Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Non cercare gli analgesici, cerca invece il trattamento

Domanda: Continueremmo a soffrire fino alla fine della correzione?

Risposta: La sofferenza è la sensazione di aree incorrette dentro di noi. Appena inizierò a vederle correttamente, non lo considererò più come sofferenza; per il contrario, sentirò gratitudine verso la Luce per mostrarmi qualcosa di me che posso correggere.

Il dolore chiama l’azione. Se io ho una ferita che non fa male, è molto pericoloso perché permetterebbe alla malattia di insidiarsi. Ma se io sento il dolore, la malattia (non la ferita in se) mi costringe a cercare un trattamento.

Ma allora, il dolore fa bene o male? È possibile scollegare un determinato centro nervoso nel tuo cervello e smetterai di sentire dolore. Se la tua gamba va in fiamme, non sentirai nemmeno che ti stai bruciando. Se il tuo braccio rimane incastrato in una macchina, non lo noteresti. Il dolore è l’aiuto che ci fa vedere il difetto! Quindi, dobbiamo vederlo come un mezzo di correzione.
[42336]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2011, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Vivere per il piacere del momento
Laitman blog: Molta sofferenza per un solo motivo

Il mondo intero si unisce a Toronto

Domanda: Come possiamo usare meglio il congresso di Toronto per arrivare al grado della garanzia mutua?

Risposta: Spero che quando andrò a Toronto, faremo insieme dei chiarimenti, studieremo, parleremo e realizzeremo degli eventi tutti uniti, con i nostri studenti di tutto il mondo. Allora potremo saltare al gradino successivo nella nostra divulgazione.

Ho molta speranza nel fatto che tutti i nostri amici dell’America alla fine organizzino la connessione con noi e vengano al congresso, perché dobbiamo capire che il nostro buon futuro è molto vicino e tutto dipende solo da come acceleriamo il tempo.
[53739]

(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.09.2011, “La Nazione”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Venite al Congresso “Noi siamo per il mondo”
Laitman blog: La forza unica dei Congressi di Kabbalah

Conferenza in Miami – 14.09.11

Conferenza in Miami per gli Studenti del Learning Center
Video / Audio

Entrare nel cerchio

Domanda: Che cosa dobbiamo focalizzare per poter rivelare la connessione nel nostro desiderio comune?

Risposta: Tutti devono lottare per visualizzare il gruppo (il mondo e/o per proprio conto) al meglio delle proprie abilità e di entrarci: un luogo senza corpi fisici ma soltanto con desideri con l’aspirazione al Creatore. Una persona vede come questi desideri sono connessi mutuamente all’interno di un sistema, desidera essere con loro, e si sente comunque separato. Sono tutti collegati, mentre lui non lo é.

E allora, nel grado della sua abilità di donare a loro, lui prega e chiede loro di influenzarlo come risposta, e di includerlo, di prenderlo dentro. Quindi, ballando in cerchio, permetti a una persona di entrare dall’esterno: Tu fai posto, e lui si unisce. Questo e quello che significa ricevere supporto dal gruppo.

Dipendendo da quanto forte sia la sua richiesta e da quanto desideri essere incluso nel gruppo, per poter avere la forza, il desiderio e pensieri da esso, e con quanta volontà lui voglia sostituire i propri pensieri e desideri con quelli del gruppo, senza lasciare niente di suo, al punto di annullare se stesso. E se invece di avere i propri pensieri e desideri, lui riceve qualcosa dal gruppo, noi diciamo che ha guadagnato in spiritualità.

Allora, nel gruppo nel quale è entrato, lui brama per ricevere la forza collettiva che riempie e collega loro.

Questa forza vive tra di loro: amore mutuo e connessione. Una persona desidera immergersi nelle forze che legano insieme tutte le parti del desiderio comune. Questo è visto come il suo coinvolgimento in adesione con il Creatore, quando lui riceve la mente e la sensazione di un grado superiore.

Facendo questo, lui non annulla se stesso, ma piuttosto, inizia a sperimentare se stesso come nuovo, nato grazie al fatto di aver annullato se stesso, di aver ricevuto pensieri e desideri del gruppo, raggiunto una connessione, e al suo interno ha sentito una forza vitale, la Luce. Questo significa che adesso, il suo vaso (Kli) e la Luce sono nuovi, spirituali.

Questi sono i primi passi che devi fare.
[43030]

Materiale correlato:

Laitman blog: La formula del Creatore
Laitman blog: Il gruppo interiore, non esteriore

Una domanda sul Kabbalah Center e gli amuleti

Domanda: Ho familiarizzato prima con la Kabbalah attraverso il Kabbalah Center. Ho una collezione di libri dello Zohar tradotti in inglese da Michael Berg. Mi piace la pagina web che lei dirige e ricevo anche le loro mail, ma recentemente ho visto un video nella sua pagina nel quale lei dice “Si fili rossi”. Lei si distingue dal Kabbalah Center di Los Angeles (dei Berg)? E se così fosse, qual è la differenza tra l’informazione che impartisce lei e la loro? Vorrei anche sapere riguardo allo Zohar che ho se lei crede che le interpretazioni di Michael Berg siano precise?

Risposta: Ci sono molte organizzazioni che studiano la Kabbalah. Se studi solo i materiali autentici di Baal HaSulam con l’intenzione di elevarti al di sopra del tuo ego, non per ottenere la salute, il successo negli affari o per predire il futuro, ma per ottenere un’esistenza modesta in questa vita materiale e raggiungere la dazione totale alle persone, sei nel luogo giusto.

