Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Nel vortice delle sensazioni

Domanda: Come possiamo arrivare, durante il congresso, dalla conoscenza alle sensazioni?

Risposta: Quando le persone si riuniscono, perdono la coscienza di se stesse  e immediatamente  si sintonizzano dentro alle sensazioni perché il tema delle conversazioni, l’inclusione di uno nell’altro, la dipendenza reciproca che si manifesta immediatamente spinge la persona a cercare sensazioni reciproche, che lo voglia o no. Se parla con alcuni cliché o estratti di articoli che ricorda, significa che non è in connessione con gli altri.

Dovrebbe parlare da sé, senza curarsi delle parole. Dovrebbe esprimere le proprie sensazioni riguardanti la connessione reciproca e ciò che viene  manifestato in essa.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 29.07.2012)

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All’epicentro della correzione del mondo

Domanda: Qual è la connessione tra il centro del gruppo e la divulgazione per il mondo intero?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo tutti ambire al centro del gruppo per realizzare la grande regola della Torà: Ama il tuo prossimo. Altrimenti non sarà il centro.

Ed attraverso questo punto centrale che determina l’inizio e che finisce alla fine della correzione, attraverso queste definizioni, mi collego con l’intera realtà e con il mondo (il 99%). Dopo tutto, voglio vedere tutta l’umanità in questo punto centrale. E la vedrò là di certo!

Nella misura secondo la quale correggo me stesso al centro del gruppo, in relazione al resto del mondo (verso il 99%), con tutte le qualità positive e negative che vi trovo, con tutte le opinioni e percezioni che si sono già formate dentro di me, in quella misura vedrò l’umanità al centro del gruppo, già collegata e pronta per la mia realizzazione. In questo modo agirò dall’interno del mondo verso l’esterno.

Con questi mezzi stabilirò la divulgazione spirituale. E poi vedrò come aiutare effettivamente il mondo e come questo avanzi e cambi.

Mentre la forma esterna rimane, allo stesso modo, questo mondo è obbligato ad esistere sino alla fine della correzione, fino a che questa realtà immaginaria scompare dalla nostra percezione. Ecco perché dobbiamo praticare degli sforzi anche nella divulgazione esterna.

Allora, comunque,  saremo capaci di definire le giuste relazioni tra l’interno e l’esterno e distribuire la nostra forza. Le nostre valutazioni cambieranno.

Così il centro del gruppo è un punto a cui aspiriamo più di qualunque altra cosa, come se stessimo partendo da tutti i mondi di BYA verso Malchut del mondo di Atzilut e poi dalla Malchut del mondo di Atzilut, con il desiderio di unirci ai desideri dell’intera realtà ed innalzarli ancora di più; conosciamo delle qualità ancora più elevate dette Zeir Anpin, Yeshsut, Binà e così via. Con queste nuove qualità e comprensioni correggiamo e costruiamo la Shechinà, la correzione di tutte le anime.

Questo per via del fatto che quando me ne occupo con le mie qualità non corrette, succede come se la stessimo costruendo; mi collego come una parte benefica ed attiva. La Shechinà esulta per il fatto di non dover più separare un suo organo da se stessa, ma può farlo ritornare e collegarlo a sé.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05 2012, “Discorso riguardo il Seminario”)

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Non c’è stato un congresso del genere!

Domanda: Come possiamo convincere noi stessi che non stiamo aspettando un congresso ordinario, ma che in realtà ci sarà qualcosa di speciale in questo congresso?

Risposta: Prima dobbiamo arrivare allo stato in cui il mondo chiede questo. Il mondo è stato a lungo in uno “stato disperato” ma tutto questo è mascherato, oscurato. Ma non importa come tu li nasconda, i problemi sono già usciti da questa copertura. Ed è per questo, mentre cercano ancora di nascondere qualche cosa, che non aiuta più.

Perciò, dall’altra parte, vediamo che il mondo ci forza. E questa è la cosa più importante poiché la Kabbalah è stata rivelata perché il mondo sta iniziando ad arrivare all’interdipendenza integrale. Ma nessuno, oltre la Kabbalah, ha il metodo di preservare la società, la pace, la famiglia e se stessi in questa interazione integrale.

