobbiamo esistere proprio nel livello in cui siamo nati.

In primo luogo, dobbiamo pensare a come assomigliare alla nostra figura spirituale, mentre l’esternalità è un concetto relativo.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 9.04.2014

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Un volo nello spazio interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come può una persona capire la grandezza del Creatore e la Sua provvidenza?

Risposta: L’intero scopo della creazione è la rivelazione del Creatore agli esseri creati al fine di far loro diventare buoni. Il Creatore fa gli esseri creati buoni rivelandosi a loro e riempiendoli. Il Creatore è rivestito nella creazione, il che significa che la Luce di Hochma è rivestita nella luce di Hassadim.

Ma come sappiamo di avanzare verso la rivelazione del Creatore? Con quale attributi dobbiamo cercarlo e in quale direzione dobbiamo avanzare? Come possiamo assicurarci di non allontanarci dalla retta via? Dobbiamo avere dei punti fermi per farlo. Se fossi nello spazio non sapendo dove mi trovo, vorrei trovare la mia via guardando secondo le stelle.

E’ lo stesso nel lavoro spirituale. Non possiamo dire nulla rispetto a ogni fenomeno, risultato, forza, o attributo se non la misuriamo in relazione a qualcosa. E’ importante essere sicuri in relazione a ciò che misuriamo.

Ad esempio, valutiamo il comportamento degli animali che divorano l’un l’altro e sembrano molto crudeli a noi. Ma il punto è che li valutiamo erroneamente, in relazione ai sentimenti umani. Questo è il motivo per cui arriviamo a conclusioni sbagliate. È lo stesso in relazione a qualsiasi fenomeno.

Il problema è come noi dovremmo valutare ogni fenomeno. Questo è importante sia nella spiritualità che nel nostro mondo, e al fine di valutare i fenomeni, usiamo strumenti come le bussole, misure, e unità specifiche per misurare le distanze, il peso, e le diverse frequenze. L’umanità ha creato questi sistemi di misura per determinare e misurare fenomeni differenti.

Prima dell’invenzione dei sistemi di misurazione, era molto difficile per le persone comunicare. Se volevo scambiare i miei polli per il vostro asino era difficile misurare quanti polli valevano quel asino. Oggi abbiamo i soldi per questo.

La crescente precisione di misure diverse ci permette di misurare diversi attributi. Questo è esattamente il modo in cui educare un bambino, insegnandogli come vedere se stesso rispetto all’ambiente, al fine di avere il giusto orientamento per quanto riguarda lo spazio, i mobili nella stanza, i suoi genitori, altri bambini, e se stesso.

Quando entriamo nel mondo spirituale, non abbiamo i mezzi con cui sentirlo. Questo perché ci manca uno standard e non sappiamo in che modo dobbiamo cambiare noi stessi e cosa dovremmo fare con le nostre caratteristiche.

Pertanto, è impossibile esistere soltanto con la forza positiva, quindi dobbiamo utilizzare due forze insieme. Questa è la ragione per cui c’è sempre la luce e il buio. È impossibile vedere nulla in contrasto solo con la luce e non è possibile vedere nulla al buio. L’unico modo per vedere qualcosa è nel contrasto tra la luce e il buio. Questo principio vale in ogni aspetto.

Proprio come un bambino piccolo comincia a riconoscere e differenziare le caratteristiche del suo ambiente più vicino e impara gradualmente come stabilire sempre più ampie connessioni fino a che non conosce tutta l’umanità, così anche noi dobbiamo stabilire connessioni tra di noi nel gruppo per cominciare a conoscere il mondo spirituale.

È impossibile fare questo in qualsiasi altro modo. Il Creatore si rivela nel gruppo, nei rapporti tra di noi. Se i nostri rapporti sono egoisti, non esiste uno standard di misura in quanto c’è solo una forza che lavora, che è un aiuto contro di noi. Abbiamo bisogno anche della forza opposta. Quando io sviluppo la forza della dazione e comincio adoperarla contro la forza della ricezione, posso cominciare a girare e gestire me stesso e misurare la deviazione.

Secondo la saggezza della Kabbalah, come in qualsiasi altra scienza, la cosa principale è la misura: NRNHY, KHB ZON, Partzufim, livelli, Hassadim e Hochma. E’ tutto basato su misurazioni, qui si confrontano cose diverse e così vengono scoperti nuovi fenomeni.

E’ scritto: “Non ti farai altri dèi”, il che significa che volutamente appaiono diverse forme davanti a noi in modo che saremo in grado di misurarli e costruire il Creatore in relazione ad essi.

Quando la Luce di Ein Sof (Infinito) riempie Malchut di Ein Sof essa non lascia ombra al suo interno e tutto è completamente riempito con la luce bianca. Questo è solo grazie al fatto che la fase quattro, che diventa grossolana, appare al suo interno e vede se stesso opposto alla luce. Da questa opposizione, noi possiamo cominciare a misurare le cose.

Quindi non possiamo gestirla senza “altri dei” anche se sono fittizi e bugiardi e non esistono realmente. Ma abbiamo bisogno di loro, al fine di misurare le cose confrontandoli. Così è come il Creatore gioca con noi. Questa è la ragione per cui ha creato l’inclinazione al male e la Torah come una spezia, “dal momento che la luce in essa li riforma.”

