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Una chiamata dall’epicentro del confronto tra forze

Una lettera dal sud di Israele: “La situazione è tale che noi non possiamo trovarci per la lezione oggi e dobbiamo stare a casa coi bambini perché in ogni momento la sirena può suonare. Ma il nostro desiderio di essere in classe con il resto del gruppo mondiale è enorme! Come possiamo fare questo affinché abbiamo il desiderio costante e non solo sotto i missili?”

Risposta: Noi siamo tutti insieme nella stessa unione. Noi conosciamo dalla saggezza della Kabbalah che così noi risvegliamo le forze superiori nascoste in natura. Noi speriamo che in questa maniera saremo in grado di risolvere questo confronto. La nostra unità dovrebbe avere un impatto sulla connessione complessiva, prima di tutto in Israele, nell’epicentro delle forze opposte, e poi al mondo intero, dove c’è una collisione di queste due forze che causano crisi, uragani, disastri naturali e rivolte in Europa.

E questo è perché tutti i nostri amici nel mondo dovrebbero sentire una grande responsabilità. Coloro che hanno il punto nel cuore devono unirsi e portare il mondo alla correzione. Nessuno tranne noi comprende cosa sta accadendo nel mondo e vede le vere ragioni nascoste dietro alle decisioni, le forze agenti e le intenzioni.

E’ noto che il “cuore dei legislatori e dei re sono nelle mani del Creatore,” e questo è perché solo noi, che dipendono da Yashar – Kel, che è, “sforzo diretto al Creatore,” siamo in grado di operare la correzione. Non importa quante migliaia di chilometri separano un amico dall’altro, un gruppo dall’altro. Se ci uniamo per uno scopo, una forza attraverso internet, noi siamo completamente insieme.

Alcuni sono seduti in bunker nel sud di Israele, altri sono al centro, in differenti parti della nazione, oppure attorno al mondo, ma tutti noi dobbiamo sentire un’enorme connessione tra noi al livello spirituale che ci attira la Luce che Riforma. Noi ci sforzeremo cosicché la Luce superiore realizzi la nostra unità.

E dopo che la Luce è rivelata in questa connessione e ci aiuta a fare chiarificazioni e correzione, noi raggiungeremo uno stato assolutamente buono. Noi speriamo di portare il mondo a questo.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.11.2012, “La Pace nel Mondo”)

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Sensibilità verso il Creatore

Domanda: Come posso diventare più sensibile al Creatore?

Risposta: Ho portato questo tipo di esempio molte volte – che acquisiamo la sensibilità verso un certo fenomeno dal momento in cui iniziamo a lavorare con esso, anche se non lo abbiamo fatto prima. Noi acquisiamo la sensibilità verso tutto: verso le pietre, gli alberi o le altre persone. Prima non prestiamo attenzione ad una persona e poi cominciamo a sentirla sempre di più e scopriamo tutto ciò che si trova in essa. Questo si chiama: “l’abitudine diventa una seconda natura.”

Il lavoro che svolgo con gli amici, quindi, devo indirizzarlo nei confronti del Creatore. Io lavoro per scoprire le qualità degli amici, di cui non ho bisogno e a cui non sono interessato affatto, per aumentare la mia sensibilità verso di loro, scoprendo più attributi che posso. Non della natura corporea dell’amico, ma del suo atteggiamento nei confronti del Creatore. Poi, nel momento in cui sono e voglio essere in contatto con lui, scopro una sensibilità nei confronti del Creatore.

Il Creatore Stesso non esiste. Egli si rivela solo nelle nostre connessioni. Aumentare la sensibilità nei confronti della connessione con gli amici, quindi, equivale ad aumentare la sensibilità verso il Creatore.
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(Dal congresso di Giorgia del 06.11.2012, Workshop 2)

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Connettere l’intero mondo al Creatore

Il punto principale che noi dobbiamo costantemente tenere in considerazione come nostro obiettivo interiore è il principio di “Non c’è nessuno tranne lui. Il Creatore è la ragione per ogni stato, ogni pensiero, ogni percezione, per tutto ciò che ci accade. Esiste solo una forza che gestisce me e il mondo intorno a me, e non c’è nient’altro oltre a questo.

