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La forza che rivela il mondo spirituale

Domanda: Se il generale ed il particolare sono uguali, allora il gruppo, così come un individuo, dovrebbe temere la possibilità che i partecipanti non riescano a staccarsi dal loro ego?

Risposta: Se si tratta di un “gruppo” vero, esso opera la trasformazione dal generale al particolare, in “un solo insieme” in relazione al Creatore. E nella misura in cui il gruppo diventa un “individuo” singolo, raggiunge l’unione e la garanzia, un solo pensiero comune; allora questo “individuo” si trasforma in qualcosa di ricco ed eccezionale, attraverso l’unione dei diversi stati di tutti i suoi partecipanti dentro di sé.

Il Creatore è descritto come “L’Unico, il Solo e l’Unito ( singolo)”. Così è il gruppo, se agisce come “una sola” entità che unisce in sé le azioni di molte persone, e quindi ci si riferisce ad esso come al “singolo”, “l’unico nel suo diritto”. E questo è ciò che determina il potere di “una sola” entità.

Il gruppo non si misura in base al numero dei suoi partecipanti. Ma è definito dalla sua unione, dalla qualità del legame che è caratterizzato dal fatto che i suoi partecipanti sono uniti, essendosi elevati al di sopra del proprio egoismo per il bene degli altri. Questo è ciò che rende il gruppo potente poiché nella spiritualità, il potere non è determinato dalla quantità, ma dalla qualità, ed è la conseguenza di molti legami, specialmente dovuti al fatto che i membri si uniscono come un solo insieme.

Questa è la forza con la quale scopriamo il mondo spirituale! Se potessimo mettere d’accordo tutti questi significati: “L’Unico, il Solo e L’Unito” come riguardanti la connessione tra di noi, arriveremmo alla rivelazione del Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.05.2011, Shamati No. 56)

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Il luogo dove siamo uno

Domanda: Cos’è questa goccia che deve completare il mio desiderio affinché possa sanarlo e mi porti in qualche posto?

Risposta: Il tuo desiderio è solo un tuo desiderio, quando di fatto esso è unito ad altri desideri, ed è lì che radica tutto il problema: non siamo abbastanza uniti. Le forze individuali si trovano in abbondanza, mentre la forza collettiva dell’unità no.

Tutti leggono i libri, conoscono tutte le idee in eccesso, capiscono le fonti, lavorano nel gruppo, divulgano la Kabbalah e partecipano ai congressi, ma la domanda è: stiamo costruendo il luogo nel quale dobbiamo rivelare il nostro grado più alto? Questo luogo è il nostro desiderio integrale. L’integrazione dei desideri è il luogo nel quale troviamo il mondo futuro. Abbiamo un luogo del genere? Ci sentiamo internamente uniti per rivelare nella nostra unicità il Creatore?

Questo è esattamente quello di cui manchiamo, ovvero è lì che non stiamo esercitando lo sforzo sufficiente. Abbiamo bisogno di un campo intenso, dell’intensità tra di noi, di un anelo verso una stretta interconnessione. Solo in esso, in questo campo, riveleremo il Creatore.

Ognuno ha un enorme potere, tutti sono pieni di idee brillanti e sebbene si faccia uno sforzo più serio, l’unità continua ad essere qualcosa di cui manchiamo. Non abbiamo lavorato abbastanza per creare il luogo di cui abbiamo bisogno.

Tutte le anime si elevano a Malchut del mondo di Atzilut e la Luce discende a loro dall’alto. È Malchut in particolare che riceve la nostra preghiera (MAN), la somma totale (Σ) dei nostri desideri che si dirigono unicamente all’unità, ed è questo quello di cui abbiamo bisogno. Le grida individuali non si elevano a Malchut di Atzilut, e restano come una supplica senza senso. Questa aspetta una necessità comune, dato che la spiritualità si rivela nell’unità tra le persone.

Pertanto, si dice che il numero minimo di persone è due. Anche due, tu ed io, e la connessione tra di noi è sufficiente. Se creiamo questa relazione motivata dal desiderio di trovare il Creatore, questo diventerà il luogo della Sua rivelazione.

