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Un viaggio nel passato

Domanda: Cosa è una Reshimo (ricordo)?

Risposta: Una Reshimo è quello che è già successo, uno stato spirituale precedente, visto che niente scompare nella spiritualità. Gli stati precedenti che emergono in ogni dettaglio, ma non si manifestano nella vita, a causa della mancanza dello schermo che serve come mezzo per la loro realizzazione, si chiamano “Reshimot”.

Supponiamo che ieri ero in uno stato ed oggi lo sto rivivendo. Nella spiritualità questo stato nasce in me in ognuno dei suoi più piccoli dettagli, come se io lo stessi vivendo ora. È del tutto chiaro per me, al 100% ciò che sta succedendo e non si perde niente, io semplicemente, non posso rendermi conto che è dovuto alla mancanza dello schermo. Questo si chiama “Reshimo”.

Non è un ricordo del passato come nel mondo materiale, quando mi ricordo di qualcosa “vagamente”. Una Reshimo è quando non ho dubbi su niente, tutto è rivelato come nel presente, eccetto la sua realizzazione.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

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Il codice dei mondi superiori

Domanda: Non capisco ancora l’ ebraico, così, cosa devo fare quando leggiamo lo Zohar? Devo guardare le lettere oppure ascoltare solo il testo?

Risposta: Tutte le lingue eccetto l’ ebraico sono destinate alla comunicazione in questo mondo. L’ ebraico, al contrario, non è una lingua parlata, ma un registro delle azioni spirituali di ZAT de Binà (le sue sette Sefirot inferiori), Zeir Anpin e Malchut sulla materia di Malchut. I simboli descrivono queste azioni spirituali.

Così, guarda il testo davanti a te come una sequenza di comandi di un programma di computer; è semplicemente un registro delle proprietà spirituali, delle forze e delle azioni che si devono realizzare dentro di te. È così che vedo l’ ebraico, non lo tratto come una lingua letterale utilizzata per far scorrere il testo soavemente come in altre lingue.

Quando non guardi in maniera usuale le lettere e le combinazioni, leggendo i testi kabbalistici, continui a vedere all’ interno della parola e del suo significato interiore. Guarda il simbolo, dato che ogni lettera è sempre un simbolo.

L’ ebraico ha tanti dati, informazioni occulte all’ interno del linguaggio che è impossibile rifletterlo in una traduzione. Dopotutto, la sequenza delle lettere del testo descrive le Sefirot, l’ordine delle azioni. Come può questo essere registrato in un’ altra lingua?

In ogni lettera bisogna vedere un simbolo di qualche proprietà spirituale o azione che la rappresenta.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar, articolo Itrò”)

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Presta attenzione al Creatore

Solo quando cominciamo ad assemblare i pezzi rotti di Adam HaRishon (il primo uomo) in un tutt’ uno, cominciamo a notare come tutto quello che ci è successo in questo mondo inizia a mettersi al posto suo in maniera miracolosa.

Tutti gli eventi, dai più sgradevoli ai più gradevoli, importanti o no, inspiegabili e apparentemente casuali si ordinano e coincidono con altri pezzi alla perfezione, fino al più piccolo dettaglio.

Poi cominciamo a capire la necessità di tutte le pressioni e della crisi che il mondo sta attraversando adesso, così come gli stati dolorosi che ogni persona sperimenta in particolare nella sua vita. Tutto questo è stato designato esclusivamente per spingere ognuno di noi verso il suo luogo, la sua missione e la sua corretta realizzazione. Se solo prestiamo attenzione a quello che il Creatore desidera fare con ognuno di noi, se ci esercitiamo “Non c’ è nessuno  tranne Lui”, ringraziando la Sua opera in noi ed ascoltandolo, sarà sufficiente.

Però, per ascoltarlo, dobbiamo prepararci a questo con le nostre azioni, come viene descritto in “Faremo ed ascolteremo”, poiché ascoltare quello che il Creatore dice significa aver raggiunto il livello di Binà (ascoltare è il livello di Binà, un grado molto elevato). Pertanto, in primo luogo, certe azioni devono compiersi, come viene descritto restando ai piedi del Monte Sinai: “Faremo ed ascolteremo”.

