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Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
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Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

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Annullare i nostri desideri egoistici

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 16:26): “E lui parlò alla congregazione dicendo: ‘Vi prego, allontanate dalle tende questi uomini malvagi e non toccate nulla che sia loro, per timore di essere spazzati via con tutti i loro peccati’”.

Mosè chiede alla comunità di non rimanere nei loro desideri esistenti perché non possono essere corretti in base al principio che Korach suggerisce. Per loro adesso la correzione è solo la morte. Quando saranno morti, questi desideri non interferiranno con i tentativi della nazione di essere corretta e non spingeranno indietro la nazione. Saranno semplicemente annullati e non li si sentiranno.

Pertanto, il virus dei desideri egoistici non deve nemmeno avvicinarsi alla congregazione, poiché dopo i grandi desideri di ricevere che vogliono essere corretti con l’intenzione di al fine di dare non possono arrivare delle caratteristiche più piccole, ovvero, centinaia di migliaia di persone.

Dalla Torah (Numeri, 16:27-30): “Quindi loro si alzarono dalla dimora di Korach, Dathan e Abiram, da ogni parte; Dathan e Abiram uscirono e si fermarono davanti alla porta delle loro tende con le loro mogli, i loro figli ei loro piccoli. E Mosè disse: ‘Con questo voi conoscerete che il Signore mi ha mandato a fare tutte queste cose e che io non le ho fatte dalla mia propria mente. Se queste persone moriranno di morte comune a tutti gli uomini e saranno visitati dopo la visita di tutti gli uomini, allora non è estato il Signore a mandarmi. Ma se il Signore fa una cosa nuova, e la terra aprirà la bocca e li ingoierà con tutto ciò che appartiene a loro, e scenderanno vivi nella fossa, allora riconoscerete che questi uomini hanno disprezzato il Signore'”.

In quel momento c’è la rivelazione dell’ego sotto l’influenza della Luce Superiore. La Luce rivela che le caratteristiche che Korach voleva correggere non possono essere corrette: questo è ciò che tu desideri correggere e ciò che succede alle tue caratteristiche, il livello superiore ti influenza, ma non sei corretto in relazione ad esso e quindi la terra li ingoia, ovvero, la Luce che agisce in quel livello ti uccide.

Domanda: Perché Mosè dice al popolo: “Se queste persone moriranno di morte comune a tutti gli uomini e saranno visitati dopo la visita di tutti gli uomini, allora non è estato il Signore a mandarmi. Ma se il Signore fa una cosa nuova, e la terra aprirà la bocca e li ingoierà con tutto ciò che appartiene a loro, e scenderanno vivi nella fossa, allora riconoscerete che questi uomini hanno disprezzato il Signore”?

Risposta: Perché Mosè è la caratteristica superiore. Quando la Luce influenza le persone, rivela il loro ego, la loro limitazione, il loro fallimento, non a livello animale ma a livello della correzione dell’anima. Nel complesso la Torah non parla di corpi materiali ma utilizza solo le comparazioni allegoriche.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 20.05.2015

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Mosè o Korach?

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 16:15-17): “Mosè era estremamente angosciato e disse al Signore: ‘Non accettare la loro offerta. Io non ho preso un asino da nessuno di loro, e non ho fatto del male a nessuno di loro’. Mosè disse a Korach ‘Tu e tutta la tua congregazione dovreste essere davanti al vostro Signore, tu, loro e Aronne domani.

Ogni uomo prenda il suo incensiere e mettetevi dell’incenso, e lasciate che ogni uomo presenti il suo incensiere davanti al Signore; [ci saranno quindi] duecentocinquanta incensieri, e lasciate che tu e Aronne, ognuno di voi [prenda] il proprio incensiere’”.

Da una parte, Mosè dice al Creatore, non importa quello che portano “non accettare la loro offerta”, perché si rende conto che per raggiungere il confine della Terra di Israele l’uomo ha bisogno della caratteristica pura di Bina, della dazione.

Quando Malchut (i desideri egoistici) sono incorporati in Bina, anche se vi è un patto tra di loro, esiste ancora lo stato in cui questi desideri si ribellano e chiedono ciò che è loro.

