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Il mondo materiale come una garanzia di sicurezza

Domanda: Perchè abbiamo bisogno dei desideri del livello animato se non li corregiamo? Qual è il loro utilizzo?

Risposta: Abbiamo bisogno di questi desideri per esistere fuori dal mondo spirituale e ci danno l’opportunità di salire senza essere dipendenti dal mondo spirituale, senza esserne corrotti.

Questo ci permette di vivere senza “favori spirituali” e decidiamo continuamente se dovremmo unirci o no ai nostri vicini, al gruppo. Alcune volte vogliamo lasciare tutto e andarcene, e ne abbiamo l’opportunità.

Dall’altra parte, se avessimo solamente dei desideri relazionati al gruppo, saremmo simili, diciamo alle formiche. Senza avere altro, vivremmo la vita della società involontariamente, e saremmo ancora nel livello animato, corporeo.

Tuttavia, io vivo nel mio corpo e posso aspirare o no alla spiritualità. Questo mi permette di essere una persona spirituale perché io raggiungo la forma di dazione per conto mio a dispetto del mio naturale e iniziale desiderio. Il Creatore ha creato in me l’inclinazione al male in modo che, una volta sormontata, io possa diventare una persona libera. Io decido se lo voglio oppure no, di mia libera scelta.

Altrimenti potrei vivere nel mondo spirituale, ma nel livello animato. Io sarei “un angelo”, un “animale spirituale” che istintivamente ama tutti quanti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011, La Garanzia Mutua)

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Domande sulla terminologia della Kabbalah e sulla religione

Domanda: Durante le lezioni ti ho sentito molte volte correggere le false percezioni dei tuoi studenti, ed ho anche sentito come nel mio gruppo locale l’intimo significato dei termini “Creatore”, “fede” e “preghiera” e altri ancora vengono rivelati in senso opposto al loro significato legato all’idolatria. Capisco che i Kabbalisti abbiano nascosto secoli fa questa saggezza in questo linguaggio per una precisa ragione, ma perché dobbiamo continuare ancora in questo modo?

Abbiamo passato tutti degli anni a formarci secondo la religione e la società al punto che questi termini sono legati indissolubilmente a delle false immagini. Se il nostro lavoro ha lo scopo di raggiungere la gente, e la velocità della correzione è essenziale, non sarebbe meglio se finalmente abbandonassimo questo linguaggio a doppio senso e parlassimo solamente alla gente usando il linguaggio giusto? Mi sembra di perdere del tempo prezioso senza riuscire a farci capire e confondendo chi ci ascolta.

Risposta: Hai ragione, ed ultimamente il nostro linguaggio sta cambiando, specialmente a causa della necessità di parlare agli uomini che non sono interessati alla Kabbalah della crisi e delle sue cause. Spero che questo ci muoverà verso un linguaggio più comprensibile, allontanando ogni confusione rispetto ai concetti di cui parliamo.

Domanda: Io lavoro nel settore religioso ed è difficile, perché le persone con cui lavoro ogni giorno non si vogliono sviluppare attraverso lo studio della Saggezza della Kabbalah perché credono che sia proibito. In che modo le posso influenzare?

Risposta: Continua a mantenere il silenzio sui tuoi studi!
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Domande sulle proprie relazioni con l’ambiente

Domanda: Negli ultimi tempi ho trovato delle persone che mi dicono che sto facendo male le cose. Sto vivendo la mia vita nella maniera sbagliata. Ho la moglie sbagliata. Il mio modo di vedere la vita è sbagliato, e altre cose sono sbagliate.

Nel gruppo gli amici mi dicono “come stanno le cose”, come se loro “conoscessero” il Creatore, come se fossero ad un livello superiore. Vedo che le persone si rivolgono a me senza rispetto per come io sono e per il contributo che do. Cerco di incontrare con rispetto le persone intorno a me e ascolto quello che hanno da dire, ed io non dico loro che stanno vivendo le loro vite nella maniera sbagliata.

Sono veramente turbato per questo e non so come riesco a sopravvivere ancora in questo mondo freddo. È solo il mio ego che mi mostra la sua faccia? Se così fosse, come posso correggerlo? (Ho urlato la mia domanda al Creatore, ma non ho ricevuto una risposta che io sia stato in grado di comprendere).

Risposta: Tutto questo è il Creatore che ti protegge dal tuo orgoglio. Sii d’accordo con tutti.

Domanda: Sono uno studente di Bnei Baruch e credo di comprendere tutti i concetti di questo blog. Tuttavia, tutti i miei tentativi di esprimere questi concetti alle persone vicine a me ma estranee alla Kabbalah, trovano diversi livelli di resistenza, del tipo “questa è un’utopia” a sfoghi di rabbia aggressivi con parole che non voglio ripetere qui.

