Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

C’è una donna dietro ogni uomo di successo

Domanda: Le donne dovrebbero agire come se gli uomini si trovassero già nella qualità di Lishmà (intenzione altruistica)?

Risposta: No! Le donne non dovrebbero pensare che gli uomini siano già a tale livello. Li devono vedere come dei bambini: Tutti insieme stiamo partecipando a questo gioco. Loro trattano gli uomini come una madre tratta i suoi figli e come una moglie che manda il marito a lavorare.

Dicono che c’è sempre una donna dietro ogni uomo di successo, e questo è realmente vero. Non potrebbe essere in altro modo. Allora, vogliamo essere degli uomini fortunati!
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(Tratto dalla lezione 2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Unione sopra e sotto

Domanda: Abbiamo bisogno di essere impregnati di desiderio dal gruppo, ma anche dalle masse. Qual è la differenza?

Risposta: C’è il nostro gruppo, Bnei Baruch (BB), e ci sono le nazioni del mondo. Anche se un’unità (∑) delle nazioni si eleverà in futuro, sarà capace solamente di generare un pianto diretto verso l’alto. La loro unione è buona per unirsi alla nostra unione. E la nostra unione, in cambio, si unirà con l’Uno (1).

Perciò, c’è l’unificazione delle nazioni, l’unificazione tra di noi, e  l’unificazione delle nazioni con noi, dove le masse vengono incluse in noi come le sette Sefirot basse di Bina. È necessario avere un’unione interiore sotto e unione interiore sopra, e allora ci uniremo tutti quanti e ci fonderemo con il Creatore come un tutt’uno.

In questa maniera, noi, come le tre Sefirot superiori di Bina (GAR de Bina), dovremmo provvedere alla correzione delle sue sette Sefirot inferiori (ZAT de Bina).

Domanda: Allora ci sono due livelli di correzione? Noi ci uniamo per il bene della dazione, mentre le masse devono correggere l’egoismo nel livello materiale?

Risposta: Noi non correggiamo niente là tra le nazioni. Noi ci connettiamo con le persone e prendiamo il loro desiderio, che ci aiuta a unirci in maniera ancora più stretta e a stabilire una connessione con la forza superiore, con la Luce. E la Luce agisce in loro attraverso noi.

Alla fine, siamo noi che stiamo portando avanti il lavoro, e non le masse. Senza essere capaci di farlo da soli, loro ci danno la forza per la correzione, e non più di questo. È vero che anche loro hanno bisogno di cercare di unirsi; tuttavia, nessuno è capace di vera unità, nemmeno noi. Soltanto la Luce la realizza. Ed è per questo che la cosa più importante per loro è di comprendere che senza l’unità tra di loro, non ci sarà una buona vita. E noi prenderemo questa richiesta, noi penetreremo e assorbiremo la profondità del dolore amaro e lo trasformeremo in una preghiera.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Un Workshop senza fine

Domanda: Al workshop, sentivo l’interazione tra le parti maschili e femminili. Questa è stata una sensazione assolutamente straordinaria! Ora occorre un’ intensificazione per amplificarla non dieci volte, ma cento volte di più. Come possiamo ottenere questa aggiunta, questa intensificazione? Cosa dovrebbe essere fatto e da chi, adesso o al prossimo workshop?

Risposta: Un workshop non dovrebbe finire mai. Un workshop è un piccolo, intermedio trampolino di lancio al grado successivo. Noi non dovremmo dimenticare questo stato, ma tenerlo dentro di noi. Se dovessimo andar fuori o sederci a mangiare, dovremmo mantenere lo stesso stato come ora.

Il pasto dovrebbe procedere con calma. Non disturbare una persona seduta accanto a te con questioni estranee. Dovrebbe esserci solo una minima discussione.

Non sto dicendo che dovresti ritirarti in te stesso, in alcun modo. Ma ogni persona dovrebbe sentire che ha tempo per i pensieri e i sentimenti. E la cosa più importante è quella di preservare ciò che abbiamo sentito proprio ora. Questo è lo stato che abbiamo bisogno di mantenere.

E dopo un pasto, cerchiamo di preservare questo stato ancora di più, perché qualsiasi disturbo che succede qua e là, ha bisogno di essere collegato verso il rafforzamento della nostra sensazione presente.

