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Nuovi orizzonti per l’integralità

Domanda: Le persone devono essere degli specialisti per poter risolvere un certo problema o durante una discussione integrale le persone comuni possono giungere ad una soluzione corretta quando sono connesse correttamente, realizzando questa integralità?

Risposta: Non penso che in realtà ci sia nessun problema reale se non la comprensione della natura integrale. Quando una persona inizia ad osservare il mondo da un nuovo livello tutto diventa trasparente, semplice e chiaro. Vede tutti i problemi visto che questi appaiono come il risultato della mancanza di connessione tra due sistemi: quello integrale e quello lineare. Di conseguenza, egli si presenta con delle nuove interessanti soluzioni che non esistevano prima, persino quelle tecniche e scientifiche.

Sono sicuro che l’umanità ne beneficerà moltissimo visto che inizierà improvvisamente a sentire la natura interiore delle cose. Questo per via del fatto che abbiamo sempre studiato la natura non nella sua essenza ma dal nostro punto di vista egoistico e quindi era relativo ad una banda molto ristretta di frequenze. Ma quando usciamo dai limiti del nostro corpo, del nostro ego, sentiamo la natura fuori di noi, che è così com’è realmente e non come noi la percepiamo, e così si aprono delle opportunità completamente nuove. E quindi il livello integrale è una nuova scienza, una nuova tecnologia dagli orizzonti completamente nuovi.

Oggi siamo alle prese nel nostro lavoro con molte difficoltà come superare distanze, trasmettere energia ed informazione e proviamo a comprimere tutto in fibre o cavi e di trasferirlo a distanza. Quanto combustibile dobbiamo bruciare per ottenere un minimo fattore di efficienza? Quando vediamo la natura nella forma generale ed integrale, vediamo che ha una soluzione per il 100% di rendimento: La natura non ha avanzi, non c’è mai una parte ridondante che è scartata, che scompare da qualche parte. Non esiste una cosa simile! E così vengono alla luce delle soluzioni meravigliose nella società integrale. Ma possiamo risolvere e soddisfare tutto solo integralmente.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Masse” 06.05.2013)

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Rottura per il bene della vita

Domanda: Come riceviamo il desiderio di dare del Creatore e diventaimo noi stessi dei datori?

Risposta: La Luce

che ha rotto i vasi ha inserito il suo desiderio di dare in essi, delntro al desiderio di ricevere. Così che quando il desiderio di ricevere scopre la rottura, scopre anche al suo interno il desiderio di dare del Creatore. Questo è occultato nei miei vasi.

Il Creatore ha inserito il desiderio di dare nei miei vasi rotti durante la frammentazione. Lui mi ha dato la Sua testimonianza in merito a quanto Lui vuole dare a me. Io sono incorporato nella sua mancanza di dare per mezzo della rivelazione di questa testimonianza. Questo si converte nel mio desiderio di dare e mi rende capace di dare per mezzo della Luce che Riforma. Questa e’ la preparazione che ci ha inserito durante la frammentazione e che è stata impressa in noi.

Altrimenti io non sare impressionato dal Suo desideiro di dare ne potrei rispondergli. Questo può rivelarsi in me, solo grazie al fatto che la mia attitudine veso il Creatore è gia impressa in me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.05.2013)

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Io sono al di sopra del desiderio; il desiderio è al di sopra di me

In questo momento, siamo ad un certo livello di egoismo, ed il suo valore, relativamente parlando, è pressappoco di un grammo. L’ascesa spirituale fa salire il livello del nostro egoismo. Nella fase successiva, varrà 10 grammi, poi 100 grammi, poi si espanderà a 10 tonnellate, 10 milioni di tonnellate e così via.

n questo modo, i nostri desideri di ricevere crescono continuamente, realizzando ogni volta un nuovo vaso spirituale. Questo è il luogo dove il Creatore si rivela a noi, quando i nostri desideri sono diretti alla dazione e al benessere degli altri. Usiamo in continuazione il nostro desiderio, ci eleviamo al di sopra di esso, mentre si appesantisce sempre di più. Ecco perché è detto: “Non importa quanto un uomo si eleva al di sopra degli altri, la sua inclinazione negativa si eleverà comunque al di sopra di lui”.