Che cosa mi consiglia, oltre a migliorare la mia comprensione della Kabbalah e l’intenzione di raggiungere l’adesione al Creatore?

Risposta: Smetti di parlare e studia.
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Al Congresso con un cuore ardente

Domanda: Come possiamo, in maniera pratica, unire le nostre scintille al congresso di Dicembre?

Risposta: Dovreste arrivare al congresso con le scintille già unite, la preparazione ci propone questo.

Perché andrò al congresso? Evocherò l’unità interiore con gli altri attraverso diverse azioni esterne, per essere incluso in quel vaso spirituale nel quale tutti noi stiamo aspettando la rivelazione del Creatore. Tutta la nostra preparazione è diretta all’unione di queste parti.

Tutti i miei desideri e pensieri sono diretti allo scopo, alla rivelazione del mondo spirituale, il grado superiore, l’eternità e la perfezione, qualcosa di grande e sconfinato. Devo selezionare tutte le mie speranze e portarle verso l’unità con gli altri. Solo avendo unito tutti insieme il nostro desiderio ad un grado più alto, sentiremo il vaso comune che è stato creato da questi impulsi individuali e dalla Luce che li riempie.

La preparazione è arrivare al congresso con dentro il desiderio già formato, chiarito ed ardente.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.11.2011, “Matan Torah (La Dazione della Torah)”

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Domande sul gruppo Bnei Baruch e la Kabbalah in inglese

Domanda: Molto spesso nelle lezioni si menziona che ora Bnei Baruch è il più potente gruppo nel mondo. La mia domanda è: Che cosa significa “il gruppo più potente”? Uno studente può scegliere un gruppo? E se può, cosa deve fare?

Risposta: Nel loro impatto sul mondo, il gruppo mondiale Bnei Baruch è una potente organizzazione educativa, sia in termini di quantità dei suoi membri sia sull’influenza dello sviluppo umano.

Domanda: Ho fatto qualche ricerca, quindi sarebbe così gentile da rispondere alle seguenti domande: gli autori principali dei libri di Kabbalah in inglese sono: 1. Eliphas Levi, 2. MacGregor Mathers, 3. H.P. Blavatsky e 4. AE Waite. Questi sono intrinsecamente uomini di sfondi discutibili. Come posso fidarmi di questo materiale?

In secondo luogo vedo che non è mai stata trovata nessuna copia de “Lo Zohar” da prima del Medioevo. Come mai questo?

Risposta: Questi autori non sono Kabbalisti, cioè, non hanno raggiunto la rivelazione del Creatore e descrivono solo le proprie visioni. Le masse scoprirono Lo Zohar nel Medioevo, perché in precedenza si era tramandato solo di Kabbalista in Kabbalista. Lo Zohar è stato rivelato perché la vedova del Kabbalista Moshe de Leon, per mancanza di mezzi, ha cominciato a vendere i suoi libri, tra cui Lo Zohar. Baal HaSulam scrive su questo nel “L’introduzione al libro dello Zohar“.

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Domande sull’ego, la divulgazione, la depressione ed i teenager

Domanda: Ho capito che nel nostro mondo ci sono delle leggi e delle forze. Quale legge o forza mi impedisce di raggiungere la dazione e perché? Come posso cambiare questo dentro me?

Risposta: Il tuo egoismo ti trattiene da questo scopo ma può essere domato solo da una forza esterna che agisca solo quando studi, comunichi con gente simile a te ed insegni agli altri, perché la forza della correzione è nascosta tra noi.

Domanda: Se il 99% dell’umanità non può cambiare niente da solo, esattamente cosa stiamo cercando di cambiare in loro con i nostri sforzi per la divulgazione?

Risposta: Noi, l’1%, dovremmo correggerci attraverso l’unione nel gruppo, ed attraverso la forza della nostra unità (Arvut) uniamo tutto quel 99% che è fuori dal gruppo. Vedi “L’Introduzione al Libro dello Zohar”, articoli 70-71.

Domanda: Può essere depresso un uomo o una donna che studia e divulga la Kabbalah ed è nel nostro ambiente? Se così fosse, quale ne è la ragione? Possono studiare la Kabbalah le persone che hanno una tendenza ereditaria e genetica alla depressione o alle manie?

Risposta: Nel nostro tempo, la depressione è il fenomeno più comune, e la sua cura è un coinvolgimento maggiore nelle attività del gruppo.

Domanda: A casa ho tre teenager che si rifiutano assolutamente di ascoltare la saggezza della Kabbalah. Come e quando posso parlare loro di questo argomento?

