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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 2

Dr. Michael LaitmanSembrerebbe che il costo della vita non è un soggetto che afferra il cuore e lo costringe a battere con forza. Ma in realtà per alcuni questo può anche essere più significativo che un’intifada.

Se mi sveglio una mattina e sono tormentato con il pensiero riguardo cosa posso dare da mangiare ai miei figli, come finire il mese senza un deficit, senza debiti nuovi e addizionali prestiti dalla banca, questo diventa un argomento di grande preoccupazione.

Essenzialmente, la colpa non è della banca né della compagnia che fa lo yogurt per i bambini e che gonfia il prezzo. Nessuno di loro ha la colpa. Perché loro agiscono secondo la loro natura egoistica. Però se vogliamo influenzarli convincendoli a fare un prezzo per il cibo dei bambini quattro volte più basso secondo il prezzo di base di tali prodotti ed essi otterranno ancora un grande profitto, è necessario cambiare il loro fondamentale modo di pensare.

È possibile fare questo tramite l’influenza dell’ambiente; allora venite, cambiamo il nostro ambiente! E facciamo questo non tramite urla, proteste e manifestazioni; piuttosto, verrà fatto attraverso la connessione e l’unità fra noi.

Con l’aiuto della forza della nostra unità, influenzeremo quelli che fanno lo yogurt per i bambini in tal modo che loro stessi vorranno abbassare il prezzo. E la stessa cosa è per il prezzo di appartamenti e altro. Mettiamo a posto tutto tramite la connessione fra noi.

Domanda: Perché una compagnia improvvisamente abbassa il prezzo?

Risposta: Perché la società la influisce tramite la sua opinione singola.

Domanda: Perché non avevamo successo prima quando eravamo uniti in una protesta generale?

Risposta: Non abbiamo avuto successo perché abbiamo voluto schiacciare le imprese e non cercare l’unità generale. Non è la forza uguale che agisce all’interno del sistema della natura. Se volessimo unire e raggiungere rapporti buoni nella società, poi saremmo influenzati da tutti.

Certo non succede immediatamente, per questo non è mirato precisamente verso lo scopo della creazione ma anche se fosse, avremmo visto il beneficio. Se proviamo solo ad annientare qualcuno, poi non c’è nessun messaggio costruttivo in questo e non si riuscirà mai in questo modo.

Noi non ci uniamo per uscire insieme contro qualcuno, ma piuttosto per il bene dell’unità in sé; il ché contribuirà a ridurre il costo della vita. L’unità è il mezzo per correggere la situazione.

E non c’era l’unità nelle proteste generali. I manifestanti volevano distruggere le imprese. Mentre, attraverso l’unità della società, noi vogliamo portarla a un tale buono stato che i prezzi scenderanno da sé. Questa è la differenza tra tutte le manifestazioni e rivoluzioni di prima. Questa è unità non contro qualcuno, ma piuttosto per il bene della forza positiva.

Ognuno vede chiaramente che, se la società fosse stata buona e corretta, questo avrebbe influenzato anche i suoi membri più ricchi. Questo è perché essi sono anche umani e si trovano tra la gente. Tutti i nostri pensieri nel mondo sono connessi e si influenzano reciprocamente, e le persone si influenzano l’un l’altro senza neanche pronunciare una parola, semplicemente tramite l’atmosfera. Ci siamo tutti trovati in un campo unico di pensiero e desiderio.

Domanda: Che cosa deve fare quella donna che non ha abbastanza denaro fino alla prossima busta paga e lei non ha nulla per sfamare i suoi figli?

Risposta: Lei deve capire che solo tramite la connessione e l’unita può influenzare la società intera e se stessa. Pensiamo sempre che possiamo cambiare l’opinione di qualcun altro solo se lo afferriamo e lo convinciamo.

Infatti, è possibile influenzarlo solo se creiamo una grande forza nella società che comincerà a pensare come noi, e poi questo pensiero lo penetrerà.

Venite, facciamo questo, in modo che nella nostra società cominceremo a pensare a dei cambiamenti buoni, di equilibrio nella società e di rapporti calorosi. Con un risultato come questo, i prezzi diminuiranno. Se la nostra società doveva diventare una grande famiglia nella quale, tutti pensano di bilancio, connessione, unità, e uguaglianza, poi il nostro pensiero comincerà ad agire e influenzare tutti i livelli e tutti i settori della popolazione.

E poi questo comincerà a funzionare. Perché la prontezza nella mente e nel cuore apparirà in tutti, rendendo tutto più equilibrato, sociale, e condiviso, come in un unico comune. Da questo, tutti i sistemi diventeranno equilibrati. Il divario fra i ricchi e i poveri sarà ridotto maggiormente, da migliaia di volte solo a un centinaio di volte. Funziona in questo modo; tutto è regolato in questo modo.
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Da una conversazione 13.04.2014

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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lo stato del mondo oggi suscita tanta preoccupazione: il terrorismo internazionale, la crescita incontrollata di gruppi estremisti terroristici come ISIS, la minaccia di guerra di Gog e Magog che fu descritta dai profeti. E in Israele una nuova intifada è sorta, l’economia e la situazione sociale si stanno deteriorando. Che si può dire di questo?

Risposta: La situazione non ha bisogno di essere spiegata. Anche se, tutti sentono e vedono quel che sta succedendo: antisemitismo, problemi economici, il costo della vita. Questi problemi sono diventati la nostra realtà quotidiana e non scendono dall’ordine del giorno ma solo cambiano di posto; qualche volta questo problema sorge sopra di tutto e qualche volta un altro problema.

Ed è necessario capire che noi, il popolo d’Israele, creiamo quest’immagine in sé e la sua trasformazione da buona a imponente dipende solo da noi.

