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Le ondate di caldo stanno diventando sempre più comuni e intense. Perché sta succedendo?

Infatti, la scorsa estate l’emisfero nord ha registrato ondate di caldo record. Luglio 2023 è stato il mese più caldo da quando abbiamo iniziato a misurare le temperature e si è registrato un caldo record anche negli oceani. Il Medditerraneo, ad esempio, ha registrato cinque gradi al di sopra della norma. Ci sono state ondate di caldo record negli Stati Uniti, in Europa e in altri luoghi. 

La ragione profonda di queste ondate di caldo è che noi umani siamo al più alto livello della natura, all’interno dei quattro livelli: inanimato, vegetale, animato e umano.

Di conseguenza, i nostri atteggiamenti reciproci hanno la massima influenza sulla natura.

Mentre ci evolviamo con attitudini reciproche sempre più negative, nello stesso modo percepiamo la risposta della natura verso di noi in modi sempre più negativi.

Se invece vogliamo raffreddarci sia all’interno che all’esterno, dovremo, ad esempio, diventare più contenuti ed equilibrati nelle nostre attitudini reciproche, allora vedremo come anche la natura si raffredda in corrispondenza a noi.  

Le nostre attitudini negative l’uno verso l’altro sono il solo elemento in natura che spinge tutta la natura fuori equilibrio. Diventando più agguerriti, focosi l’uno verso l’altro, sperimentiamo similmente un’espressione esterna nell’innalzamento delle temperature, incrementando il nostro ego insito basato sulla negatività.

Ma dobbiamo capire che esistono due lati nelle nostre relazioni. Esse possono distruggere o risanare.

Ci stiamo evolvendo verso uno stato di esistenza armonioso e pacifico, dove potremo vivere su questo pianeta in completa sicurezza, comodità, felicità e fiducia.

Il problema è che ci stiamo dirigendo verso quello stato di armonia percorrendo un sentiero pieno di crisi e problemi che aumentano sempre più.

Se vogliamo spostarci su un sentiero positivo e mitigare la necessità di subire vari colpi con lo scopo di svegliarci per capire che l’aumento della sofferenza è causata dal vivere nel paradigma dell’egoismo, allora dobbiamo educarci in modo diverso da quello odierno.

Ciò significa che dobbiamo permettere che valori ed esempi di una connessione positiva guidino la nostra società umana, al di sopra del nostro ego, non solo nelle scuole, università, ma anche nei media, nella cultura, nell’arte e nello spettacolo, in modo da assorbire tutto ciò momento per momento.    

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.    

La vita sarebbe migliore senza i disaccordi?

Potrebbe sembrare che la vita sarebbe migliore senza disaccordi, poiché in tal caso non avremmo guerre e conflitti, ma è ben lontano dalla realtà. Senza disaccordi, le nostre vite sarebbero unilaterali, monodirezionali e l’umanità non sarebbe in grado di evolvere.

Nel suo articolo “La Libertà”, il Kabbalisata Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) scrive di come l’umanità progredisca attraverso i disaccordi: 

“Dobbiamo stare attenti a non avvicinare le opinioni delle persone a tal punto che il disaccordo e la critica possano cessare tra i saggi e gli studiosi, perché l’amore per il corpo porta naturalmente con sé la vicinanza delle opinioni. Se la critica e il disaccordo dovessero scomparire, cesserebbe anche il progresso dei concetti e delle idee e la fonte della conoscenza nel mondo si esaurirebbe”.

Tuttavia, la necessità di avere disaccordi non richiede la guerra. Possiamo risolvere le controversie con altri metodi, senza arrivare a conflitti fisici.

Finiamo in guerra perché non abbiamo ancora raggiunto un livello di sviluppo tale da poter risolvere le nostre dispute e i nostri disaccordi in modo maturo. Il modo in cui attualmente ricorriamo alle guerre ci fa sembrare dei bambini piccoli.

I disaccordi possono favorire un’evoluzione positiva, se si arriva a prendere decisioni in merito attraverso un discorso civile.

La critica della prospettiva dell’altro è un aspetto chiave di un disaccordo, ed è cruciale per lo sviluppo dell’umanità, come Baal HaSulam scrive nello stesso articolo. Senza critica, non saremmo in grado di svilupparci.

