Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Un progresso spirituale

Domanda: Come possiamo trasformare l’intenzione di una persona nell’intenzione di molti, nella “preghiera di molti“?

Risposta: C’è una grande differenza. Se penso alla società, tentare di connettermi con loro al fine di trasmettere la Luce che si aspettano, si chiama una “preghiera di molti”, una “preghiera pubblica.”

Se ogni individuo del gruppo si comportasse in questo modo, noi formeremmo l’area della mancanza collettiva generale in cui tutti, mediante la loro inclusione in ognuno di noi, costituiscono già un progresso spirituale. Io penso a tutti, tu pensi a tutti, e così tutto il gruppo. Poi ognuno moltiplica la sua intensità per il numero di persone per le quali si vuole chiedere un riempimento. Si scopre che questa preghiera diventa già un vaso spirituale. Il vaso spirituale è un risultato della connessione. Se io prego per voi e voi pregate per me, allora ognuno di noi contiene l’altro dentro di sé. Allora i nostri desideri che comprendono l’un l’altro si connettono e creano un vaso spirituale tra di loro.

Questo significa che le parti dei nostri desideri in cui io prego per voi e voi pregate per me si connettono. La loro connessione diventa un vaso spirituale. Le parti in cui ognuno è per sé restano al di sotto.

Si scopre che influenzi la Luce solo attraverso la tua mutua inclusione tra di loro, in cui tu lo includi dentro di te e lui ti include dentro di sé. Quindi una persona non funziona nella spiritualità, ci devono essere almeno due, come si dice: “Il minimo di molti è due”. Così come: “O insieme o la morte”, il che significa che o hai un amico con cui esegui un’azione spirituale o sei morto, e non hai la possibilità di attirare la Luce che Riforma.
[98663]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: La più grande preghiera è il desiderio del gruppo per la qualità della dazione
Laitman blog: Preghiera e gratitudine

Trasformare tutti i meno in più

Domanda: Come faccio a fare un patto con il Creatore se non Lo conosco?

Risposta: La domanda è: perché è solo lo sposo che firma l’accordo di matrimonio (Ketubah) e non la sposa? C’è una sorta di impegno unilaterale qui? Lo stesso accade quando una persona firma un accordo con il gruppo o con il Creatore.

Ciò significa che la mia firma su questo contratto è sufficiente dato che l’accordo della controparte è certo. Quindi, solo chi esita e non è sicuro deve firmare, e in questo modo, è obbligato a firmare l’impegno.

C’è una forza superiore, e per rivelarla, ci deve essere una forza inferiore. La forza del superiore è la dazione e la forza dell’inferiore è il ricevere. La forza dell’inferiore deve raggiungere l’interezza nella sua mancanza per connettersi alla forza superiore che è eternamente intera.

La forza inferiore raggiunge l’interezza attraverso la connessione di 10 persone, poi di 100, e poi di 1000. Aggiungiamo sempre un altro zero.

Se non mi connetto con 10 persone, non posso essere definito una “unità” spirituale, e, se non mi connetto con 100 persone, non posso essere definito una seconda “unità” spirituale, che significa salire al secondo livello spirituale. Il contatore conta solo gli zeri aggiuntivi, e questo è considerato un salto al livello successivo.

Per adattarmi all’intera forza superiore, devo raggiungere almeno la connessione dei primi 10. Questo significa che devo connettermi a 10 persone in quanto secondo la nostra natura interiore, raggiungiamo il primo, la misura minima della dazione, # 1, attraverso la connessione di dieci persone, come un solo cuore e una sola anima. Allora, ho la prima forza della dazione.

Se mi è possibile connettermi a 100 persone in un modo simile a un solo cuore e una sola anima annullando totalmente me stesso, io raggiungo la seconda forza della dazione, il secondo livello spirituale. Di conseguenza, devo passare attraverso 125 livelli.

Per entrare in contatto con loro, firmo un contratto reciproco. Dobbiamo essere connessi in modo che ognuno si dimentichi di sé e si connetta con tutti come un tutt’uno. È impossibile farlo da soli e dobbiamo aiutarci a vicenda. Dobbiamo offrire a tutti la grandezza della meta, la connessione, il calore, e gli esempi positivi. Per fare questo, firmiamo un contratto, e questo viene chiamato patto.