È per questo che la Kabbalah aspettava questo momento per essere rivelata e per diventare il metodo di costruzione di una nuova società. Dobbiamo dimostrare a noi come fare questo e imparare dalle letture e workshop come insegnare questo in modo che sia molto chiaro e semplice.

Ogni persona che viene a un congresso, in principio, è un potenziale distributore che potrà dare delle letture, organizzare gli workshop e tavole rotonde, ecc. Per lo meno, se la persona non è capace di imparare tutto, è sempre capace di assorbire qualche cosa e di finire i propri studi nei nostri corsi. Io spero molto in questo.

Dobbiamo attraversare tutti gli stati che una persona deve passare iniziando da zero e finire con la completa connessione di uno con l’altro.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 29.07.2012)

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La fame non è il nostro metodo

Domanda: Quando ci rivolgiamo al pubblico generale prima di tutto proponiamo che si uniscano al fine di risolvere i loro problemi quotidiani. Quindi il vero significato dell’unità sarà rivelato, vero?

Risposta: Sì. Da un’intenzione egoistica (Lo Lishma – non per il Suo bene) passiamo ad un intenzione altruistica (Lishma – per il Suo bene). Baal HaSulam scrive di questo nell’ Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot (articoli 138-139): “Le persone tornano alla Torà dallo stato peggiore.”Potremmo chiederci, chi gliela lasciato? Chi li ha dato il permesso di farlo? Le fonti descrivono nelle leggende come gli angeli hanno chiesto al Creatore: “Come puoi darle la Tua Torà, il Tuo studio a tali umili creature?” Ma Mosè ha vinto gli angeli chiedendo: “Voi sentite l’invidia? Questa è un’inclinazione al male in voi?” Questo è l’unico modo; dobbiamo usare la forza della luce nelle situazioni in cui il Creatore ci manda uno scopo di cui non c’è nulla nella nostra anima.

Quindi dobbiamo presentare il metodo di correzione alla gente e spiegare che dobbiamo essere connessi e uniti. Più dolcemente e accessibilmente noi trasmettiamo questo messaggio, più velocemente lo accetteranno e non si verificherà uno stato di fame reale e criticità.

Oggi non stiamo morendo di fame, ma sentiamo le limitazioni e la crescente pressione delle circostanze. Se ora, mentre la situazione non è ancora minacciosa, lavoriamo per convincere le persone, le cose si risolveranno. Se non lo facciamo, le cose peggioreranno e si deterioreranno ad un livello tale per cui saremo in grado di soddisfare le masse e raggiungerle. Allora saremo in grado di presentare le giuste spiegazioni a loro e loro ci ascolteranno.

Dobbiamo quindi iniziare a portar loro le informazioni su cosa sta succedendo ora, per amore e preoccupazione. Nemmeno una piccola frazione del male è stata rivelata e dobbiamo già pensare a come superare la crisi. Oggi “andiamo fuori dalle persone” non in ordine di partecipare alle loro manifestazioni, ma al fine di darle spiegazioni.

Per di più, in Israele collaboriamo con altri movimenti sociali al fine di creare una rete di collegamento tra la gente. Ci sono molte organizzazioni e circoli che possono collaborare con noi nel processo. La nostra partecipazione è sufficiente per avviare il supporto dall’alto.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di kabbalah del 05.08.2012, Introduzzione al Libro dello Zohar)

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“Voglio solo dare”

Domanda: Non si ottiene nessun piacere a livello “di dare al fine di dare,” Hafetz Hesed, dal momento che non stiamo usando il nostro desiderio a questo livello?

Risposta: Hafetz Hesed, pura Bina, non significa che la vita di un monaco in un monastero. Ecco, è importante per chi e per quello che sono in stato di Hafetz Hesed, il che significa che voglio Hassadim, solo Dazione. Una persona riceve piacere dal momento in cui il suo riempimento proviene dal Creatore.

