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Dall’individuale al generale

Domanda: Il risveglio del punto nel cuore indica nella persona il vicolo cieco dello sviluppo materiale?

Risposta: Non direi che è il vicolo cieco dello sviluppo materiale, sebbene una persona possa, in tutto ciò che fa, qualunque cosa possa fare oggi, sentire che ha raggiunto un punto morto in tutti gli ambiti di azione nel nostro mondo.

In realtà questo non è un vicolo cieco di sviluppo, ma un vicolo cieco del paradigma di oggi. Se cambiamo, allora inizieremo a percepire in modo naturale un livello completamente diverso dell’universo. Tuttavia, in una cognizione egoistica, individuale, non nell’ unione, in lotta con qualcun’altro, comprendiamo che non possiamo ottenere di più, e non possiamo avanzare oltre.

Il livello successivo di sviluppo dell’umanità è l’unione globale e la creazione di un corpo comune di realizzazione. È per questo che la gente non può continuare a svilupparsi individualmente. Osserviamo questo in tutto ciò che ci sta accadendo. Abbiamo raggiunto un punto morto, non solo nel campo delle scienze, ma anche in tutto il resto. Cioè, abbiamo raggiunto un certo limite oltre il quale tutto diventa una sfocatura, come se scomparisse. I nostri organi di percezione egoistici, che sono solo diretti verso la ricezione, non riescono più a ricevere. Per farli espandere, dobbiamo cominciare a connetterli fra loro.

Ognuno di noi ha un punto nel cuore, un’aspirazione verso una maggiore, o il cosiddetto “fuori da questo mondo”, un raggiungimento non egoistico, il desiderio di andare dal singolo al generale. Se cominciamo a collegare questi punti, per creare una connessione tra noi, allora la connessione di almeno dieci punti dà il sensore di potenza, che è in grado di percepire lo stato successivo: il mondo superiore. Questo stato è seguito da un ulteriore sviluppo, che si svolge non in un individuo, ma in una coscienza e in una percezione collettiva. Qui sta la differenza tra il nostro mondo e il livello successivo. Solo in questo!

Quindi, se oggi abbiamo raggiunto un vicolo cieco, è solo un vicolo cieco della nostra realizzazione individuale del mondo. Collegando l’aspirazione verso il mondo superiore, siamo in grado di creare un nuovo organo di percezione per il livello successivo.

È per questo che oggi il nostro mondo attuale ci spinge fuori da noi stessi, ci mostra che dobbiamo diventare integrati, interdipendenti, e uniti. Questo è il motivo per il quale nel mondo viene rivelata una tale interazione e interdipendenza. Attraverso tutto questo, ci viene mostrato gradualmente il successivo, a poco a poco stiamo rivelando il livello successivo del nostro mondo.

Speriamo che si possa raggiungere questo livello. Poi dovremo insegnare questo a tutti gli altri. In questo momento siamo alle fasi iniziali dell’approccio a questo regno successivo.
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(Dalla Lezione virtuale del 02.12.2012)

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Educazione dalla luce

Domanda: Hai detto che l’anima è altruismo, che è la proprietà disponibile per poche persone. Quando siamo ingaggiati nella correzione e alziamo il mondo con noi, noi condividiamo con il mondo l’anima che abbiamo guadagnato o noi facciamo crescere l’anima mondiale con la Luce della correzione che ci arriva?

Risposta: Noi non creiamo niente di nuovo. Noi abbiamo piccoli desideri animalistici auto compiacenti e la Luce, con la quale noi possiamo agire se diventiamo simili. Noi dirigiamo l’influenza della Luce su noi stessi, e la Luce causa ancora maggiori desideri egoistici nei nostri stessi desideri egoistici, i quali, ogni volta, li correggiamo.

Supponiamo che il desiderio di ricevere sia piccolo, come un punto, con una capacità minima uguale a uno. La Luce, la proprietà della dazione, esiste in essa.

La Luce entra nel desiderio: La proprietà della dazione pompa questo punto con il suo desiderio di donare, con tepore, amore, compassione e tenerezza. Questo punto si gonfia e un enorme desiderio emerge in esso.

