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Continuare il cammino di Baal HaSulam

Domanda: Cosa significa per lei essere un discepolo di Baal HaSulam?

Risposta: Cerco di essere un suo discepolo esaminando minuziosamente i suoi lavori per cercare qualcosa di nuovo e mirare allo scopo ogni volta sempre più precisamente. La verità di ieri può risultare essere completamente scorretta ai miei occhi, fino al punto da diventare l’opposto.

In aggiunta realizziamo le parole di Baal HaSulam anche a livello fisico, nella misura in cui capiamo i suoi lavori come “La Nazione”, “L’Ultima Generazione” ed altri. Noi costruiamo anche il lavoro nel gruppo in accordo a Baal HaSulam e Rabash.

Così facciamo costantemente affidamento ai loro libri e cerchiamo di assicurarci che i loro consigli diano una direzione alle nostre vite. Questo è ciò che significa continuare il cammino e questo riguarda non solo me, ma ogni persona qui presente. Tutti noi abbiamo bisogno di essere discepoli di Baal HaSulam, permettendogli di dirigerci verso l’adesione al Creatore.

Di conseguenza abbiamo bisogno di effettuare un controllo sulla nostra buona volontà di aggiustare la direzione e realizzare il cammino con l’aiuto dei libri, del gruppo, del maestro e della Luce che Riforma, finché non raggiungiamo l’adesione. La cosa più importante in questo cammino è l’analisi critica.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.01.2011, “Introduzione al TES”)

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Equilibrare, non distruggere

Domanda: Parliamo del bisogno di equilibrio. Esattamente, come possiamo raggiungere l’equilibrio?

Risposta: Che cosa c’è in me oltre ai pensieri, desideri e deviazioni? Posso far smettere tutto questo in me? No. Posso soffocarli tutti? Non è una buona idea; impiegherei troppi sforzi e tempo e alla fine vedrei solo che questi attributi insiti in me non sparirebbero, neanche dopo cinquanta anni.

Quindi di che tipo di educazione parliamo? Cosa vuol dire “umano”? Come posso trascendere me stesso?
Noi dobbiamo portare tutti i nostri attributi ad un equilibrio e non devo rammaricarmi di qualcosa di cattivo che si trova in me. Devo solo bilanciarlo con qualcosa di buono.

Non devo cancellare nulla, e questo già mi calma. Dopotutto non devo sentirmi in colpa per come sono. Se cancellassi tutto ciò che sono, cosa rimarrebbe di me? Mi resterebbe solo mettere fine alla mia vita, proprio ciò che spinge la gente a commettere il suicidio, perché scopre che in loro non c’è niente di buono. Ci possono essere anche altre ragioni esterne, ma la conclusione è la stessa.

Però noi affrontiamo la questione in maniera completamente diversa. L’uomo deve conservare tutto quello che esiste in lui e avanzare tramite le sue caratteristiche aggiungendo i discernimenti positivi, le buone qualità a quelle cattive. Equilibrare, non distruggere. Distruggendo diventiamo  i “riformatori del mondo”, e in effetti sarebbe negativo, poiché diventeremmo i danneggiatori del mondo.

Dobbiamo bilanciare ogni nostro fenomeno, non cancellarlo, altrimenti disturberemmo l’equilibrio generale. Nella stessa maniera in cui proviamo ad equilibrare la pressione sanguigna e altre funzioni fisiologiche, così vale per i problemi della società e della famiglia.

Non dobbiamo sopprimere nulla, in fondo non è un caso che il desiderio di ricevere sia stato creato così. Sorge dall’interno e si rivela nelle nostre Reshimot (geni informativi), che non possiamo cancellare. La loro catena continua ad evolversi e l’unica cosa che possiamo fare è quella di equilibrarli, correggere il fenomeno usandoli correttamente, rivelando il loro lato positivo.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2012, “La Pace”)

Costruire l’impianto che produrrà me stesso

Tutto il nostro lavoro sta nel costruire l’ambiente. Dopo tutto non puoi creare te stesso da solo. Questo è quello che dobbiamo costruire per l’umanità in questi giorni. Se dovessi correggere me stesso, cosa dovrei fare? Avrei semplicemente bisogno di creare intorno a me un ambiente, dei media ed un sistema di istruzione, così che io potrei essere il prodotto di questo ambiente.