Sembra che qualcosa manca, nello stato di Hafetz Hesed dal momento che non si riceve, quindi cosa può darvi? Niente! Tuttavia, si sta dando la sensazione di aderenza. Tu dici che si desidera aderire al Creatore in ogni modo che è possibile.

Non è un eremita che vive nei boschi dove niente lo preoccupa perché i suoi desideri non sono sviluppati e si accontenta di vivere una vita molto semplice, come un animale. Ci sono mendicanti che vivono per strada, che non vorrebbero una vita diversa.

Se si offrisse ad un ricco imprenditore di successo di fare il mendicante , rifiuterebbe. Chiederbbe: “A Cosa mi serve questo?” Si potrebbe rispondere: “Si farà un sacco di soldi e allora  sarà in grado di riposare e non fare niente!” Lui rispondrebbe: “Ma anche adesso, mi riposo e non faccio nulla. “Lui non capisce la differenza tra Hafetz Hesed che non ha nulla e vive per strada e qualcuno che vuole solo dazione dopo che ha già ricevuto tutto.

Tuttavia, questa è l’intera differenza che la gente non ottiene. Hafetz Hesed nel lavoro spirituale è una persona che ha superato i suoi desideri molto grandi, e non si tratta di questi desideri di piccole dimensioni come i desideri di un mendicante per strada. Sopra tutti i desideri molto grandi, ha il potere di rimanere aderito al Creatore in una forma chiamata “piccolezza.” Allora, è come un bambino che aderisce al padre, il Creatore. Egli annulla tutti gli altri vasi. Questo si chiama Hafetz Hesed.

Una persona raggiunge questo livello con grandi vasi crudeli, ma è pronto ad annullarli e di rinunciarvi solo per aderire al Creatore poiché questo è l’unico modo che può essere in dazione e in adesione con il Creatore. Egli è pronto a tutto, ma non ha nulla da dare.

Egli chiede al Creatore, “Almeno dammi la possibilità di essere accanto a te, solo per aderire a un certo punto in modo che io non potrò fuggire da te.” In quel momento, egli non può esprimere la sua fedeltà in modo più potente.
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(Dalla terza aprte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07.2012, Lo Studio delle dieci Sefirot)

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In un’ atmosfera giocosa

Domanda: A cavallo tra il 20 ° e il 21 ° secolo, la società ha scelto una certa forma di repressione come un modo per difendersi contro la crescita dell’egoismo lineare. Questo è il nostro modo di allevare i figli: Si vieta loro di parlare ad alta voce, esprimere i propri sentimenti, e così via. La maggior parte dei metodi di psicoterapia sono basati sull’aiutare le persone a liberarsi di questi ostacoli e cominciare almeno a liberare la reazione di una persona. Nel metodo integrale, può una persona attualizzarsi quando rifiuta questo livello e aspira verso l’unità?

Risposta: Durante una lezione di educazione integrale, offriamo agli studenti: “Amici, sediamoci in cerchio e giochiamo ad un gioco. Cerchiamo di essere come bambini, perché questo è un nuovo livello in cui abbiamo bisogno di nascere. Cerchiamo di tenerci le mani, o toccare le ginocchia, e vederci di buon occhio l’un l’altro. Siamo i primi a scoprire questo livello successivo. Proviamo a far finta che siamo lì. Un bambino cresce quando gioca, anche noi vogliamo crescere, e, se ci sentiremo tutti importanti e così gonfi, non avremo un’altra scelta se non  esplodere. Non troverete nient’altro. “

In altre parole, si introduce un ambiente molto positivo di apprendimento infantile dove le persone possono permettersi di dire sciocchezze, per cercare, e la cosa principale è che realmente saranno in grado di trovare relazioni completamente nuove e soluzioni in questo nuovo tipo di comunicazione. Di che altro abbiamo bisogno?
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Le persone scelte hanno una responsabilità davanti al mondo. Chi è disposto?

Domanda: Dalla mia esperienza durante viaggi all’estero, posso dire che in relazione al concetto di “persone scelte” alcuni invidiano gli ebrei e si chiedono “Perché loro e non noi?”