“Più ci sono contraddizioni tra le opinioni e più ci sono critiche, più aumentano la conoscenza e la saggezza e le questioni diventano più adatte a essere esaminate e chiarite”.

È difficile per noi accettare le critiche perché la nostra struttura egoistica, che ci fa considerare superiori agli altri, non vuole essere messa in discussione. Ma saremmo davvero poco saggi se ci opponessimo alle critiche. Quando comprendiamo che più critiche, opinioni e disaccordi ci sono, più possiamo scoprire chi, dove, come e perché la natura ci ha plasmato in una forma così contraddittoria con se stessa, allora più possiamo rivelare la verità su noi stessi e sulla nostra vita. In altre parole, attraverso i disaccordi e le critiche, dovremmo aspirare alla verità, che si apprende navigando nell’intricata rete di stati e punti di vista contraddittori.

Tuttavia, poiché il nostro ego non sopporta le critiche, spesso non le usiamo in modo costruttivo. Possiamo vedere molti esempi di una parte che fa pressione sugli altri finché non cedono e, se continuano a non essere d’accordo, scoppia la guerra. Questo è in gran parte il modo in cui si comporta il nostro mondo. Il nostro ego prevale su molte opportunità di discussione e di crescita.

La critica è costruttiva e positiva quando porta a una discussione reciproca e, infine, a un accordo. Al contrario, quando porta al distacco, fino alla guerra e alla distruzione, allora è ovviamente dannosa e distruttiva.

Vediamo che alla fine delle guerre, in ogni caso, giungiamo alla conclusione che dobbiamo sederci e discutere. La guerra dà un certo tipo di consapevolezza dei mali della nostra natura egoistica, ma non è comunque auspicabile arrivare a tali distruzioni e sofferenze per risolvere finalmente le questioni in modo civile. Abbiamo quindi bisogno di disaccordi e critiche per progredire, e non dovremmo arrivare a guerre e distruzioni per risvegliarci al progresso attraverso le nostre discussioni e i nostri esami.

Se vivessimo in un mondo pieno di bontà e amore, avremmo ancora bisogno di critiche? Certo che sì. Ci sarebbero discussioni e un certo denominatore comune raggiunto a livello di amore reciproco, che farebbe progredire continuamente l’umanità tra un numero enorme di opinioni e contraddizioni. È scritto a proposito di un tale stato che “l’amore coprirà tutte le trasgressioni”.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Come possiamo applicare la storia di Caino e Abele oggi?

Caino che uccide suo fratello Abele, si riferisce a quando assecondiamo il nostro egoismo, cioè il nostro desiderio di trarre piacere a spese degli altri, cercando di soddisfare le sue richieste.

Caino e Abele descrivono due direzioni e forze interiori nel nostro sviluppo. Abele è un percorso relativamente positivo, mentre Caino è un percorso più duro, caratterizzato dalla convinzione di poter ottenere ciò che si vuole con la forza. Nel nostro sviluppo, queste due direzioni entrano in conflitto dentro di noi.

Il prevalere di Caino su Abele descrive la discesa dell’anima, cioè il superamento della natura egoistica della creazione sulla natura altruistica originaria.

Questo percorso di discesa è proseguito per tutto lo sviluppo dell’umanità fino ai giorni nostri. Possiamo vedere le conseguenze intorno a noi di come il desiderio di ottenere benefici a scapito degli altri si faccia strada nel mondo.

È scritto che Caino uccise suo fratello per invidia, ma direi che sia Caino che Abele erano invidiosi l’uno dell’altro. La differenza sta nel modo in cui ciascuno ha messo in atto l’invidia: Caino ha usato la forza, mentre Abele è stato diplomatico e pacifico. L’invidia, dunque, nasce dalla collisione di queste due forze della natura.

Prima che Caino uccidesse Abele, Dio disse a Caino: “Perché sei così irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Dopotutto, se fai il bene, sarai perdonato, e se non fai il bene, il peccato sta all’entrata, ed è attratto da te. Tu regni su di esso.”

C’è una direttiva che dice che è possibile dominare il proprio peccato, cioè gli impulsi egoistici e divisivi, il Caino che è in noi stessi, ma ovviamente non funziona. È la voce della nostra coscienza interiore, la nostra forza interiore che, in linea di principio, ci dice che il peccato che stiamo per commettere è un’azione scorretta. Tuttavia, come possiamo vedere, tale coscienza è ancora oggi insufficiente per superare le nostre pulsioni egoistiche.

