Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Il meglio – Per gli amici

Baal HaSulamL’Arvut (Garanzia Mutua)”: Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dalla preoccupazione dei bisogni del proprio corpo e può mantenere il comandamento “Ama il tuo prossimo come te stesso” nella misura più ampia, e dare tutto quello che ha a una persona bisognosa, dato che non si preoccupa più dell’esistenza del proprio corpo, perché è certo che ci sono seicentomila amanti leali che sono pronti a provvedere per lui.

Questa è la condizione: La forza superiore si rivela solo se realmente ne abbiamo bisogno per l’unificazione.

Domanda: Da dove arriva quest’accordo?

Risposta: Viene dal desiderio generale. Uno non è capace di correggere se stesso senza l’altro. La correzione si fa attraverso l’unione universale. La forza che corregge deve essere comune a tutti quanti.
La forza e la mente, lo sforzo e l’approccio, tutto deve scendere dall’Alto. Tutto si accumula in uno come se io fossi “cucito” agli altri.

È questo  ciò a cui dobbiamo pensare. Se vogliamo che questo accada, allora, prima di tutto, abbiamo bisogno della mutua garanzia. Dopo tutto, nell’inclusione mutua generale, ogni singolo punto che è saldato agli altri contiene tutto il resto.

Domanda: Il nostro pianto al Creatore è il nostro accordo a questo?

Risposta: Direi di sì. Anche se adesso non è un pianto forzato. Noi arriviamo all’accordo sul nostro stato, sulla nostra impotenza, e il bisogno di raggiungere la dazione reciproca, la mutua garanzia, la mutua connessione, la mutua assistenza e il mutuo supporto. Quando inizi a collegare tutte queste cose, scopri di non avere la forza superiore. E allora ne hai veramente bisogno, mentre precedentemente i tuoi bisogni erano di natura personale.

Tu scopri di avere bisogno della forza superiore per poter realmente soddisfare le condizioni della connessione in dazione mutua tra tutti quanti. Ma non è più un idealismo ingenuo poiché il traguardo è scoprire il vero attributo della dazione che risiede oltre ai bisogni di tutti.

Perciò, qui è richiesto l’accordo generale: Noi portiamo avanti l’unificazione ma non per il beneficio del profitto corporale. Quindi, esso arriva come risultato della nostra ricerca, il nostro lavoro nell’analizzare lo stato.

Domanda: Ma in che cosa mi completa il mio amico?

Risposta: Uno senza l’altro non siamo capaci di comprendere che quello che abbiamo bisogno di ricevere è la Luce che Riforma. Non possiamo rivelare la nostra propria mancanza se io non aiuto lui e lui non aiuta me.

Domanda: Io chiedo per gli amici?

Risposta: Io cerco di pregare per gli amici, io mi preoccupo che loro ricevano rivelazione spirituale, comprensione e sentire quello che è il mondo spirituale. Quando tutti supportano tutti, ognuno mostra il desiderio corretto.

Tu vuoi qualche cosa che per te sembra spiritualità. E non importa quanto correttamente tu la dipinga per te. Lascia che tutto sia artificiale, finché riceviamo la Luce che Riforma. E ancora, cerca di pensare agli amici: “Io desidero che loro ottengano questo prima di me”. Se fin dall’inizio tu desideri le cose più grandi per gli amici, questo è già spiritualità.
[71969]

(Tratto dalla lezione n.6 del Congresso di Arava, 24.02.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Conoscere le regole del gioco del Creatore
Laitman blog: Che cosa possiamo dare?

In Brasile con il mondo intero

Domanda: Come dovremmo prepararci per il Congresso in Brasile nel miglior modo possibile?

Risposta: Prima, vorrei dire che all’inizio dovremmo avere degli incontri corti con i gruppi di Colombia e Cile. Ma questo non rimpiazza assolutamente il congresso. Perciò, io invito tutti i nostri amici nel Sud America, e in generale, da tutto il mondo a questo congresso. Io raccomando fortemente che veniate in Brasile. Penso che avremmo un meraviglioso “carnevale” là.

È molto importante partecipare almeno una volta ad un congresso. Non so quando potrò visitare di nuovo il Sud America, perciò incontriamoci. Non è soltanto un incontro, ma un altro tipo di contatto, non come attraverso internet. Se non è possibile, venite in Colombia o Cile, ma se potete, venite in Brasile.

