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Il diritto di scegliere, Parte 3

Dr. Michael LaitmanIn passato un paese che era governato da un re la cui parola era legge e costrizione per tutti, senza eccezioni. E in questo modo il genere umano ha progredito fino al 20° secolo, seguendo ciecamente un leader che sorgeva al di sopra di tutti, dava ordini: a sinistra, a destra, avanti, indietro. La persona non aveva libero arbitrio; era trascinato in avanti a colpi.

Tuttavia, è arrivato il tempo in cui ci viene chiesto di arrivare ad un accordo con il programma della natura. Dobbiamo capirlo e, in accordo alla nostra libera scelta, andarli incontro. In questo nuovo modello di società, ognuno è il proprio re.

Domanda: Ognuno ha il proprio egoismo, e ognuno tira tutti gli altri dalla sua parte. E’ chiaro che è impossibile giungere ad un buon risultato, se ognuno si sente come un re. Come si può raggiungere una certa stabilità in questa struttura super-instabile in cui ciascuno sta perseguendo solo il proprio interesse stretto, ignorando tutti gli altri? Quando non possiamo andare d’accordo con i vicini, non è poi così male. Ma quando questo disturbo copre l’intero paese e il mondo intero, che cosa ci si puo’ aspettare?

Risposta: Allora siamo in attesa di catastrofi se non iniziamo a fornire una nuova educazione a tutti loro, insegnandoli il sistema integrale in modo che la gente capisca il mondo in cui esistiamo oggi. Dopo tutto, loro non lo conoscono.

I politici partecipano alle elezioni, mentre si preparano a gestire la società, ma loro non capiscono la società moderna e il mondo moderno, in cui esistiamo. Nessuna persona capisce questo non importa al quale partito appartiene, da un’estremità all’altra. Nessuno di loro conosce in che tipo di mondo viviamo.

Domanda: Come è possibile far funzionare una società in cui ognuno si sente come un re?

Risposta: E’ davvero possibile se ogni persona si sente responsabile per tutti, mentre sente tutti al di sopra di se e potenti, come il padre i suoi bambini. Un re non è un delinquente che si siede tutto il giorno e gode di tutto a spese dei suoi cittadini. È un lavoro duro essere un re.

Qualche tempo fa ho letto la routine quotidiana della regina d’Inghilterra; lei non ha un momento libero: appuntamenti, incontri, visite alle scuole materne, viaggi in altre province. Lei non appartiene a se stessa, ma svolge le sue funzioni. Ed è sempre stato così; non dobbiamo pensare che i re erano solo intrattenuti con le palline, come ci viene illustrato nei romanzi.

Domanda: Se il popolo di Israele dovrebbe servire da esempio per tutto il mondo, vuol dire che i suoi leader hanno una missione molto importante?

Risposta: Assolutamente. Gli uomini che stanno ai vertici della società israeliana devono capire il programma della creazione, il programma della natura, e guidare il popolo di Israele all’incontro esatto del loro posto in questo programma.

Così è stato fin dal momento della costruzione del primo Tempio alla distruzione del Secondo Tempio. A quel tempo il popolo di Israele aveva dei leaders che raggiunsero il programma della creazione, la forza che agisce all’interno della natura. Loro sentivano questa forza superiore, l’hanno capita, e hanno lavorato insieme a lei.

Quando una persona del genere guarda il mondo, deve vedere le forze che operano nel mondo. Lui ha bisogno di vedere il programma generale in base al quale queste forze agiscono in futuro per molti anni a venire, fino alla fine della correzione. E’ il dovere del leader, e questo è il motivo per cui il popolo d’Israele era guidato da kabbalisti, persone con una realizzazione spirituale.

Domanda: Ci sono delle qualità speciali che si deve possedere per essere un tale leader?

Risposta: Certo. E’ necessaria una qualità molto semplice: ama il prossimo tuo come te stesso. Questo è tutto.

Domanda: Cosa significa amare il prossimo tuo?

Risposta: Significa che un leader deve amare gli altri, almeno quanto ama se stesso. Lui è obbligato ad avere la proprietà della dazione assoluta.

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Da Kab.TV  “Una Nuova Vita” 9.12.2014

Il diritto di scegliere, Parte 2

Dr. Michael LaitmanSe tutti noi siamo parti di un unico meccanismo, un cerchio regolare, allora tutti siamo uguali. Pertanto, ogni persona definisce lo stato di tutti come se ognuno fosse un re. Assolutamente ognuno di noi!

