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Rivelando la luce d’amore

Come risultato della frammentazione dei vasi capiamo che dobbiamo tornare allo stato che ha preceduto la frammentazione. Innalzando il MAN dallo stato frammentato, sforziamo noi stessi ad espandere i nostri vasi 620 volte. Poi raggiungiamo lo stato corretto dotato di tale intensità, come risultato del nostro sforzo riveliamo la Luce in tutta sua NRNHY, che è l’obiettivo della creazione.

Il Creatore vuole che riveliamo il Suo attributo d’amore e dazione, e non solo che gusteremo solo una goccia del Suo riempimento. E’ come un bambino che riceve 100 grammi di polenta dalla sua mamma e allo stesso momento effettivamente riceve anche tutto l’amore e attenzione che sua madre sente per lui.

Siccome siamo stati creati con il desiderio di ricevere, non possiamo assaporare niente più che una scintilla piccolissima, “una candela sottile,” di tutta la Luce. Questo ora è abbastanza allo scopo di essere in contatto e in qualche modo connessi al Creatore. Però tutto il resto è la Luce d’amore, la Luce di dazione, il nostro atteggiamento verso gli altri. Secondo la legge di equivalenza della forma, dobbiamo raggiungere lo stesso atteggiamento verso il Creatore allo scopo di rivelare la Sua attitudine verso di noi.

Per questo motivo ci hanno dato la frammentazione dei vasi in modo da scoprire e rivelare questo stato frammentato e da esso scoprire lo stato corretto. Poi saremo in grado di capire l’attitudine del Creatore verso di noi. Allora tutto il nostro lavoro è focalizzato sulla connessione fra noi, e così, oltre alla frammentazione, scopriremo i giusti rapporti d’amore e dazione invece che di separazione e odio.

Il Creatore è l’attributo d’amore e dazione rivelato all’interno del vaso, nel desiderio. Questo attributo è rivelato fra noi perché l’amore non può esistere in una persona ma deve essere diretto verso qualcuno. Ci impegniamo nella rivelazione di questo attributo e dobbiamo stabilire le stesse relazioni fra noi.

Prima non sentiamo nulla fra noi, né relazioni buone né cattive, ma cominciamo a lavorare su di esse evocandole l’un l’altra. Capiamo che una persona non potrà mai risvegliarsi all’ amore, dazione, e connessione da solo. Essa deve essere svegliata; le deve venir mostrato un esempio; invidia, lussuria, ed onore devono essere accesi; lui deve rispettare apertamente coloro che guardano bene gli amici e che dimostrano il loro amore, dazione e sollecitudine per tutti.

Dobbiamo invidiare chi si comporta in questo modo nel gruppo, si dovrebbe desiderare di essere come loro, e si dovrebbe rispettare questo comportamento. Si scopre che una persona viene risvegliata, e da Lo Lishma (non per il Suo bene) e diverse azioni con la giusta intenzione, si dovrebbe semplicemente imparare dagli altri e raggiungere Lishma (per il Suo bene). Nonostante l’indurimento del cuore, la persona deve sempre essere al di sopra di qualsiasi disaccordo, dei diversi problemi e conflitti fra gli amici dimostrando a tutti quanto fortemente egli anela all’amore e alla connessione. Tutto quello che raggiungiamo tramite la Luce che Riforma sono i livelli di connessione, gli stati che esistevano prima della frammentazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah dell 13.03.2014)

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Scalare insieme sulla cima della montagna

Non importa se leggo Lo Zohar o se sono occupato in cucina; ciò che è importante è che io desideri ardentemente la Luce che Corregge e di connettermi con gli amici. Non posso desiderare ardentemente la Luce senza l’unità o la connessione. E’ una pre-condizione essenziale, della quale non ne parliamo nemmeno, poiché è ovvia.

Se non c’è alcuna connessione, il mio desiderio per la Luce è un desiderio egoistico e falso ed è solo per un mio vantaggio. Senza di essa non possiamo scalare il Monte Sinai perché da questo punto in avanti iniziamo a pensare solamente insieme.

Questo non succede automaticamente, è ovvio, e ce lo dobbiamo ricordare a vicenda sempre, e questa è la ragione del sostegno reciproco. Ecco perché c’è stato l’accordo di accettare il sostegno reciproco sul Monte Sinai, poiché nessuno può desiderare ardentemente un vero vaso a meno che tutte le altre parti di questo vaso non ne siano d’accordo, le 600.000 anime che formano il vaso completo.