Dal mio punto di vista, il problema più importante nel nostro tempo è la crescita dell’antisemitismo nel mondo.

Questo è anche più importante dei problemi economici e anche dei problemi di sicurezza all’interno d’Israele. Però gli israeliani non attribuiscono importanza all’antisemitismo nel mondo, non fanno attenzione a questo.

Attraverso la vicinanza tra noi, fra il popolo d’Israele, possiamo cambiare e trasformare la situazione generale per tutto il mondo, anche il rapporto con i vicini arabi che ci circondano e anche con i cittadini arabi all’interno d’Israele. Tutto dipende di noi e possiamo cambiare la situazione. La scelta fra la via buona e la via del male è nelle nostre mani.

La palla è nel nostro campo, siamo noi responsabili per la pace nella nazione e la pace nel mondo, per tutto il male e tutto il bene che si trova in esso. E non abbiamo nessuno da incolpare perché siamo noi che misurano la bontà e la cattiveria del nostro destino comune, secondo il grado della nostra unità o separazione. E la norma è determinata solo dal siamo o non siamo in grado di corrispondere alla natura globale comune.

Solo noi siamo pronti a portare noi stessi e dopo di noi l’umanità intera all’armonia comune. Allora non c’è nessun bisogno di sperare che i cambiamenti verranno da qualche altra persona o dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tutto dipende solo da noi; determiniamo quale decisione otterranno. Questo perché Israele è il dirigente dell’umanità.

Comprensibilmente, ognuno può dire che non è d’accordo con questo e non lo accetta. Però insieme con questo, lui non ha scelta, e neanche noi. Se il mondo è in crisi, siamo da incolpare; lo abbiamo portato a questo stato.

La cosa principale è capire lo stesso principio: la soluzione a tutti i problemi viene trovata nell’unità e nella connessione, anche per la lotta contro l’intifada e l’aumento dei prezzi. Se ci connettiamo, allora possiamo influenzare le forze della natura, equilibrare la nostra società, ottenere maggior uguaglianza, e poi abbassare i prezzi. Però questo comincia ad essere compreso, anche se non stiamo creando un cerchio così grande e non stiamo andando nel mondo del sistema superiore.

E semplicemente necessario immaginare che se ci connettiamo, vorremo avvicinarci un po’, equalizzarci l’un l’altro, e succederà che troveremo un modo di abbassare i prezzi. In altre parole, è possibile concludere questo da una deduzione logica semplice.

Se usiamo il nostro metodo di discussione in un cerchio, poi grazie a questa patente, a quest’esercizio, è possibile portare le persone più vicine l’una all’altra; e poi ognuno può dare un po’ agli altri e ridurre un po’ la disuguaglianza.

È così che suscitiamo la forza buona nella società, sciogliendo ogni cuore. La cosa principale è che una persona deve capire che la connessione e l’unità influenzano le nostre vite e agiscono per il bene delle nostre tasche, salute, educazione, l’educazione dei nostri figli, e tutto il resto, e questo viene dalla saggezza della Kabbalah.
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Da una conversazione  13.04.2014

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La mente ebraica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Rapporti complessi sono stati creati fra cittadini ebrei e arabi della nazione. Siamo destinati a vivere insieme in una nazione, anche se non abbiamo scelto questo. Gli arabi sono circa il 20% della popolazione di Israele. Fra loro, l’83% sono musulmani, in maggioranza Sunniti. Abbiamo parità di diritti e responsabilità, ma ci sono due lati in ogni moneta. Da un lato, tanti cittadini arabi vogliono vivere in pace con noi. Ci sono città nelle quali gli ebrei e gli arabi sono stati in buoni rapporti di vicinato per decenni, per esempio in Acre e a Jaffa.

Dall’altro lato, questo settore è diventato una fonte di violenza con gli ultimi disordini.

Abbiamo vissuto insieme uno accanto all’altro per così tanti anni, e anche oggi, non abbiamo imparato ad andare d’accordo con l’altro! Gli ultimi sviluppi fanno paura, deludono, e suscitano sfiducia tra noi. Che cosa si può dire del sistema di rapporti tra i settori arabi ed ebrei in Israele?

Risposta: Suppongo che andando più in profondità nei livelli quotidiani umani psicologici e sociali, in ultima analisi, si confondono le persone. Infatti, spetta a noi fare una cosa sola a proposito degli arabi di Israele. Dobbiamo dimostrare come gli ebrei si connettono fra di loro e come possiamo accettare gli arabi fra noi in modo che anche loro si connettano con noi. Non è necessario fare altro.

In genere, il popolo arabo, come ogni nazione, ha un ruolo unico. Prima di tutto, storicamente sono nostri cugini. Dal punto di vista ebraico, la loro religione non è idolatria, poiché non s’inchinano a qualsiasi statua o immagine.

Dal punto di vista psicologico e filosofico abbiamo una visione molto simile del mondo. Per tutta la storia siamo stati in contatto l’uno con l’altro e in periodi particolari, c’erano buoni rapporti fra noi. Però questo non dipende da loro o da noi, piuttosto dal processo generale attraverso il quale siamo dovuti passare durante la storia. In altre parole, non c’è spazio per la lode o il biasimo qui.

Allora ignoro lo studio tradizionale che indaga la mentalità dei popoli, l’unicità, le caratteristiche e le loro linee naturali. Ora è giunto il momento per un cambiamento a livello di umanità in tutte la nazioni, allora perché andiamo più in profondità nei rapporti quotidiani? Possiamo cambiare in un momento se attiviamo le forze naturali fondamentali di base.

Scienziati e analisti stanno costruendo castelli di sabbia che spariscono in un momento. Non hanno alcun beneficio differente dal flusso di pubblicazioni di articoli di giornali e letteratura scientifica.

