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Quando non vi è vitalità

Domanda: Come può una persona superare la crescente indifferenza? Oggi persino le persone che fanno lavori creativi perdono interesse in tutto, figuriamoci le altre persone. Prendi ad esempio un posatore di piastrelle, a momenti non riesce nemmeno a posare una piastrella; vi si siede vicino per tutto il giorno e non riesce a continuare. Come possiamo creare la motivazione necessaria se non esiste?

Risposta: Non vi è nulla che possiamo fare. Non puoi mostrare a una persona che c’è qualcosa di vitale importanza per lei. Non può obbligare sé stessa.

Il nostro desiderio ha arrestato il suo sviluppo lineare, ed ora sta divenendo “rotondo” insieme ai desideri degli altri che crescono in un unico sistema integrale. Praticamente, se non si prende una persona “per mano” e non la si conduce in questo sistema integrale, ella non sarà capace di fare niente poiché non si riempirà del nuovo riempimento, il sistema integrale che si sta sviluppando individualmente dentro di lei.

Ci sono due sistemi totalmente diversi: uno individuale e lineare e uno discreto e analogico. Noi, ora, stiamo entrando in un livello analogico-integrale e questo è un problema; l’apatia generale e il distacco sono in crescita. Stiamo affrontando oggi ciò che ebbe inizio negli anni ’50 come una rivoluzione dei giovani, ma ora è nella forma di una crisi molto più seria.

La mancanza del desiderio è una mancanza di energia, in quanto il desiderio è la base della nostra intera esistenza. Se in passato abbiamo potuto oltrepassare l’indifferenza con la paura della fame o della punizione, oggi perfino questo non funziona più. Una persona non può fare nulla da sola, anche se tu la minacciassi di ucciderla!

Questo è il limite in cui l’umanità ha bisogno di una nuova psicologia di gruppo.
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(Da una “Conversazione sull’Educazione Integrale” 23.05.2012)

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Depressione: La malattia del secolo

Sondaggio (tratto da l’Associazione Europea per la Depressione): Secondo un nuovo sondaggio eseguito dall’Associazione Europea per la Depressione: “Un lavoratore europeo su 10 intervistato ha dichiarato di aver preso una pausa dal lavoro a causa della depressione, con una media di 36 giorni persi ad ogni episodio di depressione. Questo gruppo di persone ha quindi perso più di 21.000 giorni di lavoro. Tuttavia, nonostante le dimensioni del problema, quasi un dirigente su tre ha riferito di non avere alcun supporto formale o risorse per aver a che fare con dipendenti che soffrono di depressione, e il 43% ha chiesto politiche migliori e la legislazione che protegga i lavoratori.

“Tra le persone in età lavorativa, la depressione è la sfida predominante per la salute mentale e più di 30 milioni di cittadini europei ad un certo punto della loro vita, soffrono di depressione.
1 L’indagine IDEA (Impatto della Depressione nei luoghi di lavoro in Europa) ha intervistato più di 7.000 persone in Europa e ha riscontrato che il 20% degli intervistati aveva ricevuto ad un certo punto, una diagnosi di depressione. Il tasso più alto è stato in Gran Bretagna (26%) mentre il più basso in Italia (12%). Tra i lavoratori depressi, quelli in Germania (61%), Danimarca (60%), e GB (58%) hanno più probabilità di astenersi dal lavoro, mentre quelli turchi sono i meno propensi a prendere del tempo libero (25%) .