Le 600.000 anime sono il simbolo del nostro desiderio ardente di raggiungere lo scopo programmandolo prima. Lo scopo finale è di raggiungere il livello chiamato 60 Ribo, Arich Anpin, e così dobbiamo raccogliere 600.000 anime, il che significa che dobbiamo desiderare di salire sulla cima della montagna insieme.

Domanda: Mentre leggiamo Lo Zohar, come rafforziamo il sostegno reciproco tra di noi attraverso il desiderio della Luce?

Risposta: Un uomo semplicemente non lavora senza un altro uomo. Questo è una regola. Perciò, “ama il prossimo tuo come te stesso” è la regola generale ed il solo modo con il quale possiamo ricevere la Torà. Senza questa regola la Luce non arriverà, o potrebbe arrivare ma solamente in un forma molto debole.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 11.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Scopriamo che siamo destinati non a mantenere il nostro legame con il Creatore e che non abbiamo bisogno di un vasto pubblico per mantenere la “sfera di lamponi“, invece dobbiamo avere questa sfera per servire un più vasto numero di persone. E soprattutto attraverso questa scoperta ci avviciniamo alla fine della correzione.

Il che ci rende possibile di vedere l’integralità, i legami, e l’Arvut (la garanzia mutua) in natura. Iniziamo a stabilire il nostro rapporto con un numero più vasto di persone: quanto ne abbiamo bisogno, perché senza non possiamo dare contentezza al Creatore, e quanto il Creatore vuole l’umanità e non noi.

Questo è il modo in cui conseguiamo il nostro destino e scompariamo. Una “nazione di sacerdoti” si ha quando non esistete. Servite sempre più persone, servite tutta l’umanità, e servite il Creatore. Ed in questo vedrete il vostro ruolo anonimo. Non avete alcuna parte o diritto in niente, in sostanza voi siete il legame di collegamento, un canale, un elemento di trasmissione. E questo è un bene perché in tutto questo possiamo veramente essere più vicini alla natura del Creatore.

Dobbiamo presentare e dare un esempio al mondo, e attraverso questo esempio trasmettere al mondo la condizione spirituale che abbiamo conseguito. Anche se nel frattempo questa è la parte opposta dello stato spirituale, se ce la facciamo a far girare il volto del mondo verso di noi, noi possiamo girare il nostro volto verso il Creatore. Rivolgendoci al mondo con amore, possiamo rivolgerci con amore verso di Lui. A questo riguardo è detto: “Dall’amore delle creature all’amore del Creatore”.

E per far girare il volto del mondo verso di noi, è necessario risvegliare gli uomini alla giusta comprensione della solidarietà con loro. Per questo è necessario trasmettere la tensione interiore nelle parole. Le parole devono essere molto chiare e profonde. Solamente in questo modo possiamo essere integrati nel cerchio più esterno, connettendoci veramente con loro. E allora riceviamo quel qualcosa in più che serve e che ci aiuterà ad elevarci e ad entrare in un livello superiore.

Il corretto educatore integrale per lo sviluppo spirituale deve risvegliare questo sviluppo in uno studente. Se ce la facciamo a raggiungere i cuori degli uomini, allora, soprattutto queste esperienze ed impressioni che risvegliamo in un numero maggiore di persone farà sì che riusciremo a far crescere la palla dal color del lampone, migliorando e rafforzando il punto di contatto con il Creatore e così percependoLo.

E’ detto: “Ho imparato da tutti i miei studenti”. Comprenderemo allora perché attraverso la connessione con gli studenti una persona può imparare di più che dagli insegnanti.
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Un Duetto: Il Creatore e il Creato su un violino

Domanda: Oggi, tanti dei nostri amici escono per incontrare il pubblico che ascolterà per la prima volta parlare sulla saggezza della Kabbalah. Come possiamo acquisire la fede tramite il pubblico?

Risposta: La fede proviene dal Creatore e la mancanza per esso proviene dal pubblico. Noi, d’altra parte, dobbiamo essere nel mezzo come i coordinatori, come un collegamento. Raggiungiamo il pubblico con le nostre intenzioni di dare piacere al Creatore poiché loro sono i vasi generali della nostra anima che è davanti a noi, e vogliamo farli unire in modo che il Creatore possa essere rivelato in essi affinché noi possiamo dare piacere a Lui.