Questo è il problema. Se non stai lavorando all’unione, le tue preghiere non vengono accettate. Devi rispondere a due domande:

  1. Hai studiato la Torà? In altre parole, ti sei sforzato di amare gli altri come ami te stesso per mezzo della Luce superiore che è considerata come “Torà”? Hai desiderato fortemente di stabilire la connessione con gli altri ed imparare ad amare? Questo è ciò che viene considerato studiare la “Torà”.
  2. Hai sperato nella redenzione? In altre parole, a prescindere da tutti i tuoi sforzi, non hai ottenuto nessun risultato. L’hai anticipata in tutti i modi? Hai elevato il MAN per la correzione? Dopotutto, la redenzione viene dal Creatore in un istante.

È obbligatorio unire queste due condizioni. Non c’è altra soluzione. Non si tratta delle esigenze personali di qualcuno, ma di leggi. In realtà, ci sono solo due forze: l’attributo della dazione e quello della ricezione. La connessione tra di loro organizza per noi tutto il sistema di causa ed effetto della creazione.

Non posso rivolgere delle suppliche alla legge, alla natura, della quale sono parte integrante. Pertanto, la saggezza della Kabbalah ci spiega come utilizzare correttamente queste forze della natura.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04. 2011, Baal HaSulam lettera 10)

Come usciamo dalla schiavitù?

Domanda: Mi piacerebbe unirmi, però dopo tutto, vedo ancora qualche beneficio personale in questo. Cosa devo fare?

Risposta: Sicuro, continui a vivere in Egitto e non puoi realizzare un tipo diverso di calcolo. Tutto il tempo pensa solo all’unità che ti farà sentire bene.

Continuazione della domanda: Però, si suppone che devo annullare me stesso.

Risposta: la Luce superiore lo farà per te. Tu sei incapace di farlo. Hai davvero qualcosa di buono che di fatto ti farà abbassare la testa ed amare gli altri? Sei veramente interessato a questo?

In ultima istanza, ci rendiamo conto che non c’è niente di buono in noi. Siamo assolutamente incapaci di fare del bene. Ognuno di noi è un bugiardo ed un ladro, ognuno è un criminale perché tutti noi siamo ancora governati dal Faraone; e il Faraone è il padrone di tutti i bugiardi, il re di tutti i ladri, ed il padrino di tutto il malvagio mondo egoista. Questo governa il mio cuore e la mente e tira tutti i fili.

A volte, quando penso alla mia vita precedente, sono molto sorpreso: “Perché ho fatto questo? Cosa mi ha obbligato a farlo?” Questo è il giogo del Faraone, il quale mi controllava in modo tale che non potevo fare niente di buono. Se una persona guardasse la sua vita dal punto di vista della Luce superiore, non troverebbe un solo instante illuminato. Tutto le sembrerebbe assolutamente orribile.

Cosa facciamo allora? Nonostante questo, dobbiamo sforzarci per la nostra unione. Facendo degli sforzi mentre sono nella schiavitù egoistica, evoco gradualmente la Luce che Riforma e pertanto inizio a sentire che il Creatore può correggere la mia situazione.

Però io non posso farlo. Quando mi arriva questo, non voglio creare una connessione con gli altri, né unirmi a loro e mi dimentico di tutto. Non ho nessun vincolo reale che unisca i nostri cuori. Tuttavia, se la Luce superiore discende a me, mi porta questo desiderio , e mi abilita con la capacità dell’unità.

Lascia che la Luce lavori in te, fai i tuoi sforzi, grazie ai quali la Luce ti influenza e ti cambia. Tutti i tuoi pensieri cominceranno a dirigersi verso l’unione.
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(Dalla 4°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04. 2011, Baal HaSulam lettera 10)

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A cosa pensi mentre stai studiando?

Domanda: Leggiamo le parole che sono scritte dai Kabbalisti le quali indicano le radici spirituali. Ma come possiamo creare un legame, utilizzando i nostri organi sensoriali, tra le parole che usiamo abitualmente e la realtà superiore?

Risposta: In base al nostro desiderio di arrivare alla spiritualità ed in base alla nostra intenzione, in qualche modo ci eguagliamo alla Luce. Ed in base al livello di questa uguaglianza, la Luce incomincia ad influenzarci, ad influenzare il nostro desiderio e la nostra intenzione, da lontano. Questo è ciò chiamiamo la “Luce Circostante”, la Luce che Corregge

Essa ci illumina da lontano perché ancora non può venire in contatto con il nostro desiderio e le nostre intenzioni, che non sono ancora proprio pure come la Luce. Ma c’è comunque una connessione tra di loro, perché noi ci sforziamo di muoverci in avanti anche se da uno stato molto basso.