Dobbiamo attraversare lo stesso processo, sforzandoci di essere più vicini gli uni agli altri nei cuori, come un solo uomo con un solo cuore e raggiungere la garanzia mutua aiutandoci in unità. Dopotutto, solo insieme, desiderando connettere tutti i nostri punti nel cuore, i nostri desideri, stiamo ricostruendo questo vaso rotto (desiderio), assemblandolo partendo dai pezzi e ristabilendolo di nuovo.
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(Dalla 2° Lezione del Congresso nel deserto di Aravà del 31.12.2010)

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L’ unico modo di studiare

Quando andai a studiare da Rabash, avevo 33 anni. Ero una persona forte e di successo, avevo una famiglia, una casa ed un’ attività di successo. Gli chiesi: “Adesso investirò tutta la mia vita in te. Sarò al tuo fianco fino alla fine, perché al contrario è impossibile imparare qualcosa. Sono disposto ad andare per questo, ma come posso essere sicuro di essere nel posto giusto?”.

Rabash rispose che avevo tutto il diritto di fare questa domanda. Tuttavia, dovevo scegliere quello che il maestro voleva per aggrapparmi a questo per conto mio. Nessuno doveva interferire o influenzare la mia decisione. Lui disse: “Va e visita altri luoghi!”.

Però, dopo aver preso una decisione ed aver scelto il tuo luogo, devi allontanare qualsiasi dubbio al riguardo e non spostarti da un lato all’ altro nel mezzo del cammino. Non puoi essere sotto nessun’ altra influenza, se non quella del tuo maestro.

In altre parole, se tu diventi un mio studente, sei obbligato a ricevere solo il mio spirito ed a non ascoltare nessun altro. Dopotutto, ti stai sviluppando ed è proibito che una persona ascolti le opinioni degli altri durante la sua crescita.
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(Dalla 2° Lezione del Congresso nel deserto di Aravà del 31.12.2010)

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Combattere l’ ego con una spada di cartone

Domanda: Perché il mondo di Nekudim si è rotto?

Risposta: Il mondo di Nekudim è stato calcolato male. Si pensava che sarebbe riuscito a ricevere tutta la Luce infinita della Correzione Finale “al fine di dare,” ma non c’ è riuscito dal momento che inaspettatamente ha iniziato a sentirsi auto-gratificato. Non aveva mai realizzato che ci sono profondi desideri e, contro di loro, una tale Luce esaltata, simile ai piaceri immensi.

Rabash lo dimostra raccontando la storia di un uomo che arriva ad una festa di matrimonio pensando che possa compiacere la sposa e lo sposo celebrando e danzando insieme agli altri ospiti. Tuttavia, dopo un paio di drink, perde anche il suo senso della realtà e comincia a diventare rumoroso al tavolo. Così, egli è preso, portato a casa dalla moglie, e da allora nessuno ha voglia di invitarlo a nozze.

Ora, ha bisogno di correggere se stesso e iniziare a guardare le sue azioni: in quale forma si arriva alla festa e quanto si può bere, quale sia il giusto per onorare l’ ospite e senza passare il confine. Una storia simile è accaduta al mondo di Nekudim .

Eppure, tutto questo non è stato vano. Il mondo di Nekudim è stato rotto al fine di mostrare il creato e facendo questo viene a confronto con il Creatore. In realtà, tutto quello che è stato rivelato è che prima della frammentazione non era, per così dire, reale. Mai prima di allora la creatura è stata in grado di vedere l’ essenza del suo desiderio egoista di fronte al piacere che trasporta la Luce. E aveva sempre agito con l’ intenzione “di dare” dato dal Creatore.

Il Creatore crea una creatura nel mondo dell’ Infinito, la riempie di tutta la Luce dell’ Infinito in tutti i desideri (Kelim), e gli dà tutte le intenzioni. Poi, la creatura fa una restrizione, vuole ricevere, al fine di dare, grazie alla forza della luce presente in esso.

