Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Il ruolo dei gruppi delle donne

Domanda: Abbiamo bisogno di un gruppo di donne? Qual è il ruolo del gruppo delle donne?

Risposta: In linea di principio, non c’è una connessione tra le donne come quella che c’è tra gli uomini. Un uomo dovrebbe essere unito ai suoi amici come un unico vettore, al punto tale che tra di loro non ci sia alcuna differenza. In questo senso, a livello terreno, essi devono provare a raggiungere una totale fusione reciproca nelle loro sensazioni e nei loro pensieri.

Questa qualità, questa capacità di connettersi è innata nell’uomo: gli uomini devono semplicemente lavorarci sopra. Solo l’egoismo li separa, ed essi si devono unire al di sopra dell’egoismo. Se ci sono due amici e tra di loro c’è del reciproco egoismo che li tiene divisi, vuol dire che devono ancora trovare un contatto.

Questo è il compito degli uomini. La parte delle donne non può farlo.

La parte degli uomini comprende gli oggetti che hanno dentro di sé la potenzialità di permettere la connessione reciproca. Potenzialità! Gli uomini devono creare questa rete di connessione tra di loro. Gli uomini sono in gradi di farlo. Questa è la loro correzione.

La parte delle donne è creata in modo tale che ogni donna sia di per sé come una regina. La donna non può essere unita alle altre donne con dei legami, come lo sono invece gli uomini. Tuttavia, insieme alle altre donne, può creare un desiderio comune per raggiungere lo scopo.

Questo è il compito delle donne. Questo desiderio deve essere guidato, per farlo passare alla parte degli uomini e, attraverso di loro, al Creatore.
[45483]

(Dalla 2.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Donne, uomini e la garanzia mutua
Laitman blog: Le donne e il gruppo

Il desiderio delle donne come motore della creazione

Domanda: Cosa significa rafforzare il desiderio collettivo delle donne? Come posso aggiungervi il mio desiderio?

Risposta: Nella scienza della Kabbalah, studiamo che l’intero universo è composto da due parti: la Luce ed il vaso, il desiderio. Il desiderio è considerato la parte femminile, ed il mezzo per il suo appagamento è considerato come parte maschile. Questa è la ragione per cui è molto importante rafforzare il desiderio delle donne. Virtualmente ogni cosa si sviluppa attraverso questo desiderio, sia la parte superiore che la parte inferiore.

Anche nel nostro mondo, sappiamo che se non fosse stato per le donne e i loro desideri, il mondo avrebbe cessato di esistere molto tempo fa. Una donna spinge l’uomo, lo obbliga a lavorare, ad avere o a costruirsi una casa. Lei porta avanti la casa: cura le faccende, dona la vita, e alleva.

Dunque, in base alla natura, l’uomo è un fornitore di energia, di forza, e la donna è la forza che crea ogni cosa, cresce i bambini, li educa, e si prende cura di loro. Quindi, non importa quello che fa l’uomo, per definizione e anche senza esserne consapevole, lo fa perché la donna risveglia in lui questi desideri. Questo meno, la parte femminile, provoca sempre l’azione del più, la parte maschile.

Tutto in natura funziona in questo modo: gli animali, le piante e, naturalmente, noi. Probabilmente non ce ne rendiamo conto a causa delle nostre proprietà egoistiche; fuggiamo da questa consapevolezza, ci impediamo di sentirla. Tuttavia, nella realtà la parte femminile è sempre la base fondamentale, l’elemento determinante del nostro movimento in avanti.

L’uomo, inconsciamente, senza saperlo, si domanda se avrà l’approvazione della donna come conseguenza delle sue azioni. E’ veramente così che succede: questa è la natura.

Dunque, le donne dovrebbero assumersi la responsabilità di guidare, incoraggiare, e riordinare gli uomini nel modo corretto, come fa una mamma con i suoi bambini. Nella misura in cui le donne si assumono questa responsabilità e sostengono gli uomini, nella stessa misura gli uomini si comporteranno in modo diverso, studieranno, e comunicheranno tra di loro, e si faranno coinvolgere.

