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Lo spirito malvagio (Impuro)

Domanda: La divulgazione richiede delle azioni fisiche o i pensieri interiori di una persona sono sufficienti?

Risposta: Coloro che pensano soltanto senza agire sono chiamati gli spiriti impuri. Nel mondo spirituale, ci sono delle forze, ogni genere di spiriti e demoni; ci sono dei pensieri che non sono accompagnati da alcuna azione.

Quando un uomo realizza una restrizione ed ottiene lo schermo, la Luce riflessa lavora praticamente con i vasi spirituali dell’uomo. In questo caso, l’uomo è capace di azioni spirituali senza essere coinvolto nella materialità. Però, dipende dalla situazione; sappiamo che Baal HaSulam viaggiò verso la Polonia per incontrare i lavoratori che partecipavano alla dimostrazione del primo maggio. Pubblicò il giornale La Nazione in Israele, che provocò delle enormi reazioni opposte fino agli ultimi giorni della sua vita.

Il nostro mondo è il mondo delle azioni. Se non fate nulla in questa realtà, non potete nemmeno fantasticarne. Infatti, la messa in pratica effettiva è la conferma dei nostri pensieri, e cioè che noi siamo veramente in questa azione.

Quindi, se già avete degli schermi e potete lavorarci, potete farlo senza la materialità. Tuttavia, in questo caso, un uomo cercherà senza dubbio ogni occasione per connettersi con tutte le persone in generale e cercherà la correzione attraverso questa azione. Infatti, l’uomo capisce che “il Creatore abita tra la Sua gente”, al livello più basso, e che da qui potete iniziate la vostra correzione.

La sola cosa che potrebbe fermare tutti voi è l’oggettiva valutazione che chiaramente dimostra come l’avvicinarsi a tutta la gente in generale potrebbe danneggiare la divulgazione della saggezza della Kabbalah e la correzione del mondo nel suo complesso. In questo caso un uomo si dovrebbe fermare ed aspettare. Tuttavia, questa situazione non vale più oggi, perché tutto è già aperto. Siamo in un mondo che ha bisogno di una correzione da veramente molto tempo.

Non potete lavorare solamente su internet e ritenere che sia abbastanza. Anche se il vostro gruppo decide che servite in questo o in quello specifico campo di lavoro, dovete comunque prendere parte alle azioni fisiche e al lavoro comune. Senza le attività fisiche che coinvolgono le persone reali, non correggeremo mai le loro anime. Punto!
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(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 18.03.2014)

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Trasformare un insieme di persone in un gruppo

Il gruppo deve essere un mezzo per l’ascesa, per raggiungere il piccolo stato (dazione assoluta), per raggiungere l’importanza della Meta. Essere nel gruppo non significa che uno si scopre in compagnia di un centinaio di persone. Un gruppo è un sistema in cui si desidera essere nella linea di destra, dopo il punto di scelta.

Prima della scelta, questo non è ancora un gruppo, ma semplicemente un insieme di persone come la folla che lasciò l’Egitto, che ancora non si è trasformata in un popolo, ma è solo una massa. Solo in seguito al ricevimento la Torah, entrano in mutua garanzia e allora vien detto di loro: “Oggi siete diventati il mio popolo.”

Dopo l’ ego si scopre e il Monte Sinai (peccato – odio) si rivela tra tutti, pensieri che causarono la separazione tra coloro che erano radunati nella parte inferiore della montagna, e solo allora la persona sente la necessità del gruppo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.03.2014)

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Ottenere il fine della vita

Domanda: Come possiamo proteggierci dalla possibilità di cadere nei desideri materiali durante la lettura del libro dello Zohar?

Risposta: Lo studio della Torà significa che io mi aspetto la Luce che Riforma, come è scritto “Ho creato l’inclinazione verso il male e la Torà come la spezia”. Questo sino al punto di rendermi conto di avere una tendenza cattiva e che desidero liberarmene ma che non posso farlo in nessun modo se non attraverso quello che imparo con gli amici, quando raggiungo uno stadio in cui studio e mi aspetto la Luce che Riforma. Questa è detto studiare la Torà.

