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Cosa manca al popolo d’Israele?

Edizione Speciale: Eventi nel Sud d’Israele

Oggi al popolo ebraico manca l’unione nel livello umano di sviluppo. Questo è l’ “esilio egiziano”- nel quale una persona soffre del suo egoismo. In un primo momento, sembra un buon “re”, ma col tempo diventa chiaro che egli succhia tutto il succo del pianeta e di noi stessi.

Attraverso il volere di questo “Faraone,” abbiamo inquinato quasi tutto ciò che è possibile, in natura, così come nei rapporti fra di noi. C’è una crisi, ciò che viene chiama i “sette anni di vacche magre”, quando ci rendiamo conto che il nostro ego ci sta letteralmente uccidendo. Vogliamo usare gli altri, invece di essere un garante per loro.
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Il mondo chiede la propria correzione

Edizione Speciale: Eventi nel Sud d’Israele:

Dobbiamo volerci unire. La striscia di Gaza non è la questione principale. La questione principale è l’unione tra di noi. E’ la soluzione di tutti gli altri problemi. Oggi gli uomini invitano “quelli del sud” a stare dalla loro parte, e questa è una bella cosa, ma finirà. Mentre dobbiamo ricostruire la nazione, vogliamo che l’unione continui. Questo è ciò che ci rende un popolo. L’amore reciproco deve diventare un istinto.

Il sostegno reciproco dovrebbe essere nutrito. Non vedremo la pace senza di esso. Fino a quando non ci uniremo saremo come delle noci in un sacco. Infatti, non abbiamo un altro posto dove vivere. Ci troveremmo davanti lo stesso problema ovunque: non stiamo adempiendo alla nostra missione. L’attuale crisi non è soltanto un brutto momento. Oggi l’umanità deve diventare “rotonda”, integrale, e siamo noi che dobbiamo fornire tutto questo con il metodo appropriato.

Ogni Giudeo ha questa responsabilità. E sebbene lui o lei potrebbe non avere alcuna idea della motivo per cui sono odiati dalla gente, in realtà, il mondo ci richiede una cosa essenziale: la correzione della società umana. Presto o tardi, eseguiremo questo compito, ed il punto è di “salvarci” dalla sofferenza. E non appena ci metteremo al lavoro, l’atteggiamento del mondo verso di noi cambierà. I mezzi di informazione parleranno in modo diverso, e nessuno dirà che Israele non ha diritto di esistere. Noi siamo speciali; lo siamo sempre stati, e dobbiamo capire quale soluzione ci oggi richiesta.
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L’egoismo in sostegno all’amore per gli altri

Opinione (Barry Schwartz, Il paradosso della scelta): “Quanto è profonda questa preoccupazione per lo status? Qualche anno fa, è stato condotto uno studio dove ai partecipanti gli venivano presentate due ipotetiche condizioni personali e gli si chiedeva che esprimessero le loro preferenze. Per esempio, è stato chiesto di scegliere se guadagnare $50.000 dollari l’anno con altri che guadagnavano $25.000 e guadagnare $100.000 dollari l’anno con altri che guadagnavano $200.000. È stato chiesto di scegliere tra 12 anni di istruzione (scuola superiore) quando gli altri ne fanno 8 e 16 anni di istruzione (università) quando gli altri ne fanno 20. È stato chiesto di scegliere tra un QI di 110, quando il QI degli altri è 90 e un QI di 130, quando il QI degli altri è 150. Nella maggior parte dei casi, più della metà degli intervistati hanno scelto le opzioni che hanno dato loro una migliore posizione relativa. Meglio essere un pesce grosso, guadagnando $ 50.000, in un piccolo stagno che un pesce piccolo, guadagnando 100.000 dollari, in uno grande”

Il mio commento: In altre parole, una persona è disposta a dare soldi, istruzione, e intelletto solo se cosi gli altri ne hanno meno! Questa è la nostra natura: Noi percepiamo e apprezziamo tutto relativamente all’ambiente. Pertanto, scegliamo l’ambiente migliore, invidiamo le opzioni migliori, raggiungiamo le più grandi conquiste. E’ inutile andare contro la natura. Hai solo bisogno di imparare come utilizzare tutto ciò che è stato investito su di noi.

Come è possibile  con queste qualità egoistiche ottenere l’interazione integrale, la partecipazione fraterna, l’amore per gli altri, che ci viene richiesto a noi ora nella nuova fase dello sviluppo umano?

