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Un attacco dentro il cuore

Domanda: Ultimamente è come se il Kli mondiale stesse funzionando come un unico desiderio. Una volta, il Rabash aveva consigliato di far partire un attacco da questo stato. Che cosa esattamente staremmo attaccando?

Risposta: Noi stessi, il nostro cuore, la nostra pigrizia, il nostro orgoglio, le nostre abitudini del passato. Devo innalzarmi al di sopra di tutti questi calcoli.

La cosa più importante è di diventare una cosa sola con gli amici, di spingerci intenzionalmente nel gruppo. Voglio esserci sempre. Voglio perdere il controllo su di me ed acquisire e percepire il pensiero e le sensazioni degli amici. E’ come se mi perdessi in loro per mio stesso desiderio.

Questo significa acquisire il vaso della  garanzia mutua.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.07.2011, Matan Torà).

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La Garanzia Mutua su un piatto d’argento

Domanda: Possiamo presentare la garanzia mutua alle persone come una garanzia di sicurezza?

Risposta: Probabilmente si. Se trovi una connessione diretta, comprensibile, che equivalga alla garanzia mutua rispetto alla tua sicurezza, avrai l’opportunità di rivolgerti alla nazione con un richiamo all’unione come un solo uomo con un solo cuore, in amore reciproco, al di sopra delle differenze tra di noi.

Avanti, agisci, ma ad una condizione indispensabile: le tue parole devono convincere le persone affinché si possa mettere un segno uguale (=) tra la garanzia mutua e la sicurezza. In essenza, il nostro impegno deve soddisfare un certo loro desiderio:

  • Garanzia mutua = sicurezza;
  • Garanzia mutua = prodotti più economici;
  • Garanzia mutua = libertà;
  • Garanzia mutua = un buon clima;

Non è importante cosa sia in particolare, ma qui ci deve essere l’idea che essi siano identici. Questa è la base della pubblicità, dell’agitazione e dell’approccio verso le persone.

Quindi, dobbiamo studiare le necessità dei differenti circoli verso i quali ci piacerebbe avvicinarci e prepararci di conseguenza. Non venderemo un altro prodotto, al contrario, consegneremo il regalo di una vera “opera d’arte” su un piatto d’argento. Sarà come una formula spirituale per i bebè e loro dovranno solo aprire le bocche. Questo è quanto hanno bisogno di sentire: non c’è bisogno di uno sforzo, ma solo di ricevere un regalo.

Tu cominci con qualcosa di piccolo: “Guardiamo un film, visitiamo un sito internet oppure leggiamo un libro”. Non è neanche un’azione, è solo una partecipazione passiva. Premere un pulsante è una cosa diversa: questo è un problema, un lavoro difficile per una persona. Di per sé, lo terrebbe premuto tutto il giorno, ma quando tu gli offri di farlo anche una sola volta, diventa una sfida seria.

Bisogna prendere in considerazione la natura dell’uomo ed usare la presentazione di metodi che lo attraggano: i film, i concerti e le canzoni, tutto quello che possa diventare un bell’imballaggio per il nostro messaggio, in maniera tale che questo venga assorbito gradualmente; però in una maniera o nell’altra, il messaggio deve essere vicino all’uomo ed ai suoi desideri.

La circolazione è un fatto molto sottile e dobbiamo diventare esperti in essa.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)]

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Il mio obbiettivo è desiderare

Domanda: Com’è possible ricordarsi del Creatore per tutto il giorno? Com’è possible inserirLo in ogni momento della nostra giornata?

Risposta: Noi siamo in Malchut del mondo dell’infinito, che è completamente colmato dalla Luce. Però, invece di questo stato eterno e perfetto, noi vediamo e percepiamo le nostre qualità che ci dipingono il mondo che è davanti a noi. Perciò, se ci vogliamo dirigere verso il traguardo, verso la percezione del mondo dell’infinito, allora abbiamo bisogno della garanzia mutua del nostro ambiente. Gli amici ci devono dare la forza, il desiderio, la perseveranza, la diligenza, e la comprensione dell’importanza dello scopo.

Infatti, io ho solamente uno scopo – ottenere il giusto desiderio, e niente altro. Devo fare in modo di avere costantemente la percezione di non essere abbastanza impegnato a fare del bene al Creatore nel modo in cui Lui lo fa a me.