Ma creandolo, io correggo me stesso. Questo perché attraverso il processo di creazione io ho già cominciato a sentire come dovrebbe essere costruito e come io dovrei esistere in esso, e di conseguenza, in che forma l’ambiente dovrebbe esistere così che interesserà me. Io sento ora come dovrei costruirlo e quindi lui prenderà la forma che dovrà poi influenzarmi.

Nel processo della costruzione di se stessi,noi ci uniamo nella mente operativa e capiamo quello che il Creatore ha voluto fare con la frammentazione, perché lui preparò certi blocchi per le costruzioni, legno e materiali di costruzione per noi, e perché noi dovremmo costruire questa casa. Grazie a questo noi cominciamo a scoprirlo. Sembra che fossimo noi a costruire l’ambiente affinché questo ci corregga, e affinché l’io corretto sia incorporato in esso … ma questo non è proprio così. Con la costruzione dell’ambiente noi otteniamo la conoscenza del Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2012, Lo Zohar)

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Un ponte stretto nel dominio del Creatore

Rabash, Lettera 42: “Le loro opinioni differiscono tanto quanto le loro facce”, allora come possono loro diventare “come un solo uomo con un solo cuore?”. Il discorso è che quando ognuno si preoccupa di se stesso, è impossibile essere “come un solo uomo”, perché loro non sono simili. Tuttavia, se ognuno cancella il suo stesso dominio (tutti gli interessi egoistici dell’uomo), allora non avranno più delle opinioni private, l’opinione separata di ognuno viene eliminata e tutti entrano nel dominio dell’Uno.

In altre parole, noi possiamo correggerci solo a condizione che ognuno cancelli se stesso. Ma sono davvero capace di rinunciare a qualcosa e di andare bene a me stesso in generale? Vediamo che restiamo come eravamo.

Noi abbiamo bisogno di cominciare a connettere i nostri punti nel cuore. Questo punto non appartiene all’universo personale di ognuno ed alle sue speciali qualità, che sono differenti dalle qualità degli altri. La connessione tra noi è possibile solo attraverso questi punti nel cuore perché essi non ci appartengono, essi sono una “Particella Divina dall’Alto” in ognuno di noi! E se dovessimo connettere questi punti, potremmo unirci attraverso di essi.

Da questo la condizione: ascendere nella fede al di sopra della ragione, è il solo modo di connetterci. Quando noi connettiamo i punti nel cuore, riveliamo la loro fonte, il Creatore!

Se ognuno cancella se stesso, “il suo dominio”, allora i nostri punti spirituali ci rivelano la realtà nella quale essi esistono ed essi esistono nel Creatore e noi entriamo in Lui attraverso di essi. Nel momento in cui mi cancello, il mio punto si connette immediatamente con i punti dei miei amici ed insieme mi portano e mi conducono nel Creatore.

Ed allora noi riveliamo che invece di esistere nel vaso, all’interno del desiderio, noi esistiamo nella Luce che riempie questo vaso! Tutta la mia percezione si gira sottosopra: io ero all’interno del mio desiderio e pensavo che questo era quello che sono, ognuno per conto suo, nel proprio dominio.

Ma nel momento in cui cancelliamo noi stessi, i nostri punti ci rivelano il riempimento proprio nello stesso posto, nello stesso stato nel quale eravamo. Solo, invece di percepire il vaso, noi percepiamo la Luce, che esiste nel vaso.

Il cambiamento è solo nella nostra percezione e nient’altro. Noi siamo passati dal percepire il desiderio al percepire la Luce. Noi abbiamo cancellato il nostro egoismo e cominciato a sentire la fonte del punto nel cuore, il Creatore, attraverso i punti.

Questi punti erano semplicemente un piccolo modo di restare aggrappati a Lui mentre esistevamo nei nostri domini e adesso li abbiamo usati per il passaggio nel Suo dominio.
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(Dal Congresso Arvut, 2° lezione, del 18.11.2011)

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Passare la correzione al mondo

Baal HaSulam, “L’Arvut” (La garanzia mutua), [versione ridotta]: Ma la fine della correzione del mondo sarà nel portare tutte le persone del mondo sotto il Suo lavoro.

Infatti, il mondo sarà corretto quando raggiungerà la completa adesione con il Creatore. Questa fine è garantita.

