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Educazione Integrale delle Masse

Siamo stati scelti, nel senso che abbiamo ricevuto dall’Alto il desiderio che ci chiama ad imparare, anelito per la connessione con il Creatore e la rivelazione del Creatore, che deve avvenire per tutta l’umanità.

Già si avvicina il bisogno per lo stato successivo; la natura sospinge tutta l’umanità in avanti. Però le persone non hanno e non avranno i suoi desideri. Migliaia o pochi milioni si uniranno a noi, ma è una frazione minuta dell’umanità intera. Non ci saranno altri.

La testa è sempre così: è piccola, come un microprocessore in un computer, ma definisce e decide tutto. Le parti rimanenti rendono conto a questa micro parte.

Quindi noi siamo questo “frammento”. Dobbiamo connetterci al resto dell’umanità, cominciare a lavorare con la gente, capirli, unirci a loro, trovare il vocabolario adeguato, creare un dizionario appropriato, immagini varie, esempi, e sviluppare i workshops adatti, etc.

Insegniamo ai piccoli bambini tutto ciò che hanno gli adulti, solo su un livello basso di semplici esempi, azioni semplici. Per consentire alle persone di sentire il loro livello prossimo auspicabile, la loro connessione, dobbiamo incoraggiarle costantemente, attirarle con qualcosa.

Noi stessi sperimenteremo discese e salite, e in accordo a questo, abbiamo bisogno di rafforzarci.

Gli altri non passano attraverso questo. Costantemente devono essere attratti, abbracciati, riscaldati, e serviti. Dobbiamo spiegare loro il metodo nella misura in cui hanno bisogno di capirlo in modo da essere connessi a noi e salire con noi. Noi li prendiamo come giovani bambini di strada, li facciamo sedere e li guidiamo. Il bambino è accanto a te, o anche sul tuo grembo, o ti sta correndo accanto sotto la tua supervisione perché lui non conosce la via e non deve neanche saperla. Si consiglia di non chiedere nulla alla gente, tranne una cosa: “Se siete con noi, tutto andrà bene”.

Questa dovrebbe essere la nostra via d’uscita per le masse. Senza di esse, dopo la creazione del nostro Kli collettivo non possiamo avanzare verso l’alto. Raggiungiamo il livello minimo ma non oltre. Infatti, abbiamo ricevuto un risveglio allo scopo di “tirare” l’umanità con noi. Dobbiamo trattarla con molta serietà. Potremo salire solo a seconda del nostro successo con un’audience ampia. Se non ci riusciamo, tutto ciò servirà come zavorra per noi, non permettendoci di salire.
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Congresso Educazione Integrale, Workshop 2: il gruppo ci fornisce i mezzi che ci permettono di anelare costantemente ai sentimenti giusti che tutta la mia vita, i mei pensieri e i miei sentimenti, tutti provengono dal Creatore, e che è organizzato in questo modo affinché tramite la connessione, ci rivolgeremo a Lui.

In generale, il mondo è diviso in due parti.

  • Le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’Alto, dal Creatore, in modo che possono avanzare a Lui. Il Creatore porta queste persone al gruppo, “mette la mano di una persona sulla buona sorte e dice, ‘Prendilo’. Poi sta a quella persona se scegliere o meno, il che significa essere incorporato nel gruppo, per diventare parte della corrente generale contro il suo ego o meno. Questa è la nostra scelta.
  • Il resto dell’umanità vive individualmente, ogni persona per il momento sola, in un moto Browniano a caso. L’ego si sviluppa in umanità, ovviamente, ma gradualmente, e non in un flusso di gruppo.

Le persone che fluiscono insieme con il gruppo sono necessarie a rafforzarlo e costruirlo consapevolmente. La cosa principale è di capire che nel momento che diventano parte di uno dei nostri gruppi o il gruppo generale, non hanno più nulla di privato o individuale. Ogni cosa che succede a loro è soltanto il risultato di un essere in un movimento comune con noi. Ora tutto ciò che ricevono è tramite il centro del gruppo e non importa se consciamente o no. Poi si diffonde a tutti e ognuno riceve secondo gli sforzi che deve fare nel flusso comune verso la connessione, verso il centro.

