Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Per l’amore di entrare nel mondo

Domanda: C’è una tale nozione “a lungo raggio” dove alla fine dovrebbero essere le nostre azioni  a guidare gli workshop ?

Risposta: Lo facciamo solo per andare nel mondo. Abbiamo bisogno di elaborare questo sistema, afferrare saldamente la nostra unione, il centro del gruppo. Dobbiamo sentire il modo in cui cominciamo a vedere in esso la manifestazione dello stato maggiore, la Forza Superiore, come ci riguarda, come ci aggrappiamo ad esso, e come ci tiene, per non lasciarci andare. Ognuno di noi dovrebbe capire chiaramente come lavora su tutte le sue manifestazioni egoistiche, rifiuti, ecc.

Quando questo metodo viene correttamente stabilito in noi, guardiamo il mondo in modo diverso. Vedremo tutto ciò che è contro di noi come aiuto “contro di noi,” non solo “contro”. E allora saremo in grado di portare questo nel mondo.

Dopo tutto, tutto è cominciato da movimenti di resistenza in tutti i paesi. Per questo motivo, abbiamo cominciato ad uscire e a fare dei cerchi.

Ed ora, facciamo questi circoli, queste “tavole rotonde” dentro di noi. Abbiamo bisogno di lavorare fuori spiritualmente su di un grado diverso, per andare nel mondo, e per iniziare a diffonderli non, come abbiamo fatto prima, ma in una forma più intensa e luminosa, collegata con la radice superiore, in modo che il mondo senta che non è solo un accordo tra noi, ma che c’è una forza con cui risolvere i problemi. Questo è importante.
[79130]

(Dalla Lezione virtuale del 20.05.2012, Nozioni di base di Kabbalah)

Materiale correlato:

Laitman blog: Conferenza stampa del movimento Arvut
Laitman blog: Preparazione per 1000 Tavole Rotonde

Il mondo si sta aprendo con grande velocità

Domanda: Perché trovo così facile parlare della saggezza della Kabbalah se succede di farlo per noi stessi, ma quando comincio a parlare alla gente di mutua garanzia, diventa così difficile e devo riflettere attentamente e fare grandi sforzi?

Risposta: Questo è grandioso! Ora stai scoprendo che quando parli della saggezza della Kabbalah, stai utilizzando parole prive di significato per te, riguardanti un mondo che non senti ancora. Ma se tu inizi a parlare usando il linguaggio di questo mondo, di mutua garanzia, odio, vicinanza, alienazione e connessione, inizi già a sentire forti emozioni e quindi capisci quanto sei lontano da questi concetti.

Infatti, diventa realmente difficile parlare di questo perché fino a quando si utilizza il linguaggio della Kabbalah, tutto viene fuori molto agevolmente: Reshimot, Partzufim, Masachim (schermi) che salgono e scendono da un luogo ad un altro, restrizioni, Luce ritornante, Luce diretta… tutto questo sembra essere grandioso. Tu giochi con le parole come un prestigiatore in un circo gioca con le palline, ma in realtà, queste rimangono solo parole.

Quando tu cominci a legare le parole ai tuoi sentimenti senza usare il linguaggio della Kabbalah, ma piuttosto la lingua di questo mondo, scopri quanto è estraneo per il tuo cuore. Ecco perché diventa così difficile.

Dobbiamo iniziare a usare parole che sono più vicine al cuore, e poi capirai in che misura il cuore non è d’accordo con loro. Abitua il tuo cuore utilizzandole gradualmente, poco a poco. Questo è ciò che ci sta accadendo oggi; stiamo avanzando correttamente.

