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Ma dove sei vero uomo?

Domanda: Hai detto che durante il periodo della preparazione un uomo diventa un uomo, ed una donna diventa una donna. Cosa significa essere un uomo fatto? E come appare?

Risposta: Vedo molti pochi uomini nella nostra società. Le donne sono più naturali e vicine alla natura, ma non alla natura integrale.

Ed entrambi non hanno una comprensione sufficiente della psicologia, della tecnica del prendere le decisioni nella società integrale, di salire al di sopra di se stessi, dell’auto controllo. Non mi sto riferendo al controllo tipo quello che si ottiene sopprimendo se stessi ma all’auto-controllo in nome dell’unità, in nome dello scopo ultimo per cui ci si collega agli altri.

Queste sono lezioni pratiche molto importanti, penso che richiederanno molto tempo. Queste lezioni teoriche sono semplici, anche se la teoria di base è studiata assieme alla pratica.

Tratteremo su come dividere i nostri corsi, in quale forma, quali parti, per quanto tempo tenere i corsi, come funziona il loro processo, il loro curriculum, e quando un corso termina ed un altro inizia o se sono paralleli.

Abbiamo lavorato in linea di principio su questo sistema per molto tempo, e naturalmente questo si svilupperà di più mano a mano che ampie cerchie della società ci si assoceranno. Ma qui dobbiamo dare alle persone un’educazione molto generale.
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(Tratto dal “Discorso sull’Educazione Integrale”)

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Causa, destino e conseguenza

Domanda: È possibile dare una definizione moderna alla nozione di religione? Dopo tutto, il calcio e la pallacanestro possono affascinare le persone nella stessa maniera.

Risposta: No, quello non è religione per niente. “Religione” è qualche cosa che risponde alle mie domande sul significato della vita, su ricompensa e punizione.

Supponiamo che io viva una vita regolare di settant’anni dalla nascita alla morte. Inoltre io mi pongo delle domande sulla causa e l’esito della mia vita, sul mio destino. In altre parole, io voglio raggiungere quello che esiste sopra di me, quello che non può essere rivelato attraverso sensazioni regolari.

Il calcio non risponde a queste domande. Mi permette unicamente di riempire in qualche maniera la mia esistenza di settant’anni, insieme ad altri piaceri come cibo, sesso, famiglia, denaro, rispetto e conoscenza. Tuttavia, io voglio elevarmi sopra queste cose.

Io comprendo che servono per confondermi e rendermi “sordo”. Io non voglio andare in profondità in questa melma più di quanto le necessità della mia vita richiedano. Non importa, io uso solamente il cibo, il sesso, la famiglia, i soldi, il rispetto, la conoscenza, l’invidia e le passioni per poter rivelare l’essenza.

Questo è il tipo di attitudine che dovrei adottare verso la vita. Quello che deve importarmi sono la causa, il destino e la conseguenza e non quello che si trova sotto di esse.

Naturalmente, adesso traiamo soddisfazione dai piaceri corporali in quel lasso di vita tra la nascita e la morte. È per questo motivo che i mass media danno forma all’opinion sociale, anche se, chi sono, in essenza? Che cosa capiscono? Vediamo i risultati delle loro azioni sotto i nostri occhi. Tuttavia, al pubblico non interessa chi dia forma alle loro opinioni. Lasciamolo fare ala calcio.

Per lo meno questo è il minore dei mali. I mass media addormentano le masse e gli alimentano con cibi sostitutivi. Ad esempio, Internet è un sedativo reale con molti benefici. Le persone perderebbero la testa senza di esso poiché non sanno applicarsi. Le persone battono la tastiera, chattano con gli amici virtuali e fanno ricerche senza senso nella rete mentre l’orologio cammina e la morte si avvicina. Immagina che cosa faremmo oggi senza Internet.

Tuttavia, quando una persona si eleva alle domande sul significato della vita, lui inizia a pensare a che cosa serva questa vita. Lui vuole sapere perché ha iniziato la ricerca, per quale motivo vive, perché gli è stata data l’opportunità per un’analisi, chi ha stabilito questo, e quale sarà il risultato. Questa persona non è solamente curiosa; sta ricercando lo scopo. Tutto questo risiede sotto la nozione di “religione”.