E lo stesso quando si tratta del nostro movimento verso il Creatore. Tutto quello che vogliamo mettere a fuoco su di Lui, o dire a Lui, o chiedere da Lui, per evocare la Sua dazione su di noi, l’influenza della Luce che Circonda, e così via, può anche venire solo attraverso il centro del gruppo. Per noi significa che il centro del gruppo è molto importante, come un punto dal quale possiamo far salire il nostro appello al Creatore e mediante questo, come attraverso un cordone ombelicale, riceviamo tutto e diamo tutto.

Immaginiamo il nostro cordone ombelicale attraverso il quale riceviamo e diamo tutto. Soltanto tramite questo cordone siamo connessi alla fonte della vita. Immaginiamo di essere un embrione nell’utero, e che tramite questa corda, tramite il centro del gruppo, riceviamo la nostra vita, tutta la forza spirituale, tutto quello che c’è.

Quando troviamo la connessione al cordone ombelicale, cominciamo a capire in quale modo tutto era costruito, e come effettivamente tutto discende a noi dalla Provvidenza superiore. Il nostro mondo è soltanto il mondo dei risultati, e pertanto nulla è mai nato da esso. Cominciamo a capire come possiamo influenzare la Provvidenza superiore ed evocare la miglior salita.

Così raggiungiamo uno sviluppo consapevole perché troviamo la connessione con la nostra fonte, e cominciamo a connetterci fra noi, ad attirare tutto da Lui e a rispondere ad esso correttamente. Sebbene, “non c’è nessun altro tranne Lui” il Creatore è alla fine una semplice fonte passiva. Tutto ciò che accade è solo attraverso la nostra dazione, secondo la nostra richiesta.

Allora come possiamo dare alla fonte tramite il cordone ombelicale? Attraverso il centro del gruppo, certamente, altrimenti non ci sarebbe contatto con esso. Scopriamo come salire al di sopra delle nostre mancanze, e connetterci in modo da ricevere la risposta dall’Alto, sentendo la cooperazione fra noi e il Creatore attraverso il tubo, attraverso la linea. Studiamo riguardo la linea in Kabbalah che va come un tubo dal mondo dell’Ein Sof (Infinito) fino al nostro mondo.

Noi serviamo come livello superiore per il pubblico e dobbiamo usare questo tubo in modo che la gente sarà nutrita da noi e gradualmente sarà tirata su. Ci sembra di sentiamo il punto di contatto con la Luce, con il Creatore, con il livello superiore, ma per qualche motivo non abbiamo davvero fretta di scoprirlo e usarlo in modo da cominciare a passare l’energia positiva dall’alto verso di noi e l’energia negativa dal basso in su.

La crisi che si sviluppa intorno a noi è per aiutarci con esso. Eventualmente, se non ci svegliamo in tempo, ci raggiungerà non solo spiritualmente, ma anche in senso corporeo ordinario. Dopo tutto, la crisi è destinata solo a svegliarci ad una connessione veloce con la forza immensa, con l’abbondanza, con la Luce superiore che include tutto, in modo da trasmetterla attraverso noi al mondo esteriore.

Se non faremo in tempo il mondo non ci tratterà dolcemente. Questo si riferisce specificamente a noi e alla saggezza della Kabbalah visto che siamo quelli che devono svolgere la correzione. Se faremo tutto in tempo, non vedremo proprio una crisi e non sentiremo nulla di negativo. Potremmo prendere misure preventive costanti.

Però, siamo in ritardo. Al momento siamo un po’ in ritardo. Spero che sia sufficiente, e che più tardi cominceremo a capire la responsabilità che abbiamo verso il mondo e capiremo che la crisi è una mancanza della forza superiore che deve essere trasmessa al mondo attraverso noi.

