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La radice del Lavoro Spirituale

La radice del lavoro spirituale sta nel trovare il fondamento delle azioni che il Creatore compie su di noi. Nel momento in cui riveliamo che il Creatore è ovunque, che Egli è alla base di tutto e che è Colui che sostiene tutto, di fatto iniziamo a lavorare nel capire e riconoscere tutto questo. La comprensione ed il riconoscimento sono al di sopra della ragione dentro dei nuovi vasi e non nei vasi che abbiamo adesso.

Quindi, la nostra ascesa lungo i livelli della rivelazione è la rivelazione della Provvidenza superiore e la comprensione che il Creatore ha preparato e predisposto tutti gli eventi ed è la causa di tutto quello che succede. Più in alto saliamo la scala del conseguimento, più profondamente scopriamo le nostre radici guardando indietro a tutta la strada compiuta per ascendere fino al mondo di Ein Sof (l’Infinito).

Ogni volta scopriamo che ogni ascesa ha una radice più profonda di quello che pensavamo. Ogni azione, anche la più piccola, ed ogni stato hanno migliaia di diverse ragioni che sono collegate a migliaia di altre importanti azioni che influenzano la precise fondamenta della creazione.

A noi sembra di attraversare diversi eventi e accadimenti personali nei nostri rapporti con gli amici, con il gruppo, con il mondo esterno, con la nostra famiglia, con noi stessi, ma improvvisamente scopriamo come tutto questo, anche i dettagli più piccoli, sono collegati a tutta la realtà, a migliaia di anni evoluzione del nostro mondo, ad altri cicli di vita, agli elementi dell’universo, di tutta la creazione, al di sopra di tutti i mondi.

In questo modo dal “davanti” percepiamo “ciò che è dietro”, e da “ciò che è dietro” percepiamo il “davanti”. Con questo reciproco aiuto – come si dice, ” Alle spalle e di fronte mi circondi” – riveliamo il Suo diretto ed indiretto controllo. Un uomo desidera ardentemente che il “davanti” e “ciò che è dietro” siano rivelati, allora il “davanti” è rivelato, ed in questo modo la Luce di Hassadim e la Luce di Hochmà gli vengono rivelate una dentro l’altra nei nuovi vasi, ed egli consegue le sue radici.

Dalle radici, egli già consegue Colui che le mette in azione, che le prepara e le aggiusta, che significa, il Creatore, come è detto: “Dalle Tue azioni noi Ti conosceremo“.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Chi sta proiettando il film della nostra vita?

Ad ognuno di noi è stato dato un punto nel cuore, una Reshimò (gene spirituale) del livello successivo, e così cominciamo a realizzarla. Ma come farlo? Dopo tutto, da un lato, vi è un desiderio che si concentra sul Creatore, ma dall’altro, sembra che ci sono molte forze e fattori, e siamo attratti da un certo posto non sapendo cosa fare e come farlo.

Su ogni livello facciamo scelte senza sapere verso cosa siamo attratti, ciò che ci sta accadendo, o da dove provengono tutti gli attributi e i nuovi desideri che si trovano dentro di me, ecc.

Il risultato è che ho un problema ad unirmi alla forza superiore. Il mondo intorno a me, ossia i diversi fattori che mi influenzano, le persone, gli animali, la natura vegetale e inanimata, non sono oggetti corporei, ma forze che ci influenzano. Devo attribuirle al Creatore e capire che Lui è l’unica cosa che si trova dietro di loro, il direttore capo, il regista e l’operatore. È così a tutti i livelli e in ogni stato.

Ma c’è un problema: come faccio a raggiungere la rivelazione del Creatore? Rivelare il Creatore significa stabilire che solo Lui gestisce il mondo intero.