Dobbiamo avanzare al ritmo del mondo che si aprirà a noi senza forzarlo, ma semplicemente utilizzando le opportunità date a noi: collegare le diverse organizzazioni, dando fuori opuscoli e volantini, diffondendo materiali attraverso Internet, dando lezioni, ecc. Poi vedremo come la strada si aprirà per noi.
[81257]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2012, Shamati #30)

Materiale correlato:

Laitman blog: Garanzia Mutua: Non sogni rosei ma la vera realtà
Laitman blog: La Luce, così insondabile in essenza

Il giorno del Signore e la notte del Signore

Domanda: Dall’articolo di Baal HaSulam sul libro Shamati. “Qual è il giorno del Signore e la notte del Signore nel lavoro”, per favore può chiarire che cosa sono “il giorno e la notte del Signore in opposizione ai nostri giorni e notti?

Risposta: E’ scritto: Per quale motivo dovresti avere il giorno del Signore? È oscurità e non luce. La domanda è: Qual è il giorno del Signore? Se uno lotta per raggiungere la similitudine con le proprietà del Creatore, allora il giorno del Signore è lo stato nel quale uno è capace di donare. Non è sul riempire i propri desideri, ma piuttosto uno stato contrario a un desiderio soddisfatto quando uno chiede solamente una cosa: ottenere la qualità di dazione, la proprietà di fede al di sopra della ragione.

In altre parole, nei desideri che cambiano costantemente, uno sente l’oscurità e non vuole che la Luce splenda in sé perché potrebbe significare che uno si trovi nello stato chiamato “dentro la ragione”. Il Creatore desidera che noi otteniamo una nuova natura, che ci permetterà di  sentire che solamente quando ci eleviamo oltre la sensazione di oscurità possiamo effettivamente imparare a donare a Lui.

Che cosa possiamo donare? Unicamente la nostra aspirazione! È a questo punto che iniziamo a ringraziare il Creatore per far di noi degli egoisti e garantirci dei grandi desideri individuali con i quali possiamo giocare e, nel farlo, imparare ad andare contro di loro. È come se il Creatore volesse soddisfare tutti i nostri desideri egoistici e noi fossimo spaventati di ricevere da Lui. È così che ci eleviamo oltre i nostri desideri, questo processo ci dà l’opportunità di ricevere un “dono”, un aiuto, dal Creatore, che a sua volta ci permette di realizzare che la nostra opposizione ha il ruolo dell’attuale aiuto. È il nostro tangibile dono al Creatore.

La nostra preghiera non è mai genuina, poiché i desideri che emergono in noi sono completamente egoisti. E quindi, anche se noi preghiamo per acquisire la qualità di dazione, le nostre azioni hanno origine ancora dal desiderio corrotto di ricevere, il desiderio che portiamo dentro di noi, il desiderio di avere “in nostro beneficio”. È per questo che le nostre richieste non sono autentiche e sono chiamate “miskhak”, un gioco.

Dall’altra parte, il Creatore gioca anche con noi, com’è detto: Lui pratica (gioca) con Leviatan. Significa che lo scopo, che è la connessione del Creatore con le creature, è solo in pratica (gioco) non è questione di desiderio e bisogno. Di conseguenza, diventa possibile pregare e chiedere a Lui di garantirci la qualità di dazione in maniera “non seria”, e quindi portando la Sua seriosità e la nostra seriosità in equivalenza. Questo promuove la nostra similitudine con Lui, l’equivalenza della forma.

Tutto quello che dobbiamo chiedere è la Luce costante del Creatore, di fluire oltre le nostre condizioni interne che accadono a causa delle Reshimot. Non c’è altro da chiedere oltre di essere “trasportati” oltre le Reshimot come se fossimo sulle onde, oltre qualsiasi desiderio che emerga in noi e tutte le proprietà che abbiamo. Dovremmo lottare per elevarci sopra di esse per poter essere capaci di donare al Creatore.

Questa è l’unica cosa che possiamo dare a Lui; non c’è altro che possiamo donare. Se non riceviamo il potere di donare a Lui, non saremo capaci di generare da noi questa proprietà.

Se ci venisse detto che la conoscenza formale sarebbe il nostro profitto nel coinvolgerci nella Torà e Mizvot, (invece dell’autogratificazione) uno potrebbe dire: “Io la considero oscurità e non Luce”, poiché questa conoscenza ci porta all’oscurità.
[79063]

Materiale correlato:

Laitman blog: Le Nazioni Unite perpetua il conflitto israelo palestinese
Laitman blog: Scusami, non volevo svegliarti!

