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Cos’è l’uguaglianza?

Domanda: Cos’è l’ugluaglianza?

La mia risposta: L’uguaglianza é la condizione nella quale a ciascuno viene data un’ opportunità interamente egualitaria, pari possibilità individuali di rapportarsi correttamente al sistema integrale generale, ed essere in armonia con tutto il resto.

Il cuore é pari ai polmoni, al fegato, ai reni, alle gambe, alle mani e via dicendo. In cosa sono pari? – nel fatto che tutti operano scambievolmente nel modo giusto. In questo siamo tutti uguali, ma ognuno si focalizza nel suo lavoro privato per il benessere collettivo, così vive il corpo!

Non sono resposabile del fatto di appartenere, per esempio, ai reni, tu al cuore, lui ai polmoni, e quell’altro ancora a qualcos’altro. Questi sono dati iniziali prestabiliti precedentemente per ciascuno di noi. Ma se lavorassimo fra noi in modo equilibrato, armonioso, ciascuno di noi uguale ad ogni altro, ed in nessun modo uno più grande dell’altro. Concretizzeremo il nostro innato potenziale che non abbiamo scelto.

Ognuno di noi é nato con requisiti diversi, in famiglie diverse. Abbiamo ricevuto un educazione diversa e un istruzione differente, la nostra percezione del mondo é dissimile, ci relazioniamo al mondo in modo disparato, ognuno si sente diverso.

Ma se ognuno di noi si realizza in modo armonioso rispetto agli altri, questo si chiama uguaglianza.

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Su cosa si basa il movimento “Arvut” (Garanzia)

Domanda: Sei tu il fondatore del movimento “Arvut“?

La mia risposta: Non direi che sono il fondatore, perche’ in questo movimento ci basiamo unicamente sulla conoscenza di un antica saggezza e sui risultati di una approfondita analisi dello sviluppo di dati e tendenze che si stanno rivelando nel mondo. Perciò malgrado questo movimento sia stato fondato da persone, in realtà si basa su leggi della natura.

Progettiamo e proponiamo una via pratica di trasformazione e correzione della nostra società, basata sul sostegno delle condizioni che la natura ci dettà.

Domanda: In questo movimento possono partecipare tutti?

La mia risposta: Certamente. In questo movimento può partecipare ogni persona in grado di capire che é proprio ciò che oggi viene richiesto.

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Non come tutti

Domanda: Com’è che da voi in Israele le manifestazioni di protesta cominciano a disgregarsi?

La mia risposta: Capisco la tua profonda impressione. Ho già scritto nei precedenti post, che in questo popolo non vi saranno violenze. Hai qui a che fare con un popolo antico, che fondatalmente mantiene il principio della fratellanza. Questo principio effettivamente é stato dimenticato e non si esprime realmente, ma comunque, brutalità e guerre fratricide qui non avverranno. E anche se dovessero succedere tali fenomeni, sono sicuro che il popolo non lo accetterebbe con indulgenza.

Ma capisco il tuo stupore: invece di essere “come tutti” frangere vetrine, scassinare e trafiggersi l’un l’altro, in Israele, invece scienziati ed i rappresentanti, i delegati della società si siedono intorno ad un tavolo rotondo per risolvere insieme i problemi comuni.

Domanda: Nel frattempo cosa fanno i saggi?

La mia risposta: Distribuiscono materiale sulla vera causa della crisi: il rapporto egoista fra le persone, invece del rapporto oggi ricercato: rapporto altruista, globale, integrale, chiamato garanzia mutua. E si vede, come i manifestanti hanno iniziato ad impegnarsi nella congiunzione, come stanno studiando i propri tratti cercando di elevarsi e trascenderli. La cosa piu’ bella di tutto cio’ che sta accadendo e’ il tentativo della gente di trovare un mutuo rapporto, una comprensione reciproca.

Questo è un esempio fantastico per tutto il mondo: cercare di risolvere la crisi (finanziaria e sociale) proprio in un dibattito aperto, fuori dal parlamento, intorno ad un tavolo rotondo insieme a tutti i rappresentanti del popolo.

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Parla quando hai qualcosa da dire

Domanda: Come possiamo rivolgerci al mondo per diffondere il messaggio della garanzia mutua? Cosa possiamo usare per interessare ed entusiasmare una persona?