Il motivo per cui il male prevale come nella storia di Caino e Abele è che ci convinciamo che l’unica strada corretta è aumentare l’amore reciproco. Tuttavia, si tratta di un percorso molto difficile. La sofferenza ci mostra in continuazione che abbiamo scelto la strada sbagliata e che è stata la nostra natura egocentrica a condurci su questa strada.

L’amore, tuttavia, è il nostro fondamento ultimo e alla fine trionferà. Stiamo raggiungendo un punto del nostro sviluppo in cui scopriamo che più seguiamo i nostri impulsi egoistici, più siamo portati a vivere nella disperazione e nel vuoto. In altre parole, scopriamo che il percorso che abbiamo seguito per migliaia di anni è sbagliato. A questo punto, dobbiamo sottoporci a un serio esame di coscienza per capire come superare i nostri impulsi egoistici e seguire un percorso che porti all’amore assoluto e alla dazione, la natura superiore al di là della nostra.

Dobbiamo correggere il peccato che Caino ha commesso e raggiungere una versione corretta del rapporto che Caino e Abele avrebbero dovuto avere se gli impulsi egoistici non avessero avuto la meglio: una comprensione di come trattarsi l’un l’altro, con una ripartizione equilibrata e armoniosa di tutto ciò che riceviamo dalla natura.

Mentre Caino non riuscì a dominare l’inclinazione peccaminosa che aveva dentro di sé come Dio gli aveva indicato, noi oggi, con l’esperienza aggiuntiva di vedere come la qualità malvagia abbia portato scompiglio nelle nostre vite nel corso di migliaia di anni, abbiamo bisogno di chiedere aiuto alla forza stessa che ci ha creato: per darci la capacità di superare questa qualità egoistica che è in noi e che ci fa sfruttare, manipolare e abusare gli uni degli altri.

Dobbiamo voler dominare noi stessi, il nostro peccato originale, ma per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto della forza superiore. Senza il suo aiuto, siamo in balìa dei meccanismi della nostra natura egoistica e siamo destinati al fallimento. Questo è stato l’errore di Caino e continua ad essere l’errore dell’umanità: giustificare continuamente se stessi nel fare del male agli altri.

Che cosa dobbiamo fare, dunque, per trovare ed estirpare il Caino assassino, l’invidioso, che è in noi? Dobbiamo raggiungere uno stato chiamato “riconoscimento del male”, sentendo tutta la portata del nostro egoismo come una qualità negativa che non reca nulla di buono alla nostra vita, ma solo danni. Più ci evolviamo e ci troviamo a soffrire nella vita, più ci avviciniamo a questo stato.

Per il momento ci sfugge. Per risvegliare davvero questo riconoscimento del male, abbiamo bisogno della stessa forza che ci ha creati per rivelarcelo.

Come possiamo attrarre questa forza? Cercando di emulare il suo vettore di amore, cura e dazione nelle nostre relazioni e chiedendo il suo aiuto.

Quando vedremo il nostro egoismo come una qualità malvagia e desidereremo elevarci al di sopra di esso, allora arriveremo a percepire l’umanità non come un branco di estranei, come facciamo ora, ma come persone a cui teniamo molto, come se ognuno fosse un membro della nostra famiglia.

Quello stato è chiamato “la rivelazione del Bore ai suoi esseri creati in questo mondo”, cioè la forza superiore che ci ha creato mostra quanto siamo interconnessi e interdipendenti, al punto che gli estranei diventano più importanti per noi di noi stessi. In tale stato, sperimenteremo un’armonia e una beatitudine mai provate prima.

Se desideriamo raggiungere questo stato di pace al più presto, cioè alleviando la necessità di soffrire sempre di più, allora dovremmo chiedere alla forza superiore di concederci la capacità di elevarci al di sopra del nostro egoismo. Attraverso un’autentica preghiera di aiuto per diventare amorevoli e premurosi come la forza dell’amore stessa, attireremo la sua influenza positiva nella nostra vita, inizieremo ad acquisire la capacità di elevarci al di sopra della nostra natura e scopriremo la natura originale che ci ha creato in tutta la sua perfezione ed eternità.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Come posso vivere senza rimpianti?