Radicalmente e categoricamente, dobbiamo allontanarci da ciò che sta succedendo nel nostro mondo perché è tutto sotto-sopra. Dobbiamo rendere la parte femminile decisiva, vale dire che dobbiamo sentire il bisogno delle donne per conquistare il traguardo, mentre la parte degli uomini deve rendersi responsabile di colmare questo bisogno, questo desiderio di appagamento.
[45535]

(Dalla 2.a lezione del congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il desiderio femminile e l’ intenzione maschile
Laitman blog: Non c’ è sviluppo senza le donne

Attenti al cane!

Domanda: Sentire odio verso gli altri, io sento come se un “animale” fosse nascosto dentro di me, che è più forte di me. Come posso guadagnare potere su questo “animale”?

Risposta: Guadagnare potere sul nostro ego è possibile solamente a una condizione: che possiamo vedere quanto perdiamo da questo “animale” che ci controlla. Noi siamo governati dal nostro ego che non ci permette raggiungere una vita eterna e perfetta in un mondo buono e gentile.

Se io potessi vedere quanto mi ruba l’ego, quanto mi abbia preso e non mi dia niente, allora io lo odierei. Ma non lo odio ma perfino lo amo; m’identifico con esso, perché, infatti, la mia intera vita è per soddisfarlo. Come faccio a sentire che l’ego è la morte per me?

La cosa più importante che io possa fare è entrare in un gruppo, l’ambiente che possa innalzare l’importanza della spiritualità per me,’importanza della dazione e l’unità con gli altri, perché grazie a questo in particolare io rivelo la vita nel livello umano. Se io sono impressionato dall’ambiente e questo mi può influenzare io acquisto la forza sufficiente per superare il mio ego.

Tutto il nostro lavoro e i nostri sforzi sono necessari per la rivelazione del male, il nostro desiderio egoista. Oggi mi sembra utile per me: Più desidero, più guadagno, più potere acquisto, o rubo. Di più, di più, di più…..Nella nostra società, quelli che hanno un grande ego sembrano avere più successo.

Devo convincermi che ottenere una buona vita in questo mondo mi priva di avere una bella vita spirituale e mi inganna dipingendomi una bella vita qui, in questo mondo. Questo è possibile solamente in un ambiente che mi “faccia un lavaggio di cervello”, che m’influenzi, che mi persuada. L’opinione dell’ambiente può lavorare cosi tanto su di me, che io vorrò superare il potere del mio egoismo.

Allora io inizierò a sperimentare la vita in un livello diverso, che non ho mai sentito prima. Questo succede istantaneamente, non c’è una transizione. Io sento immediatamente che c’è vita fuori di me, non dentro di me, mentre io cercavo di soddisfare me stesso sempre di più.

Contrariamente, io sento vita quando io esco da questo “animale” che non può assorbire niente.
Facendo il primo passo, io scopro il mondo spirituale. Che cos’è il “mondo spirituale”? La realtà nella quale io vivo attualmente è chiamata “questo mondo”. Ma la realtà che io sento fuori di me, nella connessione con i miei amici, con un essere umano, è chiamata “mondo superiore”, poiché è il livello umano, che è superiore a quello animato.
[45184]

(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna, 03.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Avanzando dal contrario
Laitman blog: “Vestirsi” In qualcun’altro

Reshimot: Memorie sul futuro

Lo scopo della creazione è diventare similari al Creatore. Questo è il significato della frase “fare il bene alle Sue creature”. Come fanno le creature a diventare similari al Creatore? Che cosa implica questa similitudine?

Prima di tutto, devi desiderarlo. Come inizi a volerlo? Devi essere opposto al Creatore e desiderare diventare similare a Lui. Questo è il desiderio: io non ho quel che voglio, ma desidero enormemente aver quello che non ho.

Il Creatore è buono e fa del bene sia ai cattivi sia ai buoni; Lui è amore e dazione, la proprietà di Hesed, Gevurah, Tifferet, Nezah, Hod, Yesod…Ci sono molteplici proprietà che io non comprendo, ma ho l’opportunità, il bisogno, e il desiderio che corrisponde a ognuna di loro, per volerle.