Questo significa che io, attraverso il mio collegamento con il mondo, in ogni momento, in ogni evento e in ogni azione, sia internamente che esternamente, devo raggiungere la comprensione che “Non c’è nessuno tranne lui” all’interno del cerchio globale. Questo è chiamato adesione con il vaso generale. Questo è il nostro lavoro, ed è questo ciò su cui ci concentriamo.

Tuttavia, il mondo è grande, e, quindi, iniziamo con il gruppo (1), e poi si passa al resto del mondo (2). Devo collegarmi con il gruppo attraverso diversi casi e problemi, e dovrebbe essere la cosa più importante per me, ora. Quando mi rivolgo al gruppo, mi devo anche ricordare il mondo come la seconda parte del mio lavoro.

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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2012, “Il ruolo della nazione di Israele”)

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Il Potere della mutua garanzia: Provala e vedrai

Tutti gli esìli che il popolo d’Israele ha attraversato erano tutti esìli dalla mutua garanzia. E ogni volta, le sofferenze aumentavano in misura tale che il gruppo di Abramo si riconnetteva nuovamente. Ma alla fine il desiderio di ricevere crebbe così tanto che l’amore fraterno si trasformò in odio infondato. Il Tempio fu distrutto, la garanzia mutua venne spezzata, e le persone si ritrovarono nell’ultimo esilio che continua fino ai giorni nostri.

Oggi, come ci dice Baal HaSulam, il popolo di Israele è come un sacco di noci, che sono insieme solo a causa di circostanze esterne. L’odio da parte delle altre nazioni, in una certa misura, li costringe a connettersi, ma questa connessione non esiste interiormente o nelle connessioni fisiche, che sono tipiche delle altre nazioni. Tra il popolo di Israele, esisteva solamente la connessione della mutua garanzia quando il loro riconoscimento, la comprensione, e i loro sforzi erano diretti a stare insieme.

Ogni altra nazione è unita da una forza naturale “istintiva”, mentre la nazione israeliana deve lavorare sulle sue connessioni, altrimenti questo lavoro viene fatto dall’odio di coloro che si trovano intorno ad essa, non lasciandole altra scelta. In tal caso, la nazione di Israele è connessa solo al livello della natura, non si sviluppa e rimane in esilio poiché di per sé non avanza verso la connessione, di propria iniziativa,e non desidera scoprire la qualità della dazione e dell’amore, che è “il campione del mondo” (אלוף), la lettera ebraica Aleph (א) fa la differenza tra l’esilio (גלות – Galut-diaspora) e la redenzione (גאולה – Gheula).

Quando i figli di Israele aspirano a scoprire la dazione e l’amore nella connessione tra di loro, escono dall’esilio. Così oggi sono in esilio e non sono ancora una nazione. Li tiene insieme solo una serie di problemi, in modo che non si disperdano, affinché siano in grado di svolgere il loro ruolo trasmettendo questo messaggio a tutto il mondo, portando, infine, soddisfazione al Creatore.

Questa è la situazione attuale. Ciò significa che i figli di Israele dovrebbero investire in questo tutto il loro potere, per passare dalla pressione esterna alla pressione interna. Quando la pressione interna li obbligherà a connettersi più dei missili e delle altre rivelazioni di odio generale, la pressione esterna si arresterà. Il popolo d’Israele deve essere costantemente obbligato a connettersi, per superare la pressione di fattori esterni.

Ma oggi la gente è pronta a parlare di connessione ed è semplicemente una vergogna. È la situazione sbagliata quando il Creatore evoca la connessione tramite i nemici delle nazioni del mondo. Questo non è il vero lavoro della nazione israeliana e non c’è niente di cui essere orgogliosi. La gente non stabilisce buone relazioni tra loro e le forze esterne compiono questo lavoro. Nel frattempo, dobbiamo sviluppare i nostri poteri interiori trasformandoli in connessione e quindi tutta la pressione esterna si fermerà. Scomparirà semplicemente.