“Nell’UE i costi della depressione sono stati stimati nel 2010 a € 92 miliardi, con perdita di produttività a causa dell’assenteismo (prendersi del tempo) e del presenzialismo (essere presente sul luogo di lavoro durante la malattia), che rappresentano oltre il 50% di tutti i costi legati alla depressione. 1 Secondo il sondaggio IDEA il numero medio di giorni presi dal lavoro durante l’ultimo episodio di depressione è stato di 36 giorni, con la Germania e la GB con il più alto (41 giorni) e l’Italia (23 giorni) con il più basso. “

Il mio commento: In generale, la depressione è la malattia più comune del nostro tempo. Solo perché non è fatale e si nasconde, può essere facilmente nascosta, e non preoccupa la società. Che cosa spetta agli attuali e futuri disoccupati? Senza dubbio, con la crescita dell’egoismo individuale e la sua trasformazione in egoismo integrale che è dimostrata nell’ interdipendenza di tutti e tutto, la depressione si svilupperà e si trasformerà in un’epidemia.
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La crisi si diffonde in America Latina

Nelle Notizie (da La Commissione Economica per l’America Latina): “La debole economia globale, dovuta principalmente a causa delle difficoltà incontrate da Europa, Stati Uniti e Cina, ha colpito la crescita in America Latina e nei Caraibi. Secondo le stime presentate oggi dalla CEPAL, nel 2012, la crescita della regione sarà più lenta rispetto agli anni precedenti.

“Nell’Indagine Economica dell’America Latina e dei Caraibi 2012, lanciata a Santiago del Cile, l’agenzia delle Nazioni Unite afferma che il rallentamento sperimentato dalle economie nel 2011 è stata riportata anche nella prima metà del 2012, e questo ha portato giù la proiezione di crescita per l’ intero anno dal 3,7% annunciato a giugno, al 3,2%.

“Secondo il documento, il consumo privato è stato il principale motore della crescita regionale, grazie alla crescita dei mercati del lavoro, l’aumento del credito e – in alcuni casi – le rimesse. Tuttavia, il rallentamento repentino della domanda estera e la tendenza al ribasso dei prezzi delle merci di esportazione hanno fatto del commercio estero, il modo principale in cui le crisi internazionali sono passate alle economie della regione. “

Il mio commento: Fino a poco tempo, Russia, Cina, Brasile e altri paesi gongolavano per la crisi dei “capitalisti”, ma il mondo è globale e integrale ed è per questo che siamo insieme sulla stessa barca che affonda, e noi dobbiamo essere salvati insieme. La nostra salvezza dipende dal nostro aiuto reciproco. In tal modo, infatti, la Natura ci costringe ad unirci prima che sia troppo tardi, perché in caso contrario ci troveremo di fronte ad un conflitto mondiale.
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Tornare indietro dal punto di non ritorno

Domanda: Una persona può tollerare e regolarsi alle crisi e tensioni fino a quando perde tutte le sue energie e vede chiaramente che è passato a un punto di non ritorno. Può succedere che in tutta l’umanità si verifichi questo problema e raggiunga il punto di non ritorno?

Risposta: Un punto di non ritorno è uno stato molto buono. A cosa si desidera ritornare? Quando comincio a capire che la mia mente, il mio intelletto, è inutile, provo a cercare un modo di uscirne. Così giungo alla conclusione che sono io colui che deve cambiare.

Domanda: Come possiamo rendere una persona consapevole del fatto che l’intero bacino di risorse e di energia sono quasi esaurite e quindi se continuiamo a usarli ancora un po’, sarà impossibile cambiare le cose?

Risposta: Per questo, dobbiamo “accendere” il sistema di educazione, istruzione, diffusione, pubblicità, ecc. Dobbiamo renderci conto in anticipo che è nostro dovere di causare i cambiamenti nella società, per portala al prossimo grado, uno stato migliore, considerando che un avanzamento passivo sotto la pressione interna dell’egoismo ci porterà solo afflizioni.