Ognuno di noi passa attraverso stati di “+” e “-“, e abbiamo bisogno dei meno, per salire ai più, per “raddrizzare” noi stessi. Ciò è possibile se, mentre io sono in uno stato di “meno”, la società intensifica la mia intenzione. Il mio meno cresce e cresce anche il più, essi aumentano costantemente. Dopo un piccolo più, c’è un grande meno, e dopo un grande più c’è un meno che è due volte più grande.

È per questo che non posso mai superare il segno meno che ricevo e che mi butta sempre a terra. Io posso essere completamente buttato fuori pista, e posso continuare a lavorare, ma senza l’ispirazione e il pensiero. Quando cado in un tale stato, in questi meno, la società deve intensificare la mia intenzione.

È una buona cosa che ho ricevuto questo meno dato che ho bisogno di un meno grande, devo raggiungere la sua piena misura per riempire la mia misura. Il problema è come trasformarlo in un vantaggio. Per fare questo, ho bisogno di un’intenzione! Se la mia mancanza e l’intenzione della società si connettono, posso trasformare ogni volta i meno in più, e di conseguenza, salire costantemente. Questo si chiama fare un patto.
[98828]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Preghiera e gratitudine
Laitman blog: Trasformare il male in bene

Quello che ricevo dipende da me

Rabash, Lettera # 29: Ma una persona non ha la necessità di portare i rifiuti dal di fuori, come nel caso di concimare un albero. Deve tradurre le impurità dal mondo della rivelazione, il che significa, nel suo sentimento.

Domanda: Che cos’è per me “il rifiuto” e cos’è “il fertilizzante”?

Risposta: Dipende dalla tua scelta. Ti viene data la possibilità di decidere se preferisci mangiare dai rifiuti o cose buone dalle cose cattive? E tu scegli sempre qualcosa da queste due possibilità, ma a poco a poco l’ago della bilancia pende in direzione della dazione. Non hai la forza di annullare completamente la ricezione, ma in ogni caso, avanzi nella giusta direzione.

Nel tuo vaso, Kli, ci sono sempre tre parti. Nella parte superiore si può lavorare per il bene della dazione, nel mezzo regna la restrizione, e nella parte inferiore si trova qualcosa che si desidera per se stessi.

La linea di destra non può esistere senza la linea di sinistra, e la linea di sinistra non può esistere senza la linea di destra. Tutto deve essere diversificato, fino al Gmar Tikkun (la correzione finale), tutto il male funziona come bene.

Domanda: Questo significa che se gli amici creano un ostacolo per me, poi mi danno il “fertilizzante”?

Risposta: Dipende cosa intendi per “ostacolo”. Se gli amici mi dimostrano quanto desiderano riconoscere la grandezza del Creatore, ad un livello superiore, per l’adesione, per Gmar Tikkun, per l’unione e la connessione tra di loro, per la rivelazione della Luce, allora per me può rappresentare un ostacolo dal momento che questo approccio viene odiato dall’ego, ma può anche essere una motivazione che spinge in avanti.

La parte superiore mostra a quella più bassa la Luce, la Sua dazione, e quella inferiore, sentendo questo, deve chiarire se per lui questo è da considerare cibo o rifiuti. È scritto, “Diritte sono le vie del Signore, in esse vi è il solo cammino, ma i peccatori vi inciampano”. Posso decidere che la dazione per me è proprio la Luce che mi tira in avanti. Voglio aderire ad essa e superare me stesso per fare questo, anche se non è semplice riceverlo come cibo. E poi, in questo caso, io sono chiamato “giusto.” Ma se io non lo voglio, allora sono chiamato “peccatore”.

In questo modo, esamino me stesso secondo il principio di “una persona si vedrà sempre come mezza giusta e mezza malvagia”. Il superiore mi dà la Luce e io lo sento come Luce o come buio.

Per esempio, oggi durante la lezione c’erano molte persone sedute lì senza un buon umore. E sono stato molto felice di questo. Perché è così che si scopre una malattia. È molto buono. Ora, ciò che resta è portare la cura. Ma non la pensano così. Si sentono male.