E poi la potenza di Malchut è uguale, così è detto, a cento. Perché ha un tale tremendo potere di desiderio di ricevere? E’ perché la Luce la riempie in questa maniera. Noi diciamo che c’è Aviut (lo spessore del desiderio) nella Luce. Cosa significa? Ti offro un dolce, ti do qualche caramella, ti porgo un cuscino e ti suggerisco qualcosa di confortante. Io accresco la mia attitudine dentro di te cosicché cominci a desiderare tutto questo. La mia buona attitudine verso di te si trasforma in un desiderio e se tu non ce l’hai da me, cominci a soffrire. Così, io coltivo un desiderio in te. Questo è quello che la Luce attua in noi similmente a quello che facciamo con un bambino viziato. Così, ci costruisce durante la discesa dall’alto fino al basso.

Conseguentemente durante l’ascesa dal basso verso l’alto, fa l’opposto, ma all’incirca lo stesso. Questo coinvolge il nostro egoismo, lo irrita, come se lo rompesse. Sotto l’influenza della Luce, l’ego si gonfia e diventa sempre più grande. In questa maniera, cresciamo.

Le componenti egoistiche e altruistiche accrescono in parallelo e ad un certo stato, in ogni mondo, loro sono opposti e devono completarsi l’un l’altro fino a che non riceviamo il livello infinito.

La Luce fa tutto; sviluppa sempre più un desiderio negativo in noi. Quando cominci a studiare, hai un piccolo desiderio. E domani, cominci a odiare gli altri e poi altro ancora, ecc. E lo stesso è con il Creatore: Oggi sei spaventato di dire qualunque cosa contro di Lui, domani Lo odierai e il giorno dopo ancora Gli urlerai a squarcia gola. Il tempo arriverà; crescerai e scoprirai che è così.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 07.12.2012, Lezione 2)

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Deviatori sul percorso della luce

Domanda: In che modo lHanukkah, che ci viene raccontata come la data della vittoria dei Maccabei contro i Greci, è attuabile? Qual è il suo significato simbolico?

Risposta: Questa festa simboleggia il fatto che alla fine l’unità vince. Questa è la ragione per cui i Maccabei hanno vinto, e noi dobbiamo agire nello stesso modo.

Il significato della festa è molto semplice: se il popolo di Israele si unisce attraggono la luce, quindi vincono. Non con la forza. Tutte le forze del male possono essere sconfitte solo con l’unità, anche se molti si avvicinano già a questo approccio. In sostanza, questo è il nostro messaggio di garanzia mutua, che lascia fuori però un fattore chiave. Dopo tutto, i nostri nemici sono uniti ancor più di noi.

In realtà, Israele può vincere solo se la sua unità attrae la Luce. Poi attraverso Israele viene trasmessa ai nemici che li modifica da nemici in sostenitori. Questa è la vera vittoria.

Quindi la guerra si svolge in una dimensione totalmente diversa. Noi non lavoriamo sui fattori esterni, ma piuttosto sulla natura delle forze interne e con questo vinceremo la battaglia. Qui non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con una forza che tiene tutta la materia e che improvvisamente inizia a funzionare in modo opposto.

La forza di ricezione, dominante, con le regole crudeli del nostro mondo. Nel nostro mondo, i forti dominano gli altri e li usano a proprio vantaggio nella loro comprensione e sentimento, secondo i loro concetti.

Ma c’è un piccolo e debole gruppo, piccolo e debole secondo gli standard abituali. Nessuno prende in considerazione questo gruppo, anche se può essere come una lente di ingrandimento che fa passare la luce attraverso di essa, la grande forza della dazione. Questa forza non si accende nel gruppo stesso, ma nei suoi nemici, che poi si calmeranno, per essere corretti, ad esempio, questi sentono improvvisamente di avere a che fare con qualcosa di diverso in un posto completamente diverso.