C’è una canzone che dice: “Il diritto di dimenticare gli anni, il diritto di scegliere le ore. Il diritto di scegliere come vivere, gettando la vita sulla bilancia” (Evgeny Klyachkin, “La canzone sui diritti”).

Abbiamo la capacità di tagliare via semplicemente qualsiasi rimpianto del passato. Se viviamo con un atteggiamento verso la vita che consiste nel fare e dare tutto ciò che possiamo in ogni momento, allora è possibile vivere senza rimpianti.

Dando al mondo, spero di poterlo in qualche modo migliorare. Non posso rimanere indifferente al mondo e alle persone. Vorrei piuttosto che aprissero gli occhi per vedere il quadro generale della situazione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

 

Riguardo al MIT che prevede il crollo della società nel 2040

La civiltà a cui dovremmo puntare è quella in grado di prevenire il crollo previsto e si basa sull’amore universale, sull’interconnessione e sull’assistenza reciproca. Tuttavia, raggiungere uno stato del genere nella società umana richiede il riconoscimento dei difetti nella nostra attuale civiltà, poiché ci rapportiamo l’uno all’altro con una mentalità egoistica e divisiva invece di migliorare le nostre relazioni per connetterci positivamente al di sopra dei nostri ego. La nostra sfida consiste nel mettere in luce questi difetti nel nostro attuale modo di vivere.

Dobbiamo riconoscere i difetti delle nostre attitudini egoistiche in un mondo sempre più interdipendente in modo positivo o negativo: o attraverso colpi di sofferenza che alla fine ci porteranno a uno stato positivo, o rivelando un percorso che ci consentirà di progredire verso un mondo migliore senza dover sperimentare colpi.

Date le attuali condizioni competitive, materialistiche e individualistiche dell’umanità, sembra che dovremo svilupparci attraverso la sofferenza. Ora sembra improbabile che l’umanità possa riconoscere o capire questo. Ogni persona deve prima riconoscere i difetti nella propria natura egoistica intrinseca e poi potremmo iniziare un processo correttivo in cui ci concentriamo sulla trasformazione personale anziché cercare di correggere gli altri.

Idealmente, speriamo di evitare colpi significativi, ma la tendenza generale suggerisce il contrario. Il nostro attuale percorso mette in priorità il successo individuale a spese degli altri, portando a sfruttamento, manipolazione e abusi di ogni tipo. Questa traiettoria dovrebbe farci capire che siamo nemici l’uno dell’altro, e allo stesso modo, siamo anche nemici di noi stessi. Il vero nemico non è esterno ma risiede dentro di noi. È cruciale portare l’umanità a questa consapevolezza il prima possibile.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Quanto è accurata la previsione del programma informatico World One del MIT’s secondo cui la civiltà finirà nel 2040, dal momento che la prima pietra miliare prevista dal programma era che nel 2020 sarebbero iniziati i cambiamenti significativi sulla Terra?

La civiltà a cui dobbiamo  puntare è quella che può prevenire il collasso previsto, ed è costruita sull’amore universale, sull’interconnessione e sull’assistenza reciproca. Tuttavia, per raggiungere questo stato nella società umana è necessario riconoscere i difetti della nostra civiltà attuale, che ci vede relazionarci gli uni con gli altri con una mentalità egoistica e divisiva, invece di migliorare le nostre relazioni per connetterci positivamente al di sopra dei nostri ego. La nostra sfida consiste nell’esporre questi difetti nel nostro attuale modo di vivere.

Riconosciamo i difetti dei nostri atteggiamenti egoistici in un mondo sempre più interdipendente in modo positivo o negativo: o attraverso colpi di sofferenza che alla fine ci portano a uno stato positivo, o rivelano un percorso che ci permette di progredire verso un mondo migliore senza dover sperimentare i colpi.

Dato lo stato attuale dello stile di vita competitivo, materialista e individualista dell’umanità, sembra che  ci sviluppiamo attraverso la sofferenza. Ora sembra improbabile che l’umanità possa riconoscerlo o comprenderlo. Ciascuno deve innanzitutto riconoscere i difetti della propria natura egoistica intrinseca, per poi iniziare un processo di correzione in cui ognuno di noi si concentra sull’autotrasformazione piuttosto che sul tentativo di correggere gli altri.