Risposta: Non possiamo richiamare una persona alla garanzia mutua, perché dovremmo mostrare quali sono le ricompense, dimostrare cosa ci può guadagnare. Le pubblicità promettono un sacco di piacere. “Compra! Non puoi neanche immaginare quale felicità hai a portata di mano.” Possiamo usare questo stesso stile per pubblicizzare il sostegno reciproco? Se non possiamo, sarebbe meglio starcene zitti.

Dunque, dobbiamo preparare delle spiegazioni corrette, dopo le quali un uomo non sarà più capace di restare a casa, ma correrà di gran fretta verso degli obbiettivi precisi. Se abbiamo qualcosa da dire, vale la pena iniziare una conversazione, ma non siamo ancora capaci di farlo. Questa è la ragione per cui stiamo studiando.

Oggi, non abbiamo niente per attirare il mondo al sostegno reciproco. All’inizio il mondo non ne sente il bisogno. La garanzia mutua non è cibo, sesso, famiglia, denaro, potere o conoscenza. Come possiamo dargli un aspetto riconoscibile e promettere qualcosa che ci sia familiare e comprensibile? Bisogna rivolgersi agli uomini in base ai loro desideri. Ci dobbiamo preparare seriamente, ma dobbiamo aspettare la loro iniziativa.

Un po’ più di crisi, un po’ più di problemi e, di conseguenza, sullo sfondo di queste nuove necessità, saremo in grado di parlare agli uomini. Contrariamente, non sarà possibile raggiungere un uomo prima che il nostro proposito abbia soddisfatto i suoi desideri.

La pubblicità si basa su quei desideri che sono innati in noi fin dal principio. Con grande esperienza li adatta ai nostri scopi, prende la forma corrispondente al piacere che pubblicizza. Attraverso cosa posso rivestire il piacere del sostegno reciproco e dell’unione?

Il “rivestimento” dovrebbe essere tale da far vedere agli uomini i vantaggi. “Avrò più cibo, più sesso, più felicità in famiglia, più sostegno ed onore. Avrò la forza, l’educazione, il denaro, e così via.” Se non ci sono cose come queste, rimane solamente un’idea astratta come “Ragazzi, diventiamo amici”. Dobbiamo cercare i sistemi per avvicinarci agli uomini, per comunicare con loro in modo da far capire loro che ne vale la pena.

Qual è il vantaggio del sostegno reciproco e dell’unione? Oggi, possiamo dire che permetterà agli uomini di stabilire un equilibrio con la natura, di far fronte ai problemi ecologici come l’invasione delle meduse, e l’attività solare o ai problemi della disoccupazione.

Ad ogni modo, il nostro messaggio deve essere presentato in una forma chiara, concisa, e semplice, senza paragoni filosofici tra il sostegno reciproco e il prezzo della cagliata. Gli uomini devono capire la necessità di un chiaro legame che hanno l’uno con l’altro: “Se aderiremo al sostegno reciproco, avremo dieci porzioni di cagliata al giorno. Se non lo faremo, non saremo in grado di comprare nulla.” Le nostre spiegazioni devono essere chiare e specifiche per questo preciso livello.
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(Dalla 5 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”)

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La rivoluzione interiore

La rivelazione del metodo Kabbalistico al mondo, presuppone che si compiano quattro condizioni:

Condizione 1: Che il metodo della correzione non sia dato ad una persona, ma a tutta una nazione.

Oggigiorno, sempre più persone si stanno rendendo conto che è necessario cambiare se stesse ed entrare in equilibrio con la natura. In passato pensavamo di essere al di sopra della natura e che il nostro egoismo era destinato a controllarla, ma adesso capiamo quanto distruttivo sia per noi.

Questa sensazione sta nascendo nelle masse in virtù del fatto che soddisfiamo la prima condizione della rivelazione della Kabbalah, nella quale 600.000 persone, “600.000 anime” studiano il metodo della correzione spirituale. Questo è un concetto condizionale che simboleggia la riunione di persone che sono capaci di arrivare ad una connessione speciale tra loro, chiamata “garanzia mutua”.