Uscendo per andare al pubblico, dobbiamo sentire che siamo i rappresentanti del Creatore, che abbiamo ricevuto un’opportunità meravigliosa per dare piacere a Lui. Dimostriamo al pubblico che abbiamo una tale buona volontà e un cuore aperto, senza alcun auto-beneficio o domanda, ma soltanto con l’inclinazione per far loro del bene.

Se raggiungiamo il pubblico con questa intenzione, avremo successo. Siamo nello stato di Hafetz Hesed per quanto riguarda il pubblico e per quanto riguarda il Creatore, significa che riceviamo le dieci Sefirot di Hassadim, il livello dei sacerdoti (Cohanim). La cosa principale è di prepararsi nel modo giusto, proprio come i musicisti che sintonizzano i loro strumenti. Questo è effettivamente il modo in cui dovremmo calibrarci, come avvicinare l’arco sulle corde di uno violino avanti e indietro, così controllando le inclinazioni interiori con le quali usciamo al pubblico e l’inclinazione interiore con la quale ci rivolgiamo al Creatore. Questa via, quest’abbondanza, la Luce, fluirà attraverso di noi al pubblico senza alcuna interruzione da parte nostra. Le mancanze del pubblico salgono dal basso e la Luce scende dall’ Alto, i desideri dal basso e la Luce dall’ Alto.

Provate a sintonizzare voi stessi in questo modo, e all’improvviso sentirete che venite gestiti totalmente su un lato dal pubblico e sull’altro dal Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal Ha Sulam)

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Che cosa preferisci?

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 69: Quando uno aumenta la propria fatica all’ interno della Torà e i suoi segreti, in tale misura, uno fa la virtù dell’ interiorità del mondo – che è Israele –o vola alto oltre l’esteriorità del nostro mondo, che sono le nazioni del Mondo.

Quindi tutto dipende dal preferire l’ interiorità all’esteriorità. Queste due parti sono essenziali nella Torà, nelle nostre azioni, nelle nostre intenzioni, in tutto. Dobbiamo sempre distinguere fra ciò che è più interno e ciò che è più esterno e preferire uno all’altro.

Così una persona si focalizza su se stesso, sull’obiettivo giusto e avanza. Infatti, non c’è nulla che dobbiamo fare ma tutto il tempo preferire l’interiorità all’esteriorità, e chiarificare ciò che è l’ interiorità e che cos’è l’esteriorità, preferendo l’una al di sopra dell’altra.

Una persona è come un dipolo, o come l’ago di una bussola. Preferisco che l’ago costantemente punti sulla spiritualità come risultato mettendosi al di sopra della corporeità. Qualsiasi cosa è più vicina alla dazione, all’interiorità del gruppo all’ interiorità del mondo, per concentrare i miei sforzi, devo sempre essere oltre qualsiasi cosa corporale. Questa chiarificazione è effettivamente l’unica cosa che sono tenuto a fare in qualsiasi momento, e nient’altro tranne quello.

Domanda: Come si può integrare il pensiero della creazione in questa divisione di interiorità ed esteriorità?

Risposta: Come potrebbe il pensiero della creazione adempiersi se non abbiamo il libero arbitrio per preferire l’ interiorità all’esteriorità? Questo è il modo in cui ci realizziamo.

Il pensiero della creazione è di fare bene ai i Suoi esseri creati, di portare l’uomo al livello del Creatore in modo che lui possa essere indipendente e anche assomigliare al Creatore. Questo ha già due opposti: come può essere indipendente e allo stesso momento assomigliare al Creatore? Questo è un paradosso. Allora dobbiamo sempre lavorare nella fede sopra la regione, nella dazione oltre la ricezione.

L’esteriorità è più vicina al mio ego, e alla mia vita; vorrei che l’ amore per me stesso, i miei desideri di ricevere, fossero sempre pieni e che mi sentissi bene. Mi vorrei sentire bene e confortevole in esso, vorrei che tutto fosse piacevole e tranquillo. L’ interiorità è dazione: è la preoccupazione degli altri, adesione alla società e all’insegnante, e tramite loro, adesione al Creatore.

Se non preferisco uno all’altro, come posso scegliere? Come posso formare me stesso? Questo è il mio lavoro. Senza di esso non posso formare me stesso in qualsiasi modo.

Quando una persona vuole acquisire una forma, egli evoca la Luce che Riforma e si fa il lavoro. Però senza la bramosia di una persona non c’è indipendenza e non c’è raggiungimento del Creatore poiché non c’è un vaso, non c’è il desiderio.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 3.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Verità e beneficio

Domanda: All’inizio il nostro lavoro è stancante e poi ci tiene occupati e ne siamo sopraffatti….