Tutto questo dà origine alla crescita spirituale durante la quale il vaso, il desiderio, aumenta dentro di me, ed in parallelo alla crescita ricevo la Luce, la qualità della dazione.

Ne consegue che, salendo la scala spirituale, creiamo sempre più situazioni di sfida, fino all’odio, sentito dai discepoli di Rabbi Shimon all’inizio dei loro studi. E’ impossibile crescere senza attraversare questa fase. Il che spiega perché dobbiamo essere felici quando riveliamo il “male” dentro di noi- infatti, adesso lo possiamo correggere.

Domanda: Mentre succede a noi, chi acquista nuovi vasi: il gruppo intero o l’individuo?

Risposta: Solamente coloro che sperimentano balzi interiori di egoismo sono capaci di acquisire nuovi vasi. Mettiamo in pratica lo sforzo del gruppo di cui ognuno di noi beneficerà nella misura del proprio personale contributo. Conseguentemente, se la partecipazione di un individuo al lavoro generale non è sufficiente, egli ne riceve il minimo poiché non ha il “posto” dove fare entrare qualcosa di più grande.

Tutto succede proporzionatamente all’afflizione che attraversiamo; non ci sono compromessi. I nostri sforzi sono uguali alla nostra capacità di assorbire nuove porzioni di Luce. Non possiamo mai “incamerare” più di quanto abbiamo contribuito a fare, mai più di quello che diamo, poiché la nostra dazione, il nostro spingerci, il nostro desiderio, ci permettono di percepire i risultati.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.04.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La Tecnologia della “Saggezza delle Moltitudini”: Un’immagine di unione

Domanda: In un gruppo indiviso ognuno deve abbassarsi rispetto a tutti gli altri e allo stesso tempo elevarsi al di sopra di tutti. Cosa vuol dire?

Risposta: Quando discutiamo qualcosa, ci uniamo gli uni agli altri, ci nutriamo a vicenda. Supponiamo che un nostro amico stia parlando. Da una parte, è come se cercassimo di entrare in lui, di percepirlo, di essere insieme a lui. Dall’altra, quando io parlo, allora tutti sono inclusi dentro di me.

Ne segue che quando il mio amico esprime se stesso, io annullo completamente me stesso e cerco di assorbire tutto ciò che lui sta sentendo e pensando, nel cuore e nella mente. E quando toccherà a me, io tirerò fuori tutto da dentro di me, e tutti gli altri saranno inclusi in me nella stessa identica maniera. Questo è il primo, minimo presupposto.

Inoltre, gli uomini devono capire che devono elevarsi al di sopra dell’ego e che non devono guardare le proprie facce: non mi piacciono i suoi occhiali, non mi piace il suo naso, non mi piacciono i suoi capelli e così via. Vale a dire che mi alleggerisco della mia apparenza esterna nel partecipare alla conversazione. Proviamo a mettere insieme le nostre emozioni, i cuori, e le menti. E quando questo cuore e questa mente condivisi, cioè, le sensazioni ed i pensieri che caratterizzano una persona, saranno uniti, tutto questo creerà un’immagine di unione che è chiamata “moltitudine” o “gruppo”; altrimenti non è nemmeno una moltitudine.

Nel nostro mondo consideriamo una moltitudine o folla una massa di persone che si ritrovano nella piazza di una città per picchiare qualcuno. E’ molto facile gestire la folla media. Non è così nella società integrale. In questo gruppo di persone, si manifesta una protezione chiara. Infatti, nessuna forza esterna può fare niente ai suoi partecipanti perché essi si elevano ad un altro livello, e lavorano ad un’altra frequenza.

Quando gli uomini creano un’immagine di unione, tutti i nostri tipici stereotipi terreni, le agitazioni, e le influenze non li toccano – essi hanno un diverso livello di percezione.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Moltitudini” 06.05.2013)

Una dieta salutare per l’embrione

Domanda: Cosa si intende con “l’embrione mangia ciò che sua mamma mangia”?