Il Creatore governa con amore

Domanda: Nel cammino spirituale il mio desiderio egoistico si affronta con sensazioni spiacevoli.

Risposta: Fino al punto in cui finalmente ti alzi e senti quanto buono é realmente. Proprio ora sei orgoglioso di te stesso come un gallo pomposo, quindi per forza che non è piacevole. Ma dopo, tu comincerai a valorizzare l’attitudine del Creatore e vedrai che Lui sta veramente mostrando umiltà. E’ detto che là dove rivelerai la grandezza del Creatore, rivelerai la Sua modestia.

Non c’è nulla che sia più grande della modestia, benché l’egoismo non sia d’accordo. La modestia è il risultato di una reazione alla Luce Circostante del Creatore, che è il livello maggiore. Non appare alla prima volta, è preceduto dalla realizzazione del fatto che l’Uno superiore governa con amore. Per noi, potenza significa tirannia e oppressione, mentre in spiritualità è l’opposto: L’Uno Superiore ti mostra l’estensione alla quale Lui si china prima di te. E cominci ad avvalorarLo per questo.

Domanda: In questo caso, chi lavora con chi: Lui con me, o io con Lui?

Risposta: E’ un lavoro mutuo. E’ detto “Io sono il primo.” In altre parole, il superiore ti porta tutti i tuoi stati; tu sempre esisti all’interno delle circostanze create da Lui. Quindi, prima di tutto, devi ricordarti che vivi in un mondo che Lui ha formato. E dopo, devi guardare te stesso di lato: ”Come sto reagendo a questo? Sono capace di fare qualcosa o sono completamente debole? Sono arrabbiato? Ho ceduto? Come rispondo al mio stato attuale? Posso cambiare a uno stato desiderato? E che cos’è esattamente?

Nella ricerca per i significati per permettere questa transizione, scopri che è possibile cambiare solo il tuo stato verso il superiore. Questo significa che devi chiedere a Lui di farlo.

In quanto al superiore, Lui ha costruito un ordine ristretto, una catena di stati attraverso la quale Lui ha bisogno di guidarti. Se sei in accordo con il Suo piano, se chiedi di andare al prossimo stato, allora puoi rivelarLo come buono e propizio. Dopo di questo, tu lo desideri e questo ti riempie. Comunque, se tu non chiedi per il prossimo stato, allora si manifesterà attraverso qualità cattive e brutte sensazioni.

Così è impostata la catena, e tutto dipende dalla tua preparazione. Forzando lo stato successivo, lo ricevi come un regalo, e viceversa, rigettando il nuovo stato lo sentirai come una forma di sofferenza, che tuttavia continua a insegnarti qualcosa.

Domanda: Questo significa che la mia richiesta determina le sensazioni lungo il cammino?

Risposta: Si. Tu hai bisogno di innalzare MAN, una richiesta per la correzione.

Domanda: Comunque, l’umiltà mi priva della forza. E’ impossibile avanzare in questa maniera finché lo sviluppo non sia costruito in un forte desiderio egoistico. Che cosa rimarrà dopo la rinuncia a me stesso? Forse otterrò una nuova mente, ma essenzialmente io, me stesso, non esisterò a lungo.

Risposta: La rinuncia a se stessi è realizzata attraverso il potere della mente, per mezzo di conoscenza vicina con il Creatore, quando chino la mia testa, quando lavoro completamente al mio desiderio. La rinuncia a se stessi è una transizione attraverso un’azione di dazione, io comincio precisamente con la rinuncia, io accetto un nuovo ordine di lavoro in accordo con ciò che ho bisogno di unire con coloro che mi circondano maggiormente, penetrare i loro desideri, e formare un nuovo vaso. Questo richiede tante diverse e interdipendenti azioni fino a che non riesco a mettere insieme delle parti tra loro dipendenti.