Ovvero, studiare la Torà richiede una preparazione, un grande desiderio di connettere qualcosa in me che solo la Torà può fare e nessun altra cosa. Non ci sarà medicina da qualche dottore che mi può aiutare quì, nessun allenamento, o particolare abilità in qualcosa. Questo è semplicemente al di là delle possibilità di un solo essere umano. Non siamo pronti per questo.

Devo avvicinarmi al Libro dello Zohar in questo stato. Poi certamente dovrò aspettarmi che questo studio mi renda sano, che corregga in me quello che determina la mia inclinazione verso il male. Può addirittura darsi che quanto sento al momento non sia la vera inclinazione verso il male, ma adesso è quello che penso.

Che cos’è l’inclinazione maligna? Essa sono tutti quei tipi di desideri che mi impediscono di raggiungere la correzione. La Torà dice che sono come delle istruzioni per raggiungere la correzione. Se non correggi questi desideri, allora non raggiungerai il fine della creazione.

E visto che questi desideri mi impediscono di raggiungere il fine della creazione io li chiamo “cattivi”. Non li cancello; piuttosto mi aspetto che la Torà li corregga. Come? Non lo so. Infatti è scritto “Visto che la luce che vi è in esso lo porterà verso il bene”. Questo significa che questi desideri rimangono, ma che prendono un carattere diverso.

Domanda: Di cosa ho bisogno per raggiungere la disperazione riguardo alle mie sole forze?

Risposta: Cerca di fare tutto il possibile. “tutto quello che la tua mano riesce a fare [sino che] hai forza per farlo, fallo …” (Ecclesiaste 9:10). Devi esaminare cosa ti disturba dal raggiungere la spiritualità, il fine della vita. Qual è il fine della vita? Raggiungi questo stato alla fine della tua vita o prima di essa e puoi andare ancora avanti.

Non vedi la tua vita come unica e irripetibile. Vedi la tua vita come un frammento della tua esistenza, e in questo frammento vui raggiungere uno stato in cui entrare nel prossimo livello. Questo è detto raggiungere il fine della vita, raggiungere il fine della creazione. Ecco perché esistiamo qui per questo periodo di qualche decennio.

Tutti possono raggiungere questo. Cosa ti ferma? Questo è quanto devi capire e vedere affinchè tu possa raggiungere uno stato oltre questa vita solo e solamente alla condizione che tu sia dotato del desiderio di dare.

Devi acquisire questo desiderio attraverso lo studio della Torà e sotto certe condizioni, attraverso un avanzamento nella connessione, lavorando in un gruppo, con la disseminazione, facendo tutto per poter raggiungere la dazione. Dopo tutto l’intero mondo è immerso nel desiderio di ricevere come tutto il tempo della nostra esistenza mentre gli stadi che sono oltre questo mondo esistono nel desiderio di dare.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.03.2014, Lo Zohar)

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Gli errori più comuni

L’errore più comune è “mangiare te stesso” sopra le tue mancanze, e questo può continuare per anni se non siamo preparati ad essere liberati da esso tramite la garanzia reciproca. Per fare questo, è necessaria la pressione del gruppo per influenzare la mia mente e liberare la mia testa dall’auto-preoccupazione di quello che ho fatto, il tipo di danni che ho causato, il tipo di persona malvagia che ero, e gli errori che ho fatto.

Questa è una Klipa che prende possesso di una persona, e solo con l’aiuto della garanzia reciproca è possibile essere liberati da essa. Il gruppo deve influenzarmi in modo che smetterò di pensare a me stesso, in modo da obbligarmi a pensare ad esso.

Tutti noi passiamo attraverso gli stessi stati – non simultaneamente, ma uno dopo l’altro– tutti devono attraversare questo. Se vedi che un amico sta mangiando se stesso e incolpa se stesso per le sue mancanze, allora deve dirgli che non c’è nulla di cui dispiacersi. Piuttosto, deve essere preoccupato per il gruppo. Il vaso spirituale è specificamente all’interno del gruppo e non all’interno di se stesso.

In genere, per quanto riguarda tutto ciò che è successo nel passato, è necessario dire, “Non c’è nulla tranne Lui,” e tutto è accaduto secondo una decisione della supervisione superiore. Fino a questo momento, non ho fatto e non ho deciso nulla, e da questo momento “Se io non sono per me stesso, chi è per me?”