Tutto deve passare agevolmente da uno all’altro. Praticamente l’intero congresso è una singola azione. In principio, tutto questo dovrebbe essere accompagnato da movimenti consolidati di costante ascesa.

Vi chiedo di non perdere quello che abbiamo ricevuto, ma di raccoglierlo poco a poco, come un bambino accumula le conoscenze e le competenze e diventa grande. Ecco perché tutti i disturbi dovrebbero essere attribuiti immediatamente al movimento successivo. Così vedrete come essi diventeranno fecondi. È grazie a loro che noi avanzeremo. È scritto che l’egoismo è “un aiuto contro di noi”. Esso è contro, ma a tutti gli effetti è un aiuto.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Workshop 2)

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Rivelare l’unione della Natura

Domanda: Se raggiungiamo la meta  e ci uniamo in un kli comune mondiale, che cambiamenti succederanno in Europa?

Risposta: Dobbiamo capire che tutti i problemi, incluso la crisi, con tutta la sofferenza, compaiono per una ragione: per poter guidare le persone a scoprire la causa, la radice, per scoprire perché sta succedendo tutto questo. Vediamo che gli scienziati, gli economisti ed i politici non possono fare nulla.

Il mondo è entrato nello stato che la Kabbalah  menzionava da molto tempo. Abbiamo parlato di questo prima del ventunesimo secolo. Ne ho sentito parlare venti anni fa e non credevo che potesse succedere. “Così”, ho pensato “che cosa posso fare?”.

Il mondo è entrato in uno stadio differente. Oggi, siamo in un livello completamente differente. Noi dobbiamo rivelare l’unione della natura. Ecco perché il mondo è globale, integrale e non solo dentro di noi, ma anche attorno a noi.

Oggi, riveliamo la forza superiore a tutti i livelli di sviluppo, anche il livello inanimato della natura incluso lo spazio vuoto, per non menzionare gli strati più elevati, vegetale ed animale della natura sono tutti un’unica cosa. Tutto questo è una forza globale, integrale dallo zero all’infinito, un unico insieme.

C’è un eccezione che è un problema interno, c’è l’essere umano, il centro del mondo. A lui è data la libertà, e egli compie quello che gli pare a discapito di tutto il resto. Egli è terribilmente negativo contro tutto il resto.

Noi paragoniamo questo essere umano, che poi è tutta l’umanità, ad una crescita tumorale per via del fatto che mangia tutto quello che lo circonda. Distrugge tutto quello che è vivo ed è in contraddizione con il resto della natura. Tutto il resto della natura è globale, integrale e unito. Noi non siamo per nulla uniti, né globali né integrali.

Diciamo che è arrivata la crisi globale. Cosa significa? Significa che non ci accordiamo con il resto della natura! Dov’è la crisi? E’ dentro di te o in quanto ti circonda?

Devi ricostruire te stesso. Anche la vostra società umana deve diventare globale ed integrale. Come si può fare? Può realizzarsi attraverso l’uno, ottenendo l’eguaglianza, la connessione, la comprensione reciproca. Tutto il nostro sviluppo mostra quanto siamo interconnessi, non possiamo liberarci da questa cosa.

Guarda cosa succede, un paese viene boicottato, scollegato dalle transazioni finanziarie o qualcosa di simile, e non può più fare nulla. E’ la fine, la vita è finita. Tagliato dal resto del mondo, e non può esistere. Questa è la misura di quanto il mondo sia globale.

Questo non era mai successo prima.

La nostra società è opposta a questa globalità. La natura umana al momento è opposta a questo. Ecco perché, naturalmente, se rimuoviamo questa contraddizione, vedremo le forze della natura rivelate nella loro interezza.

Troveremo noi stessi completamente collegati con il mondo intero, ed inoltre, senza limiti, infiniti. Ci sentiremo vivere eternamente, in  armonia  con tutti gli altri strati della natura.

Questo non si applica solo ai paesi che stanno soffrendo per la crisi. Dovremmo considerare il livello per cui ci innalziamo e vediamo che questi fenomeni della crisi sono un ostacolo per noi da superare per raggiungere lo scopo più elevato. Proprio come una persona che vive una crisi a livello individuale, così succede per una nazione e per la società umana in termini globali. Questo è l’unico modo di guardare la natura.