Ma il ruolo di Israele verso il resto del mondo è simile al ruolo dei nostri Santi Padri verso la nazione di Israele: Inoltre, tocca alla nazione di Israele qualificarsi e a tutte le persone del mondo svilupparsi finché prendono su di se il sublime lavoro dell’amore degli altri, che è Dvekut con Lui. Quindi tutte e ogni Mitzva che compie ogni persona di Israele per portare contentezza al proprio Creatore, aiutano a un certo punto con lo sviluppo di tutte le persone del mondo, finché s’incrementa a tale grado che possa portare tutte le persone del mondo alla desiderata purezza “spostando l’equilibrio a virtù”.

La struttura generale della realtà è divisa in diversi livelli: gli antenati, i figli, Israele, e le persone del mondo.

Gli antenati, in base alla loro natura, agognavano il Creatore. Non avevano bisogno di essere popolo. Per loro era sufficiente essere un piccolo gruppo. Alcuni ce la facevano anche senza di esso, come Adam HaRishon, il primo Uomo, per esempio. Nel tempo di Abramo c’erano già dei gruppi, e i suoi studenti erano connessi come una famiglia. Comunque, era un lavoro personale e individuale.

Più tardi, dai tempi dell’esilio dall’ Egitto, era il turno dei figli. L’egoismo crebbe, e ora con esso richiedeva non un piccolo gruppo di persone, ma il popolo di Israele, che si corressero da sé con la Torà negli stati chiamati il deserto, la Terra di Israele, e il primo e secondo Tempio.

Poi le persone del mondo si unirono al processo con la parte frammentata di Israele che è incorporata in loro. Adesso siamo tutti insieme in questo livello, dovremmo fare la stessa cosa che i nostri Padri fecero per noi. Prima dobbiamo correggere noi stessi, e poi passare la correzione alle persone del mondo.

Dobbiamo ricordare che le persone del mondo non inizieranno a operare da se. Tutti gli altri che appartengono agli altri livelli, la parte frammentata di Israele e le persone del mondo mischiati a essa, si svegliano adesso verso la correzione. Le ultime dieci tribù perse, delle quali non sappiamo niente, sono anch’esse incorporate qui.

Quindi, le persone del mondo si avvicinano alla correzione da quelli che possono svegliarsi, quelli che hanno il punto spirituale accesso nel cuore. Non è il caso di sedersi e aspettare il risveglio generale delle persone del mondo. Non accadrà da sé, non adesso e non in futuro. È necessaria la nostra partecipazione: Correggiamo noi stessi e in base al nostro livello di correzione, la Luce passa a loro e grazie a essa sono corretti.

È una parte relativamente passiva dell’anima generale. È detto che le persone del mondo porteranno sulle loro spalle i figli di Israele a Gerusalemme, ma dobbiamo iniziare la correzione. Ci sono sempre due parti: la parte che corregge e la parte che è corretta dalle forze che vengono dall’Alto.

Senz’altro c’è bisogno di una grande preparazione per questo, che è fatta dalla divulgazione. Buona volontà passiva per ricevere aiuto e per fare parte del processo il più possibile è richiesto da coloro che sono corretti.

Ma la correzione in se viene dalle persone con il punto nel cuore che possono passare le forze necessarie attraverso di loro dall’alto verso il basso.

Quindi, non dovremmo aspettarci solamente “un risveglio dal basso”. Nemmeno le persone più sveglie e intelligenti riusciranno a farlo da se. Possono essere d’accordo fino a un certo punto, unirsi un poco al lavoro, ma passivamente.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011, “L’Arvut , la Garanzia Mutua)

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Il potere del silenzio

Domanda: Questo fine settimana trascorreremo un “Sabato Silenzioso”. Che cosa dovrebbe essere questo silenzio?

Risposta: Questa usanza di stare in silenzio è venuta al mondo proprio dai kabbalisti. E’ usata come un esercizio in varie pratiche che non hanno a che fare con il nostro sentiero e che sono generalmente nel campo della psicologia.

Quando una persona vuole capire qualcosa di nuovo, concentrarsi su qualcosa di nuovo, ha bisogno di stare in solitudine. Egli può correre via da tutti in qualche posto dove è solo fisicamente. Oppure può trovare la solitudine interiore ovvero un certo spazio dentro di me dove nascondermi dagli occhi degli altri, anche se fisicamente circondato da molte persone. Questo ha a che fare con tutti i livelli di una persona.