Il problema è che siamo attualmente in uno stato in cui non troviamo soluzioni. Sto parlando dal punto di vista della gente normale, così come dagli scienziati, per non parlare di coloro che hanno l’autorità e che definiscono, per così dire, il nostro sviluppo sociale. Essi non considerano il cambiamento della persona come una soluzione, ed ecco perché tutto rimane in stallo.
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(Da un programma di televisione: “Un Mondo Integrale”: La formula di una società integrale, 03.07.2012)

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Il Mondo torna indietro di 1000 anni

Opinione (Robert J. Gordon, Stanley G. Harris Professore di Scienze Sociali, Northwestern University): “Questo articolo solleva delle domande basilari circa il processo della crescita economica. Indaga la convinzione, quasi universale dai contributi fondamentali di Solow degli anni 50, che la crescita economica sia un processo continuo che durerà per sempre. Prima del 1750, virtualmente non c’è stata alcuna crescita, e quindi non è garantito che la crescita possa continuare all’infinito. Piuttosto, l’articolo suggerisce che il rapido progresso compiuto nel corso degli ultimi 250 anni potrebbe trasformarsi in un evento unico nella storia umana. L’articolo si occupa solamente degli USA e pone la sua osservazione sul futuro dal 2007, quando si faceva finta che la crisi economica non potesse accadere. Il punto di partenza è la crescita pro-capite del PIL in un paese di frontiera a partire dal 1300, ovvero, il Regno Unito fino al 1906, e gli USA dopo. La crescita, in questo margine di indagine, è gradualmente accelerata dopo il 1750, raggiungendo un picco nel metà del 20° secolo, e da allora ha incominciato lentamente a diminuire. L’articolo si chiede ‘fino a che punto potrebbe arrivare il tasso di discesa della crescita in queste aree?’ L’analisi unisce i periodi di crescita lenta e rapida alla tempistica delle tre rivoluzioni industriali (RI), cioè, RI-1 ( macchine a vapore, ferrovia) dal 1750 al 1830; RI-2 (elettricità, motore a combustione interna, acqua corrente, gabinetti in casa, comunicazioni, intrattenimento, prodotti chimici, petrolio) dal 1870 al 1900; e RI-3 ( computer, internet, telefoni cellulari) dal 1960 ad oggi. Risulta evidente che la RI-2 è stata molto più importante delle altre due ed è stata ampiamente responsabile per 80 anni della crescita produttiva relativamente rapida tra il 1890 ed il 1972. Una volta che lo scorporo delle invenzioni della RI-2 (aeroplani, aria condizionata, autostrade interstatali) hanno seguito il loro corso, la crescita produttiva durante gli anni 1972-1996 è stata molto più lenta che in precedenza. Al contrario, la RI-3 ha creato solamente un risveglio di breve durata delle crescita tra il 1996 ed il 2004. Molte delle originarie invenzioni che si sono avute a seguito della RI-2 sarebbero potute avvenire una volta solamente – l’urbanizzazione, la velocità nei trasporti, la libertà delle donne dalla fatica di trasportare tonnellate di acqua ogni anno, ed il ruolo del riscaldamento centralizzato o dell’aria condizionata nel creare una temperatura costante per tutto l’anno. Anche se le innovazioni dovessero continuare nel futuro al ritmo dei due decenni prima del 2007, gli USA si troverebbero ad affrontare sei venti contrari che si mettono in mezzo per trascinare la crescita a lungo termine a metà o meno del tasso annuale dell’ 1,9% chi si è avuto tra il 1860 ed il 2007. Questi venti sono rappresentati dalla demografia, dall’educazione, dall’ineguaglianza, dalla globalizzazione, dall’energia/ambiente, e dall’eccesso dei debiti dei consumatori e dei governi. Un provocatorio ‘esercizio in sottrazione’ suggerisce che la crescita pro-capite futura nei consumi, per il 99% di coloro che si trovano in fondo alla distribuzione dei redditi, potrebbe scendere sotto lo 0,5% annuale, estendendosi per parecchi decenni”

Il mio commento: L’umanità deve dare a se stessa tutto ciò che le è necessario, ma niente di più, e tutte le sue risorse dovrebbero essere indirizzate alla sua ri-educazione e alla creazione di interazioni umane; tutto questo è programmato dalla natura, e noi dobbiamo realizzare questo programma. La Kabbalah ci spiega come farlo!
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Tra cielo e terra

Domanda: Una persona arriva da “fuori” in un gruppo integrale. Essa ha già delle preoccupazioni legate al mondo materiale, dei conflitti, dei problemi con i bambini, e così via. Come può una persona passare dalle sue difficili situazioni quotidiane, all’integrazione?