Idealmente, speriamo di evitare colpi significativi, ma la tendenza generale suggerisce il contrario. Il nostro percorso attuale privilegia il successo individuale a scapito degli altri, portando allo sfruttamento, alla  manipolazione e ad abusi di ogni tipo. Questa traiettoria dovrebbe farci capire che siamo nemici gli uni degli altri e, allo stesso modo, siamo anche nemici di noi stessi. Il vero nemico non è esterno, ma risiede all’interno. È fondamentale portare l’umanità a questa consapevolezza il prima possibile. 

L’autotrasformazione e l’autocorrezione sono necessarie per un futuro in cui l’amore e la bontà trionfano sul male. In un mondo pieno di relazioni d’amore e di cura reciproca, le persone abbandoneranno i lavori inutili, si godranno le attività del tempo libero e si prenderanno cura delle loro famiglie. Troveranno gioia in piaceri semplici come le passeggiate nel parco, ascoltando il canto degli uccelli e relazionandosi positivamente con gli altri, potendo fermarsi, salutare e parlare piacevolmente a lungo con chiunque. Questa visione, se per alcuni è ideale, può anche essere considerata ingenua. In realtà, la nostra vita è caratterizzata da lotte per le risorse, il territorio e simili. Ma se accettiamo la direzione di una civiltà guidata da principi di amore e considerazione reciproca, allora affronteremo molti  sforzi  nel fatto che cerchiamo di creare e raggiungere un risultato armonioso insieme.  

In una civiltà che ha come principi guida l’amore e la connessione positiva, la lotta si sposterà su come dimostrare sempre più amore per gli altri. Questo è  davvero impegnativo. Possiamo aspettarci una miriade di drammi accanto alla gioia e all’amore. I drammi sono parte integrante della vita, ma alla fine ci impegnano per ottenere l’amore reciproco e la connessione positiva come obiettivo primario. Ci sentiamo sempre più vicini a questo obiettivo nel momento in cui diamo  valore agli altri rispetto a noi stessi e, nonostante le sfide, sperimentiamo una vita di armonia, pace e felicità che si allarga sempre più davanti a noi.

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Come fanno gli insegnanti a gestire efficacemente l’insegnamento individualizzato?

Gestire efficacemente l’insegnamento individualizzato è un problema dell’educazione moderna. Tuttavia, dobbiamo verificare cosa si adatta alle caratteristiche dei bambini.

Ci sono molti casi di suddivisione degli studenti in classi in base agli argomenti, ma di solito avviene quando i bambini sono cresciuti un po’. Nella scuola elementare, possiamo anche vedere che i bambini hanno una loro direzione interiore, che diventa più chiara con l’età, ma dobbiamo aiutarli a fare chiarezza.

Penso che gli insegnanti debbano essere in grado di discernere l’atteggiamento di ogni studente nei confronti della realtà, le sue inclinazioni, i suoi interessi e la sua struttura interiore. Di conseguenza, raggrupperei gli studenti in base a caratteristiche distintive, come la sensibilità, l’attitudine intellettuale, l’affinità per la natura o la tecnologia e altro ancora. In questo modo, gli insegnanti possono adattare i loro metodi di insegnamento alle preferenze e agli stili di apprendimento di ciascun gruppo.

Possiamo discernere le qualità uniche degli studenti impiegando approcci didattici multiformi. Invece di aderire a un unico stile di insegnamento, dovremmo spiegare i concetti da varie angolazioni e fornire esempi tratti da diversi campi. Questo approccio permette agli studenti di comprendere il materiale in un modo che si allinei con i loro stili di apprendimento individuali.

Ricordo i miei giorni di scuola, quando a volte faticavo a comprendere un concetto presentato dall’insegnante. Tuttavia, quando mia madre spiegava lo stesso concetto in modo diverso, usando esempi che si adattavano al mio stile di apprendimento, io lo comprendevo più a fondo. Questo sottolinea l’importanza della flessibilità nell’insegnamento e il potenziale dell’uso di esempi relativi che si adattano alle preferenze di ogni studente.