L’intenzione incomincia a manifestarsi se siamo connessi almeno in misura minima con l’ambiente circostante, in modo da ricevere da esso lo stesso desiderio e la stessa aspirazione ad unirci insieme. Solo al livello della reciproca inclusione di tali intenzioni, per raggiungere le quali lavoriamo quando leggiamo i testi Kabbalistici, meriteremo un’illuminazione che incomincerà ad influenzarci.

Se connettiamo i nostri desideri e le nostre intenzioni con gli altri, coloro che aspirano alla stessa unione nel corso delle lezioni, richiamiamo la Luce Circostante. Adesso, facciamoci una domanda: quanto spesso abbiamo questo pensiero e questo desiderio mentre studiamo? Se così non fosse, gli anni passeranno, e non vedremo alcun risultato.

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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 08/05/2011, Talmud Eser Sefirot)

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Come evitare gli Tsunami

Un bambino chiede: Il Creatore promise a Noè che non ci sarebbe stato un altro diluvio. Allora perché c’è stato un altro tsunami?

Risposta: Questa è domanda difficile. Io non sono abituato a considerare la Torà come una raccolta di avvenimenti storici. La corruzione che c’era allora – il peccato di Adamo e tutte e altre trasgressioni che ci hanno portato dove siamo oggi – è ancora la stessa corruzione, e noi ne abbiamo iniziato la correzione solamente adesso.

La ragione dei disastri come gli tsumani o i terremoti, passati e futuri, è che siamo noi a provocare gli squilibri. Il Creatore promette davvero che i colpi finiranno? No. Egli promette che non ci saranno diluvi che cancelleranno il mondo intero!

Diluvio significa che delle acque malvagie arriveranno per spazzare via tutto, lasciano solamente il punto nel cuore. Successe veramente una volta, perché una corruzione di quella ampiezza doveva accadere, ma poi non più. Noi abbiamo davanti solamente la correzione. Ma se non ci correggiamo in tempo, noi stessi provocheremo i colpi che ci colpiranno.

Spero che saremo capaci di evitarli, ma ci dobbiamo sentire responsabili di quello che sta succedendo. Infatti, se la saggezza della Kabbalah è stato rivelata, e se sappiamo che costruendo su di essa la nostra interconnessione, possiamo correggere il mondo, allora siamo in grado in grado di evitare le disgrazie.

Ricordiamo quello che il Creatore ha detto ad Abramo: “Se troverò dieci uomini giusti a Sodoma, non la distruggerò con un terremoto.” Ma non c’erano dieci uomini giusti, e così ci fu il terremoto.

Se noi lo desideriamo, siamo in grado di salvare il mondo dalla sofferenza. Tutto dipende da noi. Io penso che ce la faremo perché abbiamo veramente bisogno di prendere questo discorso sul serio.

(Dalla lezione 7 del congresso WE! del 04.03.201)

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Cosa resta di una mela?

Domanda: Come esempio di sviluppo parliamo della maturazione di una mela, che attraversa la tappa dell’amarezza prima di diventare un frutto delizioso. Tuttavia, continuando, la mela cade al suolo, diventa putrida e fornisce i semi. Pertanto, ci sembra che stiamo descrivendo solo le tappe intermedie, no?

Risposta: Non è così. Dopo essere maturata, la tappa successiva di una mela è il suo sviluppo nella prossima generazione, in un nuovo stato. È proprio così perché marcisce, muore, da i suoi germogli ed i semi per gli stati seguenti. Questo è tutto ciò che nel cammino potrebbe servire ad un grado più avanzato, quello animato o il parlante.

Allo stesso modo, i nostri corpi cambiano di generazione in generazione, vivono e muoiono, affinché in questa vita, gradualmente, possiamo estrarre da noi una misura determinata, una certa sensazione, la nostra discendenza sensoriale, spirituale per un grado umano più grande. A prescindere dalla nostra somiglianza con una mela che si sottopone ad un ciclo di vita e morte, i risultati restano in questa vita per il prossimo passo di sviluppo. In esso, raccogliamo specificamente i semi umani, i sentimenti e le relazioni, fino a che gradualmente, al di sopra dei corpi, arriviamo alla necessità di unirci.

Pertanto, costruiamo un sistema in più della natura, che non esisteva prima: l’unità che non connette i corpi, ma la coscienza della gente. Questo è quello che chiamiamo la società umana vera, invece delle nostre relazioni esteriori che sono peggiori di quelle degli animali. Ci uniremo gli uni con gli altri in un’autentica società umana, costruita al di sopra di noi stessi nel corso della vita che attraversiamo.