Questo congresso sarà multi-linguistico. Forse sarà più facile che vengano quelli che abitano in Australia e nel lontano oriente venire in Brasile che in altri nostri congressi, e ne vale la pena. È un problema se una persona non ha mai assistito a un congresso “fisicamente”. Dopo tutto, nel nostro mondo esistiamo in un corpo e abbiamo bisogno di questa interazione. Ancora non possiamo formare una connessione virtuale che lasci una così grande impressione.

Non è un caso che le persone si spostino nel mondo per degli incontri di affari, anche se potrebbero chiamarsi o collegarsi attraverso Skype. Ci si potrebbe chiedere perché le persone perdano così tanto tempo in voli. Sarebbe meglio stare seduti in un ufficio; si porterebbe avanti più lavoro. Ma le persone hanno ancora bisogno del contatto diretto, anche se talvolta mancano di sentimento e tepore. Aridi, astuti, e lontani dall’essere onesti, questi contatti richiedono degli incontri faccia a faccia.

Allora credetemi che per noi è molto importante. Questo è un congresso collettivo, e così dovremmo sentirlo. Ignorarlo potrebbe causare un gran danno a tutti noi. Non dovremmo sederci ad aspettare che qualcuno organizzi le cose per noi. Se questo succede, non potrai trarre profitto dal congresso in nessun modo. Senza la preparazione non ha nessun valore connettersi attraverso internet perché sarebbe come rubare, proprio come rubare. Devi fare degli sforzi e trarrai beneficio di conseguenza. Se nessuno ci pensa, se nessuno se ne preoccupa, il congresso porterà solo danno.

Tutti devono prendere parte attiva, per lo meno in qualche cosa in base alle proprie abilità. Uno dovrebbe esserne coinvolto per lo meno nel cuore: “Per quale motivo lo faccio?” Senza partecipare non avrai un vaso. E allora che cosa potrai ricevere? In quale desiderio lo ricevi? Chiaramente è solamente attraverso il nostro lavoro congiunto che stiamo creando questo vaso.
[74230]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2012, “Introduzione a TES”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un’occasione unica nella vita
Laitman blog: Vi suggerisco di “unirvi al bene”!
Laitman blog: La svolta sarà il Congresso

Rieducare i Leader

Domanda: I leader, di solito, sono estremamente aggressivi verso le altre persone. Colpiscono dove fa più male, ma quando ricevono un contrattacco, si offendono e vanno via. E questo succede tutte le volte.

Risposta: Se queste persone non sentono ancora la necessità di integrazione con gli altri e continuano a comportarsi in questo modo, devono essere messe in una sorta di libertà vigilata. Cioè, possono ascoltare, registrare, sintetizzare, o disegnare grafici e tabelle per molti mesi. Fare discorsi e discutere su tutto in maniera puramente teorica.

Da tutta la loro ricerca possono scrivere una tesi, ma non possono “spingere” tutto questo in sé stessi, essi non possono utilizzarlo in pratica. Devono stare da qualche parte in disparte dal praticare il gruppo in quanto quest’ultimo può iniziare con questo metodo, il sistema di integrazione, nella pratica. Quello che facciamo di solito è che a queste persone venga data l’opportunità di lavorare con i materiali.

Ogni gruppo possiede al suo interno persone simili, ed è necessario essere d’accordo riguardo a questo. La natura le ha create in questo modo. Di solito, a queste persone dò l’incarico di lavorare con i materiali.

Ed esse lavorano a questo per molti mesi. Scavano, inventano, confrontano, sistematizzano, e cercano dei brani interessanti sulla base di esempi o scene, in generale, fanno qualsiasi lavoro relativo al trattamento dei materiali. Preparano rapporti, perché esaminando varie aziende e vari movimenti sociali al di fuori di noi, entrano in contatto con il mondo.

Mentre lavorano a questi materiali, devono scrivere riguardo la connessione tra tutti i casi esterni che osservano o sugli avvenimenti che vedono nel gruppo. Diamo loro registrazioni video del gruppo in cui il gruppo discute i suoi legami integrali ancora non realizzati, esponendo tutti gli ostacoli, lo squilibrio, e le controversie tra i suoi membri. Essi elaborano tutto ciò, discutono, traggono delle conclusioni, e così via. Questo tipo di lavoro con i materiali, a poco a poco, li trasforma.