Risposta: L’embrione è d’accordo con tutto ciò che gli viene dato ed accetta tutto come la cosa migliore possibile, anche se è del tutto ripugnante per il suo ego. Egli annulla il suo ego e sebbene ne senta l’influenza egli riceve, riceve passivamente, senza controllare le cose, cioè, “al di sopra della ragione”, e valuta tutto ciò che gli viene dato come se fosse la cosa più salutare e che fa meglio in assoluto al suo sviluppo.

Tutti noi sappiamo che il cibo più nutriente è sempre quello meno saporito. C’è il cibo saporito, e c’è il cibo nutriente, si tratta di due cose diverse. Tuttavia, poiché fa bene per raggiungere un traguardo ed il traguardo è molto importante per un uomo, egli accetta il cibo che disgusta il suo ego dando invece grande importanza al suo nutrimento.

Questo è ciò che succede nei livelli di Ibur (concepimento) e Yenika (allattare). Nello stato della grandezza, succede l’opposto: un uomo inizia a sentire un grande piacere nella dazione. Poi, deve lavorare contro questa sensazione per non ricevere questo piacere per se stesso. Questo si chiama “ricevere al fine di donare”, quando vede che il Creatore, in verità, è buono e benevolo. Egli non fa più restrizione su di sé o si annulla come negli stati di Ibur o della piccolezza.

Tuttavia, se l’embrione critica il cibo che Colui che è Superiore gli dà e non lo accetta come buono, allora avviene un aborto, una caduta del livello di Ibur.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La fonte di tutti i problemi dell’Universo

Domanda: Che cosa può motivare un medico a cambiare? E’ chiaro che un paziente  vuole diventare sano, ma per un medico? Come possono un medico e un paziente essere incoraggiati a diventare più vicini gli uni agli altri?

Risposta: Sono nato e cresciuto in una famiglia di medici. Mia madre è una ginecologa, mio padre era un dentista, anche mia zia e mio zio erano medici. Se improvvisamente qualcuno si ammalava,  una volta c’erano un fonendoscopio e farmaci; tutti sapevano cosa fare, avevi il trattamento, e tutto andava bene, senza problemi. A questo proposito, l’intero Dipartimento Salute era a casa mia.

La stessa sensazione di una famiglia dovrebbe esserci tra medici e pazienti; altrimenti non c’è fiducia nei confronti di un medico. Oggi un medico non può permettersi questo. Non importa quanti doni gli porti, lui è ancora sommerso da parte dei pazienti.

Quindi, dev’essere un sistema completamente diverso, con l’accento non sui farmaci, ma all’attenzione per la persona, come nell’antica medicina cinese.

Cioè, il sistema sanitario dovrebbe comprendere l’intera vita di una persona. Questa è una tecnologia della vita: come si nasce, quello che si respira, ciò che si mangia, l’impatto del vostro ambiente, come il corpo reagisce a tutto questo (come un sistema biologico al sistema circostante) e come vivi la tua vita – sposandoti, partorendo, diventando vecchio e, infine, morendo.

Ma tutto questo dovrebbe essere considerato come un sistema che è in equilibrio con la natura. E per questo, una persona dev’ssere organicamente, integralmente collegata alla natura, rispettare le sue leggi, capire cosa si richiede da lui e come lui deve sintonizzarsi con se stesso verso un’interconnessione reciproca.

Proprio come l’armonia e l’equilibrio dentro di noi significa la salute del corpo, l’equilibrio in natura vuol dire la salute dell’ambiente, quindi non ci dovrebbe essere l’omeostasi tra noi e l’ambiente circostante. Noi rompiamo l’equilibrio della natura, sconvolgiamo l’equilibrio in noi stessi ma, soprattutto, questo rompe l’equilibrio tra noi e l’ambiente. Qui, non corrispondiamo assolutamente ad essa.

E’ noto che la natura circostante agisce secondo la legge di auto-stabilizzazione: dai tanto quanto ricevi. Così, l’omeostasi è sostenuta e l’equilibrio è conservato. Ma siamo in disparità assoluta con la natura perché selvaggiamente consumiamo tutto senza dare niente in cambio, inquiniamo solamente.