Egli ha creato un Masach (schermo) intorno a me sotto forma di una sfera sulla quale proietta un film perenne chiamato “il nostro mondo”, “il mio mondo”. Devo cercare di sapere chi sta proiettando questo film per me. È per questo scopo che mi viene mostrato il film sullo schermo in cui mi trovo. Ogni volta vengono proiettati persone, eventi e sentimenti diversi e tutto avviene solo affinché io possa rivelare il direttore sopra di loro, e che mi concentrerò solo su di Lui, attraverso tutti i problemi. Non esiste nessuno tranne Lui.

Ma tutto ciò che mi influenza nega l’unione con il Creatore e mi fornisce sensazioni e informazioni che sono totalmente opposte a Lui. Così mi sento diviso. Da un lato, ho la sensazione di questo mondo, di una moltitudine di cause e dei (non importa come lo chiamate). D’ altra parte, vi è solo una forza.

Il mio obiettivo è uscire dallo stato di molteplici cause, lo stato di sentirsi diviso, dal momento che io non capisco perché ho incontrato così tanti problemi su tutti i lati. E per di più, improvvisamente mi trovo in uno stato di crisi. Non mi sentivo così prima, non riguarda la rivelazione di questo sistema dal momento che non c’era nessuno per il quale rivelarlo.

La crisi mi spinge a mettere in discussione le molteplici cause. Cosa sta accadendo in questo mondo? Mi prende la paura animalesca del futuro: come vivere e cosa fare?

Il problema aumenta. Le domande che sorgono e le crisi si integrano tra loro e mi conducono ad un dilemma (Δ): ” Che cosa dovrei fare in questo mondo? Qual è la ragione di tutto ciò che accade?” Devo capire la ragione della crisi.

Nel momento in cui io so di cosa si tratta, sarò in qualche modo in grado di affrontarlo. Mi spinge a cercare; questo può richiedere anni, e potrebbe anche passare attraverso una terza e una quarta guerra mondiale. Tutti questi sono processi storici e possono essere molto lunghi e durare per decenni.

Finalmente dopo una lunga ricerca, mi rendo conto che c’è un Creatore, la forza che evoca tutto questo, che gestisce e determina tutto. Una persona comincia a chiedersi perché il Creatore fa tutto . Ma egli si chiede come noi, come le persone con un punto nel cuore. Il momento i cui una persona sente che c’è una certa causa che deve scoprire, è già il punto nel cuore.

Successivamente una persona raggiunge un gruppo di Kabbalisti, e si impegna nello studio e nell’educazione integrale e raggiunge gradualmente la correzione. Siamo già nello stato, quando dopo aver raggiunto la giusta connessione nel gruppo (cioè ciò che l’educazione integrale e l’educazione è – anche per noi), ci rendiamo conto della metodologia spirituale (“la realizzazione del gruppo”) e raggiungiamo la correzione.

Quindi l’obiettivo principale è come Baal HaSulam dice nell’articolo “Non esiste nessuno tranne Lui“, che anche se sentiamo una moltitudine di cause, dobbiamo constatare che esiste una sola causa per tutto ciò che accade. Questo è il nostro lavoro, il nostro chiarimento, e tutto.

Il Creatore ci manda tanti problemi che ci riducono in pezzi e dobbiamo concentrare loro solo su una causa. Questo avviene perché i molti problemi che vediamo sono in realtà tutti un solo problema, la nostra mancanza di comprensione, la nostra opposizione. Dal momento che siamo fatti di diversi attributi, la nostra opposizione a Lui si rivela sotto forma di molte contraddizioni differenti.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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I “Più” e i “Meno” del Congresso

Domanda: Dopo il congresso, cerchiamo costantemente di mantenere il livello che abbiamo raggiunto lì, nonostante l’egoismo ulteriore che adesso stiamo scoprendo dentro di noi. Com’è lo stato che adesso ci si sta rivelando in relazione al processo che stiamo attraversando?

Risposta: Non possiamo salire come vogliamo se non diamo valore al nostro sforzo, che è la nostra ricompensa. Ora, dopo il congresso, dobbiamo essere felici che abbiamo perso il gusto dell’unione e che noi non sentiamo alcun desiderio di connetterci. I nostri rapporti sono diventati opachi, insapori e bui. Ma questo in realtà è grandioso dato che ora possiamo cercare di riempire il vuoto che ci viene rivelato!

