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L’Europa ha un desiderio morto?

Opinione: (Joschcka Fischer, Ministro e Vicecancelliere della Germania, dal 1998 al 2005):

“Il comportamento dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri più importanti, è stato indeciso e nervoso, a causa dell’egoismo nazionale e dell’impressionante assenza di leadership …

Gli stati possono fallire come una compagnia, ma a differenza delle compagnie, non scompariranno quando questo succederà. È per questo che gli stati non devono essere castigati e con i loro interessi in corso, non dovrebbero essere sottostimati …

Negarsi ai pagamenti non è un’opzione fattibile, perché la Germania e tutti i membri dell’Eurozona sono nella stessa barca …

La crisi finanziaria Europea è davvero una crisi politica, perché i membri della UE sono incapaci di decidere le misure necessarie. Invece di farlo, si perde tempo su argomenti secondari, radicati in gran parte su fatti politici domestici …

L’euro e con questo tutta l’UE, non sopravvivrà senza una grande politica europea unificata. Se gli europei vogliono conservare l’euro, devono continuare adesso con una politica di unione; in altro modo, ci piaccia o no, l’euro e l’integrazione europea saranno eliminati. L’Europa dovrà quindi perdere quasi tutto quello che ha guadagnato in mezzo secolo di superamento del nazionalismo ed alla luce del nuovo ordine mondiale nascente, questa sarà una tragedia per gli europei …

La Germania e la Francia, i due giocatori cruciali in questa crisi, dovranno inventare una strategia di unione, perché solo loro, lavorando uniti, possono spingere verso una soluzione …

Ciò che si richiede, pertanto, è un dialogo aperto bilaterale Franco–Tedesco sulla riorganizzazione dell’unione monetaria”.

Il mio commento: Ah, quest’eterna lotta tra ragione e avidità, tra le loro proprietà politiche future ed il benessere della gente o anche del mondo… però, senza un’educazione integrale, la UE non sopravvivrà e si sgretolerà. Evidentemente, il mondo dovrà passare attraverso le sofferenze per convincersi del fatto che la natura ci mette davanti le condizioni per correggerci ed unirci non in un mercato ma nell’unione.
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La mancanza di fiducia

Il sistema economico deve coincidere con la condizione della Società.

Fino ad ora, abbiamo sviluppato e modernizzato il sistema egoista, nel quale tutti hanno guadagnato in accordo alle loro forze e capacità. Le materie prime, l’esercito, la politica, la frode e così via, tutto era connesso alla rete dei legami egoistici tra di noi e la formula di tutti era di massimizzare i guadagni.

Tuttavia, il beneficio può essere differente. Per esempio, alcuni pagano enormi quantità di denaro per essere rispettati e temuti. Altri optano per qualcos’altro, tutto dipende dal tipo di società; però, in ultima istanza, tutti i mezzi fanno parte della rete che ci unisce ed essenzialmente, che determina tutto.

Unendoci a questo, lo roviniamo per mezzo del nostro egoismo, dell’invidia, della lussuria e della vanità, come individui e come nazioni, perché il generale ed il particolare sono uguali. Di conseguenza, questa rete che si estende in tutto il mondo, è impregnata di ogni tipo di desideri, impregnata dal sudore della storia dei paesi e delle nazioni ed influenzata dalle loro religioni e dai sogni sul futuro …

Tutto è tessuto in questa rete e pertanto, non possiamo capirla. Tutta la realtà è intrappolata all’interno di questa rete delle nostre relazioni egoistiche corrotte. Ci sono troppe variabili e fattori di influenza e non sappiamo in che modo descriverli con una formula: centinaia di paesi, di presidenti e primi ministri, di eserciti, di denaro e risorse naturali, di preferenze religiose e mentalità, di guadagni del passato e di speranze per il futuro …

È impossibile comprendere questo complesso immenso di dati ed è per questo che il nostro sistema economico viene definito da questa povera immagine che siamo capaci di discernere partendo dalla rete comune. In relazione a questo, chiunque sia capace di capirla bene, può prevedere e guadagnare di più.