Il Creatore ha 613 proprietà di dazione. Io ho (anche se ancora non l’ho scoperto) 613 desideri che mi permettono di volere le stesse 613 proprietà delle 613 proprietà o Luci del Creatore. Io devo ottenere questi 613 desideri: io voglio diventare simile al Creatore in ognuno di loro. È detto su questo: “Poiché Lui è misericordioso, tu sei misericordioso”.

Tuttavia, per volere questo, io devo sapere quello che mi manca. Ma come posso sapere quello che non possiedo? Per sapere quello che è un adulto, io devo diventarlo.Per sapere cosa sia essere forte o saggio, io devo saperlo di prima mano. Posso desiderare quello che mi è sconosciuto?

Nel nostro mondo, i bambini vogliono crescere istintivamente, senza sapere il perché, che sia la natura che li obbliga a farlo, raggirando la loro comprensione. Questo sviluppo ha luogo nel livello animato; tuttavia, in spiritualità, sono io stesso che devo sapere il perché, e per quale motivo lo voglio. Questo è il vero desiderio.

Come faccio ad iniziare a desiderare la similitudine con il Creatore? Per fare ciò, io devo raggiungere lo stato del Creatore, per verificare quello che è, se vale la pena oppure no, e poi desiderarlo. Come posso raggiungere lo stato del Creatore per desiderare diventare similare a Lui?

È proprio per questo che ha avuto luogo la rottura dei vasi. Grazie a questo, noi lottiamo per diventare simili al Creatore, sempre di più, e a diventare come Lui grazie alla Sua forza. È per questo che la distruzione del Primo e del Secondo Tempio furono necessari, e che la saggezza della Kabbalah studia nel contesto spirituale della rottura dei vasi. Stiamo parlando sulla caduta dal livello di ricezione con il fine di dazione (il Primo Tempio) al livello della dazione con il fine di dazione (il Secondo Tempio), e poi al livello di ricezione con il fine di ricezione, nel nostro mondo.

Come risultato abbiamo un registro di tutti gli stati che abbiamo attraversato, iniziando con il livello del Primo Tempio, dall’altezza dell’amore, includendo il Secondo Tempio, che è molto più basso del Secondo Tempio, anche se è grandioso. Tutte le impressioni acquisite durante il percorso sono radicate in noi e sono chiamate “Reshimot”.

Quando si risvegliano in me, io devo realizzarle. In altre parole, un Reshimò non è sufficiente, attraverso esso io devo capire cosa sia essere il donante. Per fare questo, io ho il gruppo e lo studio: in questi io realizzo il mio Reshimò, e da esso, in base alle mie forze, formo una realtà.

Le relazioni con gli amici, con l’ambiente, con la Luce che Riforma, diventano un “luogo di costruzione”. Io ho “materiale”, ossia, un desiderio cosi come un Reshimò, e adesso voglio introdurre questo Reshimò nel materiale in modo che si realizzi e che abbia una sua forma materiale. Poi, io ho bisogno della forza dall’Alto, la forza della Luce, che mi aiuterà a compiere questo.

Rabash scrive su questo nell’articolo n.940, della collezione Dargot HaSulam (I gradini della scala): “È detto sulla distruzione del Tempio: Lasciate che mi facciano un santuario, dove io possa sostare tra di loro’’. Questo significa: Costruitemi un Tempio dal vostro desiderio, fate questa casa, che diventerà la casa della santità, di dazione e amore. Se avete tale vaso di dazione e amore, “Io sosterò tra di loro”, cioè, la Luce si fermerà lì.

“Stiamo parlando sul punto nel cuore che diverrà il posto del Tempio, in modo che la Luce del Creatore ci possa sostare. Per questo motivo, la persona deve creare la sua casa di santità”. Da tutti i miei desideri che si stanno originando dall’Infinito con l’aiuto del Reshimò conficcato in me durante la rottura, io devo costruire la forma corretta, ogni volta realizzando il mio Reshimò da un materiale più pesante.

Questo mi darà tutti i dettagli di percezione necessari poiché li prendo dalla parte opposta del Creatore. Quindi, sapendo la mia forma, io posso percepire la Sua forma, opposta alla mia e andare avanti.

