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Il Giornale Maariv sul Congresso

Uno dei più letti quotidiani israeliani ha pubblicato un lungo articolo sul recente Congresso:

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Dall’articolo:
Roberto dal Messico sale sul palco in fondo all’enorme sala, gremita di migliaia di partecipanti. Stà lacrimando e non riesce a parlare.

Improvvisamente prorompono le parole, quasi avesse trovato la giusta corda. “Voi siete la mia famiglia – dice – io non posso vivere senza di voi”.

La gente piange e continuerà a piangere anche quando Alexander dalla Russia proporrà a tutti di riunirsi nel buono dentro di loro e anche quando Ruben dagli USA chiede di chiudere gli occhi e pensare a questo giorno particolare.

Corrispondente:
Non riesco a capire perché la gente piange. Tu lo capisci ?

Sasha Demidov:
Perché non si aspettavano tanto calore, né che qui ci fosse tanta comunanza e tanta autenticità. E’ come se ti rendessi conto di avere un figlio. E tu non lo sapevi che lui c’è, che è così simpatico, che lui è il più bello e il più forte.

Ecco cosa provo io, quando vedo qui gente dal Giappone e dalla Turchia, gente che dice che noi siamo i più vicini a loro. Io non ho pianto perché non sono così sentimentale, ma ho sentito che mi veniva a mancare il respiro.
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La vita nel flusso della luce infinita

Tutta la nostra storia è evoluzione in questo mondo in un corpo fisico, ma adesso noi dobbiamo costruire il nostro corpo spirituale, e costruirlo da soli !

Nel nostro mondo mi hanno generato padre e madre, mi hanno fatto crescere, mi hanno procurato l’istruzione, fino a quando non sono stato in grado di fare da solo.

Nel mondo spirituale bisogna fare lo stesso, Anche li abbiamo un padre e una madre spirituali (Aba ve Ima), e un ambiente spirituale circostante che ci aiuta nello sviluppo. Ma noi dobbiamo anticipare tutto ciò col nostro desiderio.

Il problema è dove trovare questo desiderio?! A questo scopo ci viene fornita la scintilla spirituale ( “il punto nel cuore” ), un piccolo desiderio verso lo spirituale. E grazie a lui ci possiamo evolvere, e grazie a chi ci circonda, – il gruppo kabbalistico – e la forza superiore che si chiama – Aba ve Ima – (padre e madre).

Noi già li abbiamo, li stiamo scoprendo. Li possiamo anche chiamare “Creatore”, che agisce su di noi tramite due forze: “Hassadim” e “Chokhmà”, una forza di compassione, e una forza che ci appesantisce lungo il cammino, come facciamo noi coi bambini, dando loro dei compiti.

Queste due forze, “l’aiuto” e “l’aiuto contrario” ci vengono incontro e ci insegnano cosa bisogna fare per progredire. . Se noi organizziamo in tal modo il nostro sviluppo, possiamo avanzare velocemente, e ciò dipende solo da noi, siccome nel mondo dello spirito non esiste il tempo !

Incominciamo a scoprire queste forze, attive nella natura – Padre e Madre – positivo e negativo. Quando ci innalziamo fino al “primo gradino spirituale”,allora incominciamo a sentirci immortali e completi.. Infatti non dipendiamo più dal nostro corpo! Incominciamo a comprendere tutto , restituendolo, al di fuori di noi. Io mi collego e riunisco con tutti, ed essi divengono il mio spirituale recipiente.

Se nel mondo fisico ricevevo tutto solamente dentro di me, quanto potevo, e quand’ero pieno non provavo più piacere, il piacere spirituale, invece, lo provo solamente quando e quanto do all’ altro! E l’altro ad un terzo.

E così ci doniamo vicendevolmente, e perciò questo flusso continuo non interrompe mai il godimento. Questo si chiama il sentimento della vita eterna.

Luce eterna

In ognuno di noi entra tutta la luce dell’ Infinito, ed ognuno prende da Lui solo l’indispensabile per la propria esistenza e ridà questa luce infinita ad altri. Se noi esistiamo in questa forma, allora ci sentiamo nel mondo dell’Infinito, senza limiti, e riempiti di tutta la luce del Creatore.

A questo vuole portarci la “scienza della Kabbalah, che perciò si chiama così (“kabbalah” significa ricevere ). Essa c’insegna come ricevere il tutto e come percepire la vita infinita e perfetta qui e adesso, durante questa vita.
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(Dalla prima lezione del Congresso 09.11.2010)

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Momenti dal Congresso

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Sono iniziate le riprese del film storico “Lo Zohar”!

