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È impossibile andare contro Natura

Nelle News (dal The Guardian): “La Germania ha approvato una legge che impone limiti ai pagamenti esecutivi” – La Camera dei Deputati tedesca, la Bundestag, Martedì ha approvato una legge, che porrà restrizioni ai pagamenti esecutivi. Il Cancelliere Angela Merkel, della coalizione conservatrice e social democratica (SPD) spera che questa legge incoraggerà le imprese a focalizzarsi sulle prestazioni a lungo termine piuttosto che sui profitti a breve termine.

Se i membri del consiglio di amministrazione vengono ritenuti responsabili per i danni alle loro imprese, potrebbe venir loro imposto di pagare per questo di tasca propria. La cifra totale potrebbe essere di almeno il dieci per cento del danno, ma non più di 1,5 volte il loro stipendio fisso annuo.

Il mio commento: Si tratta di misure che non aiutano, perché fino a quando l’egoismo non sarà corretto, la gente utilizzerà tutti i mezzi per aggirare quelle leggi che limitano i loro riempimenti egoistici, anche se tale adempimento è in contrasto con il senso comune. È impossibile andare contro la Natura, nonostante il senso comune, ma è evidente che questo tipo di limitazioni sono di beneficio per qualcuno a livello personale!

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È impossibile sfuggire all’egoismo globale

Il nostro sviluppo egoistico ci ha portati in uno stato dove non possiamo più essere soddisfatti dalle piccole cose. Ma anche se la nostra natura ci fa soffrire, non possiamo farci niente. Allora perché dobbiamo affrontare i fallimenti, la sofferenza, e una vita di stress continuo? Ciò avviene al fine di rivelarci che il nostro egoismo è negativo, e per farci comprendere che ci dobbiamo liberare dell’egoismo, anche se ci sembra impossibile.

Non abbiamo scelta: poiché non possiamo ridurre l’egoismo, dobbiamo correggerlo. Il fenomeno che sta avvenendo ora è del tutto nuovo, mai visto prima. Oggi, il desiderio di ricevere piacere sta crescendo più che mai e ci sta mostrando quanto sia potente. Infatti, sta diventando globale, e non può essere ridotto, riportato nei limiti del passato.

Gli uomini non sono in grado di porsi dei limiti e di ritornare alla vita semplice, perché il loro egoismo sta diventando globale. Un uomo non può disconnettersi dal mondo nella sua totalità. Un uomo non può dire che non gli importa di niente e rifugiarsi su di un pezzo di terra, per coltivare il suo cibo e vivere la sua vita in riservatezza, lasciando gli altri dove sono ad arrangiarsi da soli a dare un senso alle proprie vite.

La forza della globalizzazione e dell’integrazione è entrata in azione, e tutti noi siamo sotto la sua influenza. Più viene rivelato nel mondo il desiderio egoistico generale di ricevere piacere, e più vedremo come sia universale, e come ci sta connettendo l’uno con l’altro. Infine, saremo costretti a sollevarci al di sopra di esso!

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Quando l’egoismo non ha limiti

La domanda che ho ricevuto: In che modo il nostro crescente egoismo è collegato alle cose che leggiamo ogni giorno sui giornali: “un padre stupra la figlia”, “un’insegnante molesta i suoi studenti” e così via?

La mia risposta: Le notizie ci parlano solo di una piccola parte di ciò che succede davvero. La maggior parte dei fatti passano inosservati. Da molti anni delle persone vengono da me per risolvere i loro problemi personali, ed ogni anno che passa parlano più apertamente di cose che prima non avrebbero potuto nemmeno nominare. Hanno rivelato i loro impulsi interiori, i desideri, i pensieri, gli squilibri e le devianze che non erano mai state rivelate prima in misura così ampia e così in profondità.

Tutto questo è causato dal sempre crescente desiderio egoistico di ricevere piacere. Questo desiderio diventerà sempre più grande, e non c’è niente che noi possiamo fare a questo riguardo. La sola cosa che possiamo fare è di cominciare a correggerlo.