Tuttavia, la persona sola non è preparata ad essere distaccata da questi pensieri. La Klipa potrà sempre trascinarlo verso la stessa palude, nel pentimento e rimorso, e sui livelli superiori la condizione è molto peggiore. Soltanto il potere dell’ambiente può rinforzare la persona e tenerla sopra tutti i calcoli. Oppure, può cadere nella Klipa e soffrire gravemente per un lungo periodo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

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Dieci Sefirot deliziose

Domanda: Come posso sentire dentro di me le dieci Sefirot spirituali dell’amico e come si sviluppano quando io penetro nell’amico?

Risposta: Quando penetri nell’amico tu cominci a sentire le sue dieci Sefirot. Esse vengono percepite come gusti diversi, come se tu ti trovassi in un buon ristorante e ricevessi la portata principale, e accanto ad essa molti altri piatti: diverse insalate e dessert. Tu cominci a sentire negli amici molti sapori, diversi attributi.

Quando la tua connessione continua a svilupparsi, in te non svanisce nulla. Nel mondo materiale, di solito, quando riceviamo un grande piacere tendiamo a dimenticare i sapori deboli. Succede spesso con i bambini piccoli che quando vedono un nuovo giocatolo, gettano via quello vecchio. Ma è diverso nella spiritualità, dove la Luce di NRNHY opera e comprende molti livelli.

È detto: “L’amore coprirà tutti i peccati”. Questo significa che dobbiamo sentire i peccati, i conflitti e l’amore contemporaneamente, e non ci può essere l’uno senza l’altro. Questa è la struttura delle dieci Sefirot della Luce Diretta e della Luce che Ritorna che si rivestono a vicenda e che dobbiamo sentire in tutte le loro forme e attributi opposti. Uno non estingue l’altro. Questa è la meraviglia del mondo spirituale, dove non ci può essere “un po’” di qualcosa, ma piuttosto il massimo. Non esiste passato, non esiste presente, né futuro; tutto si connette simultaneamente in un unico sensazione.

Nel mondo materiale noi vorremmo dimenticare le liti in famiglia e voltare pagina come se nulla fosse accaduto, ma questa non è correzione. La correzione avviene in realtà quando tutte le divergenze restano e niente viene dimenticato e su di esso noi costruiamo uno stato ancora più grande. Questo è in realtà il motivo per il quale tutto fiorisce. Noi non abbiamo una tale opportunità nel mondo materiale, ma solo nel mondo spirituale. Quando due opposti esistono insieme allo scopo di dare, essi si amplificano reciprocamente.
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Che cosa esattamente deve essere corretto?

Domanda: Una persona che vive in società ha tanti tipi di connessioni: a lavoro, in famiglia, e così via. Qual è il tipo di connessione che egli deve correggere?

Risposta: È comprensibile che dobbiamo mantenere e lavorare in buoni rapporti in famiglia. Però, la correzione principale è fra gli amici nel gruppo. Attraverso essa si otterrà la Luce Circostante. Si ha bisogno di correggere la connessione con quelli con cui si sta costruendo la Divinità.

Domanda: Però, Io vengo in contatto quotidiano solo con alcune persone, mentre il resto non è incluso nella mia sfera. Come posso correggere la mia connessione con tutti? Ne consegue che spetta a me correggere qualcosa che non ho ancora sentito?

Risposta: Dovete chiedere e pregare per sentire la connessione con tutti i nostri amici in tutto il mondo. Ho bisogno di vedere persone con le quali sto costruendo la Divinità, il posto per scoprire il Creatore. Chi sono quelli con i quali dividiamo una parte importante della scoperta del Creatore? Penso che questo sia di tutti, altrimenti il Creatore non li avrebbe portati qui.

Il Creatore mi ha dato queste persone come un gruppo, quindi voglio connettermi con tutti, né più né meno. Saranno sempre loro che mi daranno l’ottimo numero di amici, a seconda delle condizioni esterne che non capiamo. Non sono responsabile per questo, e così, lo accetto così com’è. Il Creatore li porta a me, e spetta a me pensare a come costruirli in una rete di connessione mutuale. Questa è la connessione spirituale e la connessione materiale, a secondo della necessità, allo scopo di costruire la Divinità insieme con loro.