Questo non è difficile da capire: io sono gestito dalla Luce, e seguo i suoi ordini. Non sono atti, ma le due forze del Creatore: la volontà di ricevere e la volontà di dare. L’ appartenenza alla natura stessa della spiritualità. Gli inanimati e vegetale, animali santi e angeli, sono tutti soggetti a tale meccanismo.

La natura della creatura è rivelata per la prima volta, quando la creatura agisce in modo indipendente, che è durante la rottura dei mondi. La creatura fa calcoli basati sulla Luce che è presente in essa e ritiene di poter (come ha sempre fatto in precedenza), di ricevere tutta la Luce al fine di dare, completando così la correzione.

Tutto d’ un tratto, si scopre che tutto ciò che è stato fatto prima è stato fatto dalla forza della Luce, dalla sua forza di dazione che vi ha riempito. Non è mai stata una vostra decisione, ma vi è stata semplicemente data alla nascita. Ora, per la prima volta, la vostra stessa natura viene in superficie.

Pertanto, dopo la rottura, possiamo già parlare di una creatura che compie atti indipendenti. Raccoglie i suoi desideri vuoti per la mancanza dello schermo e dice: “E ora, lo farò io stesso e ricevere la Luce in loro, al fine di dare.” E ‘come uno sciocco, figlio criminale che, invece di una vera e propria arma ricevuta da suo padre, il re, decide di andare in guerra con lo scudo e la spada giocattolo come descrive la favola.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Non è facile essere d’ accordo con la Luce

Domanda: Come sentiamo che la Luce sta lavorando in noi, classificando le Reshimot in noi?

Risposta: Con il fine di raggiungere uno stato nel quale la Luce seleziona le nostre Reshimot (impressioni spirituali di informazione), una persona deve essere preparata per questo. In realtà, io non discerno le mie Reshimot, la Luce lo fa. Non sono io a decidere, ma la Luce. Sono disposto ad accettare la sua decisione ed a chiedere alla Luce di farlo per me. Questo avviene come conseguenza della rottura più poderosa.

Dobbiamo soffrire la frammentazione al fine di arrivare ad essere d’accordo con tutto quello che il Superiore discerne in noi per il nostro bene.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

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Lo spazio derivato dall’ anima

Domanda: E’ scritto che il primo uomo, Adamo, aveva molti corpi e rivestimenti. Come differiscono “corpo”, “materia” e “vestito”?

Risposta: La “Materia” è il desiderio di ricevere. Un “vestito” è il grado di dazione nel quale può essere.

Tutta la “storia” della materia comincia con la rottura dei mondi, seguita dalla nascita dell’ anima collettiva (Adamo), che anche si rompe e noi dobbiamo riformarla visto che siamo sue parti. Per farlo, è necessario selezionare i desideri (Kelim), dopo aver chiarito quali di essi possono e quali non possono essere riformati, e quali non hanno bisogno di essere corretti. Pertanto, essi sono divisi in tre categorie o tre corpi.

Il corpo esterno è il peggiore desiderio che non può essere riformato per niente. Il corpo interno non ha bisogno di essere corretto perché viene riformato dall’ Alto. Di fatto, se non fosse stato corretto dall’ Alto, noi non potremmo correggere assolutamente niente.

Non ci si aspetta che noi correggiamo tutto il danno della rottura, visto che non siamo capaci di riuscirci. Dobbiamo diventare parte del sistema che ci aiuterà a realizzare le correzioni. Pertanto, i desideri che sono nella dazione vengono corretti dall’ Alto. Gli autentici Kelim (vasi) di ricezione, il “cuore di pietra” (Lev ha Even), non può essere riformato da noi.

In realtà, noi non correggiamo assolutamente niente, discerniamo solo la differenza tra il Creatore e il creato! Non ho bisogno di correggere il mio desiderio di sentire piacere, visto che mi è stato dato allo scopo del chiarimento, affinché attraverso analisi e sintesi, io appaia con un “derivato”, un nuovo significato sintetizzato.