Quindi non c’é fine in questo modo. Il Creatore semplicemente vuole che diventi “un bravo e intelligente ragazzo”. Quando ti chini prima del Creatore, ti stai veramente inchinando prima della proprietà della dazione, elevandola al di sopra del tuo egoismo, e continuando a lavorare con questa proprietà. Allora cominci ad attribuire al tuo ego la dazione.
[79332]

(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Baal HaSulam “600,000 Anime”)

Difficoltà a percepire la realtà

Domanda: Dovremmo includere la questione della percezione della realtà nel corso base dell’educazione integrale?

Risposta: Io non insegno questo argomento nel primo corso perché è una questione molto complessa. Dovrebbe essere insegnata con molta attenzione, in modo che non sembri misticismo, new age o come tutte le altre filosofie, oppure solo come delle idee sublimi.

Il materiale per l’insegnare la percezione della realtà dovrebbe essere basato sulla ricerca scientifica seria, che mostra prima di tutto, che è scienza, è fisica, e che questo deriva dal studiare questo mondo e non da alcune fonti antiche e confezionati con le loro conclusioni. Questo significa che non si tratta di qualcosa che sembra semplicemente in questo modo a noi, ma che si basa su dati scientifici. Allora possiamo già mettere insieme una certa immagine della nostra percezione del mondo, dei nostri sentimenti, delle nostre impressioni, l’elaborazione di queste informazioni internamente, come comunichiamo con il mondo, qual è il meccanismo chiamato “Io sono — l’uomo” il significato, e che cosa io vedo.

Ripeto, non ogni persona può percepire questo correttamente. Ho paura che questo problema si può trasformare in un ostacolo e che può evocare il rifiuto o può condurre all’ intorpidimento, a seguito della quale una persona vorrà staccare se stessa e in seguito non percepire o capire più niente, perché non gli parleresti dallo stesso livello da cui le avevi parlato prima dandole spiegazioni dei problemi della vita le quali sono stati presentati in modo coerente. In questo caso, è impossibile abbassare la spiegazione fino al livello di percezione ordinaria di una persona.

Questo problema dovrebbe essere parte della formazione degli insegnanti e ancora una volta non nel senso che essi dovrebbero insegnare questo materiale, ma solo per il loro sviluppo generale.
[80694]

Materiale correlato:

Laitman blog: Un kit di conoscenza per La Società del Futuro
Laitman blog: Bisogna iniziare dall’uomo!

E l’oscurità brillerà come la Luce

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” punto 138: Tuttavia dovreste sapere che la distanza tra i vestiti della Torà in questo mondo e i vestiti della Torà nel mondo di Azilut è incommensurabile…

“Vestiti della Torà” sta a disegni immaginari. Di fatto, non ci sono vestiti per niente, ma piuttosto esiste la Luce, e un vaso che dipinge la propria “realtà” contro la Luce al grado della loro similitudine. La Luce sta per assoluta dazione, e la sensazione del vaso dipende dal livello della sua corrispondenza con la Luce.

È questo quello che s’intende con vestiti della Torà, gli involucri che occultano la Luce dal vaso, dalla persona. E senz’altro, al livello di questo mondo dove uno è corrotto al massimo, succede che gli schermi che coprono la Luce siano i più grandi occultamenti possibili.

Tuttavia, la Torà in se, cioè la Luce nei vestiti non cambia tra la Torà di Azilut e la Torà di questo mondo, com’è scritto: “Io il Signore non cambio” (Malachi 3:6).

La Luce rimane costantemente in completo riposo, tuttavia, essa scende verso la persona in base al suo livello. Attraversa i “vestiti” che sono intesi per aiutare in qualche maniera la persona che li ottiene, e copre il proprio ego, facendo questo rivela la Luce, dato che riesce a cambiare il tipo di vestiti da oscuranti a rivelatori.