Ciò significa che, la domanda è: Dipende da come una persona decodifica ciò che riceve. Non vi è alcun male nel mondo, ma tutto dipende da come si interpreta ciò che accade. Per me, la Luce, la forza della vita, può essere cibo o rifiuti. L’albero, naturalmente, riceve concime dagli animali, come una cosa buona, e noi dobbiamo scegliere, perché fin dall’inizio il “fertilizzante” che arriva dal superiore non sembra buono per noi. Questa cosa non mi sembra buona nella misura in cui sembra come un “escremento” e non come un tesoro…
[98745]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: La percezione della vita: un sogno o una realtà?
Laitman blog: La differenza tra una roccia e un seme vivo

Portando l’educazione integrale al mondo

Domanda: Se mai compariranno ambienti positivi e corretti in Israele, come apparirà?

Risposta: Ho parlato specificamente ieri riguardo Israele ad Ashdod alla lezione che era dedicata a “Cosa ci aspetterà nel 2013.” Tutto quello che possiamo aspettarci è il risultato del nostro stesso lavoro. Qualsiasi cosa compiamo, noi risponderemo di conseguenza. Noi siamo i padroni del nostro destino e tutto dipende in base a quello che scegliamo.

Se sapessimo com’è organizzato e governato questo mondo e avessimo un’idea di che cosa sia la forza superiore, in che maniera agisse e dove ci stia portando, se noi la seguissimo e diventassimo i suoi partner, noi raggiungeremmo facilmente e velocemente il successo. In questo caso, tutti ci seguirebbero e saremo benedetti sia in questo mondo sia nel mondo superiore.

Se non facciamo questo, dovremo passare attraverso dure avversità, principalmente nei campi della salvezza, della salute, disoccupazione, anti-Semitismo, ecc. Saremo soggetti ad una fortissima pressione che ci obbligherà a fare il nostro lavoro in ogni caso e darà il metodo della correzione all’intero mondo.

Il mondo ha sempre odiato i Giudei senza una chiara motivazione della ragione, per questa animosità e loro maledicono i Giudei per tutti i loro problemi. Oggi, noi dobbiamo spiegare agli altri perché loro ci odiano così tanto. Realmente, finanche non completeremo la nostra missione, c’è una ragione per odiarci. Comunque, l’odio di per se stesso non aiuterà. Le altre nazioni dovrebbero assisterci nella distribuzione della saggezza della Kabbalah per le masse; questo porterà tutti noi alla correzione.

Il tempo è arrivato; non c’è nessun momento da aspettare per qualcosa di particolare. Qualunque cosa avverrà, sarà un risultato dei nostri desideri. Questo è quello di cui ho parlato a lezione.

Noi dobbiamo muoverci in questa direzione e Israele diventerà il centro dell’educazione mondiale dove la Luce arriverà a tutti.

Questo significa che ci sarà un’accademia per l’educazione larga ed integrata. Sarà basata su una solida e ampia piattaforma ideologica; migliaia di persone impareranno come agire insieme in connessione l’uno con l’altro. Perché senza connessione non c’è forza. Loro sarebbero simili al Sinedrio e l’unità permetterà alle persone di sviluppare nuovi ed innovativi metodi per educare i bambini, gli adulti e vari settori della società e provvedere le risposte alle loro domande.

Quindi il metodo della correzione si diffonderà da qui in tutto il mondo e i nostri gruppi regionali diventeranno le maggiori branchie educazionali che adatteranno e tradurranno lo studio dei materiali per poter essere adattati e tradotti nei loro paesi e regioni. Loro terranno dei workshop, lezioni, discussioni e trasmetteranno nei media affinché la metodologia raggiunga rapidamente ogni luogo, e il mondo osserverà questo come l’unica via per raggiungere un futuro buono, confortevole e soddisfacente.

E poi, grazie all’educazione integrale, le persone vedranno che c’é un’altra “dimensione” dietro a questo. Vedranno che l’unità offre loro la possibilità di una speciale edificazione e aspireranno a ciò. Questa è la via in cui raggiungeranno il Creatore. E’ detto: ”Tutti Mi dovranno conoscere dal più piccolo al più grande.” La saggezza e il desiderio generale di unirsi con la forza superiore e la natura, per raggiungere l’armonia, le relazioni universali integrali, la connessione interna e la comunità mondiale basati sulla garanzia mutua si diffonderanno in tutto il mondo.
[98008]

(Dalla 3° parte Lezione quotidiana di Kabbalah 11.01.2013, “La pace”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La rivelazione della connessione reciproca
Laitman blog: L’Anno del movimento verso il pubblico

Perdere il proprio “io” materiale

Domanda: Come diventiamo un Partzuf inferiore che si annulla dinanzi a quello superiore e chiede di essere creato nel mondo spirituale durante il congresso?