In nessuna parte della Kabbalah troverai informazioni sugli amuleti come metodo di correzione dell’egoismo e l’ARI li critica. Come può il denaro comprare il futuro, se tutto l’insegnamento della Kabbalah è sul metodo della correzione dell’egoismo?
[51795]

Materiale correlato:

Laitman blog: La Kabbalah Pratica non fa uso di fili rossi
Laitman blog: Perché ho scritto di Rav Berg e sul Kabbalah Center su questo blog?

Conferenza in New York – 11/12.09.11

Conferenza in NY per gli Studenti del Learning Center, Lezione 1
Video / Audio

Conferenza in NY per gli Studenti del Learning Center, Lezione 2
Video / Audio

Un esame di Kabbalah

Domanda: Quando io leggo i suoi libri, io sento la rivelazione di un mondo nuovo. Tuttavia, appena li chiudo, ricordo soltanto me stesso. Come faccio a rimanere con la sensazione che avevo mentre leggevo?

Risposta: Tu non devi ricordare niente, ma piuttosto dimentica, ed è meraviglioso se lo fai! Dopo tutto, se non dimentichi, agisci in base a quello che ho scritto nei libri, conforme alla mia mente e sentimento. Se leggi molto, rileggi quello che hai già letto e continui a dimenticare, tu accumuli le tue sensazioni interiori. Hai bisogno di fare questo, e questo è il tuo adempimento.

Più dimentichi e meglio é. Una persona deve uscire dalla lezione e non ricordare nulla, poiché la saggezza della Kabbalah non è come altre scienze del nostro mondo che richiedono la memorizzazione. Quando si studia all’università, bisogna ricordare la conoscenza e dopo dimostrarlo in un esame. In Kabbalah, l’esame testimonia quello che ho costruito dentro di me come risultato di quello che ho letto e ascoltato.

Perciò, io raccomando vivamente a tutti di avere un set dei nostri libri. Leggeteli a casa, mentre vi spostate in autobus o in treno, nella pausa pranzo, in qualsiasi occasione abbiate per aprire un libro. Attraverso il libro vi connetterete alla radice spirituale.
[43033]

Versione Audio

Materiale correlato:

Laitman blog: Definire i termini è la chiave per lo studio della Kabbalah
Laitman blog: A cosa pensi mentre stai studiando?

Lasciamoci guidare dalla luce

Domanda: Qual è il significato di “necessità”, della quale dobbiamo sempre interessarci?

Risposta: Una necessità per me è quella di sentire sempre la connessione con la Luce che mi guida come un adulto guida un bambino tenendolo per mano. Questa è la maniera nella quale desidero essere in connessione con la Luce per poter sentire costantemente che mi guida in avanti.

Vi ricordate quando eravate trascinati dalla mano della vostra madre? Lasciamo che la Luce ci conduca nella stessa maniera!
[43062]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.05.2011, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Preghiera e gratitudine
Laitman blog: La mia candela

L’amarezza della disuguaglianza

Domanda: Come possiamo spiegare alla gente il vero significato della giustizia sociale?

Risposta: Insieme alle richieste esterne, la gente sente dentro di sé l’amarezza della disuguaglianza, dell’ingiustizia sociale e nazionale, di diverse differenze. La persona si valuta non per quello che è, ma in comparazione agli altri. Non lo avevamo mai vissuto prima come oggi, ma quando guardiamo gli altri, ci sentiamo male.

Certamente, ci sono persone che vivono davvero “di assegno in assegno” ed il loro livello di vita deve essere elevato immediatamente al livello minimo. Comunque, tutti gli altri squilibri devono essere riempiti principalmente per mezzo dell’unione reciproca.

La “distribuzione giusta” non aiuterà qui, ma aggraverà solamente i conflitti. Qualunque aggiunta a qualcuno può risvegliare rumori e critiche, malcontento e risentimento. Cerca di aumentare i salari in uno dei settori e questo sarà odiato. Anche se non si fa a spese mie ed anche se non si suppone che io ottenga di più, continuo a chiedere perché il denaro è stato dato a loro e non a me.

In quale caso sarò felice del fatto che ad una persona venga dato un aumento di salario? Solo se sono connesso a lei per mezzo di legami. Così, in primo luogo, mi devono insegnare l’attitudine corretta affinché io la prenda in considerazione. Per cominciare, anche prima di arrivare alla garanzia mutua, dobbiamo capire che dipendiamo completamente dagli altri.
[53201]

(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.08.2011, “La Nazione”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Come raggiungere giustizia sociale
Laitman bog: Il movimento della “Garanzia Mutua” acquista slancio

Lascia andare il mio popolo!

Domanda: Fino a dove deve andare l’umanità per rendersi conto che il vero problema è l’ego?

Risposta: Dovremo andare fino alla fine e già vedo che gli economisti cominciano a dire le parole della Kabbalah e comparano il nostro ego ad un tumore cancerogeno.

Qual è il limite che il mondo deve raggiungere prima di arrivare a questa coscienza? Vicino alla completa autodistruzione, poiché è così che funziona il nostro ego. È come la storia del Faraone: immagina una terra grande e bella, una vera oasi nel mezzo del vecchio mondo miserabile, che si rovina completamente dopo le dieci piaghe d’Egitto e l’unica ragione è che il nostro ego testardo insiste nel mantenersi sulla sua posizione.

È incapace di fare altro perché non sente o capisce che c’è una soluzione. Possiamo utilizzare questo esempio per vedere che dobbiamo andare sempre dall’ego e chiedere: “Lascia andare il mio popolo!”.
[52731]

Materiale correlato:

Laitman blog: Il compito principale di uno stato
Laitman blog: Diventare globali internamente