Così, noi vogliamo fare un esercizio simile, facciamo un “impegno del silenzio” per questo ci tratteniamo dal parlare. Ci sono periodi speciali in cui le persone studiano maggiormente la Torà , scavano più profondamente nel materiale, osservano vari digiuni. Questi metodi tirano fuori una persona dalla consuetudine, dalla routine, e la aiutano a vedere se stessa ed il mondo in un modo un po’ differente. Gli permettono di concentrarsi ed a mettere a fuoco l’interiorità.

“Un Sabato Silenzioso” non significa che nessuno apre bocca. Ma che quando parliamo – parliamo solo dello studio e su quanto ne pertiene. E parliamo solo quanto necessario e se non ce né bisogno, pensiamo riguardo a qualche domanda piuttosto che parlarne. Dopo tutto, le parole mettono a nudo l’ anima di una persona rivelando i più reconditi segreti del suo cuore. E quindi, non dovremmo parlare salvo che per il bene della correzione.

Ecco come trascorriamo questo Sabato. Tutte le lezioni ed i pasti saranno tenuti secondo la pianificazione consueta e ogni persona cercherà di limitasi al massimo delle sue possibilità, tentando di non parlare ma solo di pensare.

La concentrazione nel pensiero, la messa a fuoco interiore, hanno un effetto molto maggiore nel mondo che non le parole. Dopo tutto, il pensiero è una forza decisamente più elevata della parola. Questa è la forza più grande in una persona e quindi è la più efficace nel sistema generale della realtà. Precisamente è l’inizio della catena “Pensiero, Parola, Azione”.

Quindi speriamo che tagliando le conversazioni al minimo, ci innalzeremo ad un livello più alto di dazione.
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(Dalla quarta parte dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11.01.2012, “La Libertà”)

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Venire alla lezione con una richiesta per la vita

Domanda: Se ci preparassimo tutto il giorno per la lezione, come per l’incontro con un Re, dove è possibile entrare con una sola richiesta, come apparirebbe la lezione domani?

Risposta: Potresti ricevere una grandissima Luce. Cominceresti a sentire veramente quanto ti dà. Attraverso il materiale studiato, inizieresti a sentire il sistema spirituale della dazione sopra di te. Le linee asciutte (del testo) sembrerebbero rinate. Acquisirebbero la profondità e la trasparenza che crea volume interno in tutto. Diventerebbe chiaro per te che tutto il nostro mondo è piatto, come una foto sul muro. E dietro di essa, si vedrebbe improvvisamente una nuova dimensione, un sistema che muove tutto il quadro e assembla le sue parti. Quando sentirai l’importanza dell’ obiettivo, comincerai a esistere in esso.

Ma nel frattempo, noi sminuiamo l’obiettivo, lo respingiamo inconsciamente, quindi, naturalmente, questo è lontano da noi.

In ogni caso, noi dobbiamo andare avanti e prima di tutto dobbiamo essere preoccupati di capire la sua importanza. Anche se ora stiamo avanzando, dobbiamo sempre passare sopra la linea di sinistra per chiarimenti critici e vedere che non è sufficiente. Ogni giorno dobbiamo aggiungere degli sforzi per la connessione, e solo per questo.

Oltre a questo, dobbiamo ringraziare i nostri amici di tutto il mondo che fanno la divulgazione e distribuiscono materiale esplicativi. Abbiamo bisogno di sostenerli nel loro lavoro, davvero ci aiutano molto tutti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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Il gruppo fa di te un eroe

Lettera n.8 di Rabash: Riunitevi in un gruppo stretto di persone in un luogo, sotto una guida per opporre resistenza agli attacchi dei nemici con il potere di superare, oltre qualsiasi limitazione umana….

Il potere di superare oltre qualsiasi limitazione umana, ma com’è possibile? Esiste qualcuno che possieda veramente questo potere? Oltre qualsiasi limitazione umana… questo è già il Creatore.

Questo significa che solo il potere del superiore ci può aiutare a sollevarci, a superare queste condizioni e tutti i nemici interiori (ovviamente questo non implica i nemici esterni). Ognuno di noi ha tanti pensieri e desideri che ci confondono e non ci lasciano nemmeno un minuto. Dobbiamo lottare contro tutti loro, ma è impossibile farlo da soli,  ma si può fare da una forza che vada oltre i mezzi umani, la forza del superiore.

La forza del superiore è la forza del Creatore, che ci viene data attraverso quella del gruppo. Non possiamo dirigerci direttamente verso il Creatore, ma soltanto verso il gruppo. Non si trova in nessun altro posto, solamente nel gruppo.