Forse ancora non lo sentiamo, ma questo è quello che succede in natura. Se ci muoviamo verso la scoperta della comunità integrale in cui tutti sono collegati tra loro, allora non possiamo continuare con la nostra natura protezionista egoistica, che ci induce a trascurare gli altri e prenderci cura solo di noi stessi.

Non possiamo diventare parte di un’umanità solidale con un tale naturale approccio egoistico. Nel frattempo la natura ci fa pressioni sempre maggiori.

Una persona vuole essere indipendente ed essere lasciata ai propri capricci in cui non dovrebbe avere obblighi ne verso la nazione ne verso altre persone. Si tratta di due processi contrapposti in esecuzione in parallelo. Il mondo ci connette con legami sempre più stretti, all’interno dei quali tutti noi diventiamo più insensibili ed egoisti.

Una volta utilizzavano la vergogna se uno veniva colto mentre rubava. C’era vergogna persino a divorziare. Oggi la gente si sente completamente libera di sposarsi e divorziare più volte e la generazione più giovane non vuole più sposarsi.

Non possiamo esistere in una forma integrale nella nostra civiltà e con la nostra attuale natura. Dopo tutto, non siamo integrati ma piuttosto il contrario. Non esiste contraddizione più orrenda che cercare di collegare gli uni agli altri degli individualisti terribili. Nessuno vuole una tale connessione, e tutti scappano da essa come le pecore che scappano dai lupi.

Il popolo di Israele è particolarmente contrario a una tale unità, nonostante il fatto che essi sono in una situazione molto difficile e sotto pressione in un ambiente ostile su tutti i lati.

Pertanto, il politico che sta per vincere le elezioni e con arroganza si aspetta di ottenere dei miglioramenti nel paese, dovrebbe capire che non può farlo. Non importa a quale fascia appartiene, a destra, a sinistra o al centro, nessuno di loro può avere successo.

Dopo tutto, non conoscono la base su cui poggia la società israeliana, pensando che non è diversa dalla solita democrazia occidentale. Non conoscono quello che la natura ha preparato per Israele e per il mondo intero, la missione del popolo di Israele, né la finalità di tutto il mondo in questa lunga battaglia attraverso la quale tutti dobbiamo andare. Ciò che è di particolare importanza nel nostro tempo è la loro mancanza di conoscenza di ciò che sta accadendo in questo periodo di sviluppo.

Non sanno nulla di tutto questo. Pensano che se tendono all’inasprimento delle leggi e abbassano le tasse tutto funzionerà bene. Non esistono strumenti che è possibile utilizzare per gestire il paese.

La legge generale della natura, la legge di completezza, influenza il nostro governo. Questa legge arriva fino a noi dall’alto, e il meccanismo agisce nei confronti del popolo di Israele per impegnare la nostra nazione a diventare un’unica entità interconnessa. La gente di tutto il mondo richiede lo stesso da noi, perché nel livello successivo, anche essi dovranno connettersi nella stessa forma di società.

Essi sono tenuti a realizzarlo, ma non possono, perché nessuno può insegnare loro a farlo. Solo Israele può diventare una luce per le nazioni del mondo e insegnare loro, dal momento che Israele ha realizzato questo livello in passato. Se non compiamo la nostra missione in relazione al resto del mondo, allora loro soffriranno per questo immensamente.
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Dal Programma “Una Nuova Vita” 09.12.2014

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Il diritto di scegliere, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Mi piacerebbe conoscere la tua opinione circa la situazione politica instabile di Israele, che ha portato ad elezioni anticipate. E’ diventata un’abitudine che il governo Israeliano non arrivi alla fine del suo mandato. I giochi egoistici e i complotti hanno la responsabilità di portare al collasso la coalizione di governo.

Vorrei comprendere questo fenomeno, perché influenza tutti gli aspetti della nostra vita ed influisce sulle tasche di tutti, costringendoci a far fronte alla spesa di altri miliardi per le elezioni anticipate.

Ogni governo durante le elezioni promette di portare la nostra nave su una bellissima spiaggia, dipingendoci una vita meravigliosa. Ma alla fine, sentiamo che questa nave è costruita con tanti pezzi separati, ed ogni pezzo naviga per conto suo.