È successo questo fino ad ora. In accordo alla legge dell’uguaglianza del generale e del particolare, posso estrapolare le mie qualità nel paese e nel mondo intero, mentre esistiamo in una natura egoistica. Fino ad un certo punto, potrei capire i principi del funzionamento del paese e del mondo e di conseguenza creare e coordinare le istituzioni governative di potere e di controllo.

Tuttavia, al giorno d’oggi, la nostra connessione viene sostituita da un’altra. Un nuovo programma è stato istallato e viene aggiornato costantemente in base all’ultima versione. Questo ci obbliga a cercare sempre l’unità e la garanzia mutua ed anche se non realizza i nostri desideri, questo è lo stato attuale delle cose.

Noi, in cambio, non sappiamo come avvicinarci a questa rete e stiamo perdendo la capacità di comunicare correttamente con gli altri. Il mondo sperimenta la mancanza di fiducia: le banche non hanno fiducia nei fabbricanti ed i governi non si fidano gli uni degli altri, ma questo è naturale. Prima la connessione era chiara: “Tu mi dai, io ti do”; all’interno del nostro egoismo ci capivamo a vicenda.

La situazione però è cambiata, ma noi non siamo cambiati, siamo ancora nella nostra vecchia natura ed allo stesso tempo scopriamo una nuova relazione che è del tutto incomprensibile per noi dalle nostre posizioni precedenti. Non ci rendiamo neppure conto del suo carattere altruistico.

È qui che radica il problema, che non può essere risolto per mezzo dei metodi tradizionali. La domanda adesso è: come avanzerà la società verso l’unità? Le ragioni non sono importanti, sia l’economia, una minaccia per la sicurezza o la necessità di una pace sociale, possono spingerci verso di essa. In ogni caso, solo nel movimento verso l’unità la società comincerà repentinamente a capire il mondo: “Ah, è così! Cosa si può fare ora? Cosa dobbiamo fare?”.

Dobbiamo introdurre l’educazione integrale, non ci sono altre soluzioni. Dobbiamo imparare e chiarire in che modo costruire una nuova unità che non sia basata sulla nostra natura e connessioni precedenti, in che modo cambiare un po’ la nostra natura. Anche se non lo desideriamo assolutamente, questa è l’unica possibilità di adattarci alla natura che ci si rivela, alla rete di relazioni altruistiche. Solo allora saremo capaci di mettere in ordine la nostra vita, al contrario, perderemo la strada completamente e andremo in bancarotta in tutti i modi possibili.

L’economia moderna è costruita sul principio di “prendi e dammi”, come si dice: “Vedi e guadagna dagli altri”. Cosa succederebbe se le persone, i settori industriali, i paesi ed il mondo intero non fossero capaci di negoziare gli uni con gli altri? Il mondo tornerebbe alla sussistenza agricola: io consumo quello che produco. Questo sarebbe un disastro, ma il mondo potrebbe arrivarci.

Per questo oggigiorno sono così importanti un’educazione integrale e la comprensione delle relazioni globali. Dovremo definitivamente trovare le forme corrette di presentazione per spiegare questo al mondo.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1° Settembre 2011, “La Nazione”)

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La disposizione da parte dei ricchi a pagare per la pace non aiuterà

Nelle news:La crisi economica mondiale sta portando ad una possibile recessione delle “economie sviluppate” negli Stati Uniti ed in Europa, che può essere difficile da alleggerire, d’accordo con Bill Gross, co-fondatore del Pacific Investment Management Co … La lotta tra ricchi e poveri negli Stati Uniti sta spedendo il rendimento del tesoro più in basso, ha scritto Gross”. (Fonte: Bloomberg.com).

I calciatori più pagati d’Italia, minacciano uno sciopero a causa delle nuove tasse per coloro che guadagnano più di 150.000 euro … Le proposte hanno provocato una tormenta di critiche in Italia, il paese che cerca di ripulire le sue finanze pubbliche per evitare di diventare la prossima vittima della crisi a causa del debito”. (Fonte: Dailymail.co.uk).