Risposta: Quali vantaggi vedono le persone nell’essere le “persone scelte”? Più soldi? Per caso gli ebrei ricevono un trattamento speciale oltre all’antisemitismo e l’odio generale? Qualcuno vorrebbe occupare il loro posto? Se lo vedete dal punto di vista del senso comune, allora è meglio non essere ebrei.

Solamente se io accetto il mio compito, se sento di poter eseguire un lavoro speciale nel mondo, allora ha senso essere ebreo. Altrimenti, qual è il punto?

Da qui, c’è un’assimilazione, l’inabilità ad accettare la propria ebraicità. Se diverse organizzazioni ebraiche sparse per il mondo iniziassero a parlare con un cuore caldo sul ruolo delle persone d’Israele conducendole verso l’unità attraverso l’amore, allora non ci sarebbe assimilazione nella scala attuale. Allora la persona sentirebbe che una parte speciale che deve essere realizzata è inerente a lui, che è unico nella storia, in tutta la realtà, nell’universo.

Domanda: Non è un pretesto per l’orgoglio?

Risposta: C’è un posto per la responsabilità e l’interesse negli altri, ma non orgoglio. Avendo una conoscenza profonda nella metodologia, io personalmente, non sento arroganza. sono solamente ansioso di realizzare la mia missione.

È detto: “Il Creatore ti ha scelto”, ma Lui ti ha scelto per lo scopo della correzione. Devi lavorare, devi prenderti cura del mondo intero. E dopo aver finito il tuo compito, e tutte le persone si saranno unite in amore formando un’unica entità, non ci sarà più differenza tra di noi. Le persone si uniranno integralmente in una “sfera” che non avrà né destra né sinistra, né cima né fondo, non sarà né grande né piccola. Tutti si uniranno insieme, simili alla forza superiore.
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(Tratto da “Una conversazione al Congresso”, 06.05.2012)

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Pazientemente e ostinatamente proseguire sul sentiero

Domanda: Cosa devo fare in modo che la Luce mi senta: urlare, piangere?

Risposta: Non importa come la vostra richiesta sarà espressa verso l’esterno, se ballerete o piangerete, urlerete o tacerete. La cosa principale è per la richiesta di penetrare il più profondamente possibile nel cuore. C’è solo un modo per controllarla: è il vostro desiderio rivolto in modo sempre più preciso nei confronti della connessione, poiché solo tramite la connessione puoi avvicinarti alla Luce?

Se la luce non risponde alla vostra richiesta, significa che non avete ancora il desiderio. Il Desiderio nel cuore, questa è una richiesta verso la Luce. Se sviluppate il desiderio dentro di voi, allora la Luce inizierà a influenzarlo e riempirlo.

Si dice che ogni persona è in continua preghiera, la luce colpisce ogni desiderio che sorge nel nostro cuore. Dopo tutto, la Luce è a riposo assoluto, è una forza che riempie tutta la creazione, il campo di forza informativo in cui siamo tutti immersi come in un oceano d’ acqua. E il momento in cui appare un desiderio in me, colpisce la Luce.

Ma il fatto è che ci sono desideri che non vanno nella stessa direzione con lui. E la luce funziona ancora su di loro perché interessa tutto, è una legge immutabile, come in fisica. Ma poiché questi desideri non corrispondono alla Luce, la Luce li sviluppa in una forma negativa fino a quando una persona scopre che lui o lei si sentono male. Poi si comincia a cercare una causa e si scopre che ci si stava muovendo nella direzione sbagliata e si ha bisogno di cambiare i propri desideri. Questa è chiamata la via della sofferenza.

In alternativa, posso utilizzare il metodo proattivo, che spiega ciò che si deve chiedere, al fine di corrispondere alla luce fin dall’inizio. Per fare questo aderisco ad un gruppo, che mi incoraggia, alimentando il mio desiderio. Nessuno di noi si vuole unire, ma quando tutti noi parliamo dell’importanza della connessione, legge della natura, siamo rimasti colpiti dal nostro ambiente.