Si potrebbe obbiettare, “Ma io non so cosa Lui mi sta dando. A giudicare dalla mia vita, a volte potrei dire che sarebbe meglio che non mi desse niente.” Questo è vero. Ovviamente, ogni uomo rifiuta le cose in base ai propri difetti. Perciò, il mio atteggiamento verso il Creatore può essere definito in questo modo: io voglio raggiungere uno stato in cui avrò il desiderio di donare a Lui.

Ed il risultato arriverà grazie all’influenza della Luce, grazie agli sforzi che facciamo volta per volta. La Luce si spande su di noi ancora di più e, improvvisamente, queste illuminazioni creano il desiderio nell’uomo.

Non sappiamo cosa sia Lishma, il risveglio dall’Alto. Ma quando arriva, un uomo è in grado di dire, “Adesso so, adesso comprendo”. Un uomo deve fare degli sforzi, come un bambino piccolino, e da questi sforzi emergerà la percezione. Ma non prima di allora.

(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.05.2011, Shamati)

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L’amore è una strada a due corsie

Domanda: Come si spiega agli uomini la necessità dell’amore?

Risposta: Si può amare il pesce da mangiare a pranzo, si possono amare i nostri figlioletti, e si può amare il prossimo e il Creatore. La stessa parola indica delle nozioni completamente diverse.

Vale la pena esaltare l’amore per il prossimo ad una persona che ama il pesce? Come si può descrivergli il piacere della dazione? Cosa capirebbe? Che deve dare il suo pesce a qualcun altro? Questo è amore?

Che cosa significa amare il prossimo? Questo amore ha un significato completamente diverso. Amare il prossimo, cioè un altro uomo, significa unire il suo desiderio al nostro e usare il nostro desiderio per appagare il suo. Allora ci uniamo in un unico insieme, dove io appago l’altro e l’altro è appagato. In cosa l’altro si appaga? Nel suo desiderio. Nel suo desiderio in relazione al mio, che è come Malchut in relazione a Zeir Anpin. Io sono come il Creatore, e l’altro è come la creazione. Questo è ciò in cui consiste il mio lavoro.

Dunque, “amore” è la relazione tra il Creatore e la creazione. Solamente questo è amore, cioè l’atteggiamento della creazione verso il Creatore. Se io riesco a costruire questo genere di atteggiamento verso gli altri o, in altre parole, se acquisisco la qualità del Creatore, la qualità della dazione, e per mezzo di questa qualità mi rapporto al desiderio del mio prossimo proprio come fa il Creatore, ne consegue che il Creatore è dentro di me, ed io compio l’azione necessaria rispetto al mio prossimo. Questo significa che io amo il mio prossimo.

Noi non abbiamo il diritto di usare la parola “amore” in nessun altro significato, contesto, o situazione. Altrimenti lo confonderemmo con il nostro “amore per il pesce”.

Stiamo parlano dell’intensità con la quale il Creatore, la qualità della dazione, si riveste in me. Prima di tutto dobbiamo mettere in pratica il principio “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te“. In questo modo divento neutrale. Dopo di che, devo acquisire il desiderio dell’altro invece del mio. Il desiderio dell’altro uomo deve diventare più importante del mio e quindi innalzo l’altro al di sopra di me. In questa caso, sono pronto a fare di tutto per l’altro, proprio come lo farei per mio figlio se fosse ammalato. Sono completamente “assorbito” nel suo desiderio; ed è questo che mi spinge ad agire.

In questo modo sono esattamente uguale al Creatore, come Zeir Anpin che riceve una richiesta da Malchut. Più il desiderio dell’altro è in grado di spingermi a donare, di più io mi elevo rispetto a lui. Questo è amore. Lo capite come è diverso questo amore dalle nostre nozioni attuali?

Più sono capace di donare ad un altro uomo, di più gli fornisco la Luce della correzione. Infatti, c’è una garanzia mutua tra di noi. Io non colmo il suo desiderio egoistico, ma rivelo dentro di lui il desiderio di essere in un unico sistema con me, in modo che la Shechina possa regnare tra di noi. Quindi, che cosa dovrei fornirgli? Devo dargli il mio appoggio nel sostegno reciproco, che è lo stesso che fa lui per me rivelandolo nel suo desiderio. Questo è amore.

Nessuno deve indugiare nell’egoismo dell’altro. Io non rivelo il desiderio egoistico nell’altro uomo, ma il desiderio della garanzia mutua al fine di rivelare il Creatore nella relazione che c’è tra noi due. Il Creatore non può essere rivelato in un uomo o nel suo atteggiamento verso un altro uomo, a meno che questo atteggiamento non sia fortificato dalla reciprocità.