Condizione 2: La nazione deve uscire dalla schiavitù Egizia, cioè deve prendere coscienza della malvagità del proprio egoismo.

Condizione 3: Ognuno dei 600.000 membri deve essere d’accordo nel lavorare per il bene della dazione.

Condizione 4: Ognuno deve essere disposto a compiere qualsiasi azione che lo porti alla connessione con gli altri.

La garanzia mutua è la preoccupazione di riempire i desideri degli altri. Tutti i progetti umani devono aspirare a questo. Dobbiamo realizzare una rivoluzione dentro di noi. Il mondo ha tutto per assicurare un’esistenza favorevole a tutti gli abitanti del pianeta, però manca una cosa, un pensiero comune che punti a questo. Se aspiriamo a questo internamente, allora l’abbondanza diventerà accessibile a tutti.

Tutto dipende dalla nostra interconnessione. Quanto più stretta è l’interconnessione tra di noi, più intensa è l’azione della Luce superiore, la quale ordinerà lo stato dei livelli più bassi dell’universo. Non appena un gruppo di 600.000 persone sarà d’accordo con la condizione della garanzia mutua, dell’interconnessione e dell’amore, immediatamente riceverà un enorme appoggio dall’alto.

L’unica cosa che ci viene richiesta è il desiderio di ristabilire l’interconnessione e l’intenzione di lavorare per la dazione. Proprio l’intenzione e non il progresso tecnologico, causerà una rivoluzione nel mondo. Gradualmente arriveremo ad uno stato nel quale le nuove tecnologie saranno create e controllate dal pensiero, cioè dall’intenzione e da un desiderio corretto dall’intenzione.

L’obbligo di ogni persona è di aver cura di tutta l’umanità. Tutto il mondo è incluso nel sistema della garanzia mutua, però in primo luogo, questo deve essere fatto da coloro che hanno la comprensione e il desiderio di elevarsi al livello più alto e di rivelare il Creatore tra loro. Il desiderio del gruppo scorrerà soavemente verso il desiderio del mondo.

La persona cambierà gradualmente la sua attitudine verso se stessa, verso la società e la natura e riceverà soddisfazione per essere nel sistema dell’interconnessione comune. Lei sarà “alimentata” dalla Luce superiore, la quale la riempie e la diletta.

È così che cambieremo verso l’economia del consumo intelligente, perché saremo soddisfatti solo dalle necessità vitali. Cominciando a lavorare secondo il principio di “tutto è per tutti”, arriveremo allo stato della garanzia mutua; e i cambiamenti interiori dell’uomo causeranno la ricostruzione del mondo intero.
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(Dalla lezione virtuale del 17 Luglio 2011)

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L’arte di raggiungere le masse

Abbiamo biosogno dell’arte di raggiungere le vaste masse, e dobbiamo farlo dove gli uomini passano regolarmente il loro tempo: su internet. Abbiamo bisogno di rafforzarci in questo spazio, usando tutti i mezzi possibili per influenzare l’opinione degli uomini.

Con l’aiuto di centinaia di migliaia di nostri amici, incominceremo a cambiare l’atmosfera su internet, in modo pacato, tanto da non suscitare l’antagonismo di qualcuno, ma senza indugi. Non ci sono trucchetti speciali da usare perchè l’intero sistema di internet è “a disposizione”; in questo spazio, infatti, tutti i generi di operezioni scoperte e nascoste sono compiute da organizzazioni pubbliche e segrete.

Quindi, dobbiamo usare dei sistemi analoghi. Non abbiamo nulla di cui vergognarci. Abbiamo uno scopo: correggere l’umanità ed il mondo.

Alcuni credono che la felicità possa essere raggiunta attraverso la coercizione. Per costoro, la coercizione è il mezzo di correzione. Le loro argomentazioni sembrerebbero quasi convincenti. Quindi, cosa c’è di sbagliato nel controbilanciare il loro messaggio con quello dell’unione e del reciproco sostegno universale?
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “l’ Arvut (la Garanzia Mutua)

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La rottura dell’egoismo

Baal HaSulam, “Arvut” (Garanzia Mutua): Se una parte della nazione non vuole mantenere l’Arvut, ma sceglie di ostinarsi nell’amor proprio, fa si che il resto della nazione resti immersa nella sua sporcizia e bassezza, senza trovare mai un modo di uscire dalla sua immondizia.