Risposta: Ogni cosa deve essere discussa nel gruppo. Tuttavia, dovrebbe essere fatto specificamente nel tentativo di superare i problemi corporei. I vari problemi legati al sesso o al carattere, o a tutto ciò che potrebbe trapelare tra di noi, devono essere sollevati e discussi. Siamo un gruppo di ricerca, noi ci esaminiamo. È per questo che fondamentalmente dobbiamo essere sinceri e interessati a staccarci dal nostro “Io” animale e salire sopra di esso nel nostro”Io” integrale, che a poco a poco si sta trasformando in “Noi”. Non esiste quindi niente che dobbiamo nasconderci.

Allo stesso tempo, non dobbiamo fossilizzarci, scavare troppo in questi temi: la vostra personalità contro la mia, le attrattive di qualcuno, o le unità animali, ormonali… Dobbiamo discutere brevemente di queste cose, al fine di aiutare tutti a superarle e a mantenerci in questo stato in particolare, mentre continuiamo a comprenderli e a sentirli nel nostro corpo animale, dato che sappiamo che nel livello successivo, non esistono.

Saremo costantemente “sospesi” nel divario tra i nostri stati interiori, come tra cielo e terra. Questo stato emergerà in noi e ci disturberà per un lungo periodo di tempo: ci saranno sempre salite e discese. Tutto il nostro lavoro riguarda questo.

All’interno degli stati interiori che ci attraversano, dobbiamo testare il nostro bagaglio interno di dubbi, impressioni, e aspirazioni, al fine di posizionaci saldamente a terra, per volare come un palloncino da terra verso il “soffitto”, lasciandoci dietro le nostre caratteristiche egoistiche, le ambizioni, i desideri e gli impulsi. Io sono ancora a conoscenza di tutti i miei problemi, ma internamente voglio identificarmi con il “soffitto”, cioè con il mio passo successivo.
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Benvenuti nella Società Integrale

Domanda: Qualunque sistema costituito prima o dopo affronta la resistenza esterna del mondo. Che tipo di controreazioni informazionali possiamo creare nella società integrale?

Supponiamo che il mondo attorno a noi sia differente al momento dell’idea di stabilire una società integrale. Ma a un certo punto noi cominceremo a disturbarli almeno dal fatto che le persone nella società integrale vivono una vita migliore, più felice di quella che fanno ora. Allora loro cominceranno a sentire la resistenza. Quindi in ogni caso ci sarà un ambiente ostile.

Risposta: Prima di tutto, io penso che non ci deve essere un ambiente ostile. Questa società dovrebbe essere aperta per chiunque. Certamente dovrebbe avere qualche zona tampone in cui coloro che vogliono unirsi a questa società siano educati e, dopo aver studiato seriamente e allenati, loro possano essere gradualmente inseriti nella società integrale.

Questo non è quello che viene fatto in Europa. I francesi hanno cominciato ad accettare chiunque dal Nord Africa, dal momento in cui rivendicano, “noi vi abbiamo occupato e ora vi diamo un opportunità di unirvi a noi.” Questa non è stata una mossa politica saggia, dal fatto che le persone non vogliono integrarsi nella società francese e non sono disposti a cambiare niente, spostandosi in Francia. Così loro sono rimasti stranieri riguardo alla cultura francese, la lingua, la religione e tutto il resto.