Affronta molti conflitti di interessi, e le corde che tengono insieme tutta la struttura si lacerano. Queste sensazioni si risvegliano nelle persone, provocandoci un senso di insicurezza e di instabilità.

E non si tratta di un nuovo fenomeno; ci accompagna dall’esatto principio dello stato di Israele. Già molti governi non ce l’hanno fatta, portandoci ogni volta a delle elezioni di molto in anticipo rispetto al tempo previsto.
In base alle statistiche in più di 68 anni dall’esistenza di Israele, 33 governi e 19 assemblee Knesset si sono alternati. Il tempo di durata di ogni governo in carica in Israele è meno di due anni. Questo è lo sconfortante risultato delle statistiche.

Ma qui non vogliamo aprire alcun dibattito, che vengono attualmente proposti su tutti i canali televisivi. Ci piacerebbe soltanto capire la ragione di questo fenomeno e come possiamo aggiustarlo. Come ci procuriamo un capitano per la nostra nave che ci porti su una spiaggia sicura? Qual è stata la causa di questa instabilità del nostro governo?

Risposta: La risposta è molto semplice. In passato c’era un re messo al di sopra di tutta la società e del governo dello stato. Anche se il re aveva molti ministri, tutti gli obbedivano. Era impossibile sfidare le decisioni del re perché tutto quello che diceva era sacro.

Come faceva il re a prendere le decisioni giuste? Le prendeva dal cielo. Il popolo credeva che il re fosse stato messo lì da un potere superiore e che tra loro ci fosse un collegamento diretto. E’ così che l’umanità si è sviluppata nel corso della storia, sviluppando la società, la tecnologia, la scienza, la religione e l’educazione. Tutti i paesi si sono sviluppati in base ad un programma, ed alcuni paesi si sono sviluppati più degli altri. Il re si trovava a capo della società, e sotto di lui c’era la gerarchia dei suoi assistenti e cortigiani.

La Natura ci ha fatto procedere senza chiedere nulla, pur mandando a tutti i pensieri e i desideri necessari. Naturalmente, siamo stati accompagnati da problemi e guerre, ma era tutto programmato dalla natura e doveva succedere. Tutto quello che abbiamo dovuto fare è stato di imparare dall’esperienza e muoverci gradualmente verso la comprensione di come fare per rendere la nostra vita più equilibrata.

La forza della natura mandava il re nella direzione in cui egli guidava il suo popolo ed il popolo lo seguiva. E’ successo in tutti i paesi, e anche il popolo di Israele è passato attraverso molte prove, tutte dovute al potere superiore. Tutto era stato programmato in anticipo.

Vediamo che nei giorni dei profeti, l’intero processo che abbiamo dovuto attraversare era stato descritto da loro. Per centinaia di anni prima della distruzione del Tempio e prima che il popolo di Israele andasse in esilio, i profeti lo sapevano e ne scrissero. Il Talmud dice che anche 70 anni prima della distruzione del Tempio, c’erano i segni della sua distruzione.

Domanda: In quel periodo, i governanti di Israele sapevano quello che stava per succedere?

Risposta: Naturalmente, lo sapevano perché era scritto nel Talmud e nei libri dei profeti.

Tra altri popoli, la monarchia è rimasta fino a tempi recenti. Per esempio, un re governava in Russia all’inizio dell’ultimo secolo. Gli uomini erano molto religiosi, non importa a quel gruppo appartenessero all’interno della società. Tutto era organizzato in modo che l’umanità esistesse ed agisse in base al volere del potere superiore.

Tutto questo è accaduto fino a quando non si è cominciato ad usare il libero arbitrio. La libertà si trova nel fatto che io mi faccio coinvolgere nel programma della natura, lo studio, e mi rendo conto in che modo devo cambiare me stesso, l’intera società umana, tutti noi, e, cosa più importante, le nostre relazioni reciproche.

Adesso è compito di ogni persona. Le monarchie hanno iniziato a crollare e alla fine siamo arrivati alla situazione che oggi tutti sono un re! Tutti sono coinvolti nella vita della società come persone distinte ed indipendenti che prendono delle decisioni.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 09.12.2014

La categoria spirituale di “La Creazione del Mondo”

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come sappiamo, dopo Adamo c’è stato il diluvio in cui solo Noè e la sua famiglia sopravvissero. Potremmo affermare che la nostra discendenza deriva sia da Adamo che da Noè?