Risposta: Non parlare della Kabbalah finché non cresceranno e desidereranno ascoltarla da soli.
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Il supporto delle donne

Domanda: Questo fine settimana si terrà un congresso nel deserto di Arava al quale assisteranno per unirsi centinaia di uomini d’Israele, per cristallizzare la forza interiore della garanzia mutua tra di noi e per diventare il nucleo nell’unificazione nel congresso di dicembre. Come possiamo farlo?

Risposta: C’è bisogno di un nucleo speciale nel quale tutti i punti si possano unire come uno. Questo punto è circondato da una parte più passiva, le donne di Bnei Baruch, e il mondo esteriore è il cerchio più ampio.

All’interno tutti i nostri amici del mondo intero si fondono insieme. Perché gli uomini? Perché questa è la natura della creazione: sono loro ad aver bisogno di correzione per raggiungere l’amore e l’unità, mentre le donne raggiungono questo in maniera differente. Poi, quando raggiungiamo lo stato desiderato, saremo capaci di passarlo agli altri.

Domanda: Come possono le donne essere di supporto  agli uomini in questo congresso?

Risposta: Loro devono pensare al nostro successo. Noi abbiamo bisogno di questo supporto senza il quale avremmo dei tempi molto duri. È esattamente come: “I figli d’Israele sono usciti dall’Egitto in virtù delle donne giuste”.

Le donne sono una parte molto potente del sistema comune e il loro supporto è semplicemente indispensabile. Quando una donna si preoccupa di un uomo, questo trasmette a lui molta forza, un grande impeto per realizzare i desideri agognati da lei. Senza il supporto delle donne non avremmo successo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “L’Arvut (La Garanzia Mutua)“)

Il congresso di Arava è una disconnessione programmata da tutti i disturbi

Domanda: A cosa serve l’isolamento del gruppo al congresso nel deserto di Arava?

Risposta: Ci riuniremo qui per gettare le basi di una nuova società, il cui scopo sia quello di raggiungere l’adesione al Creatore. Al fine di riuscirci, dobbiamo raggiungere l’adesione tra di noi, e per riuscire in questo, dobbiamo unirci, disconnetterci da tutti i disturbi che arrivano dal mondo esterno. Infatti siamo piccoli e ci dobbiamo dare forza a vicenda, e non dobbiamo lasciare che il mondo interferisca con quello che stiamo facendo. Questa è la ragione per cui andremo nel deserto.

In passato certi gruppi di Kabbalisti prendevano delle misure molto più straordinarie per isolarsi dall’ambiente esterno. L’uomo deve concedersi più di libertà da questo mondo confuso e insensato per raccogliersi un po’ di più in se stesso e capire quale sia il suo destino.

Nel turbine della vita, frastornati dal baccano delle radio e delle televisioni, non possiamo far emergere la voce sottile della nostra anima o raggiungere una labile ispirazione interiore. Il fatto è che non abbiamo l’energia per farlo. Anche i Kabbalisti, che hanno vissuto centinaia e migliaia di anni fa in un mondo completamente diverso, che non conoscevano le “meraviglie” dei mezzi di comunicazione, si isolavano, togliendosi dal loro ambiente abituale, addirittura “andavano in esilio”, lasciando le loro case senza portarsi dietro niente; vagavano per anni e tiravano avanti con quel che riuscivano a guadagnarsi per mangiare.

Noi non sappiamo nemmeno cosa stiamo perdendo nel mondo moderno, che ci subissa e ci insudicia con la sua sporcizia. Vogliamo ottenere qualcosa di meraviglioso? Se lo vogliamo, allora quali sforzi stiamo facendo per scappare da queste bassezze?

Varrebbe la pena trovare il tempo per questo genere di isolamento, durante il quale sentiremo solamente le nostre forze, senza i disturbi del mondo esterno. Prendiamoci un giorno nella vita per sentire che siamo noi invece di sentire chi sono loro, questi disturbi.

Ovviamente non costringiamo nessuno a partecipare e non facciamo una lista di chi verrà e di chi no. Non spuntiamo elenchi per il futuro. Chi non vuole o non può venire, non lo faccia. In questo senso, tutto è lasciato alla libertà individuale. Però, se un uomo viene, deve partecipare alle iniziative che il gruppo ha stabilito per aiutarci a staccarci da tutto, per sentire solamente noi stessi.

Non desiderate delle volte essere soli con voi stessi? Questo è anche il modo in cui il gruppo vuole essere solo con se stesso, per sentirsi. Entriamo in una stanza, chiudiamo la porta e restiamo con i nostri pensieri. Ed è così che vogliamo fare. In realtà, questa è un’idea chiara e comunemente accettata. Ma per noi non è solamente un minuto di riposo, ma un distacco dal “livello delle donne e dei bambini” per ascendere al “livello degli uomini”.