Noi non possiamo oggi avvicinarci ai governi e parlare di questo con loro per via del fatto che rappresentano i più grossi egoisti e non sono in grado di comprenderlo. Nientemeno, le loro menti stanno cambiando. C’è una grossa differenza tra quanto dicevano cinque anni fa e quanto dicono oggi. Questo perché i colpi e le punizioni rendono una persona più saggia e ricettiva. Ecco perché spero che saranno in grado di realizzare questo.

In aggiunta ai materiali che ci stiamo preparando a sottoporre all’UNESCO; alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, stiamo collegando molti scienziati al nostro lavoro che hanno le nostre medesime idee, costoro che comprendono che la natura umana, la natura della società umana deve essere cambiata nelle sue fondamenta.

Il problema è che non hanno un metodo. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di un equilibrio globale con la natura. Di essere in un omeostasi con essa. Migliaia di scienziati nel mondo stanno parlando di queste cose. Ma come si può fare? Si Deve ? Non c’è risposta.

Milioni di persone nel mondo stanno perdendo il posto di lavoro. La crisi ci porterà al punto in cui produrremo solo quanto è necessario per la nostra esistenza.

Ecco perché le persone devono comprendere. Devono studiare sé stesse e cambiare invece di inquinare e rovinare la natura. Non ho bisogno poi di così tanto nutrimento per dare da mangiare al mio “animale” per la mia esistenza comune.

Devo dedicare il tempo che rimane, il resto della mia forza a cambiare la società umana. Ed allora, sentiremo l’armonia eterna e totale. Questo sarà molto di più di quanto cerchiamo di ottenere oggi. Quindi dovremmo vedere la crisi come un ostacolo sul quale innalzarci assieme. Ecco perché siamo qui.
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(Dal Congresso di Vilnius 24.03.2012, Lezione 3)

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Domanda: Come posso prepararmi correttamente per un workshop? Come faccio, come partecipante, a promuovere il gruppo durante  il workshop?

Risposta: Come leader, “buttare lì” una domanda, o un’idea, o uno stato. E noi dovremmo discutere questo stato.

Ognuno dovrebbe pensare a ciò che vorrebbe dire su questo stato, e come dovrebbe completarlo, per non ripetersi, ma solo per aggiungere qualcosa a ciò che è stato detto così che, esso diventi un parere congiunto su un determinato argomento.

Domanda: Come dovrei guardare i workshop? Cosa non è permesso di dire?

Risposta: Non è permesso dire cose negative, ma solo cose positive.

In generale, l’intero congresso è basato sul fatto che noi saliamo sopra tutti i nostri problemi negativi: personali, del gruppo e del mondo. Pensiamo solo all’unione e viviamo solo di questo. Ecco perché noi non tocchiamo i problemi. Accenneremo a loro un po’ durante le lezioni, ma il workshop è costruito solo sulle ascese.

Parliamo solo del grado a cui desideriamo salire. Lo immaginiamo; cerchiamo costantemente di adeguarci. Cancellando noi stessi, e dalla connessione tra noi, cerchiamo di sentire che cos’è questo grado superiore, la luce che ci circonda, quali sono queste qualità, ecc.

Questo significa che in nessun modo si dovrebbe cadere sotto il livello a cui si desidera salire.

Domanda: Come possiamo capire se il nostro workshop ha avuto successo o no?

Risposta: Il workshop è stato un successo se la gente lo lascia con la sensazione che ha ottenuto la cosa più importante.

Domanda: Come possono i gruppi individuali che si connettono con noi durante i workshop metterli in pratica?

Risposta: Dovrebbero partecipare con noi ai workshop.

Colui, che è seduto da solo di fronte al computer, sentirà la nostra atmosfera. Egli ascolterà il focus del gruppo; che verrà trasmesso specificamente per tutti gli individui.

Per quanto riguarda i gruppi, discutono le stesse domande che “butteranno fuori” ai gruppi davanti a loro. Non importa per me se è qui davanti a me o è davanti a tutto il mondo.

I gruppi di tutto il mondo discutono l’argomento del workshop e fanno le stesse cose davanti a me. Se l’alunno è solo, ascolta il focus del gruppo e partecipa semplicemente insieme a loro.
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(Dalla Lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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Le tre identità dell’educatore

Domanda: Come possiamo noi e il mondo intero conoscere la rete inseparabile che ci collega?