È cosi perché l’occultamento è il motivo per la rivelazione. Dopo questa correzione, dopo la rivelazione, l’occultamento è per la rivelazione come uno stoppino è per la luce che lo afferra. Più grande sarà l’occultamento, più grande sarà la Luce che si aderirà a esso quando sarà corretto. Perciò, tutti questi vestiti grezzi nei quali è vestita la Torà, in questo mondo, il loro valore non è inferiore alla Luce che vestono, ma è il contrario.

Indichiamo la Luce in rosso e i vestiti in blu. Più in basso scendiamo attraverso i mondi di Azilut, Beria, Yetzira e Assiya (ABYA), più vestiti troveremo. La Luce dell’Infinito è costante; tutto dipende dal posto dove si trova la persona che riceve. Certamente i principali vestiti del mondo di Assiya rivelano finalmente la Luce più potente alla persona. È chiamato “l’ordine opposto delle Luci e dei vasi”.

Domanda: Che cosa sono di fatto i vestiti?

Risposta: Schermi occultanti, c’è una legge sulla similitudine delle proprietà: Se tu possiedi un certo potenziale negativo (-), la Luce manifesterà se stessa negativa (-) in modo che ci sia uguaglianza tra di loro (=). Altrimenti sei incapace di rimanere in vita.

La Luce deve diminuire se stessa al tuo livello. È per questo che il sistema dei mondi (Olamot) esiste- il sistema degli occultamenti (Alamot): La Luce diminuisce fino al punto che tu la possa tollerare.

Domanda: Che cosa fa diventare i vestiti occultanti in rivelanti?

Risposta: Lo fa la persona. Sollevandosi oltre la ragione, uno prende la decisione di creare un vestito e chiede che esso nasconda il suo egoismo; allo stesso tempo lui lotta per essere sopra il proprio ego e di sollevarsi al livello della dazione. È cosi che una persona ottiene uno schermo e inizia a lavorare “in cima” a esso.

Nella stessa maniera il fuoco aderisce allo stoppino: La profondità dei nostri desideri, la nostra separazione dal Creatore, e le nostre aspirazioni eventualmente trascendono nella Luce. Non c’è Luce da se. I nostri sforzi intensificano lo spessore del desiderio, e l’oscurità inizia a illuminare. Senza lo stoppino non c’è il fuoco poiché il fuoco non può bruciare nel vuoto; ha bisogno di carburante, che brillerà e illuminerà come la Luce.

Domanda: Di che cosa abbiamo bisogno per questo?

Risposta: Dobbiamo accettare l’occultamento come il più grande aiuto che ci permette di muoverci gradualmente e avvicinare alla forza donante.
[78400]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il Centro è un posto per tutti
Laitman blog: Segnati dall’impronta della Luce

Molte reincarnazioni in un solo corpo

Domanda: Che cos’è una reincarnazione?

Risposta: Io sono nel desiderio di ricevere e scopro la frammentazione delle Reshimot (ricordi), significa che sento il mio legame con l’ambiente e il Creatore come se fosse rotto. Quindi io faccio gli sforzi per connettermi con l’ambiente al fine di diventare un recipiente adatto per il Creatore, per la Luce.

Supponiamo di lavorare sopra il mio desiderio frantumato, io ho chiesto e ottenuto l’influenza della luce che corregge il mio legame con i vasi frantumati che sono vicini a me, e noi collegandoci abbiamo raggiunto una maggiore compatibilità con la luce. Ora il vaso che è stato corretto da me viene riempito con la luce di Nefesh. Così io ho adempiuto al desiderio frantumato che è stato rivelato a me. Questo significa che ho vissuto una vita e ho eseguito una correzione.

Ora il livello successivo si è rivelato a me. Il precedente desiderio muore, non avrò più bisogno di lui. La luce che esce dal Partzuf spirituale precedente e si rivela nel prossimo Reshimo è maggiore e più avanzata. Questo significa che questo è ancora più rotto! Ma con l’esperienza che ho dalla vita precedente, so già come correggerlo. Pertanto, io continuo ad avanzare per correggere me stesso.