Dobbiamo vedere questa opportunità come un regalo. Si tratta infatti di un vero e proprio dono dall’alto. Abbiamo voluto dare e ora abbiamo un vuoto che possiamo riempire! Quando potremo sentire di nuovo un simile vuoto?

Lo stato di unione durante il congresso ci è stato dato come esempio affinché ora possiamo essere in grado di fare la stessa cosa da soli. Durante il congresso ci è stato dato il “più” in modo che ora che è comparso il segno “meno” faremo la stessa cosa. Il più è l’esempio che è venuto dal Creatore. Ora abbiamo la possibilità di ripetere le sue azioni e raggiungere lo stesso risultato.

Il segno più si distingue per la salita mentre il segno meno indica una discesa. Il Creatore ci ha dato un esempio, Egli ci ha rivelato il sentimento, la forma, e ora dovremmo fare lo stesso. Noi, però, non diamo valore a questo sforzo e non ci sentiamo grati per questo, ma piuttosto malediciamo il Creatore e ci offendiamo per ciò che ha fatto con noi. Trascuriamo la possibilità di diventare come lui.

È durante una discesa che siamo in grado di provocare e attirare su di noi la Luce Circostante. Tutto il problema è che dobbiamo farlo, ma non lo facciamo.
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I passi per l’avanzamento spirituale

Domanda: Quali passi abbiamo bisogno di compiere per poter pensare e sentire tutto all’interno del centro del gruppo, perché è questo che è specificamente necessario per accelerare la nostra adesione come gruppo mondiale?

Risposta: La combinazione di tutti i metodi che Rabash ci insegna nei suoi articoli sono adatti per portare l’unione:

  • Annullare te stesso davanti agli amici.
  • Mostrare loro quanto per me sia importante lo scopo, quanto il Creatore è grande ai miei occhi.
  • Giocare di fronte a loro al fine di sollevarli, e con questo sollevo me stesso.
  • Ridurre me stesso davanti a loro, accettare tutto ciò che esigono da me.
  • Partecipare a tutto ciò che aiuta nella divulgazione perché tramite questo avviene la scoperta del Creatore tra le Sue creature. In particolare questo è il Suo primo, il più grande, e unico desiderio. Pertanto la divulgazione è il più grande mezzo per il nostro avanzamento.
  • Partecipare alle riunioni degli amici e al resto degli eventi condivisi.

Tutto questo al fine di riunirsi insieme, arrivare all’unione e creare un “Kli” condiviso, in cui si rivela il principio di equivalenza con il Creatore.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Taratura del cuore di dolcezza — amarezza

Quando la mente é d’accordo che la verità è nella dazione, una persona deve lavorare sul suo cuore, che secondo la sua natura, sente solo il ricevere come dolce e la dazione come amaro. Il lavoro di conversione della ricezione in dazione é il lavoro del cuore. Logicamente sono d’accordo e adesso devo sentire la dolcezza nella dazione. Questo si ottiene con l’abitudine, svolgendo certe azioni prima con vigore: ascoltando quello che dicono gli amici, avendo invidia di loro e provando a fare quello che fanno loro.

Queste azioni, che sono contro la mia volontà, attirano la Luce che Riforma su di me. Dopo tutto, non si tratta della mente che può essere persuasa, ma del cuore, dei desideri. Soltanto la Luce può cambiare il desiderio poiché lo creò in primo luogo. Allora se io lavoro sistematicamente per attirare la Luce Circondante sui miei desideri, gradualmente comincio a sentire l’importanza della dazione.

Ci vogliono diversi anni. Dopo tutto, dalla prima settimana del mio arrivo, sono venuto solo ad imparare, e a parlare proprio della grandezza della dazione. Vedo come gli amici ne parlano e ripeto dopo di loro, come un bambino che ripete quello che dicono gli adulti, anche se non capisce ciò che significa. Però consapevolmente eseguo azioni di dazione verso gli amici, il che significa che io studio con loro con l’intenzione di attirare la Luce che Riforma, per cambiarmi.