Tutto dipende dall’educazione di una persona, sulla sua educazione ambientale in primo luogo. Ma noi chiamiamo questo educazione integrale, perché al fine di modificare l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura e della società, è necessario cambiare un essere umano in se stesso.

Viviamo in una società che ci colpisce sempre in modo negativo, e noi facciamo lo stesso, essendo guidati dal nostro egoismo: per consumare, per sopprimere l’altro, per guadagnare il più possibile – o meglio ancora rubare – senza dare nulla in cambio. Così dobbiamo correggere sia un essere umano che l’intera società.

Come risultato, arriviamo a una sola conclusione: l’uomo ha bisogno di essere cambiato. L’unica fonte di tutti i problemi dell’universo è l’essere umano. Purtroppo, non si presta attenzione a questo problema.

Così ora possiamo vedere come, da un lato, la crisi mette pressione su di noi – e si pulirà tutto, ma per la sua ferma mano. La natura non conosce dubbi, mette pressione in modo che alcune specie si estinguano, e questo è quello che potrebbe accadere con l’umanità, tutto si sta dirigendo verso questo. Dovremo affrontare l’ “Era Glaciale” e altri problemi ambientali e sociali. Vediamo che il nostro disequilibrio con la natura non ci porta a niente di buono.

Dall’altro lato, abbiamo il metodo in mano che mostra come possiamo tuttavia cambiare l’essere umano e farlo diventare parte integrante della natura. Allora saremo in grado di vedere l’intera natura: inanimato, vegetativo, animato e parlante come un unico organismo. Tra l’altro, questo è anche lo stesso modo di vedere della medicina cinese che tratta un essere non come un uomo a parte, ma come essere integrato nel sistema generale della natura.
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(Da Kab.TV “La Medicina del Futuro” 07.04.2013)

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Perché ho bisogno di un medico?

Domanda: Nonostante oggi un medico guadagni un sacco di soldi, non è felice. Si prende cura di molti pazienti e tutto questo viene fatto meccanicamente. Alla fine della giornata, torna a casa usurato, beve, fuma, e fa di tutto per calmarsi.

Anche il paziente non è felice perché non è in grado di ottenere la giusta attenzione e cura per la sua salute. Nessuno è soddisfatto come, ad esempio, si era nell’antica Cina, dove un dottore era soddisfatto nel vedere una persona sana di fronte a sé.

Ma se possiamo mostrare ad un medico che l’educazione integrale punta a modificare il sistema di assistenza sanitaria, che questo contribuirà a rendere il lavoro più piacevole, ed egli sarà in grado di godere di esso, allora forse, potrebbe essere interessato.

Risposta: Non credo che sia un argomento forte per cambiare l’intero sistema sanitario, soprattutto perché ci sono persone influenti che hanno creato questo sistema di proposito, e sono soddisfatte.

Questo è il motivo per cui la crisi deve manifestarsi. Essa li romperà e li costringerà a cambiare il sistema, a cambiare i loro modi di pensare, la loro visione della realtà, altrimenti non funzionerà niente. È possibile provare a cambiare il sistema dal basso, ma per fare questo, è bisogna modificare un essere umano.

Tu fai riferimento alla medicina cinese, ma si tratta di persone diverse che si trovano su un diverso livello di sviluppo egoistico.

Rendere una persona interconnessa con la società e aiutare il personale medico a connettersi tra loro al fine di sbarazzarsi di farmaci dannosi inutili e di controlli e ricerca totalmente inutili, al fine di permettere che il medico sia coinvolto con un paziente, che pensi a lui, invece di occuparsi di una quarantina di pazienti come una macchina, per fare questo abbiamo bisogno di relazioni completamente diverse tra le persone. Per questo è necessario cambiare la persona!

Tu non puoi mettere una moderna persona egoista in queste condizioni, essa non vede le altre persone. Dopo tutto, quando tu vedi un medico, egli non ti guarda nemmeno. Guarda il computer, controlla la pressione del sangue, e questo è tutto.