Di solito, le persone così sono estremamente egoiste e hanno un forte senso di vergogna (sappiamo che l’egoismo e la vergogna sono la stessa cosa), sono più esigenti verso gli altri e non riescono a vedere loro stesse in disparte. Queste persone, in generale, sono estremamente forti, ma gli manca totalmente la capacità di vedere oggettivamente sé stesse. Semplicemente questo gli manca per natura, ma deve progressivamente svilupparsi in loro sotto l’influenza del materiale.

Esse lavorano con il materiale, studiano, sistematizzano e quindi lo riportano a noi, e gli istruttori lo controllano. Di solito, abbiamo abbastanza persone simili che formano un gruppo separato da loro. Iniziamo a lavorare con loro, mostrando materiali dello stesso tipo a cui essi lavorano, e procediamo con le discussioni.

E poi appaiono varie sfumature, e queste persone si rendono conto di ciò che gli manca per essere all’interno del gruppo, si avvicinano ad esso, e non sono solo giudici indipendenti che stanno al di sopra di tutti gli altri (esse si mettono subito al livello degli istruttori). A poco a poco, si rendono conto che sono peggiori e inferiori a tutti gli altri del gruppo perché il resto della gente inizia già a sentire il bisogno di integrazione, inizia a vedere e indovinare la differenza tra loro, mentre loro non lo fanno. Esse possono solo vedere le altre persone in disparte, ma non sé stesse. Il lavoro consiste in questo.

Se un gruppo possiede persone simili (di solito non ce ne sono molte), queste potrebbero essere i futuri leader, perché con questa enorme carica egoistica che possiedono possono andare lontano. Ma hanno una lunga strada da percorrere. Non entrano immediatamente in un’interazione integrale. A volte hanno bisogno di anni per iniziare a sentire la necessità del gruppo, la necessità di mettersi sotto la sua influenza.

In caso contrario, non saranno in grado di raggiungere la loro nuova vita integrale sul livello di “Uomo” e rimarranno un meccanismo che osserva in disparte ma che non cambia. Dopo tutto, l’essenza del metodo è quello di cambiare la persona stessa. E questo appare gradualmente in loro.

Qualsiasi tipo di coercizione nei loro confronti è però vietata. La realizzazione della propria natura dovrebbe passare attraverso la persona e si manifesta in lui o lei senza spingere, ma solo sotto l’influenza dei “suggerimenti”, quando si dà loro i materiali e quest’ultimi lavorano su di questi.

Distinguiamo e incoraggiamo le persone di questo genere: “Vedi quanto sei speciale.” Un gruppo dovrebbe essere più o meno omogeneo, e dobbiamo mettere queste persone in un sistema separato in modo che non interferiscano con tutti le altre.

Puoi trasformarle in tuoi assistenti, ma assicurati che l’orgoglio che sentiranno non ostacoli il loro sviluppo. In molti casi dobbiamo solo essere tranquilli e aspettare che cambino.
[71085]

Materiale correlato:

Laitman blog: Il ruolo speciale degli egoisti zelanti
Laitman blog: Una lotta per la Leadership?

Il diritto di sentirsi offesi

Domanda: Nel corso delle interazioni tra le persone possono sorgere forti emozioni. Queste possono essere positive o negative. Come e dove una persona dovrebbe esternare questi stati emotivi, dovrebbe coinvolgere il gruppo o esternarli altrove?

Risposta: Ognuno può esternare le proprie emozioni dovunque voglia, purché esse derivino da una visione integrale del mondo. Se esse derivano da una visione integrale del mondo, quella persona non può affliggere un danno ad un’ altra. La persona può parlare o gridare qualcosa di tagliente, quando vede un’azione o un risultato negativo, ma senza causare danno ad un’ altra.

Domanda: Se qualcuno ha uno sfogo e dice alcune cose dolorose, è meglio conciliare immediatamente o darle un po’ di tempo?