Risposta: Il nostro Partzuf superiore è il gruppo e solo lì il Creatore si rivela. Trasformiamo il gruppo in Malchut, la Shechina, mentre la parte superiore è Zeir Anpin, il Creatore. Abbiamo bisogno di indurre lo stato in cui si rivela la nostra connessione con la forza superiore.

È abbastanza fattibile e molto probabile che accada. L’illuminazione da questo stato ci sarà concessa sicuramente, e la stiamo già ricevendo, ognuno secondo il proprio grado. Ma quando ci connettiamo veramente, allora invece di una illuminazione personale, noi riveliamo la Luce.

Sarà inoltre rivelata ad ogni persona nella misura in cui essa ha raggiunto l’unione e la esercita. Ma sarà una parte di Luce chiaramente definita e non un po’ di illuminazione esterna. Sono convinto che non solo durante il congresso degli uomini, ma anche durante quello delle donne potremo sentire una simile illuminazione. L’annullamento del nostro gruppo dinanzi al superiore significa che tutti rinunciano a sé stessi per il bene dell’unione e dell’ inclusione negli altri, e perdono lì i loro “io” materiali ed esistono unicamente sotto l’influenza spirituale.

Nell’articolo “600.000 anime” abbiamo studiato che vi è una sola anima, tutti raggiungono solo essa, e le spine nell’anima stessa. In verità, non c’è divisione e solo la forza dirompente ci sta causando dolore in questo momento perché pensiamo che ognuno di noi abbia la propria anima personale. Lo immaginiamo solo perché non abbiamo ancora ottenuto il raggiungimento completo e rimaniamo in confusione, nella nebbia, e nella perdita di coscienza. Pertanto, al congresso, speriamo di inserirci in questa anima.
[98221]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Talmud delle dieci sefirot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Connettere l’intero mondo al Creatore
Laitman blog: Comprenderci a vicenda e rivelare il Creatore

Non trascurare la routine quotidiana

Domanda: Durante il congresso di Arava il nostro gruppo ha raggiunto un nuovo livello. Ora dobbiamo aggrapparci ad esso e mantenerlo, e questo richiede repulsioni. Ma d’altra parte, secondo l’esempio che Baal HaSulam ci offre: “per saltare su un tavolo devi saltarci sopra”. Quindi qual è il punto successivo “sopra il tavolo” su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi?

Risposta: Questa settimana andremo tutti a casa e torneremo alla nostra quotidianità. Personalmente credo che la routine quotidiana sia la cosa principale, i congressi sono il risultato di quella routine. Giorno dopo giorno, lavoreremo su noi stessi sempre di più, aprendo quello che abbiamo raggiunto ora e tenendoci pronti per la nuova rivelazione. Il nostro lavoro consiste in questo.

Il congresso in sé non è un lavoro. Abbiamo fatto questi grandi preparativi e così ci siamo riusciti. Parte di questo successo è dovuto al congresso delle donne. In aggiunta a ciò, la raccolta di denaro per la nostra nuova casa e l’unione intorno a questo problema ha creato una forza sorprendentemente potente. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i congressi di Kharkov e Novosibirsk.

Alla fine vediamo che siamo maturati. Il mondo sta avanzando più velocemente in discesa mentre noi di conseguenza ci stiamo elevando. Qui dobbiamo chiarire i punti principali: frequentare le lezioni quotidianamente, leggere il mio blog in modo selettivo, partecipare ai workshop, e divulgare.

La cosa principale è l’auto-esame e il rapporto che si ha con sé stessi: la persona deve costantemente controllare sé stessa e la propria connessione con il gruppo.

In questo contesto, durante le lezioni e i workshop, siamo in attesa di nuovi stati e di problemi sempre più profondi. Oggi durante la lezione e il workshop continueremo quello che abbiamo iniziato durante il congresso di Arava.

In questo tipo di lavoro, riempiremo il vaso goccia a goccia, fino a quando non “salteremo” al livello successivo e, così, ancora e ancora. Non trascurate queste aggiunte quotidiane che si stanno accumulando “centesimo per centesimo”. Non c’è altro modo. Attraverso ciò scopriamo interiormente molti vasi e desideri. Anche se ci sembra che non succeda nulla, il risultato di tali sforzi, infatti, li scopriremo in seguito.