Continuo a pensare alla Luce che cambierà la mia attitudine verso la dazione. La dazione deve essere più di una semplice verità teorica che riconosco nella mia mente grazie all’ evidenza ottenuta. Ora sto cercando la Luce che cambierà il mio cuore quindi sentirò la dolcezza della dazione.

Alcune delle dolcezze che proviamo nella dazione sono il risultato delle mie azioni. Se aiuto gli amici, ricevo una risposta positiva da loro e mi sento già in quella dolcezza. Loro mi trattano in modo gentile come risposta alla mia dazione ed io comincio a rispettare me stesso per aver dato a loro e per aver aiutato gli altri. Significa che comincio a cambiare la mia attitudine verso la dazione perfino da semplici azioni corporali, che mi permettono di sentire il suo gusto dolce e piacevole.

Però il cambiamento più importante del sapore viene effettuato dalla Luce che Riforma. Tutto questo lavoro si chiama il lavoro del cuore.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.07.2013, Shamati 148 “ Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso”)

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Io = La Luce = Il Creatore

Domanda: Durante l’ultimo congresso c’era la chiara sensazione che tutto dipende solamente dagli amici, che fanno tutto per conseguire lo scopo, e noi godiamo di questo stato. Poi tu hai detto che l’essere in questo stato ci fa dimenticare il Creatore. Dov’è la linea di confine tra l’amicizia ed il Creatore? Quali sforzi dovremmo fare adesso per aggiungere il nostro stato di unione al Creatore?

Risposta: Si tratta di una domanda difficile. Se io credo che il Creatore fa tutto, allora cosa fanno gli amici? Se io credo che il Creatore muova i miei amici e doni a me attraverso di loro, significa che io connetto gli amici con il Creatore ed io sono esterno ad entrambi, o che connetto me stesso con gli amici e noi tutti cerchiamo Lui, ma siamo insieme, e Lui non è ancora tra di noi. Allora, come possiamo trovare il giusto stato qui?

Baal HaSulam dice che per avanzare correttamente dobbiamo immaginare uno stato uguale simultaneamente (nel disegno c’è un triangolo equilatero): il Creatore, il gruppo, ed io. Ci dobbiamo incontrare al centro per trovare Lui, me stesso e anche il gruppo, tutti e tre gli elementi. Perciò, dobbiamo aspirare fortemente al centro in modo che questi tre elementi si muoveranno insieme costantemente nella nostra coscienza: io, il gruppo o la Torà (la Luce), ed il Creatore.

Dobbiamo costantemente sentire che ci avviciniamo insieme tra di noi, fino a quando non ci troviamo al centro. Ciò significa che la condizione per lo sviluppo spirituale è io= la Luce= il Creatore. Quando questi tre parametri sono identici dentro di me, significa che sono tutti in un unico punto.
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(Dalla 2.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Alla ricerca dell’Unione con il Creatore

Domanda: Come possiamo trovare il Creatore?

Risposta: CercandoLo. In conseguenza a tutti i problemi che incontriamo e che dobbiamo sistematicamente e gradualmente risolvere a livello fisico, ci dobbiamo concentrare sul Creatore, in quanto capiamo che è stato Lui a darci tutti questi problemi e che noi li dobbiamo risolvere.

 

Baal HaSulam dice che quando mi alzo presto al mattino per andare a lavorare sento che tutto dipende da me, e che tutto è solamente nelle mie mani. Ma quando ritorno a casa alla sera devo dire che tutto quello che ho affrontato durante il giorno è successo solamente perché era stato programmato in anticipo in questo modo dal Creatore. Questa è la ricerca di unione con Lui, della Sua unicità.

Noi dobbiamo tentare di aderire a questo. Ne discuteremo in futuro e state attenti perché è il nostro obbiettivo principale.