È molto facile testare questo in quanto la connessione interna reciproca non costa niente, non ha bisogno di nulla, tranne per un desiderio e una decisione. Quindi cerchiamo di provare e vedere quali vantaggi porterà. Non vi è alcun dubbio che guarirà la società, sarà utile al paese, e sarà benefico per tutti. Il numero degli incidenti stradali e della criminalità si ridurranno. Al tempo stesso, seguiremo e vedremo se esso aiutera’ ad aumentare il nostro senso di sicurezza e se colpira’ i nostri nemici. Io sono per provarlo.
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(Dalla quarta parte della lezione di Kabbalah del 16.11.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Crescere nel gruppo

La nostra forza principale è l’ego. Oltre all’ego esiste solo un piccolo punto nel cuore di tutti e noi dobbiamo connettere questi punti. Se li connettiamo in un unico grande punto, sentiremo dentro il mondo spirituale. Poi tutto verrà insieme: me, il gruppo, e la forza superiore.

D’altra parte, l’ego vuole allontanare tutti i nostri punti l’uno dall’altro. In realtà ha lo scopo di spingerci nella direzione opposta alla connessione, e questo è il motivo per cui viene chiamato un “aiuto contro.”

Come dovremmo costruire un ambiente che ci aiuterà a soddisfare i punti nel cuore e le nostre forze egoistiche in modo che insieme ci connetteremo in un unico grande punto meraviglioso? Nonostante le interruzioni dell’ego, utilizzandolo, vogliamo connettere i nostri punti nel cuore in un unico punto. Come possiamo usare il potere dell’ego per raggiungere questo obiettivo?

Il punto è che io non conosco la via per il mondo spirituale. Per me è un punto interrogativo che mi viene nascosto. Come posso rivelarlo? Come posso concentrarmi correttamente? Con l’aiuto del gruppo, io uso il mio ego in senso opposto, diventa un «aiuto» (Ezer Ke Negdo) e mi aiuta a concentrarmi con precisione sulla spiritualità, sul Creatore. Questo è possibile solo nel gruppo quando lavoro con il punto nel cuore per trasformare l’ego nella direzione opposta, (la linea tratteggiata verde nel disegno). Allora, invece di tirare me verso il basso, l’ego mi indirizza correttamente, in modo che io possa entrare nel mondo spirituale.

In una persona quindi esiste solo un ego e un punto nel cuore, e con l’aiuto del gruppo, cambiamo l’ego e troviamo il modo per avanzare ogni volta nella direzione opposta.

In realtà, non è solo per il desiderio egoistico di ricevere cose diverse nel nostro mondo. Si tratta di un ego speciale che è solo contro la connessione, contro il punto collettivo in cui scopro il mondo spirituale. È per questo che io trascuro e ignoro tutti i desideri e i pensieri che non sono legati alla connessione. Invece io lavoro nel gruppo cercando di connettermi con gli altri, e scopro quanto sono opposto ad esso: io non voglio niente del genere, odio gli amici e non posso nemmeno pensare di connettermi con loro. È questa repulsione che è il vero ego opposto alla connessione. Tutto il resto non ha importanza.

Il gruppo qui ha un ruolo chiave: Aumenta ai miei occhi l’importanza dell’unione e mi sprona costantemente e mi obbliga a mantenerla. Solo l’ambiente (Sviva) mi porta verso l’ignoto, che serve come un modello che mi aiuta a soggiogare e a connettermi ancora interiormente. L’ambiente in realtà mi porta verso la connessione.

Saliamo così al primo livello (step 1) al di sopra del Machsom (barriera) quando trasformiamo il nostro intero ego, tutto il rifiuto e la resistenza alla connessione e all’unione nella direzione opposta, alla forza di connessione e di unione. Questo è il significato di “aiuto contro.”

Quindi passiamo al secondo livello. Qui l’ego si rivela di nuovo, ma questa volta più di prima, dal momento che appartiene già al livello successivo (fase 2). Qui ho la scelta per l’unione con l’aiuto del gruppo, in cui l’ego comincia di nuovo a manifestarsi. Se io non sono attratto verso l’unione, non lo scopro.

È per questo che gli estranei non capiscono di quale ego stiamo parlando. Il punto è che non sono solo i rapporti umani, non si tratta di buone azioni e intrighi. La gente crede che trattare male gli altri sia egoismo e trattarli bene sia altruismo. Noi giudichiamo solo dal punto di vista dell’unione. Pertanto, dopo aver scoperto il primo livello, voglio andare avanti e connettermi al gruppo. Nel secondo livello scopro l’ego (EGO2), e lavoro contro di essa e mi elevo al secondo livello. Nel cammino esistono nel complesso 125 livelli.