Quando si tratta di percepire l’unicità di ogni studente, soprattutto da una prospettiva spirituale, noi insegnanti possiamo trarre grande beneficio dalla preparazione interiore. Suggerisco che gli insegnanti vedano il loro ruolo non solo come istruttori di bambini piccoli, ma come facilitatori dello sviluppo dell’umanità verso il suo stato finale, perfetto ed eterno, di completa connessione. In altre parole, più gli insegnanti sono consapevoli del modo in cui la natura ci sviluppa tutti verso stati di maggiore connessione, più possono allineare i loro metodi in modo da portare gli studenti a un crescente equilibrio con la natura. Riconoscere che ogni studente intraprende un viaggio unico nel suo sviluppo verso un maggiore stato di connessione con gli altri e con la natura può aiutarci a connetterci con i nostri studenti a un livello profondo.

Considerando il processo di insegnamento come un mezzo per guidare gli studenti verso un maggiore equilibrio con la natura, possiamo trascendere le nozioni convenzionali e riconoscere l’essenza interiore di ogni bambino. Questo cambiamento di prospettiva ci permette di scoprire le qualità distintive dei nostri studenti e di offrire un livello di soddisfazione più profondo.

Gestire efficacemente l’insegnamento individualizzato è un compito multiforme che richiede sensibilità, adattabilità e comprensione dell’unicità di ogni studente. Raggruppando gli studenti in base alle loro caratteristiche, utilizzando approcci didattici multiformi e adottando una prospettiva spirituale, noi insegnanti possiamo affrontare questa sfida in modo più efficace. In definitiva, il nostro obiettivo è quello di fornire un’istruzione su misura che permetta a ogni studente di prosperare nel proprio percorso di apprendimento e di scoperta di sé.

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Perché c’è così tanta confusione nel mondo?

In questo periodo un nuovo desiderio si sta manifestando nell’umanità.

Compare in un numero sempre maggiore di persone ma solo come il seme di un desiderio, non ancora completamente chiarito.

Cosa vuole realizzare? È una minuscola scintilla di desiderio per uno stato di amore assoluto, dazione e connessione.

Ma come conseguenza del manifestarsi di questo nuovo desiderio, la confusione sta aumentando poiché le persone non sanno come realizzarlo.

Contrariamente ai desideri  che si sono sviluppati in noi fino ad oggi, cioè i desideri materiali per  cibo, sesso, famiglia, denaro, onore, controllo e conoscenza, per questo nuovo desiderio non abbiamo esempi su come soddisfarlo, perché esso non è materiale ma spirituale e dunque il suo sviluppo richiede un cambiamento nel modo in cui percepiamo e sentiamo  la realtà.

Di quale cambiamento di percezione e sensazione abbiamo bisogno per realizzarlo?

I nostri innati desideri egoistici ci fanno desiderare di ricevere il massimo beneficio solo per noi stessi. Cercano costantemente di acquisire auto-gratificazioni. Questa è la nostra organizzazione interiore attraverso la quale attualmente  ci relazioniamo con il mondo. Istintivamente, in ogni momento, cerchiamo di ricevere il massimo appagamento possibile e agiamo sempre nel modo che il nostro sistema interiore ritiene necessario e più vantaggioso per noi stessi.

Nel nostro egoismo, sappiamo più o meno come lavorare con gli altri facendo pressione  per ottenere ciò che vogliamo ricevere, per prendere e dare, per pagare e comprare, e così via. Interagiamo tra di noi in questo modo utilizzando un’ampia varietà di mezzi: l’astuzia, l’inganno e la politica, per citarne solo alcuni. Nel nostro mondo, sappiamo come comportarci nonostante la venalità e le menzogne con cui siamo cresciuti.

Ora però, emerge un’altra condizione, una nuova forza e una nuova qualità, ossia un nuovo desiderio che prima non sentivamo: un piccolo punto di desiderio di amore, di dazione e di connessione.

Questo è radicato nella natura stessa che nella sua essenza  è un desiderio di amare e di donare. In altre parole, l’amore è la legge base della natura. Quindi più oggi ci sviluppiamo, più sperimentiamo che la forma più intima della natura si avvicina a noi per rivelarsi.

Qual è l’espressione dell’avvicinarsi a noi  e svelarsi della forma più intima  della natura? Iniziamo a scoprirci sempre più interconnessi e interdipendenti a livello globale.

