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Sarà così

Domanda: Cosa la rende così sicuro che l’educazione integrale aiuterà le persone ad unirsi correttamente? Sembra piuttosto irreale.

Risposta: Io agisco in base alla premessa di una sola cosa: la Natura ci forzerà verso di lei ed attraverso i nostri sforzi, noi vogliamo realizzare questo prima che ci siano grandi perdite. Noi desideriamo il bene delle persone e vogliamo che raggiungano lo scopo che la natura ci presenta in modo gentile. Noi dobbiamo arrivare a questo scopo non sotto la grande pressione della natura, non sotto l’influenza di enormi problemi ecologici, della guerra mondiale e così via, ma con poche perdite o persino senza sofferenza. Questo dipende da quanto capiamo che non abbiamo altra scelta.

Io credo nella vittoria di quest’idea (se posso usare delle parole così grandi) perché essa proviene dalla natura, non dalla gente; ma in ogni caso, la natura ci forzerà a farlo. Quindi, noi dovremmo usare la nostra mente per ammorbidire le forze dell’evoluzione che ci spingono in avanti ed allora raggiungeremo lo scopo della natura più tranquillamente. Dopotutto, è meglio fare un dolce atterraggio su una nuova piattaforma integrale di armonia. Spero che sarà così.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” 4, del 13.12.2011)

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Lascia a casa il tuo “Io”

Domanda: Vorrei prepararmi al lavoro del Congresso nel deserto di Arava nel miglior modo possibile. Come dovremmo agire dall’interno per raggiungere il successo?

Risposta: Questo è difficile. Devo costantemente condurre un’analisi, porre domande e cercare le relative risposte, scendere e salire, e devo risolvere tutti i problemi solo unendomi agli amici. In questo modo voglio costruire un esempio per tutti.

Il successo è impossibile per una sola persona perché deve essere acquisito da tutti insieme, e ciò significa che mi preoccupo solo del desiderio comune. Ciò che è importante non è quello che sento, ma cosa noi stiamo sentendo. Non sono io ciò che sorge sopra qualcosa e rivela qualcosa, ma siamo noi ad ascendere e a rivelarlo. Esiste sempre il noi, mentre l’io non esiste affatto. Io voglio vivere in questa “zuppa”. La parola “Io” e la sensazione di sé stesso devono essere lasciate a casa.

Per di più, il noi non è solo un raduno di amici o di un’ “unità di forze speciali.” Tutti questi sono giocattoli, in realtà, “noi” è un’anima. Il fatto è che non abbiamo delle parti che si uniscono una con l’altra; ma ognuno in essa è fuso insieme all’interno di uno, e questo non ha alcun rapporto con ciò che siamo oggi ma è una nuova creatura che è stata appena creata.

Dopo tutto l’essenza spirituale che vogliamo formare prima non esisteva . In precedenza c’era solo una Reshimo rotta che conduceva a questo e oggi, con i nostri sforzi, cerchiamo di formare un’anima dal mondo di Nikudim, che avrebbe dovuto essere corretta in questa fase, ma è stata rotta deliberatamente a causa dell’amore per noi stessi.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2012, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot)

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Domande e risposte sulla spiritualità

Domanda: Gioverebbe ad un uomo, nel suo lavoro spirituale, di integrare il processo di correzione al suo lavoro come un hobby (nel suo tempo libero)? Per esempio, diciamo che quest’uomo sia un programmatore di computer e applicasse gli schemi della saggezza a un programma di “imitazione della vita”, che dovrebbe costruire la mancanza per un certo aspetto della realtà, poi applichi il processo di correzione a questa mancanza attraverso il disegno del programma, questo potrebbe aiutarlo a sentire meglio l’intenzione spirituale?

Risposta: No, dovrebbe riferirsi alla correzione come alla cosa principale della vita, mentre alla programmazione informatica come ad una necessità. Gli manca l’importanza dell’obiettivo.

Domanda: Possiamo conoscere o avere un contatto con chi si trova già nel mondo spirituale?

Risposta: Si lei può incontrare tutti coloro che sono lì, indipendentemente dal fatto che esistono o meno in questo mondo, ammesso che si trovi al loro livello.