L’amore non funziona a senso unico. E’ una strada a doppia corsia. Richiede una rete di collegamento attraverso la quale gli impulsi della dazione possano scorrere, una rete attraversata da sentimenti di amore, di relazioni di sostegno reciproco attraverso le quali ci rafforziamo a vicenda.

In questo contesto, l’egoismo viene messo da parte, senza alcun calcolo di appagamento. Infatti, noi ci innalziamo al di sopra dell’egoismo, in quanto ci connettiamo tra di noi con l’intenzione reciproca di farlo per il bene della dazione. E quando la nostra unione raggiungerà uno specifico livello di intensità, creando una rete al di sopra di noi, allora riveleremo il Creatore, la reciproca qualità della dazione e dell’amore che esiste tra di noi.

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011 “Matan Torà -La dazione della Torà”)

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Una guerra mondiale o una garanzia mondiale?

Dobbiamo divulgare la saggezza della Kabbalah nel mondo molto più attivamente, affinché la gente, influenzata da un pensiero comune ed un desiderio collettivo, possa capirla molto presto. Dopotutto, la realizzazione, la comprensione ed i pensieri si muovono dagli uni agli altri. In questo modo, possiamo portare avanti il nostro sviluppo lungo il cammino dell’ambiente e comprare molto tempo.

Grazie al nostro sforzo comune e all’assistenza mutua che è considerata una “garanzia”, noi raggiungeremo il punto nel quale esigeremo un cambiamento. La forza superiore sarà rivelata e con il suo aiuto, ci eleveremo al di sopra dell’egoismo, usciremo “dall’Egitto”.

Sarà così per i gruppi kabbalistici, così come per l’umanità. Se la forza superiore non si distende nel mondo, se non c’è la possibilità di riformare noi stessi con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, cambieremo il cammino della correzione, accompagnati da una tremenda sofferenza, incluso dalle guerre mondiali.

Il Creatore odia i corpi egoisti e vuole fare il possibile per rompere il nostro ego, includendo gli eventi più drammatici che si sono susseguiti nella storia. L’uomo affronta due cammini di correzione del desiderio egoista: quello della Luce (Achishena, accelerando il tempo) e quello della progressione naturale per mezzo della sofferenza (Beitò, a suo tempo).

Noi dovremo sperimentare quanto odio gocciola dal nostro desiderio egoista per la natura, per il Creatore, oppure sviluppare dentro di noi lo stesso tipo di odio irreconciliabile verso la nostra natura egoistica.

Dobbiamo raggiungere lo stato di “pianto”, dopodiché il Creatore, la Luce, si rivelerà e correggerà la nostra intenzione da egoista ad altruista. Fin quando questo stato non viene raggiunto, dobbiamo arrivare alla conclusione che non c’è uno stato peggiore di questo e non resteremo nel nostro ego un momento in più. La domanda è: come arriveremo a questo stato? Soffrendo dei colpi o attraverso la valutazione?

Il risultato, tuttavia, è solo uno: non sono d’accordo a tollerare il mio ego per altro tempo e lo odio più di ogni altra cosa al mondo, preferirei essere morto piuttosto che vivere questo tipo di vita. Se sento questo nel profondo del mio egoismo, la Luce comincerà a lavorare in me.

Tutto ha luogo in accordo alle leggi della natura. Io non posso produrre un pianto più forte ed attrarre la Luce in questo modo. Siamo di fronte ad una legge molto severa, la Luce superiore, e sperimentiamo degli stati specifici, tappa dopo tappa, quando la Luce comincia a lavorare in accordo all’ordine dei gradi spirituali, le Luci ed il desiderio si dispiegano in noi.

Per questo non ha senso sedersi ed aspettare che succeda da sé; non succederà niente. Prima di tutto, abbiamo bisogno di un desiderio per la correzione, un odio totale per il nostro egoismo. Arriveremo definitivamente a questo, o attraverso il cammino della sofferenza o attraverso quello della Luce, l’uno o l’altro. Allora il Creatore si rivelerà e ci correggerà.

Ci fu un tempo nel quale solo pochi eletti furono capaci di una tale correzione, ma adesso, tutto il gruppo ed anche tutto il mondo in generale, passerà attraverso questo. Adesso dobbiamo attraversare gli stessi gradi e gli stessi stati.