Risposta: Tutto ciò che è detto nella Torà, riguardo la storia del nostro popolo, è inteso come ciò che è successo nell’ascesa interiore delle persone.

Adamo non è stato la prima persona nel mondo; ci sono state altre persone prima di lui. L’essere umano si è sviluppato dalle scimmie decine di migliaia di anni fa. Questo è lo stesso come indicato nella Kabbalah. Ad esempio, 600 anni prima del darwinismo, nel libro Etz Hayim (L’albero della vita), il grande Kabbalista Ari aveva scritto che l’uomo si è evoluto dalle scimmie.

Cioè, la creazione del mondo è una categoria spirituale. La Torà parla solo del percorso spirituale dell’uomo, la sua ascesa. Noè e tutti gli altri personaggi della Torà sono seguaci spirituali di Adamo.
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Da Kab.TV “Un Parere Speciale” 12.08.2014

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La crescita secondaria del terrore, Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nonostante tutti gli sforzi, il terrore globale sta diventando sempre più radicalizzato. Ci sono molte nuove organizzazioni che sono ancora più estrema e crudeli di quelle che abbiamo conosciuto finora.

La lotta contro Al-Qaeda non ha avuto successo, e quel che è peggio è che l’organizzazione chiamata ISIS derivata da essa ha intensificato i suoi attacchi sanguinosi. È possibile trovare il punto debole dei capi di questa organizzazione, al fine di influenzare loro attraverso questo tallone d’Achille?

Risposta: Non saremo mai in grado di influenzarli. L’unico modo è attraverso un mondo unito che sarà una barriera che li bloccherà. In tal caso, il flusso di volontari che aderiscono al terrore si esaurirà e le persone effettivamente cominceranno a fluire dalla nostra parte.

Anche noi chiediamo l’unione, ma un’unione universale, illimitata, indipendente da eventuali differenze. Tu puoi essere nero, bianco, rosso, cristiano, ebreo, musulmano, o indiano, non fa differenza. Tutte le persone di tutte le nazioni del mondo devono diventare uno con la forza dell’unione generale, un quadro comune, una sola famiglia umana.

Queste sono le leggi della natura che ci impongono di essere in uno stato di unione e di equilibrio, in un sistema di connessioni integrali tra di noi. Se manteniamo questa condizione, ci sentiremo bene, mentre le organizzazioni terroristiche saranno in una brutta posizione.

La natura aspira sempre solo all’unione e alla solidarietà. Si tratta essenzialmente di un sistema integrale in cui tutte le parti sono connesse reciprocamente. Pertanto, dobbiamo essere incorporati in questo sistema al fine di ricevere dalla natura le massime forze amiche positive.

Per fare questo, dobbiamo connettere tutta l’umanità in un’unica famiglia e poi ci troveremo in uno stato di equilibrio con la natura. Questa è la legge di equilibrio, l’omeostasi, l’equivalenza della forma.

Domanda: Perché è necessariamente questa legge che funzionerà contro i terroristi?

Risposta: Perché la compatibilità con la natura ci permette di trarre forze positive da questo. L’umanità ha solo bisogno di connettersi e unirsi correttamente in modo che la gente farà tutto quanto in loro potere per creare una famiglia che vive secondo i principi della mutua assistenza e garanzia. Dovrebbe essere nella misura in cui saremo tutti alla pari e tutti avremo tutto ciò di cui abbiamo bisogno in un senso razionale. Se organizziamo le cose in questo modo, le persone saranno attratte.

Dopo tutto, vogliamo vivere in un mondo buono che è sicuro e felice senza grandi differenze sociali: ricchi e poveri, fortunati e stranieri, sani e malati … Tutti dovrebbero sentirsi bene e sapere di vivere in un mondo che è buono e sicuro e che vivrà una buona vita in un ambiente meraviglioso che si prende cura di lui e in cui egli si prende cura degli altri. Questo è ciò verso cui dovremmo attirare la gente e questo è ciò che realmente vuole, ma non ha nessun leader che possa realizzarlo.