Risposta: Questo dipende dalla tua abilità. Se diventi un esperto nel tuo lavoro, allora il lavoro è un piacere per te. Quando ti piace quello che fai non senti il lavoro come un peso ma come un piacere, un’auto espressione, e quindi non ti senti stanco. Come un vero artista che si addormenta al cavalletto perché fisicamente spossato ma non perché ha separato se stesso dal lavoro.

Domanda: A volte mi sento così stanco da sentirmi senza la connessione con lo sviluppo spirituale e le attività del gruppo come un servitore che non ha più bisogno di nulla. Come si può arrivare ad uno stato di cooperazione reciproca?

Risposta: Dobbiamo lavorare assieme con tutti, questo è tutto. Io so che non c’è nessun altra via, e mi senbra di non poter andar d’accordo con questa cosa, è difficile per me, e vorrei fare tutto in modo diverso, ma non c’è scelta, è necessario; esiste un fine superiore.

Non può essere che io possa avanzare verso la verità perchè deriva un vantaggio da essa. La verità ed il vantaggio non esistono assieme. Il vantaggio sta solo dalla parte dell’ego.

Il fine superiore mi forza ad avanzare. Diamo felicità al Creatore con questo; ci innalziamo al suo livello.

Cerca di prendere degli obblighi verso il gruppo, verso gli amici, la responsabilità verso tutti; innalzati a questo livello, non abbassarti. Il Creatore di darà tutti i tipi di effetti collaterali. Supponiamo che stai facendo qualcosa di buono assieme ora. Egli ti spingerà verso un lavoro migliore, un migliore stipendio, delle condizioni migliori e così via.

Non si può accettare questo come una carità od una ricompensa. C’è solo un ritorno: io desidero scoprire le caratteristiche della dazione e dell’amore come risultato del mio lavoro. Quindi, cerca di tirarti sempre più vicino alla proprietà della dazione per tutto il tempo.
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L’importanza della Nostra Missione per il Mondo

1. Tutta l’umanità, tutta la natura, dopo la frantumazione è diretta verso l’unione. E noi siamo coloro che studiano la scienza dell’unione, la saggezza su come attirare un altro potere alternativo che ci aiuti a fare crescere l’unione.

Tutta l’Educazione Integrale consiste in questo, insegnare ad una persona a connettersi agli altri il più velocemente possibile. Finora non c’è stato bisogno di questo metodo, e adesso invece sta iniziando ad essere richiesto.

Noi siamo come uno stoppino, tutta l’umanità sotto di noi è come l’olio, e sopra c’è la Luce dell’Infinito.

Di conseguenza, se faremo di noi stessi un canale, tutto andrà bene. Ci deve ancora essere rivelato che se non connettiamo il superiore, il medio, e l’inferiore nelle tre linee, non possiamo agire.

Abbiamo bisogno della connessione con la forza superiore, di modo che passerà agli altri attraverso di noi, a coloro che stanno attraversando lo sviluppo per lo scopo di elevare l’inferiore alla scoperta dell’elevazione massima. Ed è questo il modo in cui ci comportiamo; ci muoviamo sempre in questo circuito chiuso: dal basso il desiderio è rinnovato, e dall’alto la Luce arriva.

2. Nel lavoro con coloro che sono parecchio giù è importante fare in modo che la sensazione preceda l’intelletto. Teoricamente è impossibile insegnare l’importanza della saggezza ad un ampio pubblico; è impossibile trasmettere la saggezza alle persone prima della percezione. Fuggirebbero.

Noi stessi siamo pronti a tollerare questa saggezza perché abbiamo un desiderio, il punto nel cuore. Senza questo desiderio anche noi fuggiremmo.

E’ necessario impiegare e mettere in moto i partecipanti, far avere loro delle impressioni, riunirli per dei lavori di gruppo, sviluppare ed allargare la loro capacità nella percezione, comprensione e nel modo di sentire e questo per portarli ad un chiarimento che permetta loro di espandersi dentro e di scoprire uno spazio dentro di sé che inizierà ad essere colmato con ogni genere di dettaglio: “il gruppo”, “l’IO”, e così via.

Quando riuniamo i partecipanti per discutere le domande in un lavoro di gruppo, essi piano piano si strutturano in base al modello integrale del mondo e prendono delle decisioni in modo completo, attraverso l’annullamento dell’io, attraverso il concetto della sfera di lamponi. Essi costruiscono nel gruppo una mini realtà condivisa dove c’è un punto centrale e i Kelim, i desideri, si vogliono connettere in un auto-annullamento, nella reciprocità, nel sostegno reciproco (Arvut), al fine di scoprire il Creatore. In un gruppo come questo di dieci persone, esiste il modello di tutta la realtà.