Pertanto, ora lui vuole verificare le sue caratteristiche personali e in quale misura funzionano davvero con l’intenzione al fine di dare, fino a che punto il loro incenso sale verso l’alto pieno di profumo speciale di amore e di dazione o se ci sono ancora dentro dei carboni ardenti che vogliono ingoiare e bruciare tutto.

Offrire incenso è la caratteristica di MAN (preghiera), un test davanti al Creatore come se MAN fosse salita al livello superiore e si fondesse con esso, poiché il livello superiore è sempre chiamato il Creatore.

Se lo fanno, il popolo avanza, il che significa che offrono il loro metodo di ascesa e di conseguenza possono entrare direttamente nella Terra d’Israele, nonostante il Creatore avesse detto che avrebbero vagato nel deserto per quarant’anni e che sarebbero morti nel deserto.

Tuttavia, quando si compie l’offerta dell’incenso, diventa chiaro che nel popolo esistono ancora desideri egoistici e questi cadono e si perdono in loro. Pertanto, al fine di verificare da cosa realmente siamo guidati, sia che si tratti dell’ego o della dazione, dobbiamo offrire il nostro incenso al Creatore.

Domanda: E’ questo il modo con cui Mosè si esamina?

Risposta: Certo! Mosè è la nostra caratteristica più sublime, ma Korach e tutti coloro che si ribellano contro Mosè sono i desideri egoistici che gli dicono: “Tu stai seguendo la strada sbagliata”. Dobbiamo avanzare solo con il nostro desiderio altruistico.

Questo è il motivo per cui esaminiamo questi desideri dentro di noi. Se io credo che abbiano ragione (la linea di sinistra), dentro me cade Mosè, e se mi giro dall’altra parte, appaiono i desideri egoistici assoluti e dentro me risorge di nuovo Mosè.

Questo accade perché io alzo completamente tutte le mie caratteristiche al livello successivo chiamato “offrire l’incenso”. Il livello successivo mi mostra sia la caratteristica di Mosè che quella di Korach, e quale di loro è più preziosa rispetto all’altra per aiutarmi a salire.

Questo è il luogo in cui compaiono i componenti egoistici e altruistici del livello successivo, cos’è l’alleanza tra di loro e chi governerà, Mosè o Korach.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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Alla ricerca della correzione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 16:20-22): “Il Signore parlò a Mosè e Aronne dicendo: ‘Allontanatevi da questa comunità ed Io li annienterò all’istante’. Loro si gettarono con la faccia a terra e dissero: ‘Oh Dio, Dio degli spiriti di ogni vivente, se un solo uomo pecca, Tu ti adiri con tutta la comunità?’”.

Quando in una persona insorgono le caratteristiche opposte come Mosè e Korach, allora non c’è solo un desiderio di cancellarli per un periodo perché poi devono ancora essere corretti, ma c’è il desiderio di trovare il modo in cui possano essere corretti oggi.

Dato che sembrano opposti, inadatti all’uso con l’intenzione per il bene della dazione e dell’amore, nasce spontanea la domanda: È davvero possibile farne qualcosa senza doverli uccidere?

Mosè è la caratteristica della persona che si rammarica di avere ora così tanti desideri egoistici che possono essere presto corretti, moriranno, ma questi sono scagliati indietro e lui rimane con la sua caratteristica pura, la caratteristica di Bina (Intelligenza). Ma qual è la necessità per questo se non è connessa a Malchut (Regno), che richiede correzione?

Da una parte è bene se riveliamo le contraddizioni tra queste caratteristiche e l’impossibilità di usarle al momento, tuttavia dall’altra, vengono rigettate con forza! È possibile correggerle in qualche modo?

La caratteristica di Mosè dentro noi vuole realizzare la correzione il prima possibile. E siamo davvero in grado di farlo! Se ci connettiamo ora in una richiesta speciale e facciamo appello al Creatore, allora questa MAN (Mayin Nukvin, acque femminili) solleverà le Reshimot (Reminiscenze) e ci sarà la possibilità di correggerci in qualche modo. In linea di principio, la preghiera, ovvero il giusto desiderio, corregge tutto.