In questa maniera, nel nostro mondo, una persona ha forme corrispondenti e opposte al Creatore. In questa breccia tra lo stato desiderato e quello attuale, una persona ha sempre l’opportunità di costruire il proprio desiderio, sapendo ciò che vuole. È possibile perché una volta, prima della rottura dei vasi, esistevamo in una forma perfetta dalla quale rimasero impressi i nostri Reshimot.

Questa è la risposta all’eterna domanda: “Come posso diventare similare al Creatore? Come faccio a sapere cosa significhi?” Possiamo desiderare questo grazie a questi registri che sono rimasti in noi dai passi che abbiamo attraversato.
[45010]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.06.2011, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Verso l’infinito lungo la scala delle Reshimot
Laitman blog: Non è facile essere d’ accordo con la Luce

Il sistema che ti connette all’infinito

Domanda: Di cosa abbiamo bisogno affinché il sistema chiamato “Zohar” ci porti all’unione?

Risposta: Abbiamo bisogno di avere più intenzione, più desiderio. Lo Zohar è il sistema integrale di tutta la realtà, ma perché si chiama “Zohar”? Perché dobbiamo aprire uno specifico libro, leggere un testo specifico che è scritto da una persona specifica ed ascoltare parole specifiche?

Il sistema generale della realtà è progettato per essere connesso a noi attraverso i grandi kabbalisti che sono i mediatori che creano un vincolo tra questo sistema e noi, i quali esprimono questa connessione in parole e frasi.

Leggo questo libro e non capisco niente, sarebbe la stessa cosa leggerlo al contrario. Il punto è che desidero connettermi a loro, a questi kabbalisti che hanno passato i loro scritti fino a me, perché volevano che mi connettessi a loro, a queste anime, alla loro unità ed arrivare a loro anche con questa unità.

Come saprò che mi sto connettendo a loro? Se mi unisco al gruppo, il mio proposito è definitivamente corretto; devo unirmi a queste grandi anime, entrare nello stesso sistema globale, integrale, arrivare ad essere una parte indispensabile ed aspirare a loro, perlomeno ad un grado molto piccolo. Questo è proprio ciò di cui abbiamo bisogno.

Una persona pensa a questo, un’altra non tanto ed un’altra, solo certe volte; però, in generale se ci sforziamo di essere un tutt’uno, le aspirazioni individuali di tutti si uniranno in una.
[42171]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, il Libro dello Zohar)

Tra due fuochi

Baal HaSulam, “La Nazione”: l’unica speranza è stabilire un’educazione nazionale completamente nuova per noi, per scoprire ed accendere ancora una volta l’amore nazionale naturale che si è attenuato dentro di noi, per ridare vita ancora una volta ai muscoli nazionali che sono stati inattivi in noi per due millenni, mediante tutti i mezzi adeguati per tale fine. Allora sapremo che abbiamo un fondamento naturale ed affidabile per ricostruire e per continuare la nostra esistenza come nazione …

Domanda: Cos’è “l’amore nazionale”?

Risposta: E’ l’amore fraterno. Ogni nazione ha il suo amore inerente perché le nazioni traggono le loro origini dalle 70 radici di Zeir Anpin. Queste radici hanno un luogo per ogni nazione, ed è per questo che la gente sente una connessione con la radice comune.

A prescindere dall’egoismo e dall’individualismo di oggi, visibile in tutti, la gente ha un senso di appartenenza ad una nazione in particolare. Questo sentimento è comune a tutte le nazioni, eccetto ai Giudei. Dopotutto, Israele non è una nazione, non ha radice in quelle 70 radici. Di tutte le nazioni che abitarono l’antica Babilonia, Israele fu quella delle persone con il punto nel cuore. Esse si separarono dalle altre e si unirono tra di loro a causa di questa scintilla.

Quando la scintilla arde e li connette, essi vivono nel piano spirituale, saldati in una sola anima dai loro punti nel cuore; però quando quest’anima si rompe, il loro vaso scompare e cadono nei desideri comuni, i desideri delle altre nazioni.