E’ lo stesso con il mercato europeo, che invece di avere un mercato comune è diventato una corrente di mercato. Prima di implementare il concetto di un “mercato comune” loro avrebbero dovuto educare tutti gli europei in accordo all’approccio integrale al fine di portarli tutti a una comprensione, una cultura e altre qualità unificanti, nel significato di un desiderio di cooperare mutualmente al fine di invocare l’energia superiore, la forza integrale della natura, al di sopra di loro.

Questo non è successo e allora loro non sanno cosa fare in questo momento. La soluzione è la stessa di prima e rimane sempre sospesa nell’aria. Loro possono farlo anche in questo momento, ma non con la leadership che sta correntemente al potere.

Se tale società verrà creata deve proteggersi da sola dal resto. Questo significa che si deve sviluppare un vero ampio ambiente di lavoro dell’educazione integrale: ”Benvenuti, voi potete aggiungervi a noi, c’è posto per tutti, ma solo dopo che avrete passato un corso e un dato addestramento nell’educazione integrale,inizierete a vivere, studiare e lavorare in accordo a questo principio. Solo dopo potrete essere membri della nostra società.”
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(Da KabTV: “Il Mondo Integrale: La Formula della Società Integrale” 01.07.2012)

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La connessione che attraversa il mondo intero

Domanda: Da una parte, quando lavoriamo con un gruppo di persone come noi, spieghiamo loro che devono costituire tra di loro un genere di relazione che li renderà più felici. Dall’altra parte, diciamo loro che siamo al centro di un comune processo universale che porterà la società intera al cambiamento. Tutto questo provoca una corrispondente reazione negli uomini: “Per esempio, io faccio qualcosa nel mio gruppo, ma niente cambierà fino a quando il governo, il paese intero, e la società intera non prenderanno dei provvedimenti”. Come possiamo convincere gli uomini che le cose dipendono da loro?

Risposta: Il fatto è che se circa 10 anni fa avessimo detto alle persone che una crisi si sarebbe abbattuta sul mondo, nessuno ci avrebbe creduto. Ancora nel 2007, sono stati assegnati dei premi Nobel per teorie sull’assenza della minaccia di una crisi. Ma ci ha colpiti nel 2008!

Gli uomini finiscono sempre per mettersi all’angolo perché non hanno un metodo, un progetto; non hanno la consapevolezza di quello che stanno facendo e di dove stanno andando. Non conoscono né l’obbiettivo né le forze del mondo che li fanno sviluppare. E questa è la ragione per cui sembra loro naturale che sia impossibile raggiungere l’unione della società.

Gli uomini non percepiscono la rete che esiste tra tutti gli uomini del mondo. Anche se parliamo dell’effetto a farfalla, delle diverse connessioni tra di noi, gli uomini, ovviamente, non percepiscono nulla di tutto questo. E questa è la ragione per cui pensiamo: “A cosa servirà se faccio parte di un gruppo o di un altro? A che serve? A cosa mi porterà?”.

Gli uomini non comprendono che in questo modo si uniscono ad una massa inerte, la mettono in moto, ed essa si muoverà da sola. E fra un mese o due, tutti diranno le cose che noi ci stiamo dicendo oggi. Questa è la ragione per cui quando gli uomini lavorano in un piccolo gruppo, in realtà lo usano per creare un cuscinetto tra di loro ed il mondo intero, ed in questo modo viene pompata tutta l’energia spirituale da loro e dal gruppo verso il mondo intero.

Anche se queste forze e questa rete di connessioni che esiste tra noi siano tutte assolutamente invisibili, improvvisamente incomincerete a sentire che gli uomini inizieranno a dire le stesse cose che diciamo noi in ogni dove, ed in questo modo si diffonderanno. In altre parole, vedrete attraverso la reazione, la risposta, l’eco, che arriverà da tutto il mondo, e cioè che le cose che dicevate un mese fa sono oggi diventate proprietà delle masse. Anche se, in generale, non hanno sentito niente da voi, ma lo sentono inconsciamente dentro di loro, perché la Luce Superiore è giunta da loro e sta lavorando dentro di loro.