D’altro canto però, anche se non funzionasse, la ricerca stessa, il tentativo di indurre il Creatore a correggere queste caratteristiche, costituirebbe un’azione efficace mediante la quale molto può essere corretto.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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I dubbi sono il posto per l’avanzamento

Dr. Michael LaitmanCommento: Se osserviamo la Torah con superficialità, sembra che stia parlando solo di omicidi, sofferenze e lotta tra il bene e il male, e sento che stai giustificando continuamente tutti i ribelli: Miriam con Aronne, Korach con Israele.

Risposta: Queste caratteristiche sorgono costantemente dentro noi. Sulla via della correzione, la scoperta di tutte le caratteristiche egoistiche avviene ad un livello maggiore o inferiore.

Però ancora sono in conflitto tra loro per risvegliare una somiglianza ed un’equivalenza maggiori col Creatore, per attrarre desideri maggiori e un’intensità di ascesa maggiore.

Dopo tutto, l’ascesa avviene sia in base alla caratteristica del desiderio egoistico, la “linea di sinistra” che in base alla caratteristica altruistica, la “linea di destra”. Quindi, è necessario chiarire come ascendere nella “linea di mezzo” in modo da attrarre di più dalle due linee con la connessione tra loro.

Dove si trova la giusta connessione tra loro? Qui ci sono molte sottigliezze. Lo studiamo nel libro L’Albero della Vita dell’Ari e, in parte, nel libro Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle Dieci Sefirot) del Baal HaSulam.

Tuttavia, in generale, questo è un sistema multilivello molto complesso e quindi c’è posto per dubbi costanti, i quali appaiono in noi in modo intenzionale poiché proprio nel momento di questi dubbi, abbiamo la necessità di ascendere ancora di più al di sopra della caratteristica di ricevere verso la caratteristica di dazione.

Ogni dubbio rende possibile all’uomo di risolverlo con l’aiuto di un’ascesa al di sopra di questo. Per questo tutti i personaggi della Torah hanno contraddizioni e chiarimenti dato che, solo in questo modo, è possibile salire al livello del Creatore.

Tutto il sistema è composto dal salire sui dubbi: non so come comportarmi, cosa fare. Chiedo ai miei desideri egoistici, al mio intelletto, ai miei sentimenti, a tutta la mia esperienza, di pesare tutti i “pro” e i “contro”. Si gioca tutto apparentemente sul palco del teatro. In ultima analisi, la fuga avviene attraverso la salita al di sopra di me stesso. Questo è l’avanzamento.

Dobbiamo unirci chiudendo i nostri occhi; solo in questo modo è possibile sopravvivere e avanzare. Ovviamente, questo non si sente immediatamente poiché quando dentro di me sorgono i desideri come questi, come Korach e la sua fazione, allora io sono in una frammentazione interiore molto grande.

Mi sembra di avere ragione. E così, solo la caratteristica più piccola rimasta dentro di me, che scopro in un momento critico e che posso usare, mi solleva ad un’altezza maggiore.

Commento: E’ interessante che in particolare siano i grandi Tzadikim (Giusti) a commettere i “peccati”, però nel senso buono del termine. Un esempio di questo sono i capi delle dodici tribù che entrarono nella Terra di Israele e videro lì i giganti.

Risposta: solo le caratteristiche superiori ci danno situazioni complesse come queste. E dopo che la terra li inghiotte o vengono lapidati o bruciati; il cosa e il come non sono importanti. Si parla solo della correzione dell’egoismo. Dopo tutto, ci sono quattro livelli di densità dell’ego, di conseguenza ci sono quattro metodi della sua “esecuzione”.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno”20/05/2015

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Korah-Il desiderio di avanzare

Dr Michael LaitmanTorah, Numeri 16:8 – 16:10: Mosè disse a Korah “Ascoltate, o figli di Levi. Vi sembra poco che il Dio di Israele vi abbia distinti dal resto del popolo di Israele per farvi accostare a sé, perché prestiate il servizio nel Mishkan (tabernacolo) del Signore e perché stiate davanti alla congregazione per servirla? Egli ha avvicinato a sé te e con te tutti i tuoi fratelli, i figli di Levi, ed ora pretendete anche il kehunah (sacerdozio)?

Il problema è che noi percepiamo la Torah come un romanzo affascinante, mentre essa si riferisce ad un solo individuo e ci dice cosa accade dentro di lui, allorché egli si accinge a determinare chi sono Mosè, Aronne, Korah e le altre persone dentro di lui.