La medicina cinese è una relazione con una persona. Mentre qui, si tratta di un “rapporto” con la pressione sanguigna, il polso, e un paio di test che possono essere inseriti in un computer, che poi darà al medico una soluzione di ciò che ha a che fare con il paziente. Si scopre quindi che il medico non è praticamente necessario qui.
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(Da Kab.TV “La medicina del futuro” 07.04.2013)

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Il programma ed il programmatore

C’è una specie stampante virtuale dentro di me che scrive l’immagine del mio mondo. In altre parole c’è un programma dentro di me che mi guida e che proietta il mondo per me. In realtà non esiste. Tutto è interno, nei miei sentimenti, ma il programma gli conferisce l’apparenza di qualcosa di esterno.

Domanda: Cosa succede se gli amici decidono di concentrarsi su pensieri per creare una sola realtà e la connessione reciproca?

Risposta: Il programma mi mostra anche il gruppo nel quale lavoro. Mi sembra di essere tra altre persone e di fare decisioni assieme. Gli attributi interni proiettano alcune immagini, ombre di diverse forme, ma in realtà queste non esistono.

Così allo stesso modo, la nostra decisione collettiva e la mia resistenza interiore ad essa sono del tutto determinate dal programma. C’è solo un modo di correggerlo: Se sono a conoscenza del programma e della realtà che è proiettata da esso, e desidero unire tutto assieme, per connettermi. In quel caso, mi innalzo al livello del programmatore e capisco perché ha disposto tutto questo per me.

D’altra parte,ottengo la conoscenza del programma, e inoltre, vedo quali immagini disegna nella mia immaginazione. Così, quando correggo la mia immaginazione attraverso l’uso del programma, controllo queste immagini e le unisco assieme. Quindi attraverso diverse corruzioni e correzioni e, alla fine, scopro la mente del programmatore, il Piano della Creazione. Questo è l’effetto cercato del processo – essere incorporati nello scopo della creazione.

Domanda: Questo vuol dire che il programmatore desidera che noi siamo costantemente in due mondi, quello immaginario e quello reale?

Risposta: E’ essenziale che noi scopriamo il goal della creazione da soli. Per quale motivo? Per trattarlo con rispetto.

Dopo tutto, il mio ego mi tira verso il basso, mi offre il sonno e mi distrae. Se desidero svegliarmi, c’è solo un modo per farlo: usare questo programma, l’ambiente, e tutto quello che è collegato ad esso, ma solo se, contemporaneamente, rispetto il programmatore. Questo è detto portare la soddisfazione al Creatore nella Kabbalah.

Domanda: Allora, come dovrei integrare questi due sistemi?

Risposta: Dovresti semplicemente stare assieme agli amici. Adesso, sembrano degli sconosciuti esterni a me stesso. Più tardi, sentirò che, nonostante questa rappresentazione, essi sono dentro di me. Sono miei, i miei amati, connessi reciprocamente ed incorporati in un unico. Allora, nella connessione tra di loro, inizierò a rivelare la sorgente, il Creatore. Tutto questo sarà come un unico insieme.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Tutti sono uguali nel gruppo

Domanda: A volte, un gruppo forte riesce a bloccare una persona che è un leader e un organizzatore, come si puo’ cercare di farlo diventare uguale a tutti gli altri. Che cosa dovremmo fare in questo caso?

Risposta: In passato, la gente usava dire: “Se c’è una testa che vuole distinguersi, dovrebbe essere emarginata.”

Il gruppo non può e non deve lasciare che la testa di qualcuno sia sopra gli altri. Tutti sono uguali, in tutto! Il gruppo è tutta la comunità, e non ci dovrebbero essere dubbi qui.

Se vedete che c’è una persona con doti speciali nel vostro gruppo, una persona che ha delle abilità speciali, come lavorare sotto pressione, pazienza, desiderio, e così via datele qualcosa da fare al di fuori del gruppo. Testatelo attraverso questo, e poi portatelo fuori dal gruppo. Lasciatelo impegnarsi in qualcosa di esterno che lo stacchi dal gruppo in modo che non creerà alcun pettegolezzo o problemi nel gruppo. Tuttavia, fintanto che una persona è nel gruppo, non deve distinguersi. E’ anche una specie di test per vedere se ha la forza di volontà di frenare continuamente se stesso in modo che il gruppo sia omogeneo.