Ecco perché la Kabbalah ci insegna come organizzarci in piccoli gruppi e creare comunità integrali, come la connessione dei gruppi di cellule nell’ organismo del corpo, e poi la connessione dei gruppi nel sistema, come in un corpo vivente, fino a che tutti si colleghino in un unico organismo – Adamo.
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La nostra unica scelta è l’unione

Edizione Speciale: Eventi nel Sud d’Israele

La nostra nazione è divisa. Le persone nella parte meridionale di Israele si sentono discriminate, e malgrado molte persone esprimano la loro volontà di dare ospitalità ai “rifugiati provenienti dal sud”, in verità non tutti comprendono cosa loro stanno passando. Sia i bambini che gli adulti trovano difficile affrontare i bombardamenti. La nostra società deve offrire supporto reale a coloro che fanno esperienza dei colpi.

Ci dovrebbe essere calore e empatia reciproca sopra a tutte le interferenze. Non ci sono missili o soldi che ci aiuteranno oggi.

Il collasso delle vaste risorse dei super poteri deve ancora a venire. Di fatto siamo tutti sullo stesso “piccolo pianeta”, nella stessa “sfera” tutti interconnessi. Senza equilibrio globale, senza omeostasi arriveremo al collasso totale.

Comunque, persino oggi, attraverso la garanzia reciproca tra noi, possiamo dare un esempio per il mondo intero e aiutare a risolvere la crisi. Dopotutto la crisi non finisce nel terrore con l’economia o la finanza. I disastri naturali, per esempio possono essere peggio delle guerre. Oggigiorno il mondo ha disperatamente bisogno della garanzia mutua che veicola l’armonia tra noi e l’armonia con la Natura.

L’Unità è la legge della natura. Ma dove possiamo trovare la forza per fare persino il primo passo per essere più vicini gli uni agli altri? Oggi tutte le “soluzioni” sono sforzi temporanei per ritardare il collasso. Tutti comprendono questo molto bene. Semplicemente non c’è altra scelta oltre a connettersi. La nazione di Israele può essere un esempio eccellente di questo; non è per caso che non siamo considerati una nazione e che il nostro stato è visto come ancora “nel processo di creazione”. Questo è proprio vero, dal momento che non siamo ancora una nazione unita; non abbiamo ancora soddisfatto la condizione che ci fu data tanto tempo fa. Tutto è nelle nostre mani.
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Il buon futuro sta nel sostegno reciproco

Edizione Speciale: Eventi nel sud d’Israele

Ogni persona cambia la realtà con il proprio atteggiamento. Il punto focale è di organizzare un sostegno sociale all’unione. Dobbiamo educare noi stessi. Nessun altro lo farà. Il calore della reciprocità non dovrebbe essere causato dai razzi, ma dal lavoro interiore tra di noi. Non c’è altro modo.

Nel sostegno reciproco, dobbiamo vedere qualcosa di speciale, un futuro di bene. Perché dovremmo essere dei bambini disobbedienti che imparano solamente con le punizioni?
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La garanzia reciproca “colla” per la Nazione di Israele

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Prima di tutto, dobbiamo stare insieme. Si riferisce a tutti i figli della nazione, a prescindere dal luogo in cui si trovano. Oggi gli Ebrei Americani si sentono, prima di tutto, Americani. Israele, nel migliore dei casi, è al secondo posto. Alcuni addirittura dicono: “Se lo meritano.” Questo non è mai accaduto prima, tutto si è capovolto nel corso degli ultimi anni quando hanno iniziato a sostenere chiunque eccetto il loro stesso popolo.

Nel frattempo, “Israele” non è genetica. E ‘un concetto, una visione del mondo. La “colla” della garanzia reciproca deve legare tutti noi insieme. Dobbiamo risvegliare l’amore che sta dentro di noi. E ‘possibile se lavoriamo contro il nostro egoismo, contro i calcoli meschini. L’amore si nutre, si costruisce con sforzi reciproci.
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La guerra per ragioni irrazionali

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Dobbiamo guardare alla radice del problema. Siamo sotto attacco per motivi irrazionali. La natura stessa ci obbliga ad unirci. Abbiamo bisogno di imparare dalla storia: essenzialmente, stiamo combattendo contro noi stessi. Se superiamo la repulsione reciproca, la divisione in segmenti, se il popolo diventa realmente il popolo, allora vivremo in pace.