Le nazioni del mondo pensano che Israele fa girare il mondo, e Israele è davvero in grado di fare questo, per il bene del mondo, ovviamente. Se non lo fa, allora è un male per il mondo. Così si scopre che il popolo di Israele porta sempre il mondo sia in modo buono che nel cattivo. Per questo hanno il libero arbitrio: Come dei “deviatori”, loro dirigono la Luce di Ein Sof (Infinito) in un modo o nell’altro, determinando la sua influenza sul mondo e la forma che prenderà.

La questione è se siamo in grado di vestire questa Luce con la giusta intenzione al fine di dare, o se non abbiamo la giusta intenzione. Dipende da noi, da l’organizzazione Bnei Baruch (BB). La Luce gocciola, e noi siamo in lei, ma siamo in grado di tenere la giusta intenzione?

Se lo facciamo, la Luce che Riforma raggiungerà tutti e il mondo sarà corretto. Poi, naturalmente, anche i nostri nemici scompaiono, o, in altre parole, i desideri e le forze ostili spariscono. Questo accadrà se saremo uniti, allora daremo alla luce il giusto abbigliamento dell’unione.

Se invece siamo separati non diamo alla Luce che passa attraverso di noi il diritto di “rivestirci” e si trasforma in tenebre per il mondo, il suo opposto. E’ un male sia per il mondo che per noi, poiché l’umanità tornerà ad essere contro di noi, con la sensazione che siamo la fonte di tutti i suoi guai.

Questa risposta continuerà fino a quando avremo finalmente capito che non c’è altro modo, e che dobbiamo correggere noi stessi per rendere noi stessi e il mondo intero parte del Creatore, portandoLe contentezza.

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La differenza tra l’egoismo spirituale e corporale

Domanda: L’ego generale cresce durante lo studio della saggezza della Kabbalah. Diventa come se noi accelerassimo la crescita dell’ego. E durante il tempo in cui ritardiamo la connessione tra noi, l’umanità sta diventando più egoistica.

Risposta: L’ego non viene trasferito da noi verso l’umanità. Infatti si sviluppa fortemente, ma è in noi. Nell’estensione che aspiri e aneli per l’amore degli amici, senti che li odi e sei rigettato da loro. Coloro che non anelano alla spiritualità non sentono nulla. Loro hanno le ordinarie sollecitazioni egoistiche corporali animali e niente più di questo.

Se mi sforzo in avanti verso il “più” con gli amici e raggiungo per dire il “più uno”, io immediatamente mi sento “meno uno.” Ma se io sono sul livello zero, al livello corporale iniziale, io sono solo un animale. Questo significa che c’è un ordinario ego corporale.

L’ego spirituale è una materia totalmente differente; appare solo al fine di spingermi verso un’ancor maggiore connessione con gli amici nel gruppo. Inizialmente sembra okay, a posto: ”Connettiamoci ragazzi!” Noi affittiamo un posto, ognuno è ardente, ognuno sta lavorando. Improvvisamente noi sentiamo che non possiamo nemmeno guardarci l’un l’altro. Questo significa che un nuovo livello spirituale negativo è cominciato ed è una buona cosa.

Ora è tempo di elevarsi al di sopra di questo, di elevarsi al nuovo livello “più due.” E di conseguenza appare un “meno due.” E così, ancora e ancora. Senza questo zigzag noi non ci svilupperemmo.

Riuscireste ad immaginare che ego ebbero le persone che si innalzarono, come gli studenti di Rabbi Shimon che scrissero e che furono pronti a bruciarsi l’un l’altro?

Quando raggiungi tale livello, questi attributi appaiono in te. Allora dobbiamo stabilire un ambiente. Non sarai in grado di accedere a questo livello senza un forte gruppo al fine di supportarti e dirigerti. Questo “ti scuote” quand’è necessario allora ti sveglierai e vedrai dove sei; obbliga te e gli altri di svolgere i vostri doveri, ti spinge alla divulgazione, ti sveglia durante la notte, ecc. E’ impossibile avanzare senza di questo.