A livello successivo, incominceremo a scoprire le qualità e le forze spirituali, ed i movimenti spirituali in ognuno di noi e nel gruppo secondo il nostro gruppo globale. Incominceremo a pensare sempre di più non al nostro gruppo di dieci persone e non al nostro gruppo che comprende parecchie dozzine di persone, ma penseremo al gruppo globale. Sentiremo un desiderio fortissimo, un bisogno, una necessità di percepire tutti e che è tutto nostro. Avremo un grande desiderio di questo, ma si tratta già della fase successiva.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Le scintille che galleggiano

Domanda: Come possiamo valutare se un incontro è andato bene? E’ il parametro la sensazione di una “sfera di lamponi”?

Risposta: Una “sfera di lamponi” si riferisce al gruppo che diventano uno, un gruppo di dieci che diventano uno. Allora, ogni membro del gruppo di dieci perde la sensazione di sé e sente che lui è su un livello superiore. Nel nostro stato, siamo dieci, e al livello successivo, il gruppo di dieci diventa uno. Io chiamo questo una sfera di lamponi.

Ognuno dovrebbe cercare di immaginarsi in questo modo. Annulliamo noi stessi e saliamo con la forza della dazione e invece di dieci, diventiamo uno, ma nel livello successivo. Questo si chiama elevare il MAN.

Entriamo al superiore come un embrione e cominciamo a sentire. La sfera di lamponi diventa una goccia di liquido seminale riguardo al superiore. Così, quando annulliamo noi stessi e siamo incorporati in Lui insieme, sentiamo qualcosa, ma non sappiamo cosa sia esattamente. Mi sento bene a causa di qualcosa che è al di fuori di me, ma non capisco davvero dov’è e cosa sta succedendo. Questo è l’inizio dell’ Ibur (concezione).

Se sentiamo un ondata di caldo insolito durante l’incontro con il pubblico, dobbiamo entrare nella sfera di lamponi con loro, e quindi spronarli.

Ogni persona ha la radice della connessione con il Creatore, le Reshimot (geni spirituali) che sono apparsi dopo la frammentazione dei vasi. L’unica differenza è quanto profondamente sono nascoste. Alla fine, ognuno deve raggiungere la correzione in modo che, quando si crea una sfera di lamponi insieme con il pubblico, c’è una particolare sensazione di connessione. Trasmettete il vostro risveglio per loro da quella connessione, la Luce Circostante. Allora, la scintilla che è nascosta profondamente in loro, e che non permette ad una persona di sentirla, comincia a galleggiare e a venire in superficie.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.08.2013)

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Ritorno all’ amore

Domanda: Riconosco che il segreto della divulgazione è molto semplice. Dipende da noi di irradiare felicità come risultato della connessione tra di noi. Le persone saranno specificamente attratte da questo, non dalla sofferenza che li respinge, ma saranno attratti dalla felicità che dobbiamo diffondere. Come facciamo a mantenere la diffusione di felicità per tutto il tempo?

Risposta: Ti dirò cosa ho fatto. Ero seduto, scrivevo libri. Lavoravo sull’archivio che mi ha lasciato Rabash. Spetta a ciascuno sentire la propria missione. Ho raggiunto Rabash quando aveva 75 anni. Non sapevo quanti anni gli rimanessero da vivere, ma sapevo che dipendeva da me ottenere il più possibile da lui e se non lo avessi ottenuto, allora tutta la conoscenza che lui aveva, tutto, sarebbe andato in malora. Ho avuto la sensazione di essere costretto ad assorbire tutto, di registrare su nastri audio e di scrivere tutto quello che lui aveva. Potrebbe essere che questo era presunzione o anche audacia, ma questo mi ha tenuto.

Non aspiravo ad essere il numero uno dopo di lui. Anche ora, non mi sento in quel modo, Non mi piace molto questo poiché rende solo la vita complicata. Sentivo che ero obbligato a ricevere, a bere da questo bene fino alla fine, in modo che questa conoscenza non scomparisse. Invece, si sarebbe diffusa a tutti. Questo era il senso della mia missione. Questo mi ha davvero tenuto.