Comunque, quando ci sono molte persone, loro possono assistersi, sostenersi a vicenda ed arrivare ad una rivelazione collettiva, perché tutte sono connesse, tutto ciò che una persona può sentire e capire passa dagli uni agli altri. Così, grazie alla garanzia, uno può rapidamente raggiungere la comprensione generale, sperimentarla e decidere che dobbiamo elevarci al di sopra dell’egoismo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, Shamati 19)

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Quando la decisione è presa

Noi dobbiamo raggiungere lo stato in cui sentiamo di essere tra l’Egitto e la libertà e in cui ci rendiamo conto che, se ci uniamo, allora insieme ci innalzeremo al di sopra del nostro stato attuale e saremo in grado di fuggire da tutti gli stati in cui viviamo adesso. Ma fintanto che un uomo è inconsapevole della sua negatività e desidera rimanere in “Egitto”, non ha senso parlare con lui. E’ necessario fare esperienza dell’esilio in tutta la sua precarietà, con tutti i problemi e le disgrazie, per essere finalmente in grado di prendere la decisione di uscirne.

Il nostro punto nel cuore, “Moshe (Mosè),” ci tira (Moshech) in avanti partendo dalla nostra attuale condizione. Poi, ci renderà capaci di accettare volontariamente la “garanzia” (Arvut) ma non prima.

In questo stato, dentro un uomo, molteplici desideri si ritrovano insieme. Ovviamente, tutti i suoi “Egiziani” ed il “Faraone” sono ancora dentro di lui, ma anche “Moshe”, il Creatore, e la “nazione di Israele” si sono già rivelati in lui. Queste sono tutte qualità dell’uomo: vecchio, egoista, e nuovo, altruista.

Un uomo fa esperienza dei dubbi: sta uscendo dall’egoismo, dall’ “Egitto”? E anche molto tempo dopo che ne è uscito, egli ha dei dubbi: ho preso la decisione giusta, o dovrei tornare indietro? E così rimane fino a quando non corregge tutto il suo egoismo.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2010, “l’ Arvut (la Garanzia Mutua)”

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L’essere umano che si prende la responsabilità della Terra

Mentre ritorniamo al mondo dell’Infinito da un punto all’estremo dell’universo, dove ognuno di noi è stato spinto e ci avviciniamo al centro, sentiamo crescere una vicinanza agli altri. Ed è così fino a quando non torniamo nell’Infinito. Ciò significa che ritorniamo sulla Terra per realizzare la legge dell’unione e del sostegno reciproco ad un livello sempre più grande, lungo i 125 gradini della connessione, e ognuno di noi dipende da tutto questo.

Un uomo incomincia a scoprire di desiderare questa interconnessione totale e, di conseguenza, sente la Luce che lo colma dentro. Infatti, egli diventa uguale alla Luce, e la proprietà della dazione adesso lo colma. E allora egli incomincia a fare esperienza del mondo spirituale.

Tutto lo spazio percorso lungo il suo cammino verso il mondo dell’Infinito è considerato come il mondo spirituale, perché può essere percepito solamente nella misura dell’unione che un uomo ha con gli altri. Tutta la realtà che si trova dietro a questa sensazione è considerata come il mondo materiale, il nostro mondo, poiché è così che un uomo si sente quando taglia i legami con tutto il resto.

In altre parole, ci sono due tipi di realtà. In una, desideriamo isolarci da tutti gli altri e perciò percepiamo il mondo materiale. Mentre se ci spostiamo dalla parte opposta, con il desiderio di unirci agli altri, allora facciamo esperienza del mondo spirituale, che è la seconda realtà.

La legge del sostegno reciproco è la legge suprema di tutta la creazione: è senza tempo ed è imperativa per ogni sua parte. Tutta la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce a questa legge istintivamente, seguendo la chiamata che viene da dentro, sotto l’influenza dei suoi propri geni e delle forze della natura. E la stessa situazione riguarda l’uomo nelle fasi iniziali del suo sviluppo, quando esegue istintivamente la legge dentro di sé.

E’ solamente quando un uomo arriva al livello “parlante” dello sviluppo che incomincia a ricevere le proprietà che non si conformano ciecamente a questa legge. L’uomo deve accettare questa legge volontariamente e iniziare a seguirla.