Egli deve chiarire a quali desideri ed a quali attributi queste persone corrispondono dentro di lui, perché sono così diverse tra loro, cosa esattamente viene rivelato in questo contrasto ed in quale modo Korah è migliore o peggiore di Mosè.

La Torah spiega che tutti dobbiamo attraversare questi stati, così io voglio rivelarli dentro di me. Supponiamo che io mi trovi in uno stato nel quale mi rivolgo al Mosè dentro di me: “Io posso guidare e condurre le persone meglio di te. Va bene, siamo d’accordo. Per favore vieni e porta il braciere con l’incenso che brucia”. Ma perché dovrei ascoltarlo? Dopotutto io dico che conosco meglio la situazione ma per qualche ragione io cedo all’attributo di Mosè. Questo pone molti interrogativi, dato che il mondo interiore di una persona è in uno stato di totale confusione.

Da una parte è come se io obiettassi a Mosè e dall’altra io mi arrendo a lui, per qualche motivo, quando ascolto ciò che egli mi dice.

Se ci addentriamo in questo argomento, risulta chiaro che la Torah parla solo dell’appagamento di un determinato stato e non del completo raggiungimento del livello di Mosè, dato che è un livello di Bina assoluto, di connessione completa col Creatore. Questo è il motivo, certamente, per cui Korah non ha alcuna pretesa di raggiungere questo livello.

Il punto è che che se io mi trovo al livello di Bina, mi potrei distaccare da Malchut ed allontanarmi dalle persone. Quindi Korah aveva ragione, in un certo senso. Vedo tutti gli altri desideri non egoistici, che sono già corretti, e capisco che qui non vi è connessione tra Bina e Malchut. Anche se Mosè può essere al comando, qualcosa che è in suo potere, nei suoi attributi, non funziona col mio ego.

La Torah ci dice che noi non abbiamo attributi negativi. Non è malvagità ma semplicemente l’attributo di Korah che aspira ad avanzare quanto più possibile. L’intera Torah tratta solo di come dare di più, donare, ascendere, immaginare tutto in adesione col Creatore e velocizzare questo percorso.

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Da “I Segreti del Libro Eterno”  di Kab TV del 20-5-15

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Il gioco che diventa la nostra vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché il bambino gioca in modo naturale e sincero, mentre per l’adulto il gioco è una bugia?

Risposta: Perché noi adulti ci siamo abituati a vivere nella bugia: la nostra vita è una bugia e il gioco è una bugia. Non è un crimine, è semplicemente la nostra natura. Il gioco è sempre una bugia e mai la verità poiché, dopo tutto, io non recito me stesso ma qualcuno che vorrei essere.

Senza giochi non potremmo avanzare. I bambini percepiscono il gioco come la verità assoluta e quindi si sviluppano e crescono. Se noi con tutto il cuore ci unissimo in un gioco, come dei bambini, non saremmo capaci di lasciarlo e non ci rimarremmo.

Questo, in realtà, è lo strumento che utilizza la Saggezza della Kabbalah. Mi è stato detto: “Hai bisogno di amare gli altri e, in questo amore, comincerai a sentire il Creatore! Qui avete un gruppo composto da dieci persone; cominciate a stabilire delle relazioni tali tra voi pretendendo che ognuno ami gli altri. Dovete creare un’atmosfera tale tra voi che ognuno vi scomparirà e si fonderà nel suo amore per gli altri”.

Io recito questo amore più e più volte tornandovi mille volte ogni giorno, fino a che ne sono inglobato a tal punto da fondermi in questo amore e in questa connessione. In seguito posso conseguire la rivelazione del Creatore.

Con l’essere inglobato nell’amore, sono inglobato nel Creatore. Questo cessa di essere un gioco e diventa il gioco della mia vita. Prima però ci gioco in modo artificiale: pretendo di amare gli amici e di annullarmi davanti a loro senza alcun desiderio di farlo. Mi forzo e mi convinco di dover recitare questo amore, sebbene io non lo senta affatto.

Però all’improvviso sento un sentimento caldo. Gli altri mi influenzano stabilendo un esempio per me con il loro presunto atteggiamento d’amore; io vedo che loro sono leali verso questo amore e mi vergogno di non poter ricambiare loro con lo stesso amore. Mi critico e rimprovero sempre più e ancora una volta mi forzo ad amare gli altri.