Domanda: Come posso correggere il mio desiderio per la sporcizia e la bassezza?

Risposta: Io agisco in relazione ai miei amici, e questi agiscono in relazione a me. Ciò significa che questi mi correggono? Si, loro così lo fanno. Ed io posso correggerli? Si, posso. Come posso correggermi io? Io mi correggo correggendo loro.

Questa è la garanzia mutua. Nessuno lo fa senza gli altri e lui dipende dagli altri in tutte le sue azioni nel senso positivo e negativo, nell’allegria e la tristezza. Lui dipende dalle loro azioni buone e malvagie, e loro dipendono dalle sue azioni buone e malvagie.

Ad oggi, questa sta diventando una realtà che si manifesterà nel nostro mondo in una maniera molto sgradevole. Se succede qualcosa di male in un paese, gli altri paesi lo sentiranno immediatamente. D’altro canto, se si realizza qualcosa di buono in qualche luogo, anche gli altri cambieranno per il meglio.

Questa è la rottura reale del mio egoismo. Voglio che gli altri si sentano male ed io, paragonato a loro, voglio sentirmi bene per essere un vincitore. Io voglio il peggio per loro più che per me e questo mi rallegra il cuore; però adesso, vediamo in che modo l’integrità della natura ci obbliga a pensare in maniera differente. Ci insegna che nessuno può beneficiarsi da solo. Se è bene per qualcuno, sarà bene anche per gli altri. Non esiste una situazione tale in cui sia buona per alcuni e cattiva per altri.

Ci stiamo avvicinando gradualmente a questa immagine del mondo. Guarda cosa sta succedendo nei paesi sviluppati. Se c’è un bradisismo in uno, il resto dei paesi non sa che fare e cade dopo di esso. Siamo arrivati ad un ordine economico, cioè ad un egoismo tale che il mondo dipende da tutti. Si tratta della garanzia mutua ed è così che si manifesta.

Non pensavo che sarei dipeso, diciamo … dalla Francia. Cos’ho a che fare con la Francia? Tuttavia, adesso devo fare attenzione che lì non ci sia nessun problema. Se la Francia si dichiara in bancarotta, allora, senza dubbio, influenzerà le mie tasche due giorni dopo; per di più lo farà negativamente. Se ho ottenuto qualche beneficio da questo, potrei lasciarla andare in bancarotta, ma non funziona in questa maniera, anche io mi comprometterei.

Inoltre, precedentemente, i problemi degli altri portavano dei benefici. Prima che il mondo fosse connesso ad un sistema integrale, tutto il mondo agiva per il proprio interesse, senza considerare gli altri. Ogni paese si preoccupava solo del proprio beneficio. Ogni volta, facevamo dei calcoli salutari ed egoistici per guadagnare a spese degli altri. Anche se questo richiedeva iniziare una guerra contro di loro e distruggere l’altro lato della terra, per me era meglio.

Oggigiorno, ci piacerebbe continuare sulla stessa linea, ma non possiamo. Molto presto, scopriremo che la guerra non può essere iniziata. Dipendiamo gli uni dagli altri a tal punto che non posso garantirmi niente da solo. Mancherei di tutto quello che distruggo agli altri.

A questo siamo arrivati: a desiderare il bene per noi, per la nostra nazione, per il nostro paese con la sua struttura e le istituzioni, io devo curarmi di tutti. Solo allora ci sarà il benessere per me.

Questo meccanismo lavora sulla dazione tra i Partzufim, tra le persone e tra la persona ed il Creatore. Devo prendere il desiderio del mio prossimo, con l’obbiettivo di riempirlo e mettere il mio desiderio al suo servizio. Solo a condizione di riempirlo e di aver cura di lui, tutta l’abbondanza scorrerà attraverso di me e mi sarà rivelata 620 volte più grande.

Il mondo ancora non capisce in quale sistema stiamo entrando. Per far si che funzioni, dobbiamo raccontare alle persone di questo non appena possibile. Al contrario, la loro disperazione le porterà alla guerra. Loro, semplicemente, non avranno altra scelta.
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[Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2011, “Arvut (Garanzia Mutua)”]

Quando i problemi non vengono risolti uno alla volta

Domanda: Quando un uomo incomincia ad ascoltarci, in modo naturale gli viene di chiederci: cosa dovrei fare?