Il governo socialista della Spagna sta considerando un aumento sulla tassa sui guadagni di capitale, come conseguenza della crisi economica, ma non eleverà il tasso delle imposte sulle entrate ottenute, ha detto Lunedì il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero.

Se viene una crisi e dopo deve sviluppare le sue politiche sociali, sembra ragionevole che una parte importante della società debba fare un piccolo sforzo per aiutare coloro che sono in difficoltà, ha detto il signor Zapatero”. (Fonte: The Financial Times).

Il 30 Agosto, nella riunione sui temi socio-economici, il presidente bielorusso Alexander Lukashenco, ha detto che le imprese private dovrebbero appoggiare lo stato e condividere con esso i loro super guadagni, i quali sono il risultato dei prezzi alti”. (Fonte: caspionet.kz)

Adesso, tanto in Francia, quanto in Spagna, stanno considerando di introdurre una tassa sul patrimonio, un gruppo di 50 tedeschi ricchi si sono uniti al movimento “tax me harder”, rinnovando la loro convocazione aperta a Angela Merkel per “prevenire che la spaccatura tra ricchi e poveri sia anche più grande”.

Anche in Italia, uno dei cittadini più ricchi del paese si è presentato per offrire il pagamento di più imposte … Luca di Montezemolo, il multimilionario presidente della Ferrari ha fatto la sua offerta in un’intervista con il quotidiano di centrosinistra, la Repubblica, all’inizio di questo mese”.

In Spagna il governo socialista ha informato che sta considerando la reintroduzione di una tassa sul patrimonio, eliminata da appena tre anni”. (Fonte: Guardian.co.uk).

Il mio commento: Nessun trasferimento di denaro tra le diverse parti della società aiuterà. Senza dubbi è necessario sradicare l’accattonaggio e la povertà, per elevare tutti ad un livello di esistenza normale; però, al di là di questo, il problema non può essere risolto per mezzo di istruzioni monetarie! La gente non si rende conto esattamente di quello che vuole.

Tutte le persone sentono che il problema dell’esistenza nel mondo è diventato incontrollabile, però nessuno vede il modo di risolvere questo problema a causa del fatto che la sua soluzione non si trova nel livello dei nostri desideri e pensieri egoistici, nel quale siamo soliti risolvere i nostri problemi della vita. Piuttosto, si trova nell’ascesa al di sopra di essi, verso la sfera delle relazioni altruistiche.

La gente non può ancora accettare il fatto che ci occupiamo della natura che ci sviluppa in accordo al suo piano. Le persone se ne considerano al di sopra, a prescindere dal fatto che tutto quello che è in noi è stato creato dalla natura ed è al di sopra di noi.

La ragione di questo comportamento nei confronti della natura è che le forze superiori della natura sono nascoste all’uomo, cioè nascoste a causa della loro perfezione, ma all’uomo sembra semplicemente che non esistano e che lui sia l’unica autorità al mondo. È per questo che si è abituato, nel corso della storia, a fare quello che gli piace nel mondo. Tutto è permesso, non c’è responsabilità, nessuno chiede il conto.

Questo tempo però, è passato come un’infanzia libera da preoccupazioni. La vita adulta comincia, obbligandoci a pagare per tutto, anche per i desideri ed i pensieri non realizzati. La natura prende in considerazione i desideri ed i pensieri della gente. Gli egoisti, a danno degli altri, provocano conseguenze negative e viceversa, i buoni, traggono risultati positivi.

È chiaro che questa sembra mistica e religione, ma dovremo pensare, esaminare e scoprire che siamo circondati dalla forza della natura, della quale dobbiamo tener conto e con la quale dobbiamo cercare di essere in equilibrio perché abbiamo familiarità e prendiamo in considerazione le sue particolari forze di gravità, elettricità e magnetismo. La violazione delle leggi della natura porta la sofferenza a colui che le infrange.