All’inizio un piccolo ego appare nel gruppo. Ma se gli amici non lo notano, se non c’è nessuno che li può aiutare, il gruppo si tiene in disparte. Ci sono molti gruppi così. Ascolto storie simili occasionalmente.

Allora, dovremmo veramente essere felici che appaiono segni seri dell’avanzamento spirituale. Questo è già egoismo spirituale.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 07.12.2012, Lezione 1)

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Spiritualità e cordialità

Domanda: Qual è la differenza tra spiritualità e cordialità? Ci sono alcune persone molto calorose che sono piacevoli e ci sono persone spirituali che potrebbero essere molto sgradevoli. Qual è la differenza tra loro?

Risposta: Nella vita di tutti i giorni noi chiamiamo le persone cordiali: “anime buone”, gente simpatica, che è pronta a dare sostegno agli altri. Questa persona ti capisce, è simpatica ed empatica, prova compassione, ti aiuta, ecc…

Una persona spirituale è qualcuno che sta lavorando duro con se stessa, che sta “rompendo i suoi denti,” che sta combattendo se stessa sotto una grande pressione per sviluppare qualcosa che è completamente diverso da una persona nel nostro mondo, la dazione, che non esiste nel nostro mondo. E questo attributo si sviluppa con sforzi enormi, grande intenzione, e la concentrazione immensa dello sforzo, attenzione, lavoro costante, e un autocontrollo molto forte.

Quando una persona raggiunge questo stato, ha un atteggiamento particolare verso gli altri, non necessariamente sembra calorosa, gentile, amorevole, o bella per noi, perché pensa a come trasformarci in persone spirituali, cioè persone che hanno un’anima. Ciò comporta seri sforzi da parte di una persona nei confronti di se stessa, sotto pressione, con il duro lavoro. Quindi le persone non sono necessariamente piacevoli o belle. La loro missione le costringe a relazionarsi con noi, il piccolo popolo debole, che è orientato volutamente e in modo obiettivo.

L’ho sperimentato io stesso. Il mio insegnante, Rabash, mi guardava come creta da scolpire e valutava la misura in cui questa argilla avrebbe gemito, ma si lasciava plasmare. Allora mi sentivo così. Da un lato, è un grande amore, partecipazione interiore e comprensione, ma in realtà, le espressioni esterne sono ancora molto speciali. Una persona che può veramente valutarle è una persona che capisce l’obiettivo davanti a sè, gli attributi dello studente e il lavoro dell’insegnante.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 2)

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Il lavoro delle donne

Domanda: Possiamo discutere i problemi che insorgono tra le parti maschili e femminili del gruppo in un workshop misto?

Risposta: Non capisco, che problemi ci possono essere tra uomini e donne? Non è chiaro che dobbiamo aiutarci l’un l’altro? Potrebbe essere che gli uomini hanno alcune richieste oltraggiose?

Domanda: Chiedono il nostro sostegno, che essi sostengono di non sentire.

Risposta: Oh! Hanno ragione su questo. Questo è il ruolo più importante del gruppo femminile, e senza di esso, gli uomini non saranno in grado di avanzare. Solo le donne possono farlo con la speciale parte interiore della loro anima.

Il supporto è nel non andare in tutte le direzioni, ma calmare le cose, dirigere e sostenere gli uomini, proprio come una madre calma un bambino. Ciò significa che devono svolgere il ruolo di una madre. Il gruppo degli uomini ha bisogno di una madre che lo bilancerà e ammorbidirà, il che significa che saprà regolare le cose. Questo è il lavoro delle donne.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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La distanza non conta

Domanda: Che cos’è un gruppo? Si tratta di corpi fisici o del mio atteggiamento interiore?

Risposta: È preferibile che io li veda come corpi fisici. È auspicabile che io li percepisca con i nei miei cinque sensi.