Non è la materia ad essere interessante (“corrotta” o “corretta”), anzi è più interessante usarla per discernere un concetto più elevato: “Chi è il Creatore?”. Il che significa arrivare a conoscerlo attraverso i “Suoi atti”, e pertanto non ho bisogno di lavorare con desideri che non possono essere riformati o che non hanno bisogno di essere riformati. Quello che ho bisogno di fare è esaminare il luogo dove tutti essi sono mescolati.

Nel “cuore di pietra”, non esiste niente da studiare ed esaminare. Neanche con i desideri più elevati, GE (Galgalta ve Einaim), c’ è qualcosa da fare, dato che essi sono le proprietà dell’ anima e non mi appartengono. Io posso solo essere nel mezzo, tra l’ uno e l’ altro. Tutta la mia correzione equivale ai discernimenti, chiarendo il bene dal male.

In questo modo, non correggo niente, visto che non è il mio lavoro; ma grazie ai miei discernimenti ed ai miei sforzi, l’ agitazione ed il dolore, posso acquisire qualcosa di speciale, che è al di sopra dei desideri che non vanno al di là del livello animato.

Questa è tutta la materia della creazione, il desiderio di ricevere piacere: i gradi, inanimato, vegetale ed animato; ma devo scoprire il livello umano, il grado del Creatore in me! Attualmente, non esiste niente dentro di me, ma verificando la differenza tra la ricezione e la dazione, comincio a capire il Creatore.

Questo è il “beneficio” del lavoro spirituale.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

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Lascia entrare la Luce!

Domanda: come si realizzano le Reshimot (impressioni spirituali di informazione)?

Risposta: Tutte le Reshimot sono selezionate dalla Luce Superiore (la Luce di AB-SAG). Immagina che tipo di lavoro è classificare tutte le Reshimot che sono rimaste dopo la Malchut collettiva frammentata mentre si desidera realizzare la correzione completa (Gmar Tikkun).

Malchut dell’ Infinito realizzò uno “Zivug” (adesione, fusione) con la Luce della correzione finale nel suo volume totale creato dal Creatore nella sua fase completa Dalet (4/4), e tutto si frammentò nei più piccoli frammenti. Non c’è nessuna proprietà, Sefirà o sua sub-Sefirà che possa rimanere vincolata all’ altra. Esse si odiano.

Che moltitudine infinita delle diverse proprietà ci sono adesso nel Rosh de SAG dalla moltiplicazione di queste luci che si elevarono a lui dopo la frammentazione. È impossibile contarle ed immaginarle. La Luce della correzione finale è contraria al Kli (il desiderio di ricevere, desiderio) alla fine della correzione e invece dell’unificazione, c’è odio tra di loro. Tutto questo Kli è completamente frammentato, scomposto in frammenti.

Adesso, Rosh de SAG deve ordinare il vaso frammentato in tutte le sue Sefirot individuali: cosa raccogliere di queste al fine di fare del primo Partzuf, per lo meno qualcosa di corretto, sotto la Seconda restrizione e da varie limitazioni. Che lavoro enorme e complesso è questo!

D’ altro canto, quando la Luce Superiore entra, illumina tutta questa moltitudine di rotture, le Reshimot, ed esse si allineano immediatamente nella loro luce con ognuna di esse, occupando il loro luogo corretto. La Luce le organizza, illuminandole, chi più e chi meno ed in questa Luce tutte loro si allineano in linea retta in una sola volta.

Allora, dalla innumerevole moltitudine di queste forme, SAG seleziona le forme corrette e le mette in ordine; ma come riconoscerle? Questo lavoro è fatto ancora dalla Luce Superiore che illumina le Reshimot dall’ alto, i più meravigliosi discernimenti di ciò che è corretto e di ciò che non lo è, secondo la proprietà, la direzione ed in che modo allinearle lungo le tre linee, dall’ Alto verso il basso, con gli schermi affinché tutte loro siano connesse reciprocamente.

La Luce raccoglie i pezzi rotti nella prima goccia di seme, che è l’ inizio di un embrione. Questa contiene tutto, eccetto il lavoro, che deve essere aggiunto. Comunque, tutte le classificazioni sono fatte dalla Luce; ed allora, l’ inferiore è capace di lavorare. In quanto al discernimento, l’ inferiore non può mai ottenerlo.