Nella misura in cui ci sviluppiamo, ci vediamo obbligati ad osservare, come persone adulte, sempre più leggi. Oggigiorno, siamo obbligati a realizzare la legge dell’equilibrio con la natura, non per mezzo di ognuno di noi, ma per mezzo della società nel suo insieme, affinché tutta l’umanità prenda la forma di un tutt’uno nella sua connessione reciproca (garanzia mutua) e diventi così equivalente alla legge generale della natura, per mantenere l’armonia in tutte le parti di questo organismo.

Soluzione: i ricchi devono destinare dei fondi per l’educazione della società sulla garanzia mutua e per la spiegazione delle nuove leggi del mondo globale ed integrale. Questo darà l’opportunità di ridistribuire la ricchezza in eccesso con il fine di raggiungere l’equilibrio materiale e l’armonia spirituale.
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Non dare, ma costruire

L’opinione del prof. di economia Muhamed Yunus, Laureato Nobel della Pace:” Dobbiamo modificare il sistema di gestione degli aiuti esterni. Invece di distribuzione di cibo e tende, occorre aiutare le società che lavorano secondo modelli di attività sociali.

Se ricevi la maggior parte delle cose gratis, non istauri un’economia. Dobbiamo passare da un criterio di carità ad uno economico. Il commercio sociale ha maggiori e serie possibilità, ma richiede un serio sviluppo.

“Se la società muterà i suoi modi di vedere ed insegnerà agli studenti che bisogna acquisire un educazione non per arrichirsi nella vita, ma per arrichire la loro vita aiutando gli altri, questo modello commerciale può ridurre in modo drastico la povertà del cento per cento.”

Il mio commento: In ogni parte sarà neccessario fondare un industria indispensabile al ragionevole fabbisogno della società. Inoltre, l’industria non può svilupparsi ancora perché è dannosa socialmente ed ecologicamente parlando. Nel tempo libero dal lavoro, i cittadini dovrebbero occuparsi dell’ educazione d’obbligo integrale e globale, e studiare la trasformazione dell’uomo e della società in piena armonia con la natura.

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I racconti non salveranno l’economia!

L’opinione di un economista americano prof. Dan Arieli:” Raramente l’intuizione ci conduce a buoni risultati, perché la sviluppiamo su basi ripetitive, che portano a deduzioni immediate. Ed in questo modo non è possibile esaminare i mercati, perché i comportamenti sono influenzati da troppi fattori.”

Generalmente dopo un qualsiasi avvenimento, la stampa intervista diversi esperti che spiegano cosa ed il perché dei fatti avvenuti. Durante un esperimento che abbiamo eseguito, abbiamo creato un programma sul computer con falsi “esperti”, che dovevano spiegare perché sono crollate le azioni di IBM.

Abbiamo constatato, che per i consumatori di infomazioni non conta se gli esperti danno interpretazioni positive o negative. Quello che risulta importante per loro e’ il fatto stesso di ricevere i loro commenti. Questa è la natura umana: vogliamo produrre, sentire, riportare il racconto che spiega quello che succede.”

Il mio commento: Vale a dire , che non è importante per noi la causa dei fatti, ma il racconto dei fatti. Non conta l’attendibilità, ma la serenità che si può trarre dal racconto. Come con i bambini che è importante per loro il racconto, perché e raccontato dalla madre. Di fatto cerchiamo la tranquillità e non la spiegazione. Ma così non correggeremo l’economia!

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Mondo nuovo portato alla rovina

L’opinione del commentatore economico Nehamia Shtrasler: ” Una nuova moda si sta istaurando, segnare sul muro il “diavolo”, chiamarlo “capitalismo” e intraprende una guerra contro questo. Il diavolo non esiste per niente. E’ solo un’immagine sul muro.