Quando passeremo al livello successivo, e ci troveremo su un vero livello consapevole di connessione reciproca, la distanza sarà priva di significato. Questo significa che raggiungeremo un livello che i fisici descrivono come esistente al di là del tempo e dello spazio, in cui operano certe forze e certi mondi. Ed effettivamente è così! Gli scienziati si sono avvicinati a questa barriera e ammettono: “Sì, è possibile che ci sia qualcosa al di là di questa barriera, ma che cosa? Non lo sappiamo. La sensazione lì scompare e diventa impossibile studiare le cose. “

Nel nostro caso, tuttavia, questo non avviene. Se entrassimo nella stessa area, la distanza e il sentimento non ci importerebbe. Non ho bisogno di vedere nessuno, io sento la forma di una persona, la sua dazione, e come sono connesso a lui nel dare in maniera reciproca: Egli può essere superiore e io inferiore (non fa alcuna differenza), ma siamo già in un diverso livello di connessione tra di noi.

Per me quindi le distanze non contano e non percepisco se si tratta di un uomo o di una donna, di un adulto o di un bambino, non mi importa se in questo mondo siamo connessi. Io percepisco le precedenti generazioni di Kabbalisti che si trovano in questo sistema, che si sono sviluppati e che sono  rimasti in loro. Ho già una sensazione diversa, degli occhiali diversi.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Quando le parole finiscono

Domanda: Tu hai detto che nel corso della serata di unione tenutasi a Gerusalemme ti sono mancate le parole e la forza di parlare perché dal gruppo non sentivi provenire un desiderio. Che cosa ci viene richiesto, qui ed ora? In che modo dobbiamo formare un tale desiderio e fornirlo a te in modo che tu possa avere le parole necessarie da condividere con noi?

Risposta: Questa è stata davvero una rivelazione molto interessante e toccante per me. Non ho mai, di solito, difficoltà a parlare perché io vivo in quello che dico. E, in generale, così come uno parla della sua famiglia o del suo interessante lavoro, parlo di ciò che è più importante per me senza fine e in combinazione con qualsiasi altra cosa. Ma improvvisamente ho scoperto che non ero in grado di parlare. Ed è successo anche prima della manifestazione, poco prima non riuscivo semplicemente a capire cosa mi stesse succedendo.

A Gerusalemme, c’è stato un incontro serio con un pubblico vasto. Circa un terzo di esso, 1000 persone su 3000, erano persone venute solo perché erano state invitate. Non si trattava di nostri studenti, di nostri amici. E nella mia presentazione volevo davvero parlare bene. Perché con i miei studenti, con coloro che desiderano conoscere e sono coinvolti, con loro sono in contatto.

Essi camminano al mio fianco: nelle salite, nelle discese, sperimentiamo il percorso tutti insieme. Ma in questo caso, con i tanti nuovi partecipanti, volevo mostrare loro quello che stiamo facendo, quello che offriamo … e non avevo alcuna forza di parlare, continuavo a guardare l’orologio: un minuto, due minuti passati. Volevo riuscire a parlare almeno per una mezz’ora, non sapevo cosa fare con me stesso. E poi mi è diventato tutto chiaro: non mi ero preparato abbastanza bene per parlare con queste persone. Doveva avvenire su un livello completamente diverso, a livello di unione con il gruppo.

Normalmente, parlo a nome mio. Voglio dire, gli studenti mi danno il loro appoggio e io li sento, sento la nostra unione comune, collettiva, ma io continuo a parlare per me stesso. Qui non era il caso. Qui, avevo bisogno della disponibilità del gruppo in modo che in quei minuti, quando ero sul palco, avrei dovuto sentire gli amici come se fossero stati accanto a me, completamente. Questo è il desiderio, il bisogno che sentivo.

In altre parole, il sostegno deve essere non solo nella simpatia, ma nell’aiuto reciproco: “L’amico andò e lo stiamo sostenendo.” No, io sono lì con lui! Io sono con lui ora, allo stesso tempo! Non avevo mai sentito un tale bisogno di unione.

Io assorbo l’energia dei miei studenti, al fine di fornire loro quello che vogliono. Sento il loro desiderio, tutti i tipi di sfumature, le fluttuazioni nel loro stato d’animo, e in generale, i diversi stati spirituali. E anche se non è colpa degli amici visto che non li avevo preparati per questo, ma in quel momento tutto quello che volevo era che loro fossero consapevolmente “dentro di me”. Questo è ciò che mi mancava.