Sto semplificando questo in una certa misura, però spetta a noi pensare globalmente. Anche se l’immagine globale in cui ci stiamo dirigendo verso il completamento di cambiamenti di correzione cambia tutto il tempo, in particolare la legittimità a questo livello che influisce l’essenza della vita e la connessione fra noi. E questo è ciò su cui dobbiamo lavorare.

Allora dico: “Venite, cominciamo a connetterci fra noi.” E sulla strada, cominceremo ad attirare gli arabi israeliani verso di noi. Anche se non abbiamo ancora raggiunto la connessione noi stessi, è possibile verificare come stiamo facendo questo. È necessario imparare dal sistema di connessione fra noi, non più su un livello intellettuale ma secondo la forma corretta.

Nonostante tutto, dobbiamo avanzare in questa direzione, quindi questa sarà la ricerca costruttiva e sostanziale che ci aiuterà a capire di più la situazione, ad identificare le forze naturali che stanno lavorando in noi, per imparare ad attivarle, identificarle, e camminare su questa strada.

Dall’altro lato, qual è la ragione di masticare sui rapporti tra noi e i nostri vicini ripetutamente come le istituzioni che sono coinvolte con questo? Anche se ci forniscono dati precisi ed accurati, la situazione non cambia. Perché devo ottenere informazioni con le quali non posso fare nulla?

Supponiamo di ottenere un rapporto, una relazione completa e totale di una situazione, includendo i fatti e i calcoli statistici dettagliati. Che cosa facciamo con questo? È impossibile per noi sprofondare in una routine; al contrario, dobbiamo cambiarla. Non richiediamo statistiche dal passato ma informazioni su come attivare gli sforzi di connessione, come creare e aumentare il potere tra il popolo d’Israele, e con il loro aiuto, connetterci con tutta l’umanità in uno, cominciando con i nostri vicini più prossimi. Ad oggi, non abbiamo questo potere perché non lo abbiamo creato ancora fra la gente. E abbiamo bisogno di questo specificamente.

Per Israele è Li Rosh (la testa, la mente). Manchiamo della testa. Il corpo è pronto e sta gridando, piangendo con i disordini, i disturbi, gli atti antisemiti, e incolpa noi per l’inazione, perché non lo stiamo conducendo in un buona maniera, non stiamo prendendo su noi stessi il ruolo della testa per portarlo in un rifugio sicuro.

Allora, cosa ci resta da pensare? Dopo tutto, siamo in grave ritardo.

Pertanto, vale la pena, per noi, dare forma alla testa, la quale è il meccanismo unico in cui tutti noi ci connettiamo insieme. E nel momento in cui ci connettiamo, la gente capirà perché stiamo facendo questo e quale tipo di lavoro stiamo facendo nel connettersi l’uno con l’altro.

Così il popolo d’Israele, almeno gli ebrei che vivono in Israele, devono provare a costruire la connessione tra loro. Abbiamo il metodo, e sappiamo dalla saggezza della Kabbalah che cosa dobbiamo raggiungere. Tutto ciò che rimane è quello di realizzare l’obiettivo e poi i rapporti fra noi e i nostri vicini, e le nazioni del mondo si stabiliranno. Oltre a questo, verranno ad aiutarci. È perché con questo si sta parlando della testa che porta l’intero corpo al bene.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 13.01.2014

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Esau e Giacobbe: Una battaglia per il comando

Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà dice che Giacobbe seguì il consiglio della madre e finse di essere suo fratello Esau. In questo modo, ricevette con l’inganno la benedizione di Giacobbe. Di cosa tratta questa storia?

Risposta: Isacco rappresenta la linea di sinistra. Esau e Giacobbe rappresentano le due linee che derivano da lui. Nessuna di queste linee può esistere senza le altre.

Giacobbe era colui che doveva ricevere la benedizione, poiché era stato scelto per indicare e mettere in pratica l’intero processo di correzione. Egli è colui che ha fatto avere tutto quello che serve per raggiungere lo stato corretto alla fine del processo.

Però, Isacco aveva dato la vita anche ad Easu perché è assolutamente impossibile avanzare senza la sua linea. In sostanza, la linea di Esau è la linea del desiderio, del vuoto, del bisogno e della pretesa di essere appagati. In altre parole, Esau rappresenta la sensazione di vuoto, di sofferenza, e di inseguimento.

Ecco perché Esau andava nei campi (il campo della vita), che stanno ad indicare il fondamento dell’esistenza umana nella capacità di essere dei soggetti relativamente liberi. Senza questa base, la vita umana non ha alcun senso. Senza la qualità che si chiama Esau, una persona non può oltrepassare lo stato chiamato Adam (Uomo), e così rimane allo stato animato. Ciò spiega perché Esau è stato il primogenito di Isacco al quale egli doveva trasferire tutto quello che aveva.

Al contrario, per Rebecca, la moglie di Isacco, non fu così perché il programma della creazione era stato originariamente inserito in Giacobbe e non in Esau. In sostanza, Giacobbe non è un discendente di Isacco, lo è invece di Abramo. Egli è il figlio di Isacco, ma non è il suo primogenito.

Questa disposizione dimostra chiaramente che il programma della creazione è un fattore ausiliario, mentre la questione della creazione è la cosa basilare. Lo stesso si applica alla natura. Anche se Israele (“la direzione per me” – לי ראש) è la direzione dell’umanità, sebbene l’umanità sia la materia basilare del desiderio che condurre all’unità, all’adesione al Creatore.

Domanda: Ciò significa che Esau (un desiderio vuoto che richiede appagamento) rappresenta il mondo contemporaneo?

Risposta: Le forze più oscure e più forti si devono trasformare nelle più leggere. Il popolo ebraico è obbligato a portare le masse a fondersi con il Creatore. Il Creatore sta aspettando Esau, mentre a Giacobbe è assegnato di adempiere il suo ruolo.