È necessario collegare i vasi rotti che sono ancora di più in opposizione uno rispetto all’altro e devo chiedere alla luce di connetterci. Così passa una vita dopo l’altra fino a quando raggiungo la mia correzione completa. Allora, i frantumi delle Reshimot cessano di essere evocate e rivelate dal momento che io ho corretto tutte le rotture, nel senso che ho attraversato tutte le mie vite. Queste vite non hanno nulla a che fare con il nostro corpo materiale che vive come un animale. È soltanto simile a un animale dal momento che la nostra vita simboleggia l’avanzamento del desiderio di ricevere.

In contrasto con la natura inanimata, vegetale e animale, noi siamo animali speciali in cui il desiderio di ricevere cambia continuamente e alla fine raggiunge un punto morto, che noi sentiamo oggi. Ci rendiamo conto improvvisamente che non è vita e che non capiamo dove stiamo andando. Le sofferenze ci obbligano a cominciare a chiedere sul senso della vita, circa il suo scopo e la sua radice. Nel desiderio che si sviluppa nei livelli inanimato, vegetale e animale, c’è già l’inizio di una nuova brama che ci obbliga a chiedere su ciò che c’è nel livello sopra di me.
[80163]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.06.2012, Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Passare la luce della realizzazione alla catena delle anime
Laitman blog: Da cosa dipende il mio futuro

Cosa rivelerebbe un cardiogramma dei desideri del cuore?

Domanda: Cos’è la Shechina?

Risposta: La Shechina è l’insieme di tutti i desideri creati dal Creatore uniti in un unico desiderio equivalente che si fonde con il Creatore nello stesso tipo di dazione come Egli è. Cioè, il desiderio di godere è pienamente corretto alla dazione.

Ma in relazione a noi, la Shechina è “nella polvere.” Il Creatore ha creato il desiderio di godere, e lo portò alla correzione finale: la finale, e la terza, esistono già nello stato corretto. Tuttavia, ci sentiamo come se fossimo al di fuori della Shechina, a tal punto che siamo nascosti dall’occultamento,dalla nebbia, e dall’inganno

Pertanto, ci sentiamo come se non apparteniamo a quel comune e corretto desiderio, e dobbiamo lavorare sodo per unirci con esso. Immaginate che ognuno è completamente corretto, ma voi, vedete il mondo completamente danneggiato. Pertanto, è necessario correggere la percezione e unirsi al resto del mondo, la Shechina.

Dovreste chiedere al Creatore per farvi divenire equivalenti a Lui, che è ciò che significa appartenere alla Shechina. Ma come si fa a chiedere perché non si può fare artificialmente? La richiesta viene dalla profondità del cuore in un modo che non può essere fermato.

Immaginate che tutti i desideri del vostro cuore erano visibili a tutti su un grande schermo, come se i sensori di un cardiogramma fossero collegati al cuore, mostrando a tutti i vostri desideri, i vostri pensieri, quelli degli altri, e i vostri sogni per il futuro. E voi eravate in grado di fermare questa trasmissione, e non avevate il controllo del vostro cuore. Ovviamente, ci si dovrebbe vergognare se questi desideri fossero relativi a voi stessi. Ma se si collegano questi desideri al Creatore, sapendo che Egli li manda a voi, allora non si ha niente di cui vergognarsi, allora non ci si deve vergognare dei desideri che si svegliano nel vostro cuore. Devi solo provare vergogna per qualcosa che avresti potuto fare per correggere il tuo cuore, ma che non hai fatto.

E poi si inizia cercandolo. Si vede che il Creatore ci invia desideri differenti, ci fa pensare a falsificazioni, furti, omicidi, violenze, sui modi per ingannare e usare tutti. Si potrebbero vedere queste immagini se il cuore fosse stato visualizzato su uno schermo. Ma tutti questi pensieri si stanno risvegliando in te dall’Alto, e tu non sei padrone di loro.

E con questo, si vedrebbe che hai avuto l’opportunità di fare ogni immagine come il Creatore, ma non lo hai fatto. E ora ti vergogni del fatto che non ti sai correggere o chiedere la correzione. Forse, non hai nemmeno fatto uno sforzo per correggere qualcosa, o forse hai provato e hai capito che non si può fare, ma non chiedere al Creatore per l’aiuto.