Risposta: Si devono ricevere sempre più informazioni sul fatto che il benessere del mondo dipende dalla giusta connessione tra gli uomini. Ed in modo principale dipende proprio da questo. I soldi, il posto di lavoro, la pensione, le vacanze, la salute, l’ecologia, il clima, l’educazione, le relazioni materiali – e tutto quello che possiamo immaginare non può essere costruito o corretto “di testa”.

Ma che cos’è un problema? Se ci troviamo in una crisi finanziaria, allora stampiamo più soldi e lo distribuiamo a chiunque dobbiamo. Abbiamo un problema con la Libia? Allora facciamo pressione sulla Libia. Tutto questo non ha senso, ma non del genere di cui si può riderne. E’ un nonsenso molto amaro.

Non importa quale sia il problema, oggi è impossibile trovare una soluzione di tesa, direttamente, anche se questo è il modo in cui ci siamo comportati in passato. Tutto era molto facile: qualcosa succedeva qui, allora lo correggevamo qui, qualcosa succedeva là e allora lo correggevamo là. Ma questo sistema non funzionerà più. Adesso è impossibile continuare così.

Siamo finiti in un sistema chiuso, e mentre cerchiamo di aggiustare una delle sue parti, un’altra si rompe. Oggi dobbiamo conoscere tutto il sistema. Oggi dobbiamo includere questo sistema dentro di noi, pensare in modo globale come fa questo sistema, e percepirlo in modo globale. Questo è il solo modo in cui possiamo farcela.

Perché le riunioni del G7, 8 o 20 sono inutili? Perché non un solo programma governativo per uscire dalla crisi riesce a funzionare? Qui sta tutta la ragione.

Dobbiamo comprendere che la garanzia mutua è la soluzione ed il giusto approccio a qualunque problema.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.07.2011, L’Arvut)

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Riconoscere l’oscurità nel punto nero

Il Dono della Torà, il metodo della correzione, è impossibile senza la garanzia mutua, che rappresenta il modello, la messa in pratica di questo metodo. Si rivela la Torà, si lavora con Essa, e si mette in pratica questo insegnamento solo nella garanzia mutua.

Oggi, leggendo l’articolo di Baal HaSulam “La garanzia mutua”, cerchiamo di trovare sempre più vie per realizzare lo scopo della creazione. Noi ci troviamo nel desiderio egoistico e dobbiamo convertirlo nella forma della dazione che assume l’aspetto di un accresciuto desiderio di ricevere; dobbiamo arrivare a comprendere la negatività di questa forma.

La realizzazione del male può giungere attraverso dei problemi o attraverso la mente. E’ possibile anche una combinazione variata delle due possibilità. Questo dipende da quanto riusciamo ad impegnare la nostra mente ad aumentare la consapevolezza del male, senza aspettare che siano i problemi a farlo per noi. I problemi non fanno che allungare il tempo e ci spingono alle guerre e alle casualità attraverso il cammino della sofferenza, attraverso cioè delle condizioni veramente tragiche.

In un modo o nell’altro, dobbiamo comprendere il male in tutto il suo significato per arrivare a renderci conto che siamo nell’egoismo, nel desiderio di ricevere, e che tutti cerchiamo solamente il nostro vantaggio a danno degli altri uomini. Se non lo capiamo adesso, immaginiamo quanto più dovremo lavorare nella realizzazione del male soltanto.

Quanti altri colpi devo provare per vedere e comprendere che tutti i miei desideri sono egoistici? Sono talmente egoistici che io non considero nessuno, compresi i miei parenti, coloro che mi sono vicini, e i miei figli.

Si tratta di una condizione spaventosa. E’ scritto nelle Scritture: “Le mani delle donne misericordiose hanno bollito i loro stessi figli.” Questo è ciò a cui arriva il riconoscimento del male. Ma noi non sappiamo cosa sia.