E’ una battaglia per il comando, chi tra loro ne sente di più l’importanza. Si tratta di una suddivisione delle funzioni e dell’identificazione di quale tipo di connessione con il Creatore ognuna di queste funzioni comporta. La lotta continuerà fino all’ultimissimo stato, momento in cui la competizione tra loro si trasformerà in connessione e riempimento l’uno nell’altro. L’egoismo non può raggiungere questo risultato da solo.

Infatti, Giacobbe non capiva proprio perché fosse coinvolto in questo problema. Era il cocco di mamma; non aveva dei desideri immensi, e nemmeno bisogni senza fondo come invece aveva Esau.

Dall’altra parte, Esau era enorme, forte e maestoso, ma allo stesso tempo era infelice e vuoto. Dobbiamo comprendere questo ruolo non invidiabile. Se guardiamo all’umanità misera, infelice e sofferente che guadagna miliardi di dollari senza avere nessuna indicazione di cosa farsene, è molto difficile provare dell’invidia. Esau rappresenta le masse generali che devono essere rimesse in ordine.

Esau pretende una risposta da Giacobbe. Uno dei principali anti-Semiti, come Henry Ford, aveva capito questo fatto e ne aveva scritto. Nonostante questo, gli Ebrei vogliono ancora scappare in America e confondersi lì. Farebbero qualsiasi cosa pur di non essere identificati come Ebrei.

Domanda: Anche Giacobbe fece dei piccoli sforzi per resistere alla sua missione, ma sua madre lo forzò a seguirla. Infatti, chi è “la madre”? Chi spinge il popolo Ebraico ad agire come Giacobbe?

Risposta: La madre è la qualità di Bina. E’ la qualità della dazione e dell’amore che realizza in modo chiaro questo programma il quale, in caso contrario, non sarebbe mai messo in pratica rispetto a tutta l’umanità.

Questa particolare madre ha due figli, i quali sono entrambi nati dall’amore chiamato Bina. Essi si distinguono solamente in base all’intenzione di mostrare all’umanità il modo di unire le qualità di Esau e le qualità di Giacobbe, e di dimostrare all’umanità come direzionare correttamente queste qualità. La qualità chiamata Giacobbe deve intenzionalmente coprire le qualità di Esau. Se questo succede, allora tutto funziona bene.

In generale nessuno dei due fratelli può essere rimproverato per nulla. Solamente acquisendo un genuino libero arbitrio lo possiamo mettere in pratica nella nostra vita. Io direi che attualmente stiamo attraversando questo stato. Sebbene non sia attuale di per sé, infatti, è iniziato al tempo dell’Ari, nel 16° secolo.

Nonostante questo, siamo molto indietro. Guardate a quello che sta succedendo nel mondo! Dobbiamo realizzare la missione di Giacobbe il più presto possibile. In caso contrario, Esau ci farà una pressione ancora più forte. La cosa più impostante in assoluto è di renderci conto che siamo noi che innestiamo la pressione, non facendo niente.
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Da Kab.TV “Porzione Settimanale della Torà” 14.11.2014

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Chi determina il destino del mondo?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sempre durante il periodo di massimo splendore dei paesi, era il periodo migliore e più libero anche per gli ebrei. Non erano amati, ma non erano odiati come dopo la seconda guerra mondiale. E poi il mondo scivolò in una grande crisi generale. Perché succede che quando c’è il male nel mondo, allora è ancora peggio per gli ebrei?

Risposta: Gli ebrei sono l’unico gruppo (la potenza) nel mondo in grado di influenzare lo stato del mondo. Questo è così perché da un lato, loro sono collegati al Creatore e dall’altro, sono collegati alle nazioni del mondo. Ciò significa che sono tra l’intera umanità e il Creatore. E dipende dal loro comportamento verso la Luce Superiore, il potere della vitalità, se questa arriverà attraverso di loro alle nazioni del mondo.

Gli ebrei sono la parte della transizione, “Maavar” in ebraico; e da qui viene la parola “Ebreo.” Da tutta l’umanità, solo che questa nazione ha la libertà di influenzare il modo in cui il mondo avanza, attraverso la sofferenza o la felicità, verso la meta finale, il raggiungimento di equivalenza o di adesione con il Creatore.

Come può il mondo relazionarsi agli ebrei se loro fanno il mondo così crudele? E le nazioni del mondo, giustamente danno la colpa agli ebrei per questo, perchè gli ebrei con la loro inattività, invitano la rivelazione delle forze cattive invece di quelle buone. Le nazioni del mondo dicono direttamente che tutta la sofferenza del mondo è causata solo dagli ebrei. Con questo dichiarano la loro dipendenza dagli ebrei, la loro debolezza di influenzare il proprio destino.

Come potresti trattare quelle persone che capisci di avere nella loro mano la determinazione del tuo destino, vale a dire, il tuo destino dipende da loro, anche involontariamente, ma semplicemente con la loro esistenza hanno trasformato la tua vita in miseria?

“C’è un altrettanto grande obbligo per un ebreo di mostrare la sua umanità verso tutta la razza umana. … Che ha cominciato a compiere nel senso della sua esclusività ma che non è ancora capace di portare a termine, l’antica profezia che per mezzo suo tutte le nazioni della terra dovrebbero essere benedette. “(Henry Ford,” I Problemi più importanti del mondo, ” ha finanziato la stampa di 500.000 copie di “I Protocolli degli Anziani di Sion, che sono stati distribuiti negli Stati Uniti nel 1920).
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Nel ciclo di festa

Dr. Michael LaitmanCapodanno è solo l’inizio di una lunga catena di correzioni interiori su cui abbiamo iniziato a camminare. Cominciamo a comprendere la nostra missione in questa catena quando arriviamo al Giorno del Giudizio (Yom Kippur) dove giudichiamo noi stessi in modo rigoroso.