Adesso stiamo avvertendo la totale “inconsistenza” del nostro desiderio egoistico, che ci separa dal Creatore e ci opprime. Questo è chiamato l’aggravamento dell’esilio, il nascondimento, la separazione dalla spiritualità. E continuerà finché non diventeremo dei tali mostri che non saremo capaci di sopportare noi stessi.

Questo male deve essere rivelato o attraverso le azioni o attraverso la comprensione dell’egoismo. In quest’ultimo caso avverrà attraverso l’educazione. Un uomo può essere corretto solo attraverso la realizzazione del male che c’è dentro di lui, sentendo che l’egoismo è negativo e che gli nuoce. Solo allora un uomo sarà in grado di correggere il male che fa agli altri uomini.

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Riveliamo il Creatore nel Nostro Egoismo – Il Faraone

Ho ricevuto una domanda: Può, la Kabbalah, spiegare logicamente qual è la connessione tra ricevere un determinato colpo e la mancanza di connessione tra la gente?

La mia risposta: Come conseguenza alle piaghe d’Egitto, i saggi del faraone conclusero, che queste erano state causate dal Creatore, e dissero al faraone: “ E’ la mano del Creatore!” Anche se il faraone argomentava ostinatamente: “ Chi è il Creatore affinché io debba ascoltarlo?”…. a causa dei colpi, cedette e liberò i suoi schiavi.

Il faraone è l’egoismo creato dal Creatore. Le piaghe sono la sofferenza che provoca il nostro egoismo, il quale si rivela in questa maniera. A causa dei colpi ricevuti, cominciamo ad odiare il nostro egoismo e ci accorgiamo che questi provengono dal Creatore, il quale li invia specificamente, affinché si svegli il desiderio di fuggire dall’Egitto e dal governo del faraone ( l’egoismo ).

Ci accorgiamo che la nostra natura non è nostra, ma anzi, è una forza esteriore che ha il controllo su di noi.

Ricevendo i colpi, causati dal nostro egoismo,ed aspirando a qualcosa di più elevato, attraverso Mosè dentro di noi, il Creatore si rivela e possiamo vedere che i colpi provengono da Lui. In altra maniera, arriveremmo ad odiarlo.

Una persona deve passare attraverso il processo di sviluppo dell’odio verso il suo egoismo, distaccandosi ed allontanandosi da esso, e allo stesso tempo, si avvicina all’attributo della dazione. Stiamo osservando che, in questo momento, l’umanità sta attraversando queste tappe di sviluppo.

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Possiamo smettere di imbrogliarci tra di noi costruendo un reticolato per la Luce

La domanda che ho ricevuto: Se il mio egoismo è diventato globale, ciò significa che dipendo da ogni altra persona?

La mia risposta: La tua dipendenza dagli altri significa che se non agisci per il bene di tutti, non avrai mai successo. Supponi che io sia un taxista. Raccolgo un passeggero, lo porto dove deve andare, gli faccio pagare il doppio di quello che dovrei prendere, non gli faccio la ricevuta fiscale e metto questi soldi diritti nella mia tasca. È tutto mio! Ma alla fine, vedo che per qualche ragione non mi rimane niente di questi soldi! Non so dove siano andati o perché, ma è quello che succede.

Improvvisamente, mi trovo pieno di problemi: la banca mi truffa, qualcosa con mia moglie e i miei figli non funziona, la mia salute va male, e ogni altra cosa va peggio. Mi ritrovo con migliaia di problemi e di seccature diverse. Qualsiasi cosa faccia, e non importa quanti soldi mi passino tra le mani, niente va per il verso giusto.

Dunque, gli uomini devono capire che continuando ad agire come fanno, si uccideranno. E non è facile da spiegare agli uomini che non importa cosa facciano, ma in ogni cosa devono considerare sempre anche gli altri. Questo perché siamo entrati in un nuovo mondo, dove non possiamo continuare ad imbrogliare nel modo in cui eravamo abituati ad imbrogliare le autorità del fisco o i passeggeri di un taxi, come nell’esempio che ho fatto. Allora vedremo che ciò che dobbiamo imbrogliare sono i nostri corpi egoistici, perché essi non ci permettono di agire tenendo in considerazione gli altri.