Come ci organizziamo il più rapidamente possibile in modo da prendere contatto con il Creatore, con il mondo esterno, per essere i conduttori della Luce superiore, dell’abbondanza? Dopo tutto per ogni aspetto della crisi questa è la soluzione. Dobbiamo sentire che siamo i conduttori che collegano il mondo superiore, con il mondo inferiore; questo è ciò che dobbiamo fare.

E’ detto: “Il superiore imparerà dal basso.” Dobbiamo capire meglio come dobbiamo rivolgerci al Creatore, sulla base della nostra divulgazione integrale ed educazione integrale a trasformare il pubblico. E’ proprio come quando siamo diventati genitori e abbiamo finalmente cominciato ad apprezzare il modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato.

Quando cominciamo a legare le mancanze che vengono evocate nel pubblico con la soluzione globale integrale, con l’ascesa spirituale che il Creatore si aspetta che facciamo, è come includere le due estremità:

  • Su un lato, le masse con i loro apparentemente semplici bisogni quotidiani.
  • Sull’altro lato, il valore superiore che il Creatore ha messo davanti a noi, la connessione e il raggiungimento del sistema unico che include tutto nel quale Lui è rivelato come la forza rianimatrice.

Nel complesso questo è il modo in cui ci sviluppiamo, grazie al fatto che siamo tra l’incudine e il martello. Su un lato c’è il pubblico, le masse, e sull’altro il Creatore. Dobbiamo bilanciare le azioni del Creatore che ci spinge a connetterci, azioni che scendono dall’alto e sono soddisfatte nelle masse sotto forma di semplici problemi e bisogni umani, e alziamo la miseria e i problemi semplici attraverso di noi ad un livello più alto di connessione con il Creatore, sopra il tempo e lo spazio, sopra tutto ciò che è già in noi, allo spazio spirituale.

La nostra unicità è questa, come cominciamo a connettere i due mondi in noi per legarli a noi. Questa e la qualità speciale del gruppo che esegue questo lavoro, connettersi, includersi e legare i due mondi opposti al suo interno. Essendo una parte integrale, includiamo tutta l’umanità e abbassiamo il Creatore dall’Alto in esso. Così, attenuiamo la sensazione che c’è fra i due sistemi apposti di creazione. Questa è la nostra unicità e il nostro adempimento finale.

L’obiettivo finale dell’essere creato è effettivamente soddisfatto all’interno del gruppo, che significa nella connessione di umanità, cominciando dal centro, da noi, e diffondendo in cerchi più ampi. Stiamo già tirando coloro che sono dietro di noi, li invitiamo ad unirsi a noi, senza tirarli al nostro livello ma semplicemente agendo secondo il loro livello di desiderio e comprensione della crisi come un’aspirazione alla connessione.

Sentiamo che la crisi attuale è spirituale, mentre loro la sentono sul livello corporeo. Tuttora, nel complesso, la soluzione è una ed è quella di raggiungere un’equivalenza di forma con il Creatore e di sapere come essere in contatto con Lui affinché Egli si connetterà con noi secondo la condizione dell’equivalenza della forma. Questo è il metodo.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Giorno Uno 2.02.2014, Workshop 2)

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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah

Domanda: Le persone che vogliono studiare il metodo integrale dovrebbero essere in contatto con i kabbalisti, con la saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’educazione integrale è semplicemente un’introduzione alla saggezza della Kabbalah, proprio come l’aritmetica per quanto riguarda la matematica. È essenziale per spiegare ai principianti di che cosa tratta il nostro metodo e il suo posto nel nostro mondo, quali domande possono essere risolte qui, e così via. Si tratta di uno studio serio!