Allora, Israele smette di essere una nazione, perché niente la unisce, soltanto l’odio degli altri verso di essa. Solo la pressione esterna la mantiene unita; se la pressione diminuisce, si dividono il più possibile gli uni dagli altri. Loro vivono nel comfort, quando la loro relazione si indebolisce e possiamo vederlo negli Ebrei che vivono nelle altre nazioni.

Quando Israele diventerà di nuovo una nazione? Solo quando si riuniranno intorno al messaggio che Abramo stabilì fondando la nazione: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Deve essere fatto non per se stessi, ma per il bene del mondo.

Siamo all’ultima tappa della redenzione, la correzione finale, che deve abbracciare tutto il mondo. Baal HaSulam scrisse riguardo a questa nei suoi articoli “La rivelazione della Divinità (Matan Torà)” e “La garanzia mutua”. Israele deve essere unita dal Creatore per correggere tutto il mondo attraverso di sé.

Desiderando correggersi, Israele eleva il MAN, una preghiera per il mondo intero. Allora, riceve la Luce superiore, la Luce che Riforma. Questa Luce si muove attraverso “il modello” chiamato Israele ed ottiene la forma corretta dell’unità. La Luce è astratta e senza forma, ma qui acquisisce la forma chiamata Mashiach (Messia). Allora il grande desiderio delle nazioni del mondo si corregge.

Se agiamo in questa maniera, siamo Israele. Se non lo facciamo, riceviamo colpi e problemi, tanto dalla Luce superiore, quanto dalle nazioni del mondo; siamo nel mezzo, tra di loro. O realizziamo il compito del coordinamento, o siamo peggiori degli altri e dobbiamo soffrire le conseguenze direttamente dal Creatore e indirettamente attraverso gli altri.

La Luce deve trovare il suo vaso e fino ad allora non si calmerà.
[42505]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 8.05.2011, “La Nazione”)

Lo specialista del desiderio

Domanda: Perché è molto più facile leggere quelle parti dello Zohar che Baal HaSulam spiega usando i termini kabbalistici?

Risposta: Ciò è dovuto al fatto che ci è chiaro che queste sono definizioni tecniche e non immagini terrene. Comunque, tutto dipende dal livello di attitudine della persona.

Se invito uno specialista ad aggiustare il mio computer, gli indico le immagini sul mio schermo e gli dico che non mi piacciono le tonalità dei colori o la qualità dello schermo, ma lui non guarda l’immagine presente. Uno specialista di computer guarda i segnali elettrici, le forze che creano queste immagini all’interno, la quantità di colori istallata nel sistema. Lui non si preoccupa dell’immagine in sé, visto che per lui non è nient’altro che un riflesso esterno, un simbolo di quello che succede all’interno, quello che indica il funzionamento adeguato o inadeguato del computer.

D’altra parte, quando gli mostro quest’immagine e gli chiedo come regolarla, lui me lo spiega in termini tecnici: “Qui hai bisogno di rimpiazzare HGT, NHY, di riconciliare le forze delle linee di destra e di sinistra …”, ed io non capisco neanche di cosa stia parlando.

Noi non ci confondiamo per quello di cui parla lo Zohar in questo o quest’altro modo, se è il linguaggio delle leggende o il linguaggio della Kabbalah, ma per la nostra incapacità di discernere correttamente l’immagine attuale e di renderci conto di cosa stia parlando. Ogni parola dello Zohar indica un desiderio che deve essere corretto. Non c’è nient’altro al di fuori di questo.

Il Creatore ha dato luogo al desiderio e questo deve essere portato alla correzione e riempito. Fin quando questo non raggiunge la sua correzione, seguita dal riempimento, stiamo solo parlando del desiderio. Non appena questo si corregge e si riempie, smetteremo di parlarne e cominceremo a discutere del prossimo grado, un desiderio più profondo, il desiderio che segue immediatamente.