Questo non si riferisce a filosofie e fantasie, ma alla più alta valutazione delle nostre vite, una valutazione che ha luogo in vasi sopra il nostro corpo. Sono questi vasi he dobbiamo sviluppare, nuovi vasi dove è realmente possibile studiare causa, destino e conseguenza.

Tutto questo è programmato in me fin dall’inizio. Mi è stata data solamente una piccola scintilla che io devo ingrandire per aprirmi. Come faccio questo? Lo faccio attraverso un ambiente unito, il gruppo che mi tirerà in su con la sua influenza.


Quando io sono tra gli amici, io faccio crescere gradualmente dentro dei nuovi vasi che sono diversi da qualsiasi altra cosa che io abbia sperimentato nel nostro mondo. Questi vasi non sono contro il mondo che rimane com’era. Il mio corpo animale con i suoi cinque sensi non cambia.

Allo stesso tempo io mi sviluppo in un ambiente spirituale e manifesto cinque nuovi sensi insieme ai miei amici. Sono chiamati ZHB-ZON nel linguaggio della Kabbalah. Io scopro la “religione” in essi: la forza superiore come origine, il suo programma, e lo scopo di questo programma.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.11.2011, “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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Non ci sono fermate lungo la via

Domanda: Che cos’è la “fermata sulla via” che simboleggia Hanukkah?

Risposta: Nel mondo spirituale non ci sono le “fermate” che noi conosciamo. Non è che sei libero dal lavoro spirituale e puoi tornare a casa. Il significato di “una fermata” è che ora abbiamo acquisito l’attributo di Bina e di conseguenza dobbiamo fare un cambiamento. Abbiamo sollevato Malchut a Bina e qui arriva Hanukkah.

Ora iniziamo a fare un cambiamento, per abbassare Bina a Malchut, per lavorare con i vasi di ricezione (AHP), quindi lavoriamo con un crescente desiderio di ricevere fino a quando si scende ai suoi livelli più profondi. La salita di Malchut a Bina viene chiamata “la guerra dei Maccabei” (dare con lo scopo di dare) e la discesa di Bina a Malchut è chiamata Purim (ricevere con lo scopo di dare).
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L’inizio dell’illuminazione

Domanda: So di mia esperienza che un uomo è pronto allo studio se gli viene spiegato il motivo per cui bisogno di farlo. Allora perché c’è il bisogno di fare un corso sull’evoluzione dell’egoismo?

Risposta: Da questo corso l’uomo conoscerà non solo l’inizio, ma anche la fine di tutta la catena in cui vede di esistere; vedrà dove si dirige tutto questo e su questa base potrà prendere le decisioni corrette che riguardano tutti i suoi stati personali.

Commento: Diciamo per esempio che sto imparando come sono stati formati i pianeti. In quale maniera sono in relazione con la mia vita?

Risposta: È una parte della vista totale del mondo, che eleva leggermente l’uomo dalla sua parte animale. Quando guarda se stesso indietro di duemila anni, e quando guarda in avanti di dieci o perfino cento anni, inizia a vedere questo lasso di tempo infinito in cui praticamente esiste come un piccolo e debole elemento dipendente. Ed è qui che sorge la domanda: “Chi sono io?”

Quando vede la sua condizione pietosa in quest’asse di tempo, può iniziare ad elevarsi verso un nuovo stato nel quale sentirà: “Tutto questo si trova sotto di me, posso controllare tutto, infatti mi trovo in uno stato superiore e posso uscire dai limiti del tempo, spazio e dalla storia”. Questo è l’inizio dell’illuminazione che apparirà in lui.
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(Dal “Discorso sull’educazione integrale” del 12.12.2011)

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Paura delle altezze

Domanda: Quando si desidera connettersi agli altri, ma si ha paura di perdere se stessi, come è possibile superare questa paura?