È per questo che dobbiamo cercare sempre di stare insieme agli amici, nei pensieri e desideri comuni simultaneamente, nella stessa frequenza e nella stessa direzione di movimento, come cantando e ballando insieme. Qui troveremo questa forza che ci supporterà, incurante di tutti i disturbi che vengono dagli “attacchi dei nemici”.

“Sono senz’altro coraggiosi e persone di forte spirito, la loro decisione è messa sulla pietra poiché non faranno un singolo passo indietro. Loro lottano dal primo livello nella guerra con l’inclinazione al male fino all’ultima goccia di sangue. E aspirano solamente alla vittoria in questa guerra nel nome del Creatore”.

Bene, chi può dire questo di se stesso? Che eroe sarebbe questo? Forse solo un bambino potrebbe dalla mancata esperienza. È impossibile con qualsiasi altra forza oltre i mezzi umani. In altre parole, è impossibile ottenere il successo senza l’aiuto dall’Alto, questa idea dovrebbe imprimersi nel gruppo.

L’uomo non può persistere con questa idea, ed è uno sbaglio pensare di poter riuscire a ricordarlo, anche scrivendolo da qualche parte….io vedo che molte persone scrivono durante le lezioni (io facevo lo stesso quando studiavo), pensano che la carta sia la loro anima, nella quale registrano, ma questo non aiuterà per niente.

sarò capace di registrare questa conoscenza nella mia memoria quando cerco di farlo nel gruppo attraverso la garanzia mutua. Tutto ciò che esiste nel gruppo è la mia memoria, e posso essere sicuro che non si cancellerà di lì e sarò capace di usarlo.

Io personalmente posso continuare a dimenticare tutto, ma gli amici continueranno a ricordarmi questa conoscenza: che io posso avere successo unicamente attraverso la forza del Creatore, e non da me, e la forza del Creatore esiste nel gruppo.

Allora sarò capace di essere “coraggioso”, come ho bisogno di essere, se riesco a connettere tutti noi insieme, trovare la forza superiore dentro di noi, e obbligarla ad aiutarci. Com’è scritto: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Questa è la condizione del Creatore che sta aspettando che ci dirigiamo verso di Lui, che ci appelliamo a Lui.

Il Creatore viene rivelato a condizione che l’appello venga dal gruppo ed è per questo che chiamiamo il gruppo il vaso per la rivelazione del Creatore.
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(Lezione 2° dal congresso Arvut, del 18.11.2011)

Non giudichiamo secondo le sensazioni

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” (50): Tuttavia, prima di questo, quando la scrittura parla solo dal punto di vista dell’occultamento, il testo finisce con, “e diranno in quel giorno: non sono questi i mali arrivati dall’alto su di noi perché il nostro Dio non è tra noi?”

In altre parole, una persona sente che non ha alcuna relazione con il Creatore, perché gli manca l’equivalenza della forma con il Creatore, e di conseguenza si sente male. Potrebbe essere che ha fatto un sacco di soldi in borsa e che tutto è andato bene, ma si sente male, perché non ha alcun contatto con il Creatore, il che significa che gli manca l’equivalenza del forma con l’attributo della dazione generale chiamato “il Creatore”.

“Questo significa che essi credono ancora nella Provvidenza di ricompensa e punizione e dicono che i problemi e la sofferenza sono venuti a loro perché non sono aderiti al Creatore…”

Questo significa che io ho capito che sono maligno, che non porto me stesso alla correzione, e quindi vengo “punito.” Sto affondando nell’occultamento. Ma d’altra parte, siamo capaci di vedere anche la ricompensa perché sentiamo la risposta negativa e grazie a ciò possiamo correggere noi stessi. Questo significa che devo “baciare” il bastone che mi aiuta ad essere consapevole di quanto io sia disceso in un cattivo stato. Altrimenti potrei degenerare senza nemmeno sentirlo.

Quindi la differenza è in come mi giudico: in base a come sento il mio stato attuale, o in accordo allo stato stesso, così com’è. Devo determinare il mio stato come maligno in relazione alla richiesta per la correzione dei desideri in cui io non sono ancora aderito al Creatore. Questi vasi sono rotti, e il male può essere sentito in loro in modo diverso. Posso stare male perché mi sento vuoto, e posso stare male perché sono staccato dal Creatore. Posso anche sentire il vuoto e sentirmi bene in questo, perché sento la rottura in quel modo. Ed infine, posso sentirmi male perché sento un distacco. In ogni caso, io sento che sono distaccato dal Creatore.