È così che correggiamo un desiderio dopo l’altro, strato dopo strato. Quest’avvicinamento per tappe verso tutto il potere dei desideri dentro di noi, che correggiamo passo dopo passo, uno dopo l’altro, è chiamato Mishpatim, giudizio o reincarnazione delle anime. “Reincarnazione delle anime” significa che io sperimento sempre queste trasformazioni interiori.
[42584]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.05.2011, Il Libro dello Zohar)

Il gioco è finito

Domanda: Noi suggeriamo che gli uomini dovrebbero essere mandati a scuola per studiare le leggi del sistema completo ed interconnesso del mondo. Chi influenzerà questo genere di educazione e allo stesso tempo darà alle masse le necessità basilari?

Risposta: Misurate il livello della produzione raggiunto dall’industria moderna. In sostanza, quello che produciamo non è molto utile e non fa altro che rovinare il mondo. Continuiamo a sprecare le risorse, e intanto non produciamo nulla di buono e che sia veramente utile. Gli uomini si scambiano delle cose che non hanno senso, niente di più.

Un tempo l’industria si basava sulla regola “denaro- merci- denaro”, ma oggi questo modello ha perso l’elemento della merce: vendiamo soldi per soldi. Questo è ciò di cui è fatto il nostro “commercio”: ci passiamo le carte.

La sola merce che ancora conta è legata alla sfera delle necessità basilari. Un uomo ha bisogno di una casa e di qualcosa per vivere, come della certezza che queste cose non spariranno oggi o domani. La sola cosa che l’uomo deve capire è che il lusso è cancellato. Invece, quello che riceveremo è un appagamento ideale, ma non del genere che ci immaginiamo. E noi vi insegneremo come fare per ottenerlo.

Noi aiutiamo l’uomo a capire che in una società completa ed interconnessa, si potrà trovare l’appagamento perfetto in tutto ciò che va oltre le necessità basilari solamente nell’unione con gli altri. Infatti, gli uomini non potranno più essere appagati da ogni genere di cose inutili che si trovano in questo mondo.

Domanda: Quale sarà il modello economico che sosterrà una società come questa?

Risposta: Un modello molto semplice, poiché tutta l’industria moderna, gli apparati legislativi e le istituzioni finanziarie sono guidati da un’illusione e non commerciano altro che delle inutili carte. Nel frattempo, questo sistema è sostenuto dalle risorse naturali che vengono allegramente prosciugate.

Cancelliamo questo sistema di fare affari e daremo agli uomini del cibo che sarà di certo meno costoso perché, in realtà, oggi si produce niente invece che qualcosa, aria invece di merce. Lo scambio di cose inutili porta solamente allo spreco. Tranne che per alcuni elementi fondamentali di cui abbiamo bisogno, tutto il resto è solamente un passatempo fatto di giocattoli per i quali siamo disposti a distruggere la Terra.

La società consumistica è un gioco che giochiamo:

“La TV ha detto: compralo.”
“Allora, compralo.”

Con gli occhi fuori dalle orbite, corriamo al negozio e diamo il via ad una catena che ci intrappola. Così accatastiamo un mucchio di cose che alla fine ci seppelliranno.

Per migliaia di anni l’umanità si è sviluppata basandosi sulle necessità basilari. La maggioranza degli uomini ha vissuto senza il lusso; anche i vestiti venivano passati da una generazione all’altra. Tuttavia, un secolo di piaceri smodati dell’era moderna ha rovinato il pianeta. Che ci piaccia oppure no, dobbiamo mettere la parola fine a tutto questo.
[45275]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2011 “Prefazione alla saggezza della Kabbalah”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il segreto del sistema completo o integrale
Laitman blog: L’egoismo su scala globale

Il vaso della conoscenza

Baal HaSulam, “La Pace”: Il profeta condiziona la pace nel mondo intero con il riempimento del mondo intero della conoscenza di Dio.

Dunque, la soluzione ai problemi che ci sono nel mondo è “la conoscenza del Creatore”. Fino a quando il mondo intero, dal suo elemento più piccolo fino al più grande, in base a tutti i propri desideri rivelati, non sarà colmato con la conoscenza del Creatore, il mondo non raggiungerà la perfezione, la pace e la serenità. Fino ad allora, ci saranno sempre delle forze che si agiteranno, che scuoteranno il mondo e che lo spingeranno a colmarsi con la conoscenza del Creatore, che è lo stato in cui il Creatore appaga la Sua creatura.