Le persone da sole non possono fare nulla. Esse non possono concentrarsi in modo autonomo per poter sentire la connessione integrale tra di loro, che le solleverà al di sopra dell’ego. Devono imparare ciò. La connessione verrà apparirà attirando la forza superiore.

Così, per un lungo periodo, a loro servirà un leader che è ad un livello superiore. Questo è il modo in cui si diffonderà, secondo la gerarchia naturale. Non c’è altro modo! La Natura le costringerà ad affrontarlo in ogni caso.

Il metodo integrale può anche essere radicato liberamente in ogni classe sociale. Può essere adatto alle casalinghe, ai bambini delle scuole, agli operai, ai pensionati, a tutti.

Speriamo che saremo in grado di risolvere il problema dell’umanità, anche se può sembrare paradossale che un tale piccolo gruppo possa risolvere un problema così grande a livello mondiale.

L’umanità ha sempre vissuto questi punti di svolta sotto la guida di un leader o di un piccolo gruppo: in tempi antichi, durante il Rinascimento, e così via.

Una brusca virata di solito viene effettuata quando lo stato giusto è maturo, e tutte le esigenze ed i problemi sono stati chiariti, ed è impossibile andare avanti come prima. Poi, all’improvviso arriva una soluzione unica, di solito da un piccolo gruppo di persone o anche da una sola persona. Speriamo che le cose andranno bene.
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(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman, 27.09.2013)

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Tutto ciò che è in tuo potere

Domanda: Possiamo accelerare la transizione della società al livello integrale cercando di metterla sulla strada giusta?

Risposta: Stiamo divulgando il messaggio integrale, aprendo corsi, fornendo tutte le informazioni su Internet gratuitamente, abbiamo tradotto in quaranta lingue, stiamo facendo tutto quanto in nostro potere.

Non credo che se avessimo avuto più possibilità e risorse illimitate, avremmo potuto fare qualcosa di più grande, dal momento che è impossibile costringere la gente a studiare il metodo integrale. Si tratta di un processo completo e una persona deve capire quanto sia importante. Egli deve sentire che qui c’è qualcosa che lo può salvare .

Domanda: Le persone saranno in grado di sentire qualcosa durante i workshop che evocherà in loro il desiderio di andare avanti?

Risposta: Il punto è che le persone che vengono ai workshop integrali sono quelle che realmente sono in cerca di salvezza. Essi possono anche essere persone ricche e di successo che improvvisamente sentono un bisogno interiore. Questi amici già trovano loro stessi e non lasciano lo studio. Tuttavia, se le persone arrivano che non sono ancora pronte, e la loro domanda sul senso della vita non è matura ad un livello che sentono dolore, di solito lasciano abbastanza rapidamente.
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(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman”, 27.09.2013)

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Domanda: Un sistema sociale ordinario si sviluppa sempre in direzione della differenziazione, della complessità, mentre un numero di sotto-sistemi si sviluppano in esso dove ognuno diventa autonomo.

Questo sistema diventa così complesso e cresce così tanto che alla fine si divide e si forma qualcosa di nuovo, iniziando in questo modo un nuovo turno di sviluppo su di un livello diverso.

Risposta: Un sistema integrale si sviluppa internamente, non esternamente, perché lo sviluppo non avviene in modo egoistico; avviene attraverso una connessione universale di una qualità più grande, attraverso il sostegno reciproco, la nostra reciproca inclusione di uno dentro l’altro.

Non si tratta del movimento di Brownian perché succede in un modo completamente diverso, in cui una parte sottomette l’altra. Non c’è alcuna intrusione disorganizzata o caotica; al contrario, offriamo noi stessi a tutti gli altri, e questa è la ragione per cui il sistema cresce sempre in qualità.

Domanda: Ogni sviluppo include sempre un certa battaglia degli opposti. Questo riguarda anche il livello precedente?