Alla fine raggiungo l’unione perfetta, con tutta l’umanità, siamo tutti insieme in un punto chiamato “goccia di unione”.Che tipo di ambiente dovrebbe esserci per consentirmi di scoprire l’ego giusto, separarlo dall’ego animale di questo mondo, e trasformarlo in una forza motrice? In che modo l’ambiente mi dovrebbe influenzare affinché io possa raggiungere lo scopo?

In che modo, inoltre, dovremmo utilizzare i nostri congressi, quando reciprocamente ci influenziamo l’un l’altro, in modo che questa potente connessione possa permettere a ciascuno di noi di scoprire il punto di unione: “Dove si trova? Cosa devo fare per raggiungerlo? Come faccio a entrare nel mondo superiore? Come faccio a scoprirlo? “

Come dovremmo preoccuparci di tutti per consentire a loro di raggiungere questo punto interiore (il centro del gruppo), il nostro “grembo” (Rechem)? Dopo tutto, entriamo nel gruppo come se entrassimo in un grembo materno, e ci sviluppiamo come un embrione. Come possiamo preparare tal “involucro” per ognuno di noi, in cui ciascuno si svilupperà come da una goccia di sperma?

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(Dal congresso in Italia 28.09.2012, Workshop 1)

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La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
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Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re

Rabash, “Le tre linee:” Prima che ad una persona le sia concesso di uscire dall’amore di sé stesso e di fare tutto al fine della dazione, che si chiama Lishma (per il Suo nome), la persona studia diverse cose così come sono, ma sono solo nomi senza commenti, quindi lui non ha nessun raggiungimento nella materia che sta studiando, poiché non sa nulla circa le radici superiori che sono chiamate con i nomi Santi delle Sefirot o Partzufim.

E possiamo imparare la materia superiore, chiamata la saggezza della Kabbalah, solo sulla via del merito, dal momento che questa puo’ portare alla persona il desiderio e la passione di aderire al Creatore, poiché queste sono questioni Sante riferendosi ai Santi nomi … e quando la persona studia la materia superiore al fine di avvicinarsi alla santità, viene portato alla vicinanza delle luci, quindi egli vuole che questo studio lo porti al fatto che gli sarà concesso di puntare tutte le sue azioni al fine della dazione, e questo è chiamato lavorando in preparazione, come quando una persona si prepara per essere pronto a entrare nel Palazzo del Re e di aderirsi a lui.

Ci sono diverse fasi nel lavoro di preparazione. Nella prima fase di studio una persona ascolta, ma lui non sente, poiché egli non sa di cosa si parla. Tutti i termini di cui si parla nei libri di Kabbalah sono nascosti alla persona — egli non li sente e non li vede; Egli non discerne se stesso o il suo ambiente. Quindi egli immagina ciò che sente e ciò che desidera.

Lui non lavora con questi concetti e non può discernerli o rispondere a loro, lui pensa che il faraone è una persona che regna nell’Egitto, che è un paese lontano, che il Creatore è molto distante e che Israele è qualcuno che è nato da una famiglia ebrea. Gli mancano i concetti e le regole spirituali, quindi lui non può sentire immediatamente una reazione interiore, quando li ascolta.

Se lui sente parlare di un dolore nel cuore, alla testa, al braccio o alla gamba, egli può subito immaginarlo. Sentirebbe subito una reazione alla parola che sta sentendo, ma i termini Kabbalistici non evocano alcuna reazione in lui, e quindi, nel frattempo, lui studia senza attribuire tutto questo a se stesso. Ma la Luce circostante opera su di lui e lo riforma, e nella misura in cui la persona fa tutto quanto in suo potere, lo porta sempre più vicino al mondo superiore.

La cosa principale è che in un primo momento la persona non sa che l’unico modo per avanzare è sottomettendo se stesso al gruppo, l’insegnante e ai libri. Dopo tutto, egli è come un bambino che deve rispettare il più grande, il livello superiore a lui. Da questo accorcia o allunga il tempo. La preparazione può richiedere diversi anni, fino a quando lui si avvicina abbastanza alla luce e inizia a sentire come la luce opera in lui e comincia a discernere ogni attributo in lui. Questo può durare 20-30 anni.