Possiamo spiegare alle masse che noi tutti siamo connessi ( ci sono molti articoli scientifici a questo proposito), e quando tutti noi faremo qualcosa, questi concetti diventeranno necessariamente proprietà dell’intera umanità, perché passeranno attraverso la rete delle connessioni.

Oggi, non abbiamo nemmeno bisogno di usare la terminologia Kabbalistica. La connessione tra gli uomini, la globalizzazione del mondo, l’unicità della natura e la sua indivisibilità, oggi, tutte queste cose si stanno manifestando completamente, e questa è la ragione per cui ci stiamo rivolgendo anche a tutto il mondo.
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(Dalla Lezione Virtuale del 26.08.2012)

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Le peculiarità della percezione

Domanda: Supponiamo che un insegnante cada nel suo “punto cieco” e non si accorga di crogiolarsi nel suo potere sulle persone e cominci ad abusarne. In questo caso, dovremmo aspettare pazientemente che questi stati passino o dovremmo ancora limitare lui?

Risposta: Quando questo accade in un normale gruppo psicologico, non dobbiamo reprimerlo, ma, dobbiamo lavorare con lui come con qualsiasi altra persona. Ma se siamo in un gruppo avanzato, che è già al di là di semplici relazioni e atteggiamenti egoistici, allora dobbiamo capire che l’insegnante può apparire come un egoista, una persona molto strana, lunatica, e dittatoriale. Egli può apparire in questo modo agli studenti perché è veramente ad un livello alto, e questo è il motivo per cui si comporta in questo modo. È scritto: “Non giudicare il tuo amico prima di raggiungere il suo livello.”

È per questo che dobbiamo sempre capire che quando si tratta di amici, è facile rispondere, dal momento che possiamo più o meno capire i loro stati. Ma quando si tratta dell’insegnante, potremmo non capire i suoi stati, i quali potrebbero sembrare egoistici, dittatoriali, lunatici, e testardi. È possibile che i suoi stati ci appaiano in questo modo solamente perché il suo livello è più alto del nostro, e non percepiamo in modo adeguato ogni stato successivo.
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(Tratto da un discorso suòò’educazione integrale del 27.02.2012)

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Uno sfogo emozionale

Domanda: Ho notato che ci sono un sacco di risate e scherzi durante le discussioni dei gruppi integrali. Quanto dovrebbero essere serie queste lezioni? Dovremmo in qualche maniera combattere le risate?

Risposta: No. Noi dobbiamo dare alle emozioni un’opportunità di venire fuori, salire al di sopra di noi, ridere di noi stessi e capire da dove vengono. Noi stiamo trattando con l’origine del secondo livello “Uomo” al di sopra dell’ ”animale” in noi. E questo perché questi due livelli hanno un’egual ragione di esistere. Sotto la mancanza di circostanze dovremmo sopprimere il livello animale. Il livello egoistico rimane, scorre sotto di noi, ed è sempre nel processo di crescita. E in accordo con esso, noi cresciamo e ci eleviamo al di sopra di esso. Noi non siamo in grado di crescere senza la stessa crescita dell’egoismo in noi.

E’ difficile determinare quante persone si stanno sviluppando egoisticamente durante i primi incontri del gruppo integrale. Comunque, più tardi, diversi eccessi e contraddizioni cominciano ad apparire in loro. E lavorandoci diventa molto interessante, dal momento che lo scopo è di sviluppare la nostra integrazione integrale attraverso questo.

Ma per adesso, la risata, le esclamazioni, una varietà di sfoghi emozionali interni, rappresentano l’inabilità di esprimere le nostre sensazioni. Tutto questo è necessario per ascendere: o una parte negativa, che proviene dall’egoismo, oppure un non ancora risolto o già realizzato livello egoistico. Ma questa è una buona cosa. La cosa più importante è lasciare che venga fuori.
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(Da un Discorso sull’educazione integrale 05.03.2012)

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