È la stessa cosa con un bambino che deve passare attraverso diversi stati nell’ambiente umano. Se non dispone di un ambiente del genere durante i primi anni della sua vita, allora nulla lo aiuterà in seguito: non importa quanto investirai su di lui, non sarà mai un essere umano. I diversi esempi di bambini Mowgli lo dimostrano. Come può essere? Il fatto è che lui nel tempo non ha sviluppato i suoi desideri.

Abbiamo a che fare con cose che sono essenziali al livello attuale del nostro sviluppo, e quindi dobbiamo dedicare il tempo allo studio e ai cambiamenti interiori, cercando di valorizzare ogni momento in questo lavoro.
[98350]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2013, Shamati 26)

Materiale correlato:

Laitman blog: Congressi: Un nuovo livello
Laitman blog: Divulgazione: Da ciascuno secondo le capacità

“Sbattere la testa contro il muro” o cominciare a pensare?

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore? Dov’è il Creatore? Come posso chiedere qualcosa da Lui se non lo conosco?

Risposta: Tu devi cercarLo! Ognuno dovrebbe immaginarLo nel suo cuore, o magari nella sua mente, benché i Kabbalisti non abbiano a che fare con l’immaginazione mentale.

Il Creatore è chiamato la forza generale della natura. Perché diciamo che ci rivolgiamo a Lui? E’ molto confondente questo. Ma c’è una forza che posso scoprire in accordo al mio desiderio. Nella nostra vita corporale scopro diversi fenomeni in accordo al mio desiderio. Se non avessi nessun desiderio, non vedrei, non respirerei. Per tutto, c’è prima un desiderio e poi l’esperienza, la scoperta, l’ascolto e la comprensione, apri maggiormente i tuoi occhi e fai un passo in avanti. E’ tutto in accordo al desiderio.

Qui è lo stesso. Il mondo spirituale è meramente una connessione che s’è occultata per il momento. In questa scopriamo la nostra vita che è indipendente dal corpo; il corpo è morto, mentre noi continuiamo a vivere in questa connessione. Questa è chiamata un’ ”anima.” Ora noi dobbiamo scoprirla. Il nostro corpo non interferisce. Se lo annulliamo – che significa che viviamo in esso perché siamo vivi, senza dargli attenzioni particolari, senza glorificarlo, usandolo com’è, alimentandolo, dandogli da bere, lavandolo e portandolo a dormire, prendendosi cura di lui come se accudissimo un animale e non più di questo – e investi tutto il resto nello scoprire l’anima, allora così la riveleremo.

Un’anima è la connessione tra tutti. Al fine di scoprirla, hai un punto, l’inizio di un’anima. Se questo punto è mancante, non c’è niente di cui possiamo parlare, sei libero, accudisci il tuo corpo, gioisci della vita. Ma se tu hai il punto nel cuore, l’inizio di un’anima che ti chiama, che non ti dà riposo, allora arriverai a un gruppo Kabbalistico e ti diranno come cominciare a rivelare la tua anima, la tua connessione con gli altri.

Non è una connessione tra umani, tra i loro corpi, ma una connessione tra desideri individuali nei quali c’è un punto, l’inizio di un’anima.

Immagina che ci sia una rete nascosta tra un milione di membri del nostro gruppo globale (benché ce ne sono molti di più). Questo è quello che dobbiamo scoprire. Nel momento in cui scopro la prima parte su 125 di questa connessione, io sono già sul primo livello del mondo spirituale e in questa rete, io scopro il mondo spirituale, me stesso, l’eternità al di sopra del tempo, movimento, e spazio, l’intera dimensione spirituale e la fonte di tutto ciò è chiamata “il Creatore.” Questo è quello verso cui siamo attratti.

Ci sono persone che hanno già scoperto la spiritualità, scritto riguardo a questo, e ci hanno detto accuratamente e in grande dettaglio come riempire questa rivelazione gradualmente e cosa dovremmo fare. Tutto questo è chiamato “Torà, il libro delle istruzioni. Non parla di alcuna azione fisica o movimento col nostro corpo; possiamo lasciare stare questo. E’ solo riguardo a come possiamo sviluppare la nostra sensibilità mediante la connessione con gli altri, con la forza superiore, e così raggiungerai l’eternità.