Così ho scelto un ambiente che mi infonde con i pensieri giusti e desideri, che parla continuamente sui vantaggi di unificazione e le grandi conquiste che sono possibili attraverso di essa. E poi vedo che non posso fare a meno di connessione con gli altri, e comincio a desiderarla.

Se tutto funziona in questo modo corretto rispetto agli altri e ci vogliamo unire insieme almeno in qualche modo, allora la luce comincia ad influenzare noi e ci porta più vicino alla connessione. E quando ci porta al primo, il più piccolo della connessione dei nostri desideri, allora si rivela in loro come la Luce di Nefesh. Questo significa che abbiamo iniziato a vivere, siamo nati nel mondo spirituale. Cioè, siamo uniti insieme anche se per il momento è attraverso la più debole connessione iniziale.

Poi continuiamo su questo tipo di collegamento, realizzato già avendo una sensazione del nostro stato e il processo in corso. Ancora una volta cominciamo a chiedere, ora per un collegamento ancora maggiore. La luce ci interessa più fortemente e ci eleva al livello di Ruach, dal grado ancora vegetativo. Questo significa che possiamo andare da soli, sentiamo un certo movimento nelle nostre connessioni con l’altro, la capacità di fare qualcosa di noi stessi. Il grado di Ruach significa che non siamo semplicemente nati nel mondo spirituale, ma stiamo agendo e  vivendo all’interno di essa! Ruach (vento) è un grado vegetativo e significa la capacità di muoversi.

E poi avanzare ancora di più e raggiungere il grado di animato, Neshamà (anima). A questo punto una persona finisce i suoi cicli di reincarnazione. C’è un grado ancora più elevato alla fine della correzione (Gmar Tikkun) in cui tutti saranno corretti e si uniscono insieme. Ma per ora abbiamo bisogno di salire lungo i gradi precedenti, e tutto questo progresso accade solo in un gruppo, in unità, al fine di rivelare la Luce che riempirà il legame corretto tra noi.

In altre parole, se otteniamo la giusta connessione tra di noi, il sentimento della nostra unità è chiamata una sensazione di luce.

Chiedere in ogni modo possibile, ancora e ancora, e ogni volta che riceverete un impressione, chiarirete le Reshimot, e alla fine accadrà. La cosa più importante è continuare. È necessario studiare, partecipare alla vita del gruppo, cercare di avvicinarsi a tutti, e poi verrà. Secondo quanto è scritto: “Ho lavorato e ho trovato”.

E se non è ancora successo, vuol dire che per ora c’è ancora un’ insufficienza, anche se non di tempo e di azioni, ma il vostro desiderio interiore deve ancora svilupparsi e diventare perfetto. Nuove Reshimot più avanzate ancora avranno bisogno di apparire, il che vi farà rendere conto, grazie al vostro lavoro, e poi accadrà.

Si può urlare e piangere, ma non sarà di aiuto. Solo una cosa aiuta: meticolosamente e con perseveranza, pazienza e ostinatamente continuare il vostro percorso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 8.06.2012, Scritti di Rabash)

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E non avrà bisogno di sedativi

Domanda: Un membro della nostra organizzazione, un adulto molto emotivo, ha sviluppato problemi di sonno. È andato a trovare uno specialista che gli ha prescritto un medicinale chiamato Ritalin. Io ero semplicemente sbalordito da questo. Il suo problema è che non riesce a esprimersi abbastanza, in base alla propria natura, e il dottore limita la sua espressione ancora di più.

Si dovrebbe ancora assegnare un posto nell’organizzazione a questa persona impulsiva in modo che possa realizzare se stessa?

Risposta: Se lo aiutate in maniera adeguata a dirigere la propria mente verso il lavoro di gruppo, lui sentirà tale forza da questo, un’organizzazione talmente calda, che non avrà problema a trattenersi, in modo che le altre persone non avranno problemi a partecipare la discussione. Questo accade automaticamente; ogni persona diventa la propria particola bilanciata sotto l’influenza del campo comune. Perciò, qui non c’è bisogno di pressione o limitazioni.