Spetta a noi connetterci con interesse reciproco l’un l’altro con l’aiuto di tutti. Ecco come costruiremo il centro del gruppo fra noi, una connessione reciproca, la preoccupazione secondo le regole di “ama il tuo amico come te stesso” e “chi prega per il suo amico riceve il primo.” Se agiamo così, allora una rete che prende la forma della dazione reciproca sarà scoperta e costruita fra noi.

Anche se questa dazione è egoistica, Lo Lishma, attrae la Luce che Riforma. Non è importante che non abbiamo ancora l’intenzione di dazione. La cosa principale è che aneliamo a raggiungerla. Vogliamo che il Creatore sia scoperto attraverso la connessione fra noi perché aneliamo a sapere, a capire, a sentirlo, a uscire verso il mondo superiore.

La nostra intenzione non è corretta ed egoistica, ma siamo connessi. Nella nostra condizione, non siamo pronti ancora a non pensare al nostro beneficio personale. Questo è chiamato Lo Lishma. Allora, la Luce che Riforma ci illumina a distanza, anche se siamo danneggiati. La cosa principale è che il nostro gruppo diventa come Lui, significa che costruiamo la connessione fra noi.

Domanda: Comunque, che cosa esattamente devo correggere in rapporto con gli amici?

Risposta: Quello che deve unirci è un interesse reciproco a scoprire il potere superiore in connessione fra noi, significa dazione e amore. Interesse reciproco è un desiderio condiviso per il Creatore. Il desiderio per Il Creatore non si trovato in ognuno di noi, ma è scoperta fra noi. Non esiste dal nulla; sta a noi costruirlo. Non c’è un vaso! Ci sono solo i desideri personali di ognuno, ma non c’è un desiderio diviso chiamato Divinità.

Domanda: Che dire della correzione delle mie caratteristiche, delle mie qualità?

Risposta: Soltanto la connessione con gli amici richiede correzione. Non vi è nulla da correggere in me; sono una bestia lì, e una bestia non può essere corretta. Hai già provato a connetterti con qualcuno e hai scoperto il tuo ego. Sei già entrato in Egitto? Se appena qualcuno si infastidisce, è perché non è connesso al lavoro spirituale.

Solo se investo lo sforzo in connessione con altre persone per raggiungere una connessione fra noi chiamata Arvut – all’interno della quale il nostro interesse a scoprire il Creatore, la caratteristica di dazione e amore, viene scoperta – poi sentirò come odio tutti e non sono pronto a connettermi, e questo è ciò che spetta a me per correggermi.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

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In guerra con me stesso

Domanda: Ero costantemente in guerra con il Creatore e ho sempre sostenuto che esistevo soltanto io. E Lui, il buono e benevolo, mi permette di fare questo, e dopo che mi ha tolto tutto e mi ha portato al gruppo di Bnei Baruch.

Il fatto che ci sia un gruppo ed un insegnante è la prova che “Non c’è nessun altro tranne Lui.” Il Creatore mi insegna sempre ad annullare me stesso per quanto riguarda il gruppo e tutto ciò che ho lasciato è la paura e il timore che a causa di quest’annullamento potrei perdere l’azione chiamata “Io affretterò” (Achishena).

Risposta: Però è precisamente l’approccio verso il Creatore attraverso il gruppo che si chiama affrettare (Achishena).

Domanda: Allora perché sentiamo questa paura?

Risposta: Perché non siete in un patto, con il gruppo o con il Creatore. Non dovreste avere alcuna fede che cade nelle mani del gruppo, l’insegnante, e tanto più, il Creatore. Come si può annullare voi stessi se non avete una inclinazione come questa?

Domanda: Che significa che sento l’indicazione a non essere ancora pronto?

Risposta: L’indicazione cambia gradualmente, diventa più sottile, precisa, e stretta.

Il tempo sta scadendo, e tu hai bisogno di sentire per te stesso come stai avanzando in avanti. Stai mettendo te stesso nel modo giusto per quanto riguarda il gruppo o hai troppi pensieri filosofici che escono dalla tua mente egoistica? Non puoi avere fiducia in questo intelletto e fare affidamento su di esso; questo è impossibile.