È così che la qualità d’amore, di dazione e di connessione della natura si manifesta nel mondo materiale: oltre alla forza egoistica c’è anche una forza altruistica che si rivela sempre più attraverso la nostra interconnessione e interdipendenza globale. Di conseguenza finché non cambiamo il nostro atteggiamento verso gli altri da egoistico ad altruistico, sentiremo sempre maggiore confusione entrare nella nostra vita come una nuvola scura che scende sempre più su di noi.

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In cosa consiste essenzialmente lo sviluppo sociale?

Quando diventiamo adulti, inevitabilmente ci confrontiamo gli uni con gli altri, non solo all’interno dei nostri legami familiari, ma anche nelle interazioni sociali. Ciò che ci lega sono i bisogni della nostra esistenza terrena.

Senza connessioni sociali, l’autosufficienza sarebbe irraggiungibile, soprattutto nel mondo di oggi, dove l’interconnessione globale è fondamentale per il nostro benessere.

Se esaminiamo gli oggetti del nostro ambiente, come quelli che attualmente si trovano nei nostri appartamenti e nelle nostre case, scopriremo che praticamente l’intero pianeta contribuisce a plasmare i nostri spazi abitativi.

Ora si pone la domanda: cosa viene dopo? Ciò che segue è la nostra necessità di cooperare gli uni con gli altri, non solo per creare alleanze egoistiche e organizzare la nostra vita, ma soprattutto per raggiungere l’armonia con la natura.

La natura ci spinge a stabilire connessioni armoniose tra di noi. Nella misura in cui si interconnette con vari livelli, l’inanimato, il vegetale e l’animale, ci obbliga a formare una struttura sociale unificata caratterizzata da sostegno reciproco, integrazione, incoraggiamento, unione e inclusione in un’unica immagine coesa. È per questo che siamo stati creati come esseri sociali e tale unificazione è il prossimo stadio di sviluppo a cui siamo condotti.

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Qual è il nostro ruolo nella creazione?

L’essere umano è il centro della creazione ed è il suo scopo. La forza superiore dell’amore e della dazione nella realtà, che i Kabbalisti chiamano “Creatore”, “Bore” o “Natura”, ci ha creato al fine di elevarci al grado più alto possibile: identificarci con la forza superiore.

Il processo di raggiungimento della somiglianza con la forza superiore è chiamato processo di correzione. In questo percorso, acquisiamo le qualità dell’amore e della dazione. Questo processo è anche chiamato “raggiungimento del Bore” ed è lo scopo ultimo della nostra creazione in questo mondo. Perché? È perché siamo stati creati con una natura che desidera unicamente godere e raggiungere il Bore è la forma di piacere più grande e soddisfacente che potremmo mai ottenere. A differenza dei nostri piaceri corporei in questo mondo, come il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il controllo e la conoscenza, che svaniscono tutti, il piacere di raggiungere il Bore è eterno e perfetto. 

Secondo la saggezza della Kabbalah, siamo stati inizialmente creati come un’unica anima chiamata “Adam HaRishon” (in ebraico “Il Primo Uomo”), dopo di che ci siamo frammentati in 600.000 parti. Ogni parte subisce un processo indipendente di correzione. La correzione di ciascuna parte le dà la possibilità di essere riempita dalla forza superiore, o in altre parole, una sensazione del Bore. La sensazione del Bore che ci riempie ci dà accesso a quelli che vengono chiamati “mondi spirituali”.

Pertanto, lo scopo della creazione è che il Bore ci riempia completamente. Al momento, tuttavia, le nostre anime si trovano in uno stato chiamato “questo mondo”, dove non abbiamo alcuna sensazione del Bore. In tale stato, si considera che il Bore sia nascosto da noi. (La parola per “mondo” in ebraico, “Olam“, è collegata alla stessa radice linguistica della parola “nascosto”, “He’elem“.)

Quando l’anima percepisce il contatto con il Bore per la prima volta, si eleva al suo primo grado spirituale. Inizia quindi a somigliare sempre di più al Bore, e facendolo, sente la forza superiore con crescente intensità e sensibilità. Quando tutte le parti dell’anima sono completamente corrette, si elevano a uno stato chiamato “la fine della correzione” (“Gmar Tikkun“).

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