Così noi abbiamo 613 desideri e in oposizione a loro ci sono 613 luci con cui acquisiamo i nostri sensi. Se ci sono 613 luci che riempiono 613 desideri, abbiamo 613 elementi con cui misurare. Siamo in grado di valutare e chiarire molti concetti vicini e lontani per quanto riguarda ogni desiderio e la luce al suo interno. Siamo in grado di scoprire in quale direzione esse operano, in direzione di Hassadim o di Hochma, dazione o ricezione.

Ne risulta che dopo aver corretto il nostro desiderio con l’intenzione al fine di dare, secondo il principio di “il vantaggio della luce dalle tenebre,” abbiamo la possibilità di conoscere il Creatore, la Luce di Ein Sof. Gli altri Dei derivano dal Creatore, in modo che potremmo conoscerli e stabilizzare noi stessi usandoli. Senza di loro, non c’è un modo in cui possiamo conoscere la forza superiore, Colui che è “non c’è nessun altro all’infuori di Lui.”

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Dalla 1 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 09.12.2014, Shamati # 15

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Reinstallare te stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che i Maccabei combattevano per un approccio altruistico spirituale per il bene del mondo e per il bene della persona al suo interno. Come esattamente è collegata la realtà spirituale ai rapporti tra me e le altre persone?

Risposta: Si definisce nel principio di: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. La persona arriva ad una percezione della realtà esterna in cui lui comincia a posizionare l’altro sopra se stesso. E questa è la differenza tra l’approccio degli ebrei e l’approccio dei greci. Questo è ciò per cui i Maccabei stavano combattendo.
Ebbene oggi, l’approccio egoistico è tipico di tutti, compresi gli ebrei.

Domanda: Come vengono collegati questi due approcci al rapporto con il Creatore, se in principio qui si sta parlando di relazioni tra le persone?

Risposta: Io cerco di andare fuori dal mio ego, fuori dai miei interessi personali, verso gli altri. Noi costruiamo relazioni come queste in un gruppo in cui gli amici diventano ai miei occhi più importanti di me a me stesso.

Tutti nel nostro gruppo vogliono raggiungere la percezione di una realtà superiore, ma per questo bisogna andare oltre i limiti dei nostri cinque sensi corporei, innalzandoci sopra di loro. E ci innalziamo quando abbiamo posto un nuovo senso basato sulla dazione al di sopra della nostra percezione egoistica, in amore verso gli altri.

I Kabbalisti hanno descritto questo lavoro in una forma molto precisa e chiara. E se agiamo in questa forma, allora tra noi scopriamo qualche tipo di forza altruistica che ci circonda e ci avvolge. In precedenza ha eluso la nostra percezione, mentre ora sentiamo che dobbiamo scoprirla e sentirla.

Per questo devo diventare come lei, acquisendo un potere simile di dazione e di amore. Solo nel livello dei cambiamenti interiori come questi posso sentire la forza superiore che abita al di fuori. In caso contrario, semplicemente non posso assorbirla, io sono cieco ad essa.

Prima siamo nati come “greci,” ognuno si concentra su se stesso. Questo è assolutamente naturale, non potrebbe essere altrimenti. Si dice: “… l’immaginazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza” (Genesi 8:21) e in seguito, si dice: “Ho creato l’inclinazione al male” (Kiddushin 30b). In altre parole, è particolarmente la creatura, l’ego, l’inclinazione al male, che domina ogni persona.

La saggezza della Kabbalah dice che è necessario superare la propria essenza, per trasformare l’ego, e invece di odiare l’altro, amarlo.

Domanda: Per chi è progettato questo “aggiornamento del sistema operativo”? E’ solo per gli ebrei o per tutti?

Risposta: E’ per tutti. Ognuno è pronto per questo se ha l’inclinazione e la guida appropriata per questo. E gradualmente, con lo sviluppo generale dell’umanità, raggiungeremo un momento in cui questa inclinazione sarà risvegliata in tanti. Ognuno può, e in ultima analisi, ognuno sarà costretto ad “aggiornarsi”. A partire dalla fase attuale, per diverse generazioni, tutti arriveranno a questo.

Domanda: Supponiamo che una persona, nel suo lavoro su se stesso riesce a creare un cambiamento interiore come questo. Che cosa ottiene da questo?

Risposta: Acquisisce la vita in un altro mondo dove dimora solo il potere della Luce, cioè il potere della dazione e non la potenza della ricezione. La persona si identifica con essa e si ritrova in un mondo dove tutto è buono. Non c’è più concorrenza; non c’è male, ma solo eternità e perfezione.

Questo è ciò che acquisiamo quando cambiamo noi stessi, ci innalziamo sopra la vita e la morte, sopra il male verso il bene.

Questo “aggiornamento” non è realizzato da una persona esterna, non è attraverso un “click” su alcuni supercomputer; anzi, noi stessi ci portiamo fuori da questo. Faccio tutto da solo, consapevolmente e deliberatamente, e così sento e acquisisco l’intera realtà della creazione.

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Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 14.12.2014

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