Prima di tutto, un uomo deve scoprire questa legge, studiarla, ed imparare a desiderare di seguirla, chiedere di avere la capacità di seguirla, cioè chiedere di essere trasformato dalla Luce che Riforma. E quando questa Luce discende su di lui, egli accetta le condizioni del sostegno reciproco e volontariamente inizia a seguirle, a percepirle, ed osservarle, scoprendo in questo modo l’esistenza dell’unica anima unita, il reciproco legame.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sulla Garanzia Mutua)

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La sicurezza si rivela nell’unità

Domanda: Come possiamo acquisire la sicurezza nel livello materiale, includendo l’aspetto economico, medico e sociale?

Risposta: Questi problemi possono essere risolti solo attraverso la dazione, con l’aiuto della Luce. Se vuoi essere sano ed immune dai problemi imminenti, allora devi vivere in una società che abbia il potere della garanzia mutua.

Potresti pensare: cosa hanno di tanto speciale questi amici? Cosa hanno? Hanno dei conti bancari in Svizzera? Le loro compagnie? Degli affari di successo? O forse tutti sono dottori, avvocati, banchieri o grandi esperti in generale? Il fatto è che non hanno nessuno stile, ma se hanno la connessione corretta, quella buona, allora non puoi vincerli. Hanno una fiducia totale. Ricevono una tale “carica” dall’alto che nessuno può usarla egoisticamente oppure avere più successo degli altri. Questo perché hanno un riempimento senza pari. La sicurezza si esprime solo all’interno dell’unità.

Lo vediamo anche nel nostro mondo: di cosa è capace una persona? Anche se porti Schwarzenegger e anche se hai due persone, o tre o mille, anche se le vesti con armature metalliche, ti sentiresti sicuro allora?

Oggigiorno non abbiamo fiducia in niente, incluso nel potere. Quante armi possiamo continuare a produrre? Quanti mezzi abbiamo per proteggerci? Alla fine non importa quanto ci armiamo, questo non ci da nessuna sicurezza. È solo che la popolazione si sente più tranquilla.

Per esempio, in Israele, vengono date periodicamente delle maschere alle persone, anche quando ho sentito dire che in questo momento non ne vogliono più ricevere. Tutti sono oramai stanchi di questo. Le persone hanno bisogno di un altro tipo di sicurezza.

A cosa serve avere dei milioni in banca? Oggi significa ancora qualcosa, ma la società del futuro dovrà fare attenzione a differenti basi, mediante la legge della dazione. La dazione totale tra tutti i suoi membri convertirà la preoccupazione materiale sul domani nel richiamo delle leggi spirituali, perché le persone non avranno nell’interiorità nessun desiderio reale per questo. Le preoccupazioni sulle necessità vitali diventeranno un obbligo che viene ordinato dall’alto alla persona come “se osservasse un comandamento”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.03.2011, sulla sicurezza)

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Dai limiti estremi della creazione al suo Centro

I Kabbalisti, che esplorano la realtà superiore, ci spiegano che abbiamo iniziato tutta la nostra evoluzione nel mondo dell’Infinito, Ein Sof, dove eravamo tutti uniti insieme come un solo uomo con un solo cuore, dentro un solo punto – ed il nostro legame era dunque molto forte. Questo legame era inizialmente alimentato dalla forza della Luce Superiore che ci controllava e ci appagava.

Ma in seguito, abbiamo iniziato a discendere da questo mondo dell’Infinito poiché la nostra connessione ha incominciato ad indebolirsi. Si è venuta così a formare una distanza tra di noi, che ha continuato a crescere (i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya nel disegno qui sotto), finché non siamo caduti al livello della nostra attuale esistenza, il livello più basso del mondo di Assiya.

Questa discesa indica che, sotto influsso dall’Alto, piano piano abbiamo perso la Luce che colmava lo spazio tra di noi. La Luce ha continuato a diminuire di proposito, di sua volontà, e alla fine, si è creata una distanza tra di noi. Mentre eravamo nel mondo dell’Infinito eravamo tutti legati insieme, ma quando abbiamo raggiunto il mondo di Assiya ci siamo sentiti distanziare grandemente gli uni dagli altri. Ora noi ci viviamo come due realtà separate: la mia e la vostra. Il nostro ego, che ci domina, è responsabile della spaccatura che ci divide. Questo è il comune modo di sentire di ogni uomo.