Siamo diventati il popolo dopo l’esodo dall’Egitto su una condizione chiara di unione.

Tutti i nostri esìli sono stati causati dal nostro conflitto interiore.

E ogni volta i nemici erano pronti a distruggerci, ma non completamente.

Quanto tempo si può andare avanti?

Tutte le fonti primarie parlano di unione, e non è una religione. Questi sono i fatti che sono stati confermati nel corso dei millenni.
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Edizione Speciale: Eventi nel Sud d’Israele

Il nostro mondo è molto piccolo. Oggigiorno vediamo come la natura ci mette sotto pressione da ogni lato. Non puoi scappare da questo “globo”. Non possiamo più fare quello che vogliamo, bruciare il petrolio, rilasciare anidride carbonica nell’atmosfera.

Le leggi della natura sono immutabili. Comunque, a noi manca la conoscenza delle leggi relative al livello umano di sviluppo. Capiamo, in qualche modo, lo sviluppo infantile, ma in generale, il processo dell’umanità si presenta piena di sorprese in ogni momento. Oggi, tutto ad un tratto, siamo diventati un’unica famiglia.

Questo fatto è sostenuto da studi in diversi campi, anche se la gente comune non è ne è consapevole. Il mondo è totalmente interconnesso e interdipendente. Problemi di un paese si diffondono in altri paesi. Dall’altro lato, qualsiasi paese può essere paralizzato da sanzioni, anche se ha tutto ciò che serve per la sopravvivenza.

Quindi, esiste la legge del corpo comune, della famiglia comune, e non c’è scampo. É per questo che è necessario soddisfare la condizione della garanzia reciproca a livello globale. Questa è l’unica maniera per raggiungere l’armonia con la Natura-costruendo buone relazioni tra di noi. In questo la Natura ci da libertà di crescere in maniera indipendente. Ma se non lo facciamo, allora arriveranno i colpi: la crisi, guerra, disastri naturali. Non è una coincidenza che le nostre relazioni con gli USA si stanno raffreddando. É anche molto importante. E la decisione è inerente alla gente di Israele. Noi abbiamo la chiave. Noi siamo in grado di raggiungere l’unione, dal quale segue, sembrerebbe,la garanzia reciproca.

Siamo separati, ci inganniamo a vicenda, mostriamo solidarietà solo in tempi di guerra, e anche con difficoltà.

É arrivato il momento di dire “Basta” nessuno farà pace con noi fino a quando non facciamo pace tra noi stessi. Come? Attraverso l’educazione.

Questo semplice messaggio dovrebbe essere trasmesso ad ogni persona. Non c’è futuro senza unione. Dobbiamo riempire l’aria con questo messaggio prima di scivolare in costanti conflitti militari, perché la nostra situazione sta peggiorando da giorno in giorno. Quindi iniziamo. Per cominciare, ci sono coloro che già capiscono e sentono questa condizione. Abbiamo un metodo d’insegnamento, e dovrebbe essere implementato. L’unione deve essere appreso, non accade da sola. La legge della gravità agisce in automatico, mentre l’unione è creato tramite lavoro sistematico. Nello stesso modo che influenze esterne convincono una persona a smettere di fumare. Quando sento da ogni lato, il male che sta causando, a me e agli altri, comincio ad essere influenzato.

All’inizio, l’unione non è la sensazione più comoda, ma gradualmente, scorrerà in vita e non potremo farne a meno, non riusciremo a capire come abbiamo fatto a vivere senza. Prima di tutto giocheremo come dei bambini, e poi improvvisamente lo sentiremo, quando l’abitudine diventa la nostra seconda natura, proprio come un gioco diventa realtà. A questo punto non potrò vivere senza le buone relazioni. Tutto dipende da noi.
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Una piuma che pesa cento tonnellate

Domanda: Che tipo di sforzo è il mezzo per l’avanzamento spirituale, e posso aiutare un amico a sforzarsi da solo o rubo il suo lavoro facendo questo?

Risposta: Lo sforzo è qualsiasi cosa al di sopra delle mie abilità umane. Io non posso aiutare un altro e completare il suo lavoro, ma posso fargli un esempio di modo che possa essere più facile sforzarsi per lui.

Quindi, io non rubo il suo lavoro, ma lo aiuto. Maggiormente ci aiutiamo l’uno con l’altro portando esempi, più facile sarà per un amico sforzarsi di più, e più efficientemente avanzeremo.