Risposta: È impossibile appianare tutto immediatamente dicendo: alziamo le mani e abbracciamoci. Questo deve essere chiarito. È abbastanza probabile che ognuno di noi ha il diritto di scoppiare e gli altri hanno il diritto di arrabbiarsi. Tutto questo è corretto e normale. Questo accade anche con i nostri bambini che amiamo così tanto, ma a volte il loro comportamento è così insopportabile che semplicemente non possiamo accettarlo. Questo si puo’ osservare anche con gli animali, quando una madre da uno schiaffo al suo cucciolo o lo tira per l’orecchio.

Non c’è niente di cui vergognarsi. All’interno di un quadro specifico di sfoghi e rancori sentimentali sono accettabili. Dobbiamo esaminare queste cose, dal momento che siamo ancora in fase di perfezionamento del processo di educazione e non abbiamo ancora raggiunto il suo stato finale.
[74752]

(Del Kab.TV: “Fondamenti della Società integrale”, 26.02.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Attraverso le contraddizioni: La Verità
Laitman blog: L’amore è una strada a due corsie

L’unica opportunità del mondo

Domanda: Quando il nostro lavoro potrà creare un grande impatto nel ragionamento degli scienziati e dei ricercatori?

Risposta: Noi dobbiamo aiutarli a vedere l’intero disegno. Stanno già pensando ai segnali di un mondo integrale, ma non possono riunire le osservazioni individuali in un sistema, in una metodologia unificata.

Inoltre, hanno paura di indagare più profondamente questo tema perché l’idea di un mondo integrale li conduce a confrontarsi con chi è al potere. I governi attuali continuano ad agire in maniera egoista e individualista, senza rendersi conto che così facendo danneggiano loro stessi. Ai politici manca una percezione integrale. In maniera diversa da loro, gli scienziati guardano la natura e parlano di quello che vedono. Chi l’ascolta è un’altra storia.

C’è un altro problema: per quanto siano meravigliose le parole dette da diversi esperti e specialisti, non importa quanto pontifichino sull’interconnessione e il bisogno di unirsi, non possiedono il metodo per implementarlo. I soldi e le forze armate non possono essere d’aiuto qui. Anche se tutte le persone del mondo dicono “Si, vogliamo essere un villaggio globale!”, che cosa accadrà dopo la dichiarazione unanime del loro desiderio? Niente, eccetto una guerra mondiale. Dopo aver sentito in maniera più acuta i legami che uniscono l’uno all’altro, scateneranno una guerra per separare questa connessione.

Gli scienziati non hanno la soluzione, loro non sanno come cambiare l’uomo. E allora perché piangere pensando a quanto sia dannoso l’egoismo se non si ha il rimedio? In passato i medici non informavano i pazienti terminali del loro stato. Non c’erano i mezzi per rallentare la progressione di una malattia e di conseguenza la persona era lasciata all’oscuro per evitarle più sofferenza. “Non mettete ostacoli davanti a una persona cieca”, dice la Torà. Perché rivelare la verità se sei incapace di aiutare la persona ad affrontarla?

Allora, senza rivelare la saggezza della Kabbalah, senza il messaggio della garanzia reciproca che procede da noi, l’umanità non ha una singola opportunità di correggere niente. È questo il nostro problema adesso: in quale maniera possiamo stabilire contatto con le persone e spiegare loro che è possibile correggere l’egoismo e di conseguenza correggere il mondo.

Stiamo precisamente parlando della correzione dell’uomo. Non aiuterà nient’altro. Molti capiscono già che il male è insito nella natura umana. Tuttavia, alzano le mani: “Un essere umano è egoista e non c’è niente da fare al riguardo”. Se non forniamo alle persone il metodo per la correzione dell’egoismo, se non spieghiamo che è raggiungibile, il mondo non ha un’opportunità. E allora, abbiamo lavorato con mezzo cuore.
[74053]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.03.2012, “Prefazione al Libro dello Zohar”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il gruppo come garanzia per il successo
Laitman blog: Conoscenza, non ordini

Il risultato: Un’educazione per il mondo intero

Domanda: Qual è il risultato della lezione di oggi ?

Risposta: Stiamo entrando in una nuova epoca. Rimaniamo davanti alla necessità di cambiare le nostre relazioni reciproche, nella transizione che passa dalla competenza egoista alla garanzia reciproca, e poi, all’ amore universale. All’ inizio, questo avviene per forza, sotto l’influenza del nostro stato attuale e sotto la pressione della natura, ma poi saremo disposti a passare alle concessioni reciproche e alla preoccupazione reciproca.