(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi verso il Cammino Verso L’Unità, Punto 7)

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La fiducia che ci collega con l’ambiente

Domanda: Qual è la connessione tra la fiducia e la gioia?

Risposta: La fiducia ci porta gioia. La sensazione di fiducia è il risultato dell’ illuminazione speciale che proviene dall’ Alto e sostiene una persona come su un cuscino d’aria, riempiendolo quindi con gioia.

Ci sono due tipi di fiducia: fiducia a causa di ciò che ho nella mia tasca, fino a che punto io sono più forte dell’ambiente, o la fiducia nell’ambiente, di quanto è forte l’ambiente e dal fatto che io sono incorporato in esso, il che significa che la mia fiducia dipende dall’ambiente. È uno dei due.

La fiducia è la connessione con l’ambiente quando sono sia più forte dell’ambiente o quando l’ambiente è più forte di me, ma io sono collegato ad esso. Il miglior sentimento di fiducia è quando io sono soddisfatto di uno stato di piccolezza. Poi, io sono sicuramente tra le braccia dell’ ambiente, fiducioso come un bambino nelle braccia di sua madre.

Quando un bambino cresce, non sente lo stesso senso di fiducia che sentiva prima. Ha già dubbi e ha paura di tutto, mentre un bambino in braccio a sua madre non si preoccupa di nulla, e questo è il momento migliore.

(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Sempre ad un crocevia

Baal HaSulam, Shamati #53, “Il Problema del limite”:… Questo è il significato di, “Servi il Signore con gioia”. E’ così perché durante il Gadlut, non ha importanza sostenere che Egli conferisce il lavoro per essere nella gioia, visto che durante il Gadlut la gioia viene da sola. Invece, lavorare nella gioia gli viene dato per il tempo di Katnut, così che essi abbiamo la gioia anche se provano il Katnut. E questo è un grande lavoro.

Questo è chiamato la parte principale del grado, che è un discernimento di Katnut. Questo discernimento deve essere permanente, e il Gadlut è solo un aggiunta. Anche, si dovrebbe bramare per la parte principale e non per quelle aggiuntive.

Nel nostro lavoro noi raggiungiamo un intersezione, un bivio lungo la via, dopo il quale dobbiamo già misurare i nostri stadi lungo la via spirituale, o all’interno del nostro desiderio di ricevere o fuori da esso. Ogni cosa dipende da dove misuriamo il nostro stato, il nostro successo, il nostro continuo progresso.

Se noi misuriamo dentro il desiderio, allora siamo felici riguardo alla grandezza: l’altezza ed il riempimento. E’ la linea di sinistra che ci tira verso il lato dell’ego, secondo il quale aspiriamo a vedere ed a misurare ognicosa. Sulla linea di destra misuriamo tutto in relazione al gruppo ed al Creatore.

Nella linea di destra non siamo consapevoli dello stato in cui siamo e accettiamo tutti gli stati come lo stato perfetto. Questo significa che non consideriamo i nostri propri sentimenti, non importa quel che ci manda il Creatore. Misuriamo sempre tutto secondo la dazione, che significa fuori da noi stessi.

Sulla linea di sinistra è l’opposto: non ho altri pensieri che quelli per me stesso e riguardo a quello che mi capita, e questo è tutto quello di cui mi preoccupo per tutto il giorno.

Di conseguenza, il lavoro lungo le due line è diverso e dipende da quell che richiedo ad ogni stato. Se è della linea destra, richiedo di rimanere sulla via e sono preoccupato solo di perdere la direzione della dazione al Creatore attraverso l’ambiente e tutta la creazione.

In questo contesto lavoro sulla mia piccolezza, per rendere me stesso il più piccolo possibile. Voglio solo dare al Creatore il più possibile e non sento che sto dando o che Egli gode della mia dazione. Questo significa che diminuisco il ritorno in tutti i modi possibili, taglio tutti i fili e le vie per cui potrei ottenere un ritorno dalla mia azione di dazione, che cerco di accrescere il più possibile.