Con questo, noi cambiamo lo sforzo corporale con uno sforzo spirituale! Allora il lavoro corporale sembra molto difficile e il lavoro spirituale veramente facile perché addizioni la forza del gruppo a questo. Il risultato è che devi muovere un carico di centinaia di tonnellate e lo muovi, ma hai l’aiuto di milioni di persone che spingono il carico con te.

Tu non devi sentire il peso del carico che è di 100 tonnellate. Queste 100 tonnellate sono necessarie solo se attraverso queste riesci a raggiungere la connessione con milioni di persone.

Dunque, non c’é nessun bisogno di sofferenza senza senso; tutto quello che dobbiamo fare è comprendere perché soffriamo.

Se noi ci sentiamo in difficoltà, abbiamo paura, rigetto, e paura in un certo posto, significa che non è lo sforzo corretto. E’ detto: ”Invece tu non mi hai invocato, O Giacobbe.” Se con grande impegno e sudore porterai il carico che ti è stato dato dal Creatore, significa che non ti stai sforzando correttamente, e questa pressione dipende da qualcun altro e non dal Creatore.

Il piacere dal lavoro è sapere per Chi ci stiamo esercitando.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 15.06.2012, Shamati 117)

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Quattro passi verso Keter

Quando si rivelano in noi delle intuizioni spirituali, di fatto cominciamo a vedere e a capire gradualmente e in modo sempre più chiaro che ogni cosa dipende dal “luogo” (il Creatore), il che significa dal numero e dall’intensità dei miei discernimenti che rivelano la realtà spirituale e che mi mostrano fino a che punto sono connesso a tutti gli altri. Tutto dipende dal numero dei discernimenti e principalmente dalla loro intensità e dall’intensità della connessione.

Ognuno di noi scopre improvvisamente diversi discernimenti della propria percezione egoistica, ma rinuncia al proprio ego al fine di connettersi con gli altri. Si scopre che una “ammaccatura” appare nel mio desiderio di fronte ad un “rigonfiamento” nel desiderio dell’amico, ed un “rigonfiamento” del mio desiderio appare opposto alla sua “ammaccatura.” Quindi ci connettiamo, poiché ognuno si arrende all’altro.

Si scopre che ho rinunciato ai miei interessi al fine di connettermi all’amico, ma lui, nella sua percezione, scoprirà questi “rigonfiamenti” del mio ego e annullerà sé stesso per connettersi con me. Dunque, noi non annulliamo il nostro ego, ma lo utilizziamo costantemente attraverso più “rigonfiamenti” e “ammaccature.” La nostra percezione sensibile e raffinata e la sua intensità dipendono dalla quantità di tali connessioni, nelle quali scopriamo sempre più discernimenti.

Questo è come il vaso generale costruito per l’interesse generale. Più scopro mancanze comuni, più posso annullare me stesso e connettermi con gli altri. Ma poi devo pensare al motivo per cui lo sto facendo —per la rivelazione della Shechina (Divinità). Qui devo raggiungere un’ulteriore connessione che è più interiore e per uno scopo più alto, scoprendo che è il Creatore.

Il Creatore non è una qualche personalità, ma un discernimento che ho rivelato come conseguenza della mia chiarificazione. È la Sefira superiore di Keter, che scopro dopo aver chiarito tutte le Sefirot che la precedono. Proprio come il comandamento dell’amore, che dobbiamo raggiungere, ma che in realtà non siamo in grado di raggiungere. Esso si rivela a noi da sé se attuiamo tutti i comandamenti che lo precedono.

Avviene lo stesso quando si tratta di connessione. Se io lavoro con il mio punto nel cuore nel gruppo e mi connetto con gli amici, allora all’interno di questa connessione, in tutte le quattro fasi, scopro la loro radice interiore chiamata Shechina. La Shechina simboleggia la rivelazione del Creatore.

Non posso costruire da solo quest’ultima fase, Keter, colui che dona. Si rivela poiché salgo i quattro gradini verso di essa.

Ho fatto tutto quello che era in mio potere, ho rivelato da solo le quattro fasi e le forme di connessione, e poi scopro la fase Keter sulla quale però non posso lavorare da solo. Questa è la Shechina. Da parte mia, posso completare il lavoro e così vi sarà una scoperta che mi attende, come è detto “ho faticato e ho trovato.”
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la mutua garanzia)”)

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