Noi comprendiamo che gli specialisti non hanno più strumenti a loro disposizione, prescrivono il Ritalin automaticamente, e questo è basicamente l’essenza della loro professione, potrebbe chiamarsi cosi oggi.

Le persone hanno bisogno di essere messe in cerchio, di ricevere un’adeguata intenzione, attitudine e istruzione; devi guardarli per essere sicuro che si comporteranno in maniera ondulata in relazione al gruppo, salendo e scendendo. Tutti si muovono in maniera similare a quando si agita la crema per farne del burro: sopra il gruppo-sotto il gruppo, sopra il gruppo-sotto il gruppo.

E all’improvviso appare un nuovo corpo tra di loro, che ha assolutamente una nuova vita per conto proprio. E dato che loro si sentono in essa, iniziano a sentire che questa cosa è il seguente livello del mio sviluppo, io sono in esso. Invece di associare me stesso al corpo, io associo me stesso a questo qualcosa in comune che abbiamo generato insieme, e allora lì non sono più sanguigno, collerico, flemmatico o malinconico, semplicemente includo tutto in me. Sono tutte le qualità messe insieme.
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(Tratto da “Una conversazione sull’ educazione integrale”, 24.05.2012)

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Temperamento, Astrologia, Completezza…

Domanda: Nell’antica Grecia, luogo di nascita delle fondamenta della psicologia, si distinguevano quattro tipi di persone in base alle caratteristiche individuali: sanguigni, flemmatici, malinconici, e collerici…

Nella moderna psicologia, il ramo che tratta con la diagnostica delle qualità individuali è molto vasto. La persona vuole sapere su se stesso e sulle proprie proprietà per poter massimizzare il proprio potenziale.

Perché non usiamo, diciamo, 16 tipi di proprietà individuali nella metodologia integrale invece di quattro?

Risposta: Perché queste sono qualità egoiste che corrispondono a quattro tipi di egoismo. Ma c’è uno in più, il quinto, da dove vengono le altre quattro e che non ha una propria forma. Infatti, questo corrisponde alla struttura del quarto livello della percezione umana e della propria anima. Ma tutto questo riguarda l’egoismo.

Mentre l’egoismo era ancora al lavoro, potevamo veramente dividere le persone in questi tipi, e fare dei calcoli in base ai loro segni astrologici. Tuttora molte riviste pubblicano tanti tipi di divinazione.

Ma noi vediamo che non c’è niente su cui possiamo lavorare. Perché ci relazioniamo a un fatto che è sopravvissuto? Siamo diventati persone diverse, e non abbiamo più questo. Esteriormente, ogni temperamento corrispondente si manifesta da se, senz’altro, ma non c’è niente che possiamo fare oggi.

Se prima tu potevi prendere un paio dello stesso segno dello zodiaco, cerca di trovarne una coppia in base all’astrologia di oggi. Avresti dei matrimoni felici da questo? No. Se dai un consiglio a un sanguigno e uno a un collerico, sarebbero felici? No. Allora, perché dovremmo avere bisogno di questa vecchia classificazione?

Era corretto sul vecchio egoismo attivo che era lineare, individuale e diretto verso auto- bisogni.

Ma adesso non ho più i miei bisogni personali. Non voglio niente. Sono saliti al livello seguente dove sento un bisogno, ma non posso dire di che cosa si tratta. Non so dove trovare la fonte di riempimento dei miei bisogni. Entro in una certa perversione sessuale o passo il tempo in qualche modo, per poter dimenticare me stesso. Inoltre, assumo delle droghe, terrore, o qualcos’altro perché non vedo la fonte del piacere.

E può venire a me unicamente attraverso la società integrale quando entro in essa. Perciò, devo entrare nella società integrale e poi allora lì, nel suo cuore, troverò la fonte del mio riempimento. Ma oggi, una persona non è ancora nel livello dove possa realizzare questo.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale”, 24.05.2012)

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