Domanda: Sto sedendo qui con il testo dello Zohar, cercando di sentire qualcos’altro rispetto a quello che c’è qui come un risultato dei nostri sforzi collettivi, ma non posso. Continuo, e fallisco continuamente. Tu dici: ”Chiedi al Creatore!” ma non so niente di Lui, non ho niente per cui possa tenere duro.

Risposta: Il mio consiglio è che se tu hai sbattuto la testa contro il muro un centinaio di volte, allora magari qualcosa si è “smosso” nella tua testa come risultato e puoi cominciare a pensare più profondamente riguardo al Creatore: “Chi si sta nascondendo là? Chi c’è nel mio cammino? Chi ha posto questo muro prima di me?” Tu non stai più colpendo la tua testa contro il muro, ma tu stai aggiungendo pensieri a questo. Una persona cresce saggiamente come risultato dei colpi, giusto? Questo è quello che mi aspetto da te.
[97414]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.01.2013, Lo Zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: Lo sviluppo perfeziona le connessioni
Laitman blog: Una guida per la realtà superiore

In disaccordo con la nuova realtà

Domanda: In passato l’umanità ha in qualche modo regolamentato il male che ha incontrato, ma oggi sembra che il male sia stato lasciato libero.

Risposta: Noi siamo avanzati e ci siamo sviluppati attraverso una salita costante, nel corso degli anni il nostro ego è cresciuto fino a diventare “circolare”. Abbiamo sempre saputo cosa fare con esso, e come bilanciarlo. Di volta in volta ci ha spinto in avanti per nuove conquiste. Lo abbiamo sempre gestito: abbiamo costruito, inventato, e aggiunto qualcosa. La mancanza ci ha spinto in avanti e abbiamo raggiunto un riempimento. Se non era possibile raggiungerlo direttamente, allora facevamo delle rivoluzioni.

Le generazioni sono cambiate, c’è stato il periodo della schiavitù, il feudalesimo, il Medioevo, il capitalismo, e alla fine abbiamo raggiunto l’ultima fase, il comunismo. In uno stato “circolare” non ci può essere altro che connessioni reciproche basate sulla mutua garanzia.

Dobbiamo dire qui che è il Creatore che di volta in volta evoca la mancanza, e con questo, la creatura riceve il potere e la mente per soddisfare la mancanza. Il cambiamento di epoche e i momenti speciali sono caratterizzati da rivoluzioni, dal momento che tali transizioni sono possibili solo attraverso i problemi, attraverso cambiamenti drammatici.

Così oggi, nel nostro stato attuale, dobbiamo agire secondo la nuova leadership. Tutti i vecchi approcci e metodi oggi non funzioneranno, dal momento che erano tutti buoni fino al momento in cui abbiamo cominciato a diventare “circolari”. Ora riceveremo colpi perché non ci stiamo adattando a ciò che sta accadendo intorno a noi.

Queste non sono insinuazioni, ma il processo naturale degli eventi: se non si regolano le condizioni esterne, non si può incolpare nessuno per il risultato. Per esempio, che senso ha incolpare gli altri se si è andati in giro senza vestiti caldi in una fredda giornata d’inverno? Allo stesso modo, stiamo ormai entrando in un nuovo mondo senza esserci adattati ad esso.

È stato scientificamente provato che nella nuova era abbiamo bisogno di un maggior grado di unione, connessione e cooperazione. Ma siamo rimasti così come eravamo e quindi non ci siamo adattati alla nuova realtà, alla forza della leadership che ci ha chiusi in un sistema “circolare”. Per più di cento anni gli scienziati e gli esperti hanno scritto riguardo a questo, quindi di chi è la colpa se noi non ascoltiamo?

Il prezzo del nostro non adattarci alle mutate condizioni sarà il fallimento globale, il crollo sistematico, e forse anche una guerra mondiale. Come potrebbe essere altrimenti se ci rifiutiamo ostinatamente di regolare noi stessi per l’unione e la connessione che il nuovo stato richiede? Siamo come una persona che ha ucciso i propri genitori e chiede al giudice misericordia, perché lui è un orfano.

Quindi è giunto il momento di adattarci al mondo globale, che continuerà ad “arrotondarsi” ancora di più. È impossibile continuare a vivere come nel passato, l’unico modo oggi è l’unione e la connessione, dato che il mondo sta diventando uno davanti ai nostri occhi.
[98198]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2012, “La Pace“)

Materiale correlato:

Laitman blog: Perfino il lupo amerà l’agnello
Laitman blog: Una scintilla che penetra dal piano superiore

Il piacere spirituale è uguale per tutti?