Adesso nel mondo ci sono sette miliardi di individui-alieni egoisti. Ma è vero che nel mondo dell’infinito noi esistiamo come un solo uomo! Ed in base alla nostra sensazione, anche la realtà è cambiata poiché la viviamo come una sensazione nel nostro desiderio, nelle nostre qualità.

Ma noi dobbiamo capire che abbiamo a che fare con due grosse discrepanze: la realtà che percepiamo e la realtà in cui ci troviamo nella quale, di fatto, esistiamo. Noi ci sentiamo alieni tra di noi, lontani dalla perfezione, dall’eternità, dall’appagamento senza fine, da qualche parte ai limiti estremi dell’intera creazione, in questo mondo transitorio. E tuttavia, la connessione tra di noi rimane, ed è molto forte. Siamo ancora legati dal reciproco sostegno, come un solo uomo con un solo cuore.

Il fatto è che noi non desideriamo seguire queste condizioni, e questo è il solo problema. Ma la natura fa in modo che noi siamo connessi comunque. E’ solo che questa connessione ci viene rivelata non al livello della legge del mondo dell’Infinito, ma nella misura in cui ci siamo distanziati da esso.

In altre parole, al momento non ci si aspetta che osserviamo tutte le condizioni del sostegno che governano il mondo dell’Infinito, nel quale eravamo completamente connessi con tutti i nostri desideri, come un solo insieme e c’era una sola anima al centro della creazione. Abbiamo solo bisogno di capire che rimaniamo legati insieme, voi ed io, e che c’è una connessione tra di noi.

Questi legami esistono tra tutte le anime che in passato si trovavano insieme, ma che oggi si sono distanziate. Tutti noi abbiamo però bisogno di ritornare al centro dal quale arriviamo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sul Sostegno reciproco)

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Fissa nel tuo cuore la preoccupazione per i tuoi amici

Domanda: Perché non riesco a comprendere con chiarezza l’importanza dell’ambiente ?

Risposta: Si sente di non comprendere fino in fondo la sua importanza perché non hai voglia di trovare il corrispondente desiderio dentro di te. Capisci le parole, ma il tuo cuore non risponde ancora. A volte persino ci si ammala e si è stanchi di sentirne parlare.

Questo è naturale. Hai solo bisogno di continuare a lavorare sul desiderio comune. Ognuno deve cominciare a pensare quanto questo sia importante e che è esattamente ciò che ci serve. Ci sforziamo artificiosamente di prenderci cura gli uni degli altri: mi preoccupo per gli altri per fare in modo che diriggano i loro pensieri verso il traguardo insieme a me. Sono costantemente preoccupato e poi una paura reale si sviluppa dentro di me: saranno in grado di mantenere i loro pensieri sull’obiettivo?

E poi il cuore del gruppo mi appare davanti, non i loro nomi o i loro volti, ma il desiderio profondo che regna tra gli amici. È il desiderio di tutti l’essere pronti ad unirsi con gli altri in modo che tutti possono mirare alla meta? Questo è ciò che mi riguarda. Se questo è vero, allora avremo attirato un po’ di Luce a questo comune desiderio nel corso di un breve periodo di studio, per poi raggiungeremo l’obiettivo.

Il problema non è la luce che ci influenza. Il problema per tutti noi è collegare i nostri desideri per stare insieme nel cammino verso l’obiettivo. La prima cosa è la preoccupazione che deve soddisfare il cuore di tutti. Questa è la garanzia mutua.

Quando abbiamo un desiderio comune, i “flussi” vanno da un amico ad un altro, e quindi sono sempre al lavoro. Quando ci sforziamo di studiare al fine di realizzare questo desiderio e non siano disturbati da qualsiasi altro obiettivo, evochiamo la luce con questo desiderio comune che è rivolto verso la dazione mutua, il Creatore . Poi saremo pieni di desiderio nella preparazione allo studio e durante lo studio.

Non ci può essere nulla al di là di questo. E ‘scritto: “Abacuc è venuto e ha ridotto tutto a una cosa:. Un uomo giusto vivrà per la sua fede” . Il più grande effetto deriva da un’ azione con la quale si desidera raggiungere la dazione. La dazione è indicata anche come “fede”.

Alla fine, questa è una cosa molto semplice. Nel complesso, la Kabbalah continua ad essere rivelato in un modo sempre più semplice. E anche se il percorso è difficile e ci vogliono anni, abbiamo l’opportunità di accelerare notevolmente il nostro sviluppo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 15.02.2011, Scritti di Rabash)

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