Risposta: È proprio quello che succede. Il Baal HaSulam ha scritto che l’uomo è spaventato dal momento che gli sembra di scompare da questo mondo e di lasciare  la sua famiglia e i suoi amici. Questa è la difficoltà nel lavoro del Creatore.

Questa è esattamente la sensazione che dobbiamo sperimentare, e dobbiamo ricevere con gioia il punto di distacco dall’auto-preoccupazione, ed è in particolare da questi punti che costruiamo la nostra identità. L’identità di ogni uomo è composta da quegli stessi punti di distacco. Questo è un esempio fisiologico della devozione totale.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2012, Gli Scritti di Rabash)

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Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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Nello studio l’età di un uomo non è un ostacolo

Domanda: Ci sono diverse fasi per l’insegnamento infantile a seconda dell’età dei bambini: sino a tre anni, da tre a sei, da sei a nove. Vi sono fasi simili anche per gli adulti?

Risposta: Ci sono vari step, ma non sono legati all’età. Lo sviluppo dell’uomo diventa indipendente dall’età da quando raggiunge la maturità intorno ai 18-20 anni; questo dipenderà solo sull’interiorizzazione del materiale, sia nella teoria che nella pratica.

Lo osserviamo nei nostri corsi in cui partecipano uomini e donne di 20-25 anni assieme ad altri più anziani, al punto che potrebbero essere non solo i loro genitori ma anche i loro nonni. Si confrontano in discussioni vivaci al punto che la distanza di età tra di loro diventa assolutamente irrilevante, questo perché parlano di argomenti completamente nuovi ed addirittura improvvisi per le loro relazioni personali, familiari e sociali.

E’ molto interessante osservare quanto siano indipendenti dall’età le domande poste durante le lezioni o le conferenze, lo stesso vale per il modo in cui ciascuno partecipa alla discussione. Ma l’anzianità ha un’importanza per via del fatto che l’esperienza è stata ottenuta gradualmente negli anni.

Durante quel periodo l’uomo dovrebbe essere guidato. Sempre più persone arrivano ai gruppi, che poi si collegano. Anche i gruppi separati degli uomini e delle donne si collegheranno, e a guisa di un unico gruppo si collegheranno al gruppo dei bambini per poi dividersi ancora.

Dobbiamo “miscelare” la società degli studenti così da essere poi pronti a capire correttamente i diversi stadi nella vita e che imparino a gestirli: le reazioni reciproche al lavoro, con i superiori, con i sottoposti, con i vicini, con le persone che potrebbero dimostrarsi fastidiose o al contrario piacevoli, come con i parenti verso i quali ci si sente obbligati. Perciò, tra le persone inizierà una certa trasformazione  nelle relazioni.

Dobbiamo parlare di tutto questo e discutere questi argomenti, l’uomo dovrebbe sperimentarli e viverli come se si “vestisse” della vita delle altre persone, confrontandosi con loro e, di conseguenza, connettendosi in un’unico insieme.

Perciò dentro l’uomo saranno vissute molte scene, e in questo processo sono molto d’aiuto i video film e le discussioni.

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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12.12.2011)

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Imparare a capire il linguaggio della Natura

Domanda: Non c’è punizione nel sistema dell’educazione integrale dei bambini. Noi ci uniamo al bambino e parliamo alla sua parte “umana”: “Guardiamo cosa ha fatto l’egoismo con voi, con noi”. In altre parole accentuiamo la divisione tra l’uomo e l’egoismo. Si può fare questo con gli adulti?

Risposta: io vorrei dire che c’è bisogno che si faccia in una maniera più intensa. La parola chiave qui è intensa, cioè che metti in rilievo la sua importanza.

Noi giochiamo con un bambino perché abbiamo bisogno di essere gentili con lui, poiché non è ancora sviluppato e non è capace di vedere se stesso dall’esterno. Per ora percepisce solo il suo “Io” e nient’altro, non nota il resto.

Ad una certa età diventa capace di distinguere le categorie “dell’Io interno” e “dell’Io esterno”, le altre persone e le nostre relazioni. Ci sono cambiamenti repentini, periodi di transizione, come a due anni, tre anni, dai cinque ai sei anni, a dodici anni e così via. I processi si accumulano nell’uomo e nella fase successiva cambia la sua visione del mondo, comincia a vedere e a capire il mondo in una maniera un po’ diversa.