Oggi, dovrai elevarti sopra di tutto all’interno di te stesso. La spiritualità è sul prossimo livello e tu vuoi salire verso essa usando i tuoi sentimenti e il tuo intelletto attuale. Non succederà.
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(Dalla Settimana dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Terzo Giorno 4.02.2014, Lezione 1)

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Azione spirituale nella vita quotidiana

Domanda: Ho studiato per più di cinque anni e sento come la mia vita sia all’interno del gruppo. Allora, nei cinque mesi passati, è stata progressivamente più difficile per me unirmi con gli amici. Anche se nella mia vita corporale ho perso tutto il mio desiderio per qualunque cosa; non c’è niente che posso fare. Se non sono fisicamente con i miei amici, non posso muovermi per il mio bene nella mia vita quotidiana.

Risposta: Questo è perché non senti che la tua vita quotidiana fuori dal gruppo anche appartiene alla tua strada spirituale.

Supponiamo di lavorare in qualche stabilimento o corporazione. Si ha bisogno di capire che lavorando in questo settore è il vostro lavoro spirituale. Se si mantiene un lavoro continuo dell’avanzamento spirituale in mente mentre si lavora in ufficio o stabilimento, poi tramite un qualsiasi vostro movimento e azione, si trasmette la propria energia spirituale personale. E’ necessario agire così in questo mondo affinché diventi corretto.

Il nostro lavoro completo in questo mondo è inteso affinché noi ci si possa influenzare l’un l’altro con i nostri sforzi spirituali. Così, se, mentre si lavora in ufficio accanto a un centinaio di sconosciuti che sono lontani dalla spiritualità, ma si va lì con il riempimento spirituale, poi tu, attraverso il tuo lavoro, come un agente sotto copertura, incanalerai la felicità spirituale che senti, tramite loro, al mondo intero.

Questo è il nostro lavoro a livello di àncora spirituale. In tale maniera siamo connessi l’un l’altro e permeiamo il mondo intero con la spiritualità. Questo è necessario per noi! Pertanto, il nostro mondo è creato in modo da lavorare in esso, e per questo i Kabbalisti obbligano ognuno di noi a lavorare in un lavoro esterno.

Cercate di lavorare con questa intenzione. Vedrete quanto successo avrete sul lavoro, come i vostri collaboratori cominceranno a relazionarsi con voi diversamente, e quale avanzamento raggiungerete spiritualmente.

E’ necessario unire correttamente le azioni e il lavoro. Non è facile, ma allo stesso tempo, questa adesso è la tua correzione. Questa è la cosa più importante che un individuo può fare nel nostro mondo, invece di avere la testa tra le nuvole quando si ascolta il Libro dello Zohar. Questa non è correzione.

Siamo intenzionalmente creati in modo tale che passiamo 10-12 ore al giorno occupandoci della nostra casa e del lavoro. Oggi, tante persone pensano così: “Matrimonio, bambini – chi li vuole?” Continuo a vivere con la mia mamma, lei mi nutrirà e mi vestirà, mentre contemplo le materie filosofiche.” L’uomo moderno vuole questo.

E’ necessario sposarsi, avere bambini, lavorare, studiare, e vedere in tutto questo la realizzazione del proprio potenziale spirituale, in questo modo un’attività non dovrebbe essere diversa dall’altra, così nel gruppo, a lavoro, alla lezione, al workshop, con la propria sposa e i bambini, in tutte queste cose, saremo connessi internamente all’energia Superiore attraverso il gruppo e la trasmetteremo tramite noi stessi giù a tutti gli altri: la famiglia, il posto di lavoro, e il mondo intero, ovunque si può essere.
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(Da una lezione in Russo, 07.02.2014)

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Conoscere è assaggiare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 48: Si è visto che i suoi 613 organi sono i 613 Partzufim (plurale di Partzuf), unici nella loro Luce, ognuno a proprio modo.

Domanda: Come possono le parti di un insieme essere diverse in radiosità? Cosa vuol dire “ognuno a suo modo”?

Risposta: Ogni cellula, molecola, atomo e le loro parti hanno uno proprio scopo ed un proprio lavoro. Noi dovremmo rivelare la natura e lo scopo di ogni minimo dettaglio della creazione proprio fino all’ultimissima “banalità”. Infine, dobbiamo arrivare al punto originale di “qualcosa dal niente”, all’origine del desiderio, e poi correggerlo nel punto della sua origine. Così facendo, revochiamo “qualcosa dal niente”.