Per non spingerci fino agli estremi, per risparmiare tempo, e salvarci da grandi sofferenze, possiamo usare la scienza della Kabbalah, la Luce che Corregge, ed il lavoro nel gruppo. Questa è la ragione per cui ci sono stati dati questi strumenti. E allora, nell’unione combinata della sofferenza con la Luce che Corregge, comprenderemo più in fretta il male.

Non abbiamo bisogno di altro tranne che di questa consapevolezza. Baal HaSulam ne scrive nel suo articolo “L’essenza della Kabbalah ed il suo scopo”. Perché abbiamo ricevuto questo articolo? Lo abbiamo ricevuto per accelerare la nostra realizzazione del male. Se useremo il suo potere correttamente in ogni possibile occasione, saremo in grado di fare questa analisi e di trarre le conclusioni, anche se dovremo affrontare delle sofferenze per avanzare verso lo stato che ci renderà capaci di compiere questa analisi.

Baal HaSulam scrive che stiamo vivendo l’epoca del Messia e perciò, considerando le opportunità che abbiamo, dobbiamo andare avanti, ed iniziare ad agire. Tutto dipende da noi, nella misura in cui attiriamo la Luce che Corregge.

Tuttavia, per prima cosa, questa analisi ci deve condurre al riconoscimento del male. E fare la conoscenza del nostro stesso ego non è piacevole. Abbiamo bisogno del sostegno dell’ambiente e dobbiamo studiare; dobbiamo diventare più forti internamente per rivelare a noi stessi questo ego. La chiave è nella rivelazione e attraverso di essa, senza alcun dubbio mi muoverò in avanti verso lo scopo. Se rifiuterò la rivelazione dell’ego perché mi risulterà spiacevole, allora questa consapevolezza ritornerà dalla “porta sul retro”, portandomi a vivere in condizioni veramente tragiche.

L’umanità può avanzare percorrendo un meraviglioso cammino, sperimentando soltanto pochissimo male. Da una goccia di veleno, da un piccolo quantitativo del male, potrò costruire un’enorme struttura per la mia analisi. Vedrò come questo male mi impedisce di connettermi con gli amici nel gruppo. Se userò completamente una piccola porzione del male, non avrò bisogno di altro. Un unico punto nero è sufficiente, ed io sono già in grado di comprenderne il significato.

Possiamo arrivare a tutto questo solamente con la forza della garanzia mutua, quando vorremo costruire insieme un sistema di garanzia mutua, per unirci come un solo uomo con un solo cuore, e così aiutarci a vicenda.

Adesso, immaginiamo che il mondo riconosca un poco di male oggi. Guardiamo agli sviluppi: rivoluzioni, dimostrazioni e rivolte. Giorno dopo giorno, la situazione sta peggiorando e ci avvicina ad Israele. Nessun altro paese si trova sotto una tale pressione esterna. Tuttavia, anche la pressione interna diventerà presto nota.

Perciò, dobbiamo capire che la garanzia mutua, l’unione, e l’analisi che ci portano al riconoscimento del male sono una questione di vita e di morte per noi. Non abbiamo bisogno di altro tranne che del riconoscimento del male perché, tanto grande sarà il nostro riconoscimento del male, tanto grande sarà la nostra volontà di liberarcene e non ci dimenticheremo più della Luce che corregge. Siamo come delle persone che hanno una malattia seria e pensano ad un rimedio che possa salvarle. La realizzazione del male ci eviterà di usarlo e ci spinge a trovare il giusto utilizzo.

Se oggi, i paesi e tutte le forme di organizzazioni riconoscessero il male, trasformerebbero il mondo nel Giardino dell’Eden in questo preciso istante. Perché gli uomini si sono inventati quelle sciocchezze che fanno oggi? Gli eventi del mondo di oggi ci fanno capire chiaramente che ci stiamo avvicinando ad una fase critica.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “L’ Arvut (la garanzia mutua)

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Prima di tutto dobbiamo cambiare il nostro schema, la nostra visione della vita e del mondo. Devo cambiare dentro di me, cambiare il mio programma mentale, rivedere i riferimenti in base ai quali valuto me stesso, il mondo e la società. Se l’uomo non cambia, non saremo in grado di cambiare il mondo. Infatti, il mondo è la sua fotocopia.