Tutti questi stati che avresti potuto correggere, ma non hai fatto, è perchè hai ora un sentimento di vergogna. Questo è ciò di cui ti vergogni , ma non ti vergogni delle immagini più terribili che si svolte nel tuo cuore e che sono venute dall’Alto.

Se provassi a portare tutto quello che hai in tuo possesso in equivalenza con il Creatore, allora inizieresti a rivelarne tutti i dettagli : da dove viene, perché, per che cosa, come chiedere aiuto, e come farlo funzionare. Ma se non avete intenzione di correggere voi stessi, allora non dovreste nemmeno aprire il pacchetto inviatovi o realizzare cio che vi arriva.
[79451]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, Shamati 50)

Materiale correlato:

Laitman blog: Una bella donna, una bella casa e dei bei vasi
Laitman blog: L’abbigliamento del Re

La semplicità dell’idea

Domanda: Qual è l’idea principale del metodo integrale che possiamo offrire ad un ampio pubblico?

Risposta: L’idea è molto semplice: tutto può solo essere risolto attraverso l’unione perché questa è la più importante legge della natura.

Proprio ora questa legge si manifesta apertamente a noi in tutti i sistemi esistenti, inclusi quelli artificiali che abbiamo creato. E si parla del fatto che noi stessi stiamo diventando integralmente collegati dentro di noi e non c’è nessun posto dove scappare: è il sistema della natura, che ci sta rinchiudendo sempre di più, premendoci con l’ambiente ed altri fattori. Stiamo scoprendo che non abbiamo altra scelta —noi stessi dobbiamo diventare simili a questi sistemi.

L’idea è molto semplice. Non arriva dalla testa, da alcune considerazioni intellettuale, ma dalla ricerca sulla natura. Vuoi verificare questo? Ti prego di farlo! Migliaia di studiosi provenienti da diversi campi della scienza, tecnologia, psicologia e scienze politiche lo confermeranno per te

Domanda: E qual è la corretta connessione?

Risposta: La corretta connessione è una comprensione della reciproca partecipazione nella nostra vita terrena condivisa. Stiamo gradualmente diventando chiusi al suo interno. Iniziamo a cambiare in questa direzione. Quindi possiamo organizzare la nostra vita correttamente.

In generale, la gente capisce questo perché dopo tutto, stilla attraverso i media, si blocca nell’aria e non c’è raggiungimento intorno ad esso. Vediamo quanto sono interconnessi i paesi europei, e il grosso problema è che non possono comunicare e cooperare correttamente nonostante il fatto che stanno apparentemente legati gli uni agli altri. L’unico elemento, l’essere umano, è la fonte di squilibrio e distorsione lì. Tutti i sistemi sono già diventati integrali.
[80074]

(Da “Conversazioni sull’ educazione integrale” 20.05.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un approccio olistico
Laitman blog: La vita della dazione: Facile e bella

Il Centro è un posto per tutti

Dovuto alle attuali circostanze siamo forzati a lasciare la costruzione che è stata la nostra casa per molti anni. Le richieste delle autorità non ci lasciano altra scelta.

Nella nuova costruzione dovremo fare dei cambiamenti e rinnovamenti che da soli hanno un grande costo, per cui è molto meglio comprare una costruzione invece di affittarne una come facevamo prima. Vogliamo trovare un posto dove possano arrivare i nostri amici che vengono dall’estero, dove ci sia spazio per le lezioni; in breve, abbiamo bisogno del minimo per avere un buon centro logistico per la correzione del mondo.

Dobbiamo traslocare al più presto possibile ed è per questo che mi rivolgo a voi: Facciamo uno sforzo. Tutte le opzioni che abbiamo trovato costano per lo meno il doppio della somma che siamo riusciti a raggiungere. Solamente se riusciamo ad avere un altro milione di dollari potremmo avere un prestito dalla banca. Per ora siamo “bloccati” nel mezzo di un processo e non possiamo iniziare niente.
I soldi non “arriveranno dal cielo”, è uno sforzo che riguarda tutti.