Domanda: Qual è la differenza tra il piacere che vive un uomo e una donna nello stato della mente integrale comune? si tratta dello stesso piacere?

Risposta: Ogni persona ha i propri piaceri perché ognuno ha la propria radice ed i suoi legami con gli altri. Sono strettamente soggettivi. Perciò, è impossibile dire come gli uomini siano diversi dalle donne nel loro stato di piacere e di appagamento.

Questa differenza può essere spiegata nell’immagine di ciò che esiste nel nostro mondo. Infatti, c’è una differenza nel modo in cui un uomo percepisce il nostro mondo e nel modo in cui lo fa una donna. Un uomo, in qualche modo, è capace di sentire quello che un altro uomo sta vivendo. Invece, non è in grado di sentire quello che vive una donna. Non la può comprendere, perché la donna ha una visione completamente diversa del mondo.

L’uomo e la donna sono due mondi. Lo stesso vale per la spiritualità. Essendo la parte maschile nel mondo spirituale, è impossibile immaginare cosa vive la parte femminile o della donna. Si possono attirare ed includere i desideri della donna in noi stessi per soddisfarli, però, non facendolo al posto di lei, ma per lei.

Domanda: Però, alla fine non dovrebbe manifestarsi da qualche parte?

Risposta: Alla fine, si manifesta nella complementarietà reciproca, nel reciproco legame, ma si tratta ancora di un legame di due opposti.
[95840]

(Da Kab TV “Conversazioni con Michael Laitman,” 03.11.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: “I maschi sono di marte e le donne sono di venere”
Laitman blog: Il desiderio delle donne come motore della creazione

Lo specchio del mio ego

Domanda: Come possiamo e dobbiamo cercare di superare le situazioni in cui sentiamo ostilità fisica, apatia, indifferenza e desiderio di essere solo un osservatore durante il congresso?

Risposta: Tutto dipende dal mondo. Come potrebbe esserci un’avversione fisica, per esempio, nel tuo bambino? A qualcuno potrebbe non piacergli ma per me lui è mio. Una donna questo lo comprende. Quindi, tutto dipende su cosa noi ci sintonizziamo.

Non c’è il concetto di “ostilità fisica,” c’è solo lo scopo. E nella misura in cui questo è importante per me, io comincio a percepire i mezzi per raggiungere lo scopo con lo stesso valore e grandezza della gloria dello scopo stesso. Se per il bene dello scopo devo essere più intimo con qualcuno, gli parlo, lo abbraccio e sento che siamo insieme in un’azione unificante, quindi non guardo la persona.

E generalmente, cosa significa qualcosa di esterno? Dopo tutto, non sono le persone che mi vengono mostrate ma la mia attitudine verso di loro, il mio riflesso in una data immagine. Osservando una persona, io posso discernere quanto ho bisogno di lavorare su me stesso e lui o lei non ha niente a che fare con questo. Non è una persona ma il mio stesso egoismo che sto osservando in una certa maniera. E’ come uno specchio in cui vedo me stesso. E’ un intero sistema, come riportato in uno degli articoli di Shamati: “Il Creatore è la Tua Ombra.”

Allora, come può esserci rigetto? All’opposto, cosa ti porta fuori è esattamente il metodo più efficiente, una possibilità di convergere, di elevarti al di sopra di te stesso. Provalo e vedrai che è così. E durante tutto questo, ti tormenterà dentro, buttandoti giù, ma tu dovrai continuare ad andare avanti. Non perdere il tuo tempo! E’ una vergogna perderlo. Guarda tutti, cerca di annullarti e allora verrai preso dal flusso dentro l’unità con tutti.

Io vorrei incoraggiare tutte le donne a chiedere il perdono reciproco prima del congresso, dimenticare le vecchie cose e cominciare ad un completo nuovo livello. Provate ad elevarvi al di sopra di voi stesse un po’; altrimenti cosa state facendo nello studio della Kabbalah? Non puoi sempre guardare “te stesso.” Al contrario, si deve timbrare il piede su di esso e macinare.
[97718]

(Dalla Lezione Virtuale del 06.01.2013)

Materiale correlato:

Laitman blog: Segare il tronco del mio egoismo
Laitman blog: Il Gruppo è la Mia Ombra