Sono stati lanciati il processo dei lunghi metraggi del film storico “Zohar , sullo scenario di Semion Vinokur.

A questi hanno seguito mesi di preparazione: il gruppo dei decoratori in testa con Ghia Bassilay hanno confezionato decine di costumi, corrispondenti agli standard delle migliore fabbriche dei film del mondo, sono stati creati tutti gli attributi dell’esercito romano, è stato scelto il posto conservato con la strada di pietra di quei tempi.

Dal gruppo Bnei Baruch Israele sono stati presi dei personaggi , che con grande entusiasmo si sono mostrati alla possibilità di filmarsi insieme in una pellicola attuale e vivace.

Dopo un corso di studio profondo del libro dello Zohar , tutti vogliono divulgare al massimo possibile le conoscenze di questo libro, la storia della creazione e la grande importanza per l’umanità.

Questo film è una bellissima opportunità di fare questo . E se noi tutti insieme penseremo al successo di questa iniziativa , andrà tutto bene!

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Il primo incontro con la Luce

Domanda: Ci può descrivere la sua prima esperienza spirituale, il suo primo incontro con la Luce Superiore? Cosa si sente?

Risposta: La prima esperienza spirituale è unica per tutti. In generale, tutti attraversano gli stessi stati.

Quando una persona ha il suo primo incontro con la Luce, sente che tutto questo mondo è pieno di amore, con una forza calorosa ed illimitata. È una sensazione buona e calda; ed è così tutto il mondo.

L’uomo vive, vede gli altri e tutto il mondo e con questo sente che l’aria è diventata più densa, calda e dolce. Egli sente verso se stesso un’attitudine soave e dolce.

Questa è la prima sensazione spirituale che arriva all’uomo; ma lui, in generale, la dimentica.

Per questo succede in ogni modo, per dare all’uomo una testimonianza ed un appoggio e creare in lui alcuni nuovi vasi di percezione (Kelim) affinché avanzi.

Dopo questa prima esperienza spirituale – data dall’alto – l’uomo deve fare molti sforzi per raggiungere da solo le stesse sensazioni e dopo, farle diventare miliardi di volte più forti;

ma in questo caso, egli già dominerà queste sensazioni, le capirà e lavorerà con esse.

Tutte queste impressioni, inclusa la prima e le successive, vengono sentite dall’uomo all’interno del suo crescente punto nel cuore e dentro il suo vaso spirituale di percezione (Kli) e non nei limiti di fenomeni fisiologici e psicologici.

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Mancano solo tre giorni al congresso di New York 2010 sullo Zohar

Domanda: Nel giro di alcuni giorni comincerà il Congresso di Kabbalah negli Stati Uniti d’America.

In relazione a ciò, molti hanno scritto sugli ostacoli che all’improvviso interferiscono con il viaggio, ed anche sulla loro paura e su un’imprevista mancanza di desiderio di venire al congresso. Cosa dovremmo fare a riguardo?

Risposta: Credo che se qualcuno ha la possibilità di venire al nostro incontro, non esiste nessuna ragione che lo possa trattenere.

Anche se deve spendere dei soldi e sacrificare le sue vacanze; ma non posso immaginare che possa essere più importante di trascorrere insieme alcuni giorni. Questo è un investimento del tutto spirituale. Non capiamo fino a che punto questa connessione tra le persone contribuisca al nostro avanzamento. Capisco che adesso ci pesa il cuore e ci si aggiunge l’egoismo, ma questo è bene. Questo è esattamente lo stato nel quale dobbiamo agire.

Per questo la persona deve realizzare un calcolo sulla ragione per la quale non può venire. In questo si trova il suo libero arbitrio: avanzare o non avanzare nella spiritualità. Si potrebbe capire la sua assenza solo a condizione che sia chiusa in un carcere e non possa uscire.

Mi chiedono: E se sto studiando la Kabbalah solo da circa tre settimane e non ho un gruppo vicino, non è troppo presto per andare ad un congresso? Anche se la persona sente parlare per la prima volta della Kabbalah, in relazione alla realizzazione di questo congresso, ha senso venire.

Chi sa cosa ci succederà domani? Per lo meno potrà guadagnare qualcosa nella sua vita, mentre le viene data ancora questa possibilità …

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