Quindi tutto è determinato in accordo allo stato presente. Esso non dipende da te e tu non puoi saltare casualmente da uno stato all’altro (come le frecce nel disegno). Piuttosto, è necessario esaminare quello che abbiamo: “mi sento buono o cattivo? Suppongo che mi sento bene, che cosa sento: distacco dal Creatore o una connessione con Lui? Distacco: mi preoccupa? No, mi sento bene. Ma posso ancora vedere il male in questa situazione? Non in questo momento.”

È necessario determinare la tua sensazione precisa e il tuo atteggiamento allo stato reale. Questo è il chiarimento interno dello stato che ti è stato fornito. Poi sentirai la domanda: “in che modo il gruppo e la luce che riforma e tutti gli altri mezzi possono aiutarmi a correggere il mio atteggiamento?” È impossibile correggere un sentimento buono o uno cattivo oppure lo stato del distacco. Il gruppo è in grado di correggere solo il mio atteggiamento verso questa situazione.
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(Dalla prima parte dell aLezione quotidiana di Kabbalah del 22.01.2012, Shamati 1)

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La vergogna della disuguaglianza

Tutti i cambiamenti che accadono nell’universo, seguendo l’origine del piano della creazione, appartengono unicamente alle creature. Ma il Creatore è costante, com’è scritto “Io non ho cambiato la mia manifestazione della mia HaVaYaH”. in relazione a Lui non succede a nient’altro: Lui desiderava creare una creatura per compiacerla e l’ha fatto.

Tutte queste cose accadono dentro la creatura, nella sua coscienziosità, comprensione, percezione e sviluppo. In questo modo si sviluppa da un punto, che essenzialmente lo separa dal Creatore. È un punto speciale, creato dal Creatore, che è il motivo per il quale la creatura è chiamata creatura, un desiderio.

Tutto oltre questo punto deve essere assolutamente come il Creatore, e per portarli a questa somiglianza e creare una connessione tra il Creatore e la creatura, quest’ultima si divide in un’enorme quantità di parti.

Queste parti sono separate e spinte dal loro egoismo una lontano dall’altra, il desiderio di gioire, l’inclinazione al male, un’intenzione egoista. Così si sente la creatura: divisa e diversa, separata in molti sistemi, che sono ostili uno con l’altro, ma tutto esiste solo dentro la creatura e le sue sensazioni.

Questa sensazione è chiamata “occultamento” (Alama), un intero sistema di mondi (Olam), che esiste perché la creatura possa comprendere finalmente che l’occultamento la separa dal Creatore. Nel Creatore c’è assoluta perfezione e unanimità, Lui è uno e in Lui non ci sono delle differenze. Ma dentro la creatura c’è un infinito numero di parti differenti, che si contraddicono una con l’altra.

Alla fine la creatura scopre che questa divisione non gli permette di connettersi al Creatore e crea disuguaglianza tra di loro. Questo evoca un sentimento speciale, chiamato vergogna, il sentimento della loro differenza, che fa sì che la creatura inizi ad agire, lottando per diventare come il Creatore. E da qui vede che per questo deve unirsi a tutti quelli che adesso odia, spinge, rifiuta e non prende in considerazione.

La creatura è pronta per fare questa transizione, queste azioni di correzione, per poter ottenere l’uguaglianza con il Creatore, qualsiasi cosa per raggiungere l’adesione. La totale uguaglianza delle azioni e caratteristiche è chiamata adesione.

Questo è un processo graduale, passo dopo passo nel quale realizziamo il programma della creazione. Dobbiamo sentire noi stessi in tutti gli altri stati nella via verso l’unità o quando è già raggiunta, in altre parole, in tutti i gradini della scala, mente incrementiamo lo sviluppo della nostra unità.

Alla fine vedremo noi stessi come delle creature completamente diverse, e il gruppo apparirà diverso, non solo l’unione di amici in una squadra, ma una nuova formazione spirituale con desideri e pensieri comuni in una realtà differente. Ma qualsiasi nuovo stato è diretto verso il raggiungimento di una connessione maggiore, che si riferisce all’unione sia nel nostro mondo sia in quello spirituale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.11.2011, Gli scritti di Rabash)

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