Risposta: Dipende dal livello a cui ci si sta riferendo. Se vi state riferendo ad elevarsi al di sopra del nostro egoismo, che ha già perso il suo opposto, e si pone al di sotto dell’altruismo per aiutarlo e sostenerlo, allora l’egoismo non riesce più a compiere la funzione che compiva precedentemente. La battaglia finisce.
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(Da “Un Mondo Integrale” di Kab.TV, 27.11.2012)

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La lotta per la libertà di imparare

Notizie (da Salon): “La scuola è il posto dove i bambini sono spinti a comportarsi in un certo modo, e dove la loro libertà è grandemente ristretta – di gran lunga più ristretta di quanto la maggior parte degli adulti tollererebbe nei propri posti di lavoro. Negli ultimi decenni, abbiamo spinto i nostri figli a passare ancora più tempo in questo genere di condizioni, e c’è una forte prova (raccolta nel mio recente libro) di come questa situazione stia provocando danni psicologici seri a molti di loro. Inoltre, sempre più scienziati hanno riconosciuto come i bambini imparano in modo naturale, e sempre più di noi sono arrivati a capire che i bambini imparano più a fondo e di più, e con grandissimo entusiasmo, in condizioni che sono quasi opposte a quelle della scuola.[…]

“La maggior parte degli studenti – che siano bravissimi, discreti o incapaci – hanno perso l’entusiasmo per imparare al momento in cui raggiungono la scuola media o quella superiore. In una recente ricerca di studio, Mihaly Czikszentmihalyl e Jeremy Hunter hanno dotato più di 800 studenti di 33 diverse scuole medie e superiori di tutto il paese, di speciali orologi da polso che fornivano un segnale in momenti diversi della giornata. Ogni volta che il segnale appariva, essi dovevano riempire un questionario indicando dove si trovavano, cosa stavano facendo, e quanto felici o infelici erano in quel momento. I livelli più bassi di felicità, di gran lunga, si sono presentati quando i ragazzi erano a scuola ed i livelli più alti quando erano fuori da scuola a giocare o a parlare con gli amici. A scuola, erano spesso annoiati, ansiosi o tutte e due le cose. Altri ricercatori hanno dimostrato che, in ogni grado successivo di classi, gli studenti sviluppano delle attitudini negative sempre crescenti verso ciò che viene insegnato, soprattutto matematica e scienze.[…]

“Quando le scuole sono state sostituite dallo stato che le ha rese obbligatorie, e si sono indirizzate verso fini secolari, la struttura basilare e i metodi di scolarizzazione non sono cambiati. I successivi tentativi di riforma sono falliti perché, sebbene abbiano tentato di aggiustare un po’ della struttura, non hanno modificato il progetto di base. Il metodo dalla A alla Z, e della lezione con relativo esame, nel quale l’apprendimento è motivato da un sistema di ricompense e punizioni invece che dalla curiosità o da un qualunque reale e sentito desiderio di conoscere, è ben ideato per allenare all’indottrinamento e all’obbedienza ma non per molto altro.[…]

“Come società, siamo portati a minimizzare queste scoperte. Non siamo sorpresi dal fatto che imparare non sia piacevole. Lo pensiamo come una medicina che sa di cattivo, difficile da ingoiare, ma positiva a lungo termine per i bambini. Molte persone pensano perfino che la grande sgradevolezza della scuola sia un bene per i bambini, perché in questo modo impareranno a sopportare i fastidi, perché la vita dopo la scuola non è piacevole. Forse questa triste visione della vita deriva dalla scuola. Naturalmente, la vita ha i suoi alti e bassi, che siamo grandi o bambini. Ma ci sono un mare di occasioni per imparare a tollerare ciò che non è piacevole senza aggiungere in mezzo un modo di imparare sgradevole. La ricerca mostra che le persone di tutte le età imparano meglio quando sono auto-motivate, quando inseguono le questioni che sono le loro questioni reali, ed obbiettivi che sono gli obbiettivi della loro vita reale. In queste condizioni, imparare è di solito gioiso!