Tutto dipende dalla misura in cui la persona può sottomettere se stesso prima all’insegnante, al gruppo e allo studio con tutti i mezzi che ha. È il periodo di studio di Yenika (infanzia) quando uno deve aderirsi e dedicarsi al livello superiore, quando deve annullare la sua mente e tutto ciò che sa quanto più possibile. Poi c’è la fase di maggiore consapevolezza, quando una persona inizia già a discernere questi attributi in lui e ha l’esperienza delle salite e delle discese.

Nella terza fase già capisce che è il Creatore che evoca queste salite e discese in lui, come quando lo chiama, “Vieni al faraone!” Il Creatore è sempre sul lato destro e Faraone è sul lato sinistro, e la persona rimane in mezzo tra queste due forze. Ma fino a quando questo non è in realtà rivelato dentro di lui, egli può solo immaginare che questo è il modo in accordo alle proprie reazioni. Alla fine lui grida dal momento che non può uscire da se stesso e liberarsi della dominazione del Faraone e allora le viene concesso il riscatto.

Da questo momento in poi la strada non è affatto più facile. La persona vede semplicemente tutto ciò che le accade lungo questa strada in modo diverso. La redenzione diventa l’occasione per la dazione per lui, per salire sopra se stesso e lavorare trascurando le proprie spiacevoli sensazioni interiori.

Così egli avanza e il suo avanzamento è determinato dalla rivalutazione dei suoi valori.
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(Dalla preparazione alla lezione di Kabbalah del 15.11.2012)

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Anche chi legge questa lettera è stato scelto

Baal HaSulam, Lettera 9: Ora so che il Creatore mi ha concesso una preferenza speciale sulle altre persone della mia epoca, per il quale ho indagato per un po’, per conoscere la ragione per cui sono stato scelto secondo la volontà di Dio, e dopo tutte le umiliazioni subite dai malvagi, che è la struttura che domina il mio tempo, e dopo aver realizzato la sua vera misura, sarò grato al Creatore che è con me, per aver distratto il mio cuore ora e sempre, dal sentire la domanda dei malvagi, “Cos’è questo lavoro che fai?” Dato che ho scoperto che sono costretto e che in questi giorni devo essere come un bue al lavoro e un asino al carico. Non riposerò per tutto il giorno e tutta la notte alla ricerca di un modo per portare soddisfazione al mio Creatore, anche il giorno in cui sento che mi piace il lavoro e il carico grande, anche 70 anni insieme, non sapendo il suo successo, anche tutti i giorni della mia vita, seguirò la via che mi è stata ordinata di percorrere, seguire tutte le sue vie e aderire a Lui, dopo aver sentito tutto in anticipo.

Allo stesso tempo, a causa della mia bassezza non posso esonerare me stesso da qualsiasi riflessione e contemplazione di non fare nessun tipo di lavoro per il Creatore. E penso e bramo tutto il giorno all’altezza del lavoro del Creatore, e l’essenza dell’ altezza è tale da non poterla esprimere per iscritto adesso.

Nessuno conosce a cosa è destinato e quale sia la radice della sua anima. Tutti noi partiamo da un piccolo desiderio verso la spiritualità, e noi dobbiamo svilupparlo, ciascuno secondo la misura in cui opera in lui il desiderio. Una persona cerca di ascoltare ed effettuare questo requisito adempiendolo attraverso l’ambiente.

Il ruolo di una persona è quello di costruire l’ambiente in cui può svilupparsi. Per noi è come un grembo materno, ma dobbiamo costruirlo da soli. In base al nostro progresso, costruiamo gradualmente il grembo materno, costruiamo l’ambiente, il gruppo, lavorando costantemente per aderire al maestro, agli amici, ai libri dal momento che questi sono i mezzi per raggiungere l’adesione con il Creatore.