In accordo a questo, noi abbiamo bisogno di costruire il nostro sistema di educazione, spiegazione e formazione in maniera tale che si eserciti durante il lungo periodo un’ influenza sull’ individuo, i gruppi, la società, il popolo, la nazione, e su tutti i paesi del mondo, fino a che , gradualmente, tutti riceviamo un’ educazione e impariamo a vivere felici tutti insieme nella nostra unica casa.
[68219]

(Del Kab.tv da “Una Nuova Vita”, episodio 5.01.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: La rottura dell’egoismo
Laitman blog: Il Cammino Che Costruiamo

Una legge semplice

Domanda: Come inizio a sentire la forza superiore?

Risposta: Noi iniziamo a sentire la forza superiore nella misura in cui riusciamo a sintonizzare noi stessi in essa nella nostra unione. Una persona da sola non può sentire questa forza.

Sintonizzarsi con questa forza significa essere in accordo con essa. Se io lo faccio da me, sarebbe una sintonizzazione egoistica. L’ego governerebbe su di me. Come esistere in questo stato?

Io ho bisogno più del desiderio per sollevarmi da me– questo è un desiderio individuale, egoista, presente in milioni di persone nel mondo. Come faccio a sentire questa forza, precisamente questa forza? Per farlo, devo esserle equivalente.

C’è una legge molto semplice nella natura: puoi sentire alcuni fenomeni fino al punto in cui consisti in essi. Cioè, se io sento, ascolto, vedo, gusto o annuso qualche cosa è perché io possiedo alcune qualità che sono anche presenti in ciò che sento. Ci dev’essere una legge di equivalenza della forma. Io devo costruirmi uno strumento che possa percepire le onde che esistono fuori.

Supponiamo di possedere una radio. Che cosa faccio quando giro le manopole? La sintonizzo, genero in essa una certa onda. Se c’è un’onda simile all’esterno, l’antenna la percepisce in base al principio della risonanza, equivalenza, ed io sentirò dei suoni; il mio udito li percepirà.

Significa che io devo costruire in me un ricevitore che contenga delle qualità simili a quelle di questa forza. Se io semplicemente desidero di uscire da me e sentirla, non otterrò niente. Per questo motivo ci riuniamo in un gruppo dove io non solamente desidero di sollevarmi da me, ma io voglio sollevarmi da me nella qualità di dazione, nella qualità dell’amore, che è la qualità di questa forza.

Ci sono milioni di persone che vogliono sollevarsi da sé stesse. Tuttavia, ci vuole un po’ di tempo, perché oltre a sollevarsi da sé stesse possano ottenerlo mediante la costruzione della qualità di dazione…è possibile unicamente nel gruppo, tra di noi, quando inizi a unirti agli altri sul principio di “ama il tuo prossimo”. Poi inizi a diventare equivalente a questa forza e sei capace di sentirla.
[73907]

(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Sentire la forza che controlla il destino
Laitman blog: Il periodo di preparazione: Un buono per la vita spirituale

Israele: Coloro che aspirano al Creatore

Domanda: I Giudei (Israele) devono unirsi e convertirsi in una luce per le nazioni. All’interno di Israele però, ci sono molte discordie, l’unico momento in cui sono stati come un solo popolo, è stato durante la guerra di indipendenza (attraverso molte sofferenze durante l’ olocausto) e durante la guerra dei sei giorni (per il pericolo di essere totalmente annichiliti). Dobbiamo ancora passare per delle sofferenze così dure per comprendere la necessità della nostra unione ?

Risposta: Non si tratta dei Giudei di nascita, ma di “Israele”, cioè coloro che aspirano al Creatore, indipendentemente dalla loro nazionalità. Loro devono unirsi e portarsi dietro il mondo intero verso il Creatore.