In verità, siamo saliti ad un livello totalmente nuovo, dove dobbiamo fare tutto insieme. Non ci sono più “io” e “tu”; lavoriamo insieme alla creazione di un potere dei nostri desideri unificati, le nostre aspirazioni verso la rivelazione del mondo, affinchè potremo sentire una vera forza in questa unione. Se dico una cosa, voi siete con me, e se voi la sentite, io sono con voi.

Questo è il tipo di inclusione reciproca di cui abbiamo bisogno, ed è ciò che abbiamo appreso due giorni fa a Gerusalemme: la nostra connessione sta diventando reciproca. E sono molto soddisfatto! Ciò significa che un sacco di miei studenti si stanno avvicinando sempre di più al mio livello e ora, in questo grado, siamo in grado di comunicare l’uno con l’altro.

Spero che in seguito continueremo ad interagire in questo modo l’uno con l’altro, rappresentando un tutto integrale. Non esiste nessun insegnante, docente, e non esistono studenti che ascoltano, esiste piuttosto una cosa comune, tutto il desiderio che vuole rivelare il senso della vita! Penso che ce la possiamo fare.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Tutti possiedono un “punto nel cuore”

Domanda: Tra le “nazioni del mondo” esiste la categoria di AHP di Aliya (crescente) che si unisce prima ad Israele. Chi sono le persone che appartengono a questa categoria?

Risposta: Alcuni aderiscono a questo processo secondo l’ordine di correzione e altri sono corretti solo alla fine. In realtà, però, non si tratta di esseri umani, ma di vasi. Non è in chilogrammi di carne o in caratteristiche animali, tutto questo non ha nulla a che fare con la spiritualità. Un’altra cosa importante è quanto è grande l’ego di una persona e quanto il punto nel cuore è sepolto in profondità.

L’unica cosa che una persona ha è il suo ego. Allora, dove è nascosta la scintilla (•) della futura dazione in lui? In quali livelli? In quale dei cinque livelli di spessore (lo spessore del desiderio)? In base a questo una persona si risveglia per la correzione.

In sostanza, ognuno di noi possiede un punto nel cuore. Dopo la frantumazione e la miscelazione dei vasi, vi è anche una parte iniziale di essa nel cuore di pietra, che altrimenti non sarebbe in grado di essere corretta. Ma se il quarto livello viene corretto solo alla fine, poi tutti gli altri livelli appartengono ad AHP di Aliya.

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2012)

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Domande riguardanti le lezioni registrate, la conoscenza e la divulgazione

Domanda: Recentemente hai detto che quando studiavi con Rabash ascoltavi la lezione che avevi registrato tre volte al giorno. Consigli ai tuoi studenti di fare lo stesso, se possibile?

Risposta: Almeno una volta.

Domanda: Inoltre, per coloro che partecipano ai workshop, è utile rivedere questa azione di gruppo e ascoltare la registrazione dal gruppo centrale, se il tempo lo permette?

Risposta: No.

Domanda: “Caro Signor Laitman,

Dopo aver preso parte a diversi corsi di BB e aver letto il tuo blog per più di due anni, ho questa domanda:

Perché dici sempre: “Io non la penso così …. Penso che questo non accadrà …. Credo che questo non sia il modo giusto …. Penso che il Creatore non accetterà questo ….. Tra i così tanti pensieri che si trovano dentro di te, c’è dello spazio lasciato per il sapere? “

Risposta: Tutto nasce dalla conoscenza della Natura, del Creatore, questa è la vera conoscenza.

Domanda: Professore, ho dei dubbi. Lei è uno scienziato, giusto? Segue un percorso empirico. Questo particolare modo di divulgare la scienza della Kabbalah è una sua ricerca scientifica? La questione stessa è più ampia, ma questa è la sua tesi. Accetterò una risposta-tesi.

Risposta: Cosa non corrisponde a ciò che è detto nelle nostre fonti?
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