Tutti i desideri sono unici ed interconnessi. Tuttavia, dobbiamo arrivare a conoscere la loro struttura non entrando a fondo nei particolari come siamo abituati a fare nella nostra società deterministica, che è frammentata in pezzi singoli. No, nella spiritualità, comprendiamo le cose attraverso l’integrazione dinamica di tutte le loro parti. I desideri non sono estranei tra di loro. Ognuno di essi è sempre intrecciato con il resto dell’insieme (613 meno uno).

Domanda: Secondo la tua descrizione, ognuno dovrebbe essere un genio in…

Risposta: E’ detto: “Non è il saggio che impara.” Arriviamo a conoscere il mondo attraverso “assaggi, sapori” (Ta’amim). Una formula chimica che descrive precisamente le qualità della sostanza non ci dice nulla delle sue qualità; mentre, se percepiamo la sostanza, ne capiamo tutto immediatamente.

Ecco perché la conoscenza nella spiritualità sta nell’assaggiare. Si può scrivere una lunga storia su alcuni sapori, e comunque non immaginarli. Tuttavia, se io ne assaggio, risolverò immediatamente il problema e saprò esattamente di cosa si tratta. Conoscere solamente il gusto è sufficiente perché il sapore comprende e rivela l’origine della sostanza, le sue qualità e sfumature. Poi, quando leggo il nome appropriato di una cosa che ho già provato, saprò già di cosa si tratta.

Il conseguimento spirituale non ha bisogno di nulla se non dell’annullamento davanti al gruppo, dell’umiliazione del desiderio di ricevere rispetto al desiderio di donare.

Domanda: Allora, chi sono quelli che raccolgono le informazioni e come lo fanno?

Risposta: Una forma completamente nuova dello HaVaYaH si manifesta in un desiderio, nei quattro discernimenti della Luce diretta. Non c’è altro che questo. Ed è questo che effettivamente conseguiamo. Tutti i mondi, le azioni, le divisioni, e le correzioni, tutto è costruito sulla struttura originale e invariabile dello HaVaYaH.

La chiave per arrivare è l’unione degli amici rafforzata dalla Luce. Solamente l’unione totale ci fa avere la conoscenza e la saggezza. Dopo lasciamo lo stato del distacco e rimettiamo insieme le parti rotte, penetriamo nella loro natura, ed in questo modo arriviamo alla realizzazione.

Questa è la sola ragione per cui è avvenuta la frantumazione: i frammenti staccati hanno formato un quadro frantumato che è totalmente opposto alla loro natura. Rimettendo insieme queste parti, arriviamo a conoscere la forma contraria dell’unione, ed in questo modo “ri-mettiamo insieme” il Creatore. Tuttavia, noi non Lo ri-mettiamo insieme nel senso di appagamento interiore del vaso; invece, lo faccia esteriormente. Ad ogni modo, grazie a questo processo arriviamo a Lui.

Domanda: Conseguentemente, significa che l’unione influenza tutto a livello atomico del mondo materiale. Può essere veramente così?

Risposta: Il mondo che vediamo ogni giorno è il quadro dei nostri stessi difetti, è come se venissimo radiografati e vedessimo il risultato su uno schermo. Vediamo la nostra stessa corruzione, la pancia dell’egoismo che cerca sempre di più l’auto-appagamento.
Ecco perché quando cambiamo, anche il mondo intero cambia con noi. E’ detto: “Ed io vidi un mondo sotto sopra”.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.02.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Perché dovrei odiare me stesso?

Domanda: Perché si dice che una persona dovrebbe odiare se stesso e amare gli altri? Perché dovrei odiare me stesso?

Risposta: L’odio si riferisce alla tendenza di essere separato, ad allontanarti dall’oggetto odiato. Si tratta dei nostri attributi egoistici che ci disturbano dal raggiungere il Creatore e dal somigliarci a Lui; attributi che ci disturbano dal raggiungere l’amore e la dazione e che ci disturbano dal raggiungimento del collegamento tra tutti.

Questi attributi mi disturbano dal arrendersi, dal annullare me stesso, di perdere me stesso, il che significa lasciare il mio cuore corporeo e mente e dal tentativo di acquisire un cuore e mente di dazione e di vivere fuori di me.
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