Domanda: Questo è un errore: Yod-Key-Vav-Key? Io ho sentito parlare solo di Yod-Hey-Vav-Hey.

Risposta: Questo vuol dire mantenere il comandamento di “non prendere il nome del Signore invano”. È come quando non chiamiamo i nostri genitori per nome.
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Continuare il cammino di Baal HaSulam

Domanda: Cosa significa per lei essere un discepolo di Baal HaSulam?

Risposta: Cerco di essere un suo discepolo esaminando minuziosamente i suoi lavori per cercare qualcosa di nuovo e mirare allo scopo ogni volta sempre più precisamente. La verità di ieri può risultare essere completamente scorretta ai miei occhi, fino al punto da diventare l’opposto.

In aggiunta realizziamo le parole di Baal HaSulam anche a livello fisico, nella misura in cui capiamo i suoi lavori come “La Nazione”, “L’Ultima Generazione” ed altri. Noi costruiamo anche il lavoro nel gruppo in accordo a Baal HaSulam e Rabash.

Così facciamo costantemente affidamento ai loro libri e cerchiamo di assicurarci che i loro consigli diano una direzione alle nostre vite. Questo è ciò che significa continuare il cammino e questo riguarda non solo me, ma ogni persona qui presente. Tutti noi abbiamo bisogno di essere discepoli di Baal HaSulam, permettendogli di dirigerci verso l’adesione al Creatore.

Di conseguenza abbiamo bisogno di effettuare un controllo sulla nostra buona volontà di aggiustare la direzione e realizzare il cammino con l’aiuto dei libri, del gruppo, del maestro e della Luce che Riforma, finché non raggiungiamo l’adesione. La cosa più importante in questo cammino è l’analisi critica.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.01.2011, “Introduzione al TES”)

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Equilibrare, non distruggere

Domanda: Parliamo del bisogno di equilibrio. Esattamente, come possiamo raggiungere l’equilibrio?

Risposta: Che cosa c’è in me oltre ai pensieri, desideri e deviazioni? Posso far smettere tutto questo in me? No. Posso soffocarli tutti? Non è una buona idea; impiegherei troppi sforzi e tempo e alla fine vedrei solo che questi attributi insiti in me non sparirebbero, neanche dopo cinquanta anni.

Quindi di che tipo di educazione parliamo? Cosa vuol dire “umano”? Come posso trascendere me stesso?
Noi dobbiamo portare tutti i nostri attributi ad un equilibrio e non devo rammaricarmi di qualcosa di cattivo che si trova in me. Devo solo bilanciarlo con qualcosa di buono.

Non devo cancellare nulla, e questo già mi calma. Dopotutto non devo sentirmi in colpa per come sono. Se cancellassi tutto ciò che sono, cosa rimarrebbe di me? Mi resterebbe solo mettere fine alla mia vita, proprio ciò che spinge la gente a commettere il suicidio, perché scopre che in loro non c’è niente di buono. Ci possono essere anche altre ragioni esterne, ma la conclusione è la stessa.

Però noi affrontiamo la questione in maniera completamente diversa. L’uomo deve conservare tutto quello che esiste in lui e avanzare tramite le sue caratteristiche aggiungendo i discernimenti positivi, le buone qualità a quelle cattive. Equilibrare, non distruggere. Distruggendo diventiamo  i “riformatori del mondo”, e in effetti sarebbe negativo, poiché diventeremmo i danneggiatori del mondo.

Dobbiamo bilanciare ogni nostro fenomeno, non cancellarlo, altrimenti disturberemmo l’equilibrio generale. Nella stessa maniera in cui proviamo ad equilibrare la pressione sanguigna e altre funzioni fisiologiche, così vale per i problemi della società e della famiglia.

Non dobbiamo sopprimere nulla, in fondo non è un caso che il desiderio di ricevere sia stato creato così. Sorge dall’interno e si rivela nelle nostre Reshimot (geni informativi), che non possiamo cancellare. La loro catena continua ad evolversi e l’unica cosa che possiamo fare è quella di equilibrarli, correggere il fenomeno usandoli correttamente, rivelando il loro lato positivo.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2012, “La Pace”)

Il segreto proibito è aperto a tutti i bambini

Domanda: Perché il Baal HaSulam “nell’Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot” scrive della parte proibita della saggezza della Kabbalah, che i Kabbalisti possono rivelare quello che appartiene ai “Sapori della Torà”, ma non possono rivelare la parte che appartiene alle prime tre Sefirot o “testa del Partzuf”?