Puoi immaginare quale enorme fase di passaggio dobbiamo attraversare tutti noi? Può essere realizzata solo per mezzo dell’educazione, che spiegherà che stiamo vivendo in un nuovo mondo e che ci dobbiamo conformare a questa nuova legge. E se non lo faremo, condanniamo noi stessi, le nostre famiglie, i nostri parenti e il mondo intero alla sofferenza.

Perciò, la società deve iniziare a creare questi sistemi di educazione. Possono apparire come dei meri sistemi di educazione, intesi a spiegare questi concetti, ma di fatto, essi saranno collegati alla Luce – la sola forza che è in grado di correggere i nostri desideri. Sono i nostri desideri non corretti che ci fanno continuamente tornare indietro ai nostri vecchi metodi, facendoci agire in questo modo con l’inganno anche quando vogliamo già essere diversi, per donare agli altri. Al fine di correggere questi desideri, abbiamo bisogno di una metodologia che sia collegata alla Luce e che ci permetta di convogliare questa Luce verso gli altri. È come realizzare un reticolato elettrico che permetta all’elettricità di arrivare ai consumatori, dentro ogni singola casa.

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Non credere che le cose possano funzionare senza la tua partecipazione

La domanda che ho ricevuto: Molte persone si relazionano ai problemi della vita seguendo il principio “sorridi che passerà”, vale a dire credono che ogni cosa alla fine si aggiusterà. Significa che queste persone non usciranno mai dal loro egoismo?

La mia risposta: Questo tipo di approccio è distruttivo. Un uomo pensa che se sorriderà come un idiota, ogni cosa andrà a posto. Si aspetta che le cose vadano a posto non per mezzo dei suoi sforzi e del suo lavoro, ma così, da sole.

Da dove arriva questo atteggiamento? Dal fatto che gli uomini non hanno nulla nella vita, ciò nonostante sanno già che non c’è niente che può essere fatto a questo riguardo. Essi sentono che ogni cosa è stabilita da un destino cieco, e ciò significa che ogni cosa dovrebbe funzionare in qualche modo. Così pensano: Tu non puoi veramente cambiare le cose, ma almeno puoi sorridere come un idiota.

Questo approccio allontana l’uomo dall’azione, dalla libertà di scelta, e dalla correzione. E questa è la ragione per cui è distruttivo.

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La saggezza sta nella connessione fra noi

La Kabbalah spiega alle persone cosa significa aver successo nella vita, ci mostra che tutti i nostri problemi sono causati dal nostro egoismo che si è sviluppato lungo il corso della storia. Nel passato il nostro crescente egoismo ha alimentato conquiste e rivoluzioni. Così, le nostre vite si sono evolute come spinte dal dietro. Ma durante gli ultimi 50 anni, ci siamo sentiti sempre peggio. Percepiamo la crisi come qualcosa che può colpire potenzialmente tutte le aree della nostra vita, causando conflittualità e divorzi nelle nostre vite familiari, distruggendo le relazioni con i nostri bambini, e portando alla droga e alla depressione.

L’egoismo, quindi, non può più soddisfarci. Per la prima volta nella storia, non desideriamo progredire. E la crisi è universale. Coinvolge la scienza, l’educazione e la cultura. É dentro di noi e ci impedisce di svilupparci.

L’egoismo non ci attira più veso obiettivi nobili e la prosperità. Al contrario, ci mostra che non saremo mai in grado di soddisfarci, portandoci verso la disperazione. Inoltre, l’egoismo ci mostra che ogni individuo è connesso a tutti gli altri, che il successo di ognuno dipende dal successo di tutti gli altri, e che il successo non arriverà più dallo sfruttare gli altri per il proprio beneficio personale.