Tuttavia, quando mi annullo in questo modo, comincio all’improvviso a vedere come tutti gli oggetti materiali intorno a me comincino a scomparire: il tavolo, le sedie e i muri. Scompaiono tutti dalla mia percezione e rimane solo una cosa: l’amore che provo. Scompaio anche io. Divento schiavo di questo sentimento esterno a me dato che il mio “io” scompare.

Il mio “io” è il mio ego che scompare e, in seguito, comincio a sentire come la forza superiore, il Creatore, riempia tutto. E’ così perché mi sono annullato e adesso posso percepire Lui. Ho annullato il mio egoismo e ho ricevuto la caratteristica della forza superiore, la caratteristica della dazione, e questo è il vero gioco.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I capitoli della Torah con Shmuel Vilozni” 02/02/2015

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Affinché la qualità prevalga sulla quantità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Molti amici coinvolti in attività simili sono sempre alla ricerca di soldi, del numero delle persone. Sono preoccupato che anche noi andremo verso la quantità e non verso la qualità.

Risposta: Se sarai costantemente con noi nelle lezioni allora questo non ti accadrà.

Perciò sono inamovibile su questo punto: tutti, specialmente quelli che sono coinvolti nell’educazione integrale, devono partecipare a tutte le lezioni del mattino, questo è un obbligo!

Senza questo non è chiaro cosa andranno ad insegnare. Devieranno verso la psicologia, la sociologia, il misticismo e chissà cos’altro. Dobbiamo essere cauti su questo. Pertanto, è essenziale la connessione con me attraverso le lezioni.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11/02/2014

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Non ritardare l’avanzata verso il Fine della Creazione!

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Levitico 24, 10-16): “Ora il figlio di una donna israelita e di un egiziano uscì in mezzo ai figli di Israele; nell’accampamento, fra questo figlio della donna israelita e un uomo di Israele, scoppiò una lite. Il figlio della israelita bestemmiò il Nome del Signore, imprecando; perciò fu condotto da Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomit, figlia di Dibri, della tribù di Dan. Lo misero sotto sorveglianza, finché fosse deciso che cosa fare per ordine del Signore.

Il Signore parlò a Mosè: «Conduci quel bestemmiatore fuori dell’accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà.

Parla ai figli di Israele e di’ loro: Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo peccato. Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte”.

“Chi bestemmia il nome del SIGNORE” è l’uomo che ritarda l’avanzamento verso lo scopo della Creazione, ritagliando se stesso e staccandosi dalla Luce Superiore, che è pronta a correggerlo, così il suo ego non può più essere corretto.

Quindi, egli “Dovrà essere messo a morte” significa perdere tutta la connessione con la Luce Superiore e non avanzare più. Nel futuro sarà necessario un ciclo di esistenza per ritornare allo stesso stadio e riconquistare l’opportunità per l’ascesa e per la correzione.

Domanda: Cosa Significa “Il figlio di una donna israelita e di un egiziano uscì in mezzo ai figli di Israele”?

Risposta: Grazie ad una precisa ed intelligente correzione iniziamo a scoprire i difetti nelle persone, che prima non erano evidenti. Ed allora adesso è necessario correggerli.

In altre parole, la lapidazione e gli altri metodi di condanna a morte simbolizzano la morte del desiderio egoistico nell’uomo, che deve essere in qualche modo annullato e poi si inizia di nuovo a correggerlo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 18/06/2015

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Come possiamo chiedere qualcosa al Creatore?

Dr Michael LaitmanDomanda: Come possiamo pregare e chiedere al Creatore qualunque cosa quando Egli conosce tutto sin dal principio? E poi, la sua legge è immutabile, tutto è predeterminato da Lui, è fissato e non può essere cambiato, quindi ogni cosa è in realtà già stabilita per definizione. Infine, come può una piccola creatura, che non vede nemmeno un centesimo del piano generale, domandare qualcosa o, ancor più misterioso, come può richiedere qualcosa anche se questa richiesta è per la dazione?

Risposta: Perché fare la richiesta cambia te ed il tuo atteggiamento verso il Creatore e ti avvicina a Lui.
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