Nella Kabbalah, le anime non hanno nazionalità, hanno solamente un livello di sviluppo. In questo modo, Abrhamo scelse una volta i suoi discepoli e li denominò “Israele”, diretti verso il Creatore.
[74134]

Materiale correlato:

Laitman blog: La Guerra di Gog e Magog: Dentro o fuori dall’anima?
Laitman blog: La nostra incredibile generazione

Ricerca spirituale

Domanda: Ci sono delle persone nel mondo che sentono il richiamo dei loro cuori. Sono completamente immerse nel loro traguardo e vivono solo per quello. Queste persone possiedono un organo spirituale e hanno bisogno della Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah ebbe origine nell’antica Babilonia, quando era immersa in una crisi come quella in cui ci troviamo adesso e le persone persero il senso della direzione delle loro vite. Sentirono all’improvviso che l’egoismo li confinava nell’esistenza animale. E dopo scoprirono questo metodo di raggiungimento della forza superiore.

La Kabbalah serve unicamente a coloro che si trovano in una crisi profonda e si pongono la domanda sul significato della vita.

Generalmente, la domanda sul significato della vita appare nelle persone per diversi motivi. Per esempio, anche io, se perdo dei soldi nelle scommesse, oppure nel commercio o mi succede qualcosa, mi domando sul significato della vita. Ma in questo caso la domanda è sorta come risultato di una “mancanza”, cioè, come risultato di una sofferenza e di una perdita nel nostro mondo. In questo caso, le persone non aspirano a salire, non ne sono interessate.

Dobbiamo capire chiaramente perché le persone vengono da noi. Puoi chiarirlo con qualsiasi psicologo, e perfino da te.

Supponiamo che una persona abbia tutto, una macchina, una casa, una famiglia, un lavoro. Se questa persona ha perso qualche cosa (mancanza), lui o lei, si chiederà qual è il significato della vita: “Perché dovrei vivere se l’ho perso?” Ma non è un’aspirazione per andare in alto, per avanzare. Se tu dai a questa persona un “più” al posto di un “meno”, sarà sufficiente per soddisfarla.

 

Le persone così non hanno bisogno di qualcosa di spirituale, qualcosa di superiore. Quello che parla in loro non è un livello Umano superiore a quello animale, ma un ordinario livello animale: il sole brilla, l’erba cresce e tutto va bene sulla terra.

Per una persona che s’ interroga sul significato della vita, sembra che tutto si sia fermato. Niente ha valore, non significa niente poiché tutto inizia e finisce. La vita stessa non da’ niente; non c’è niente d’ importante in essa tranne il fatto che io ricevo; non succede nient’altro ed alla fine, io vivo semplicemente come una bestia.

Una persona che la pensa così e inizia a interrogarsi sul significato della vita si sta chiedendo qualcosa di diverso, qualcosa che punta verso l’alto, sopra l’esistenza bestiale, il motivo per il quale la sua vita è limitata in alcuni anni della propria esistenza, sulle proprie abilità e sui “meno” che non lasciano la sua mente in pace. “Che cosa c’è su questo “meno”, a  cosa serve tutto quanto?” E a seconda del livello dal quale si è originata questa domanda, questa persona arriva al misticismo o a qualcos’altro.

Il desiderio si sviluppa costantemente dentro di noi. Questo è lo sviluppo della domanda sul significato della vita in base ai cinque livelli graduali di desiderio: 0, 1, 2, 3, e 4.

 

Se una persona si trova nel livello preliminare dello sviluppo, sarà soddisfatta da molte filosofie. Se si trova nel livello successivo, allora sarà la psicologia. Molto spesso queste persone diventano poeti, scrittori, filosofi e psicologi. C’è un livello di sviluppo che attrae le persone a certe azioni, a diverse pratiche psicologiche: “Balleremo e ci siederemo nella posizione di loto, respireremo o non respireremo, cioè, inizieremo a raggiungere sostanze superiori attraverso il corpo”.

Anche questo riguarda la ricerca. Se una persona si trova in questo livello farà yoga, o altre pratiche e ne sarà soddisfatta. Non gli puoi provare niente. È il loro livello di conoscenza, di raggiungimento e sensazioni, è il livello di richiesta che sorge in loro adesso. Ci sono anche alcune religioni qui, in maniera parziale. Sono intese per rassicurare, per fornire equilibrio e per dare speranza.

Nel livello seguente la persona non potrà più essere soddisfatta dai diversi esercizi fisici, ginnastica e respirazione, e così via. Sente che non gli da’ niente. Dopo tutto, si tratta semplicemente di un corpo che vuole sentirsi comodo. “E se cominciassi a meditare?” E comincia a meditare con delle lettere o dei simboli. È già qualcosa di più astratto, ma tuttavia non va oltre la trama psicologica.