Il nostro sistema economico non è “capitalista”, ma un economia socialmente sensibile. Ecco, per esempio, le tasse. Il capitalismo dice, che ciascuno deve pagare tasse uguali, ad personam, senza prendere in considerazione il livello degli introiti. Mentre in Israele il carico di  tasse dirette (tassa dei redditi, prevenzione sociale, assistenza sanitaria) è incredibilmente progressivo. Tutti i cinque strati sociali inferiori (ceto inferiore) pagano solo il 2.8% dell’ammontare delle tasse. Mentre invece i i due strati sociali superiori (ceto superiore) pagano l’82% (!) di tutto l’ammotare.

Vale a dire che, che il ceto alto finanzia il ceto basso. E’ giusto ed opportuno. Ma non si tratta più di capitalismo. E’ un economia di mercato con delle sensibilità e resposabiltà sociali. Gli stessi neo- socialisti dimenticano spesso e volentieri che abbiamo un’eccellente pubblica assitenza sanitaria – malgrado le diffamazioni. Anche se non lavori, non paghi un euro, anche se hai dieci figli, nonostante tutto ciò riceverai pubblici servizi medicali fra i migliori del mondo. Proprio così. Questa è la verità.

In Israele vi è un’educazione pubblica delle scuole elementari, medie e liceali dove i genitori partecipano in minima parte alla somma stanziata nel bilancio (35 miliardi di Shekel). Non vi è studente universitario che voglia studiare (con un costo sovvenzionato del 80%) che non possa farlo.Vi sono borse di studio, aiuti vari, e vi sono anche prestiti sovvenzionati. E per quanto riguarda la pretesa che il livello di studio è basso – questo è vero, ma questo è dovuto alla cattiva amministrazione del paese, non per la mancanza di mezzi.

E non bisogna dimenticare la previdenza sociale, che distribuisce ogni anno 60 miliardi di shekel come sovvenzioni; ai più deboli, anziani, bambini, invalidi, invalidi del lavoro, disoccupati, assicurazioni di entrata, indennità per maternità e assistenza d’anzianità. Si può contestare che non è mai sufficiente, e occorre molto di più, ma non si può parlare di “sporco capitalismo”. Non siamo esattamente li.

E anche strano sentire dire, che l’ “economia di mercato” è fallita. Quando negli ultimi 25 anni, con il passaggio da un economia socialista ad un economia di mercato, sono state varate riforme che ci hanno spinto fortemente in avanti. Il governo e “gli organismi sociali” hanno privatizzato le società pubbliche perdenti e fallimentari, e gli imprenditori privati le hanno migliorato accrescendo l’occupazione e l’esportazione.

L’industria si è aperta all’importazione competitiva ed è irriconoscibilmente migliorata. Solo ultimamente il mercato ha subito un incredibile trasformazione da un mercato che versava in condizioni irreversibili, con un grosso debito nel bilancio dei pagamenti ad un mercato con una vistosa eccedenza. Il mercato finanziario si è aperto al mondo, ed i limiti alla richiesta di prestiti esteri ed alla custodia di moneta estera sono stati aboliti, cosa che ha permesso un maggior sviluppo.

In ultima analisi: il livello di vita è salito, aumentata l’occupazione e diminuita la disoccupazione.

Non è inutile ricordare che i neo-socialisti hanno preteso, in tutto questo periodo di aumentare del debito pubblico, di spendere sempre di più, distribuendo senza il minimo calcolo. Se fossero stati ascoltati, oggi il mercato sarebbe stato in una grave crisi, con una disoccupazione in stile Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Francia.

Bisogna anche capire che, che tutti i problemi sollevati ora non sono il risultato di un “economia di mercato”, ma al contrario. L’economia di mercato combatte i monopoli, cartelli ed i conglomerati giganti.

L’Amministrazione delle Terre di Israele, che non ha liberato terre provocando il rincaro delle case, è un monopolio governativo che domina sulle terre secondo la migliore tradizione socialista. Le alte protezioni sull’impotazioni di prodotti alimentari, sono la causa dei prezzi alti nei supermercati, e sono in totale contrasto con la politica di mercato che apprezza il mercato libero, senza protezionismi e senza limiti. Chi si oppone ora all’apertura di mercato, all’importazione del latte? Di nuovo le lobby dei coltivatori agricoli e da capo, gli stessi neo- socialisti.