Decidiamo cosa dovrebbe essere fatto per ottenere la forza che abbiamo messo davanti come il nostro scopo. Questa forza è unica, noi dobbiamo diventare come una sola persona, per unire tutta l’umanità.

Questa associazione comprende non solo un piccolo gruppo, una volta fuggito dall’ Antica Babilonia, e non solo le persone di Israele, a questa unità con il sistema generale della Natura dovrebbe arrivare tutta l’umanità. Così capiamo la potenza e l’unicità del Giorno del Giudizio.

Il Punto culminante del Giorno del Giudizio – è una lettura di un brano del libro dei Profeti “Maftir Giona” del profeta Giona, inviato da Dio a Ninve con un avvertimento: se il popolo non si pentirà, la città sarà distrutta. La storia ci dice che Giona voleva fuggire dalla sua missione, di porre rimedio (correggendo) tutta l’umanità, che è rappresentata dalla città di Ninve. Ma, si rende conto che, la sua fuga fallisce, ed egli è tenuto ad adempiere il suo incarico.

Così il popolo di Israele, come il profeta Giona, conoscendo la sua missione e possedendo gli forzi per realizzarla, per forza deve aiutare, per se stesso, tutto il mondo, tutta la “città di Ninve.”

E poi arriva la festività di Sukkot, quando ci sediamo all’ombra di una capanna speciale, di una Sukkah, che significa, che ci copriamo con uno schermo. I quattro simboli di Sukkot: il Lulav (ramo di palma), Hadassim (rami di mirto), Aravot (rami di salici del fiume), Etrog (agrumi) – rappresentano l’intera HaVaYaH, poi ci sono quattro fasi di rilevazione di un potere superiore nel suo corretto desiderio di godere.

Nel nostro desiderio egoistico ci sono quattro strati, che dobbiamo risolvere. L’egoismo – è ciò che si frappone tra noi e ci impedisce di unirci. E se siamo in grado di saldare strette insieme tutte le forme di egoismo (prendendo i quattro simboli di Sukkot) e inviare direttamente alla forza dell’unità, significa che facciamo una benedizione “arba minim.”

Dopo la festa di Sukkot viene la festività di “Simcha Torà” (La gioia della Torà). Ci rallegriamo da quel potere superiore, che per tutto il tempo veniva da noi e ci aiutava a fare le correzioni, passando attraverso tutte le fasi di esse.

Poi veniamo alla festa di Hanukkah. Questa è la condizione che non vogliamo nulla – guardiamo solo le candele festive, ma non le usiamo. Hanukkah – è una festa spirituale, perché ci rallegriamo solo della luce, proprio a quello, come all’interno di noi regna il supremo potere e ci separa dal nostro egoismo, dal male in noi. E tutti noi vogliamo aderire a questo potere superiore.

La festa successiva – Purim, che sta davanti a Yom Kippur (Ki-Purim – “Come Purim“). In Yom Kippur  si rispetta il digiuno completo, e a Purim, il contrario, si mangia tanto, si beve, e ci si diverte. C’è un comandamento per ubriacarsi a Purim al punto in cui non è possibile distinguere Haman da Mordechai, un peccatore da un giusto.

Dopo tutto, non siamo così effimeri, come in Hanukkah, privi di ogni egoismo – e  viceversa, rimediamo il male. Noi rimediamo tutto il vecchio egoismo e gli impulsi cattivi contro l’unità. E per questo, questa celebrazione è inversa al Giorno del Giudizio, Yom Kippur, che è “come Purim“. In Yom Kippur si rivelano solo i desideri non corretti, e in Purim già si correggono.

Ora siamo in grado di unire tutti i desideri e le aspirazioni in unità. Chiunque può fare regali agli altri, mostrando il suo amore. Così arriviamo allo stato di “un giusto non può essere diverso da un peccatore”, perché tutto si può rimediare. Si può (è permesso) fare qualsiasi cosa, e questo sarà un bene! Non c’è alcuna differenza tra le persone. Tutti i nostri impulsi, desideri, pensieri – sono giusti.

E la prossima festa è la Pasqua, simboleggia la nostra costante uscita dal male verso il bene, dalla schiavitù alla libertà. Usciamo dal nostro egoismo, “Trascendiamo” (Pesach) attraverso di essa, ci liberiamo dalla schiavitù, dalla forza del nostro desiderio egoistico che ci governa, e ci  eleviamo al di sopra di esso.

Poi si inizia il conto dei giorni dell’ Omer, quando calcoliamo le correzioni dei nostri desideri fino ad arrivare alla festa di Shavuot -Il dono della Torà. Lì scopriamo che siamo obbligati ad ottenere un potere superiore, che ci correggerà, perché abbiamo solo l’inizio del male.

Infatti, oltre all’inizio del male, si è creato pure un mezzo per correggerlo – La Torà, la luce che ritorna alla sorgente. La festa di Shavuot, la ricezione della Torà, significa che dobbiamo ottenere il potere dall’ alto per la nostra correzione. Con questa forza costruiamo noi stessi, ma non possiamo rimanere in questo stato e ci dividiamo. Questo crollo rappresenta il giorno del 9 di Av. Così si chiude l’intero ciclo.

Ed è per questo, che abbiamo costruito noi stessi e siamo crollati, comprendiamo i motivi della nostra caduta e la profondità del male. Prima di questo il male era nascosto e non è stato mostrato abbastanza, ma ora ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di una correzione ancora più grande. Rimediando a questo male, raggiungiamo la fine della correzione.