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Tratto da Kab.TV “Una Nuova Vita” 09.07.2014

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I Kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 13


Il Popolo di Israele, deve svolgere la propria missione

Baal HaSulam,Introduzione al Libro dello Zohar,” Sezione 69: Però se, che Dio non voglia, è il contrario, e una persona da Israele degrada la virtù dell’interiorità della Torà e i suoi segreti, che si occupa della gestione delle nostre anime e dei loro gradi, e la percezione e i sapori delle Mitzvot per quanto riguarda il vantaggio di esteriorità della Torà, che si occupa solo con la parte pratica … da ciò si disonora e degrada l’interiorità del mondo –il che significa le nazioni del mondo – al di sopra di esse. Essi umilieranno e faranno vergognare i figli d’Israele, e considereranno Israele come superflua, come se fosse che il mondo non ha bisogno di loro, Dio non voglia..

Inoltre, con questo, anche l’esteriorità nelle nazioni del mondo va a sopraffare la loro propria interiorità, la peggiore tra le nazioni del mondo, i nocivi e distruttori del mondo che oltrepassano la loro interiorità, sono i giusti delle nazioni del mondo. E poi fanno tutta la rovina e le stragi atroci di cui la nostra generazione è stata testimone.
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I Kabbalisti sul Popolo di Israele e le Nazioni del Mondo, Parte 12

Il Popolo di Israele, deve svolgere la propria Missione

Dall’articolo di Baal HaSulam, “Gli scritti dell’ultima generazione. Aggiunte e bozze, sezione 2, dell’Introduzione:

Ho già presentato l’essenza delle mie opinioni nel 1933. Ho già parlato con i leader della generazione, e a quel tempo le mie parole non venivano accettate, anche se ho strillato come una gru e poi messo in guardia sulla distruzione del mondo; non ha fatto alcuna impressione.

Però ormai, dopo le bombe atomiche e all’idrogeno, penso che il mondo mi crederà che la fine del mondo si avvicina e arriva a passi rapidi; e Israele sarà bruciato prima delle altre nazioni, com’era nella guerra precedente, così oggi è bene risvegliare il mondo ad accettare il suo unico rimedio e continuare a vivere ed esistere.
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Dove e quando c’è tempo per la felicità?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Negli ultimi decenni, il tema della ricerca della felicità, in Israele e nel mondo è diventato una moda. C’è un gran numero di libri, corsi, e workshops che sono comparsi riguardo a questo argomento. Nel libro dell’Ecclesiaste del Re Salomone, la ricerca della felicità và di pari passo con la ricerca della verità. Di che verità sta parlando?

Risposta: La verità cambia continuamente. Ogni generazione determina le regole generali per se stessa secondo quello che è detta la verità e la falsità, bene e male, piacere e dolore. Cento o duecento anni addietro la felicità era avere un lavoro, un posto dove vivere, una famiglia e dei bambini.

Se una persona poteva dare un tetto e del cibo alla sua famiglia allora era felice. Non voleva nulla tranne questo. Se aveva un vestito in più rispetto a quello di tutti giorni era una cosa fantastica! E poi sono giunti a interi guardaroba che prima era piccole dimensioni. Ed adesso tutti hanno una stanza dedicata a se stessi nell’appartamento con un proprio armadio. Ma anche questo non è abbastanza; Abbiamo bisogno di una cabina armadio per i nostri vestiti!

Abbiamo raggiunto la saturazione ma siamo ancora coinvolti nei consumi. Le nostre vite sono diventate una corsa. Dove troviamo piacere? Io vivo in un’area dove la popolazione appartiene ad una forte classe media. Alle sette del mattino il mio vicino corre verso la sua macchina con un bimbo in una mano e una tazza di caffè nell’altra. Mette giù il caffè, sistema il bimbo e lo porta al nido e poi va al lavoro.

Non torna a casa prima delle otto o nove della sera. Quando sente la felicità? Forse il giorno della settimana in cui esce con gli amici? O quella volta all’anno in cui si fa una settimana di vacanza all’estero? Dov’è veramente il piacere? Egli guarda le altre persone e dice: “Tutti fanno questo e quindi lo faccio anch’io”.

Domanda: Allora non c’è felicità nel mondo?