Tutto ciò non significa che la politica di mercato socialmente sensibile sia un sistema privo di problemi. Non esiste al mondo un sistema perfetto. Abbondanti stipendi distribuiti ai vertici sono i problemi che richiedono un immediato intervento e cura. Così come l’ineguaglianza.

Ma è chiaro che comunque è un sistema da preferire rispetto al sistema neo-socialista, che conduce alla mancanza di iniziative, alla povertà, a carenze ed a grandi disparità – fino al crollo”.

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Mostri minacciano l’Europa

L’opinione di Mario Soares Presidente del Portogallo: “L’ Unione Europea attraversa ora una fortissima crisi. I mercati sono completamente confusi e sono diretti da “mostri”. Nessuno sa da dove provengono e cosa cercano di ottenere. Vogliono denaro, indebolire l’Euro, far vacillare l’economia della Grecia, Irlanda, Portogallo ed altri paesi. Questo è molto pericoloso, quando all’Europa manca l’unione. Se i paesi ricchi pensano di poter dominare sul resto dell’Europa e riformarla di nuovo secondo lo stile tedesco, sbagliano di grosso.

Se le cose si svilupperanno in questo senso, la gente iniziera ad agire: il popolo si ribellerà. Potremmo assistere ad una grande inserruzione popolare in seno all’Europa. L’Europa è un luogo per il dialogo, per una prosperità sociale nel reciproco rispetto.”

Il mio commento: Quello che ci salverà sarà solo la consapevolezza che ci troviamo in un nuovo mondo, integrale, nel quale siamo reciprocamente legati, e perciò siamo costretti a prendere in considerazione il fatto che siamo parte di una sola unità completa, e dobbiamo relazionarci agli altri come fossero nostri famigliari. La saggezza ci insegna che tutto il mondo è una grande famiglia, e se non inzieremo a rapportarci ad esso in questo modo, potremmo arrivare negli anni futuri ad una guerra mondiale, come è già successo.

Oggi si sta verificando la stessa identica condizione che da capo si ripete. Solo che i tempi si sono accorciati e la guerra mondiale potrebbe scoppiare anche fra qualche mese. Possiamo evitarla solo se modificheremo la tendenza mondiale- un mutuo legame, il riconoscimento della necessità di abolire il protezionismo e quindi di elevarci al di sopra dell’egoismo privato, pensare come si pensa in famiglia, a tutti, cominciando a risolvere i problemi, iniziando da quelli piu ardui fino a quelli meno. Come in famiglia: in primo luogo si pensa ai bambini, ai malati, e solo in seguito a coloro che possono ancora attendere alla risoluzione dei loro problemi.

Nel momento in cui cambieremo il nostro atteggiamento, riscontreremo immediatamente un’ attitudine, un rapporto diverso da parte della natura verso di noi, perché diventeremo come lei (in omeostasi, in equilibrio, in armonia), e tutti i nostri atti, volti in questa direzione, ci apporteranno prosperità! Su, impariamo dalla natura!

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Gli Stati Uniti D’America al bivio

Opinione: (Joe Nocera, nytimes.com): “Infliggere più dolore ai compatrioti non disturba tanto i repubblicani, come hanno provato ripetutamente. Ciò che è incredibile è che tanto il Presidente, quanto la Camera dei Rappresentanti affermino che l’accordo aiuterà l’economia. Loro sperano davvero che noi ci crediamo? Tutti abbiamo sentito quello che è successo nell’anno 1937, quando Franklin Roosvelt, credendo che la depressione fosse finita, cercò di controllare la spesa federale. La riduzione della spesa in spirale mise il paese di nuovo nella Grande Depressione, nella quale rimase fino al pacchetto di stimolo conosciuto come la Seconda Guerra Mondiale”.