Risposta: Per poter farlo, noi rafforziamo la nostra connessione con le persone, con il mondo. Questa ricognizione passerà a loro attraverso di noi. Conoscere il sistema generale significa conoscere la connessione tra tutte le sue parti, e questa connessione si raggiunge dedicando se stessi alla divulgazione.

Dobbiamo comprendere le masse: la loro natura, il loro carattere e i loro quesiti, e da questo adattare il nostro approccio a loro. Interiormente dobbiamo agire come adulti che giocano con dei bambini, con la chiara intenzione e conoscenza di quello che vogliamo raggiungere con questo gioco.

Domanda: Dobbiamo insegnare alle persone le leggi del sistema integrale in aggiunta all’importanza di una buona relazione reciproca con gli altri?

Risposta: Questo viene chiamato educazione, e in questo l’educatore si differenzia dall’insegnante. Un insegnante presenta fatti, formule, grafici, ecc. Lui insegna agli studenti i risultati delle ricerche. Dall’altra parte, l’educatore tratta gli studenti in maniera più astuta, in maniera a doppia faccia. Un educatore ha due parti, due identità, una che scende al livello degli studenti per poter connettersi con loro, mentre l’altra ha una chiara intenzione, sapendo dove e a che cosa vuole portare gli studenti. L’educatore stesso è la terza identità, e nessuno sa il suo livello. Questo significa che il ruolo dell’educatore è, da una parte vedere il livello degli studenti, e dall’altra parte, vedere il livello al quale può innalzare gli studenti e collegare i due livelli, insegnare agli studenti a spostarsi da un livello all’altro, e a spronargli a farlo.

Un educatore ha un ruolo speciale e ha bisogno di una preparazione speciale per presentarsi davanti a un pubblico. Dovrebbe sapere che cosa dare e che cosa nascondere, come giocare e come mettere delle maschere, come delle volte pretendere di non capire, e alcune volte apparire strano, astuto, ecc. …in questa maniera si permette allo studente di attraversare degli stati che ti riguardano, al materiale, al Creatore, e al mondo. Uno “studente” è qualcuno che desidera con maturità di accettare tutte queste forme dall’educatore, sapendo che tutto è a suo favore. Dall’altra parte, un insegnante semplicemente insegna delle leggi agli studenti.

Sulla rete che ci collega tutti, senz’altro spieghiamo le sue leggi. Spieghiamo il mondo in cui viviamo, la crisi globale che deriva dal fatto che la natura è globale, e quindi c’è una connessione reciproca e interdipendenza tra tutte le sue parti, e che l’uomo è la ragione per la quale tutto sta accadendo perché non è connesso alla natura, e che per poter risolvere la crisi dobbiamo unirci. Tutto questo, senz’altro, è parte del nostro programma.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Perché andiamo al Congresso?

Domanda: Il congresso in Brasile si sta avvicinando. Che cosa potrà dare a chi vi partecipa fisicamente?

Risposta: Se una persona ha già partecipato ad altri congressi e questa volta non può farlo, non dovrebbe essere molto critico. D’altro canto, queste persone sanno già che il congresso vale lo sforzo. Le persone che non hanno mai partecipato a un congresso, dovrebbero fare di tutto per essere lì.

Adesso i nostri congressi sono perlopiù sulla connessione. Le persone non vengono unicamente per sentire le mie letture. Il Congresso fa spuntare in me l’azione in modo che io formi un vaso, un desiderio, insieme con tutti. Allora io sento la differenza tra i miei pensieri privati e i pensieri del cerchio generale. Questi sono due livelli di pensiero e sentimenti totalmente diversi.

Il congresso permette alla persona di sentire un poco il sapore dell’unione, che è essenzialmente il “posteriore” del Creatore. Quando l’unione fa presa sulla persona, essa scopre che qui si trova una sensazione nascosta, il “punto di unione” di cui parla Baal HaSulam. Se la persona trova incanto nell’unione con il gruppo, raggiunge il sentiero che conduce verso il Creatore.

Perciò, il congresso è un’opportunità rara grazie alla quale la persona può continuare a camminare in sicurezza verso l’alto perché ha già le impressioni giuste. Io non credo che sia possibile ottenere questo attualmente senza una connessione fisica.