I nostri occhi possono vedere come le malattie e la povertà si stanno trasformando in sofferenze mortali ed intollerabili, e come l’umanità si sia spinta all’estrema destra, come nel caso della Germania, o all’estrema sinistra, come nel caso della Russia. Ma non solo gli uomini non hanno migliorato la situazione per loro stessi, ma invece peggiorato la sofferenza e l’agonia, e il pianto sale al cielo, come sappiamo tutti.

Quello che la nostra mente ci suggerisce di fare a questo punto è di non prestare aiuto, perché oscilliamo sempre tra destra e sinistra. A volte, ci teniamo nella linea di mezzo, ma solitamente lo facciamo mentre ci muoviamo da un estremo all’altro. Di conseguenza, finiamo in un guaio dopo l’altro, e non c’è via d’uscita fino a quando non conosciamo il Creatore.

La “conoscenza del Creatore” punta alla correzione dei nostri desideri in modo da renderli adatti a diventare il vaso della conoscenza (Daat), vale a dire, a colmarsi con la Luce di Hassadim (Misericordia) e con l’illuminazione di Hochma (Saggezza), come le Sefirot Hochma (“saggezza”), Binà (“capire”), e Daat (“conoscenza”), HBD.

Domanda: In che modo il mondo sarà colmato della conoscenza del Creatore?

Risposta: Gli uomini incominceranno ad imparare come donare a tutti, mentre si troveranno a vivere tutti insieme in un sistema globale, completo ed analogico, in cui ci consegnano gli uni agli altri, e sono uniti ed inseriti vicendevolmente, ed in questo sistema la dazione reciproca ed anche l’amore domineranno.

Fino a quando non ci uniremo in questo genere di sistema in cui ogni uomo sentirà il desiderio collettivo di tutti e si sforzerà di appagarlo, come la cellula di un corpo, non arriveremo alla perfezione. Fino ad allora, le disgrazie continueranno ad aumentare e ci spingeranno verso questa perfezione.

Questa è ciò che chiamiamo “la conoscenza del Creatore”: Ognuno di noi diventa un vaso della conoscenza. Zeir Anpin e Nukva ascendono in Hochma e Binà e ricevono da esse l’appagamento, in base al desiderio che hanno elevato. Dunque, essi sono considerati come “il vaso della conoscenza”. Essi raggiungono il livello di “età adulta” e, insieme al Partzuf genitoriale di Aba ve Ima, si trasformano in HBD.
[44347]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il complicato cammino del raggiungimento della semplicità divina
Laitman blog: La Kabbalah è la scienza dell’ amore

Diffondere il calore dei nostri cuori

Domanda: Oggi molta gente verrà da noi per la festa di Shavuot. Alcuni di loro non sono connessi in nessun modo alla Kabbalah. Come dobbiamo trattarli?

Risposta: E’ molto importante infiammarli con l’aspirazione attraverso le canzoni, i balli ed il calore dei cuori aperti. I miei discorsi con loro non sono così importanti, dato che le persone hanno difficoltà nel sentire la differenza per mezzo dell’ascolto. Voi potete pensare che la mia conferenza sia la cosa più importante in tutto questo, ma non è così. Le persone hanno bisogno di portare alle loro case un buono stato d’animo da queste riunioni.

Per quanto io lo voglia, non sarò capace di dare loro un buono stato d’animo o l’ispirazione. Tutto questo è “lo spirito senza un’ascesa”. Voi dovete portare il vostro spirito qui. Inoltre, tra le persone, ci saranno molti dei nostri amici con lo stesso “bagaglio”.

La cosa più importante è la sensazione interiore che resterà nelle persone quando andranno via, anche se non è rivestita di parole. Se una persona è incapace di restare tranquilla, significa che il risultato non è stato ottenuto.

Domanda: Li influenzerà questo spiritualmente?

Risposta: Si, poiché nonostante ciò, vogliono unirsi a noi ed essere parte di questo. Questa è la maniera in cui funziona. Ad ogni modo niente passerà dalla mente.
[44909]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.06.2011, Scritti del Rabash)