Infine, nel livello finale dello sviluppo, sorge la domanda nell’uomo: “Esiste qualcosa fuori di me se io riesco ad annullare me stesso?” Esiste qualche metodo che mi permetta di togliermi il mio attuale “io”? Io voglio percepire il mondo che c’è fuori di me”. Queste persone arrivano da noi.

Che cosa significa “fuori di me”? Significa la percezione del mondo non dentro di me, non attraverso i miei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Queste sensazioni entrano in noi, si sommano, e quindi sentiamo il mondo dentro di noi in base ad un certo programma dentro di noi.

Nello schermo situato nella parte posteriore del cranio, la somma di tutte queste sensazioni dipinge in noi il mondo in una certa proporzione: riceviamo più del 90% di questa immagine attraverso la nostra vista, il 7 – 8% attraverso il nostro udito, e il resto attraverso l’olfatto, tatto e gusto. Ecco!

Significa che il programma sta cambiando dentro di me, i desideri cambiano, e in base ad essi, io ricevo la sensazione di un mondo diverso. Come se si muovesse, come se facesse qualche cosa dentro di me. Ma come faccio ad uscire da me e ad iniziare a sentire l’universo nella sua interezza?

I più recenti studi scientifici dicono che solamente un campo, una forza, e nient’altro esiste fuori di noi; solamente una forza e nient’altro. Perciò, quello che appare dentro di me, in me, e quello che cerchiamo adesso, tutto questo lo devo vedere come la connessione tra di me e questa forza. Non ho un’altra opportunità per rivelarlo, soltanto dalle impressioni che ricevo.

Cioè, io devo analizzare costantemente che quello che accade dentro di me, sia i “più” sia i “meno”, tutto viene da una forza. Se io mi dirigo in questa maniera, allora anche dalla mia presente percezione, io inizio a sintonizzarmi con questa forza e a sentirla sempre di più. In base a questo, avendo ottenuto tale stato nel quale io ricevo un sensore addizionale, io inizio a sentire la forza stessa.

Io inizio a rivelarla, e precisamente dalla sua influenza opposta su di me, io sento l’infinito, la perfezione. Mi confonde di proposito e mi da diversi ostacoli in modo che attraverso di essi io mi stringa ad essa. Quindi, io m’innalzo sul mio animale.

Nel livello animato, mi vengono date di proposito delle sensazioni di diverse influenze negative in modo che possa superarle e sentire questa forza. Questo è quello che comprende l’intero metodo. E il gruppo, lo studio, la divulgazione e tutto il resto servono unicamente per aiutarmi a raggiungere lo scopo.
[73904]

(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un nuovo desiderio
Laitman blog: Il sistema dell’universo

La luce è quando c’è chiarezza dentro

Domanda: Come posso ottenere la luce della fede?

Risposta: Il nostro desiderio determina tutto, la luce non cambia. Tutti i cambiamenti avvengono solo all’interno della persona: quando  questa orienta il suo desiderio e, in relazione a questo, di quanta forza ha bisogno. Essa riceve in base a questo.

Siamo sempre sotto l’influenza della luce, ma è molto debole. Noi non corrispondiamo a questa luce, ma sentiamo la sua mancanza, ed è per questo che noi non ce ne accorgiamo.

La luce è una forza, che ci influenza sia per quanto riguarda la nostra somiglianza con essa che il contrario. Ecco perché la luce della festa di Pasqua ebraica è una grande luce, ma non si manifesta apertamente.

Pensiamo che la luce esiste quando c’è luce fuori. Ma non c’è nulla fuori, il mondo intero è dentro di noi. Ed ecco perché per luce si intende la luce della mente, la luce dei sentimenti, di apertura del nostro cuore e dei pensieri.

Un mondo vasto che sembra che ci circonda viene rivelato, ma in realtà, è nelle nostre sensazioni e nella nostra mente. E la luce è la forza della rivelazione nelle sensazioni o nei pensieri.
[74324]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2012, Shamati 59)

Materiale correlato:

Laitman blog: Tutta la verità sulla Luce Circostante
Laitman blog: Tutta la Luce? Non è troppo, non posso averne soltanto un poco?