Quindi, è molto importante arrivare di persona. Una persona che sia già stata a un congresso generalmente comprende che dovrebbe farlo – a qualsiasi prezzo ragionevole. Ma se non avete mai sentito questo, allora seguite il mio consiglio: Venite e basta. In un paese come il Brasile, il prossimo congresso potrebbe essere tra due o tre anni. Vale la pena anche pagarlo a rate in diversi paghi mensili. In questo modo vi state comprando un vero bene, e se lo perdete ve ne pentirete più tardi. Un debito ragionevole non è cosi negativo. Non posporre la cosa più importante della vita per più tardi. Io vi consiglio fortemente di venire.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Un approccio olistico

Domanda: Quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci hanno insegnato a trattarci bene uno con l’altro. E adesso abbiamo bisogno di un ambiente, che seguirà lo stesso pensiero. Ma lei ha detto anche che dobbiamo trattare la natura come un insieme. Che cosa significa?

Risposta: Non dovremmo proteggere la natura inanimata, vegetativa e animata? Non dovremmo amarla? Amare la natura significa vivere in essa senza cercare di prenderci tutto il possibile da lei. “Facciamo saltare la montagna, prosciughiamo il mare, facciamo tutto quello che ci porti un beneficio…” No, noi dobbiamo avere un atteggiamento equilibrato verso tutto.

Gli ecologisti sono stati sconfitti, ma noi avremo successo perché diciamo: “La natura è bilanciata. Allora, prima di tutto sperimentiamo in noi ciò che questo significa. Cerchiamo di sentire tra di noi ciò che significa essere in equilibrio, di proteggere tutto in natura, e di prendere da essa unicamente quello che ci serve per la nostra sopravvivenza.” Gli animali agiscono cosi in maniera naturale.

Questo è parte dell’educazione integrale. E aiuterà senz’altro la gente anche ad avere un atteggiamento giusto verso l’ambiente naturale. È impossibile insegnare alle persone unicamente a trattarsi bene uno con l’altro; devono anche imparare ad avere un atteggiamento gentile e adeguato verso la natura, alla nozione attuale di “natura”.

Dopotutto, siamo nel processo di sviluppo, e qualcuno ci dirige e ci spinge. Da dove viene questo? Che tipo di forze ci stanno sviluppando? Dove risiede il mio domani? Potrebbe non essermi familiare, ma ci sono delle persone che lo rivelano e che possono percepirlo. Vediamo davanti a noi un processo causale, passo dopo passo; vediamo che la natura si evolve consistentemente e ogni dettaglio in essa dipende da altri dettagli. Einstein voleva veramente conoscere la formula universale e comune della natura, la scienza è familiare a questo principio, la scienza sta attenta alle influenze reciproche di tutte le parti della natura sulle altre.

E noi non siamo un’eccezione. E quindi, mentre impariamo a unirci, quest’unione include la natura come un tutto, insieme con la sua legge che comprende tutto, che sviluppa noi e tutto il resto. La società umana non è la sola cosa da sviluppare, anche la natura vegetativa e animata si sviluppano, anche se in maniera molto più lenta. L’intero universo è nello stato di sviluppo. Dove è diretto? Noi non lo sappiamo, ma il fatto rimane: L’universo si sta espandendo, e sperimentando processi diversi, e nessuno di questo è accidentale, anche se noi ancora non possiamo comprenderli. Mentre avanziamo, impariamo che c’è una legge della natura occulta qui.

Alla fine noi vediamo che tutte le leggi sono ovviamente tessute in una sola, anche se la connessione tra biologia, zoologia, botanica, mineralogia, uomo, stelle e altre cose scappano da noi. Noi non siamo capaci di vedere le reti che collegano tutto, ma essenzialmente tutto è una singola Natura, e non è divisa in diversi segmenti. E per questo motivo che dobbiamo avere un approccio olistico, d’interezza verso essa. Inoltre, noi siamo una sua parte inseparabile. La vita stessa lo dice: Studia i fatti e non le argomentazioni di qualcuno.

È come se esistessero due direzioni:

  • Puoi formare una buona attitudine verso la società umana e poi giustificare la devastazione della terra per il bene comune;
  • O in forma inversa, puoi dare priorità alla protezione ambientale e negare le persone.