La natura umana è la base sulla quale si costruisce la società, l’ambiente, l’insegnamento, la cultura, l’economia e tutte le altre sfere di attività dell’uomo. Il mondo è una proiezione esterna di ciò che è nascosto dentro un uomo. Perciò, è proprio l’uomo che ha bisogno di essere cambiato. Tutti gli sforzi si devono concentrare precisamente su questo.

Il problema non è l’economia, la produzione, o l’educazione. Tutto si normalizzerà quando l’uomo cambierà. E per riuscirci, l’uomo deve essere educato. L’educazione è, in sostanza, la trasformazione interiore dell’uomo. Nessun “aiuto organizzato” esterno funzionerà.

Forse questo concetto potrebbe essere presentato all’ONU, all’UNESCO, e ai governi, spiegando che il nostro solo obbiettivo è di cambiare l’uomo. Infatti, senza questo cambiamento l’uomo non cambierà il mondo.

Questa è la ragione per cui le menti migliori dell’umanità non capiscono cosa devono fare e cosa cambiare. Siamo entrati in un livello che ci richiede dei cambiamenti nuovi e qualitativi. Da adesso in poi, dobbiamo agire nel nostro mondo con l’aiuto della qualità chiamata “sostegno”. Possiamo farlo solamente insieme. Da soli non raggiungeremo niente.

Per esempio, un uomo che avvia un’attività lavorativa scoprirà che il suo lavoro è collegato a tutte le attività lavorative del mondo e perciò tutte queste devono essere prese in considerazione. Altrimenti, nessuno ce la farà ad avere successo.

Da questo punto in avanti, non possiamo fare un passo senza considerare il sistema globale comune. E perciò, dobbiamo essere globali ed uniti, noi stessi, con tutti gli altri, internamente.

Ma io non sono globale. Allora, cosa dovrei fare? Ma davvero non conquisteremo alcun successo senza tutto questo? Vero, non ce la faremo. Si tratta di una legge immutabile. Senza una totale interconnessione non ce la faremo a conquistare alcun successo. Diamo un’occhiata in giro: ci troviamo già immersi in molteplici crisi. E c’è solamente una via d’uscita: cambiare noi stessi.

Come possiamo cambiare? Come possiamo riprogrammarci? Come possiamo cambiare il nostro stesso pensiero? Come possiamo disinstallare il vecchio programma ed installarne uno nuovo? Infatti, da adesso in poi devo avere una sensazione comune e un pensiero comune con ogni altra persona, così che le mie azioni corrispondano in modo naturale al nuovo stato che ho raggiunto. La mia stessa natura deve cambiare.

Questo lavoro può essere compiuto solamente dalla “Luce che Corregge”. Gli uomini se ne renderanno conto comunque. Forse ci arriveranno percorrendo il cammino di una grande sofferenza, ma non c’è un’altra strada da fare. Dobbiamo cambiare per riuscire a cambiare il mondo, e abbiamo i mezzi per farlo.

Dobbiamo arrivare a questa Luce rendendoci conto del male, il che ci fa capire cosa ci manca, “Io devo cambiare!” Ma come facciamo a saperlo? Ed in che modo, esattamente, dovremmo cambiare? Si è già formato dentro di noi un desiderio di cambiare? Non ancora.

Questa è la ragione per cui ci sono stati dati un campo nel quale lavorare (il gruppo), il mezzo (la scienza della Kabbalah), ed un manuale di istruzioni (il maestro). Diamoci dentro, agiamo, iniziamo ad essere parte nel sistema del sostegno, giocando un ruolo in esso in modo da scoprire i difetti che dobbiamo correggere. Allora avremo qualcosa con cui rivolgerci alla Luce per la correzione.

Non dovremo andare in qualche posto: nella misura in cui i nostri desideri si formeranno e saranno chiariti, nella stessa misura la Luce inizierà ad agire da sé. Infatti, noi siamo dentro la Luce, e perciò la Luce incomincia immediatamente a lavorare in conformità ai nostri sforzi. Non appena costruiremo qualcosa dentro di noi, la Luce ci influenzerà immediatamente. In questo modo, piano piano, cambieremo anche senza vedere i piccoli ingranaggi che girano al nostro interno.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “Arvut”)

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