Con gli adulti accade perché si adattano alla percezione del nuovo sistema. Questo include la conoscenza integrale, la comprensione che tutto intorno a loro è interconnesso, e l’inclusione in questo sistema, il gruppo, in cui devi cominciare gradualmente a percepire te stesso e gli altri come un insieme comune, un team dal quale non puoi scappare. È come se ti trovassi in una piccola barca in un mare grosso e la tua salvezza dipendesse dalla tua interazione: se ti preoccupi, il mare si agiterà, se resti calmo, il mare sarà calmo.

Ne risulta che la natura gioca con noi in questo modo, quando desidera spostarci verso lo stato successivo, e causa una tempesta. Poi noi cambiamo gradualmente contro il nostro volere, ma  non ci salveremo in altro modo.

Abbiamo bisogno di imparare a capire questo linguaggio della natura, di cominciare a percepirlo e  a parlarci, in altre parole, di vederla, e poi saremo davvero capaci di controllarla.

Una volta che saremo capaci di controllare il grado della connessione integrale tra noi, vedremo come influenza la natura: il numero di uragani, i terremoti, gli tsunami, le differenti condizioni naturali, le rivoluzioni e le insurrezioni e tutto quello che potrebbe mai succedere tra noi e nelle nostre vite private. Ci sarà una diretta ed immediata interazione tra tutto questo, una connessione diretta con la qualità delle nostre relazioni. È molto importante per l’uomo trovare e sentire quest’interazione perché poi comincerà a vedere come parla con la natura e come la influenza.

Oggi ne abbiamo già un’idea perché ci sono molte teorie (e solo teorie) sull’interconnessione, sull’influenza della natura sull’uomo, e in misura minore sull’influenza dell’uomo sulla natura.

Il risultato del nostro sistema integrale educativo deve consistere di gruppi di persone che sentono davvero la reazione corrispondente della natura come una conseguenza del loro più o meno  comportamento corretto. Questo corteggiamento bilaterale con la natura, “tu per me, io per te” quando tu sei “noi” in relazione con lei, eleva l’uomo al prossimo livello di percezione del mondo, nel quale l’uomo esiste davvero e comincia a percepire le forze interne della natura, il motore dell’evoluzione, dove ci porta e cosa vuole la natura.

Noi all’improvviso vi riveliamo delle cose che non avremmo mai immaginato. Non è un’espressione di capacità speciali come quelle di Wolf Messing, Baba Vanga o altri profeti. Questo è davvero un livello di contemplazione interiore, quando l’uomo comincia a raggiungere il piano della natura e a capire che niente è stato creato e si evolve senza una ragione. Tutto ha un programma specifico e molto preciso e noi ci sviluppiamo in base a questo programma e siamo capaci di parteciparvi attivamente.

Questo ci eleva al livello successivo dell’esistenza, nel quale non siamo più delle parti cieche ed impotenti della natura che realizzano i loro istinti interiori, ma diventiamo esseri razionali ed onnipotenti.

Se riusciamo ad influenzare la natura in diversi modi con la nostra interazione reciproca attraverso una maggiore o minore connessione tra noi, saremo capaci di fare tutto! Con una più grande interazione tra noi, possiamo elevarci più in alto della velocità della luce. Non ci sono limiti e  possiamo andare praticamente al di là delle barriere delle leggi della natura che adesso osserviamo, ed elevarci allo stesso livello della natura.
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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12 dicembre 2011)

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Tutto il mondo è sulle mie spalle

Domanda: Come posso sentire che tutto tutto il mondo è sulle mie spalle?

Risposta: Non possiamo ottenere quello che sogniamo senza un vaso o un desiderio. Nel nostro mondo possiamo ricevere delle cose persino senza avere un desiderio molto grande, ovvero in virtù delle azioni che possiamo fare anche senza avere un desiderio.