Quando formeremo questa struttura, questa diventerà il grado umano. Tutta la natura nei livelli, inanimato, vegetale ed animato, e nel mezzo vi è integrato un meccanismo nel quale l’unico essere umano è assente.

Fin quando non costruiremo tra di noi il sistema completo, meraviglioso, saremo un disturbo nella natura. Quando la nostra unità sarà costruita, ci troveremo in armonia con tutti i livelli della natura e con noi stessi. Allora sentiremo quanto perfetta e bella è tutta la natura.

A questo dobbiamo arrivare! Questa è la tappa finale della nostra evoluzione. Di generazione in generazione abbiamo attraversato le fasi della disintegrazione, come una mela, ed abbiamo dato vita alle generazioni che ci hanno seguito. Tutto affinché potessimo costruire in ogni vita il desiderio che un giorno sarà unico.

Ognuno dona pensieri ed emozioni dai suoi fallimenti e dalle acquisizioni, come contributo al grado umano, alla costruzione che alla fine sarà completata. Questo grado è presente nella nostra coscienza, visto che l’uomo si differenzia dalle bestie proprio per avere una mente, la comprensione, la realizzazione e la saggezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011: “La pace nel mondo”)

Ingannevole è la grazie e vana la bellezza

Baal HaSulam, lettera 19: “Nella stessa donna …” “ … ingannevole è la grazie e vana la bellezza: però la donna timorosa del Signore sarà apprezzata”. Questo significa che durante la preparazione, la bellezza e la grazia appaiono e l’essenza della perfezione che uno anela e della quale sente la mancanza. Tuttavia, nel momento della correzione, quando “la terra è piena della conoscenza del Signore”, allora, “Io vedrò un mondo opposto”, perché solo il timore e l’anelo sono l’essenza della perfezione desiderata. Allora uno sente che durante il tempo della preparazione stava mentendo a se stesso.

Domanda: Perché si dice che durante il tempo della preparazione mentiamo a noi stessi?

Risposta: E’ così perché anelavo qualcosa che era una menzogna e mentre soffrivo non mi rendevo conto che questa sofferenza era di fatto riempimento. Ciò significa che non appena cambio la mia attitudine verso quanto desiderato, scopro di essere nel Mondo dell’Infinito. Questo è considerato come “Mangerai quello che è vecchio”. Io rivelo un infinito riempimento nel mio presente stato.

Questo è descritto come se prima avessi mentito a te stesso, pensando di non avere il riempimento desiderato e di aver bisogno di raggiungerlo; però non devi acquisire nessun’altra cosa eccetto la correzione dei tuoi desideri. Tu sei già nella condizione perfetta, solo che non puoi vederla perché manchi delle proprietà della percezione dei desideri corretti.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05. 2011, Baal HaSulam, lettera 19)

Che cos’è la necessità spirituale?

Domanda: Che cos’è la necessità spirituale?

Risposta: La necessità spirituale è qualcosa che sento dentro di me, cioè che mi manca l’aspirazione verso il prossimo, verso il Creatore. E’ la sensazione di quanto ancora non sono connesso con il sistema interiore che io immagino come il nostro comune desiderio, il cuore unito “come un solo uomo con un solo cuore”.

Mi sento tormentato perché sono ancora molto lontano da questo stato e dalla rivelazione del Creatore dentro questo cuore comune. Questo è esattamente ciò in cui deve consistere la mia sofferenza. Ed io devo sempre cercare di controllare e capire la misura della mia aspirazione verso tutto questo e se desidero raggiungere più velocemente questa condizione.

Chiaramente, l’ambiente mi deve aiutare a farcela. Deve essere intriso dall’atmosfera di una comune ricerca spirituale, in cui tutti noi ci stiamo semplicemente annullando per raggiungere questo obbiettivo. E questo non ha alcuna relazione con ciò che ci succede nella nostra vita quotidiana nel mondo. Si tratta di una aspirazione interiore molto profonda e di un modo preciso per verificare una persona ed il gruppo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.04.2011, Gli scritti del Rabash)

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Nel riflesso della Luce Superiore

Domanda: Se il Creatore non cambia, perché ognuno di noi Lo percepisce in modo diverso?