Risposta: Anche se i Kabbalisti parlassero di qualcosa che è “proibito”, noi non capiremmo niente. È come parlare di qualcosa vicino ad un bambino senza avere il bisogno di fare attenzione perché il bambino comunque non ascolterà o capirà ancora niente; lui non connette le parole che sente ad alcun significato. Proprio come quando noi leggiamo il Libro dello Zohar, le singole parole sono comprensibili, ma per noi esse formano delle frasi senza senso.

“I segreti della Torà” non sono delle informazioni che ci sono attentamente nascoste, è semplicemente il nostro cervello, che al momento si trova su un livello bestiale ordinario, a non poterli percepire. Così per noi restano un segreto, come tutta la realtà. Per favore, ti è tutto rivelato, guarda! Vedi qualcosa? Chi è colpevole per il fatto che non hai i mezzi per percepire? Sviluppali e vedrai la realtà. È la stessa cosa quando si affrontano i “segreti della Torà”.

Noi studiamo nello “Studio delle Dieci Sefirot” quello che appartiene alla testa del mondo di Atzilut, la testa di Arich Anpin e sappiamo che ci sono le parti di RADLA (Reish delo Eiyada), le parti del suo “cervello” (Mocha de Avirah, Kruma de Avirah) che ci sono nascoste nella Luce superiore. Ma noi studiamo tutto quello che appartiene ai “sapori della Torà” e non i suoi “segreti” in questo sistema. La differenza è che i “sapori” si relazionano ai pensieri dell’essere creato ed i “segreti della Torà” si relazionano ai pensieri del Creatore.

Potrebbe non esserci alcun punto che menziona questo, se non ci fossero persone che reclamano che è proibito studiare la saggezza della Kabbalah perché è un segreto. Non ci sono segreti in essa, al contrario, la saggezza della Kabbalah ci rivela la realtà! Non rivela dei “segreti proibiti”, per rivelare i segreti devi raggiungerli tu stesso per preparare i tuoi vasi, i tuoi desideri, i tuoi vasi di percezione. Se tu prepari tutti i desideri che appartengono alle sette Sefirot più basse (ZAT) nella piena elevatezza della scala spirituale, allora cominci a scoprire la loro parte superiore (GAR). Tu sarai pronto per questa rivelazione e scoprirai questo segreto tu stesso.

Ogni grado dei 125 gradi è diviso in due parti: la parte superiore e quella inferiore (GAR e ZAT). La parte inferiore di ogni grado può essere raggiunta ed è una grande virtù se una persona la realizza perché allora scopre le azioni del Creatore come buono e benefattore. La Luce che è vestita nella testa del corpo del Partzuf è chiamata “sapori” come è detto: “Assaggia e vedi che il Signore è buono”.

Ma noi non scopriamo ancora la parte superiore, la testa del grado. Sarà possibile scoprirla dopo che la sua parte inferiore, il “corpo” sarà corretto. Persino la testa del livello più basso, Malchut de Assiya, è un segreto per il momento. Noi possiamo parlare di tutto quello che appartiene ai “corpi”, di tutto quello che appartiene all’essere creato, al suo lavoro ed alla sua correzione, ma è “proibito” parlare dei “segreti”, delle teste di tutti i gradi, ovvero è impossibile parlare di essi perché noi non possiamo realizzarli al momento e ci confonderebbero soltanto; questo perché cominciamo a discutere di un’area che non possiamo percepire. Non ci sono cellule e canali nel nostro cervello che possano percepire questa dimensione superiore, ma gradualmente noi ci sviluppiamo e ci avviciniamo alla sua percezione.

“Non rivelare il segreto” significa: “non mettere un ostacolo davanti ad un cieco”, ma lascialo avanzare gradualmente fino a che possa vedere. Proprio come noi insegniamo gradualmente ai bambini e li lasciamo sviluppare, è così che dovremmo sviluppare anche noi stessi.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Un incidente sulla strada

Domanda: Supponiamo che io sia testimone di una prepotenza nei confronti di qualcuno in strada o in metropolitana, cosa dovrei fare? Come dovrei relazionarmi con quello che succede sotto i miei occhi?