E ‘ lo stesso, come fare la promessa di non mangiare dolci, e improvvisamente entriamo nella pasticceria, dove ci sono così tanti deliziosi pasticcini, che dimentichiamo completamente la nostra promessa, che lo zucchero per noi – è veleno. Il piacere ti prende come sua preda, e ti ritrovi sotto il suo potere.

La stessa situazione sorge il 9 di Av, solo su grandi dimensioni. Ma da questo crollo impariamo la profondità di correggere noi stessi, per resistere contro questa grande “pasticceria”, che ci confonde.

Dopo tutto, è necessario rimediare a noi stessi e non in relazione a qualche piccola caramella, e su tutto l’ego enorme.

Così arriviamo alla fine della correzione – arriviamo all’unità e con questo diventiamo uguali con tutta la natura. Ma questo non è sufficiente. La storia del profeta Giona ci ricorda che dobbiamo prenderci cura del resto dell’umanità. E poi il popolo di Israele, che deve correggere se stesso, deve trasmettere questo metodo a tutta l’umanità – viene da lui, come nella città di Ninve per metterla a posto.

Così tutto il mondo può arrivare ad uno stato di prosperità, e con questo si chiude il cerchio, che per noi simboleggia le festività ebraiche.
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Dal Programma Nr.434 “Una Nuova Vita” 14.09.2014

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Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo evitare i problemi prima che arrivino, relazionandoci al governo superiore, in considerazione anche del fatto che non esiste nulla a parte Lui?

Risposta: Senza aspettare che i problemi si manifestino, dovremmo trasformarli in conseguimenti di grandezza, misericordia, e rivelazione del governo superiore. L’infelicità è la conseguenza della stessa Luce Superiore che io prendo dentro di me per il bene della dazione e che mi procura sofferenza attraverso l’effetto che ha su di me.

Infatti, se io non la ricevo nella forma corretta, per il bene della dazione, quando entra nel mio desiderio egoistico, provoca una rottura. Questo è ciò che viene percepito come sfortuna, morte, problemi, fame e malattie. E’ tutta la stessa Luce, poiché non c’è nulla a parte la Luce ed il desiderio.

La Luce viene verso di noi perché è spinta a farlo in base al programma della creazione, il piano di sviluppo naturale in base allo scorrere del tempo. Il momento perché si manifesti dentro al desiderio è arrivato e noi dobbiamo essere pronti ad accettare questa Luce per il bene della dazione.

Ma il nostro desiderio non è pronto! Non siete pronti? Nonostante tutto, la Luce entra nel desiderio e provoca una sensazione di oscurità. Noi non siamo in grado di prendere in noi la Luce per il bene della dazione; non abbiamo né la restrizione del nostro ego e nemmeno lo schermo. Questa oscurità si manifesta come catastrofi, guerre, problemi ed epidemie. Queste terribili sciagure si manifesteranno se non saremo capaci di fermarle, e tutto questo a causa della mancanza della correzione dei desideri.

Tutto è fatto dalla Luce Superiore, e per noi può essere sia l’elisir di vita che un fatale veleno. Siamo noi a scegliere cosa sia! Perciò, il popolo di Israele non ha nessuno da rimproverare. Noi stessi siamo stati la causa di quello che ci è successo, soprattutto nel 20° secolo, e non importa quanto doloroso sia parlarne. Io sono cresciuto in una famiglia che ha sofferto enormemente per l’Olocausto.

Ma niente può essere fatto se è una legge di natura. Ed ora, secondo il programma generale di sviluppo, che si realizza in base allo scorrere del tempo in modo naturale, siamo arrivati ad una situazione uguale a quella che esisteva prima dell’Olocausto. Se non ci prepareremo, allora la Luce si avvicinerà ancora di più a noi e troverà di nuovo un vaso non corretto. Un’oscurità terribile sarà rivelata in questo vaso, in questo desiderio, il che provocherà dei problemi terribili nel mondo.

Questa situazione influenzerà ogni persona, ogni nazione, ed ogni parte del mondo e tutte le civiltà, che oggi, in base a varie stime, sono sei o otto. Tutti saranno colpiti nella misura in cui ognuno di noi si sarà già sviluppato, ed è colpa nostra se ancora ci manca lo schermo e la Luce riflessa, che è l’essere pronti per la connessione. Nel linguaggio terreno comune, si parla di mancanza di una buona comunicazione tra le persone. Questo è l’esempio di unione che la nazione di Israele deve mostrare al mondo.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2014, Shamati #1

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Dr. Michael LaitmanDomanda: perché, quando si sente che non c’è altro oltre il Creatore, la prima cosa che si pensa è a tutto questo male che si è verificato nel mondo: le guerre, l’Olocausto che ha preso milioni di vite?

Risposta: Una persona non è d’accordo con il fatto che non c’è nessun altro oltre al Creatore perché sembra che elimina la persona stessa, inclusa la sua esistenza. Non capisce di cosa si tratta.

Ad oggi, le persone non sono d’accordo con il modo in cui il governo superiore tratta il popolo di Israele, il gruppo che cerca “diritto al Creatore” (Yashar-Kel), che Abramo ha organizzato come un popolo. Anche oggi, la gente ancora lamenta questo disastro.

Però sarebbe più corretto trasformare tutta la memoria della catastrofe nella base di correzione. Il Museo dell’Olocausto e il memoriale dovrebbe mostrare perché ciò è avvenuto, da dove è venuto questo difetto terribile, e cosa ci deve insegnare. Dovrebbe insegnarci come ci possiamo alzare da questa afflizione.

Al posto della catastrofe, possiamo far crescere un’attitudine nuova del popolo d’Israele al Creatore, che è più maturo e propositivo. Basta lacrime e promesse che non succederà mai più, ciò non ci protegge dai disastri futuri. A quel tempo non siamo riusciti ad evitare il disastro, e quindi non possiamo oggi.