Risposta: Ognuno di noi percepisce il Creatore in modo diverso in base allo sviluppo della propria anima, e in base ai propri desideri e alle proprie qualità. Questo perché il Creatore in Se Stesso non può essere percepito. Io non Lo percepirò mai; io percepisco solamente me stesso in relazione alla “Luce Superiore semplice”. Ed in rapporto a questa Luce Superiore semplice, io scopro me stesso.

Quindi, dove sono? Noi siamo il mondo intero. Lo senti? Si. Esistiamo con coloro che ci sono intorno? Si. Bene, allora noi siamo questo intero mondo. E’ il nostro desiderio in cui percepiamo ogni cosa.

Ti sembra come se stesse succedendo all’esterno? Ti sbagli. Tutto questo è dentro di noi. Il mondo intero è dentro di noi. Il fatto è che percepiamo semplicemente la realtà in questo modo, in rapporto alla Luce superiore. Noi non percepiamo questa Luce superiore, ma essa esiste, e non al di fuori, ma dentro di noi.

Qualsiasi cosa possiamo mai immaginare è dentro di noi, anche la Luce superiore. Ma che cos’è la Luce superiore? Ne possiamo parlare solamente sulla base della nostra esperienza. Dove si trova? E’ dentro i nostri desideri. Tutto è dentro l’uomo.
Si continua così fino a quando non riveliamo la forza superiore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011 Shamati No.1)

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Ogni ascesa significa ripartire daccapo

Domanda: Il gruppo mondiale contiene un grande desiderio con il quale possiamo lavorare, come penetriamo al suo interno?

Risposta: Ancora ci manca il sostegno reciproco. Questo è il problema. Tutti abbiamo il desiderio, ma non percepiamo ancora la interconnessione totale, quando ogni buco nella barca sulla quale ci troviamo fa affondare tutti sul fondo. Ovviamente, il Creatore ci sta aiutando perché non possiamo tappare tutti i buchi da soli. E’ scritto: “Rivolgiti a me, ed io ti ripagherò”. Poi, in seguito, Egli ci passerà il lavoro da fare, e noi Gli ripagheremo il debito.

Quindi, ci manca la sensazione dell’interdipendenza, della necessità di prenderci cura l’uno dell’altro. Io dovrei sentirmi preoccupato affinché tutti restino uniti, come una madre si preoccupa del benessere e della salute dei suoi figli. La cura per gli altri che un uomo ha nel proprio cuore li aiuta e gli ritorna moltiplicata di tante volte.

Infatti, il gruppo è un amplificatore molto potente. In risposta alle mie attenzioni e alle mie cure, gli amici mi avvolgono in esso. Maggiore è il mio contributo nel gruppo, maggiore sarà l’esaltazione che il gruppo darà al mio contributo, che mi ritornerà moltiplicata di tante volte. I miei pensieri devono avere come scopo gli amici come sempre, in modo che io aggiunga il mio contributo a ciò che ho ricevuto da loro.

Come lavoro su questo desiderio? Cado a metà strada. Il Creatore mi fa lo sgambetto, ed improvvisamente, con il gruppo che mi ha aiutato e sostenuto con un desiderio così meraviglioso e potente, incomincio ad ignorare tutto quello che ho. Infatti, ho ricevuto questa bruciante ispirazione dagli amici, tanto che non c’è più posto per i miei sforzi personali. Dove sono io allora, se tutto arriva da loro?

Perciò, affinché io possa fare la mia parte, mi viene data una discesa. Spinto dalla necessità, incomincio ad arrampicarmi come se dovessi uscire da un buco; cado e continuo a salire ancora, fino a quando non raggiungo la superficie. Ancora una volta, metto tutti i miei sforzi negli amici.

E’ difficile continuare a provare perché non c’è più nulla, è come se non avessi mai ottenuto nulla da loro fin dal principio. Che cosa ha provocato questa “nuova cancellazione-ripartenza”? Il punto è che sono asceso in un nuovo livello. Adesso devo ripartire da zero, ma è il punto zero del nuovo livello, che è più elevato di quello in cui ero precedentemente.

Ovviamente, all’inizio mi viene presentato come un’oscurità anche più grande. Ci sono più ostacoli e più grande è l’egoismo in questo nuovo livello poiché mi sono elevato più in alto, verso dei desideri più potenti che sono ancora da correggere. Così, continuo lungo il mio cammino spirituale.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.04.2011, Gli scritti del Rabash)

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