Abbiamo raggiunto uno stadio dello sviluppo che non ha precedenti nelle passate generazioni. Il nostro egoismo non ci sta spingendo più, ma, al contrario, ci sta fermando! Ci sta dicendo: “Da questo momento in poi, mi devi utilizzare in modo differente. Devi sapere come usarmi per sentirti bene”. La risposta è che dobbiamo usare il nostro egoismo per servire gli altri piuttosto che noi stessi, perché ognuno di noi è connesso a tutti gli altri. Questo è il modo in cui possiamo ottenere la felicità.

Questo approccio è così opposto al modo in cui siamo abituati ad utilizzare il nostro egoismo che non sappaimo cosa fare. Non utilizzare l’egoismo, significa non poter utilizzare la nostra Natura. Ma allora ogni cosa si blocca e entra in crisi. Ed è proprio quello che sta accadendo al giorno d’oggi: non possiamo più fare nulla. Non siamo capaci di concludere affari fra di noi, per esempio, perché ogni accordo che facciamo dovrebbe prendere in considerazione l’effetto che ha su tutti gli altri. Scambi di piccole dimensioni possono andare avanti per un altro po’, ma grossi giri di affari non possono più funzionare in questo modo.

Vivendo immersi nell’egoismo globale, le persone improvvisamente cominciano a sentire che non c’è motivo per farsi coraggio nelle proprie conquiste rispetto alle conquiste degli altri. E questo significa che non c’è ragione per sfruttare ancora gli altri. La sensazione interiore della nostra connessione con gli altri, rivelataci dalla crisi attuale, ci sta portando verso uno stato in cui le persone smetteranno di provare piacere nello sfruttare gli altri. É molto strano, ma è ciò che ci sta succedendo. Di conseguenza, non ricaveremo più piacere dal denaro, dalla fama e dal potere… Così, che cosa ci rimarrà? Capiremo che il modo per raggiungere la felicità e la prosperità si trova proprio nella connessione fra di noi.

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Nel Nuovo Mondo che si sta formando dovremo soprattutto Donare Agli Altri

La domanda che ho ricevuto: Se cambiassimo il nostro modello egoistico di condotta e lo trasformassimo in un modello di amicizia e considerazione reciproca, questo fatto non fermerebbe lo sviluppo che la competizione provoca?

La mia risposta: La competizione non scomparirebbe. Ecco il perché oggi l’uomo vuole massimizzare il suo profitto, ma sta scoprendo che il suo successo dipende dal mondo intero. Mentre osserva la crescente connessione tra sé e il mondo, sentirà come il dare agli altri alla fine gli farà avere il successo. Non comincerà a muoversi meglio perché improvvisamente il mondo è diventato più ricco e lui può prendersi una parte dei profitti, ma perché gradualmente comincerà a sentire che facendo delle azioni di dare al mondo, si connette a qualcosa di più elevato- una soddisfazione e un appagamento che sono più elevati. E questo appagamento più elevato è ciò che comincerà a dargli la capacità di capire il significato in ogni cosa che accade- otterrà la sensazione del Creatore.

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La morte

Rav Michael laitman, phd è intervistato dal popolare conduttore della televisione russa lev novozhenov.

“ La morte” uno dei temi dell’intervista

L. Novozhenov: Lei ha detto che una persona, che si trova in equilibrio con la legge della natura non si ammala. Questa persona non muore neanche? Questo significa che non ci si ammala e non si muore?

M. Laitman: La morte non è conseguenza di una malattia:
La morte è un periodo di tempo naturale con finalità di limitare la realizzazione della missione dell’uomo, in una determinata tappa del suo sviluppo egoistico. Ci sono differenti periodi e tipi di morte.Qualche volta possiamo parlare di questi stati con più dettagli. Però questi periodi non dipendono dalle malattie. Si può star bene in salute, però poco a poco l’egoismo “animale”si va consumando. Perché una persona muore? Perché consuma il suo egoismo. L’uomo non desidera mantenere questa condotta.