Cosa si può fare allo scopo di essere in grado di influenzare gli eventi e non permettere che questo succeda un’altra volta? Come possiamo imparare dal passato e trovare la forza che ci permette d’ora in poi di agire in modo che effettivamente non accada mai più? Oggi dobbiamo correggere il danno che non abbiamo potuto eliminare nei giorni della catastrofe. Pertanto, si è svolto allo scopo di fare correzioni sullo stesso sentiero della sofferenza.

L’unicità del governo superiore non è accettato dalla persona comune con tutti i suoi guai e le tragedie di questa vita che deve attraversare. La gente non capisce come è possibile che il Creatore ha trattato la nazione d’Israele così male, la quale era il gruppo “aspirante diretto al Creatore,” guidandoli attraverso tale sofferenza.

Basta guadare il sentiero che ha attraversato il popolo d’Israele, e tutta la sofferenza sperimentata da noi durante i 2 000 anni di esilio. Perché questo è accaduto? Quale era il nostro errore e perché non abbiamo imparato da esso? Perché fino a questo giorno, non vogliamo trarre conclusioni? Infatti, con l’antisemitismo che cresce di giorno in giorno, oggi può essere una catastrofe ancora peggiore di quel che è accaduto in Europa 70 anni fa.

Questo è un argomento molto doloroso, però si deve discutere. Non c’è via d’uscita, e dobbiamo guardare a quel che è successo in termini dello scopo della creazione e delle forze che agiscono in natura. La nostra tristezza per coloro che perirono è solo il passo iniziale verso la produzione di un’azione pratica attraverso la corretta educazione per il popolo d’Israele e il mondo intero.

Questa educazione deve mostrare alla gente quali forze terribili possono essere rivelate se non le cambiamo in forze buone. La scelta è nelle nostre mani! Noi stessi scegliamo chi può assumere potere su di noi: la forza del male o la forza del bene, il Faraone/egoismo, o il Creatore/dazione; deve essere uno dei due.

Dobbiamo spiegare questo nei programmi televisivi, nei workshops, e nelle discussioni. Ciò vale non solo per gli ebrei. Oggi, siamo talmente avanzati che il mondo intero deve essere incluso nella correzione. È per questo il governo superiore ha cominciato a trattare il mondo nello stesso modo in cui trattava il popolo d’Israele prima.

Nel passato, il governo superiore ha domandato solo al popolo d’Israele di avvicinarsi alla dazione, però ora questo si chiede al mondo intero. Così, il mondo intero è sulla soglia di una grande sofferenza: la guerra di Gog e Magog, la terza guerra mondiale già descritta dai profeti, oltre alla moltitudine di problemi e miseria. E tutto questo può succedere perché il mondo non avanza sul percorso corretto.

Certo, il popolo d’Israele soffrirà di più perché deve passare la Luce al resto del mondo. Però il mondo intero verrà anche coinvolto in questo disastro. Non sarà come in precedenza, una catastrofe solo per il popolo ebreo. Rivolte, problemi e rivoluzioni si verificheranno in qualsiasi località del mondo. Vediamo già la prima agitazione dei conflitti che sono destinati a esplodere nel futuro e ad avvolgere tutta la terra.
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Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.10.2014, Shamati #1

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Dr. Michael LaitmanDal tempo in cui una piccola parte dei Babilonesi si riunì ad Abramo e cominciarono a lavorare insieme sull’unità fra loro, è iniziato il punto di partenza del popolo ebreo.

Anche se non era ancora un popolo formato, il gruppo di discepoli di Abramo, che erano Kabbalisti, ricevettero da lui il metodo di unità con lo scopo di rivelare il Creatore e cominciarono ad andare avanti.

Dal punto di vista Kabbalistico, andare avanti non è la storia del loro trasloco dalla terra di Canaan, la discesa in Egitto e il ritorno alla terra di Israele, ma la crescita del loro egoismo e la loro costante salita sopra esso. Infatti, l’ideologia con cui erano d’accordo nell’antica Babilonia ha continuato a lavorare in loro.

Nel processo di crescita dell’ egoismo, il popolo ha cominciato a cambiare ed è diventato più sofisticato, sia egoisticamente che altruisticamente. La loro unità ha subito metamorfosi varie e ha preso diverse forme.

Pertanto, la scuola di Abramo si è trasformata nella scuola di Isaac, poi in nella scuola di Giacobbe, e, finalmente nella scuola di Mosé. Tutti loro rappresentano una varietà di movimenti del popolo per una rivelazione crescente dell’ego e l’aumento sopra di esso.

La scuola di Isaaco ripresenta il desiderio del popolo di rompere con il suo egoismo e salire certamente sopra esso. Questo è il sacrificio di Isacco, quando una persona è pronta, è pronta a massacrare il suo egoismo. Infatti, prima pensa che questo sia l’unico modo di mantenere il suo movimento in avanti.

Poi la scuola di Giacobbe si è formata, essa crede che uno non debba uccidere l’egoismo, ma bilanciarlo con la proprietà di clemenza, rappresentata da Isaaco (la spietatezza del giudizio), poi essa cambia nella proprietà di Israele, la quale significa diretto al Creatore.

Questo è un movimento serio in avanti, nel quale sia le forze egoistiche che altruistiche, si riuniscono, con l’egoismo che rimane in fondo e l’altruismo che sorge sopra di esse. Così, sorgendo e cadendo in sincrono, si muovono insieme. In questo modo le persone crescono, componendo le due parti della natura al loro interno, e nella simbiosi corretta fra loro, rivelano il Creatore.

Il movimento spirituale d’Israele porta gradualmente il popolo in Egitto. Lo sviluppo in Egitto significa che l’egoismo del popolo sorge anche di più, al livello di Faraone, e ad essi è stato richiesto di salire sopra di esso.