Ma nella spiritualità non ci sono mezzi come nel nostro mondo, perché lì il desiderio in sé è l’azione, quindi possiamo spostarci verso la spiritualità solo a condizione che le nostre azioni diventino avanzino costantemente ed evochino una crescita dei nostri desideri.

È un fatto conosciuto che se un uomo deve investire degli sforzi in qualcosa, come la cura del proprio figlio o di un animale, o fare qualcosa solo per guadagnare dei soldi, allora comincia gradualmente a valutare in cosa si sta investendo. Allora i suoi pensieri e desideri saranno focalizzati su questo, e in questo modo, possiamo elevare i nostri desideri e pensieri in virtù di azioni che all’inizio non hanno neppure la giusta intenzione, ed allenarci ad avere dei nuovi pensieri e desideri.

Queste speciali opportunità vengono fornite dal nostro mondo, dal nostro stato, nel quale al di là del desiderio e del pensiero ci sono anche delle azioni materiali che possiamo fare a causa di reazioni indirette materiali: per il gusto dei soldi, del rispetto, della conoscenza e del potere, e quindi possiamo sviluppare dei nuovi desideri attraverso di essi.

In questo modo, le azioni influenzano i pensieri in misura tale che posso sentire come se tutto il mondo sia davvero sulle mie spalle!

Se devo raggiungere un desiderio perfetto, allora devo sperimentare la paura e preoccuparmi di tutto il mondo. Questa è già chiamata elevazione nella dazione. Questo perché non sono preoccupato di questo mondo a causa del fatto che il mio benessere dipende da esso, ma voglio raggiungere la qualità della dazione e con essa dare al Creatore.

Noi dobbiamo realizzare questo in virtù delle azioni, spendendo continuamente i nostri sforzi attraverso i nostri amici ed insieme a loro nel grande mondo. Questo lavoro apre il nostro desiderio ad essere connesso al mondo perché investiamo noi stessi in esso. Comincio a capire meglio ed a sentire questi desideri esterni e questo mi da nuove forze ed ispirazioni. È così che l’azione governa il desiderio.

Quando ricevo dei nuovi desideri, devo solo incrementarli e questo è già facile. Posso farlo con l’aiuto degli amici, dell’ambiente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2011, Shamati 189)

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La psicologia dell’altruismo

Domanda: come possiamo evitare il pericolo del nostro egoismo e cambiare il suo chiarimento in psicologia?

Risposta: non c’è niente di male nella psicologia! Infatti, la Kabbalah è una psicologia spirituale interiore. La psicologia di questo mondo è egoistica per natura, essa investiga l’egoismo umano.

Ma c’è un altro tipo di psicologia che si concentra sullo studio di quelli che si sforzano di sviluppare le proprietà della dazione in loro, quelli che imparano a lavorare nella dazione e vedono la realtà attraverso questa qualità piuttosto che attraverso la proprietà della ricezione. Questo tipo di psicologia è chiamato saggezza della Kabbalah. Questa è la sola differenza tra questi due tipi di psicologia.

La psicologia di questo mondo studia le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il proprio beneficio. La saggezza della Kabbalah esplora le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il bene della dazione.

La psicologia spirituale ci porta allo studio di noi stessi. Gli strumenti che ci permettono di ricevere l’amore per il Creatore sono i seguenti: il nostro desiderio di essere felici, il nostro intelletto ed il cuore, il gruppo, lo scopo della creazione, la nostra connessione con il gruppo e la garanzia mutua tra noi. In accordo allo scopo che è stato sistemato per noi, studiamo la Kabbalah piuttosto che la psicologia comune.

Può sembrare essere psicologia, ma in verità, è una revisione di noi stessi. Il materiale che studiamo sono i nostri sensi e il desiderio di provare piacere. Questo è un soggetto della psicologia, dato che il suo scopo è di insegnarci a sentirci meglio.

Le altre scienze, come la fisica e la chimica seguono altri e più astratti scopi. In realtà, li sviluppiamo solo per cominciare a sentirci meglio. Noi siamo incapaci di fare il minimo movimento in questo mondo che persegua uno scopo alternativo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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