L.Novozhenov: Se vuole avere una lunga vita – è un egoista!

M. Laitman: diciamo che è così. La vecchiaia arriva quando si consuma l’egoismo, i desideri vengono meno. Però perché? E’ un errore pensare che, con la fine della vita , è necessario aver accumulato un gran egoismo. L’uomo deluso è depresso perché non può soddisfarsi naturalmente in forma egoistica. I desideri egoistici non possono soddisfarsi attraverso i mezzi naturali. Una persona compra una macchina un appartamento, non importa cosa- al fine, una settimana dopo il piacere delle cose che ha acquistato sparisce, tutto torna al quotidiano. O una persona affamata, che finalmente arriva ad ottenere il cibo, inghiotte varie porzioni, finchè il suo piacere sparirà, l’uomo deve passare ad un’altra cosa.

Quando il piacere riempie un desiderio egoista, lo annulla, e il piacere si lascia percepire come tale. L’egoismo si uccide da solo. Questo è il segreto e la causa della nostra morte. Se avviene in maniera, senza avvicinarsi alla morte, si starà percependo l’immortalità.

Che significa immortalità? Noi non percepiamo la morte del nostro corpo come la morte del nostro “io”. L’uomo avrebbe la sensazione dell’eterna circolazione delle informazioni materiali come il suo proprio “io”. Perfino davanti alla morte del corpo, ci lasciamo relazionare con lui. Però l’io non è un organismo biologico. L’io è una cosa spirituale distinta. Si possono sostituire la totalità degli organi del corpo, però il mio “io” continuerà ad essere il mio “io”. Un corpo non è altro che una macchina.

Anticamente si pensava che l’io era il cuore della persona. Ora pensiamo che chissà è la mente, la coscienza. A breve saremmo in grado di sostituire le teste delle persone, e sarà lo stesso non avremo scoperto niente di nuovo. L’io della persona continuerà ad essere quello che è.

Quando il desiderio si trasforma in altruismo non sparisce sotto l’influenza della soddisfazione di colui che lo sta ricevendo, e l’uomo sarà capace di percepire l’immortalità. Chi studia la kabbalah raggiunge questo stadio, e si innalza al livello dell’eterna circolazione dell’informazione, relazionando il suo “io” a questa eterna corrente. E la morte del corpo è come un cambio di camicia.

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Il tempo è la sensazione soggettiva che un giorno arriverà qualcosa che oggi ci manca

Una domanda che ho ricevuto: Come spiegano i Kabbalisti i parametri del tempo, che noi sentiamo attraverso i nostri sensi e possiamo misurare usando strumenti tecnici di questo mondo?

  • Perché abbiamo bisogno del fattore e della percezione del tempo? E perché questo percepirlo svanisce dopo che passiamo il Machsom?
  • Come e perché creiamo il tempo dentro di noi?
  • Quali effetti può avere una persona sul tempo, e, viceversa, come influisce il tempo sulle persone?
  • In fine, quali effetti ha il tempo sulla Natura nel suo complesso e viceversa?

La mia risposta: Il tempo è prodotto dall’egoismo di ognuno. Il tempo è il sentimento di una mancanza, cioè della differenza fra ciò che esiste e ciò che esisterà. Tuttavia se una persona percepisce il futuro come qualcosa di già ricevuto, qualcosa di già presente, allora non sentirà il tempo e non avrà il senso di qualcosa che gli manca oggi e che arriverà in futuro.

D’altro canto, se una persona crede pienamente, e senza ombra di dubbio, che non ha ricevuto qualcosa, ma che la riceverà, allora il presente e il futuro sono lo stesso per essa, dato che il futuro non ha nulla da aggiungere al presente. Questo è perché l’elevarsi sopra l’egoismo ci permette di vivere il presente e niente altro che il presente.

È stato scritto che colui che tende verso il Creatore comprime il tempo. Il fatto è, che l’intera immagine del mondo è inclusa in noi, compreso anche il parametro del tempo.

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