Il Faraone rappresenta l’egoismo, il quale semplicemente non può elevarsi al di sopra e utilizzare. È necessario che venga tirato fuori rapidamente, per correggerlo in piccole porzioni, trasformandolo in altruismo.

Il popolo d’Israele, trovandosi prigioniero in Egitto, cioè in un stato estremamente egoistico, ha scoperto che non poteva seguire l’ideologia di Abramo. Un nuovo leader (guida), il cui nome era Mosé, apparve fra loro. Egli è riuscito ad organizzarli in modo che hanno capito che il progresso doveva essere basato sul distacco dall’egoismo. Questo significava che dovevano scappare dalla prigionia in Egitto, la cattività dell’egoismo, e lentamente cominciare a correggere le sue parti.

Mentre in Egitto, sotto la pressione di un ego enorme, il popolo era nello stesso confronto, come nell’antica Babilonia. Mosè comprese che era necessario fare un altro sforzo, per uscire dall’Egitto e andare alla terra di Canaan, come il gruppo di Abramo una volta uscito da Babilonia.

La terra di Canaan simboleggia lo stato spirituale che dà alla gente l’opportunità di unirsi internamente fra loro, di sorgere sopra l’egoismo e allontanarsi da esso, cioè, lasciare l’Egitto, entrare nel deserto del Sinai e dirigersi verso la terra di Israele.

Questa è l’essenza della scuola di Mosè, il seguace diretto di Abramo. Nella storia dello sviluppo spirituale, non vi è alcuna personalità più luminosa di Mosè. Dopo tutto, il gruppo di Abramo è venuto da Babilonia, dopo essere salito sopra l’egoismo manifestato ed era abbastanza, però ora i suoi seguaci, scappando dall’Egitto, devono non solo salire sopra un ego enorme, ma anche correggerlo gradualmente.

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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 22.10.2014

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Dr. Michael LaitmanAvendo attraversato tutti la fase della vita in Egitto e l’esodo dall’Egitto, il popolo d’Israele ha raggiunto uno stato chiamato, il Monte Sinai. Essi cominciano a capire che stanno affrontando delle montagne enormi di male, la parola “Sinai” deriva dalla parola ebraica “odio” (odio reciproco), la repulsione profonda che sentono le persone, l’una verso l’altra che è molto più grande di quello che si è sentito in Egitto.

Mentre in Egitto o nell’ antica Babilonia non lo capirono e non erano pienamente consapevoli di questo; ora il male si rivela a loro al suo massimo.

Di conseguenza la gente si sente perplessa, impotente, e non può nemmeno immaginare che cosa dovrebbe fare. Però Mosè allevia la loro mente, promettendogli di organizzare e fissare la connessione tra loro e il Creatore. Questo è il suo ruolo poiché egli è il legame tra il popolo di Israele e la Forza Superiore. La gente non poteva fare nulla senza il suo aiuto e la sua guida, senza la sua connessione con il Creatore.

Egli si arrampica sul Monte Sinai mentre la gente non sente questa connessione ed è pronta a ritornare in Egitto. La cosa principale per loro è sentire di avere qualcosa, qualcosa di tenero! L’odio spaventa la gente semplice.

Immagina di vivere in un condominio nel quale tutti ti odiano profondamente. Hai paura di uscire dal tuo appartamento, di aprire una finestra, senti la corrente di odio enorme da tutti i lati, non puoi dormire, e stai perdendo il tuo appetito. Questa situazione è terribile! Questo è esattamente ciò che sentono le persone ai piedi del Monte Sinai. La natura vera del loro ego si rivela e vedono che non possono superarla in ogni caso poiché la connessione con il Creatore che li ha aiutati non molto tempo fa è andata via.

Però Mosè gli promette di salire a questo livello di connessione, per stabilire il contatto fra loro, e li porta fuori da quest’odio. Solo lui può salire sopra la montagna dell’ego, ma è solo un piccolo attributo in noi.

Nel momento in cui si stacca dal popolo, essi perdono la speranza di connettersi al Creatore e l’unica speranza che vedono è nella creazione del vitello d’oro, il quale credono può unirli. Non c’è nient’altro a cui possono aggrapparsi.

Sono pronti a impiegare i loro gioielli in oro e donarli in modo che qualcosa li unirà. Perché rispetto all’odio profondo che sentono, il piccolo ego che s’incarna nel vitello d’oro egoisticamente li collega almeno in una certa misura.

Quando egli scende dal Monte Sinai, Mosè si avvicina alle persone che vogliono connettersi al Creatore tramite lui e stabilire un contatto fra loro, ma vede una volta ancora che si inchinano al loro ego (il vitello d’oro). Poi rompe due tavole del patto ricevuto sul Monte Sinai, poiché ora questo non è adatto alle persone giacché sono cadute a un livello diverso.

Mosè sale sul monte, vale a dire ancora una volta l’ego, e quando si connette con il livello superiore di amore e dazione sopra di esso, riceve una seconda istruzione dal Creatore. Quando scende da questo livello spirituale, egli porta la gente al piano per l’unità: la rivelazione del Creatore tramite loro avvicinandoli nell’unità interna tra di loro.

Il piano include tutte le leggi principali della Torà, e la più importante è “ama il tuo prossimo come te stesso,” e la gente è pronta a tenerla e ad unirsi.

Il giorno in cui Mosè scende la seconda volta dal Monte Sinai, si chiama Yom Kippur (il Giorno dell’Espiazione). Egli porta alla gente le due tavole, il che significa le dieci condizioni in contrasto con le dieci piaghe d’Egitto. Per soddisfare queste condizioni a livello spirituale, raggiungono un livello di unità fra loro, in cui il Creatore si rivela e si fondono in completa unità con Lui. Questo è lo scopo della loro correzione.

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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 22.10.2014

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