Parlate con lui separatamente: “Anche se starai fuori, guarda e impara dagli altri. Questa è la tua missione. Bisogna comportarsi come gli altri, e in nessun caso essere superiore a loro. Questo è l’unico modo per esprimere se stessi. Questo non è il posto giusto per rovesciare il tuo cuore. ” Così, egli allena se stesso.

Domanda: Quando dovrebbe essere portato fuori dal gruppo se non si comporta allo stesso modo di tutti, ma prova comunque a farlo?

Risposta: Il gruppo non deve tollerare tali tentativi. Se riesce a controllare se stesso, lasciatelo nel gruppo, ma fateli sviluppare le sue capacità organizzative. Tuttavia, se non ha capacità organizzative, ma le piace solo far rumore, a poco a poco si abituerà a non distinguersi nel gruppo. Ci sono persone che non possono accettare questo e che pensano, come i bambini: “Come potrei sedermi insieme con gli altri?”

Tali persone dovrebbero essere portate fuori dal gruppo.

Da un discorso sull’educazione integrale 4/4/13

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La spiritualità ha la propria Matematica

Domanda: Sappiamo che non c’è nessun “quasi” nella spiritualità ma, allo stesso tempo, il cammino spirituale è diviso in livelli, ed ognuno di essi ci avvicina alla perfezione. Come si mette d’accordo l’assoluto con il graduale avanzamento?

Risposta: Ad ogni livello, ad ogni grado della spiritualità, ognuno di noi ha le proprie misurazioni, in base all’ordine della realizzazione dei Reshimot (memorie spirituali). Il grande vaso generale è stato frantumato in pezzetti, ed ogni pezzetto ha i propri limiti, le proprie misure di congiunzione con gli altri, le proprie misure di correzione, e le proprie “misurazioni degli sforzi”, sia come valore assoluto che individualmente.

Infatti, non c’è alcun “quasi” nella spiritualità. Se, ad un dato livello, si correggono nove parti su dieci, allora non si è ancora riusciti a correggerlo. Solamente dopo aver corretto la decima parte si completa il lavoro.

Nella stessa maniera l’elettrone non può esistere separatamente dall’atomo. L’atomo è fatto di molte particelle e devono essere tutte al posto giusto. In seguito altre forme più grandi e più complesse vengono create: molecole, cellule e corpi, e tutte devono essere nella loro totale misurazione. Anche la misura più piccola deve essere completa, fino alla particella più piccola in assoluto.

Domanda: Da una parte, tutti devono essere come un solo uomo con un solo cuore, e dall’altra, si dice che ogni uomo può giudicare il mondo intero o con la scala del merito o sfavorevolmente. Come lo spieghiamo?

Risposta: E’ impossibile spiegarlo al nostro livello. E’ impossibile percepirlo con la nostra mente. Non sono le leggi della matematica ordinaria che sono all’opera qui, in base alle quali uno più uno fa due. La spiritualità ha la sua matematica.

Domanda: Che cos’è la “misurazione completa”? Qual è il criterio della completezza?

Risposta: Una misura completa è segno di cambiamento di ogni livello, in base al principio di “Mi sono sforzato ed ho trovato”. Mi impegno sempre di più e all’improvviso “salto” in un nuovo stato. E’ solamente in base a questa reazione che so per certo di essermi impegnato abbastanza. E’ impossibile prevederlo. Non c’è un “contatore”, nessuna indicazione precedente, con cui poter giudicare il mio successo.

E’ perché lavoriamo “al di sopra della ragione”, nella dazione, e la dazione non può essere misurata. Le misure sono sempre nel desiderio di ricevere. Nella dazione, la misurazione può essere fatta solamente rispetto alla rivelazione, e quindi è sempre in base a “Mi sono sforzato ed ho trovato”. Questo “trovare” è il controllo definitivo.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar“)

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