Pertanto, se vogliamo discernere qualcosa, classificarla ed unirci agli altri nel nostro mondo, non saremo mai capaci di farlo. Niente e mai! Abbiamo bisogno della Luce Superiore per connettere tutte le parti separate, visto che anche noi rimaniamo nel mondo frammentato. Intanto, vogliamo organizzarlo, restauralo e riviverlo noi stessi … Che impegno insensato!
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

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La mia candela

Se ci fossimo  guardati dall’ esterno, dai confini di questo mondo, allora avremmo visto che “questa vita” non è la vita reale. Siamo separati del tutto dalla nozione autentica di ciò che è la vita.

Spiritualmente siamo morti e la nostra realtà è un’ illusione in uno stato inconscio, una scintilla di vita breve che sostiene il mondo intero.

Una persona vive davvero solo quando riceve la Luce e la mantiene al di sopra di se stessa, non permettendo che questo piacere si plachi ed allo stesso tempo non permettendogli di entrare nel suo desiderio di ricevere direttamente. La Luce ed il desiderio non si spengono reciprocamente ed allo stesso tempo non perdono la connessione mutua. Essi sono come una candela, come l’olio e il fuoco che sono uniti per mezzo di una miccia.

L’ olio è la nostra materia, il nostro desiderio di ricevere. La miccia è lo schermo (Masach) e la fiamma della candela è la Luce. Mantengo il fuoco al di sopra di me, disegno la frontiera tra esso ed il desiderio in modo tale che non lo rifiuto del tutto, ma lo conservo per la dazione.

Faccio il calcolo costantemente di quanto olio devo aggiungere, quanto desiderio devo aggiungere affinché le fiamme ardano correttamente. Allora la mia candela non si spegnerà.

Se riusciamo a fare questo, allora sperimentiamo la vita eterna e perfetta. Questa possibilità è davanti a noi.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La perfezione nella vita”)

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Lo scudo protettore di una persona

Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot (La porta delle intenzioni), articolo 87: La Sefira Keter con la Luce di Nefesh è chiamata lo stato di Ibur (embrione) di ogni grado, la quale anche se non ha esaminato il suo “corpo” è localizzata interamente nella Klipat Noga, dove il bene è mischiato al male.

Per adesso solo la radice che è in esso è corretta, non il corpo stesso e per questo, per adesso, tutto il corpo è chiamato la “pelle”. Pero, quando raggiunge lo stato di Yenika (allattamento) e riceve il Kli di Chokhmà, nel quale si veste la Luce di Ruach, questo allora riceve il “corpo”.

In questo stato di “embrione” (Ibur), il bene è mischiato al male e non sappiamo come differenziarlo. Tuttavia, nello stato di “allattamento” (Yenika, succhiamento del sostentamento) cominciamo già a distinguere tra il bene ed il male e ad usare i buoni desideri. A causa dei nostri chiarimenti, cresciamo e per questo, questo stato è chiamato “allattamento”.

Non è un bambino materiale che nasce e cambia il suo posto, uscendo dalla madre all’ esterno. Un “embrione” spirituale e un “bambino” che riceve sostentamento sono diversi tipi di connessione tra il superiore e l’ inferiore.

Se non posso esaminare niente per conto mio ed il superiore lo fa per me, allora questo stato è chiamato “embrione”. Se io partecipo ai chiarimenti e differenzio il bene dal male, usando il bene, allora questo è “allattamento”.

Se chiarifico la Klipat Noga (la buccia Noga) in modo tale da fare uno “scudo”, a partire da essa per le tre Klipot (bucce) impure, convertendo il male selezionato nella “pelle” che mi protegge, allora posso cominciare a costruirmi, scegliendo dalla miscela dei buoni e dei cattivi desideri.

Questa è una miscela speciale, poiché in questa, le qualità del Creatore e della creatura sono mescolate. È proprio a partire da questo che devo costruire qualcosa di nuovo: un uomo indipendente (Adam, che significa “simile” al Creatore).
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

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