Risposta: La felicità, nella “Vanità delle vanità” (Ecclesiaste 1:2), è la dazione agli altri! Se diamo gli uni agli altri e costruiamo una vita dove tutti sono connessi in un modo positivo alla società allora ci realizziamo gli uni con gli altri, non con le cose ma con la felicità. Al momento voglio avere la sensazione della felicità attraverso l’acquisizione di un oggetto che ho comprato e di cui poi godo. Quanto posso guardarlo e goderne?

La felicità deve essere rinnovata continuamente. La felicità per una nuova macchina dura per un mese, per una casa per un anno. Come posso organizzare la vita in modo che il mio desiderio di essere felice tutto il tempo sia sempre rinnovato e che il suo rifornimento sia sempre nuovo? E’ quel che succede quando ci si sveglia tutti i giorni come un bimbo con gli occhi ben spalancati!

Durante l’infanzia vivevo in una casa con un grosso cortile. Nel cortile crescevano alberi e fiori; avevamo un cane. La sera già immaginavo a quando sarei saltato fuori dal letto il mattino correndo in cortile per incontrare gli amici. Voglio vivere con questo tipo di umore!

Domanda: Nel libro dell’Ecclesiaste di Re Salomone c’è una stessa frase ripetuta due volte “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.” (Ecclesiaste 1:9). Questa è una scoperta molto triste.

Risposta: Se vuoi solo godere del mondo allora ottieni solo futilità.

Domanda: E’ davvero necessario arrivare allo stato di assoluta mancanza di piacere per capire la necessità del rinnovamento? Non si può ottenere piacere sia dalle cose che dalla connessione con le persone?

Risposta: Una non interferisce con l’altra, ma io non penso che una persona possa stare in due mondi. Se sei diviso in due, allora nessuno dei due desideri sarà ritenuto completamente soddisfatto. Alla fine dobbiamo mostrare a noi stessi ed agli altri dove si trova la vera sorgente della felicità. Il rinnovamento delle relazioni tra di noi ci porterà un sentimento di felicità e questo sarà sempre un identico soffio vitale che gonfierà le nostre vele nel progresso verso stati migliori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 23.05.13

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La Missione della Nazione israeliana

…E anche l’interiorità del mondo, che è Israele, sorgerà in tutti i loro meriti e virtù sopra l’esteriorità del mondo, che sono le nazioni. Poi, tutte le nazioni del mondo riconosceranno e accetteranno il merito di Israele su di loro.

Ed essi devono seguire le parole: (Isaia 14, 2) “E i popoli li prenderanno, e li porteranno al loro posto: e la casa d’Israele li possiederà nella terra del Signore.” E anche (Isaia 49, 22): “Ed essi porteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie saranno portate sulle spalle.”

Questo è ciò che è scritto nello Zohar (Nasoh, p 124b), “attraverso questa composizione, ”che è il libro dello Zohar, “essi saranno consegnati dall’esilio con misericordia.” Amen, vorrei che fosse così.”
Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 71

…la benedizione della pace nel mondo intero precede la forza, cioè la redenzione, perché “Dio non ha trovato un vaso per contenere la benedizione per Israele, se non la pace”.
Baal HaSulam, “La Pace”
[147035]

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La Missione della Nazione israeliana

“Una volta abbiamo chiarito le radici superiori, ora chiariremo i rami in questo mondo. Sappiate che un ramo che si estende dall’interiorità è il popolo d’Israele, il quale è stato scelto come operatore di un obiettivo generale e di correzione. Contiene la preparazione necessaria per la crescita e lo sviluppo finché muove le nazioni del mondo, anche, per raggiungere lo scopo comune.

“Il ramo che si estende dall’esteriorità sono le nazioni del mondo. Non sono state impartite le qualità che le rendono degne di ricevere lo sviluppo dello scopo uno per volta. —Baal HaSulam, “Un’ancella che diventa erede della padrona.”

“Il ruolo della nazione di Israele di qualificare il mondo per una certa purezza, finché tutti non sono degni di prendere su di sé la sua opera, non meno di quanto Israele era degna nel momento in cui ricevette la Torah.” —Baal HaSulam, “L’Arvut,” (Garanzia Reciproca), punto 21.

“Gli ebrei devono presentare ai gentili una novità nella saggezza della religione, nella giustizia e nella pace. Nella maggior parte dei gentili che sono i nostri discepoli e questa saggezza è attribuita solo a noi.” —Baal HaSulam, “L’ultima generazione.”
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