“[…] le spinte e le capacità naturali dei giovani ad imparare sono pienamente sufficienti per motivare tutta la loro educazione. Quando vogliono o hanno bisogno di aiuto dagli altri, lo domandano. Non dobbiamo costringere le persone ad imparare; tutto quello che dobbiamo fare è di far avere loro la libertà e le opportunità per farlo. Naturalmente, non tutti impareranno le stesse cose, nello stesso modo, o allo stesso tempo. Ma si tratta di una cosa buona. La nostra società prospera sulla diversità. La nostra cultura ha bisogno di persone con molti diversi generi di capacità, interessi e personalità. Soprattutto, abbiamo bisogno di persone che si buttino nella vita con passione e che si prendano la responsabilità di loro stessi nel corso della vita. Questi sono i comun denominatori delle persone che si sono fatti carico della loro stessa educazione”.

Il mio commento: La scuola appare ancora come un’istituzione stabilita per la produzione di esseri umani che eseguono come servivano ai tempi di Charlie Chaplin. Era necessario cambiare la scolarizzazione molto tempo fa, ma anche coloro che sostenevano un nuovo sistema di educazione non hanno mostrato alcun consenso. Il problema è che nessuno capisce la struttura del nuovo mondo: integrato, unito, interconnesso, al quale le persone dovrebbero essere adattate per entrare integralmente nella struttura del mondo. Una persona può essere cambiata solamente attraverso il metodo dell’educazione integrale.
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Secondo il metodo kabbalistico, è possibile raggiungere la correzione del mondo soltanto tramite l’educazione perché niente può cambiare con la coercizione. Ogni persona deve entrare in un unico sistema di re-educazione.

Noi abbiamo raggiunto un tale stato che le persone già conoscono il bisogno di cambiare la loro natura, perché è precisamente la nostra natura la causa di tutti i problemi, includendo i problemi globali, ambientali e climatici. Questo deve essere spiegato a tutti in tutti i modi, cominciando con le masse che soffrono maggiormente, perché loro sono le più sensibili alla loro condizione e sono pronte ad ascoltare come cambiarla.

Allora la nostra missione è prima di tutto, dimostrare a tutti che il mondo ha raggiunto il punto estremo dello sviluppo egoistico, ha passato questo punto e sta gradualmente cominciando a deteriorarsi. Tale movimento è inevitabile, non dipende da noi come siamo attivati dal programma interiore di creazione e ogni giorno che passa l’umanità sentirà maggiormente che il mondo sta crollando come una castello di carte.

Secondo, dobbiamo spiegare che l’ego è la causa di tutti i nostri problemi e sofferenze. Insieme a questo, il problema non è nella natura dell’inanimato, vegetale e animato, piuttosto solo nell’uomo, nel suo continuo movimento verso se stesso, nell’aspirazione di migliorare il suo stato a scapito degli altri e anche a danno degli altri. Questa è fondamentalmente la scoperta del motivo della nostra discesa.

Dobbiamo dimostrare che anche se la caduta è inevitabile, può essere controllata e gestita da noi se ci eleviamo sopra la nostra natura e guardiamo da un lato. Proprio per capire questo ci hanno dato l’intelligenza. Tanti concordano con questo, ma non possono capire in quale maniera è possibile cambiare noi stessi. Ed in verità è molto difficile per noi cambiare ed è impossibile per l’individuo fare questo.

Pertanto non siamo in disaccordo con le persone che dicono: “Questo è fondamentalmente utopistico. Sarà meglio per noi cominciare con qualcosa di più realistico.” Pero invece di scappare da questo, nonostante tutto, è necessario esaminare se questo è utopistico o no; non c’è un’altra possibilità.

Ci sono due modi davanti a noi, anche se uno di loro, che rappresenta la continuazione dell’esistenza del paradigma egoistico, non è affatto il modo giusto. Semplicemente siamo spinti da dietro tramite la sofferenza, scappando da questa in tutte le direzioni, come qualcuno malato che corre da un medico all’altro, da un trattamento ad un altro.