Se una persona sente e usa correttamente solo questi mezzi, costruendo un ambiente che si prenderà cura del suo sviluppo spirituale, questo lo rafforzerà gradualmente e si nutre di questo. Egli aderisce al gruppo e attraverso questa adesione si unisce al potere della fonte che scorre in lui attraverso l’ambiente e lo eleva portandogli di volta in volta nuove intenzioni, aiutandolo a sviluppare e vedere le cose da una nuova prospettiva. In tal caso egli avanza.

Tutti iniziano in questo modo, sia i grandi Kabbalisti che la gente comune. Nessuno sa esattamente quale sarà il suo percorso. Il ruolo di una persona è solo quello di utilizzare i mezzi che gli vengono dati, per costruirsi un gruppo, per scegliere il giusto ambiente, e attraverso ciò, realizzare il suo libero arbitrio.

Se una persona effettua solo questi sforzi, risparmia un sacco di energia e ha sufficienti opportunità per raggiungere l’obiettivo. Se non lo fa, egli finirà per scoprire che la vita è passata, e che non è riuscito a fare nulla. Dipende tutto da come egli è concentrato su questo obiettivo, al fine di sottomettere se stesso innanzi all’unico mezzo che ha.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 14.11.2012)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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In previsione del Congresso Siberiano

Domanda: Stiamo attraversando un periodo di aumento del lavoro interiore del gruppo, e alcuni dei nostri amici hanno avuto l’impressione che a questo proposito possiamo ridurre in modo significativo la nostra attività di divulgazione per dedicarci maggiormente al lavoro interiore.

Risposta: Tutto il nostro lavoro è costituito da due opposti. Rabash ha scritto nei suoi articoli che il problema è che apparentemente siamo tagliati dentro di noi, siamo suddivisi in interiore ed esteriore. E il mondo intorno a noi sembra suddiviso in interiore ed esteriore. Ecco perché è necessario capire come essere in contatto con esso.

A questo proposito, noi spesso dedichiamo più tempo alla nostra unione interiore, e poi la lasciamo andare via per un po’ e ci impegnamo nella divulgazione. Tutto dipende dalle condizioni del nostro ambiente.

Ora ci stiamo preparando per un grande congresso in Russia. Ci auguriamo che centinaia di nostri amici vi parteciperanno, anche quelli che non hanno avuto un collegamento visivo diretto con noi.

Vedo questo congresso come molto importante ed è per questo che l’unione che dobbiamo raggiungere lì non vale naturalmente tutta la nostra attenzione. Così, mentre la divulgazione verso l’esterno è importante per noi, quella interiore lo è di più.

Così, ci stiamo muovendo. Come il battito del cuore, tutto il nostro lavoro si muove attraverso l’inalazione-espirazione, e il mondo interiore è in questo movimento. Compressione ed espansione si alternano, e così si avanza: lungo le linee di destra e di sinistra. Tutto è disposto alternativamente.

Quindi, non bisogna chiudere completamente una di queste linee. A volte, non ci resta che spostare l’attenzione da una parte all’altra, dall’interiore all’esteriore e vice versa. Quindi, in ogni caso, non dovresti farti prendere dal panico se ci fermiamo con la divulgazione verso l’esterno, e, soprattutto, con la divulgazione interiore.

Eppure dobbiamo cercare di prepararci di più alla vigilia del congresso, cioè, unirci, e cercare di portare al congresso tutti coloro che studiano con noi in vari luoghi, in particolare nella regione della Siberia, la Far East, la parte meridionale della Russia, e i paesi limitrofi.

Dobbiamo cogliere questa opportunità, vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza di questo congresso e invitare tutti gli individui, tutti gli scettici, e coloro che comunicano nello spazio virtuale in diverse parti delle infinite distese della Siberia e di tale regione. Mi auguro che tutti troveranno la forza, i mezzi e il tempo per incontrarsi con noi.

C’è ancora una massa enorme di persone che sono sole da qualche parte, lontane le une dalle altre, ed è auspicabile che almeno una volta frequentino i nostri congressi. Spero che abbiano questa opportunità. Lasciate che si connettano, almeno con gli organizzatori del congresso, e anche se non hanno intenzione di partecipare, devono scrivere, così che noi sappiamo dove sono. E se improvvisamente decidono di venire, saremo in grado di aiutarli.
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(Dalla Lezione virtuale del 28.10.2012)