Nell’articolo “L’importanza del gruppo” il Rabash scrive: “Quando un uomo lavora lungo il cammino della verità, ha bisogno di isolarsi dagli altri uomini. Infatti il cammino della verità richiede una certa forza di carattere perché va contro il pensiero comune. Le opinioni del mondo sono costruite sulla conoscenza e la ricezione, mentre le opinioni della Torah sono costruite sulla fede e sulla dazione. Se un uomo è distratto, allora si dimentica subito di tutto il lavoro del cammino della verità e cade nel mondo dell’amore per se stesso. Solamente nel gruppo gli amici si aiutano a vicenda, e perciò ogni uomo riceve dal gruppo la forza per combattere le opinioni comunemente accettate”.

Il mondo superiore è il nostro mondo interiore. Dobbiamo spostare la nostra osservazione dall’esterno all’interno. Perciò, con l’aiuto degli amici, proveremo ad entrare in noi stessi, a guardarci dentro, per acquisire una saggezza profonda, per raggiungere l’intimo significato della Torah. Non c’è altra scelta e ne abbiamo bisogno.

Un uomo deve essere costantemente immerso nella sua interiorità, penetrare nelle sue profondità, ed è proprio qui che rivelerà il vero mondo. Il mondo esterno ci confonde di proposito in mondo che attraverso i conflitti e la resistenza, costruiremo la nostra strada puntando all’esterno. La nostra lotta consiste nel penetrare sempre più nel profondo la realtà del mondo che abbiamo davanti ai nostri occhi, e che ci spinge verso l’esterno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “Arvut (Garanzia Mutua”)

Non perderti la Luce!

Domanda: Qual è il peso spirituale del congresso di dicembre? A quanti anni di studio equivale?

Risposta: Penso che nel prossimo anno non ci sia niente di simile. In quest’anno così importante, e direi decisivo, vedremo come il mondo si girerà verso l’unità e la connessione. Questi saranno solamente i passi preliminari, ma dobbiamo essere forti e ben preparati e il congresso dovrebbe fornirci questo.

Non si tratta solamente di fare un balzo in avanti, che altrimenti ci prenderebbe diciamo sei mesi. Se non ci connettiamo durante il congresso, non saremo capaci di svolgere il nostro compito. Il sistema di connessione che creiamo durante questi tre giorni dell’evento sono di estrema importanza per noi.

L’uomo può anche non studiare con noi quotidianamente, ma se perde il congresso e la sua preparazione si perderà i “mattoni di costruzione” di cui il vaso spirituale è costruito. Non si tratta della “saggezza” che sentiamo durante le lezioni, ma che adesso stiamo costantemente lavorando con la Luce che riforma.

Quindi vi avverto: non permettetevi di perdere le lezioni. Non è solamente lo studio. Sono momenti veramente preziosi durante i quali la Luce ci influenza effettivamente, in maniera molto più realista e intensa di prima.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.10.2011, “La Pace nel mondo”)

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Il vero lavoro è interiore

Domanda: Studio la Kabbalah da alcuni anni e per me è diventato chiaro che quello che importa di più è il mio lavoro interiore. Tuttavia mi sembra ancora di non capire realmente di cosa si tratti. Potrebbe spiegare più dettagliatamente che cos’è il lavoro interiore?

Risposta: Il mio lavoro interiore è cercare il più possibile di unirmi al lavoro interiore collettivo, di creare un vaso per la ricezione della Luce. La fine di un’azione è nel suo pensiero iniziale. Prima anelo allo stato nel quale io rivelo il Creatore. Che cos’è questo stato? È lo stato nel quale si uniscono diversi punti nel cuore. Se con questi punti nel cuore creo il giusto sistema unificato in cui risiede il potere della dazione, vi scoprirò la forza chiamata il “Creatore”. Scoprirò Lui in base al livello della nostra unione.

Il nostro lavoro interiore quindi è basato sull’unità, sulla garanzia mutua. È detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso, è la vera regola della Torah”. Una regola (Klal) che contiene tutta la Luce. Questa è l’unica cosa di cui ho bisogno, ed è per questo che vi sono concentrato.

Cerco di fare diverse cose che portino all’unione dei punti nel cuore. Cerco delle opportunità per unirmi e per risvegliare gli amici verso questo obiettivo. Mi interesso affinché tutti siano nella stessa intenzione, pensiero, sull’essere ispirati e connessi in modo che questo fuoco tra di noi possa ardere. Allora lì riveleremo il Creatore.

La Sua rivelazione è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno. L’essenza dell’intera saggezza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore agli esseri creati in questo mondo.
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(Dalla 2° lezione del congresso in Arava del 28.10.2011)

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