“Questa è la strada sulla quale ci troviamo adesso. I nostri nemici non potevano aver progettato un piano migliore per indebolire l’economia americana di questo affare del tetto del debito”.
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Sii in pace, vecchio mondo finanziario!

L’opinione del dr. Michael Deliaghin, capo dell’istituto di ricerche sui problemi della globalizzazione: “la  Cina ha definitivamente voltato le spalle ai beni in dollari. Significa che nella situazione nella quale il Giappone ha la neccessità di aiuti finanziari per risanare l’economia, dopo il disastro di Fukushima, l’Europa ha altrettanti problemi finanziari per salvare la Grecia, la Spagna , l’Italia ed altri paesi che vogliono lavorare come in Grecia e vivere come in Germania – non vi è chi possa salvare l’economia degli Stati Uniti e comperare i suoi titoli. Benvenuti dunque, al nuovo e coraggioso mondo diviso in aree finanziarie. Ogni area, con la sua moneta (Dollaro, Euro, Yen), con i suoi beni speculativi bruciati e la sua economia produttiva –divisa in un numero di macro-zone che competono fra loro.”

Il mio commento: Tutto questo significa è che è la fine del vecchio mondo finanziario con la sua immaginaria stabilità. Potremo progredire solamente se i nostri capi di governo capiranno le regole dell’epoca moderna: non divisione ma mutua e totale garanzia, non unione su basi economiche egoiste ma su basi di visione del mondo come fosse un solo corpo. Effettivamente, solo così riusciremo a modificarci per divenire globali, integrali, come il mondo, ed allora potremo arrecarvi un ordine.

Dobbiamo inziare con la creazione di una sola assemblea economica mondiale, che guardi il mondo come ad un’unica famiglia che tratta problemi comuni per trovare soluzioni comuni.

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Nessuno vuole pagare per il mercato (il Mercato dell’Unione Europea)

Opinione: (Gideon Rachman, redattore del Financial Times): “L’Europa si è comprata del tempo con 750 miliardi di euro di aiuti per sostenere la moneta comune. Ma i problemi non sono risolti.

“La maggioranza dei paesi dell’Unione europea vive al di sopra dei propri mezzi. I disavanzi di bilancio dei governi sono fuori controllo ed il debito del settore pubblico è in crescita. Se i governi europei non useranno l’ossigeno che hanno trovato per controllare la spesa, i mercati finanziari verranno ancora messi pericolosamente sotto pressione. Sfortunatamente, i cittadini europei ed i politici non sono proprio pronti al periodo di austerità che li aspetta…

“Tuttavia, se gli europei non accetteranno ora l’austerità, alla fine dovranno affrontare qualcosa di molto più problematico – i fallimenti dei debiti sovrani ed il collasso delle banche. Per molti cittadini europei questo è il genere di cose che succedono solamente in America Latina…

“La crescita nell’ampiezza e nel potere dell’Unione Europea ha sviluppato un pericoloso senso di compiacimento… Una volta entrati (i paesi) nell’Unione Europea, i governi pensavano che le guerre, le dittature e la povertà fossero consegnate con buona pace di tutti al passato. Tutti potevano aspirare alla vita relativamente stabile e confortevole della Francia e della Germania.”

Il mio commento: Così è stato per lungo tempo in passato. Il malumore ha incominciato a svilupparsi perché nessuno vuole pagare i debiti degli altri; “la guerra dei nervi” è costante, ma non ha spazio in un singolo organismo. La tensione (un ascesso) sta fermentando, il che può provocare un’aggressione (l’apertura della ferita). Vedremo tutto questo nel prossimo futuro. L’Unione Europea deve conseguire una completa unificazione che è possibile solamente attraverso un progetto a lungo termine di educazione delle popolazioni; in caso contrario sarebbe meglio separarsi pacificamente adesso, prima che cominci a scorrere il sangue della terza guerra mondiale.
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