Domanda: La mia mancanza di fiducia, i dubbi e dilemmi forniscono delle basi per uno sforzo?

Risposta: Si, è detto: “Se io non sono per me, chi è per me?” La fede arriva dopo, quando ricevi una risposta, una ricompensa dall’Alto. La fede non annulla lo sforzo.

Domanda: Io non sento che la nuova costruzione sarà la mia casa. Io ho il mio centro locale ed è lì dove io lavoro.

Risposta: Tu ricevi tutti i materiali, tutti i prodotti mediatici, tutti i libri da qui, dal centro. I nostri siti internet, il canale TV, e tutte le lezioni sono fornite dal centro. Qui vengono pianificate tutte le nostre attività di unità e divulgazione. Se ti separi dal centro, che cosa ti resta?

Questo è un sistema che lavora quotidianamente in molte lingue e in molte direzioni. Ogni evento e ogni prodotto richiedono preparazione professionale. Solo i neonati possono credere che i loro alimenti crescono sugli alberi insieme ai biberon, mentre gli adulti devono sapere da dove arrivano. Senza le centinaia di persone che lavorano qui, non potremmo attivare altre centinaia sparse per il mondo. Se una persona non comprende la connessione con noi, lasciamolo immaginare come farebbe senza di noi.

Il centro è un posto per tutti. In passato bastava che un Kabbalista scrivesse un libro e lo pubblicasse. Ma oggi ci stiamo sviluppando insieme all’umanità, stiamo lavorando insieme sui cambiamenti. Dobbiamo creare una connessione quotidiana con un mondo che cambia costantemente aprendo costantemente nuove porte per i nostri messaggi. Io lo sento molto più adesso che il materiale delle lezioni e gli eventi globali sono connessi reciprocamente e che qui si studia la saggezza della vita.

Perciò, ci viene chiesto di lavorare duramente e di essere consistenti. Il passo sta aumentando – oggi un libro che arriva in ritardo di sei mesi non è più rilevante. Il mondo sta avanzando e ha il bisogno costante di nuovi materiali. In passato i libri erano rilevanti per centinaia di anni, mentre adesso siamo costretti a pubblicarli quasi al passo delle notizie. Tutto sta cambiando molto velocemente, incluso l’abilità delle persone di percepire e di comprendere.

Nell’insieme, il nostro centro logistico sta diventando sempre più importante, specialmente da quando stiamo preparando insegnanti, educatori e organizzatori di tutto il mondo: Le persone dei nostri gruppi saranno pronte per prendere i nuovi ruoli per far crescere sempre di più nuovi rami di questo “albero” che sta crescendo cosi velocemente. Senz’altro dovremmo monitorare costantemente i nuovi materiali di diversi tipi che stiamo producendo.

Il punto principale sarà più chiaro per tutti, che questo è il centro del metodo della correzione del mondo. Più ampie saranno le nostre attività, più le persone ci guarderanno. Non c’è niente di cui vergognarsi: La connessione tra la forza superiore e il nostro mondo è qui nel centro del gruppo. Noi tutti abbiamo rispetto verso gli altri gruppi, dovrebbero aggrapparsi a noi con più forza e allora saranno dentro, nel centro di tutti i cerchi.

Se una persona non sente questa connessione, solamente pensa di comprendere qualche cosa. Non sente che è nel posto da dove sta ricevendo tutta la sua energia. Alla fine, potrai vivere tutta la vita “dall’altra parte della strada”, e non scegliere il tuo cammino.
[79442]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, “L’Arvut (Garanzia Mutua)

Materiale correlato:

Laitman blog: La nostra nuova casa
Laitman blog: Bnei Baruch condivide la Kabbalah con il mondo
Laitman blog: Il Centro Educativo di Kabbalah Bnei Baruch offre letture pubbliche ogni Giovedì