Più di questo, non ho nulla da aggiungere. Fate quello che ha scritto Rabash: connessione, la gioia dello scopo, avere una sensazione di bisogno e di essere stati scelti per una missione grande e difficile.

Pensateci. Cosa vuol dire essere genitori? Da un lato, siete felici di vedere i vostri figli svilupparsi, crescere, e dall’altro, siete molto preoccupati per loro. Certamente, si desidera loro che crescano con molto successo, ma se non è così? Come sarete delusi e frustrati? E molto di più in proporzione alla vostra mancanza di successo.

Vale a dire, la vostra preoccupazione è in altro. Essi ci danno un esempio di amore naturale nell’inanimato, il livello più primitivo. Se, come reazione, loro amano anche voi, allora questo amore per voi è molto più forte, e il dolore, la sofferenza della persona amata è molto più terribile e tragico, che la vostra sofferenza personale, per amore amplifica tutte le sensazioni 620 volte.

Pertanto, se avessimo un sentimento di amore tra di noi, allora il mondo semplicemente “esploderebbe di gelosia” a causa della nostra felicità . Quindi, l’intero segreto è sempre quello di tornare ad amare. Così, se ci rapportiamo in questo modo verso l’umanità , improvvisamente sentiranno che tipo di persone siamo e che cosa sta succedendo tra di noi. Tuttavia, ancora oggi, quando ci vedono insieme, si chiedono il significato delle strane relazioni “sovrumane” che esistono tra di noi.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo del 14.07.2013, Lezione 5)

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Avanzare insieme o soffrire da soli

Domanda: Come può una persona che è disperata dalla vita sapere che esiste la saggezza della Kabbalah da qualche parte e che ci sono delle persone che la possono aiutare?

Risposta: La Luce gli darà questa opportunità e gliela presenterà, proprio come ha portato voi a questa lezione. Ognuno riceve questa opportunità, ma poi ognuno deve fare i propri sforzi da solo. Solo allora continuerà ad avanzare.

La differenza tra avanzare lungo il cammino della sofferenza e avanzare lungo il cammino della Luce è la velocità e la facilità. Quando un uomo aderisce ad un gruppo, incomincia a ricevere molta più Luce di quando se ne sta da solo.

Io devo passare attraverso certi stati e posso passarci con l’aiuto di una Luce grande o con l’aiuto di un piccolo raggio di Luce. La differenza è che nel primo caso io sono parte di un gruppo e così la Luce che giunge al gruppo brilla anche su di me attraverso il gruppo. In questo modo ricevo il desiderio generale, l’immenso vaso. Il mio Reshimo (il gene spirituale) è il Reshimo generale, poiché avanzo insieme a tutti gli altri. Immaginate quanto possa essere veloce questo modo di avanzare.

Allo stesso modo, Io posso rimanere nel mio desiderio privato e non avere altro che un punto. La Luce che brilla su di un uomo è la Luce della sofferenza e non la Luce che lo aiuta ad avanzare. Infatti, un uomo non aspira alla connessione con gli altri, il che significa che egli non ha intenzione di annullare il suo ego.

Io mi posso trovare in uno di questi stati: uno stato nel quale la Luce fa pressione su di me dal basso attraverso la sofferenza o in uno stato in cui sono attirato in avanti dal gruppo verso la connessione e mi sforzo di connettermi. Il mio sforzo è il primo fattore e poi, di conseguenza, la Luce che ho attirato brillerà su di me. “Io risveglio l’alba”, significa che io sono il primo. Mentre, nel primo caso, la Luce mi ha costretto, e così l’ho percepita come sofferenza poiché ha agito contro la mia volontà.

Qui sta tutta la differenza. O possiamo correre in avanti da soli oppure siamo spinti da dietro dai colpi. La differenza è la velocità e la facilità o le difficoltà lungo la strada.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.08.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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