Prima lui va dai medici, dopo di che da tutti i tipi di guaritori, dopo ciò dal cartomante, e alla fine non ha tralasciato nulla.

Dobbiamo dimostrare alla gente che non c’è motivo di andare in una direzione come questa, dall’inizio essa è destinata al fallimento. Questo è un vicolo cieco nel quale si accumulano tanta sofferenza e tantissimi problemi, includendo la possibilità di una terza e di una quarta guerra mondiale, dove un residuo pietoso di umanità realizzerà la disperazione di questo vicolo cieco e sarà d’accordo a cambiare la sua natura.

E la seconda via è quella della consapevolezza che non soltanto possiamo, ma dobbiamo anche cambiare la nostra natura con l’aiuto della forza che viene scoperta nella nostra connessione. Se almeno noi bramiamo per l’unita, anche con l’intenzione egoistica, cominciamo a sentire dentro la nostra unità artificiale qualche tipo di forza del gruppo.

Si tratta di una unità fra eguali che bramano a uscire da loro stessi, e non soltanto coloro che si vogliono riunire. Perché, vedete che ci sono tante unioni rivoluzionarie nel mondo e allo stesso modo vari gruppi che semplicemente si riuniscono e sentono il potere della loro unità. Però questo è il potere della connessione totale di tutti. Mentre qui stiamo parlando del nostro innalzamento sopra noi stessi per il bene comune della nostra unità, fusione, scomparendo in esso, e diventando un tutto compreso.
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(Dal Congresso Virtuale di Mosca “Unità Senza Frontiere” 15.12.2013, Lezione 5)

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La fascistizzazione del mondo o la correzione

Opinione (Vardan Baghdasaryan, storico russo e politologo): “La quantità di violenza armata mostrata nei film PG-13 è più che triplicata dal 1985, l’anno in cui è stato introdotto il rating. “Fonte: ScienceDaily

“La sfida più grande per le prospettive di progresso morale dell’umanità nel 20° secolo è stato il fascismo. Il fascismo non era stato, come viene spesso rappresentato, un guasto irrazionale nel programma culturale dell’Europa, l’oscuramento della coscienza delle nazioni europee tedeschi o altri, un regime artificiale.

“I problemi che hanno dato origine al fascismo non sono stati risolti, e alla fine del 1970 emerse una nuova ondata di fascismo. Inizialmente, si diffuse attraverso l’uso dei simboli, attraverso il cinema la diffusione di svastiche e altri simboli fascisti, nella formazione del culto della violenza e nel suo uso quotidiano.

“Gli ex ideali pacifisti del 1960 sono stati scartati. Al loro posto è stato realizzato l’ideale del guerriero-vincitore. Il

“Superman” non era molto diverso dall’immagine del vincitore biondo nella propaganda del Terzo Reich. Questi modelli sono stati instillati sin dalla tenera età.

“L’eroe malvagio dei giochi per i computer arriva invece dei racconti tradizionali popolari che hanno stabilito il potere del bene. La nuova cultura del gioco insegna l’idea che uccidere non è solo ammissibile, ma è anche necessario per raggiungere il proprio obiettivo.

“La crudeltà è stata rilevata in varie culture, ma la violenza sulla base della superiorità antropologica è una caratteristica della coscienza fascista. Uccidere in un gioco per computer non è considerato uccidere una persona affatto.

“Forse, le immagini incoraggianti dell’eroe-killer non vanno al di là dell’ambito virtuale, e uccidendo in un gioco per computer, una persona rilascia una carica di aggressività, che non viene trasferita ad altri. Le statistiche dicono il contrario: nel 1974, ci sono stati 3 omicidi predeterminati ogni 100.000 persone, con una tendenza al ribasso, ma dal 1980 il vettore si è invertito, e nel 1993 ci sono stati 4 e oggi ci sono 7 ogni 100.000 persone.