Questo tipo di lavoro è la massima dazione senza alcuna ricompensa. Il mio livello spirituale è dato dalla misura in cui posso fare dei ragionamenti puliti per la dazione assoluta senza alcuna ricompensa (come Rosh-Toh-Sof). E quindi mi sto già stabilizzando ed inizio a lavorare assieme al Creatore, mentre il Creatore apre sempre più opportunità per me.

Quando sono fermo sul livello precedente, chiedo sempre più potere per accrescere la mia dazione. Ovviamente, devo superare il mio ego sempre di più per poter ottere questo per non ricevere con lo scopo di dare. E posso convertire tutto quello che ricevo dal Creatore in dazione, e questo è un lavoro aggiuntivo a questo lavoro. Questo è il modo secondo il quale avanziamo.

Il problema giunge quando siamo arrivati proprio al bivio, dove è creata una separazione. Questo lavoro si ripete su tutti i livelli. Mano a mano che ascendiamo al prossimo grado spirituale, le Reshimot (le reminescenze) frammentate si rivelano. Devo sostare presso questo bivio per poter essere sicuro di dove è la linea di sinistra e dove è quella di destra. Non posso semplicemente girare a destra e non guardare del tutto la sinistra.

Questo è impossibile perchè una linea si fonda sull’altra linea. Se seguo la linea di destra correttamente e raggiungo un certo punto, anche la linea di sinistra cresce proporzionalmente, ma separo una linea dall’altra in modo da creare il mio “tronco” (Toch) e la “fine” (Sof) del Partzuf spirituale. Il posto dove faccio i miei calcoli è detto “testa” (Rosh). E così inizio a costruire il mio Partzuf spirituale. Questo è lavoro spirituale pratico. Questo è del tutto basato sulla figura del mondo che il Creatore rappresenta per me come conseguenza del mio atteggiamento verso la realtà.

Domanda: Dov’è il punto della nostra indipendenza nel disegno?

Risposta: Siamo indipendenti solo ai crocevia ma questi esistono continuamente. Dobbiamo sempre sentire di essere ad un bivio, come è detto “Devono sembrarti nuovi ogni giorno”. Tutto il tempo dobbiamo decidere e sempre scegliere la via di destra, e non cancellare la via di sinistra ma innalzarci al di sopra di questa.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.02.2014)

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Preparazione per il Congresso Integrale: La crisi

“Come il vantaggio della Luce dal buio”. Dobbiamo spiegare agli uomini quale grande dono ci è stato fatto. Noi siamo coloro che devono guidare il mondo intero alla fine della correzione, il che significa alla rivelazione dello stato corretto dell’umanità.

Questa è la ragione per cui il mondo è rivelato nella sua globalità e la connessione tra tutte le sue parti è rivelata nella sua integralità: tutti sono incorporati in tutti gli altri e tutti dipendono da tutti gli altri, ed è impossibile correggere una parte del mondo senza correggere un’altra parte.

Perché tutti i nostri progetti falliscono? Perché sprechiamo miliardi di dollari e non succede niente? Guardate i leaders del mondo che stabiliscono il ritmo della politica, dell’economia, dell’industria, del commercio, della tecnologia, dell’educazione, della cultura e della famiglia: più elevato è il loro status e maggiore è il numero di persone che sono influenzate dalle loro decisioni, e più si sbagliano.

Ora, vediamo sempre più spesso che chiunque prenda una decisione da solo accetta di essersi sbagliato. La ragione è che possiamo solamente prendere delle decisioni nell’unione. Non ha importanza qual è il livello di unione, e non si deve raggiungere la fine della correzione per questo. Si dovrebbe soltanto prendere una decisione dal punto in cui si sta veramente cercando di rassomigliare al Creatore il più possibile, anche se il Creatore è nascosto.

Una nuova guida si sta rivelando nel mondo in questi giorni. Precedentemente, la guida si realizzava lungo una linea solamente e noi siamo avanzati solamente per mezzo della forza dei colpi. Ci sentivamo male e siamo scappati dalle sensazioni del male a quelle del bene, come gli animali. Ma adesso la guida è rivelata nelle due linee e così una persona non può prendere una decisione, poiché solamente il gruppo può occuparsene. Il gruppo dovrebbe trovare la soluzione nella linea di mezzo.

Alla luce dei cinque punti precedenti dell’educazione integrale, possiamo correttamente valutare la ragione per cui il mondo si trova in uno stato di crisi. Invece, non c’è nessuna crisi nel nostro gruppo e noi stiamo avanzando verso una unione che diventa sempre più grande. Questo è il motivo per cui discutiamo della crisi e la risolviamo da noi.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 6)

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