Risposta: Noi parliamo solo del comportamento in una società integrale, nei gruppi nei quali studiamo e pratichiamo l’introduzione delle relazioni integrali. Sulla strada, tuttavia, non mostriamo questo in nessun modo. Le persone non ci capiscono ancora.

Tutto dipende dalla società. Supponiamo che tu voglia aiutare un’anziana donna che scivola e cade sul ghiaccio. Ci sono delle società in cui la gente potrebbe accusarti di qualcosa di inappropriato; persino l’anziana donna potrebbe pensare che tu hai deciso di usarla in qualche modo, di derubarla o qualcosa del genere.

Ci sono anche delle società dove un certo numero di persone si precipiterebbe ad aiutarla simultaneamente; ovvero questo dipende da dove si trova la persona.

Così la tua reazione sulla strada non dovrebbe essere in nessun modo diversa dalla reazione delle altre persone; sembrerebbe molto strano ed incomprensibile per gli altri.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale”, del 13.12.2011)

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Lezioni sul nuovo mondo: Corso formato

Domanda: Come saranno organizzate le lezioni per adulti? Siederanno a scuola ai loro banchi fissando l’insegnante e scrivendo sulla lavagna?

Risposta: Io penso che se questa è una lezione o una lettura, può essere condotta come in una classe. Le persone sono abituate a questo tipo di studio ed esso è ancora accettato ovunque. Io non penso che noi dovremmo immediatamente infrangere la struttura convenzionale, al contrario, abbiamo bisogno di mostrare che continuiamo con quello che c’era prima, in modo tale che questo venga percepito come qualcosa di familiare ed abituale, in modo tale che si sentano “a casa”.

Tutto resta esattamente come era, io intervengo solo ad un corso in aggiunta al mio lavoro. Poi, gradualmente, siccome le persone cambieranno senza alcuna coercizione, sarà possibile impegnarle in nuove forme di comunicazione tra loro ed i loro studenti. I corsi saranno cambiati gradualmente in accordo ai cambiamenti cha avvengono negli studenti.
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(Dalle “Lezioni sul Nuovo Mondo”, del 01.12.2011)

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Il potere del silenzio

Domanda: Questo fine settimana trascorreremo un “Sabato Silenzioso”. Che cosa dovrebbe essere questo silenzio?

Risposta: Questa usanza di stare in silenzio è venuta al mondo proprio dai kabbalisti. E’ usata come un esercizio in varie pratiche che non hanno a che fare con il nostro sentiero e che sono generalmente nel campo della psicologia.

Quando una persona vuole capire qualcosa di nuovo, concentrarsi su qualcosa di nuovo, ha bisogno di stare in solitudine. Egli può correre via da tutti in qualche posto dove è solo fisicamente. Oppure può trovare la solitudine interiore ovvero un certo spazio dentro di me dove nascondermi dagli occhi degli altri, anche se fisicamente circondato da molte persone. Questo ha a che fare con tutti i livelli di una persona.

Così, noi vogliamo fare un esercizio simile, facciamo un “impegno del silenzio” per questo ci tratteniamo dal parlare. Ci sono periodi speciali in cui le persone studiano maggiormente la Torà , scavano più profondamente nel materiale, osservano vari digiuni. Questi metodi tirano fuori una persona dalla consuetudine, dalla routine, e la aiutano a vedere se stessa ed il mondo in un modo un po’ differente. Gli permettono di concentrarsi ed a mettere a fuoco l’interiorità.

“Un Sabato Silenzioso” non significa che nessuno apre bocca. Ma che quando parliamo – parliamo solo dello studio e su quanto ne pertiene. E parliamo solo quanto necessario e se non ce né bisogno, pensiamo riguardo a qualche domanda piuttosto che parlarne. Dopo tutto, le parole mettono a nudo l’ anima di una persona rivelando i più reconditi segreti del suo cuore. E quindi, non dovremmo parlare salvo che per il bene della correzione.