Invece, io dico “No, l’approccio deve essere d’interezza, “rotondo”. Ci è richiesta una singola attitudine verso tutto. Dopo tutto, l’uomo è parte della natura, e quindi lui deve avere un’attitudine uguale verso la società, la famiglia, e la natura come un tutto. Dobbiamo raggiungere l’equilibrio tra tutte le parti. L’equilibrio è inerente alla natura, e quindi noi osserviamo questa legge”.

È anche bilanciato dall’influenza reciproca e il movimento dei pianeti, delle stelle e delle galassie. E ogni interferenza con la natura si riflette nelle varie parti. Allora, noi abbiamo bisogno di comprendere il nostro posto nel sistema e costruire un’attitudine adeguata.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “Una nuova vita”, episodio n.11 del 09.01.2012)

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Il giorno dell’indipendenza di Israele: “conquiste” che mettono le vertigini

Domanda: Ho letto di recente un articolo che parla di come le cose che hanno avuto successo nel mondo non hanno preso piede in Israele, cose come i film di fantasia e certi complicati aggeggi relativi al campo della comunicazione. Perché è successo così?

Risposta: Noi, il popolo di Israele, siamo degli “animali primitivi”, la nazione più arretrata, se non fosse che viviamo in uno schema che è giusto per noi. Questa situazione è evidente nella cultura, nell’educazione, ed in tutto il resto che sta succedendo qui. Non riusciamo a fare niente giusto, e ne siamo anche orgogliosi.

Non capiamo che, né adesso né in futuro, non conseguiremo niente fino quando non ci porremo al di sotto della forza superiore. Se ci paragoniamo alle conquiste realizzate dagli ebrei all’estero, praticamente non abbiamo niente, qui, di cui essere orgogliosi. Naturalmente, cerchiamo di fare le cose per bene ma, considerando le nostre potenzialità, il risultato è una minima parte di quello che potremmo fare.

Ci siamo sempre paragonati alle altre nazioni, ma non è corretto fare così, perché tutto il nostro potenziale deriva da Bina, non da Malchut. Allora, perché andiamo sempre indietro? In sostanza, le nostre “conquiste” sono dei fallimenti, se paragonate a quello che siamo capaci di fare.

Niente ci sarà di aiuto. Se non ci connetteremo alla nostra sorgente, allora non sopravviveremo.

Questa è la ragione per cui festeggiamo il Giorno dell’Indipendenza, quando siamo felici della possibilità di fare il lavoro spirituale e di ascendere spiritualmente. Questo giorno non riguarda “contare i soldi che si hanno”, perché questo riguarda solamente i nostri corpi. Non possiamo guardare alla vita in questo modo.

Il giorno dell’indipendenza ci fa ricordare la possibilità che ci è stata data. Realizzando questa possibilità nel modo corretto, saremo in grado di portare il mondo intero verso l’ascesa spirituale, verso l’eternità e la perfezione. La questione, qui, non è lo stato o la nazione di Israele, ma l’essenza spirituale di quello che sta succedendo. Siamo stati condotti nel punto della realizzazione spirituale, il punto dove la redenzione spirituale del mondo intero incomincia.
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.05.2011 “ereditare la terra”)

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Relazionarsi verso ognuno con calore

Domanda: Come dovremmo relazionarci ai nuovi arrivati durante il congresso?

Risposta: Direi che non c’è una grande differenza tra i nuovi arrivati e gli studenti veterani. E’ così perché quando le persone si mescolano l’una con l’altra, la differenza è sempre lì, e in linea di principio non è importante quanto una persona sa, o a che livello lui o lei esiste, dato che questo è il riflesso dell’ intera umanità, che consiste dai più piccoli a quelli più grandi, coloro che già capiscono e forse sentono anche parzialmente il mondo superiore. Quindi la cosa più importante per tutti è mescolarsi l’uno con l’altro.

Gli studenti veterani devono aiutare i nuovi arrivati. Essi devono lavorare con tutte le forze, partecipare attivamente, e preparare tutto ciò che verrà messo in atto. Organizzeremo colloqui preliminari con loro su come condurre i seminari, come parlare con tutti e coinvolgerli e come connettersi a tutti con calore. La cosa più importante è dare l’esempio.
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(Da una conferenza dello Unity Day Mondiale, Preparazione al Congresso, 22.04.2012)