“L’egemonia culturale precede l’egemonia politica. La cultura popolare è diventata in gran parte fascista. Qual è il futuro? “

Il mio commento: In futuro, ci sarà il fascismo ordinario, che la Kabbalah aveva avvertito all’inizio del 20° secolo. La Kabbalah afferma anche che ci sono solo due percorsi nell’evoluzione umana: il sentiero della sofferenza – il regime fascista, con un rapido arrivo della terza e quarta guerra termonucleare – o il percorso di progressiva rieducazione consapevole (attraverso l’educazione integrale e l’istruzione) di tutta l’umanità.
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Il futuro uomo d’ affari

Domanda: Come possono gli imprenditori giungere a conclusioni comuni, al fine di comprendere i nuovi principi integrali e cambiare nell’ ambito della comunità imprenditoriale?

Risposta: Prima di tutto, essi devono essere formati nell’ apprendimento del metodo di educazione integrale. Poi preferiranno i buoni rapporti nelle relazioni, a casa, in famiglia, nella zona in cui vivono, nella loro città, e anche nella loro nazione.

Saranno soddisfatti con un salario medio, dedicheranno molta attenzione a tutti i tipi di piani e di relazioni sociali che forniscono istruzione, assistenza sanitaria, e così via. In altre parole, gli imprenditori devono partecipare attivamente alla vita sociale.

Devono essere pronti a separarsi dal loro vantaggio materiale, a lavorare per il bene di tutta la comunità, ottenendo soddisfazione dal fatto che sono rispettati, valorizzati e amati da coloro che si rivolgono a loro come a persone funzionali che agiscono correttamente e in modo maturo nella comunità.

La reputazione di un uomo d’affari non sarà determinata dalla ricchezza ma dall’impegno nell’ attività sociale. L’educazione integrale lo deve portare ad una condizione come questa, dove lui sentirà che può essere di rilievo nella società proprio perché lui rinuncia ai lussi materiali, che saranno disprezzati nei circoli più ampi della società.
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(Da Kab.TV “Attraverso il tempo” del 16.09.13)

Vivendo con i lupi…

Domanda: Supponiamo che alcuni imprenditori, grazie al sostegno vicendevole, arrivino a una conclusione sulla necessità della reciproca, integrale cooperazione e decidano di cambiare direzione. Che cambi strategici possono fare se sanno questo?

Risposta: Il problema è che esistono imprenditori in una società egoista come un tumore cancerogeno e sono parte di essa. Pertanto è difficile immaginare che inizino in qualche modo a cambiare la cultura d’impresa in cui risiedono. Questo è possibile solo se i numeri sono grandi e se diventano gradualmente consapevoli dei cambiamenti necessari che devono avvenire in loro e nella connessione tra di loro.

Questa riforma è possibile realizzarla in un paese, un sistema chiuso, ma solo se questo paese può raggiungere una forma integrale consapevolmente, costruendo le giuste connessioni tra tutti gli strati della popolazione: tra il superiore, il medio e le classi inferiori. Ma se spieghiamo solo a qualche piccolo uomo d’affari come riorganizzare i suoi affari secondo la tendenza di oggi del mondo che cambia, allora dubito che sia possibile.

Questo perché egli è bloccato in un sistema di concorrenza e corruzione, dove ognuno caccia l’ altro, un sistema rigido. Per mettere la sua piccola e media impresa su un nuovo percorso, per produrre il prodotto più essenziale e vendere i suoi prodotti a un prezzo che è sufficiente solo per la sua esistenza e niente di più, lui sarebbe come un piccolo pesce che vive fra squali che immediatamente lo divorerebbero. Egli non sopravvivrebbe a un tale ambiente ostile.
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(Da Kab.Tv “Attraverso il Tempo” – 16.09.2013)

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