Ecco come trascorriamo questo Sabato. Tutte le lezioni ed i pasti saranno tenuti secondo la pianificazione consueta e ogni persona cercherà di limitasi al massimo delle sue possibilità, tentando di non parlare ma solo di pensare.

La concentrazione nel pensiero, la messa a fuoco interiore, hanno un effetto molto maggiore nel mondo che non le parole. Dopo tutto, il pensiero è una forza decisamente più elevata della parola. Questa è la forza più grande in una persona e quindi è la più efficace nel sistema generale della realtà. Precisamente è l’inizio della catena “Pensiero, Parola, Azione”.

Quindi speriamo che tagliando le conversazioni al minimo, ci innalzeremo ad un livello più alto di dazione.
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(Dalla quarta parte dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11.01.2012, “La Libertà”)

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Lezioni sul nuovo mondo: Produrre meno cose non essenziali

Domanda: Quali sono i principi più importanti che ogni persona disoccupata dovrebbe sapere in modo tale che potrà dirigersi nel nuovo mondo?

Risposta: Prima di tutto è impossibile dirigersi nel nuovo mondo quando ognuno pensa solo a se stesso. Noi dobbiamo pensare a tutti. Non c’è altra scelta. Questa è una legge della natura che viene rivelata nei nostri tempi.

In secondo luogo, ogni membro della società dovrebbe essere preoccupato per gli altri, come gli organi di un corpo. Nel mondo globale non abbiamo bisogno di costruire sistemi egoistici: i media, i governi, i sistemi sociali, la salute, l’educazione, ecc … che oggi non si occupano di quello che succede agli altri. Quello di cui abbiamo bisogno di essere preoccupati è come costruire una persona sana in una società sana. Tutti i sistemi dovrebbero essere focalizzati su questo scopo. Questo significa che ci deve essere un piano generale.

Solo quelli che capiscono che abbiamo bisogno di integralità e di garanzia mutua dovrebbero avere il diritto di guidare la società. Altrimenti, ognuno continuerà con il suo protezionismo, che porterà all’opposizione e alla distruzione della natura.

Noi dovremmo aspirare a che queste stesse relazioni esistano nella famiglia, nell’educazione dei bambini, nel vicinato, nelle città, nelle nazioni ed in tutto il mondo. Questo significa che non dobbiamo sviluppare degli specifici sistemi separati per l’educazione, la cultura e la salute, ma piuttosto abbiamo bisogno di lavorare in cerchi, muovendoci da un piccolo cerchio ad uno più ampio ed eventualmente racchiudendo tutta l’umanità.

Noi dobbiamo organizzare tutte le organizzazioni internazionali differentemente, in modo tale che questo sia il loro obbiettivo e questo è ciò a cui mirerà tutta la loro attività. Tutte le leggi del mondo dovrebbero essere fatte come leggi integrali, in modo tale che l’integralità diventi la legge essenziale della nostra esistenza. Il comando, i tribunali ed i sistemi per i diritti umani dovrebbero mirare solo a questo.

Quello che deriva dalla legge integrale influenza tutte le sfere delle nostre vite, specialmente le fabbriche, le compagnie e gli affari e se hanno il diritto di esistere oppure no. Se un business non si eguaglia al sistema di produzione essenziale, è come una scheggia che entra in un corpo ed infetta e danneggia tutto il corpo.

Deve essere tirata fuori e solo le cose salutari e necessarie dovrebbero essere lasciate. Questa è una percezione totalmente nuova, in accordo al fatto che nessuno ha il diritto di creare qualcosa solo allo scopo di provare a venderla. Al contrario, meno produciamo, meno vendiamo e meglio è. Questo è completamente opposto al nostro approccio presente, ed in accordo ad esso, tutto cambierà.

Domanda: Sembra che questo sia uno stato futuro molto avanzato che risulterà dall’educazione integrale, quando il governo può decidere se un business è in armonia con la natura e quindi dovrebbe operare?

Risposta: In parte, sarà il risultato del cambiamento conscio ed in parte una conseguenza dell’evoluzione naturale nella quale non necessariamente le industrie chiuderanno da sole.
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(Dalla “Lezione Sul Nuovo Mondo”, del 12.01.2012)

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